Golosi di Salute

28 12 2010

golosi di salute, alba

Era da un po’ che facevo il filo alla pasticceria di Luca Montersino e, complice un sabato pomeriggio di un paio di settimane fa in cui LDM e io siamo andati ad Alba per una commissione, ho subito colto la palla al balzo per una visita al suo tempio.

Avendo sfogliato in libreria il suo libro omonimo, ero piuttosto curioso di vedere se la sua pasticceria salutistica prevedeva in qualche modo delle elaborazioni in chiave vegan. Carico di aspettative, la prima cosa che abbiamo fatto arrivati in città è stata quella di andare alla ricerca della pasticceria, impresa piuttosto semplice dato che si trova in pieno centro storico proprio dietro il Duomo.

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Varcata la soglia, attraversato uno stretto corridoio fiancheggiato da banconi carici di prelibate creazioni, ci siamo diretti alla sala degustazione, a metà tra l’essenziale e il neo-barocco (ma comunque nell’insieme molto piacevole), dove ci siamo seduti in attesa (trepidante, almeno la mia) di scorrere il menù. Menù effettivamente interessante, con una buona selezione di bevande a base di latte vegetale, caffè e caffè d’orzo, succhi di frutta bio, vini delle Langhe. Nessun cenno però alla pasticceria, ma veniamo presto invitati dalla giovane cameriera, molto gentile, a scegliere da noi quali degustare.

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“Io sarei vegano, avete qualcosa senza uova e latticini?” faccio io, speranzoso… “Dovremmo avere qualcosa…” Listino ingredienti alla mano, ha inizio la ricerca… “Questa è senza uova, ma c’è il latte”, “Questa è senza latticini, ma con le uova”, “Questi sono senza latticini e uova, ma hanno la gelatina”… La possibilità di affondare la forchetta in una friabile pasta frolla, o di avventarmi con il cucchiaino in un’invitante crema pasticciera si fanno sempre più remote. La signora di mezza età alla cassa arriva in soccorso: “Ah sì, abbiamo qualcosa per vegani, una torta pere e caramello – senza latticini, uova, glutine – insomma, non ha proprio nulla di nulla…” (una campionessa di marketing, fra un po’ dimmi pure che fa schifo!) – “OK, aggiudicata!!!” – “Ehm, ci sarebbe un problema…” – “?!??” – “L’abbiamo terminata… Ne abbiamo una pronta nell’abbattitore, ma bisogna farla scongelare e ci vuole almeno mezz’ora…”. Che sfiga… I miei sogni di gloria sfumano così in pochi istanti, di aspettare più di mezz’ora per una fettina di torta, per quanto promettente,  non se ne parla proprio, okay essere vegano, ma masochista no Occhiolino

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Per fortuna la pagina delle cioccolate calde offre alcune valide proposte, come quella che alla fine ci concediamo: due tazze di fumante Kumabo, ovvero cioccolato fondente sciolto in latte di riso, piacevolmente amara, per veri intendori. Decisamente una bomba corroborante, che non mi fa rimpiangere la torta-senza-nulla. Peccato, sarà per la prossima volta, nella speranza che magari Montersino se ne esca con qualche ulteriore opzione cruelty-free. In ogni caso alla cassa ne approfitto per acquistare una confezione di Burrolì, la sua ultima creazione salutistica molto interessante: un burro-margarina senza latticini e olii di palma, composto da olio di riso, olio extravergine d’oliva e burro di cacao. Un’alternativa vegan estremamente salutare (e anche piuttosto costosa) che adesso fa bella mostra di sé nel mio frigo in attesa di utilizzo. Adesso mi toccherà “veganizzare” qualcuna delle sue ricette (che dite, poi gliela giro?).

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Golosi di Salute
Piazza Rossetti 6
12051 Alba (CN)
Tel. 0173 442983
Google Maps

Cucina: pasticceria e caffetteria
- carne/pesce: alcuni tramezzini contengono affettati e alcuni dessert gelatina
- latticini:
- uova:
Orari: mar-dom 07.30-13 e 15-19.30, chiuso lun, 10 gg a gennaio, 10 gg ad agosto
Prezzi: EUR 5-10 (dolce + bevanda)
Proposte vegan: torta caramello-pera; caffetteria a base di latte di soia e riso; cioccolata calda a base di latte di riso e cioccolato fondente.
Note: carte di credito accettate; accessibile ai disabili.

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Roma vegan

12 11 2006

Visioni notturne…

Insegne feline

Breve resoconto del frenetico fine settimana romano… Dopo sei ore di Eurostar, arriviamo stremati a Roma verso le 12… Giornata splendida, ma gelida. Dopo essere stati fregati da un taxi abusivo, che per la modica cifra di 20 € ci conduce all’albergo (scopriamo poi in serata che il prezzo della corsa con un mezzo regolare ci sarebbe costato circa un terzo…), verso le 14 riusciamo a raggiungere Piazza di Spagna. Attirati dagli effluvi provenienti da via Margutta (okay, mi ero stampato l’elenco dei ristoranti vegetariani di Roma!), raggiungiamo il trendyssimo Margutta RistorArte, dove il sabato viene allestito un interessante Green Brunch. Alla (modica) cifra di 15 € avrete diritto a:

  • un tris a scelta dal ricco buffet (poco vegan, purtroppo…)

  • una zuppa (qui ho fatto il bis di nascosto!)

  • un bis di dolce

  • una macedonia

  • acqua

  • pane

  • un succo di frutta

  • un caffè americano

Dopo aver attentamente spulciato il buffet alla ricerca di piatti vegan nascosti tra migliaia di ricette formaggiose, essermi incazzato alla vista di una fantastica pasta con le melanzane che è comparsa quando ormai avevo riempito il mio piatto di tristi carote al vapore, aver mendicato a un cameriere la zuppa d’orzo che tardava ad arrivare dalle cucine, aver calpestato un bambino per fiondarmi sulla zuppa fumante appena arrivata ed essermi commosso di fronte all’unico dolce vegan disponibile (un ottimo strudel di mele!), sono comunque uscito piuttosto soddisfatto e corroborato… Voto: 9 all’ambiente, 8 al cibo, 4 alla scelta di piatti vegan, 7 al servizio.

Decisamente migliore la cena a casa di Stefano, un caro amico che fra poco non sarà più romano (per gioia sua), dato che si trasferirà a breve nelle brulle lande germaniche.
Ci vengono infatti offerti:

  • penne alla Norma vegan (e così mi sono ampiamente rifatto della pasta alle melanzane sfuggitami a pranzo!)

  • un fantastico hummus super-aglioso

  • zucchine, patate, peperoni e melanzane al forno

Voto: 10! Senz’ombra di dubbio!

Il giorno dopo ci rechiamo al nuovo Auditorium per il concerto (una sinfonia di Berlioz) per cui siamo venuti. Nonostante le scarse ore di sonno, riesco a tenere gli occhi aperti fino alla fine… Ma è ora di magnare, per fortuna!! Pranzo senza infamia e senza lode al ristorante dell’Auditorium, ed è purtroppo già ora di fare ritorno a Torino… Sette ore di Eurostar da suicidio, allietate però da un panino vegan decisamente non male dell’Autogrill (pane alle olive con all’interno le immancabili melanzane e una discreta crema di pomodori secchi).

Giudizio complessivo: anche se Roma la conosco abbastanza bene, ventiquattr’ore sono sempre poche per godersi questa splendida città!

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