La Casota

10 11 2013

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Alle mie solite peregrinazioni sia lavorative (tante) che di piacere (meno di quante vorrei), si sono da un anno a questa parte unite quelle per la promozione del libro che, oltre a rendere ancora più complicata la mia già incasinata agenda, mi hanno però permesso di conoscere gente davvero molto piacevole, e di dare un volto e una voce a tanti contatti virtuali.

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Nella seconda metà di settembre ho avuto la possibilità di andare finalmente a trovare Tiziana e Sebastiano, conoscenze più che reali, ma con cui l’amicizia è nata proprio grazie a Internet, che mi hanno invitato a presentare il Cucchiaio Arcobaleno nel loro bed & breakfast inaugurato l’anno scorso. Tiziana, ex-funzionaria del Comune di Milano, ha scelto così di abbandonare il lavoro sicuro ma poco stimolante per dedicarsi all’apertura di un’attività 100% vegan che le sta fortunatamente dando molte soddisfazioni e una nuova carica vitale.

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Il B&B è ospitato nella vecchia casa di famiglia di Tiziana, a breve distanza a piedi dalle sponde del lago e dal centro storico di Torbole. Le camere sono tre, molto confortevoli, ognuna recante il nome di uno dei venti caratteristici che spirano in questa cittadina e che l’hanno resa famosa tra i velisti che vi accorrono a frotte.

la casota, nago-torbole, italy DSC_0338

Il punto forte della Casota è sicuramente la colazione, a cui la padrona di casa si dedica con particolare impegno (praticamente io in due giorni l’ho vista solo spignattare). Quasi tutto è autoprodotto, dal pane ai formaggi ai dolci. La sala colazione è allestita nel retro della casa, proprio di fronte alla Stalota, una piccola costruzione in pietra un tempo adibita a ricovero della capra di casa, che in futuro verrà probabilmente riadattata a piacevole sala di lettura e ricreazione.

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Una grande tavola imbandita pone davvero l’imbarazzo della scelta, mentre una lavagna riporta tutto quello che troverete per colazione, sempre diverso e frutto dell’estro e delle sperimentazioni della padrona di casa. Si va da vari tipi di pane realizzati con farine integrali e pasta madre, al classico muesli tostato in casa, a torte sia della tradizione locale (ma quanto è buona quella di grano saraceno?) che di altre zone del mondo, al salato con formaggi e affettati 100% vegetali. Non da ultimo, ogni giorno viene servito un piatto caldo dolce, nel mio caso un corroborante waffle con frutta fresca e sciroppo d’acero.

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Prima della presentazione è il momento per un breve giro nel centro storico della cittadina, unita in un’unica realtà comunale con la sovrastante Nago (Nago-Torbole è infatti il nome ufficiale), ma da essa separata non soltanto geograficamente, ma anche da una storica rivalità. Meta già di pellegrinaggi tedeschi dal XVIII secolo (una targa nel centro storico riporta il luogo di residenza di Goethe durante il suo viaggio italiano), la cittadina si sviluppa dalla spiaggia tra le pittoresche montagne che si ergono maestose dal lato settentrionale del Garda e sale su verso le colline circostanti.

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E durante la presentazione, molto interessante e vivace, con un pubblico curioso e avido di risposte, ho avuto modo anche di conoscere dal vivo Annalisa e la sua splendida famiglia (che mi ha fatto dono di un ingrediente che cercavo da tempo e che sarà il protagonista della prossima ricetta), nonché un’altra Annalisa, che ha appena aperto un ristorante vegetariano a Rovereto, L’Orto di Pitagora, che spero di andare a provare quanto prima (buona scusa per tornare in Trentino!).

La Casota
Bed & Breakfast 100% vegan

Via di Coize, 10
Torbole sul Garda
38096 Nago-Torbole
Tel. +39 335 1435742 / +39 0464 506037
www.lacasotavegan.it

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Trentino

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Trentino

3 05 2011

brenta dolomites

Cosa fare se si vuole passare un fine settimana nel verde del Trentino ma gli impegni di lavoro vi concedono solo due miseri giorni (sabato e domenica) in cui bisogna includere anche il viaggio da e per Torino? Evitando un tour de force degno dei gruppi organizzati giapponesi che girano l’Italia in una settimana, è necessario capire bene quello che si vuole fare e vedere, sfrondando di molto le proprie velleità (centro storico di Trento e MART di Rovereto, ci si vede alla prossima…). Abbiamo così deciso di restringere il tutto a un breve assaggio delle Dolomiti di Brenta (che non avevo mai visto, mentre LDM ci ha passato l’infanzia praticamente) e alla visita guidata del comune di Ala, organizzata a cadenze regolari nei fine settimana d’estate. Il soggiorno l’abbiamo fatto lo scorso agosto, quindi informatevi per tempo sulle proposte organizzate dal comune per questa primavera ed estate. 

wine tasting

TRENTO-MATTARELLO
Sveglia e partenza all’alba di sabato mattina, tangenziale di Milano libera (incredibile!), tutto bene fino a Verona, ma ecco le code sull’autostrada del Brennero… Usciamo sulla statale, ci perdiamo nella campagna veronese e finalmente raggiungiamo la magione che ci ospiterà per la notte, Villa Bertagnolli, a Mattarello, frazione di Trento, in mezzo a filari di viti e verdi colline. La villa, una dimora patrizia del XVII secolo, è molto suggestiva, con camere con arredi d’epoca di fine Ottocento/inizio Novecento. Dopo aver preso possesso della camera e dopo un breve giro perlustrativo, è ora di partire alla volta delle maestose Dolomiti di Brenta, uno degli obiettivi principali della nostra visita-lampo…

villa bertagnolli

CALAVINO
Partenza in tarda mattinata alla volta di Molveno, navigatore impazzito e scarse abilità nel decifrare la mappa, ci ritroviamo inerpicati in un paesino di montagna di cui non ricordo sinceramente il nome. Pazienza, scendiamo a valle e ci fermiamo (pausa non programmata, ma decisamente apprezzata) sull’incantevole Lago di Toblino, a Calavino, dove per placare i morsi della fame pranziamo all’interno del Castel Toblino, uno splendido castello medievale sulle sponde del lago trasformato in ristorante di lusso, sul cui sperone si dice dimorassero le fate (Celidonia, se ti capita devi assolutamente andarci).

castel toblino

Il cameriere rimane spaesato alle mie richieste di piatti 100% vegetali, lo chef è per fortuna più preparato e mi improvvisa un gazpacho, un’insalata mista e uno sformato di riso venere con verdure (il ristorante propone comunque una buona scelta di piatti vegetariani in ogni caso). Più che per la cucina, l’esperienza è sicuramente memorabile per l’ambientazione.

salad castel toblino gazpacho lake toblino venere rice with veggies armour

MOLVENO
Eccole, finalmente, le Dolomiti di Brenta, stagliarsi nella loro maestosità sul Lago di Molveno e sul paesino omonimo. Peccato solo non aver dietro il costume per un tuffo!

ready for a swim

SPORMAGGIORE
Da Molveno ci spostiamo, fra paesaggi pittoreschi di vigne e meleti, verso Spormaggiore, nei pressi del Parco Naturale Adamello-Brenta. Qui è possibile osservare a distanza, nel Parco Faunistico e in condizioni il più possibile simili al loro habitat naturale, alcuni orsi bruni, brutalmente decimati negli ultimi duecento anni. In paese vale anche la pena visitare la Casa dell’Orso, un interessante museo scientifico dedicato esclusivamente a questo mammifero (un carnivoro fallito, dato che per conformazione sarebbe per l’appunto un predatore carnivoro, ma che in realtà si nutre quasi esclusivamente con una dieta vegetale). Purtroppo non abbiamo più tempo per spostarci verso il Lago di Tovel, nel cuore del parco, e rientriamo alla villa per cena. Cena non eccezionale, purtroppo, ci toccherà consolarci con l’acquisto della grappa di Teroldego prodotta artigianalmente dai proprietari.

bears

CALDONAZZO
Sveglia presto, colazione (anche questa non eccezionale) ma sulla terrazza con vista vigneti, ci dirigiamo verso il Lago di Caldonazzo, con breve sosta sulle rive per rilassarsi al sole.

lake caldonazzo

ROVERETO
Arriviamo a Rovereto in tarda mattinata, purtroppo non c’è tempo per il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea. Pazienza, ma per pranzo andiamo a provare il ristorante dell’Hotel Villa Cristina, una piacevole sorpresa, con i suoi pakora di verdure e il dhal di lenticchie.

windows in rovereto

ALA
Il pomeriggio della domenica è interamente dedicato alla visita guidata di Ala, bellissima località trentina in cui soggiornò a più riprese anche Mozart.

ala ala ala ala ala ala

Ed è da volontari in costume settecentesco che veniamo scortati attraverso i vicoli e i palazzi della città con storie, aneddoti e curiosità, degustazione di vini, fino all’appuntamento finale con la pianista Temenuschka Vesselinova, curatrice del Museo del Pianoforte Antico, ospitato in un palazzo settecentesco dove la pianista spiega e suona strumenti originali del XVIII e XIX secolo, dalle sonorità ben diverse dai pianoforti contemporanei, e sicuramente più adatti a rendere Mozart, Chopin, Liszt e Beethoven. E con varie esibizioni e approfondite spiegazioni a riguardo, ha termine il nostro brevissimo soggiorno trentino.

around ala

Visualizza la mappa del Trentino-Alto Adige del Cucchiaio di Legno

villa cristina, rovereto

Villa Cristina

Una piacevole sorpresa, direi, quasi inaspettata. Ne avevo letto su Veganhome, ma sinceramente quando siamo arrivati davanti siamo rimasti un po’ perplessi. Si tratta del ristorante di quest’albergo un po’ “patito”, ma data l’affluenza abbastanza consistente, decidiamo di sederci comunque. L’albergo è a conduzione indiana, e la cucina, oltre che offrire pizze e piatti italiani, propone anche un variegato assortimento di specialità del paese asiatico. La cosa divertente è che non servono pane italiano, ma solo chapati e naan (chiedete la versione senza ghee), anche se ordinate un piatto di pasta.
Noi comunque optiamo per il menù indiano, e il mio plauso va alla leggerezza dei piatti (oltre che all’abbondanza delle porzioni). I pakora di verdure, fritti in olio (chiedete per sicurezza che utilizzino olio e non ghee), sono leggeri e saporiti. Il dhal di lenticchie è piacevolmente speziato e molto corposo. Da provare, se siete in zona.

villa cristina, rovereto villa cristina, rovereto villa cristina, rovereto

Villa Cristina
Via dell’Abetone 84
38068 Rovereto (TN)
Tel. 0464 425537 / 339 2647149

Cucina italiana e indiana, servizio gentile e veloce, ristorante spartano. Prezzi decisamente abbordabili, e pakora di verdure da urlo. Ottimo.

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