Venezia, l’arte, il cibo, il tè

17 07 2011

after the rain 2

Tra Biennale, Guggenheim e Fondazione Pinault, Venezia è uno dei principali centri propulsori dell’arte contemporanea mondiale. Ed è per il consueto appuntamento di giugno con l’inaugurazione della Biennale che LDM e io facciamo la nostra usuale puntata in laguna.

the use of mobile phones is strictly prohibited walking alone after the rain

L’arrivo è di venerdì sera per cena, al ristorante Frary’s, storico locale di specialità greche e mediorientali, purtroppo un po’ deludente dal punto di vista qualità-prezzo. I piatti sono sì ottimi e cucinati con cura (sublime il biryani di verdure cotte al forno), ma le porzioni sono un po’ piccole per i prezzi proposti. Poco male, avremo modo di rifarci il giorno seguente con due interessanti scoperte.

hummus at frary's

Il sabato mattina ci avviamo di buon’ora verso Piazza San Marco, per l’ascesa sul parón de caxa (il Campanile di San Marco). La coda è breve, il panorama sulla città storica e su tutta la laguna è come al solito mozzafiato. Era da un po’ che non ci salivo, e facciamo bene perché vediamo arrivare da nord-est nubi che non promettono nulla di buono.

campanile, st. mark's square

san giorgio maggiore

Difatti poco dopo veniamo sorpresi da un forte acquazzone, ma per fortuna ripariamo prima alla Drogheria Mascari, con le sue piramidi di spezie esposte in vetrina (l’acquisto di berberè etiope e bigoli è d’obbligo), e poi al Rialto Bio Center, fornito supermercato del biologico in cui riesco a trovare anche un’introvabile salsa teriyaki.

spice towers

A pranzo scopriamo un locale aperto da poco meno di un anno. Ed è colpo di fulmine. Si tratta del Caffè Orientale su Rio Marin, a cui dedico giustamente qualche riga in più qui a seguire.

caffetteria orientale in the rain crossing rialto bridge st. mark's square

La pioggia sembra placarsi un po’, ma decidiamo comunque di dedicare il primo pomeriggio al da poco riaperto Museo di Storia Naturale, ospitato nel Fontego dei Turchi. L’allestimento interno è molto suggestivo, così come alcune sale di reperti ottocenteschi mantenute secondo gli schemi originari.

natural history museum blue sky 1 blue sky 2 gran teatro la fenice

Giusto il tempo di cambiarsi, per dirigersi poi verso il Teatro La Fenice, dove ci aspetta un concerto di musica classica e classica contemporanea diretto da John Axelrode, direttore d’orchestra americano decisamente capace e molto simpatico. L’interno del teatro è stato rifatto esattamente secondo lo schema precedente al rogo di quindici anni fa, e decisamente è quello che mi aspettavo pur avendolo visto soltanto in Senso di Luchino Visconti.

la fenice

A cena rimaniamo in San Marco, più precisamente all’HK Venezia, ristorante-enoteca che propone, su prenotazione (ma anche sul momento), raffinati piatti vegetali a base di verdure di stagione e cereali. Dopo cena, di ritorno verso casa, ci fermiamo ancora fra i mosaici dorati del B Bar per i loro fantasiosi cocktail intitolati a celebrità cinematografiche degli anni Cinquanta e Sessanta. Da provare quello a base di Martini bianco e tè verde.

hk venezia nightlife in rialto at night b bar

Dopo un sonno ristoratore, la domenica, come da programma, verrà dedicata alla Biennale d’Arte. Dopo un sabato piovoso e freddino, ci attende una giornata caldissima e soleggiata. Prima tappa l’Arsenale, con le ali dedicate all’esposizione delle ultimissime tendenze in fatto di arte contemporanea. Come sempre molto interessante e ricco il Padiglione Italia.

biennale biennale arsenale relax biennale

Una pausa veloce e senza infamia e senza lode per pranzo (focaccia con pomodoro e rucola), è l’ora di affrontare le opere esposte nei Padiglioni della Biennale presso i Giardini di Castello.

biennale biennale biennale biennale biennale biennale

I padiglioni sono uno spettacolo di per sé, e valgono una visita anche nei periodi in cui non espongono i manufatti della Biennale dell’Arte e della Biennale d’Architettura, in quanto vero e proprio compendio dell’architettura contemporanea: dallo stile palladiano del padiglione britannico, a quello secessionista con splendidi mosaici dell’Ungheria, al minimalismo scandinavo della struttura svedese a quello essenziale del Giappone, fino a quello italiano di epoca fascista a quello di vetro e cemento del Venezuela realizzato da Carlo Scarpa.

israeli pavilion japanese pavilion german pavilion venezuelan pavilion

Il pomeriggio scorre veloce tra un padiglione e l’altro, ed è ormai tempo di fare ritorno a casa. Ma non prima del gelato di puro cioccolato fondente di Vizio Virtù (di cui vi avevo già parlato in passato), che ha raddoppiato con la nuova apertura, da qualche mese, della bottega di golosità Vizio Virtù e… altro, dove fanno bella mostra di sé vasetti di frutta e cioccolato fondente da spalmare, aceti balsamici, pregiate marmellate Bernadette de Lavernette, gelatine di frutta e pasticceria secca senza latticini, uova e saccarosio. La carta di credito fa il suo dovere, e non ci resta che ripartire carichi di provviste golose, fino alla prossima puntata in laguna!

gondolas after the rain

CAFFÈ ORIENTALE

Situata nel sestiere di Santa Croce, su Rio Marin, questa recente apertura in città non poteva che rendermi felicissimo.

caffè orientale, venice

Musica classica di sottofondo, pareti turchesi con quadri di animali dai colori sgargianti, legno e luci soffuse, e un’attenta selezione di tè. Tè bianchi, verdi, neri, oolong fanno bella mostra da scaffali in legno e sulle pagine del menù. Naturali o aromatizzati, pregiati o più comuni, la scelta è difficile, ma alla fine vince una tazza di gyokuro giapponese.

caffè orientale, venice

La cucina è vegetariana, anzi praticamente vegana per i piatti salati. LDM opta per un’insalata di farro con verdure legumi, io per uno splendido cuscus di verdure e piselli con salsa al cocco. Altre opzioni sono la pappa al pomodoro e la panzanella. D’inverno invece compare anche una corroborante ribollita.

caffè orientale, venice caffè orientale, venice caffè orientale, venice

Se i piatti salati sono decisamente mediterranei, per i dolci si fa sentire la tradizione pasticciera anglosassone, decisamente consona per un locale che è innanzi tutto una sala da tè: scone, crumble e torte fanno bella mostra di sé sul bancone, ma sono purtroppo realizzati con latte e uova. Per fortuna hanno da qualche tempo inserito anche una torta vegan, quel giorno una consistente fruit cake davvero deliziosa.

caffè orientale, venice caffè orientale, venice caffè orientale, venice

Se ci andate, non dimenticate di leggere e firmare il loro libro degli ospiti: vi troverete pensieri, commenti, disegni e poesie degli avventori, veneziani e non, residenti e turisti, in un piacevole miscuglio linguistico. Difficile alzarsi da questo splendido locale, in cui le ore passano velocemente sorseggiando tè, degustando piatti, osservando e scrivendo.

caffè orientale, venice

Caffè Orientale
Fondamenta Rio Marin
Santa Croce 888
30135 Venezia
Tel. 041 5201789
tearoomvenezia@gmail.com
Google Maps

Cucina: sala da tè con cucina vegetariana
Orari: ven-mer 12-21, gio chiuso
Specialità vegan: cuscus con salsa al cocco, insalata di farro, pappa col pomodoro, schiaccina al rosmarino, panzanella (solo estate), ribollita (solo inverno); torte vegan di frutta secca.
Prezzi: EUR 13-16 per piatto salato, tè e dessert.
Altri commenti: Happy Cow

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Chieri

3 07 2011

duomo

Ad appena quindici chilometri da Torino, Chieri è un piccolo gioiello posto tra le verdi colline del capoluogo piemontese e le ultime propaggini del Monferrato. Per chi si trovasse a Torino, vale la pena dedicarle qualche ora soprattutto per apprezzarne alcune delizie gastronomiche. Ed è per questo che abbiamo deciso di dedicarle un pomeriggio di un sabato di maggio e, pur conoscendola bene, ho deciso di valorizzarla con un breve reportage fotografico-culinario.

baroque in chieri duomo gothic galore baroque in chieri

Cittadina di origine medievale, ha un bel centro storico piuttosto compatto d’impianto medievale e barocco. Su tutto primeggia il bellissimo e imponente Duomo gotico, ma non mancano alcune sorprese passeggiando per la cittadina, come suggestivi scorci di chiese e palazzi.

alley in chieri strawberry and pink grapefruit surviving tower

Per una sosta dolce non ci si può non fermare alla filiale chierese di Grom (i coni e i biscotti sono vegan, così come la quasi totalità dei sorbetti e gelati di frutta), e acquistare una delle creazioni di cioccolato fondente “Radiosa” di Avidano, tavolette “sensoriali” da degustazione.

three in one

Dopo esserci fermati a un festival di poesia scoperto per caso, ci siamo diretti per cena da Un Punto Macrobiotico, locale dai prezzi modici e dalle quantità generose, che propone una cucina macrobiotica semplice, e quasi tutta vegan (a parte una portata di pesce). Si inizia con una zuppa a base di miso, e si può proseguire o con i nutrienti monopiatti a base di cereali, pasta, legumi, insalata e verdure, o con le interessanti pizze a lievitazione naturale realizzate con crema di carote e besciamella di riso, e arricchite da cipolle, olive, verdure di stagione, il tutto innaffiato da leggero tè bancha tiepido. Semplici e naturali anche i dessert, in questo caso gelato di fragola e tortino di riso e uvetta.

un punto macrobiotico, chieri

A conclusione del pomeriggio e della serata, una puntata finale al Grado Plato, birrificio artigianale di elevata qualità che propone alcune splendide creazioni (anche da acquisto) come la Sveva, ispirata alle lager tedesche, la Strada San Felice alle castagne, la Chococarrubica (con carrube, avena e fave di cacao) o la Weizentea, con tè verde cinese.

un punto macrobiotico, chieri grado plato brewery avidano chocolate un punto macrobiotico, chieri

Chieri
per foodies

Grom
Via Vittorio Emanuele II, 59
Gelato artigianale realizzato con ingredienti di elevata qualità, vengono riportati chiaramente i gusti vegan. Coni e biscotti sono pure loro vegetali.

Avidano
Via Vittorio Emanuele II, 46 
Bar-pasticceria, ma soprattutto cioccolato di alta qualità. Da acquistare anche come regalo la Radiosa, tavoletta di cioccolato di design da degustazione.

Un Punto Macrobiotico
Strada Andezeno 39
Necessaria la tessera, valida poi anche negli altri circoli omonimi sparsi per la penisola, propone una cucina naturale semplice e di stagione a prezzi contenuti (EUR 10-12 circa). Buon assortimento anche di prodotti alimentari naturali (da provare i maritozzi al cioccolato in versione macrobiotica).

Birrificio Grado Plato
Viale Fasano 36b
Microbirrificio più volte insignito di premi per l’alta qualità delle sue birre. Ed in più si tratta di birre realizzate con materie prime autoprodotte: le piante d’orzo con cui vengono ricavate le sue birre sono quelle coltivate sulle colline di Chieri, Pino Torinese e Pecetto Torinese (decisamente a KMzero).

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Il Margutta RistorArte

21 05 2011

il margutta ristorarte, rome

Che fare se, atterrati a Fiumicino di sabato mattina presto, scoprite che la vostra coincidenza per Osaka è stata ritardata di ben otto ore? E che quindi dovrete trascorrere mezza giornata in aeroporto? Sinceramente io non avrei nessuna voglia di starmene rinchiuso fra annunci, aria condizionata e negozi senza luce o peggio ancora nella lounge Alitalia semiaddormentato sui divanetti. Breve telefonata a un carissimo amico romano (“Luca, sei libero oggi pomeriggio? Ti va un caffè in centro?” “Eh?” “Sì, sono bloccato a Fiumicino…”), accordi presi per vedersi in Piazza del Popolo subito dopo pranzo, non resta che lasciare il bagaglio a mano al deposito, prendere il treno per Termini e decidere dove andare a pranzare.

l'académie de rome il margutta ristorarte, rome er fico de via margutta

Roma sta diventando una città molto stimolante dal punto di vista vegetariano-vegan, con tanti nuovi indirizzi che stanno arricchendo l’offerta gastronomica della capitale. Ma uno dei ristoranti vegetariani storici, Il Margutta, è sempre un piacevole appuntamento quando capito in città (purtroppo sempre di corsa). L’ho sempre però provato solo a pranzo, quando offre un menù fisso a buffet, mai a cena, e il loro menù vegan serale è ancora nei miei sogni da realizzare. In ogni caso, in questa particolare occasione, arrivato in centro, mi dirigo a colpo sicuro verso Piazza di Spagna e imbocco poi Via Margutta, per arrivare al ristorante: gremito, come al solito, per il brunch del fine settimana, resto in attesa di essere condotto a un tavolo, quando intravedo, nella coda, altri due miei amici, Marco e Roberta (all’epoca a Roma, ora vivono altrove), anche loro in attesa. Stupore generale, scena da “Carramba, che sorpresa”, ci sistemiamo poi insieme a tavola per spostarci verso il buffet.

il margutta ristorarte, rome il margutta ristorarte, rome il margutta ristorarte, rome il margutta ristorarte, rome

Del Margutta ne avevo già parlato in uno dei primissimi post del blog, quasi cinque anni orsono, e il sistema è sempre uguale: brunch a 15 euro, comprensivo di tris a scelta, zuppa, dolce, macedonia, acqua, pane e succo di frutta. Poca scelta per la verità per chi è vegan, ma i camerieri sono comunque solitamente gentili e sapranno indicarvi quali dei piatti esposti sono senza latticini e uova.

il margutta ristorarte, rome il margutta ristorarte, rome il margutta ristorarte, rome il margutta ristorarte, rome

Zuppa di cereali e legumi abbondante e buona, per quanto riguarda il tris non una scelta eccezionale, ma tra verdure crude e cotte, varie varietà di legumi e pasta non si rischia di rimanere a stomaco vuoto. Male ci va invece questa volta per il dessert, dato che nessun dolce presente era adatto alle nostre richieste. Altre volte in cui ci sono stato invece ho sempre trovato qualcosa senza ingredienti di origine animale, solitamente lo strudel o una sfoglia di frutta. Pazienza, sarà per la prossima volta…

il margutta ristorarte, rome il margutta ristorarte, rome il margutta ristorarte, rome

Più che per l’esperienza culinaria in sé, il locale colpisce per la sua eleganza e originalità: una pecca di diversi ristoranti vegetariani è quella a volte di essere poco originali e a volte troppo “austeri”, risultando alla fine poco invitanti per un pubblico curioso o potenzialmente interessato alla scelta vegetariana, ma che può risultare frenato anche dal rigore nella cucina e nell’arredamento. Non è sicuramente il caso del Margutta, che vanta anche esposizioni artistiche e spazi piacevoli e confortevoli. Il locale è inoltre molto attivo come galleria d’arte.

Giudizio senz’altro positivo, soprattutto per l’ambiente, ma conto in ogni caso di ritornarci di sera per poter esprimere un parere più completo sulla cucina che, leggo e sento un po’ ovunque, sembra essere di eccellente qualità.

il margutta ristorarte, rome

Il Margutta RistorArte
Via Margutta 118
00187 Roma
Metro: Flaminio Piazza del Popolo
Tel. 06 3265 0577
Google Maps

Cucina: vegetariana e vegan, mediterranea, italiana
Orari: tutti i giorni, pranzo e cena
Prezzi: a pranzo brunch a EUR 12-15, cena menù vegan a EUR 32
Proposte vegan: variano a seconda della stagione, la sera a cena la scelta è piuttosto ampia, tra antipasti, primi, secondi e dessert.
Note: accessibile ai disabili
Altre recensioni: Happy Cow

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Acqui Terme

15 05 2011

metaphysical prospect

Nell’Alto Monferrato, adagiata sulle colline a sud di Alessandria, sorge Acqui Terme, nota per le sue acque termali fin dai tempi dei romani. Ed è per trascorrere un pomeriggio in una delle spa della cittadina che ne approfittiamo per visitarla. In realtà ad Acqui siamo già stati diverse volte, ma è talmente piacevole che è sempre bello trascorrervi qualche ora.

breakfast at caffe onesti la bollente

Arriviamo in città nella tarda mattinata di un sabato d’inizio aprile, particolarmente caldo e quasi estivo: colazione al Caffè Onesti (con spremuta, caffè d’orzo, fette biscottate e confetture artigianali di Acqui (Gli Sfizi di Maddalena), al kiwi e alla pera madernassa – il latte di soia era purtroppo finito, ma di solito ce l’hanno), per poi immergersi nelle stradine acciottolate del centro storico, affiancate da bei palazzi dalle tinte pastello. Al centro, il simbolo di Acqui, la Fontana della Bollente, da cui sgorga acqua termale caldissima dal caratteristico odore di zolfo.

oliveri mushrooms old ladies staring at the fountain antica osteria da bigat

Dopo aver vagabondato un po’ per i viottoli, ci dirigiamo verso una delle istituzioni cittadine, Oliveri Funghi, negozio di splendide specialità alimentari tra cui, per per l’appunto, i funghi selvatici del Sassello: essiccati o conservati sott’olio extravergine d’oliva, fanno bella mostra di sé porcini testa nera, galletti, funghi del muschio e misti del sottobosco. I prezzi non sono economici, ma decisamente non elevati per prodotti di così alta qualità. Da provare anche gli altri sott’oli come i carciofi o le melanzane alla brace, e la mostarda d’uva. Da qui, tappa all’Enoteca Regionale di Acqui Terme, nelle viscere di un palazzo dell’XI secolo: da degustare e acquistare la specialità locale, il Brachetto d’Acqui.

brachetto wine stairway farinata

A pranzo, prima di spostarci nella zona termale, ci dirigiamo, su consiglio di Isafragola all’Antica Osteria da Bigàt, celebre per la sua farinata, a detta loro la migliore del mondo! Decisamente deliziosa, effettivamente, grazie anche alla rapida cottura nel grande forno a legna. Per chi è vegan, nient’altro da assaggiare (se non insalate e verdure, e il sorbetto al limone), ma la porzione grande di farinata, con un contorno di verdure, basta e avanza.

spa

Il pomeriggio è stato interamente dedicato ai trattamenti della spa Lago delle Sorgenti: tra idromassaggi, piscine con acqua termale, sauna e bagno turco, bar con splendidi frullati di frutta e latte vegetale, il tutto si è degnamente concluso con l’ultima sala di rilassamento a suono di gong.

cobblestones spring trees happy hour

Un po’ frastornati ma decisamente rilassati, ritorniamo nel centro storico, gremito di persone per l’aperitivo e la cena, e ci dirigiamo da Angolo diVino, una piccola chicca vicino alla Bollente scoperta grazie a Laboratorio Veg: vineria con cucina, offre già nel menù una serie di opzioni vegane ma, prenotando un paio di giorni prima, Donatella, la titolare, sarà lieta di preparare un intero menù, come nel nostro caso.

angolo divino

Il locale, piccolo e confortevole, è arredato in maniera particolare e con tanti oggetti da mercatino delle pulci. Il tutto si armonizza però perfettamente, pur essendo piccolo e piuttosto carico, non dando alcuna sensazione di claustrofobia, ma di rilassatezza e intimità. La cantina è ben fornita, il servizio accurato e gentile. Pur essendo molto impegnata (il locale era pienissimo e le prenotazioni su ben due turni), Donatella ci ha dedicato un po’ del suo tempo per parlarci della sua attività e delle sue scelte in cucina: pochi piatti ben cucinati, con alcune variazioni del giorno, scelta di piccoli produttori locali, attenzione alle richieste della clientela. 

artichoke salad bread phyllo cup with broccoli and pistachios

Dopo aver stappato una bottiglia di un interessante Dolcetto d’Acqui (potrete poi portarvi la bottiglia via se non la terminate), abbiamo iniziato con un’insalata di carciofi crudi e pompelmo, e con un piacevole fagottino di pasta fillo con verza e pistacchi, il tutto accompagnato da grissini al sesamo e pane ai cereali fatto in casa.

spelt pasta with roastes vegetables and breadcrumbs angolo divino barbera wine braised seitan

A seguire pasta di farro con piccole verdurine grigliate e “briciole” (pangrattato aromatico fatto in casa) e, come secondo, un delicato ma deciso brasato di seitan al Barbera.

rising sun path

A conclusione siamo tentati da alcune piacevoli sorprese: LDM opta per il budino di soia con fragole, io invece seguo il “Percorso del Sol Levante”, un originale assaggio di scorze di arancia ricoperte di cioccolato fondente, fettine di arancia con zucchero di canna e caffè, per concludersi nel bicchiere di cioccolato con uvetta al rum.
La giornata volge ormai al termine, e dopo un’ultima passeggiata per Acqui, ci godiamo il lungo tragitto notturno tra le aspre colline e i vigneti dell’Alto Monferrato, in direzione di Asti e Torino.

by night

Acqui Terme
per buongustai

Caffè Onesti
Corso Dante 21
tel. 0144 325190
Colazioni vegan a base di latte di soia, fette biscottate, marmellate, cereali e frutta fresca.

Antica Osteria da Bigàt
Via Giuseppe Mazzini 30/32
tel. 0144 324283
Orari: tutti i giorni, chiuso martedì sera e mercoledì
Trattoria rustica, specialità farinata, deliziosamente cotta nel forno a legna.

Angolo diVino
Via alla Bollente 44
tel. 0144 321005 – 349 8169895
Orari: tutti i giorni, pranzo e cena, tranne martedì e domenica sera
Vineria con cucina, piccola e curata. Pasta di farro e kamut; verdure; dessert “Percorso del Sol Levante”. Menù vegan su prenotazione. Cantina locale particolarmente interessante.

Oliveri Funghi
Via Giosuè Carducci 14
Tel. 0144 322558
Mostarde d’uva, di cipolle, di peperoni; carciofi e melanzane alla brace. Funghi del Sassello secchi e sott’olio.

Enoteca Regionale di Acqui Terme
Piazza Abramo Levi 7
Orari: mar, ven, sab 10-12 e 15-18.30; gio 15-18.30
Nelle viscere di un palazzo dell’XI secolo una fornita selezione di vini del territorio tra cui il Brachetto d’Acqui, anche in versione spumante.

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Trentino

3 05 2011

brenta dolomites

Cosa fare se si vuole passare un fine settimana nel verde del Trentino ma gli impegni di lavoro vi concedono solo due miseri giorni (sabato e domenica) in cui bisogna includere anche il viaggio da e per Torino? Evitando un tour de force degno dei gruppi organizzati giapponesi che girano l’Italia in una settimana, è necessario capire bene quello che si vuole fare e vedere, sfrondando di molto le proprie velleità (centro storico di Trento e MART di Rovereto, ci si vede alla prossima…). Abbiamo così deciso di restringere il tutto a un breve assaggio delle Dolomiti di Brenta (che non avevo mai visto, mentre LDM ci ha passato l’infanzia praticamente) e alla visita guidata del comune di Ala, organizzata a cadenze regolari nei fine settimana d’estate. Il soggiorno l’abbiamo fatto lo scorso agosto, quindi informatevi per tempo sulle proposte organizzate dal comune per questa primavera ed estate. 

wine tasting

TRENTO-MATTARELLO
Sveglia e partenza all’alba di sabato mattina, tangenziale di Milano libera (incredibile!), tutto bene fino a Verona, ma ecco le code sull’autostrada del Brennero… Usciamo sulla statale, ci perdiamo nella campagna veronese e finalmente raggiungiamo la magione che ci ospiterà per la notte, Villa Bertagnolli, a Mattarello, frazione di Trento, in mezzo a filari di viti e verdi colline. La villa, una dimora patrizia del XVII secolo, è molto suggestiva, con camere con arredi d’epoca di fine Ottocento/inizio Novecento. Dopo aver preso possesso della camera e dopo un breve giro perlustrativo, è ora di partire alla volta delle maestose Dolomiti di Brenta, uno degli obiettivi principali della nostra visita-lampo…

villa bertagnolli

CALAVINO
Partenza in tarda mattinata alla volta di Molveno, navigatore impazzito e scarse abilità nel decifrare la mappa, ci ritroviamo inerpicati in un paesino di montagna di cui non ricordo sinceramente il nome. Pazienza, scendiamo a valle e ci fermiamo (pausa non programmata, ma decisamente apprezzata) sull’incantevole Lago di Toblino, a Calavino, dove per placare i morsi della fame pranziamo all’interno del Castel Toblino, uno splendido castello medievale sulle sponde del lago trasformato in ristorante di lusso, sul cui sperone si dice dimorassero le fate (Celidonia, se ti capita devi assolutamente andarci).

castel toblino

Il cameriere rimane spaesato alle mie richieste di piatti 100% vegetali, lo chef è per fortuna più preparato e mi improvvisa un gazpacho, un’insalata mista e uno sformato di riso venere con verdure (il ristorante propone comunque una buona scelta di piatti vegetariani in ogni caso). Più che per la cucina, l’esperienza è sicuramente memorabile per l’ambientazione.

salad castel toblino gazpacho lake toblino venere rice with veggies armour

MOLVENO
Eccole, finalmente, le Dolomiti di Brenta, stagliarsi nella loro maestosità sul Lago di Molveno e sul paesino omonimo. Peccato solo non aver dietro il costume per un tuffo!

ready for a swim

SPORMAGGIORE
Da Molveno ci spostiamo, fra paesaggi pittoreschi di vigne e meleti, verso Spormaggiore, nei pressi del Parco Naturale Adamello-Brenta. Qui è possibile osservare a distanza, nel Parco Faunistico e in condizioni il più possibile simili al loro habitat naturale, alcuni orsi bruni, brutalmente decimati negli ultimi duecento anni. In paese vale anche la pena visitare la Casa dell’Orso, un interessante museo scientifico dedicato esclusivamente a questo mammifero (un carnivoro fallito, dato che per conformazione sarebbe per l’appunto un predatore carnivoro, ma che in realtà si nutre quasi esclusivamente con una dieta vegetale). Purtroppo non abbiamo più tempo per spostarci verso il Lago di Tovel, nel cuore del parco, e rientriamo alla villa per cena. Cena non eccezionale, purtroppo, ci toccherà consolarci con l’acquisto della grappa di Teroldego prodotta artigianalmente dai proprietari.

bears

CALDONAZZO
Sveglia presto, colazione (anche questa non eccezionale) ma sulla terrazza con vista vigneti, ci dirigiamo verso il Lago di Caldonazzo, con breve sosta sulle rive per rilassarsi al sole.

lake caldonazzo

ROVERETO
Arriviamo a Rovereto in tarda mattinata, purtroppo non c’è tempo per il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea. Pazienza, ma per pranzo andiamo a provare il ristorante dell’Hotel Villa Cristina, una piacevole sorpresa, con i suoi pakora di verdure e il dhal di lenticchie.

windows in rovereto

ALA
Il pomeriggio della domenica è interamente dedicato alla visita guidata di Ala, bellissima località trentina in cui soggiornò a più riprese anche Mozart.

ala ala ala ala ala ala

Ed è da volontari in costume settecentesco che veniamo scortati attraverso i vicoli e i palazzi della città con storie, aneddoti e curiosità, degustazione di vini, fino all’appuntamento finale con la pianista Temenuschka Vesselinova, curatrice del Museo del Pianoforte Antico, ospitato in un palazzo settecentesco dove la pianista spiega e suona strumenti originali del XVIII e XIX secolo, dalle sonorità ben diverse dai pianoforti contemporanei, e sicuramente più adatti a rendere Mozart, Chopin, Liszt e Beethoven. E con varie esibizioni e approfondite spiegazioni a riguardo, ha termine il nostro brevissimo soggiorno trentino.

around ala

Visualizza la mappa del Trentino-Alto Adige del Cucchiaio di Legno

villa cristina, rovereto

Villa Cristina

Una piacevole sorpresa, direi, quasi inaspettata. Ne avevo letto su Veganhome, ma sinceramente quando siamo arrivati davanti siamo rimasti un po’ perplessi. Si tratta del ristorante di quest’albergo un po’ “patito”, ma data l’affluenza abbastanza consistente, decidiamo di sederci comunque. L’albergo è a conduzione indiana, e la cucina, oltre che offrire pizze e piatti italiani, propone anche un variegato assortimento di specialità del paese asiatico. La cosa divertente è che non servono pane italiano, ma solo chapati e naan (chiedete la versione senza ghee), anche se ordinate un piatto di pasta.
Noi comunque optiamo per il menù indiano, e il mio plauso va alla leggerezza dei piatti (oltre che all’abbondanza delle porzioni). I pakora di verdure, fritti in olio (chiedete per sicurezza che utilizzino olio e non ghee), sono leggeri e saporiti. Il dhal di lenticchie è piacevolmente speziato e molto corposo. Da provare, se siete in zona.

villa cristina, rovereto villa cristina, rovereto villa cristina, rovereto

Villa Cristina
Via dell’Abetone 84
38068 Rovereto (TN)
Tel. 0464 425537 / 339 2647149

Cucina italiana e indiana, servizio gentile e veloce, ristorante spartano. Prezzi decisamente abbordabili, e pakora di verdure da urlo. Ottimo.

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48 ore, d’inverno, a Torino

16 01 2011

water

Mi è stato più volte chiesto, sia nei commenti che in privato, di scrivere una guida sulla mia città. Impresa assolutamente non facile, dato che presuppone una nuova visione di luoghi in cui passo tutti i giorni. L’idea che mi è venuta in mente è stata quindi quella di presentare alcuni classici imperdibili insieme a proposte più particolari o meno note. La scelta è inoltre stata circoscritta a luoghi affrontabili durante un fine settimana invernale, stagione in cui la città rende meglio al chiuso che all’aperto, avendo un clima piuttosto rigido (ecco perché tutti ‘sti musei e caffè!). Mi sono quindi concesso, per tre fine settimana, di vivere Torino nell’inconsueto ruolo di viaggiatore ed esploratore, ed è stato piuttosto divertente viverla con occhi nuovi. Non mi resta che augurarvi buon viaggio!

lights in the night

CULTURA

  • Non può mancare, in un giro a Torino, la visita al suo monumento-feticcio, la Mole Antonelliana, folle creazione di Alessandro Antonelli (sarebbe dovuta divenire la sinagoga della città, ma l’architetto si fece prendere un po’ la mano), sede dell’altrettanto stupefacente Museo Nazionale del Cinema, un meraviglioso viaggio multimediale alla scoperta della settima arte. Da non perdere inoltre l’ascesa con l’ascensore di vetro che vi catapulterà in meno di un minuto a 85 metri d’altezza, per una visione a tutto tondo della città.

symbol

  • Altra tappa obbligata è il Museo Egizio, con la più importante collezione sull’Antico Egitto dopo quello del Cairo. Lo statuario illuminato allestito da Dante Ferretti è da brividi.

sphynx sekhmet ramses an imperial embrace

  • L’austero Palazzo Reale, tanto severo all’esterno, quanto sfarzoso all’interno: la visita a entrambi i piani è altamente consigliata. E poi potete essere trattati da re al Caffè Reale, nella Regia Frutteria, circondati da antiche stoviglie savoiarde.

a whiter shade of pale

double-face palace

  • Il neonato MAO – Museo d’Arte Orientale, nel bellissimo Palazzo Mazzonis, è un elegante percorso storico e artistico attraverso tutta l’Asia. Sicuramente il mio museo preferito.

visions

ENOGASTRONOMIA

  • Baudracco è una delle gastronomie più rinomate della città: polenta, verdure e pere Martin Sec al forno tra i piatti già pronti adatti per chi è vegan. E poi ci trovate le birre aromatizzate della Mort Subite.
  • Un salto da Terre Di, cooperativa sociale nell’elegante quartiere di Cit Turin, con molti prodotti selezionati da piccoli produttori bio piemontesi, dall’orzo alla nocciola gentile delle Langhe, così come al punto vendita in città della cooperativa agricola Il Frutto Permesso, con un’ampia scelta di prodotti ortofrutticoli e conserve bio (magari mi ci beccate pure a far la spesa!).

chestnuts

  • Fate incetta di spezie rare e di ogni tipo all’Antica Erboristeria della Consolata. Sembra di tornare indietro di duecento anni, con tutte le erbe e le spezie conservate in vasi di vetro un po’ impolverati disposti su pareti interamente in legno.
  • Piemonte, terra di vini. E uno dei migliori posti dove degustare e acquistare qualche bottiglia è l’Enoteca Parola, in pieno centro storico. Nelle vicinanze consiglio inoltre il piccolo negozio di specialità gastronomiche Gusti e Sapori Antichi, con tante piccole gemme culinarie molto interessanti (i croxetti liguri, tanto per indicarne una).

    choco-holic

  • Se vi trovate in città il quarto sabato del mese, non perdete Oltremercato, in Piazza Palazzo di Città. Magari riuscite a trovare le patate nere (o viola).

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RISTORANTI

  • Per un pasto veloce, mentre siete in giro, consiglio il Brek di Piazza Solferino, con le sue sale tematiche, arredate in ambientazioni diverse, dal teatro alla biblioteca, dall’atelier del pittore al giardino (v. in basso). Un altro si trova in Piazza Carlo Felice, davanti alla stazione di Porta Nuova, ma meno particolare nell’ambientazione.
  • Uno dei migliori ristoranti indiani della città, Gandhi propone una cucina interessante con i grandi classici della penisola. Numerose le opzioni vegan.
  • Per una pizza di qualità, magari dopo la visita al Museo Egizio, si può andare in uno dei locali di Piero Chiambretti, come lo Sfashion Café.

    veggie pakora grissini vino

  • Voglia di sushi vegetariano e zuppa di miso, magari accompagnati da una birra giapponese o da un umeshu? Japs è quello che fa al caso vostro.
  • Una delle migliori gastronomie vegetariane della città è il simpatico Oh! Mio Bio, con annesso mini-shop, aperto a pranzo e il venerdì e sabato sera. Davvero bravi e gentili, ve lo consiglio caldamente. Inoltre organizzano anche un bel po’ di eventi sempre molto interessanti.
  • Un piatto fumante di pasta e fagioli, accompagnati da un vino corposo delle Langhe e splendidi antipasti di verdure li trovate da Enò, una vineria perennemente affollata nel multietnico quartiere di San Salvario. E poi interessanti cocktail e un’ampia selezione di cioccolato modicano. E infine, ma solo a pranzo, dal lunedì al sabato, monopiatto macrobiotico-vegano.

    the color purple candles candies

  • Per concludere, un bel ristorante per incalliti viaggiatori: Kipling, con la sua ambientazione etnica e alcune proposte adatte anche a chi è vegan (il loro guacamole è splendido).

pastiglie leone

SHOPPING

  • Un giro il sabato mattina al Balôn, lo storico mercato delle pulci della città, nel suggestivo quartiere di Borgo Dora, con bancarelle di robivecchi e antiquari.

flea market

  • Se proprio volete fare un salto in un centro commerciale, provate il Parco Commerciale Dora, con le sue interessanti architetture post-industriali. Meglio ancora l’Iperbiobottega, uno dei più grandi supermercati del biologico d’Europa, dove troverete di tutto, dalle scarpe vegan (da Govinda) al mopur. E ci si può rifocillare all’interno, nella Gastronomia Pane e Luna, con un’ampia scelta di piatti 100% vegetali.

    contemporary architectures

  • Un giro sulla pedonale Via Garibaldi, l’arteria dello shopping a prezzi ragionevoli: tra gli altri, vi troverete la boutique dell’Erbolario, con biocosmesi e prodotti non testati su animali, e la catena giapponese Muji con i suoi articoli per la casa e la sua cancelleria.

caffeine

il fornaio memories compro libri

VITA NOTTURNA (E MATTUTINA)

Varia e movimentata, la movida sul Po è ricca di spunti e di iniziative. Due su tanti i posti da consigliarvi, per un rapido assaggio di tutto quello che la città può offrire: l’Alcool, da cui potrete smaltire eventuali eccessi da cocktail ammirando le luci della collina che si riflettono nel fiume, e la brasserie Chez Gaby, sulla splendida Piazza Carlo Emanuele II (meglio nota come Piazza Carlina), al caldo del suo camino giù nell’infernot. Ma se vi fermate solo un fine settimana non fate troppo tardi, vi aspetta uno dei più bei caffè storici della città: Al Bicerin. Minuscolo e accogliente, da provare la domenica mattina presto quando ancora non è follemente gremito come d’abitudine. E se non riuscite a sedervi, fate incetta nella sua cioccolateria di fianco. Il cioccolato al ratafià è uno spettacolo.

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Visualizza la mappa di Torino del Cucchiaio di Legno

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BREK

Di Brek è piena l’Italia, e di sicuro sono un buon posto dove trovare cibo vegan senza troppi problemi: una pasta e un’insalatona con verdure miste e legumi sono sempre assicurate. Niente di che, certamente, ma d’altronde quando si viaggia mica si ha sempre la possibilità di sedersi e godersi il pranzo o la cena per due ore, oltre all’indubbio vantaggio economico (i prezzi sono naturalmente molto onesti). A Torino di Brek ce n’è due, entrambi nel centro storico. Uno, con un bel dehors nel cortile interno, in Piazza Carlo Felice, proprio di fronte alla stazione di Porta Nuova.

brek, turin brek, turin brek, turin

L’altro, di cui parlo qui, si affaccia su una delle piazze più belle di Torino, Piazza Solferino, e si sviluppa su tre piani in una serie di sale comunicanti fra di loro, ma ognuna arredata con un tema diverso. Oltrepassata la zona self-service, organizzata per isole tematiche, si salgono le scale e si raggiungono il “giardino”, il teatro, la biblioteca, lo studio del pittore. E per i bambini, c’è una sala apposita dedicata. Nota inoltre positiva è che il personale è molto gentile e disponibile, e il ristorante è aperto tutti i giorni a pranzo e cena.

brek, turin brek, turin brek, turin brek, turin

Brek

Via Santa Teresa 23
10121 Torino
Tel. +39 011 545424
Bus: Solferino
Google Maps

Piazza Carlo Felice 22
1012 Torino
Tel. +39 011 534556
Bus: Porta Nuova FS
Metro: Porta Nuova
Google Maps

Cucina: self-service, italiana
- carne/pesce: sì
- latticini:
- uova:
Orari: tutti i giorni 11.30-15 e 18.30-22
Prezzi: EUR 10-15 circa
Piatti vegan: primi piatti (pasta), salad bar con verdure cotte, crude e legumi; frutta fresca e macedonie.
Note: carte di credito accettate.

 
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Golosi di Salute

28 12 2010

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Era da un po’ che facevo il filo alla pasticceria di Luca Montersino e, complice un sabato pomeriggio di un paio di settimane fa in cui LDM e io siamo andati ad Alba per una commissione, ho subito colto la palla al balzo per una visita al suo tempio.

Avendo sfogliato in libreria il suo libro omonimo, ero piuttosto curioso di vedere se la sua pasticceria salutistica prevedeva in qualche modo delle elaborazioni in chiave vegan. Carico di aspettative, la prima cosa che abbiamo fatto arrivati in città è stata quella di andare alla ricerca della pasticceria, impresa piuttosto semplice dato che si trova in pieno centro storico proprio dietro il Duomo.

golosi di salute, alba golosi di salute, alba golosi di salute, alba

Varcata la soglia, attraversato uno stretto corridoio fiancheggiato da banconi carici di prelibate creazioni, ci siamo diretti alla sala degustazione, a metà tra l’essenziale e il neo-barocco (ma comunque nell’insieme molto piacevole), dove ci siamo seduti in attesa (trepidante, almeno la mia) di scorrere il menù. Menù effettivamente interessante, con una buona selezione di bevande a base di latte vegetale, caffè e caffè d’orzo, succhi di frutta bio, vini delle Langhe. Nessun cenno però alla pasticceria, ma veniamo presto invitati dalla giovane cameriera, molto gentile, a scegliere da noi quali degustare.

golosi di salute, alba golosi di salute, alba golosi di salute, alba

“Io sarei vegano, avete qualcosa senza uova e latticini?” faccio io, speranzoso… “Dovremmo avere qualcosa…” Listino ingredienti alla mano, ha inizio la ricerca… “Questa è senza uova, ma c’è il latte”, “Questa è senza latticini, ma con le uova”, “Questi sono senza latticini e uova, ma hanno la gelatina”… La possibilità di affondare la forchetta in una friabile pasta frolla, o di avventarmi con il cucchiaino in un’invitante crema pasticciera si fanno sempre più remote. La signora di mezza età alla cassa arriva in soccorso: “Ah sì, abbiamo qualcosa per vegani, una torta pere e caramello – senza latticini, uova, glutine – insomma, non ha proprio nulla di nulla…” (una campionessa di marketing, fra un po’ dimmi pure che fa schifo!) – “OK, aggiudicata!!!” – “Ehm, ci sarebbe un problema…” – “?!??” – “L’abbiamo terminata… Ne abbiamo una pronta nell’abbattitore, ma bisogna farla scongelare e ci vuole almeno mezz’ora…”. Che sfiga… I miei sogni di gloria sfumano così in pochi istanti, di aspettare più di mezz’ora per una fettina di torta, per quanto promettente,  non se ne parla proprio, okay essere vegano, ma masochista no Occhiolino

golosi di salute, alba

Per fortuna la pagina delle cioccolate calde offre alcune valide proposte, come quella che alla fine ci concediamo: due tazze di fumante Kumabo, ovvero cioccolato fondente sciolto in latte di riso, piacevolmente amara, per veri intendori. Decisamente una bomba corroborante, che non mi fa rimpiangere la torta-senza-nulla. Peccato, sarà per la prossima volta, nella speranza che magari Montersino se ne esca con qualche ulteriore opzione cruelty-free. In ogni caso alla cassa ne approfitto per acquistare una confezione di Burrolì, la sua ultima creazione salutistica molto interessante: un burro-margarina senza latticini e olii di palma, composto da olio di riso, olio extravergine d’oliva e burro di cacao. Un’alternativa vegan estremamente salutare (e anche piuttosto costosa) che adesso fa bella mostra di sé nel mio frigo in attesa di utilizzo. Adesso mi toccherà “veganizzare” qualcuna delle sue ricette (che dite, poi gliela giro?).

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Golosi di Salute
Piazza Rossetti 6
12051 Alba (CN)
Tel. 0173 442983
Google Maps

Cucina: pasticceria e caffetteria
- carne/pesce: alcuni tramezzini contengono affettati e alcuni dessert gelatina
- latticini:
- uova:
Orari: mar-dom 07.30-13 e 15-19.30, chiuso lun, 10 gg a gennaio, 10 gg ad agosto
Prezzi: EUR 5-10 (dolce + bevanda)
Proposte vegan: torta caramello-pera; caffetteria a base di latte di soia e riso; cioccolata calda a base di latte di riso e cioccolato fondente.
Note: carte di credito accettate; accessibile ai disabili.

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Milano

15 08 2010

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Lo ammetto, ultimamente le ricette qui sul blog si fanno desiderare. Non che abbia smesso di cucinare, anzi, in questi primi giorni di ferie a casa sto trascorrendo molte ore in cucina a sperimentare, ma si tratta di piatti che verranno poi proposti durante il Vegfestival (dal 10 al 12 settembre, i laboratori di cucina indovinate chi li tiene?), e quindi per ora non possono essere pubblicati in anteprima ;-)

bicycles in milan

Ma qualcosa devo scrivere, pena silenzio stampa, e, dato che l’archivio viaggi è decisamente da smaltire, ho pensato che due righe su una città a cui sono particolarmente legato sia giusto dedicarle. Purtroppo è da un bel po’ che manco dal capoluogo lombardo, esattamente da fine ottobre 2009 quando, con alcuni colleghi, abbiamo prenotato (con molti mesi d’anticipo!) una visita guidata al Cenacolo Vinciano.

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E così, sabato 31 ottobre, ancora semiaddormentati, arriviamo in Stazione Centrale dopo due ore di treno regionale da Torino. Avendo prenotato la visita nel primo pomeriggio, ci troviamo a disporre di diverse ore da trascorrere in città.  Le ragazze, in netta maggioranza (quattro contro due), votano all’unanimità per un giro nel Quadrilatero d’Oro, noi maschietti per un salto in Piazza Duomo. Numericamente sconfitti, ci rassegniamo a un giro tra le boutique di Via Montenapoleone & Co.

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Dopo una leeeenta camminata dribblando milanesi e turisti dediti allo shopping di lusso del sabato mattina, arriviamo al Duomo, a cui dedichiamo, giustamente, una visita approfondita. Appassionato di Medioevo e architettura gotica come sono, la cattedrale di Milano è sempre una grande emozione, soprattutto dopo i recenti restauri. Il cielo è plumbeo, ma la luce riesce a evidenziare le splendide tonalità del marmo.

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Terminata la visita, i morsi della fame non si fanno attendere. Per fortuna Govinda non è lontano, e la sua cucina ayurvedico-vegetariana servita nelle sale a volta quattrocentesche viene apprezzata dai colleghi onnivori che si concedono ampie porzioni delle specialità componenti il talis.

govinda, milan

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govinda, milan

Rifocillati, e con un timido sole autunnale, ci dirigiamo finalmente in direzione Santa Maria delle Grazie dove, prima di entrare per la visita guidata, ci dedichiamo alla visita della chiesa e dello stupendo chiostro.

santa maria delle grazie

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La visita al Cenacolo Vinciano, preceduta dalle foto scioccanti del convento bombardato durante la guerra (con la parete del Cenacolo precariamente in piedi fra cumuli di macerie) dura una ventina di minuti, in cui la guida ci fa notare alcuni particolari che mi erano sfuggiti in passato e alcuni interessanti aneddoti. Il mio consiglio è sempre quello di non perdersi questo capolavoro, che merita da solo una visita alla città.

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Ci rimane ancora un po’ di tempo prima del treno di ritorno del tardo pomeriggio: un ultimo salto in via Torino, per visitare Santa Maria presso San Satiro, con la sua piccola cupola ottagonale e la falsa ma mirabile prospettiva interna ideata dal Bramante.

santa maria presso san satiro

Storditi da cotante bellezze artistiche e architettoniche (e per la verità ancora un po’ satolli dal pranzo ayurvedico), ci godiamo un’ultima prospettiva su Piazza del Duomo e la cattedrale illuminata dallo storico Zucca in Galleria, prima di dirigerci in Stazione Centrale per far ritorno a casa.

duomo by night

 

La mappa di Milano del Cucchiaio di Legno

 

Govinda
Via Valpetrosa 5
20123 Milano
Tel. 02 862417
Metro: Italia Missori; Duomo
Tram: Torino Palla (linee 2, 3, 14)
Google Maps

Cucina: latto-vegetariana; vedico-indiana
- carne/pesce: no
- latticini:
- uova: no
Orari: lun-sab 12.30-15 e 19.30-22
Prezzi: EUR 20 circa il menù completo a pranzo; EUR 25 a cena
Piatti vegan: il ristorante è latto-vegetariano, ma la maggior parte dei piatti proposti è vegan. Basterà semplicemente chiedere la versione senza latticini del vassoio.
Note: il bagno non è accessibili ai disabili.
Altre recensioni: Happy Cow

Vedi anche:

Un altro post su Milano con la ricetta della cutelèta

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Weekend veneziano

29 06 2010

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Come già detto, a inizio giugno LDM (=la dolce metà) ed io abbiamo trascorso un fine settimana veneziano letteralmente rubato agli impegni lavorativi di entrambi e sicuramente fitto fitto come piace a noi, tra arte, architettura e buon cibo.
Partenza in auto da Torino venerdì sera dopo cena, arrivo a Venezia poco dopo mezzanotte, parcheggio e camminata fino a casa, nelle calli silenziose che conducono dal Ponte degli Scalzi a San Giacomo dell’Orio.
La sveglia, implacabile, ci fa balzare in piedi qualche ora dopo. Ma ne vale la pena, dato che ci permette di arrivare in Piazza San Marco al mattino presto, con ancora pochi turisti, dopo essere passati da Rialto, in pieno fermento pre-apertura negozi.

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Il fuggiasco Casanova
La sveglia antelucana è dovuta alla prenotazione fatta qualche giorno prima per gli Itinerari Segreti di Palazzo Ducale. Si visitano infatti zone non aperte al pubblico, tra cui gli uffici segreti della Serenissima, dove operavano i servizi segreti e dove venivano custodite tutte le informazioni vitali della repubblica veneziana. Si passa poi alle carceri del sottotetto, per prigionieri “di lusso”, tra i quali Giacomo Casanova, reo di aver avuto troppe amanti, tra cui una badessa (il che fa quasi sorridere, rispetto agli odierni scandali della Chiesa) e di cui vengono narrati, con dovizia di particolari, la vita in carcere e la sua rocambolesca fuga dai Piombi.
Terminata la visita, salita la Scala d’Oro del Sansovino, abbiamo poi vagato per le splendide sale del Palazzo, con, tra opere di Paolo Veronese, di Tintoretto e del Tiepolo, fino alla piccola collezione di quadri di Hyeronimous Bosch (sono un fan della pittura fiamminga) e, attraversato il Ponte dei Sospiri, ci siamo ritrovati infine nelle Prigioni Nuove, sicuramente meno ospitali di quelle dei Piombi. Visita a Palazzo Ducale che ho rifatto per la terza volta, ma che consiglio altamente per comprendere appieno la potenza economico-commerciale di cui la città godette fino al XVII secolo.

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Pasta artigianale
Colti dai morsi della fame, dopo un ultimo sguardo all’inconfondibile facciata rosa di Palazzo Ducale con la sua loggia gotica, ci siamo quindi diretti giù per Riva degli Schiavoni dribblando orde di turisti. Giù per Castello fino in Via Garibaldi, dove siamo andati a pranzare da Le Spighe, pastificio bio e gastronomia vegetariana. L’hummus è fenomenale, ma niente male anche lo spezzatino di seitan. Per non parlare dei muffin cacao e kiwi appena sfornati. Ho naturalmente fatto incetta di pasta fresca senza uova, preparata quotidianamente dalla proprietaria, Doriana, disponibile in vari gusti, tra cui curry, spinaci, barbabietola.

memento mori just did the laundry? our daily bread de bello venetianarum capturing emotions the lion of venice

Fasti barocchi
Rifocillati, dopo una breve tappa all’Arsenale e al Sotoportego dei Preti con il suo mattone a forma di cuore, attraversato il Ponte dell’Accademia, giù per Dorsoduro, con breve tappa al Museo degli Strumenti Musicali nella Chiesa di San Maurizio Martire, fino a Ca’ Rezzonico, gioiello del Longhena, e allo splendido Museo del Settecento Veneziano ospitato al suo interno.
Dopo cotanta bellezza, non potevamo naturalmente esimerci da una capatina da Grom, nel vicino Campo San Barnaba. La granita alla mandorla d’Avola è davvero sublime.

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Cena con vista
Riposo e doccia, e poi via di nuovo per la cena. Tavolo prenotato sulla terrazza del ristorante La Piscina, alle Zattere, con un’incomparabile vista su tutta la Giudecca. Servizio impeccabile e cortese, menù vegetariano e vegano con ingredienti locali e di stagione. La serata termina al Margaret Duchamp, nel nostro beneamato Campo Santa Margherita, fulcro di vivaci localini notturni che a noi piacciono assai :-) La notte è giovane, noi un po’ meno, e quindi scoccata la mezzanotte facciamo ritorno a casa.

margaret duchamp

Shopping a Rialto
Domenica mattina, con calma, ci avviamo verso Rialto, per un giro di shopping alla Bottega della Solidarietà, dove la mia carta di credito viene messa a dura prova da polo in cotone equosolidali, CD di musica etnica e ricettari vari. Molto ricca la selezione di tè: il proprietario ne è infatti un appassionato e seleziona personalmente le miscele che poi vende sui suoi scaffali. Il nostro giro per Rialto prosegue poi nello splendido chiostro di San Salvador, che ospita il Telecom Future Centre, per poi concludersi con un frullatone di frutta fresca da Frulalà.

san salvador cloister 20100624_78 il segreto di venezia

Falafel 
Proseguendo per Strada Nova a Cannaregio, ci imbattiamo in un paio di librerie e infine da Lush. Non compriamo però nulla, fa troppo caldo, e l’idea di ritrovarsi con uno dei loro prodotti sciolto nello zaino non è il massimo; peccato, perché a Torino non ci capito mai, è troppo scomodo. Ma ci rifacciamo con gli antipasti vegetariani e i falafel di Gam Gam, tappa ormai fissa dei miei soggiorni lagunari.

steps door eyes wide shut

Tra vizi e virtù
Pomeriggio trascorso vagando senza meta tra le calli di San Polo e Santa Croce, fino al celebre Ponte delle Tette, dove le prostitute della Serenissima stavano a seno nudo (e non solo) per incoraggiare i clienti a godere dei loro servigi, e a cercar di convincere gli omosessuali dell’epoca che anche l’eterosessualità poteva essere interessante ;-) Beh, non proprio senza meta, per la verità, dato che in realtà scopo del nostro giro è Vizio Virtù, una delle migliori botteghe di cioccolato in Europa, con le sue pregiate selezioni di cacao e i suoi arditi accostamenti. Inutile dire che ho fatto incetta di tavolette e frutta ricoperta, senza perdermi neppure il loro gelato artigianale di puro cioccolato fondente (vegan, vegan!). Ma la tavoletta Kamasutra l’ho riservata al prossimo giro :-)

ponte delle tette (tits bridge) vizio virtù chocolate ice cream statue in san polo

Xe tempo da andar…
Ora di tornare alla base, ma non prima di esserci goduti la cena indiana da Ganesh Ji nel suo suggestivo dehors pergolato sul Rio Marin, con barche e gondole che circolano lentamente. I loro pakora sono sempre a regola d’arte, il paratha integrale ripieno di verdure ottimo, così come le porzioni sempre troppo generose.
Per quest’anno sono a posto, il mio diciottesimo soggiorno veneziano è giunto al termine, ma la ricarica venexiana dovrebbe bastarmi fino all’anno prossimo :-)

rio marin


La mappa di Venezia del Cucchiaio di Legno

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La ricetta

 

risi e bisi

Risi e bisi

Risotto o minestra? Forse tutti e due, ma io questo piatto lo preferisco più “risotto” e meno “minestra”. Di conseguenza, aumentate il brodo se li preferite più “al cucchiaio”. Uno dei piatti simbolo della città, nel XIX secolo, al grido di “risi, bisi e fragole” (=tricolore) i patrioti veneziani reclamavano la loro italianità contro l’occupazione austriaca. Patrioti che forse ora si staranno rivoltando nella tomba… Ma questa è un’altra storia, purtroppo.
Usate un ottimo riso italiano per risotti: il Vialone Nano secondo me è perfetto per garantire l’onda, così come guai a voi se usate i piselli surgelati al posto di quelli freschi ;-) Le dosi sono per 4 persone.

piselli freschi 1 kilo (circa 500 grammi sgranati)
riso Vialone Nano 200 grammi
cipollotto 1
burro di soia 60 grammi
olio extravergine d’oliva 2 cucchiai
prezzemolo 1 mazzetto
brodo vegetale 1,5 litri
parmigiano vegetale 3 cucchiai
sale marino integrale
pepe nero

Mettete a scaldare il bodo, che dovrà essere bollente.
Sgranate i piselli dal loro guscio e lavateli. Mondate, lavate e tritate il prezzemolo. Mondate e affettate il cipollotto.
In una casseruola capiente, fate sciogliere 30 grammi di burro con l’olio, e rosolate prezzemolo e cipollotto.
Aggiungete i piselli e fate stufare bagnando con qualche cucchiaio di brodo.
Versate il riso, mescolate e versate poco alla volta il brodo mescolando spesso. In 15-18 minuti dovrebbe essere pronto.
Aggiustate di sale, grattugiate il pepe, e unite il resto del burro e il parmigiano vegetale, mescolando bene.
Servite subito.

1 ora

Piaciuto l’articolo? Allora dai un’occhiata anche a:

Il mio giro a Venezia di giugno 2009 (con la ricetta degli zaleti)
Il ristorante ebraico-kosher Gam Gam
Il gelato di Alaska
La mia personalissima versione dei bigoli in salsa

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Kitchen

9 04 2010

kitchen, turin

Una piccola gastronomia con tavolini alti dove sedersi per mangiare. Un quartiere multietnico di affascinanti abitazioni ottocentesche, chiese neogotiche e non (tempio valdese e sinagoga a due passi). Colori caldi alle pareti, oggetti di modernariato, lampade anni Settanta. E un bel progetto, portato avanti da un’amica vegan, Chiara, e dai proprietari del locale. Ogni mercoledì sera, aperitivo cruelty-free a prezzi popolari (8 euro + bevande) ma con ingredienti biologici: un ricco buffet che varia ogni settimana, centrifugati di frutta e verdura, pane fatto in casa, una sofficissima focaccia nera, corposi vini piemontesi.

Un ambiente rilassato e rilassante, per permettere, a chi è vegan o vegetariano, di godere di un happy hour senza dover indagare minuziosamente sul contenuto dei vari vassoi, e a chi non lo è, di avvicinarsi e apprezzare piatti gustosi, sani, etici, sazianti ma al contempo leggeri.

kitchen, turin

I progetti futuri potrebbero riguardare anche un’eventuale seconda serata settimanale, oltre a demo e seminari di cucina vegan, e letture teatrali. Una serata quindi altamente consigliata (anche perché si mangia bene e abbondantemente, più che di aperitivo sarebbe corretto parlare di cena), per rilassarsi con gli amici mgari all’uscita dal lavoro, e a cui non mancare se si capita a Torino nel mezzo della settimana o su cui fare affidamento una volta usciti dal cinema (l’aperitivo si protrae fino a tardi).

kitchen, turin

E Chiara mi ha anche gentilmente passato le dosi dei piatti proposti settimana scorsa, giusto per darvi un’idea del contenuto dei tre/quattro piatti che abbiamo riempito fino al bordo. Attenzione, le dosi sono quelle per 50-60 persone ;-)

Patè di piselli alla menta
1,7 kg di piselli spezzati; 200g di menta fresca; 3 limoni; shoyu; olio evo

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Zuppa di farro e azuki
1,8 kg di azuki; 2 kg di farro perlato; 600 g di cipolle; 400 g di carote; 300 g di porri; olio evo; shoyu; brodo vegetale

Patè tofumè agli spinaci e pinoli
1,5 kg di tofu affumicato; 350 g di pinoli; 7 spicchi d’aglio; 500 g di spinaci; 300 ml shoyu; olio evo

Insalata di sedano rapa, mele e noci in salsa maio
1,5 kg di sedano rapa; 700 g di mele; 400 g di noci; 6 limoni; 200 ml di shoyu; 200 ml di latte di soia; 400 ml di olio di mais; 100 ml di aceto di mele

Vellutata di carote al curry
5 kg di carote; 800 g di patate; 800 g di cipolle; 5 confezioni di panna di soia; ½ confezione di curry; 150 g di prezzemolo; 200 ml di shoyu; olio evo

Torta di cipolle e olive
5 dischi di pasta sfoglia; 2,3 kg di cipolle; 750 g di olive nere snocciolate; 200 g di salvia; 100 g di origano; 200 g di basilico; olio evo; 100 ml di shoyu

Torta di fiocchi d’avena
3,75 l di succo di mela; 1,25 kg di fiocchi d’avena; 5 limoni; 6 bustine di vaniglia; 10 mele; 250 g di uvetta; 250 g di granella di nocciole

kitchen, turin

Kitchen
Via Principe Tommaso 16
Torino
Tel. 347 5354628
kitchen@yahoo.it
Metro: Porta Nuova – Autobus: Pellico
Google Maps

Cucina: gastronomia mediterranea, il mercoledì sera cena vegan a buffet
Orari: mercoledì sera dalle 19.30 alle 24
Prezzi: EUR 8 (tutti i piatti salati senza limite, pane e focaccia); EUR 2 centifugati; EUR 1 dolce.
Piatti vegan: tutto il buffet, composto di solito da almeno sei proposte, insalate miste e dessert.
Cantina: buona scelta di etichette piemontesi (Barbera e Dolcetto).
Note: accessibile ai disabili; cani ben accetti; no carte di credito.

kitchen, turin

Kitchen
Turin, Italy

If you happen to be in Turin on a Wednesday night, don’t miss the vegan buffet dinner at Kitchen, a cosy spot in the multi-cultured, once-so-elegant district of San Salvario, just a few steps from Porta Nuova railway station. At an inexpensive price (10 EUR, more or less), you can enjoy an all-you-can-eat buffet with organic, seasonal products, vegan treats, local red wines, homemade wholemeal bread and some wonderful dark focaccia.
Wheelchair accessible, dogs allowed, no credit cards.

Google Maps

 

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