Qui Torino 1

21 12 2011

olympic arch

E dato che ogni tanto non sono sempre con la valigia in mano e cerco di godermi quello che offre la mia città, mi sembra giusto dedicarle un po’ di spazio. È per questo che mi piacerebbe condividere di quando in quando luoghi ed esperienze viste non più con gli occhi del viaggiatore, ma del residente. Un’occhiata da insider, per ricordarmi quante cose interessanti ci siano da fare anche nei luoghi che si vedono tutti i giorni.

LUOGHI

il giardino del castello mosaic

Una visita al neonato Giardino del Castello, orto medievale nel fossato di Palazzo Madama. Nel cuore di Torino, sotto le torri medievali della Fortezza degli Acaja, un piccolo spazio di quiete con varietà antiche e locali di frutta, ortaggi, erbe medicinali e aromatiche, fiori. E dove bagnare la terra con anfore di terracotta forate.

il giardino del castello il giardino del castello il giardino del castello il giardino del castello il giardino del castello 150

Inserita tra Palazzo Reale e l’Armeria Reale, la Biblioteca Reale custodisce preziosi volumi del XVIII secolo (alcuni periodicamente esposti in piccole mostre gratuite regolari), oltre all’Autoritratto di Leonardo da Vinci (visibile solo in occasione di eventi speciali, come quella in corso alla Venaria Reale). E, dall’altro lato di Piazzetta Reale, le esposizioni a ingresso libero nel retro dell’austero Palazzo Chiablese.

biblioteca reale palazzo chiablese palazzo chiablese

Segni indelebili delle Olimpiadi Invernali del 2006, il purtroppo decadente Villaggio Olimpico di Camerana e Rosenthal, fa da contrappunto al bell’esempio di architettura razionale degli Ex-Mercati Generali (che si spera tornino a nuova vita presto), il tutto sovrastato dall’elegante Arco Olimpico di Hugh Dutton, che circonda la passerella pedonale che conduce al Lingotto, nell’attesa di essere utilizzato presto per nuovi scopi.

olympic village olympic village olympic village

CIBI

Alla Crocetta, ma con un punto vendita anche in centro, L’Angolo dei Sapori è un vero concentrato di cose buone, a partire dalla ricca offerta di frutta e verdura, artisticamente disposta su piramidi. Da provare la pasta di semola di Masciarelli, prodotta in Abruzzo ed essiccata a basse temperature.

food mosaic, turin

Se volete sentire parlare ancora piemontese mentre scegliete tra una ricca offerta di grissini stirati all’acqua (senza strutto), aceto di Barbaresco e cioccolato artigianale torinese, da provare il Biscottificio Mautino, in Borgo Po, che vende anche piccole specialità non sempre facilmente reperibili provenienti dal resto d’Italia e dall’estero.

SHOPPING

Istituzione torinese per chi ama cucinare, il negozio storico di De Carlo (compie 100 anni l’anno prossimo), affacciato sulla barocca Piazza Carignano, offre il meglio in commercio nel settore del pentolame e della coltelleria da cucina, da Staub ad Alessi. E il personale è molto gentile (cosa non sempre comune a Torino, purtroppo).

de carlo de carlo de carlo

All’interno di una delle tante palazzine Liberty di corso Francia, non lontano da Piazza Statuto, è stato inaugurato da poco l’Atelier Beaumont, sartoria di alta moda femminile in un bellissimo appartamento d’inizio Novecento perfettamente conservato. La stilista, Paola, è vegana, e propone anche in vendita i prodotti cosmetici (naturali, vegani e non testati) Apostel Kräuter, realizzati a mano con ingredienti biologici.

atelier beaumont atelier beaumont atelier beaumont atelier beaumont atelier beaumont atelier beaumont

EATING OUT

Già avevo parlato del Brek, da provare anche l’altro ristorante della catena proprio davanti alla Stazione di Porta Nuova. L’offerta è quel che è (insalatone, legumi, pasta al pomodoro e verdure alla griglia), ma gli ambienti sono molto curati e c’è un interessante dehors nel cortile interno circolare del palazzo ottocentesco in cui è ospitato.

vegan food, turin

Raffinata gastronomia di cucina naturale, Bistronomie offre piatti per lo più senza derivati animali in un piacevole ambiente di ispirazione francese, con alti tavoli e sgabelli su cui sedersi per assaggiare le loro specialità. Ottima la scelta di dolci vegani.

VITA NOTTURNA

borgo dora

L’aperitivo in Borgo Dora da Ambharabar. Seduti sulle vie acciottolate (quando la stagione lo permette), con un calice di un rosso piemontese, dite pure di essere vegani, e vi porteranno tutta una serie di piattini assolutamente cruelty-free senza batter ciglio. E terminata la sfilza di assaggi, alzarsi e fare due passi verso l’antistante Gelateria Popolare, con la sua ricca offerta di gelati alla frutta realizzati esclusivamente con frutta matura e di stagione del vicino mercato di Porta Palazzo, acqua, zucchero grezzo e farina di carrube.

happy hour, turin

Ospitato nelle ampie cantine di un palazzo cinquecentesco, il Lapsus è un luogo a me caro in quanto non è altro che il vecchio Zona Castalia, locale molto in voga negli anni Novanta e meta fissa dei miei anni universitari. Propone una ricca offerta di concerti dal vivo che spaziano dal jazz al rock, ai DJ set.

lapsus

Se ti è piaciuto, vedi anche gli altri articoli su Torino.

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Pasticceria Delizi, Andezeno

11 12 2011

pasticceria delizi, andezeno

La collina torinese, che domina a oriente tutta la città e il Po, è un’area di grandi spazi verdi, boschi, campagne e piccole città medievali che riservano spesso inaspettate sorprese. E proprio una di queste è la Pasticceria Delizi, piccolo laboratorio artigianale ad Andezeno, a pochi chilometri da Chieri e a una ventina da Torino.

pasticceria delizi, andezeno pasticceria delizi, andezeno pasticceria delizi, andezeno pasticceria delizi, andezeno

Silvia e Fabrizio, i due titolari, vegan e animalisti, hanno fortunatamente (per noi vegani subalpini!) deciso di puntare da qualche anno anche sulla pasticceria senza utilizzo di ingredienti animali. Qui non si tratta, come spesso accade, di ricette più salutistiche o di ispirazione macrobiotica (che sia chiaro, a me piacciono comunque tantissimo), ma di peccaminosa pasticceria classica, di creme e cioccolato, di zucchero e panna (vegetale…).

pasticceria delizi, andezeno pasticceria delizi, andezeno vegan cake

E i ragazzi sono davvero bravi, conferma che mi arriva puntuale quando faccio assaggiare i loro dolci agli onnivori più incalliti e scettici, e che me li ha fatti diventare i miei fornitori di fiducia per occasioni speciali.

Se all’inizio lavoravano solo su ordinazione, adesso hanno affiancato in laboratorio alla produzione latteo-ovo-tradizionale quella senza ingredienti di origine animale, che costituisce ormai quasi metà della loro offerta abituale.

delizi mosaic 2

Si spazia perciò dagli splendidi tartufi con ganache vegetale, alla pasticceria secca tradizionale di ispirazione piemontese (tra cui i baci di dama), dalla torta sbrisolona (in versione standard e mignon) alle crostate alla confettura.

pasticceria delizi, andezeno pasticceria delizi, andezeno pasticceria delizi, andezeno

La pasticceria fresca è invece su ordinazione (di solito sono sufficienti un paio di giorni minimo): torte di qualunque tipo, decorate in maniera originale e invitante, e pasticceria mignon (per questa l’ordine minimo è di un chilo). Sempre su ordinazione, un soffice dolce tipico di questa zona, la focaccia di Chieri (una focaccia dolce simile a quelle che si preparano in Francia e in Italia per l’Epifania, ma disponibile tutto l’anno).

pasticceria delizi, andezeno pasticceria delizi, andezeno pasticceria delizi, andezeno

Sul salato, da non perdere i salatini realizzati con pasta brisé, verdure e salsa di soia, e soprattutto la focaccia genovese, in versione semplice, olive o pomodoro. E dato che ci stiamo avvicinando al Natale, ferve anche la produzione di panettoni vegetali (tra cui quelli monoporzione), in tre versioni: classica con uvetta e canditi, al cioccolato e al gianduia. Tra l’altro i loro panettoni si possono acquistare anche tramite Agire Ora (con spedizione in tutta Italia, o con prenotazione e ritiro diretto a Torino e Alessandria).

pasticceria delizi, andezeno

Pasticceria Delizi
Via Roma, 4
10020 Andezeno (TO)
Tel. 011 9434913
Mappa

Produzione dolciaria: vegetariana, vegan
Orari: mar-dom 9-19
Prezzi: € 23/chilo pasticceria secca; € 26/chilo pasticceria fresca.
Specialità vegan: salatini, focacce salate; torta sbrisolona; pasticceria secca; tartufi e cioccolatini; pasticceria fresca e focaccia di Chieri su prenotazione; panettone (uvetta-canditi, cioccolato, gianduia) nel periodo natalizio.
Note: accessibile ai disabili; no carte di credito.

Vedi anche:

Chieri
Torino

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Lenticchie rosse speziate

30 11 2011

spicy red lentils

Le lenticchie? Ma non portano soldi? Boh, io questo effetto collaterale ancora non l’ho visto. Per fortuna che almeno sono un’ottima fonte di proteine, ferro, zinco e magnesio. E che c’è solo da sbizzarrirsi nella scelta di quelle disponibili sul mercato: da quelle marroni (le onnipresenti inscatolate) a quelle verdi (un po’ pugliesi, come le Altamura, un po’ d’Oltralpe, di Le Puy), da quelle rosse a quelle bionde, fino alle tonalità rosa pallido (le lentillon rosé della Champagne – uhm, varran bene un viaggio in Francia?). Ma il mio imperituro amore va alla farina di lenticchie per ora soltanto scovata oltreconfine (più precisamente a Jausiers, in Alta Provenza). Nell’attesa di mettere nuovamente le mani su preziosi pacchetti verde scuro, da cui viene fuori una farinata poco ortodossa ma divina, mi accontento con una ricetta veloce, sanissima (Z-E-R-O grassi) e indian-speziata come piace a me.

Lenticchie rosse speziate

Volendo potete ottenere anche una zuppa semplicemente aggiungendo più brodo (1,2 litri). Il brodo vegetale lo potete fare da voi con (scarti di) verdure biologiche e un po’ di sale marino integrale, oppure con del dado biologico. Da notare che si tratta di una ricetta senza grassi e olio, volendo se ne può aggiungere un filo a crudo alla fine, ma sinceramente la trovo perfetta anche senza. Le dosi sono per 4 persone.

lenticchie rosse decorticate 225 g
cipolla 1
sedano 2 gambi
alloro 1 foglia
brodo vegetale 800 ml
curcuma in polvere 3 g (1/2 cucchiaino)
zenzero in polvere 3 g (1/2 cucchiaino)
sale marino integrale 1 pizzico
pepe nero 1 grattugiata abbondante 

Portate il brodo a ebollizione. Nel frattempo lavate e mondate il sedano e pelate la cipolla. Tritateli nel mixer. Raccogliete tutti gli ingredienti in una pentola e mettete a cuocere a fuoco lento per 40’ da ebollizione.
Prima di servire, eliminate soltanto la foglia di alloro.

45 minuti

Colgo l’occasione per accettare l’invito di Bibi e questa ricetta va ai bambini di Rocchetta Vara. Per maggiori informazioni leggete qui.

Per i patiti delle lenticchie, come me, consiglio anche:

La zuppa di lenticchie rosse e miglio
L’insalata tiepida di lenticchie giganti
I legumi in vasetto

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And the winners are…

20 11 2011

AndTheWinnersAre[1]

Finalmente ci siamo. Chiuse le votazioni (alle 22.20, un po’ più tardi del previsto), alle h. 22.30 di domenica 20 novembre ho estratto i tre numeri fortunati (tramite questo sito). Ricordo la lista dei partecipanti, in rigoroso ordine cronologico di pubblicazione del commento:

1. Chicca66
2. Francesca Quaglia
3. Giusi
4. Vera Ferraiuolo
5. chiarina-ina
6. valina
7. gianpietro
8. Alice
9. ElenaSole
10. Barbara (Correndomi Incontro)
11. erbaviola
12. Azabel
13. luby
14. cristina
15. Valentina peperoncina
16. Annaelaneve
17. Ely
18. lucy
19. Elena (tacco10)
20. Elena
21. stelladisale
22. Gabriele
23. Sara (De felicitate animi)
24. My sugar is raw
25. Valentina
26. Ramona
27. Simone
28. Titti
29. Martina
30. sara (Straight Edge Fam)
31. Lentijini
32. Spirulina
33. barbara
34. Daniele
35. Ale
36. Francesca
37. Lene
38. FrancescaV
39. Cat
40. isafragola

Rullo di tamburi…

Primo numero estratto per il terzo premio (box di cioccolato vegan): 28
Titti 

Secondo numero estratto per il secondo premio (ricettario a scelta): 6
valina
 

Terzo numero estratto per il primo premio (ricettario a scelta): 38
FrancescaV

Complimenti!!!

E grazie a tutti gli altri per aver partecipato e per aver espresso i loro suggerimenti e consigli, nonché grazie per tutti i complimenti sinceri ricevuti! Appuntamento quindi all’anno prossimo per il sesto anniversario (nel frattempo scriverò ancora!).

PS. Ho contattato le vincitrici via e-mail. Se non doveste ricevere nulla entro domani, scrivetemi a ilcucchiaiodilegno(chiocciola)gmail(punto)com
PS2. Ho inviato un premio di consolazione a tutti gli altri – idem come sopra, se non doveste riceverlo, scrivetemi all’indirizzo sopra.

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Happy Birthday!

13 11 2011

vegan cake>

English version below
Version française en bas
日本語のバージョンは下記である

Italy

Il Cucchiaio di Legno ha compiuto cinque anni ieri. E così anche la mia esperienza da vegan, dato che è nato all’inizio con l’intento anche di registrare e di motivare questa mia scelta. Ed è per questo che ho deciso di festeggiare con un semplice concorso.

I premi in palio sono i seguenti:

1° e 2° classificato
Un ricettario vegan a scelta fra i seguenti:

  • Cucinare tofu e seitan: oltre 100 ricette vegan, dall’antipasto al dolce, con l’utilizzo di tofu e seitan. Libro ottimo per chi non conosce o usa ancora poco questi ingredienti.
  • La cucina etica facile: ricette e menù vegan per principianti, single e per chi ha poco tempo.
  • The Vegan Boulangerie: in inglese, il meglio della pasticceria e panetteria francese (ci trovate anche macaron e profiterole) senza uova e latticini.

3° premio
Una selezione di cioccolato vegan:

Come partecipare:

Lasciate un commento (uno solo) entro domenica 20 novembre alle h. 12. Ben accetti consigli o suggerimenti di quello che vi piacerebbe leggere in futuro. I vincitori saranno i commenti corrispondenti ai tre numeri estratti tramite questo generatore di numeri casuali.

Buona fortuna!

PS. La torta vegan di panna e cioccolato nella foto è stata realizzata dalla Pasticceria Delizi di Andezeno, sulla collina torinese.

United-Kingdom

Il Cucchiaio di Legno (The Wooden Spoon) turned five yesterday. And so did my experience as a vegan, since this blog was actually born to record this choice and keep myself motivated. And now time has come to celebrate this birthday with a simple contest.

The prizes are:

1st and 2nd prize
Two vegan cookbooks to choose from:

  • Cucinare tofu e seitan: in Italian, 100 vegan recipes, from starters to desserts, using tofu and seitan.
  • La cucina etica facile: in Italian, recipes and menus for beginners, singles and for whom has no time to cook.
  • The Vegan Boulangerie: in English, the best of traditional French baking (macarons and profiterole included), egg and dairy-free.

3rd prize
A selection of vegan chocolate:

  • 1 bar Altromercato fairtrade dark chocolate with cocoa beans
  • 1 bar Plamil white chocolate (made in the UK)
  • 1 bar Stainer soy milk chocolate (made in Italy)
  • 1 bar Stainer coconut milk chocolate (made in Italy)
  • 1 jar of gianduia (hazelnut-chocolate) spread made by Turin pastry shop Pfatisch (made in Italy)

How to enroll

Leave one comment (only one!) before Sunday 20th November, at 12 am  (central European time).
The winning comments will be those corresponding to the first numbers extracted with this random number generator.

Good luck!

PS. The vegan cream and chocolate cake in the picture was made by Pasticceria Delizi in Andezeno, a small town on the hills surrounding Turin.

France

Il Cucchiaio di Legno (La cuillère en bois) a cinq ans depuis hier. Ce blog est né pour témoigner ma décision de devenir vegan et pour me motiver, et c’est pour ça que j’ai décidé d’en fêter l’anniversaire avec un petit concours.  

Voici les prix:

1er et 2ème prix.
Deux livres de recettes végétaliennes à choix:

  • Cucinare tofu e seitan: en italien, 100 recettes vegan à base de tofu et seitan.
  • La cucina etica facile: en italien, des recettes et des menus faciles à préparer conçus pour qui n’a pas beaucoup de temps ou d’expérience à la cuisine.
  • The Vegan Boulangerie: en anglais, le mieux de la boulangerie et pâtisserie de France (macarons et profiterole inclus), en version végétalienne.

3ème prix

  • 1 tablette de chocolat noir Altromercato avec fèves de cacao du commerce équitable
  • 1 tablette Plamil de chocolat blanc (fabriquée au Royaume-Uni)
  • 1 tablette de chocolat au lait de soja Stainer (fabriquée en Italie)
  • 1 tablette de chocolat au lait de coco Stainer (fabriquée en Italie)
  • 1 pot de crème à tartiner gianduia (chocolat-noisette), réalisé artisanalement par la pâtisserie Pfatisch de Turin.

Comment participer

Laissez un message (un seul!) avant 12h (Europe centrale) dimanche 20 novembre. Les gagneurs seront les messages correspondant aux premiers nombres extraits à travers ce générateur de nombres aléatoires.

Bonne chance!

PS. Le gâteau végétalien chantilly-chocolat en photo a été réalisé par la Pasticceria Delizi à Andezeno, une petite ville sur la colline turinoise.

Japan

Il Cucchiaio di Legno 「木のさじ」とは昨日5歳になりました。5年前私もビーガンとなりました。その誕生日を祝うためにコンテストを告示することにしました。

賞は下記です。

1番目・2番目

下記の好みの本

  • Cucinare tofu e seitan: イタリア語で, お豆腐とセイタンで100以上のビーガンレシピー。
  • La cucina etica facile: イタリア語で, 簡単なイタリア料理のビーガンレシピーとメニュー。
  • The Vegan Boulangerie: 英語で, 伝統的なフレンチ・ブランジェリーのビーガンバージョンのレシピー。

3番目

ヨーロッパ製のビーガンチョコレートのセレクション

  • Altromercatoのココア豆のブラックチョコ1板
  • Plamilのホワイトチョコ1板 ・英国製
  • Stainerの豆乳チョコ1板・イタリア製
  • Stainerのココナツ乳チョコ1板・イタリア製
  • トリノのペイストリーショップのPfatischのジャンドゥーヤチョコクリーム1缶・イタリア製

参加する教え方

日曜日の11月20日の午後8時までにコメントを書いておいてください。優勝のコメントはこのランダム・ナンバー・ジェネレーターで選ばれます。11月21日までに結果が出ます。

ご幸運を祈ります!

追伸
上の写真のビーガンクリーム・チョコケーキはトリノの近いアンデゼーノのPasticceria Deliziに作られました。

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Destinazione Svezia 2: Eksjö, Göteborg, Östersund

9 11 2011

red house

Si riprende con il giro in Svezia di quest’estate, la seconda puntata è dedicata al nostro giro a zig-zag per la Svezia. Da Stoccolma verso ovest in direzione dello Småland e poi di Göteborg, e poi verso il lontano nord, fermandoci a metà strada sulle rive del lago Storsjö.

Da Stoccolma ci spostiamo in macchina in direzione sud-ovest, verso lo Småland e la cittadina di Eksjö (da pronunciarsi più o meno Ekshö), famosa per le sue case in legno del XVII secolo. A causa di un incidente nei dintorni di Stoccolma arriviamo però verso le 20. Tardi purtroppo per trovare ristoranti aperti in una cittadina di provincia, ripieghiamo quindi sull’unica pizzeria aperta, Via Venetto (sic!) dove ho la “fortuna” di gustare una tipica pizza scandinava (con richiesta di omissione del formaggio) a base di peperoni, olive e ananas. Chi ha viaggiato o vissuto in Scandinavia saprà bene che l’ananas ricorre spesso come condimento della pizza: un accostamento un po’ azzardato per i nostri palati, ma da provare almeno una volta.

hawaiian pizza in eksjö stortorget wake up service

Pernottamento allo Stadshotell, di gusto un po’ classico, ma molto comodo e soprattutto con molte opzioni vegan per colazione, a cominciare dal latte di soia (cosa che non mi è capitata da nessun’altra parte, ma poco male perché viaggiavo col mio brik appresso). Acquistiamo dei frutti di bosco della zona in una bancarella sulla Stora Torget, la piazza principale del paese, giriamo ancora per un po’ per le splendide stradine fiancheggiate da case in legno color pastello tutte risalenti al XVII secolo, e ci avviamo quindi verso la seconda città della Svezia, Göteborg.

eksjö mosaic

Göteborg (si pronuncia più o meno Iötebori) è il principale centro industriale e commerciale del paese, nonché il porto principale. La rivalità con Stoccolma è paragonabile a quella che in Italia abbiamo tra Roma e Milano, e sicuramente quanto a vivacità e offerta culturale ha poco da invidiare alla capitale. Purtroppo anche qui abbiamo solo un pomeriggio da dedicarle, dovendo poi partire il mattino successivo di buon’ora in direzione nord (per percorrere i 1400 km verso Kiruna, in Lapponia, ci abbiamo praticamente impiegato due giorni interi di guida).

Dopo il pranzo da Andrum, ristorante self-service vegetariano di cui parlerò in un prossimo articolo, e la spesa da Ekostore, supermercato di alimentari biologici in cui facciamo provviste per la lunga traversata verso l’estremo nord, rimane l’ardua scelta di cosa fare delle poche ore in città. Interessanti e originali musei (non c’è che l’imbarazzo della scelta, dall’arte contemporanea del Röda Sten alle gallerie del Konstmuseet, la principale collezione d’arte della città, al museo dedicato alla casa automobilista Volvo, che ha sede in città), a un giro fra parchi, chiese e distretti di archeologia industriale, alla fine decidiamo di trascorrere il pomeriggio a Liseberg, il più grande e antico parco dei divertimenti del paese, giustificando il tutto con la scusa di fare uno studio antropologico di come si divertano gli svedesi…

liseberg

Tra code ordinate, genitori che si divertivano più dei figli, e improbabili concerti di qualche nuova pop star giovanile locale, sono riuscito a convincere LDM a salire sulle montagne russe Balder, interamente in legno su cui si sfreccia alla velocità di 90 km/h e su altre attrazioni meno spaventose. Niente da fare per il Kanonen, una sorta di razzo con doppio giro della morte che viene catapultato da 0 a 75km/h in meno di due secondi, dove sono dovuto salire da solo. Nota di merito del parco: nessun delfinario o altra robaccia simile dove vengono segregati animali, ma solo giostre meccaniche per tutti i gusti e svedesi con orecchie da coniglio.

buying tickets rollercoaster fever atmosfear

A cena andiamo da Solrosen, altro ristorante vegetariano dall’atmosfera molto anni Settanta, e terminiamo con un giro veloce nel distretto di Haga, il più antico quartiere della città (metà XVII secolo), con i suoi vicoli acciottolati e la sua illuminazione d’atmosfera.

haga district, gothenburg chocolate ball haga district, gothenburg

Sveglia presto il mattino seguente, e partenza per l’estremo nord. Pernotteremo a Östersund, 800 km a nord di Göteborg, dieci ore di auto. E difatti, dopo dieci ore, come previsto, arriviamo nel capoluogo dello Jämtland, sulle rive del lago omonimo. Il sole è ancora alto all’orizzonte (stiamo salendo verso il Circolo Polare Artico), ma le temperature sono decisamente più rigide rispetto a Stoccolma o Göteborg, ed è d’obbligo il giubbotto nonostante sia inizio agosto.

östersund from storsjö

Pernottiamo all’Hotel Emma, sulla via principale della città, elegante boutique hotel con ricca colazione. Purtroppo è troppo tardi per visitare le attrazioni museali della città, e andiamo quindi a cena al Lilla Siam, bel ristorante thailandese con una discreta scelta di piatti vegani a base di verdure, riso e tofu.

östersund mosaic

Usciti dal ristorante, il sole è ancora all’orizzonte. Ci spostiamo quindi sulle rive del lago Storsjö su cui è adagiata Östersund, e a piedi ci avviamo verso Frösön, la grande isola collegata tramite un ponte pedonale. Cerchiamo di far piano per non disturbare Storsjöodjuret (pronuncia approssimativa Sturshö-ujüret), il mostro che vive nelle profonditä lacustri (simbolo della città) e andiamo alla ricerca della pietra runica più a nord della Svezia, che commemora l’avvento del cristianesimo nel 1050. Dopo esserci persi, la intravediamo un po’ soggiogata tra un supermercato Coop Konsum e la casa civica. Ce la ingraziamo affinché il resto della vacanza prosegua bene (il rito propiziatorio ha dato i suoi frutti) e, decisamente stanchi, facciamo ritorno in albergo nel chiarore delle notti estive scandinave.

storsjö

Vedi anche:

Destinazione Svezia 1: Stoccolma
Eating Out – Stoccolma

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Sale in Zucca

31 10 2011

sale in zucca, turin

Torino si sta dimostrando una città davvero interessante per l’offerta di proposte vegan e vegan-amichevoli. E uno degli ultimi nati sotto la Mole è Sale in Zucca, biogastronomia vegana che ha aperto i battenti da qualche mese (da luglio, per la precisione). Arrivo ben gradito, soprattutto visto che la titolare è un’amica, Simona, particolarmente attenta anche alla scelta dei fornitori e dei prodotti utilizzati in cucina (quasi tutto bio, da notare anche l’utilizzo di posate, bicchieri e piatti in Mater-Bi). Se poi ci aggiungete che in cucina c’è un’altra amica e abilissima cuoca, Chiara (quella del Kitchen, tanto per intendersi…), il risultato non può che essere di sicuro successo.

sale in zucca, turin

Il locale è piuttosto spazioso, anche se si riempie facilmente (tenete conto che è una gastronomia con alcuni tavoli e posti a sedere, non un vero e proprio ristorante), dai piacevoli toni arancione, che lo rendono particolarmente accattivante e un po’ anni Settanta.

sale in zucca, turin sale in zucca, turin sale in zucca, turin

La cucina a vista propone ogni giorno una buona scelta di piatti stagionali segnalati quotidianamente anche sul sito. Vi troverete almeno due antipasti, tre primi, tre secondi, due contorni e uno/due dessert interamente vegetali.

L’ultima volta che ci sono stato, in compagnia di un amico, abbiamo iniziato con delle ottime crocchette di patate e piselli, seguiti da crostini di piselli all’aceto balsamico e insalata di carote con alghe e semi di girasole. A seguire lasagne appena sfornate (eccezionali), così come ottime sono le paste e i primi a base di cereali integrali.

sale in zucca, turin

Verdure di stagione (costine al limone questa volta) e un morbido e quanto mai gustoso flan di zucca hanno costituito il nostro secondo, ma anche il seitan che stava  cuocendo quando siamo arrivati aveva un aspetto assolutamente appetitoso.

A conclusione un’ardua scelta per il dessert, costituito da un invitante salame al cioccolato e un pan di Spagna farcito. Abbiamo optato per quest’ultimo, delicatamente intriso di rum e farcito con composta di albicocche e crema pasticcera.

sale in zucca, turin

Sale in Zucca è anche un negozio etico-vegan: vi troverete detersivi alla spina ecologici e non testati, prodotti per la prima infanzia, abbigliamento e libri (anche questi vegan, tra cui interessanti ricettari inglesi). Ma il punto forte è dato anche dai prodotti alimentari in vendita. Finalmente a Torino (e in Piemonte) è possibile reperire tutta una serie di golosità di non sempre facile reperibilità (se non ordinandoli via Internet), tra cui formaggi Vegusto, mopur, ricotta vegetale, burro di tofu, pasticceria vegan, cioccolato bianco e al latte di riso, invitanti creme al cioccolato da spalmare (da provare quelle di cioccolato al latte vegetale o quella arancia-cioccolato), panna montata spray e molto altro ancora. Il tutto è acquistabile comunque anche online.

Assolutamente da non perdere per chi dovesse capitare a Torino (nonché per chi ci vive), considerando anche il fatto che è comodamente situato in centro e a poca distanza dalla stazione ferroviaria di Porta Susa. 

sale in zucca, turin

Sale in Zucca
Via Santa Chiara, 45
10122 Torino
Metro: Principi d’Acaja
Autobus: Statuto Nord
Telefono: 011 5794968

Cucina: vegan biologica. 
Orari: lun-mer 10-19.30; gio 10-14.30; ven-sab 10-22.30, dom chiuso
Prezzi: EUR 6-14 bevande escluse.
Piatti vegan: tutti ottimi, tra le varie proposte, che variano di giorno in giorno, hummus, gnocchetti sardi alle cime di rapa con peperoncino, riso integrale alle verdure, lasagne ai porri, torta salata di porri e patate, tofu saltato con sesamo, straccetti di seitan al limone, broccoli a vapore in citronnette di senape, costine al limone, plumcake alla vaniglia.
Note: accessibile ai disabili; quattrozampe benvenuti; anche da asporto.

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Eating Out–Stoccolma

23 10 2011

lao wai, stockholm

Dato che ho vagonate di ristoranti e locali provati ancora da descrivere e da pubblicare, ecco a voi la prima puntata di “Eating Out” (mi scuso per l’anglicismo, non amo molto inserire termini inglesi quando scrivo in italiano, ma ci sono casi in cui la lingua di Albione è più immediata e concisa della favella nostrana), dedicata alla capitale svedese, di cui avrete forse letto le mie avventure estive più in basso.

hermitage, stockholm lao wai, stockholm chockladfabriken, stockholm

A Stoccolma (come in tutta la Svezia) essere vegetariani è una delle cose più semplici e girare non pone alcun tipo di problema. Qualsiasi ristorante offre almeno un’opzione vegetariana consistente, e in generale anche essere vegan non vi farà patire i morsi della fame. Stoccolma sta inoltre rinascendo come uno dei centri più interessanti dal punto di vista gastronomico, con ristoranti stellati e chef blasonati, nella speranza  che ciò stimoli in futuro una proposta vegetariana e vegan altrettanto interessante. Una mancanza che ho notato e di cui mi sono un po’ dispiaciuto è l’assenza di ristoranti che propongano cucina tipica svedese in versione vegetale. Certo i prodotti di origine animale hanno un peso preponderante nella husmanskost, ma non è difficile realizzare versioni cruelty-free di ricette tradizionali, come insegnano tanti eccellenti ristoratori a Londra o New York.
In cambio a Stoccolma è possibile assaporare eccellenti piatti etnici, date le grandi comunità straniere che vi risiedono (etiopi, libanesi, curdi, malesi, cinesi).

hermitage, stockholm

HERMITAGE
Piacevole ristorante a buffet in pieno centro storico. Legno, tavole di ardesia con il menù del giorno, toni chiari, proposte interessanti e a prezzi modici. Si spazia dalle crudité, ai legumi, all’hummus (ottimo), alle insalate di cereali. Tra i piatti caldi, un ottimo stufato di bistecche di soia o gli hamburger di cereali e verdure.
Pane fatto in casa, acqua e caffè sono inclusi nel prezzo. Buoni anche i dessert, tra cui spiccano le splendide crostate (una su tutte, quella di more artiche).
Il locale è aperto dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 20 (si cena presto in Svezia, ricordatevelo!), sabato e domenica dalle 12 alle 20. Facilmente accessibile ai disabili.

Stora Nygatan 11
111 27 Stockholm
Tel. +46 8 411 95 00
Metro: Gamla Stan

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LAO WAI
Colpo di fulmine per Lao Wai, decisamente uno dei miei ristoranti preferiti in assoluto sulla faccia della Terra. Cucina cinese curata, menù interamente vegan, con numerosi piatti senza glutine. Il posto è minuscolo, sempre strapieno. Prenotate con anticipo (o presentatevi lo stesso facendo finta di nulla e ingraziatevi il cameriere).
I piatti sono per lo più versioni vegetali di preparazioni culinarie del Szichuan, tra cui il gong bau su rou, a base di carne di soia, peperoncini (da non mangiare!), peperoni, aglio, mais, arachidi in salsa agro-dolce, i ru yi wan zi, polpette vegetali brasate con cavolo cinese, taro, broccoli e funghi shiitake. Noi optiamo per lo yu xiang su ji, piatto tipico del Szichuan a base di pollo vegetale, castagne d’acqua, peperoncino, cipollotto e zenzero, e il ma po dou fu, tofu cinese con tritato di soia e verdure brasate.
I piatti sono entrambi notevoli. L’uso delle spezie è ben calibrato, e non c’è traccia di untuosità eccessiva nelle preparazioni. Le porzioni sono abbondanti ma non eccessive. Come accompagnamento birra cinese.  
Lao Wai utilizza solo ingredienti di prima qualità: la soia è senza ogm e molti prodotti sono da agricoltura biologica. Anche la cucina è a vista, il che garantisce un’igiene scrupolosa.

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Ottimi i dolci: prendiamo un budino di riso nero con crema di cocco e zucchero grezzo di palma, decisamente cremoso, e una sensazionale panna cotta di cioccolato e mandorle con salsa di olivello spinoso e panna montata di riso. Altre opzioni interessanti sono i gelati fatti in casa, in tre originali combinazioni: litchi-citronella, pandano-cocco e bergamotto-cardamomo-pistacchio.
Anche la lista dei tè è ragguardevole, con un’ottima selezione di verdi cinesi biologici.
Assolutamente da provare quando si è a Stoccolma. Il ristorante è aperto a pranzo dal lunedì al venerdì (11-14) e la sera dal martedì al sabato dalle 17.30 alle 22 (la cucina chiude alle nove).

Luntmakargatan 74
113 51 Stockholm
Tel. +46 8 673 78 00
Metro: Rådmansgatan

malaysia, stockholm

MALAYSIA
Ristorante onnivoro di cucina malese, con una quindicina di piatti interamente vegetali (versioni vegan di piatti tradizionali). Utilizzano carni vegetali di soia, tra i piatti provati, tutti eccellenti, i ravioli ripieni, il curry rosso di “pollo” di soia in salsa piccante, e un eccezionale satay di pollo vegetale (ma quanto è buona la salsa di arachidi?). Il tutto innaffiato da birra thailandese.
Un solo dolce vegan, un budino di riso nero in crema di latte di cocco.
Buona la cucina, porzioni soddisfacenti, prezzo nella norma (svedese, quindi un po’ più caro rispetto ai nostri standard).

Luntmakargatan 98
111 37 Stockholm
Tel. +46 8 673 56 69
Metro: Rådmansgatan o Odenplan

naturbageriet sattva, stockholm

NATURBAGERIET SATTVA
Due punti vendita a Stoccolma di questa “panetteria naturale”. Quello in Gamla Stan, poco oltre l’Hermitage è ideale per trascorrere un’oretta tranquillamente seduti con una tazza di tè o caffè e una fetta di torta. L’altro a Södermalm propone lo stesso assortimento di delizie dolci e salate, quasi tutte vegan, però solo da asporto. Panetteria salutare, di ispirazione macrobiotica, con largo utilizzo di farine integrali e dolcificanti naturali. Tra i salati, i pirogi tofu e spinaci, o quelli alle alghe. Tra i dolci, si spazia dalla classica torta di carote svedese alla crostata di pere e noci pecan. Tutto delizioso. Apertura dal lunedì al venerdì dalle 7 alle 18, e il sabato dalle 7 alle 16.

Stora Nygatan 6
111 27 Stockholm
Tel. +46 8 21 00 86
Metro: Gamla Stan

Krukmakarsgatan 27
118 51 Stockholm
Tel. +46 8 669 93 93
Metro: Zinkensdamm

ORGANIC GREEN
Non l’ho provato questa volta, ma è sempre lì, ad offrire i suoi piatti di ispirazione etnica in un ambiente informale e piacevole. Ci ero stato nel 2007, peccato non aver avuto il tempo di tornarci. Per maggiori info vedi qui.

Rehnsgatan 24
113 57 Stockholm
Tel. +46 8 612 74 84
Metro: Rådmansgatan

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Crostata di farro con crema di limone e timo

16 10 2011

farro pie with lemon and thyme custard

Nato come blog di cucina, ultimamente Il Cucchiaio di Legno sta diventando più un diario di viaggio che una raccolta di ricette. Non per questo ho smesso di cucinare, anzi, anche se sto documentando le mie sperimentazioni in cucina con meno frequenza di un tempo, la passione per i fornelli continua. E giusto per non diventare troppo monotematico, una ricetta buttata qua e là è doverosa, no?

Non so voi, ma a me i dolci a base di limone piacciono davvero tanto (con l’esclusione di sorbetti e gelati a base di questo splendido frutto giallo, di cui non vado particolarmente pazzo), forse anche più di quelli a base di cioccolato (forse…). Con la scusa anche del fatto che i limoni sono praticamente sempre di stagione, grazie anche alla loro capacità di conservazione, non c’è che da sbizzarrirsi in cucina. In particolare la ricetta di questa crostata, che raggruppa tre ingredienti tipici della nostra penisola, è frutto di tre esperimenti, di cui il primo piuttosto disastroso, ma che alla fine hanno condotto a un risultato decisamente soddisfacente, con una base croccante e rustica a base di farro e una morbida crema al limone esaltata dalla freschezza tipica del timo.

 

Crostata di farro con crema di limone e timo

Il burro di soia può essere sostituito da pari quantità di margarina vegetale non idrogenata o altro burro vegetale (come il Burrolì). Alternativamente si può rimpiazzare con 5 cucchiai di olio di mais o di girasole ben freddo da frigo. Per la panna vegetale ho usato quella della Soyatoo perché ben spessa ma, dato il recente ritiro dal mercato, e nella speranza che esca presto un prodotto similare (io ne custodisco ancora gelosamente alcune confezioni in dispensa), si può sostituire con panna vegetale di mandorla, di avena, di farro o di soia (in vendita nei negozi di alimenti naturali). Prima di utilizzarle, tenetele in frigo una giornata, in modo che siano più dense.
Per la base ho utilizzato un sostituto vegan delle uova, più che altro perché ne ho una confezione da terminare a casa ma, senza magari andare in farmacia per trovarlo, è possibile sostituirlo con 16 g di amido di mais, sempre da mescolare in due cucchiai d’acqua fredda.
Gli attrezzi necessari sono un mattarello, una base per stendere la pasta e lo stampo basso da crostata, e un mixer o uno sbattitore elettrico per la crema.

Per la base:
farina di farro 175 g
zucchero di canna in polvere 15 g
burro di soia 75 g
sostituto vegano delle uova (No Egg) 7 g
acqua 2 cucchiai
limone 1
fagioli secchi 500 g
burro di soia e farina di farro per lo stampo

Per la crema:
tofu vellutato (kinugoshi) 275 g
amido di mais (maizena) 30 g
zucchero di canna grezzo 130 g
limoni 2
foglie di timo fresco 4 cucchiaini
panna vegetale da montare (Soyatoo) 300 ml

Per decorare:
rametti di timo
zucchero di canna in polvere

Lavate e asciugate i tre limoni. Grattugiate la buccia di uno solo. Tenetelo da parte insieme agli altri due.
Setacciate la farina e lo zucchero a velo. Tagliate il burro a cubetti e unitelo al composto di farine, amalgamando bene il tutto con un cucchiaio di legno.
Sciogliete il sostituto vegano delle uova nell’acqua, amalgamando bene, e unitelo all’impasto insieme alla buccia grattugiata del limone. Impastate velocemente, fino a ottenere una palla, avvolgetela nella pellicola trasparente e mettete in frigo per almeno 30 minuti.
Dieci minuti prima di tirate fuori l’impasto accendete il forno (ventilato) a 180°. Imburrate e infarinate uno stampo basso da crostata. Infarinate anche la spianatoia e il mattarello. Stendete la pasta frolla a un’altezza di circa mezzo centimetro. Arrotolatela poi intorno al mattarello, posatela sullo stampo e srotolatela, facendo aderire bene ai bordi l’impasto. Eliminate la pasta in eccesso che fuoriesce dai bordi.
Ricoprite la base con i fagioli secchi in modo da evitare che si gonfi in cottura (fatelo perché succede, tanto i fagioli potrete poi riutilizzarli per altre crostate, basta conservarli in un barattolo di vetro o, se siete proprio maniaci/che potrete procurarvi i fagioli di ceramica appositi…), e sistemate in forno (statico) per 10’.
Nel frattempo grattugiate gli altri due limoni, e spremeteli tutti e tre.
Amalgamate bene il tofu, l’amido di mais e lo zucchero nel mixer. Aggiungete il succo di limone, la buccia grattugiata, le foglie di timo e la panna. Mescolate bene col mixer in modo da ottenere una crema compatta e morbida.
Estraete la base dal forno, eliminate i fagioli e versatevi la crema di limone e timo. Livellate e cuocete in forno per 25’.
Al termine, estraetela dal forno, lasciatela raffreddare e, dopo averla sformata, servitela decorando con rametti di timo e una spolverata di zucchero a velo.

15 minuti + 35 minuti di cottura
+ 30 minuti di riposo

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Destinazione Svezia 1: Stoccolma

8 10 2011

stortorget

Destinazione Svezia: cinque puntate, cinque racconti per condividere le nostre ultime vacanze estive. Da Stoccolma a Göteborg, poi su fino nell’estremo nord lappone, e poi di nuovo verso sud fino terminando con un paio di giorni sull’isola di Gotland.
Poi prometto e giuro che torno a cucinare.

by night

A Stoccolma c’ero già stato quattro anni fa, dimenticando la macchina fotografica a casa. Poco male, mi sono rifatto questa volta. La capitale svedese, scenograficamente adagiata sul Baltico, è stata la nostra destinazione iniziale e finale. Ci ha accolti con la pioggia e ci ha purtroppo anche salutati con la pioggia in questa strana estate fredda. Per dormire, abbiamo scelto una soluzione spartana ma ideale: la Kronprinsesse Märtha, nave ancorata sul Baltico che ospita il LogInn Hotel.

our hotel relax northern light royal lion

Inutile dire che mezza giornata è stata interamente dedicata alla visita di Gamla Stan, la città vecchia, il cuore medievale, storico e geografico di Stoccolma. Piazze medievali, chiese e palazzi rinascimentali e barocchi si inseguono lungo le sue stradine tortuose. La cosa migliore da fare è quella di perdersi nei suoi meandri.

lost in gamla stan

Chai latte con latte di soia da Chockladkoppen sulla scenografica Stortorget prima di proseguire verso Storkyrkan, la cattedrale di Stoccolma, il più antico edificio cittadino (risalente al 1306).
Segue pranzo (ripetuto poi anche l’ultimo giorno di permanenza svedese) da Hermitage, accogliente ristorante vegetariano con menù a buffet. E, dall’altro lato della strada, si può fare una pausa con panetteria e dolci vegani e macrobiotici da Naturbageriet (ce n’è anche un’altra in Rehnsgatan, a Södermalm, ma è solo d’asporto e non ci si può sedere).

bicycle arctic berry cake in church

Sospinti dalla pioggia ci rifugiamo nel pomeriggio nel Kungliga Slottet, il palazzo reale di fine Seicento con i suoi sfarzosi appartamenti di stato, la Skattkammaren (la tesoreria reale in cui sono custoditi corone, scettri e altri ori e argenti), la Slottskyrkan (Cappella Reale), le sculture romane di Gustavo III nel neoclassico Gustav III:s Antikmuseum e le fondamenta del vecchio palazzo reale medievale andato a fuoco nel 1697 al Museum Tre Kronor.

kungliga slottet

Durante la visita ai vari ambienti veniamo però sorpresi da un gran baccano e musica a palla provenienti dall’esterno. Ci eravamo scordati del Stockholm Pride, la parata LGBT più importante del Nordeuropa.

stockholm pride 2011_mosaic1

D’obbligo interrompere momentaneamente la visita a palazzo per immergersi nel bagno di folla e assistere alla sfilata di gruppi di ogni genere, dai medici ai pompieri, dalle infermiere alle ginnaste. Non poteva mancare anche il gruppo vegan antispecista.

stockholm pride 2011 mosaic 2

In serata ci dirigiamo verso Norrmalm, con il suo miscuglio di edifici neoclassici e contemporanei. Vaghiamo alla ricerca di un ristorante, e incappiamo nell’ottimo Malaysia, con una vasta scelta di piatti vegani e di carni di soia (ottimo il satay).
Il cuore della vita notturna è però a Södermalm, l’elegante quartiere dove gustiamo un breve accenno di movida nordica al Marie Laveau, elegante bar di design ricavato in una vecchia macelleria. Meglio i cocktail della carne, no?

marie laveau

Il giorno successivo viene dedicato, nonostante il maltempo, alla Versailles svedese, a Ekerö, nella contea di Stoccolma: Drottningholm.

drottningholm

Il palazzo, Drottningholms Slott, contemporaneo di Versailles e scenograficamente affacciato sul Lago Mälaren, è eccezionale. La visita guidata consente di ammirarne i magnifici interni, tra cui la barocca camera da letto reale della regina Hedvig Eleonora.

drottningholm park drottningholm park hercules

Altrettanto eccezionali i giardini, in cui si nascondono, ben celati, il Kina Slott, il sontuoso padiglione cinese fatto costruire da re Adolfo Federico per il compleanno della consorte Lovisa Ulrika nel 1753 (pare in una sola notte), e la particolarissima Tenda delle Guardie, che tenda non è, sempre di fine Settecento.

kina slott

Uniche delusioni sono state l’impossibilità di visitare lo Slottsteater, chiuso per un allestimento teatrale, e il ristorante del complesso, il Drottningholms Paviljongen, dove ho recuperato solo una misera insalata (nessun problema invece per i vegetariani – ovunque è possibile trovare un’opzione senza carne e pesce).

stockholm, people, dogs

A Stoccolma ci rientriamo a fine vacanza, per trascorrervi le ultime 24 ore. L’addio alla città lo diamo la sera prima di partire, con la cena da Lao Wai, caldamente consigliatomi da Vale e Ale (grazie! tack!), stracolmo all’inverosimile, in cui ci fiondiamo nonostante avessi chiamato per prenotare e mi fosse stato detto che non c’era posto. Con faccia da tolla tipicamente italica, ci presentiamo lo stesso, e riusciamo ad accaparrarci un posticino. La cucina è deliziosa, e la scelta dei tè cinesi ottima.

unknown lao wai waiting for green light

L’ultimo giorno è dedicato, complice un volo di rientro in tarda serata, allo shopping: dai grandi magazzi Åhléns per acquistare souvenir e dvd di film svedesi mai usciti in Italia, a PUB (quelli dove aveva lavorato Greta Garbo prima di diventare famosa) a caccia di regali e di capi eco-friendly di stilisti svedesi (come House of Dagmar), dallo splendido Chockladfabriken, paradiso del cioccolato (i lecca lecca di cioccolato fondente!), a Small Island, con la sua nutrita selezione di cioccolato dei migliori produttori europei, nonché caffè e spezie, a Duranis, minuscolo concept store in Gamla Stan, dove, cercando di non distruggere le tazzine di antiquariato pericolosamente in bilico su cataste di libri sistemati alla bell’e meglio su contenitori di tè Kusmi, ho cercato di difendermi dal solerte spirito commerciale della proprietaria, Linnéa, accanita personal shopper decisa a farmi diventare il suo miglior cliente. Per mia fortuna si è dovuta scontrare con il tetto massimo della mia carta di credito.

chocolate tea a bit of everything pepparkakorna chockladfabriken PUB böcker

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