Monregalese

10 12 2012

vicoforte

A est di Cuneo si estende una zona storica del Piemonte, il Monregalese, di nascoste bellezze e di natura ancora ben preservata. La zona la conosco abbastanza bene, avendoci trascorso innumerevoli vacanze, e che, grazie alla seconda casa dei miei, diventa un rifugio speciale dallo stress e dalla frenesia lavorativa.

mondovì

Il Monregalese costituisce l’estremità sud-ovest delle Langhe. Il fulcro è Mondovì, una graziosa cittadina di impianto medievale e barocco, divisa in due parti: il quartiere Piazza, abbarbicato sull’omonimo colle, e Breo, ai piedi della collina, da cui è possibile salire a Piazza tramite la bella funicolare di inizio Novecento da poco restaurata.

mondovì mondovì mondovì mondovì

Mondovì Piazza, con le sue architetture barocche e i suoi resti medievali, le sue stradine tortuose e la vista sulle colline e sulle montagne vicine, è di gran lunga la parte più affascinante della città. Qui si possono visitare la Cattedrale di San Donato e la Chiesa di San Francesco Saverio, il Palazzo di Città e il Palazzo dei Bressani.

mondovì

A Mondovì Piazza si può pranzare o cenare da La Bua, osteria di livello ospitata in un palazzo storico, dove è possibile gustare buoni piatti indiani (chiedete sempre di farvi cucinare le portate senza ghee ma con olio) e visitare l’infernot, la classica cantina piemontese, in questo caso regno di affascinanti muffe secolari. Con la precedente gestione era possibile anche cenare con piatti di ispirazione macrobiotica e vegan, di gusto ricercato, ma la titolare ha purtroppo abbandonato l’attività di ristorazione per dedicarsi al vicino Okra Eco-Store.

la bua, mondovì pakora la bua, mondovì la bua, mondovì indian rice la bua, mondovì

Giù in basso, a Breo, tra le vie porticate, si apre un bello spiazzo in cui si erge la Chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, con la sua scalinata di marmo e la Fontana del Delfino (più simile a un mostro marino, per la verità). Una vasta scelta di prodotti bio e vegan si può trovare da Il Frutto Proibito (che non vende carne e pesce, tra l’altro) mentre vale la pena di gustare un sorbetto o un gelato di riso alla Gelateria Lurisia. Nella parte invece più moderna e anonima, dal lato opposto della zona storica, è infine possibile acquistare tofu e seitan alla Gastronomia Marchisio e, su prenotazione, farsi preparare piatti vegan da asporto. Poco fuori Mondovì c’è poi il Molino Bongiovanni, con il suo spaccio, in cui però purtroppo non sono ancora riuscito a passare.

mondovì

A pochi chilometri da Mondovì, a Vicoforte, sorge uno dei tesori più belli e meno conosciuti d’Italia, l’enorme Santuario barocco progettato da Ascanio Vitozzi, con la sua impressionante cupola ellittica (la più grande del mondo).

vicoforte

Nella zona porticata a est del Santuario la Panetteria Corsini offre paste di meliga e cremino (due specialità dolciarie piemontesi) inaspettatamente prive di ingredienti animali (ho controllato attentamente la lista degli ingredienti).

vicoforte vegan paste di meliga vicoforte

Ma Vicoforte è anche il regno di uno dei principali cioccolatieri italiani, Silvio Bessone. Nel suo regno, Le Delizie, a pochi passi dal Santuario, potrete deliziarvi con le sue creazioni di cioccolato fondente e gianduia senza latte ispirate al mondo della musica.

silvio bessone's chocolate

Nelle valli alpine che si dipanano da Mondovì, altre piacevoli sorprese gastronomiche si svelano insieme a paesaggi rurali e naturali ancora incontaminati. A Lurisia Terme, frazione di Roccaforte Mondovì, oltre a sgorgare la celebre acqua omonima salita alle stelle gastronomiche grazie a una sapiente opera di marketing, troverete la migliore pizzeria della zona, Amadeus, che propone pizze dagli ingredienti genuini ma, soprattutto, in cui è possibile farsi mettere il tofu al posto della mozzarella come condimento. C’è anche la possibilità di richiedere l’impasto lievitato naturalmente con pasta madre, ma purtroppo come attivante c’è il miele, quindi non adatto a chi è vegan. La pizzeria propone inoltre alcuni piatti interessanti, come una ottima minestra di riso realizzata con le farine del Mulino Bongiovanni.

focaccia with hawaiian salt amadeus, roccaforte mondovì rice cream

Nella Valle Maudagna, alle pendici del Monte Moro, oltre che sciare d’inverno e fare escursioni d’estate, è poi possibile cenare veg all’Hotel Miramonti di Frabosa Soprana (su prenotazione, ne avevo parlato qui) mentre, per chi è goloso come me, il vero paradiso è la pasticceria Sugar Free di Frabosa Sottana. Qui è possibile gustare ottima pasticceria secca di tradizione piemontese (baci di dama e risole sono eccezionali) realizzata senza uova, latticini e saccarosio, così come crostate, biscotti e fette biscottate salutari e golose allo stesso tempo.

vegan pastries from sugar free, frabosa sottana

Non lontana da Torino e da Genova, la zona delle Langhe Monregalesi si offre in tutto il suo fascino e la sua semplice eleganza per un soggiorno che coniuga alla perfezione piaceri gastronomici (vegan, naturalmente!), arte, cultura e attività all’aria aperta.

mondovì

 

Il Monregalese
per golosi vegan

Osteria La Bua
Via Vasco, 8
Mondovì Piazza
12084 Mondovì (CN)
Tel. 0174 558212
www.labua.it  
Cucina indiana, attenzione al ghee, chiedere sempre di utilizzare olio al suo posto.

Il Frutto Proibito
Corso Statuto, 2
12084 Mondovì (CN)
Tel. 0174 42423
Erboristeria e negozio bio con un’ottima scelta di prodotti vegan, seitan, tofu e pane cotto al forno a legna.

Gelateria Lurisia
Via Luigi Einaudi, 2
12084 Mondovì (CN)
Tel. 0174 43525
www.gelaterialurisia.it
Ottimi sorbetti preparati con acqua Lurisia e golosi gelati vegan di riso.

Gastronomia Marchisio
Piazza Monteregale, 2/C
Mondovì Altipiano
12084 Mondovì (CN)
Tel. 0174 42851
www.gastronomiamarchisio.it  
Su prenotazione, gastronomia salutista vegan da asporto.

Molino Bongiovanni
Via Case Molino di Pogliola, 1
12089 Villanova Mondovì (CN)
Tel. 0174 686106
www.molinobongiovanni.com  
Ci si trova di tutto! Hanno anche un sito vendite online (www.tibiona.it).

Le Delizie
Via F. Gallo, 19
12080 Vicoforte (CN)
Tel.0174 563312 
www.silviobessone.it  
Cioccolato di alta qualità dalle ispirazioni musicali, è possibile visitare anche il laboratorio.

Amadeus
Via delle Terme, 6
Lurisia Terme
12080 Roccaforte Mondovì (CN)
Tel. 0174 583572 
Pizza adatta anche a vegan e intolleranti al lattosio, con utilizzo di tofu al posto del formaggio.

Hotel Miramonti
Via Roma, 84
12082 Frabosa Soprana (CN)
Tel. 0174 244533
www.miramonti.cn.it
Cucina vegan macrobiotica al ristorante dell’albergo su prenotazione.

Sugar Free
Via Gosi, 21
12082 Frabosa Sottana (CN)
Tel. 0174 345404
www.nientezucchero.it
Ottima scelta di pasticceria secca senza latticini, uova e saccarosio, oltre a crostate e fette biscottate artigianali vegan.

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Claudia Lotta Sweet Designer

12 01 2012

claudia lotta, turin

Claudia Lotta l’ho scoperta per caso una sera in carcere. O meglio, in un ex-carcere torinese, “Le Nuove”, riallestito in spazio espositivo.  E in occasione di “The Others”, fiera di arte contemporanea che si tiene a inizio novembre, Claudia esponeva le sue invitanti creazioni in un’ala della vecchia prigione. Ho preso il suo biglietto da visita, incuriosito dalla sua bravura, covando la speranza di scovare qualche sorpresa vegan nel suo atelier.

claudia lotta, turin

Detto fatto sono così andato a curiosare in un pomeriggio di ferie tra Natale e Capodanno. Il laboratorio, in una via del centro storico parallela al Po, è una vera e propria bakery di stampo anglosassone e, se non fosse per le scritte in italiano, parrebbe proprio di essere a Londra o a New York.

claudia lotta, turin claudia lotta, turin claudia lotta, turin claudia lotta, turin claudia lotta, turin claudia lotta, turin

Bianco e colori pastello dominano il piccolo ambiente, sapientemente ingrandito da specchi e rientranze. Sedie da giardino, piccoli tavolini, un albero stilizzato porta-biglietti da visita, bigiotteria e oggettistica a guisa di dolcetti si armonizzano con cupcake e torte decorate, che  fanno bella mostra di sé anche nella vetrina su strada.

claudia lotta, turin

Per fortuna le mie speranze non vengono disattese. Alla mia domanda di rito, arriva la conferma inaspettata. Non ha purtroppo cupcake vegani da gustare subito, dato che la domanda per ora è ancora bassa, ma può prepararli con un paio di giorni di avviso mezza giornata di anticipo (si possono ordinare al mattino e gustare al pomeriggio), avendo elaborato appositamente delle ricette speciali prive di derivati animali. L’ordine minimo è di sei minitorte (circa 600 g), racchiuse in una leziosa scatoletta di cartone rosa.

claudia lotta, turin claudia lotta, turin claudia lotta, turin

Ne ordino dodici per Capodanno. Base di torta al cioccolato, una metà con frosting di cioccolato fondente, l’altra di pistacchio. Tutti e dodici impreziositi poi da un orologio di mezzanotte in pasta di zucchero. Allieva della londinese Peggy Porschen e formatasi anche alla Wilton School, la più importante scuola di cake decorating degli Stati Uniti, Claudia, psicologa per formazione ma sweet designer per passione, è davvero brava. La base al cioccolato è deliziosa e adeguatamente soffice, non troppo dolce, in perfetto equilibrio con il frosting (che va a invadere anche il centro della tortina) zuccherino e morbido, in particolare nella versione al pistacchio.

claudia lotta, turin

Il mio augurio è naturalmente quello che la domanda di dolci senza derivati animali aumenti, in modo tale da poter assaggiare una delle sue delizie senza doverle prenotare in anticipo. Il mio consiglio è quello di lasciarvi guidare dalla sua fantasia e dalla sua passione nella realizzazione di dolci decorati senza latticini e uova che nulla hanno da invidiare a quelli della tradizione classica.

claudia lotta, turin

Claudia Lotta
Sweet Designer

Via Alfonso Bonafous, 7
10123 Torino
Tel. 011 4270053

Produzione dolciaria: vegetariana, vegan su ordinazione
Orari: mar-sab 16-20, dom 10-13
Prezzi: cupcake 3 €, cupcake decorati 4,50 € – ordine minimo 6 pezzi
Note: solo asporto; carte OK.

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Qui Torino 1

21 12 2011

olympic arch

E dato che ogni tanto non sono sempre con la valigia in mano e cerco di godermi quello che offre la mia città, mi sembra giusto dedicarle un po’ di spazio. È per questo che mi piacerebbe condividere di quando in quando luoghi ed esperienze viste non più con gli occhi del viaggiatore, ma del residente. Un’occhiata da insider, per ricordarmi quante cose interessanti ci siano da fare anche nei luoghi che si vedono tutti i giorni.

LUOGHI

il giardino del castello mosaic

Una visita al neonato Giardino del Castello, orto medievale nel fossato di Palazzo Madama. Nel cuore di Torino, sotto le torri medievali della Fortezza degli Acaja, un piccolo spazio di quiete con varietà antiche e locali di frutta, ortaggi, erbe medicinali e aromatiche, fiori. E dove bagnare la terra con anfore di terracotta forate.

il giardino del castello il giardino del castello il giardino del castello il giardino del castello il giardino del castello 150

Inserita tra Palazzo Reale e l’Armeria Reale, la Biblioteca Reale custodisce preziosi volumi del XVIII secolo (alcuni periodicamente esposti in piccole mostre gratuite regolari), oltre all’Autoritratto di Leonardo da Vinci (visibile solo in occasione di eventi speciali, come quella in corso alla Venaria Reale). E, dall’altro lato di Piazzetta Reale, le esposizioni a ingresso libero nel retro dell’austero Palazzo Chiablese.

biblioteca reale palazzo chiablese palazzo chiablese

Segni indelebili delle Olimpiadi Invernali del 2006, il purtroppo decadente Villaggio Olimpico di Camerana e Rosenthal, fa da contrappunto al bell’esempio di architettura razionale degli Ex-Mercati Generali (che si spera tornino a nuova vita presto), il tutto sovrastato dall’elegante Arco Olimpico di Hugh Dutton, che circonda la passerella pedonale che conduce al Lingotto, nell’attesa di essere utilizzato presto per nuovi scopi.

olympic village olympic village olympic village

CIBI

Alla Crocetta, ma con un punto vendita anche in centro, L’Angolo dei Sapori è un vero concentrato di cose buone, a partire dalla ricca offerta di frutta e verdura, artisticamente disposta su piramidi. Da provare la pasta di semola di Masciarelli, prodotta in Abruzzo ed essiccata a basse temperature.

food mosaic, turin

Se volete sentire parlare ancora piemontese mentre scegliete tra una ricca offerta di grissini stirati all’acqua (senza strutto), aceto di Barbaresco e cioccolato artigianale torinese, da provare il Biscottificio Mautino, in Borgo Po, che vende anche piccole specialità non sempre facilmente reperibili provenienti dal resto d’Italia e dall’estero.

SHOPPING

Istituzione torinese per chi ama cucinare, il negozio storico di De Carlo (compie 100 anni l’anno prossimo), affacciato sulla barocca Piazza Carignano, offre il meglio in commercio nel settore del pentolame e della coltelleria da cucina, da Staub ad Alessi. E il personale è molto gentile (cosa non sempre comune a Torino, purtroppo).

de carlo de carlo de carlo

All’interno di una delle tante palazzine Liberty di corso Francia, non lontano da Piazza Statuto, è stato inaugurato da poco l’Atelier Beaumont, sartoria di alta moda femminile in un bellissimo appartamento d’inizio Novecento perfettamente conservato. La stilista, Paola, è vegana, e propone anche in vendita i prodotti cosmetici (naturali, vegani e non testati) Apostel Kräuter, realizzati a mano con ingredienti biologici.

atelier beaumont atelier beaumont atelier beaumont atelier beaumont atelier beaumont atelier beaumont

EATING OUT

Già avevo parlato del Brek, da provare anche l’altro ristorante della catena proprio davanti alla Stazione di Porta Nuova. L’offerta è quel che è (insalatone, legumi, pasta al pomodoro e verdure alla griglia), ma gli ambienti sono molto curati e c’è un interessante dehors nel cortile interno circolare del palazzo ottocentesco in cui è ospitato.

vegan food, turin

Raffinata gastronomia di cucina naturale, Bistronomie offre piatti per lo più senza derivati animali in un piacevole ambiente di ispirazione francese, con alti tavoli e sgabelli su cui sedersi per assaggiare le loro specialità. Ottima la scelta di dolci vegani.

VITA NOTTURNA

borgo dora

L’aperitivo in Borgo Dora da Ambharabar. Seduti sulle vie acciottolate (quando la stagione lo permette), con un calice di un rosso piemontese, dite pure di essere vegani, e vi porteranno tutta una serie di piattini assolutamente cruelty-free senza batter ciglio. E terminata la sfilza di assaggi, alzarsi e fare due passi verso l’antistante Gelateria Popolare, con la sua ricca offerta di gelati alla frutta realizzati esclusivamente con frutta matura e di stagione del vicino mercato di Porta Palazzo, acqua, zucchero grezzo e farina di carrube.

happy hour, turin

Ospitato nelle ampie cantine di un palazzo cinquecentesco, il Lapsus è un luogo a me caro in quanto non è altro che il vecchio Zona Castalia, locale molto in voga negli anni Novanta e meta fissa dei miei anni universitari. Propone una ricca offerta di concerti dal vivo che spaziano dal jazz al rock, ai DJ set.

lapsus

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Pasticceria Delizi, Andezeno

11 12 2011

pasticceria delizi, andezeno

La collina torinese, che domina a oriente tutta la città e il Po, è un’area di grandi spazi verdi, boschi, campagne e piccole città medievali che riservano spesso inaspettate sorprese. E proprio una di queste è la Pasticceria Delizi, piccolo laboratorio artigianale ad Andezeno, a pochi chilometri da Chieri e a una ventina da Torino.

pasticceria delizi, andezeno pasticceria delizi, andezeno pasticceria delizi, andezeno pasticceria delizi, andezeno

Silvia e Fabrizio, i due titolari, vegan e animalisti, hanno fortunatamente (per noi vegani subalpini!) deciso di puntare da qualche anno anche sulla pasticceria senza utilizzo di ingredienti animali. Qui non si tratta, come spesso accade, di ricette più salutistiche o di ispirazione macrobiotica (che sia chiaro, a me piacciono comunque tantissimo), ma di peccaminosa pasticceria classica, di creme e cioccolato, di zucchero e panna (vegetale…).

pasticceria delizi, andezeno pasticceria delizi, andezeno vegan cake

E i ragazzi sono davvero bravi, conferma che mi arriva puntuale quando faccio assaggiare i loro dolci agli onnivori più incalliti e scettici, e che me li ha fatti diventare i miei fornitori di fiducia per occasioni speciali.

Se all’inizio lavoravano solo su ordinazione, adesso hanno affiancato in laboratorio alla produzione latteo-ovo-tradizionale quella senza ingredienti di origine animale, che costituisce ormai quasi metà della loro offerta abituale.

delizi mosaic 2

Si spazia perciò dagli splendidi tartufi con ganache vegetale, alla pasticceria secca tradizionale di ispirazione piemontese (tra cui i baci di dama), dalla torta sbrisolona (in versione standard e mignon) alle crostate alla confettura.

pasticceria delizi, andezeno pasticceria delizi, andezeno pasticceria delizi, andezeno

La pasticceria fresca è invece su ordinazione (di solito sono sufficienti un paio di giorni minimo): torte di qualunque tipo, decorate in maniera originale e invitante, e pasticceria mignon (per questa l’ordine minimo è di un chilo). Sempre su ordinazione, un soffice dolce tipico di questa zona, la focaccia di Chieri (una focaccia dolce simile a quelle che si preparano in Francia e in Italia per l’Epifania, ma disponibile tutto l’anno).

pasticceria delizi, andezeno pasticceria delizi, andezeno pasticceria delizi, andezeno

Sul salato, da non perdere i salatini realizzati con pasta brisé, verdure e salsa di soia, e soprattutto la focaccia genovese, in versione semplice, olive o pomodoro. E dato che ci stiamo avvicinando al Natale, ferve anche la produzione di panettoni vegetali (tra cui quelli monoporzione), in tre versioni: classica con uvetta e canditi, al cioccolato e al gianduia. Tra l’altro i loro panettoni si possono acquistare anche tramite Agire Ora (con spedizione in tutta Italia, o con prenotazione e ritiro diretto a Torino e Alessandria).

pasticceria delizi, andezeno

Pasticceria Delizi
Via Roma, 4
10020 Andezeno (TO)
Tel. 011 9434913
Mappa

Produzione dolciaria: vegetariana, vegan
Orari: mar-dom 9-19
Prezzi: € 23/chilo pasticceria secca; € 26/chilo pasticceria fresca.
Specialità vegan: salatini, focacce salate; torta sbrisolona; pasticceria secca; tartufi e cioccolatini; pasticceria fresca e focaccia di Chieri su prenotazione; panettone (uvetta-canditi, cioccolato, gianduia) nel periodo natalizio.
Note: accessibile ai disabili; no carte di credito.

Vedi anche:

Chieri
Torino

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Sale in Zucca

31 10 2011

sale in zucca, turin

Torino si sta dimostrando una città davvero interessante per l’offerta di proposte vegan e vegan-amichevoli. E uno degli ultimi nati sotto la Mole è Sale in Zucca, biogastronomia vegana che ha aperto i battenti da qualche mese (da luglio, per la precisione). Arrivo ben gradito, soprattutto visto che la titolare è un’amica, Simona, particolarmente attenta anche alla scelta dei fornitori e dei prodotti utilizzati in cucina (quasi tutto bio, da notare anche l’utilizzo di posate, bicchieri e piatti in Mater-Bi). Se poi ci aggiungete che in cucina c’è un’altra amica e abilissima cuoca, Chiara (quella del Kitchen, tanto per intendersi…), il risultato non può che essere di sicuro successo.

sale in zucca, turin

Il locale è piuttosto spazioso, anche se si riempie facilmente (tenete conto che è una gastronomia con alcuni tavoli e posti a sedere, non un vero e proprio ristorante), dai piacevoli toni arancione, che lo rendono particolarmente accattivante e un po’ anni Settanta.

sale in zucca, turin sale in zucca, turin sale in zucca, turin

La cucina a vista propone ogni giorno una buona scelta di piatti stagionali segnalati quotidianamente anche sul sito. Vi troverete almeno due antipasti, tre primi, tre secondi, due contorni e uno/due dessert interamente vegetali.

L’ultima volta che ci sono stato, in compagnia di un amico, abbiamo iniziato con delle ottime crocchette di patate e piselli, seguiti da crostini di piselli all’aceto balsamico e insalata di carote con alghe e semi di girasole. A seguire lasagne appena sfornate (eccezionali), così come ottime sono le paste e i primi a base di cereali integrali.

sale in zucca, turin

Verdure di stagione (costine al limone questa volta) e un morbido e quanto mai gustoso flan di zucca hanno costituito il nostro secondo, ma anche il seitan che stava  cuocendo quando siamo arrivati aveva un aspetto assolutamente appetitoso.

A conclusione un’ardua scelta per il dessert, costituito da un invitante salame al cioccolato e un pan di Spagna farcito. Abbiamo optato per quest’ultimo, delicatamente intriso di rum e farcito con composta di albicocche e crema pasticcera.

sale in zucca, turin

Sale in Zucca è anche un negozio etico-vegan: vi troverete detersivi alla spina ecologici e non testati, prodotti per la prima infanzia, abbigliamento e libri (anche questi vegan, tra cui interessanti ricettari inglesi). Ma il punto forte è dato anche dai prodotti alimentari in vendita. Finalmente a Torino (e in Piemonte) è possibile reperire tutta una serie di golosità di non sempre facile reperibilità (se non ordinandoli via Internet), tra cui formaggi Vegusto, mopur, ricotta vegetale, burro di tofu, pasticceria vegan, cioccolato bianco e al latte di riso, invitanti creme al cioccolato da spalmare (da provare quelle di cioccolato al latte vegetale o quella arancia-cioccolato), panna montata spray e molto altro ancora. Il tutto è acquistabile comunque anche online.

Assolutamente da non perdere per chi dovesse capitare a Torino (nonché per chi ci vive), considerando anche il fatto che è comodamente situato in centro e a poca distanza dalla stazione ferroviaria di Porta Susa. 

sale in zucca, turin

Sale in Zucca
Via Santa Chiara, 45
10122 Torino
Metro: Principi d’Acaja
Autobus: Statuto Nord
Telefono: 011 5794968

Cucina: vegan biologica. 
Orari: lun-mer 10-19.30; gio 10-14.30; ven-sab 10-22.30, dom chiuso
Prezzi: EUR 6-14 bevande escluse.
Piatti vegan: tutti ottimi, tra le varie proposte, che variano di giorno in giorno, hummus, gnocchetti sardi alle cime di rapa con peperoncino, riso integrale alle verdure, lasagne ai porri, torta salata di porri e patate, tofu saltato con sesamo, straccetti di seitan al limone, broccoli a vapore in citronnette di senape, costine al limone, plumcake alla vaniglia.
Note: accessibile ai disabili; quattrozampe benvenuti; anche da asporto.

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Genova

25 09 2011

sunday morning

Preferisco Genova a tutte le città che ho abitato. Mi ci sento perduto e familiare, piccolo e straniero. Ha una distesa di cupole, di monti calvi, di mare, di fumi, di neri fogliami, di tetti rosa e quella lanterna, così alta ed elegante, e meandri popolosi, labirinti affollati le cui viuzze salgono, scendono, si intersecano improvvisamente, sbucano sulla veduta del porto. Genova, una città piena di sorprese, di porte scolpite in marmo, ardesia, casse, formaggi, scale, biancheria al posto del cielo, cancellate, bizzarro dialetto dal suono nasale e irritante, dalle abbreviazioni strane. Vocaboli arabi o turchi. Mentre Firenze si contempla e Roma sogna e Venezia si lascia vedere, Genova si fa e rifà.” (Paul Valéry)

shots of genoa

È da un po’ che volevo scrivere di Genova, una città che a me piace moltissimo, a torto spesso un po’ negletta dai più. L’occasione è arrivata qualche tempo fa, quando ci siamo ritornati per assistere alla versione italiana di Cats. Con questa scusa ne abbiamo approfittato anche per visitare o rivisitare luoghi e monumenti della città.

shots of genoa 2

L’arrivo in treno da Torino è di sabato all’ora di pranzo. Ci incontriamo con un’amica e ci dirigiamo da Bliss, locale vegetariano non lontano dal centro storico. Il ristorante, d’ispirazione indiana, offre a pranzo un menù a prezzo fisso particolarmente saziante (con versione vegan). Sorrisi, cordialità, sapori ben calibrati. Da provare il vino analcolico. Ci vorrei tornare per cena, con un più interessante menù alla carta. *** IL LOCALE HA CHIUSO A NOVEMBRE 2011***

bliss, genoa

Il pomeriggio è dedicato a esplorare parte del notevole patrimonio architettonico della Genova ducale, costituito dai bellissimi Palazzi dei Rolli e le Strade Nuove, (nominate Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco nel 2006), che culminano nella splendida Via Garibaldi, punto di separazione tra i quartieri medievali (e delle classi meno abbienti), e quelli rinascimentali. Gli edifici inseriti nella lista Unesco sono 42, ma in totale si tratta di oltre 130 residenze che coprono tutto l’esteso centro storico della città (il più vasto d’Europa). 

via garibaldi palazzo grimaldi doria tursi palazzo bianco

Bellissimi gli affreschi di Palazzo Angelo Giovanni Spinola (oggi sede di una banca), così come il cortile di Palazzo Grimaldi Doria Tursi, che custodisce uno dei violini di Niccolò Paganini (il “Cannone”).

genoa shots 3

Ma i più belli in assoluto sono Palazzo Rosso e Palazzo Bianco, con le loro splendide raccolte di pittura rinascimentale e barocca.

palazzo rosso from palazzo bianco

Da qui un salto nei caruggi medievali di Genova, con il trambusto tipico del sabato pomeriggio, tra negozi, genovesi intenti a fare la spesa, colori e odori. Degna di nota la fornitissima olioteca Le Gramole, dove poter trovare il meglio dell’artigianato alimentare ligure, tra cui oli, creme di olive, pasta (i croxetti sono da provare) e una strana, ma buonissima, confettura di olive taggiasche.

walking in via garibaldi saturday shopping stairs

Breve passaggio alla Locanda di Palazzo Cicala, bella residenza storica di fronte alla Cattedrale dove abbiamo pernottato, e spostamento poi in direzione Molo Nuovo per lo spettacolo (con cena veloce in un non memorabile ristorante giapponese).

La domenica mattina, dopo una colazione a base di focaccia (controllate che non abbia latte o strutto), rimaniamo in zona Porto Antico. Si comincia dalla Cattedrale di San Lorenzo, con la sua particolarissima facciata gotica a strisce bianche e nere, con all’interno la Cappella di San Giovanni Battista e il Museo del Tesoro.

cathedral, sunday morning candles prayer

Da qui ci aspetta una mostra di arte contemporanea a Palazzo Ducale, dal cui interno si intravede ancora meglio la Torre Grimaldina, prigione “politica” della Repubblica di Genova. Usciti poi su Piazza De Ferrari, è la volta di qualche scatto al Palazzo della Nuova Borsa, in stile Liberty, e al Teatro Carlo Felice.

Una visita a Genova non può non includere la Casa di Cristoforo Colombo, claustrofobico luogo di nascita del grande esploratore, con il contiguo Chiostro di Sant’Andrea e Porta Soprana, unico punto rimasto della cinta difensiva della città medievale.

political prison caruggi chiostro di sant'andrea

Dopo aver vagabondato per gli stretti caruggi tra via San Lorenzo e il Molo Vecchio, alla ricerca di un locale dove pranzare, ci fermiamo da I Tre Merli sul Porto Antico, dove gustare uno dei miei piatti preferiti, la farinata, abbondantemente cosparsa di rosmarino, calda e fragrante.

farinata narrow wine

Ultimo giro per il Porto Antico prima di riprendere il treno per rientrare a casa: il bel Palazzo San Giorgio cerca di mostrare le sue grazie nonostante la non felice sopraelevata che costeggia il molo, e Il Bigo di Renzo Piano ci permette di godere di un’ultima vista sui suggestivi tetti di Genova.

il bigo palazzo san giorgio piazza de ferrari genoa's roofs

Genova
gli indirizzi

Bliss  ***IL LOCALE HA CHIUSO A NOVEMBRE 2011***
Via Teodosia, 9r
Tel. 010 3106391

Cucina: vegetariana di ispirazione indiana –buona scelta vegan e crudista
Orari: lun-mer 12-15, gio-sab 12-15 e 19.30-22.30, dom chiuso
Prezzi: EUR 10 menù fisso a pranzo; EUR 30-35 a cena bevande incluse
Specialità vegan: frittatine di ceci; pritijaya; pasta ligure; lasagnette crudiste; falafel; tex willer (seitan con fagioli, patate e salsa barbecue); altri piatti variabili secondo stagionalità.

A pranzo propongono un thalis indiano a base di cereali, legumi e verdure. Porzioni abbondanti, opzione vegan. A cena anche piatti crudisti.

Le Gramole
Via dei Macelli di Soziglia, 69r
Tel. 010 2091686

Olioteca in cui perdersi. Oli extravergini liguri, olio di noce, creme di olive,
pasta ligure di grano duro e soprattutto la confettura di olive taggiasche.

I Tre Merli – Restaurant and Wine Bar
Porto Antico Palazzina Millo
Tel. 010 2465466

A parte la farinata (e le insalate), di vegan non c’è praticamente nulla.
Ma la farinata è semplicemente sublime.

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Pomeriggi d’arte a Torino

22 08 2011

sandretto re rebaudengo foundation

Rientrato da due giorni dalle vacanze estive, trascorse quest’anno tra Praga e la Svezia (ma saranno oggetto di futuri racconti), mi godo ancora per un po’ una Torino praticamente deserta sfruttandone la ricca offerta culturale che per fortuna non va in ferie.

È l’occasione giusta per rivisitare due centri importanti dell’arte contemporanea a Torino, localizzati in due zone residenziali della città molto caratteristiche.

gam galleria civica d'arte moderna e contemporanea

Il primo è la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, nell’elegante quartiere della Crocetta, ricchissima raccolta di opere dal XVIII secolo a oggi, recentemente ristrutturato e revisionato: l’esposizione, che un tempo seguiva un più tradizionale ordine cronologico, è stata ora suddivisa in aree tematiche che vengono cambiate con una certa regolarità. Sempre interessanti anche le mostre temporanee nel piano interrato. E poi ricorda un po’ il MoMA

Il secondo è la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, un essenziale parallelepipedo di cemento bianco, nel più popolare Borgo San Paolo. Lo spazio è davvero ideale per le splendide mostre di arte contemporanea che vi si tengono. Molto bello anche il caffè interno, Spazio.

fondazione sandretto re rebaudengo

Il pomeriggio d’arte si è poi degnamente concluso nel miglior ristorante indiano della città, Gandhi (vedi sotto).

rainy day royal armoury sorbets

Secondo pomeriggio, secondo breve giro, questa volta con i miei che non erano mai stati all’Armeria Reale, la nutrita collezione di armi, armature e vessilli storici di Casa Savoia, esposta nella splendida cornice della rinnovata Galleria Beaumont. A seguire, i sorbetti di A Meno 18, sul lato opposto di Piazza Castello rispetto al museo: nel mio caso, pera, uva fragola e mandarino tardivo di Ciaculli, piacevole e dolcissimo.

gandhi, turin

GANDHI
A detta di molti critici gastronomici e riviste di settore il miglior ristorante indiano di Torino, effettivamente è anche uno dei miei preferiti, grazie soprattutto al calibrato uso delle spezie, che non coprono i piatti ma li esaltano in maniera perfetta, e alla correttezza delle porzioni, oltre a un sapiente utilizzo delle materie prime con piatti che non danno mai quello spiacevole effetto di pesantezza tipico di altri posti.
Ristorante elegante nei toni del rosso, del marrone e dell’ocra, con quadri di dignitari indiani e statue di divinità sparse un po’ ovunque. I lampadari colorati conferiscono ulteriore fascino all’ambientazione, calda e accogliente d’inverno, piacevole d’estate. I camerieri indossano abiti tradizionali, sono gentili anche se a volte un po’ confusionari. Pazienza, si passa oltre per gustare i loro piatti.

gandhi, turin

Il Gandhi propone una serie di menù fissi, tra cui tre vegetariani (di cui uno ayurvedico), oltre alla carta. Nessuno di questi è però totalmente vegan, e conviene quindi scegliere dal menù e sincerarsi che non sia stato utilizzato ghee nelle cotture. Io ormai sono avvezzo a ordinare un mio personalissimo menù da cui non riesco proprio a discostarmi: un antipasto di pakora di verdure davvero perfetto, senza alcuna nota grassa; il curry di ceci, speziato al punto giusto e accompagnato da riso basmati; e per finire il sorbetto al mango, non troppo dolce e ben equilibrato. Il tutto accompagnato da birra e tè indiani (ma si può optare anche per il vino delle Nandi Hills).

Gandhi
Corso Regio Parco 24
Torino
Tel. 011 2470643
Google Maps

Cucina: indiana, con piatti vegan
Orari: lun-dom 19.30-24
Prezzi: EUR 25-30 per tre portate e bevande
Piatti vegan: pakora di verdure; riso basmati con verdure; dhal di lenticchie; curry di ceci; curry di lenticchie e fagioli neri; verdure miste in salsa di pomodoro; sorbetti.
Note: accessibile ai disabili.

Se ti è piaciuto l’articolo, vedi anche 48 ore d’inverno a Torino.

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Venezia, l’arte, il cibo, il tè

17 07 2011

after the rain 2

Tra Biennale, Guggenheim e Fondazione Pinault, Venezia è uno dei principali centri propulsori dell’arte contemporanea mondiale. Ed è per il consueto appuntamento di giugno con l’inaugurazione della Biennale che LDM e io facciamo la nostra usuale puntata in laguna.

the use of mobile phones is strictly prohibited walking alone after the rain

L’arrivo è di venerdì sera per cena, al ristorante Frary’s, storico locale di specialità greche e mediorientali, purtroppo un po’ deludente dal punto di vista qualità-prezzo. I piatti sono sì ottimi e cucinati con cura (sublime il biryani di verdure cotte al forno), ma le porzioni sono un po’ piccole per i prezzi proposti. Poco male, avremo modo di rifarci il giorno seguente con due interessanti scoperte.

hummus at frary's

Il sabato mattina ci avviamo di buon’ora verso Piazza San Marco, per l’ascesa sul parón de caxa (il Campanile di San Marco). La coda è breve, il panorama sulla città storica e su tutta la laguna è come al solito mozzafiato. Era da un po’ che non ci salivo, e facciamo bene perché vediamo arrivare da nord-est nubi che non promettono nulla di buono.

campanile, st. mark's square

san giorgio maggiore

Difatti poco dopo veniamo sorpresi da un forte acquazzone, ma per fortuna ripariamo prima alla Drogheria Mascari, con le sue piramidi di spezie esposte in vetrina (l’acquisto di berberè etiope e bigoli è d’obbligo), e poi al Rialto Bio Center, fornito supermercato del biologico in cui riesco a trovare anche un’introvabile salsa teriyaki.

spice towers

A pranzo scopriamo un locale aperto da poco meno di un anno. Ed è colpo di fulmine. Si tratta del Caffè Orientale su Rio Marin, a cui dedico giustamente qualche riga in più qui a seguire.

caffetteria orientale in the rain crossing rialto bridge st. mark's square

La pioggia sembra placarsi un po’, ma decidiamo comunque di dedicare il primo pomeriggio al da poco riaperto Museo di Storia Naturale, ospitato nel Fontego dei Turchi. L’allestimento interno è molto suggestivo, così come alcune sale di reperti ottocenteschi mantenute secondo gli schemi originari.

natural history museum blue sky 1 blue sky 2 gran teatro la fenice

Giusto il tempo di cambiarsi, per dirigersi poi verso il Teatro La Fenice, dove ci aspetta un concerto di musica classica e classica contemporanea diretto da John Axelrode, direttore d’orchestra americano decisamente capace e molto simpatico. L’interno del teatro è stato rifatto esattamente secondo lo schema precedente al rogo di quindici anni fa, e decisamente è quello che mi aspettavo pur avendolo visto soltanto in Senso di Luchino Visconti.

la fenice

A cena rimaniamo in San Marco, più precisamente all’HK Venezia, ristorante-enoteca che propone, su prenotazione (ma anche sul momento), raffinati piatti vegetali a base di verdure di stagione e cereali. Dopo cena, di ritorno verso casa, ci fermiamo ancora fra i mosaici dorati del B Bar per i loro fantasiosi cocktail intitolati a celebrità cinematografiche degli anni Cinquanta e Sessanta. Da provare quello a base di Martini bianco e tè verde.

hk venezia nightlife in rialto at night b bar

Dopo un sonno ristoratore, la domenica, come da programma, verrà dedicata alla Biennale d’Arte. Dopo un sabato piovoso e freddino, ci attende una giornata caldissima e soleggiata. Prima tappa l’Arsenale, con le ali dedicate all’esposizione delle ultimissime tendenze in fatto di arte contemporanea. Come sempre molto interessante e ricco il Padiglione Italia.

biennale biennale arsenale relax biennale

Una pausa veloce e senza infamia e senza lode per pranzo (focaccia con pomodoro e rucola), è l’ora di affrontare le opere esposte nei Padiglioni della Biennale presso i Giardini di Castello.

biennale biennale biennale biennale biennale biennale

I padiglioni sono uno spettacolo di per sé, e valgono una visita anche nei periodi in cui non espongono i manufatti della Biennale dell’Arte e della Biennale d’Architettura, in quanto vero e proprio compendio dell’architettura contemporanea: dallo stile palladiano del padiglione britannico, a quello secessionista con splendidi mosaici dell’Ungheria, al minimalismo scandinavo della struttura svedese a quello essenziale del Giappone, fino a quello italiano di epoca fascista a quello di vetro e cemento del Venezuela realizzato da Carlo Scarpa.

israeli pavilion japanese pavilion german pavilion venezuelan pavilion

Il pomeriggio scorre veloce tra un padiglione e l’altro, ed è ormai tempo di fare ritorno a casa. Ma non prima del gelato di puro cioccolato fondente di Vizio Virtù (di cui vi avevo già parlato in passato), che ha raddoppiato con la nuova apertura, da qualche mese, della bottega di golosità Vizio Virtù e… altro, dove fanno bella mostra di sé vasetti di frutta e cioccolato fondente da spalmare, aceti balsamici, pregiate marmellate Bernadette de Lavernette, gelatine di frutta e pasticceria secca senza latticini, uova e saccarosio. La carta di credito fa il suo dovere, e non ci resta che ripartire carichi di provviste golose, fino alla prossima puntata in laguna!

gondolas after the rain

CAFFÈ ORIENTALE

Situata nel sestiere di Santa Croce, su Rio Marin, questa recente apertura in città non poteva che rendermi felicissimo.

caffè orientale, venice

Musica classica di sottofondo, pareti turchesi con quadri di animali dai colori sgargianti, legno e luci soffuse, e un’attenta selezione di tè. Tè bianchi, verdi, neri, oolong fanno bella mostra da scaffali in legno e sulle pagine del menù. Naturali o aromatizzati, pregiati o più comuni, la scelta è difficile, ma alla fine vince una tazza di gyokuro giapponese.

caffè orientale, venice

La cucina è vegetariana, anzi praticamente vegana per i piatti salati. LDM opta per un’insalata di farro con verdure legumi, io per uno splendido cuscus di verdure e piselli con salsa al cocco. Altre opzioni sono la pappa al pomodoro e la panzanella. D’inverno invece compare anche una corroborante ribollita.

caffè orientale, venice caffè orientale, venice caffè orientale, venice

Se i piatti salati sono decisamente mediterranei, per i dolci si fa sentire la tradizione pasticciera anglosassone, decisamente consona per un locale che è innanzi tutto una sala da tè: scone, crumble e torte fanno bella mostra di sé sul bancone, ma sono purtroppo realizzati con latte e uova. Per fortuna hanno da qualche tempo inserito anche una torta vegan, quel giorno una consistente fruit cake davvero deliziosa.

caffè orientale, venice caffè orientale, venice caffè orientale, venice

Se ci andate, non dimenticate di leggere e firmare il loro libro degli ospiti: vi troverete pensieri, commenti, disegni e poesie degli avventori, veneziani e non, residenti e turisti, in un piacevole miscuglio linguistico. Difficile alzarsi da questo splendido locale, in cui le ore passano velocemente sorseggiando tè, degustando piatti, osservando e scrivendo.

caffè orientale, venice

Caffè Orientale
Fondamenta Rio Marin
Santa Croce 888
30135 Venezia
Tel. 041 5201789
tearoomvenezia@gmail.com
Google Maps

Cucina: sala da tè con cucina vegetariana
Orari: ven-mer 12-21, gio chiuso
Specialità vegan: cuscus con salsa al cocco, insalata di farro, pappa col pomodoro, schiaccina al rosmarino, panzanella (solo estate), ribollita (solo inverno); torte vegan di frutta secca.
Prezzi: EUR 13-16 per piatto salato, tè e dessert.
Altri commenti: Happy Cow

Ti è piaciuto? Allora vedi anche tutti gli altri articoli su Venezia.

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Chieri

3 07 2011

duomo

Ad appena quindici chilometri da Torino, Chieri è un piccolo gioiello posto tra le verdi colline del capoluogo piemontese e le ultime propaggini del Monferrato. Per chi si trovasse a Torino, vale la pena dedicarle qualche ora soprattutto per apprezzarne alcune delizie gastronomiche. Ed è per questo che abbiamo deciso di dedicarle un pomeriggio di un sabato di maggio e, pur conoscendola bene, ho deciso di valorizzarla con un breve reportage fotografico-culinario.

baroque in chieri duomo gothic galore baroque in chieri

Cittadina di origine medievale, ha un bel centro storico piuttosto compatto d’impianto medievale e barocco. Su tutto primeggia il bellissimo e imponente Duomo gotico, ma non mancano alcune sorprese passeggiando per la cittadina, come suggestivi scorci di chiese e palazzi.

alley in chieri strawberry and pink grapefruit surviving tower

Per una sosta dolce non ci si può non fermare alla filiale chierese di Grom (i coni e i biscotti sono vegan, così come la quasi totalità dei sorbetti e gelati di frutta), e acquistare una delle creazioni di cioccolato fondente “Radiosa” di Avidano, tavolette “sensoriali” da degustazione.

three in one

Dopo esserci fermati a un festival di poesia scoperto per caso, ci siamo diretti per cena da Un Punto Macrobiotico, locale dai prezzi modici e dalle quantità generose, che propone una cucina macrobiotica semplice, e quasi tutta vegan (a parte una portata di pesce). Si inizia con una zuppa a base di miso, e si può proseguire o con i nutrienti monopiatti a base di cereali, pasta, legumi, insalata e verdure, o con le interessanti pizze a lievitazione naturale realizzate con crema di carote e besciamella di riso, e arricchite da cipolle, olive, verdure di stagione, il tutto innaffiato da leggero tè bancha tiepido. Semplici e naturali anche i dessert, in questo caso gelato di fragola e tortino di riso e uvetta.

un punto macrobiotico, chieri

A conclusione del pomeriggio e della serata, una puntata finale al Grado Plato, birrificio artigianale di elevata qualità che propone alcune splendide creazioni (anche da acquisto) come la Sveva, ispirata alle lager tedesche, la Strada San Felice alle castagne, la Chococarrubica (con carrube, avena e fave di cacao) o la Weizentea, con tè verde cinese.

un punto macrobiotico, chieri grado plato brewery avidano chocolate un punto macrobiotico, chieri

Chieri
per foodies

Grom
Via Vittorio Emanuele II, 59
Gelato artigianale realizzato con ingredienti di elevata qualità, vengono riportati chiaramente i gusti vegan. Coni e biscotti sono pure loro vegetali.

Avidano
Via Vittorio Emanuele II, 46 
Bar-pasticceria, ma soprattutto cioccolato di alta qualità. Da acquistare anche come regalo la Radiosa, tavoletta di cioccolato di design da degustazione.

Un Punto Macrobiotico
Strada Andezeno 39
Necessaria la tessera, valida poi anche negli altri circoli omonimi sparsi per la penisola, propone una cucina naturale semplice e di stagione a prezzi contenuti (EUR 10-12 circa). Buon assortimento anche di prodotti alimentari naturali (da provare i maritozzi al cioccolato in versione macrobiotica).

Birrificio Grado Plato
Viale Fasano 36b
Microbirrificio più volte insignito di premi per l’alta qualità delle sue birre. Ed in più si tratta di birre realizzate con materie prime autoprodotte: le piante d’orzo con cui vengono ricavate le sue birre sono quelle coltivate sulle colline di Chieri, Pino Torinese e Pecetto Torinese (decisamente a KMzero).

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48 ore, d’inverno, a Torino

16 01 2011

water

Mi è stato più volte chiesto, sia nei commenti che in privato, di scrivere una guida sulla mia città. Impresa assolutamente non facile, dato che presuppone una nuova visione di luoghi in cui passo tutti i giorni. L’idea che mi è venuta in mente è stata quindi quella di presentare alcuni classici imperdibili insieme a proposte più particolari o meno note. La scelta è inoltre stata circoscritta a luoghi affrontabili durante un fine settimana invernale, stagione in cui la città rende meglio al chiuso che all’aperto, avendo un clima piuttosto rigido (ecco perché tutti ‘sti musei e caffè!). Mi sono quindi concesso, per tre fine settimana, di vivere Torino nell’inconsueto ruolo di viaggiatore ed esploratore, ed è stato piuttosto divertente viverla con occhi nuovi. Non mi resta che augurarvi buon viaggio!

lights in the night

CULTURA

  • Non può mancare, in un giro a Torino, la visita al suo monumento-feticcio, la Mole Antonelliana, folle creazione di Alessandro Antonelli (sarebbe dovuta divenire la sinagoga della città, ma l’architetto si fece prendere un po’ la mano), sede dell’altrettanto stupefacente Museo Nazionale del Cinema, un meraviglioso viaggio multimediale alla scoperta della settima arte. Da non perdere inoltre l’ascesa con l’ascensore di vetro che vi catapulterà in meno di un minuto a 85 metri d’altezza, per una visione a tutto tondo della città.

symbol

  • Altra tappa obbligata è il Museo Egizio, con la più importante collezione sull’Antico Egitto dopo quello del Cairo. Lo statuario illuminato allestito da Dante Ferretti è da brividi.

sphynx sekhmet ramses an imperial embrace

  • L’austero Palazzo Reale, tanto severo all’esterno, quanto sfarzoso all’interno: la visita a entrambi i piani è altamente consigliata. E poi potete essere trattati da re al Caffè Reale, nella Regia Frutteria, circondati da antiche stoviglie savoiarde.

a whiter shade of pale

double-face palace

  • Il neonato MAO – Museo d’Arte Orientale, nel bellissimo Palazzo Mazzonis, è un elegante percorso storico e artistico attraverso tutta l’Asia. Sicuramente il mio museo preferito.

visions

ENOGASTRONOMIA

  • Baudracco è una delle gastronomie più rinomate della città: polenta, verdure e pere Martin Sec al forno tra i piatti già pronti adatti per chi è vegan. E poi ci trovate le birre aromatizzate della Mort Subite.
  • Un salto da Terre Di, cooperativa sociale nell’elegante quartiere di Cit Turin, con molti prodotti selezionati da piccoli produttori bio piemontesi, dall’orzo alla nocciola gentile delle Langhe, così come al punto vendita in città della cooperativa agricola Il Frutto Permesso, con un’ampia scelta di prodotti ortofrutticoli e conserve bio (magari mi ci beccate pure a far la spesa!).

chestnuts

  • Fate incetta di spezie rare e di ogni tipo all’Antica Erboristeria della Consolata. Sembra di tornare indietro di duecento anni, con tutte le erbe e le spezie conservate in vasi di vetro un po’ impolverati disposti su pareti interamente in legno.
  • Piemonte, terra di vini. E uno dei migliori posti dove degustare e acquistare qualche bottiglia è l’Enoteca Parola, in pieno centro storico. Nelle vicinanze consiglio inoltre il piccolo negozio di specialità gastronomiche Gusti e Sapori Antichi, con tante piccole gemme culinarie molto interessanti (i croxetti liguri, tanto per indicarne una).

    choco-holic

  • Se vi trovate in città il quarto sabato del mese, non perdete Oltremercato, in Piazza Palazzo di Città. Magari riuscite a trovare le patate nere (o viola).

    20100926_898 hokkaido pumpkins defeated

RISTORANTI

  • Per un pasto veloce, mentre siete in giro, consiglio il Brek di Piazza Solferino, con le sue sale tematiche, arredate in ambientazioni diverse, dal teatro alla biblioteca, dall’atelier del pittore al giardino (v. in basso). Un altro si trova in Piazza Carlo Felice, davanti alla stazione di Porta Nuova, ma meno particolare nell’ambientazione.
  • Uno dei migliori ristoranti indiani della città, Gandhi propone una cucina interessante con i grandi classici della penisola. Numerose le opzioni vegan.
  • Per una pizza di qualità, magari dopo la visita al Museo Egizio, si può andare in uno dei locali di Piero Chiambretti, come lo Sfashion Café.

    veggie pakora grissini vino

  • Voglia di sushi vegetariano e zuppa di miso, magari accompagnati da una birra giapponese o da un umeshu? Japs è quello che fa al caso vostro.
  • Una delle migliori gastronomie vegetariane della città è il simpatico Oh! Mio Bio, con annesso mini-shop, aperto a pranzo e il venerdì e sabato sera. Davvero bravi e gentili, ve lo consiglio caldamente. Inoltre organizzano anche un bel po’ di eventi sempre molto interessanti.
  • Un piatto fumante di pasta e fagioli, accompagnati da un vino corposo delle Langhe e splendidi antipasti di verdure li trovate da Enò, una vineria perennemente affollata nel multietnico quartiere di San Salvario. E poi interessanti cocktail e un’ampia selezione di cioccolato modicano. E infine, ma solo a pranzo, dal lunedì al sabato, monopiatto macrobiotico-vegano.

    the color purple candles candies

  • Per concludere, un bel ristorante per incalliti viaggiatori: Kipling, con la sua ambientazione etnica e alcune proposte adatte anche a chi è vegan (il loro guacamole è splendido).

pastiglie leone

SHOPPING

  • Un giro il sabato mattina al Balôn, lo storico mercato delle pulci della città, nel suggestivo quartiere di Borgo Dora, con bancarelle di robivecchi e antiquari.

flea market

  • Se proprio volete fare un salto in un centro commerciale, provate il Parco Commerciale Dora, con le sue interessanti architetture post-industriali. Meglio ancora l’Iperbiobottega, uno dei più grandi supermercati del biologico d’Europa, dove troverete di tutto, dalle scarpe vegan (da Govinda) al mopur. E ci si può rifocillare all’interno, nella Gastronomia Pane e Luna, con un’ampia scelta di piatti 100% vegetali.

    contemporary architectures

  • Un giro sulla pedonale Via Garibaldi, l’arteria dello shopping a prezzi ragionevoli: tra gli altri, vi troverete la boutique dell’Erbolario, con biocosmesi e prodotti non testati su animali, e la catena giapponese Muji con i suoi articoli per la casa e la sua cancelleria.

caffeine

il fornaio memories compro libri

VITA NOTTURNA (E MATTUTINA)

Varia e movimentata, la movida sul Po è ricca di spunti e di iniziative. Due su tanti i posti da consigliarvi, per un rapido assaggio di tutto quello che la città può offrire: l’Alcool, da cui potrete smaltire eventuali eccessi da cocktail ammirando le luci della collina che si riflettono nel fiume, e la brasserie Chez Gaby, sulla splendida Piazza Carlo Emanuele II (meglio nota come Piazza Carlina), al caldo del suo camino giù nell’infernot. Ma se vi fermate solo un fine settimana non fate troppo tardi, vi aspetta uno dei più bei caffè storici della città: Al Bicerin. Minuscolo e accogliente, da provare la domenica mattina presto quando ancora non è follemente gremito come d’abitudine. E se non riuscite a sedervi, fate incetta nella sua cioccolateria di fianco. Il cioccolato al ratafià è uno spettacolo.

al-cool

Visualizza la mappa di Torino del Cucchiaio di Legno

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BREK

Di Brek è piena l’Italia, e di sicuro sono un buon posto dove trovare cibo vegan senza troppi problemi: una pasta e un’insalatona con verdure miste e legumi sono sempre assicurate. Niente di che, certamente, ma d’altronde quando si viaggia mica si ha sempre la possibilità di sedersi e godersi il pranzo o la cena per due ore, oltre all’indubbio vantaggio economico (i prezzi sono naturalmente molto onesti). A Torino di Brek ce n’è due, entrambi nel centro storico. Uno, con un bel dehors nel cortile interno, in Piazza Carlo Felice, proprio di fronte alla stazione di Porta Nuova.

brek, turin brek, turin brek, turin

L’altro, di cui parlo qui, si affaccia su una delle piazze più belle di Torino, Piazza Solferino, e si sviluppa su tre piani in una serie di sale comunicanti fra di loro, ma ognuna arredata con un tema diverso. Oltrepassata la zona self-service, organizzata per isole tematiche, si salgono le scale e si raggiungono il “giardino”, il teatro, la biblioteca, lo studio del pittore. E per i bambini, c’è una sala apposita dedicata. Nota inoltre positiva è che il personale è molto gentile e disponibile, e il ristorante è aperto tutti i giorni a pranzo e cena.

brek, turin brek, turin brek, turin brek, turin

Brek

Via Santa Teresa 23
10121 Torino
Tel. +39 011 545424
Bus: Solferino
Google Maps

Piazza Carlo Felice 22
1012 Torino
Tel. +39 011 534556
Bus: Porta Nuova FS
Metro: Porta Nuova
Google Maps

Cucina: self-service, italiana
- carne/pesce: sì
- latticini:
- uova:
Orari: tutti i giorni 11.30-15 e 18.30-22
Prezzi: EUR 10-15 circa
Piatti vegan: primi piatti (pasta), salad bar con verdure cotte, crude e legumi; frutta fresca e macedonie.
Note: carte di credito accettate.

 
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