Milano

15 08 2010

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Lo ammetto, ultimamente le ricette qui sul blog si fanno desiderare. Non che abbia smesso di cucinare, anzi, in questi primi giorni di ferie a casa sto trascorrendo molte ore in cucina a sperimentare, ma si tratta di piatti che verranno poi proposti durante il Vegfestival (dal 10 al 12 settembre, i laboratori di cucina indovinate chi li tiene?), e quindi per ora non possono essere pubblicati in anteprima ;-)

bicycles in milan

Ma qualcosa devo scrivere, pena silenzio stampa, e, dato che l’archivio viaggi è decisamente da smaltire, ho pensato che due righe su una città a cui sono particolarmente legato sia giusto dedicarle. Purtroppo è da un bel po’ che manco dal capoluogo lombardo, esattamente da fine ottobre 2009 quando, con alcuni colleghi, abbiamo prenotato (con molti mesi d’anticipo!) una visita guidata al Cenacolo Vinciano.

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E così, sabato 31 ottobre, ancora semiaddormentati, arriviamo in Stazione Centrale dopo due ore di treno regionale da Torino. Avendo prenotato la visita nel primo pomeriggio, ci troviamo a disporre di diverse ore da trascorrere in città.  Le ragazze, in netta maggioranza (quattro contro due), votano all’unanimità per un giro nel Quadrilatero d’Oro, noi maschietti per un salto in Piazza Duomo. Numericamente sconfitti, ci rassegniamo a un giro tra le boutique di Via Montenapoleone & Co.

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Dopo una leeeenta camminata dribblando milanesi e turisti dediti allo shopping di lusso del sabato mattina, arriviamo al Duomo, a cui dedichiamo, giustamente, una visita approfondita. Appassionato di Medioevo e architettura gotica come sono, la cattedrale di Milano è sempre una grande emozione, soprattutto dopo i recenti restauri. Il cielo è plumbeo, ma la luce riesce a evidenziare le splendide tonalità del marmo.

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Terminata la visita, i morsi della fame non si fanno attendere. Per fortuna Govinda non è lontano, e la sua cucina ayurvedico-vegetariana servita nelle sale a volta quattrocentesche viene apprezzata dai colleghi onnivori che si concedono ampie porzioni delle specialità componenti il talis.

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govinda, milan

Rifocillati, e con un timido sole autunnale, ci dirigiamo finalmente in direzione Santa Maria delle Grazie dove, prima di entrare per la visita guidata, ci dedichiamo alla visita della chiesa e dello stupendo chiostro.

santa maria delle grazie

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La visita al Cenacolo Vinciano, preceduta dalle foto scioccanti del convento bombardato durante la guerra (con la parete del Cenacolo precariamente in piedi fra cumuli di macerie) dura una ventina di minuti, in cui la guida ci fa notare alcuni particolari che mi erano sfuggiti in passato e alcuni interessanti aneddoti. Il mio consiglio è sempre quello di non perdersi questo capolavoro, che merita da solo una visita alla città.

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Ci rimane ancora un po’ di tempo prima del treno di ritorno del tardo pomeriggio: un ultimo salto in via Torino, per visitare Santa Maria presso San Satiro, con la sua piccola cupola ottagonale e la falsa ma mirabile prospettiva interna ideata dal Bramante.

santa maria presso san satiro

Storditi da cotante bellezze artistiche e architettoniche (e per la verità ancora un po’ satolli dal pranzo ayurvedico), ci godiamo un’ultima prospettiva su Piazza del Duomo e la cattedrale illuminata dallo storico Zucca in Galleria, prima di dirigerci in Stazione Centrale per far ritorno a casa.

duomo by night

 

La mappa di Milano del Cucchiaio di Legno

 

Govinda
Via Valpetrosa 5
20123 Milano
Tel. 02 862417
Metro: Italia Missori; Duomo
Tram: Torino Palla (linee 2, 3, 14)
Google Maps

Cucina: latto-vegetariana; vedico-indiana
- carne/pesce: no
- latticini:
- uova: no
Orari: lun-sab 12.30-15 e 19.30-22
Prezzi: EUR 20 circa il menù completo a pranzo; EUR 25 a cena
Piatti vegan: il ristorante è latto-vegetariano, ma la maggior parte dei piatti proposti è vegan. Basterà semplicemente chiedere la versione senza latticini del vassoio.
Note: il bagno non è accessibili ai disabili.
Altre recensioni: Happy Cow

Vedi anche:

Un altro post su Milano con la ricetta della cutelèta

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Lifegate Café

15 06 2009

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Al Lifegate Café sono stato circa un anno fa, in occasione di un pomeriggio milanese dedicato alla Pinacoteca di Brera. Era da un po’ che volevo provare questo ristorante, legato a tutto il progetto LifeGate.
Personalmente sono diventato vegan per questioni animaliste, e solo dopo, documentandomi, ho poi scoperto anche le implicazioni ambientali dell’industria carnea. Immaginavo quindi che il Lifegate Café fosse un locale che, sulla base di quanto professa, offrisse una ricca e interessante offerta di piatti vegetali, pur sapendo che anche carne e pesce erano presenti.
Con mia (somma?) sorpresa mi sono invece trovato di fronte a un menù essenzialmente inclinato su carne (la fiorentina?!) e pesce, con relativamente poche opzioni vegetali (per carità, tre secondi diversi a base di seitan, ma contro una decina di piatti di carni rosse e bianche e di pesce). E meno male che sono ambientalisti ;-)
 

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Per quanto riguarda nello specifico la cucina, non l’ho trovata particolarmente entusiasmante. Niente di originale a livello di proposte veg, come potete vedere anche dal menù, e nessuna particolare cura nella presentazione dei piatti. Sulla qualità del cibo nulla da eccepire, sia ben chiaro: i prodotti sono tutti bio e si sente.

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L’ambiente è piacevole, arredato con cura su tonalità neutre, con (com’è tradizione in molti locali del genere), grandi lavagne in ardesia con l’indicazione del “credo” del locale e di alcune delle loro proposte, tavoli e sedie in legno naturale, e opere d’arte alle pareti.
Altro punto sicuramente a favore è l’apertura di domenica, sia a pranzo che a cena, dato che di ristoranti aperti a Milano di domenica sera non ce n’è poi tanti.
Da provare? Magari sì, soprattutto se dovete mettere d’accordo amici onnivori poco inclini alle gioie della cucina veg. Almeno non dovrete scervellarvi per capire se quegl’inquietanti relitti che fanno capolino nella pasta e fagioli sono pezzetti di salsiccia.

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Lifegate Café
via della Commenda 43
20122 Milano
Tel. 02 5450765
Metro: Crocetta
Google Maps

Cucina: biologica, italiana, mediterranea - anche vegetariana e vegan
Orari: 12-15 e 20-23, chiuso il martedì
Prezzi: EUR 25-30
Specialità: tofu grigliato con battuto di verza stufata e salsa di soia; couscous vegetariano alla mediterranea; zuppa del giorno; burger e crocchette di seitan alla “Ernesto” con germogli di soia; bocconcini di tofu e seitan saltati in padella; insalatona vegetariana con tofu, mandorle e germogli di soia; insalate miste. Birre bio, artigianali e di quinoa; succhi di frutta, spremute, centrifugati; latti vegetali; bevande bio.
Note: seggioloni per bambini; cani bene accetti (disponibili cuscinoni); il locale dovrebbe inoltre essere accessibile ai disabili (ma non i bagni).
Altre recensioni: VeganHome

Some info in English…

The Lifegate Café is a vegan-friendly organic restaurant in Milan. It belongs to the Lifegate platform, a network that aims at promoting a new economic model where profit, environmental safeguard and care for social issues can coexist. They have a radio broadcasting all over Italy, a website, a magazine, and a restaurant.
Well, what to say about the restaurant? I must admit I was somehow disappointed. Not because of the (all-organic) food, but for their odd sense of environmentalism… Their menu is in fact filled with meat and fish dishes, and vegan options are just a few. OK, you can choose among three different seitan main courses, but you would expect more vegetarian and vegan options than meat-based meals in a restaurant claiming itself a “zero impact” place.
Anyway, it’s a good spot if you are in Milan with meat eaters, so you don’t have to struggle to get a decent vegan meal or argue about the restaurant to go! The atmosphere is laid back, and the food is quite good. In addition, it’s one of the few restaurants in Milan open on Sundays, when the city doesn’t really seem the bustling economic and financial centre of the boot!

Lifegate Café
via della Commenda 43
20122 Milano
Tel. +39 02 5450765
Metro: Crocetta
Google Maps

Cuisine: organic, Italian, Mediterranean - not 100% vegetarian, vegan-friendly
Opening times: 12 am-3 pm & 8 pm-11 pm, closed on Tuesdays
Prices: EUR 25-30 (GBP 21-25, USD 35-40)
Main dishes: grilled tofu with cabbage stew and soy sauce; Mediterranean-style veg couscous; soup of the day; “Ernesto”-style seitan burgers and nuggets with soy sprouts; sauteed seitan and tofu titbits;  veg salad with tofu, almonds and soy sprouts; mixed salads. Organic brewed beers, quinoa beer; fresh fruit juices, squeezes and smoothies; vegetable-based milk; organic soft drinks.  
Notes: high chairs for babies; dogs are welcome (cushions available); wheelchair accessible (but not the toilets). Menu is just in Italian, but staff should speak English, too.

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Milano e la cutelèta (di seitan, ovvio!)

7 11 2008

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Milano, la città più dinamica, cosmopolita e ricca d’Italia, sa anche offrire piaceri più sobri e nascosti, che spesso sfuggono di fronte a un occhio disattento.
Milano mi piace molto, per quell’aria riservata ma al tempo stesso eccentrica che trasmette, per il fatto di essere italianissima ma apparentemente così poco italiana.

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Consiglio di programmare una visita a Milano con un certo anticipo, per due motivi: sarete innanzi tutto in grado di ammirare il Cenacolo Vinciano, nel Convento di Santa Maria delle Grazie, cosa che può essere fatta solo tramite prenotazione, e potrete anche approfittare di una serata alla Scala (per cui non è necessario spendere un capitale, dal loggione centrale si riesce a vedere abbastanza bene pagando poco).
D’obbligo naturalmente la visita al Duomo e la salita al tetto per una vista mozzafiato della città, così come consiglio vivamente, soprattutto se amate il Rinascimento, la Pinacoteca di Brera (purtroppo Il bacio di Hayez non l’ho visto, era in prestito altrove…). A pochi passi dal Duomo, tappa obbligata è anche la Galleria Vittorio Emanuele II e, poco oltre, il Museo Poldi Pezzoli con i tesori accumulati dalla famiglia omonima. Il quartiere però più suggestivo è secondo me quello dei Navigli, con i suoi locali e le case con i ballatoi.

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A Milano mangiare veg è molto semplice: numerose le proposte culinarie, sia etniche che europee e italiane, e per tutte le tasche, dai take away indiani a ristoranti di lusso come Joia. Per qualche dritta, controllate sul database di veganhome. Ah, tra l’altro, il risotto alla milanese NON è vegetariano ;-)

Un classico della cucina meneghina è la cotoletta (cutelèta!) alla milanese, che poi non è altro che una versione della Wiener Schnitzel o del tonkatsu giapponese (ma non ditelo ai milanesi). E la cotoletta di seitan alla milanese è un classico della cucina vegetariana. Ecco la mia versione personale.

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Cotolette di seitan alla milanese
Scegliete del seitan già tagliato a fette spesse o a cotoletta. L’uovo è stato sostituito dalla farina di ceci, che dona al piatto un sapore deciso, così come l’abbinamento con la salvia fresca, utilizzata anche nella ricetta più tradizionale. La pastella di ceci e acqua può essere preparata anche con più anticipo, volendo anche la sera prima (in questo caso conservatela in frigo). Attenzione che il pangrattato non contenga strutto (tra l’altro l’ho più volte sostituito anche con del semolino di grano duro). Le dosi sono per 4 persone.

cotolette di seitan 4 (circa 400 g)
olio extravergine d’oliva 4 cucchiai
salvia 4 foglie
farina di ceci 150 g
pangrattato integrale 100 g
sale marino integrale 4 pizzichi

Preparate la pastella, mescolando bene la farina di ceci con un bicchiere e mezzo d’acqua. Lasciate riposare un’oretta.
Salate le cotolette di seitan, passatele nel composto di ceci e acqua. Passatele poi nel pangrattato facendolo aderire bene su tutta la superficie.
Scaldate l’olio in una padella antiaderente con le foglie di salvia. Quando l’olio è ben caldo, friggete le cotolette 2′ da un lato, e 1′ dall’altro lato (o fino a doratura).

Tempo di preparazione: 15′ + 1h di riposo

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