Eating Out–Göteborg

29 01 2012

andrum, gothenburg

Pur avendoci trascorso soltanto un giorno (e una notte), la seconda città della Svezia ci ha lasciato un ricordo indelebile, oltre che per il pomeriggio passato a Liseberg, anche per due suoi ristoranti dove abbiamo mangiato bene e abbondantemente.

andrum mosaic

ANDRUM
Il primo posto in cui ci siamo fiondati appena arrivati in auto da Eksjö (rimediando una multa per divieto di sosta, tra l’altro…), è un ristorante vegetariano a due piani, decisamente grande e spazioso, con un’area a buffet che offre cucina semplice e sostanziosa. Come in quasi tutti i ristoranti svedesi a self-service, c’è un buffet per le insalate, da cui pescare verdure crude e cotte, legumi, cereali e semi, e una serie di proposte del giorno. Noi proviamo le lasagne con ragù di soia e lo stufato di fagioli. Cucina rustica, porzioni soddisfacenti. Poco spazio per il dolce, purtroppo. A malincuore non prendiamo il crumble di rabarbaro, ma ci accaparriamo comunque una palla di avena e cioccolato che ci accompagnerà  durante il lungo viaggio fino in Lapponia (e che finalmente mangeremo varcato il Circolo Polare Artico).
Il ristorante è accessibile ai disabili (solo il piano terra). Non accetta carte di credito, e le indicazioni dei piatti sono solo in svedese (ma potete chiedere spiegazioni in inglese, soprattutto per farvi indicare quello che è vegan).

Östra Hamngatan 19A
411 10 Göteborg
Tel. +46 31 136240
Altre recensioni: Happy Cow

solrosen mosaic

SOLROSEN
Nel quartiere di Haga, Solrosen (“Il Girasole”) è più un’esperienza in sé, che un semplice locale. Si viene catapultati agli anni ‘70 in un sol colpo, col suo arredamento semplice, i suoi colori accesi, i quadri alle pareti, e soprattutto col suo proprietario! Ristorante vegetariano con un ricco buffet di antipasti, offre anche piatti principali caldi (uno è sempre vegan) e dessert sostanziosi (anche questi disponibili in versione senza uova-latticini).
Sopra il bancone ci sono pure le foto dei clienti abituali passati a miglior vita (ecco perché mi guardavano tutti male mentre scattavo fotografie…). Oltre alle foto del caro estinto, il ristorante è uno dei pochi con cucina aperta fino a tardi (22! In Svezia si cena presto). Noi arriviamo alle 21, purtroppo l’unico piatto caldo vegan è terminato ma poco male. Mi rifaccio con un ricco piatto dal buffet, con verdure crude, insalata di riso, tabouleh, legumi e tanto hummus.
Come dessert proviamo la torta al cioccolato e la crostata di frutti di bosco, accompagnate da una crema d’avena alla vaniglia già pronta (quella in foto, viene prodotta dalla Oatly, e si trova in tutti i supermercati svedesi). Piacevole scoperta quest’ultima, tanto che ne farò poi incetta prima di ripartire per l’Italia.
Prezzi onesti, porzioni abbondanti. Accessibile ai disabili.

Kaponjärgatan 4
413 02 Göteborg
Tel. +46 31 7116697
Altre recensioni: Happy Cow

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Destinazione Svezia 2: Eksjö, Göteborg, Östersund

9 11 2011

red house

Si riprende con il giro in Svezia di quest’estate, la seconda puntata è dedicata al nostro giro a zig-zag per la Svezia. Da Stoccolma verso ovest in direzione dello Småland e poi di Göteborg, e poi verso il lontano nord, fermandoci a metà strada sulle rive del lago Storsjö.

Da Stoccolma ci spostiamo in macchina in direzione sud-ovest, verso lo Småland e la cittadina di Eksjö (da pronunciarsi più o meno Ekshö), famosa per le sue case in legno del XVII secolo. A causa di un incidente nei dintorni di Stoccolma arriviamo però verso le 20. Tardi purtroppo per trovare ristoranti aperti in una cittadina di provincia, ripieghiamo quindi sull’unica pizzeria aperta, Via Venetto (sic!) dove ho la “fortuna” di gustare una tipica pizza scandinava (con richiesta di omissione del formaggio) a base di peperoni, olive e ananas. Chi ha viaggiato o vissuto in Scandinavia saprà bene che l’ananas ricorre spesso come condimento della pizza: un accostamento un po’ azzardato per i nostri palati, ma da provare almeno una volta.

hawaiian pizza in eksjö stortorget wake up service

Pernottamento allo Stadshotell, di gusto un po’ classico, ma molto comodo e soprattutto con molte opzioni vegan per colazione, a cominciare dal latte di soia (cosa che non mi è capitata da nessun’altra parte, ma poco male perché viaggiavo col mio brik appresso). Acquistiamo dei frutti di bosco della zona in una bancarella sulla Stora Torget, la piazza principale del paese, giriamo ancora per un po’ per le splendide stradine fiancheggiate da case in legno color pastello tutte risalenti al XVII secolo, e ci avviamo quindi verso la seconda città della Svezia, Göteborg.

eksjö mosaic

Göteborg (si pronuncia più o meno Iötebori) è il principale centro industriale e commerciale del paese, nonché il porto principale. La rivalità con Stoccolma è paragonabile a quella che in Italia abbiamo tra Roma e Milano, e sicuramente quanto a vivacità e offerta culturale ha poco da invidiare alla capitale. Purtroppo anche qui abbiamo solo un pomeriggio da dedicarle, dovendo poi partire il mattino successivo di buon’ora in direzione nord (per percorrere i 1400 km verso Kiruna, in Lapponia, ci abbiamo praticamente impiegato due giorni interi di guida).

Dopo il pranzo da Andrum, ristorante self-service vegetariano di cui parlerò in un prossimo articolo, e la spesa da Ekostore, supermercato di alimentari biologici in cui facciamo provviste per la lunga traversata verso l’estremo nord, rimane l’ardua scelta di cosa fare delle poche ore in città. Interessanti e originali musei (non c’è che l’imbarazzo della scelta, dall’arte contemporanea del Röda Sten alle gallerie del Konstmuseet, la principale collezione d’arte della città, al museo dedicato alla casa automobilista Volvo, che ha sede in città), a un giro fra parchi, chiese e distretti di archeologia industriale, alla fine decidiamo di trascorrere il pomeriggio a Liseberg, il più grande e antico parco dei divertimenti del paese, giustificando il tutto con la scusa di fare uno studio antropologico di come si divertano gli svedesi…

liseberg

Tra code ordinate, genitori che si divertivano più dei figli, e improbabili concerti di qualche nuova pop star giovanile locale, sono riuscito a convincere LDM a salire sulle montagne russe Balder, interamente in legno su cui si sfreccia alla velocità di 90 km/h e su altre attrazioni meno spaventose. Niente da fare per il Kanonen, una sorta di razzo con doppio giro della morte che viene catapultato da 0 a 75km/h in meno di due secondi, dove sono dovuto salire da solo. Nota di merito del parco: nessun delfinario o altra robaccia simile dove vengono segregati animali, ma solo giostre meccaniche per tutti i gusti e svedesi con orecchie da coniglio.

buying tickets rollercoaster fever atmosfear

A cena andiamo da Solrosen, altro ristorante vegetariano dall’atmosfera molto anni Settanta, e terminiamo con un giro veloce nel distretto di Haga, il più antico quartiere della città (metà XVII secolo), con i suoi vicoli acciottolati e la sua illuminazione d’atmosfera.

haga district, gothenburg chocolate ball haga district, gothenburg

Sveglia presto il mattino seguente, e partenza per l’estremo nord. Pernotteremo a Östersund, 800 km a nord di Göteborg, dieci ore di auto. E difatti, dopo dieci ore, come previsto, arriviamo nel capoluogo dello Jämtland, sulle rive del lago omonimo. Il sole è ancora alto all’orizzonte (stiamo salendo verso il Circolo Polare Artico), ma le temperature sono decisamente più rigide rispetto a Stoccolma o Göteborg, ed è d’obbligo il giubbotto nonostante sia inizio agosto.

östersund from storsjö

Pernottiamo all’Hotel Emma, sulla via principale della città, elegante boutique hotel con ricca colazione. Purtroppo è troppo tardi per visitare le attrazioni museali della città, e andiamo quindi a cena al Lilla Siam, bel ristorante thailandese con una discreta scelta di piatti vegani a base di verdure, riso e tofu.

östersund mosaic

Usciti dal ristorante, il sole è ancora all’orizzonte. Ci spostiamo quindi sulle rive del lago Storsjö su cui è adagiata Östersund, e a piedi ci avviamo verso Frösön, la grande isola collegata tramite un ponte pedonale. Cerchiamo di far piano per non disturbare Storsjöodjuret (pronuncia approssimativa Sturshö-ujüret), il mostro che vive nelle profonditä lacustri (simbolo della città) e andiamo alla ricerca della pietra runica più a nord della Svezia, che commemora l’avvento del cristianesimo nel 1050. Dopo esserci persi, la intravediamo un po’ soggiogata tra un supermercato Coop Konsum e la casa civica. Ce la ingraziamo affinché il resto della vacanza prosegua bene (il rito propiziatorio ha dato i suoi frutti) e, decisamente stanchi, facciamo ritorno in albergo nel chiarore delle notti estive scandinave.

storsjö

Vedi anche:

Destinazione Svezia 1: Stoccolma
Eating Out – Stoccolma

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