Canapé misti di pane di segale integrale

3 06 2012

rye bread canape mix

Un paio di mesi fa sono stato contattato dall’Ufficio Comunicazione italiano di Pema, azienda tedesca produttrice di pane integrale di segale, proponendomi di provare il loro nuovo pane biologico. L’azienda già la conoscevo da consumatore (di tanto in tanto acquisto Pema Pratico, la confezione con porzioni monodose di cinque varietà di pane integrale) e, unitamente al fatto che già nei prodotti non bio adottano un’etichetta “pulita” (pochi ingredienti e zero additivi), oltre alla praticità di un pane facilmente trasportabile e conservabile, ho accettato ben volentieri la proposta.

Il cestino Pema Biologico è composto da 10 porzioni di pane da 50 grammi ciascuna, realizzato con cereali integrali da agricoltura biologica, lievitazione naturale e cottura lenta. Quattro le varietà di pane presenti nella confezione: un pane integrale alla segale (segale integrale, pasta madre, acqua e sale); un pane integrale ai quattro cereali (segale, avena, orzo e frumento); un pane integrale di segale con semi di lino; e infine, un pane integrale di farro (con una lieve percentuale di segale).

Il gusto e la consistenza sono quelli tipici del vero pane di segale integrale tedesco. Mi è capitato di provare altri pani di segale confezionati e, rispetto a questi, ne ho apprezzato la consistenza granulosa e il sapore pieno e ricco al palato. In particolare ho apprezzato molto quello ai semi di lino, piacevolmente gustoso.

Niente di meglio quindi che provarli sotto forma di piccoli canapé in accompagnamento a una (birra) bionda tedesca. Se avete amici a casa, birra in frigo, e una scorta di creme e affettati vegetali, in 20 minuti o anche meno ecco una serie di stuzzichini molto, molto invitanti. 

Canapé misti con pane di segale integrale

Più che una ricetta, quanto mai banale, si tratta di suggerimenti per preparare stuzzichini sfiziosi adatti a palati esigenti. Da variare naturalmente a piacere. Le dosi sono per circa 4 persone.

pane integrale di segale (Pema Bio) 1 confezione da 500 g
crema di olive e kombu (Frantoio Lotus)
olive nere snocciolate
burro vegetale (Burrolì)
salame vegetale (Wheaty)
cetrioli sott’aceto
senape
wurstel vegetale affumicato
tofu affumicato
caviale di alghe
(Ikea
limone 1
pepe di Szechuan

Estraete le porzioni monodose da 50 grammi e ricavatane da ognuna 4 quadrati che potrete utilizzare così come sono o tagliare con forme da biscotto.

Canapé di segale, olive e kombu: versate su ogni canapé un cucchiaino di crema di olive e kombu e appoggiatevi sopra un’oliva snocciolata. Fissate con uno stecchino di betulla.

Canapé di farro, salame e cetriolo: affettate a rondelle grandi due cetrioli sott’aceto; spalmate i canapé di farro integrale con un velo di burro vegetale. Appoggiatevi sopra una fettina di salame vegan arrotolata e una rondella di cetriolo.

Canapé piccante ai quattro cereali e wurstel: affettate un paio di wurstel vegan affumicati. Un cucchiaino di senape piccante su ogni porzione e una fetta di wurstel ed è fatta.

Canapé di tofu affumicato, semi di lino e caviale di alghe: con una tasca da pasticceria formate una decorazione su ogni fettina di pane con il burro vegetale. Appoggiate quindi vicino un cucchiaino di caviale di alghe. Affettate il tofu affumicato molto sottilmente con un coltello affilato, appoggiatene una fettina arrotolata su ogni canapé, aggiungete una piccola fetta di limone con la buccia e fissate il tutto con uno stecchino. Completate con qualche grano di pepe di Szechuan. 

20 minuti

 
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Canapé con crema di tofu e germogli di alfa alfa

30 03 2011

canapés with tofu cream and alfa-alfa sprouts

Una delle cose sicuramente più stimolanti dello scrivere un blog è la quantità di persone interessanti che ho conosciuto su questo spazio. Con alcune si è in contatto ormai da anni (alla fine sono già passati quasi quattro anni e mezzo da quando ho iniziato a documentare il mio passaggio dal latto-ovo-vegetarianesimo al veganesimo e il blog l’avevo concepito come stimolo iniziale per continuare), con altre magari solo da poco tempo, ma è incredibile il livello di sintonia che si riesce a instaurare tra persone che in ogni caso condividono una realtà soltanto virtuale come questa. E alcune persone ho avuto anche la fortuna di incontrarle in carne e ossa, e spero di conoscerne prima o poi anche altre.
Ed è grazie al blog che ho fatto anche conoscenza con una ragazza da cui non si può che imparare costantemente, e che è anche una delle migliori penne in circolazione sulla rete, per stile, ironia e preparazione: Grazia, ovvero Erbaviola.
Per chi ancora non sapesse chi è, consiglio visite regolari al suo blog, anche per la sua grande disponibilità nel divulgare informazioni utili e per risolvere dubbi, amletici e non.

Ma è di una cosa che le sono maggiormente grato. Finalmente, dopo anni e anni di esperimenti col mio Toni, quest’ultimo non si ribella più contro di me nel propormi semi rinsecchiti o colture batteriche da distruzione di massa. E il suo “L’orto dei germogli” è ormai diventato un amico fedele, un novello Virgilio che mi guida in quello che per me era ormai l’inferno della germogliazione casalinga.

Il libro, edito dalla casa milanese FAG, si compone di otto capitoli: si parte dalla storia dei germogli e dalla loro importanza un tempo nell’alimentazione umana, alle loro eccezionali proprietà nutritive. Poi la parte per me più importante: la coltivazione domestica. Grazie alle spiegazioni chiare e concise sono ora in grado di produrre cibo vivo e vitale e non armi batteriologiche. Segue una lunga carrellata di tutti i germogli commestibili possibili e immaginabili, con proprietà e caratteristiche (avevate mai sentito parlare del trifoglio incarnato?), a cui seguono le modalità di consumo. Comode tabelle riassuntive accompagnano inoltre la lista dei principali produttori di semi biologici.
Da ultimo il compendio per evitare i principali errori di germogliazione (manco a farlo apposta, per produrre le mie bombe batteriche ho scoperto di farne almeno dieci contemporaneamente) e infine alcune interessanti ricette, da cui ho impunemente copiato questa che vi presento.

Il tutto al prezzo di una pizza e birra. Ma i germogli fanno molto meglio, no?
…E allora accattatevillo!!! (Non prima di aver letto anche quello che ne hanno detto, fra gli altri, KiaIsabella e Alice).

Canapé di crema di tofu con germogli di alfa alfa

Ricetta di una semplicità quasi banale, ma perfetta come finger food da aperitivo. Così come la presento (pedissequamente copiata dal libro a pagina 190) ha un gusto fresco e pulito, che esalta tra l’altro il lieve sentore piccante dei germogli. I germogli li ho ottenuti da semi biologici nel tempo record di 3 giorni (Grazia ne dà un tempo di germogliazione di una settimana, ma evidentemente Toni si è particolarmente impegnato dopo anni di cattivo utilizzo…). Le dosi sono per 4 persone.

pancarré integrale 8 fette
germogli di alfa alfa (erba medica) 20 g
tofu 300 g
olio extravergine d’oliva 4 cucchiai
latte di soia 2 cucchiai
sale marino integrale
pepe nero
erba cipollina

Sciacquate velocemente i germogli e l’erba cipollina, tamponandoli bene per farli asciugare.
Frullate il tofu con l’olio, il latte, sale e pepe, ottenendo una crema consistente. Aggiustate poi ancora di sale e pepe.
Ricavate dei canapé dal pane con un tagliabiscotti sagomato.
Con una siringa da pasticceria, decorateli con la crema di tofu. Ricoprite con un po’ di germogli e spolverizzate di erba cipollina tritata.

20 minuti
(+ 4-7 giorni per la germogliazione dei semi)

Per la serie, viva il finger food, vedi anche:

Le tartine con paté di seitan e il tofu al lapsang souchong con pepe di Szechuan.

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