Milano

15 08 2010

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Lo ammetto, ultimamente le ricette qui sul blog si fanno desiderare. Non che abbia smesso di cucinare, anzi, in questi primi giorni di ferie a casa sto trascorrendo molte ore in cucina a sperimentare, ma si tratta di piatti che verranno poi proposti durante il Vegfestival (dal 10 al 12 settembre, i laboratori di cucina indovinate chi li tiene?), e quindi per ora non possono essere pubblicati in anteprima ;-)

bicycles in milan

Ma qualcosa devo scrivere, pena silenzio stampa, e, dato che l’archivio viaggi è decisamente da smaltire, ho pensato che due righe su una città a cui sono particolarmente legato sia giusto dedicarle. Purtroppo è da un bel po’ che manco dal capoluogo lombardo, esattamente da fine ottobre 2009 quando, con alcuni colleghi, abbiamo prenotato (con molti mesi d’anticipo!) una visita guidata al Cenacolo Vinciano.

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E così, sabato 31 ottobre, ancora semiaddormentati, arriviamo in Stazione Centrale dopo due ore di treno regionale da Torino. Avendo prenotato la visita nel primo pomeriggio, ci troviamo a disporre di diverse ore da trascorrere in città.  Le ragazze, in netta maggioranza (quattro contro due), votano all’unanimità per un giro nel Quadrilatero d’Oro, noi maschietti per un salto in Piazza Duomo. Numericamente sconfitti, ci rassegniamo a un giro tra le boutique di Via Montenapoleone & Co.

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Dopo una leeeenta camminata dribblando milanesi e turisti dediti allo shopping di lusso del sabato mattina, arriviamo al Duomo, a cui dedichiamo, giustamente, una visita approfondita. Appassionato di Medioevo e architettura gotica come sono, la cattedrale di Milano è sempre una grande emozione, soprattutto dopo i recenti restauri. Il cielo è plumbeo, ma la luce riesce a evidenziare le splendide tonalità del marmo.

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Terminata la visita, i morsi della fame non si fanno attendere. Per fortuna Govinda non è lontano, e la sua cucina ayurvedico-vegetariana servita nelle sale a volta quattrocentesche viene apprezzata dai colleghi onnivori che si concedono ampie porzioni delle specialità componenti il talis.

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govinda, milan

Rifocillati, e con un timido sole autunnale, ci dirigiamo finalmente in direzione Santa Maria delle Grazie dove, prima di entrare per la visita guidata, ci dedichiamo alla visita della chiesa e dello stupendo chiostro.

santa maria delle grazie

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La visita al Cenacolo Vinciano, preceduta dalle foto scioccanti del convento bombardato durante la guerra (con la parete del Cenacolo precariamente in piedi fra cumuli di macerie) dura una ventina di minuti, in cui la guida ci fa notare alcuni particolari che mi erano sfuggiti in passato e alcuni interessanti aneddoti. Il mio consiglio è sempre quello di non perdersi questo capolavoro, che merita da solo una visita alla città.

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Ci rimane ancora un po’ di tempo prima del treno di ritorno del tardo pomeriggio: un ultimo salto in via Torino, per visitare Santa Maria presso San Satiro, con la sua piccola cupola ottagonale e la falsa ma mirabile prospettiva interna ideata dal Bramante.

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Storditi da cotante bellezze artistiche e architettoniche (e per la verità ancora un po’ satolli dal pranzo ayurvedico), ci godiamo un’ultima prospettiva su Piazza del Duomo e la cattedrale illuminata dallo storico Zucca in Galleria, prima di dirigerci in Stazione Centrale per far ritorno a casa.

duomo by night

 

La mappa di Milano del Cucchiaio di Legno

 

Govinda
Via Valpetrosa 5
20123 Milano
Tel. 02 862417
Metro: Italia Missori; Duomo
Tram: Torino Palla (linee 2, 3, 14)
Google Maps

Cucina: latto-vegetariana; vedico-indiana
- carne/pesce: no
- latticini:
- uova: no
Orari: lun-sab 12.30-15 e 19.30-22
Prezzi: EUR 20 circa il menù completo a pranzo; EUR 25 a cena
Piatti vegan: il ristorante è latto-vegetariano, ma la maggior parte dei piatti proposti è vegan. Basterà semplicemente chiedere la versione senza latticini del vassoio.
Note: il bagno non è accessibili ai disabili.
Altre recensioni: Happy Cow

Vedi anche:

Un altro post su Milano con la ricetta della cutelèta



Weekend veneziano

29 06 2010

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Come già detto, a inizio giugno LDM (=la dolce metà) ed io abbiamo trascorso un fine settimana veneziano letteralmente rubato agli impegni lavorativi di entrambi e sicuramente fitto fitto come piace a noi, tra arte, architettura e buon cibo.
Partenza in auto da Torino venerdì sera dopo cena, arrivo a Venezia poco dopo mezzanotte, parcheggio e camminata fino a casa, nelle calli silenziose che conducono dal Ponte degli Scalzi a San Giacomo dell’Orio.
La sveglia, implacabile, ci fa balzare in piedi qualche ora dopo. Ma ne vale la pena, dato che ci permette di arrivare in Piazza San Marco al mattino presto, con ancora pochi turisti, dopo essere passati da Rialto, in pieno fermento pre-apertura negozi.

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Il fuggiasco Casanova
La sveglia antelucana è dovuta alla prenotazione fatta qualche giorno prima per gli Itinerari Segreti di Palazzo Ducale. Si visitano infatti zone non aperte al pubblico, tra cui gli uffici segreti della Serenissima, dove operavano i servizi segreti e dove venivano custodite tutte le informazioni vitali della repubblica veneziana. Si passa poi alle carceri del sottotetto, per prigionieri “di lusso”, tra i quali Giacomo Casanova, reo di aver avuto troppe amanti, tra cui una badessa (il che fa quasi sorridere, rispetto agli odierni scandali della Chiesa) e di cui vengono narrati, con dovizia di particolari, la vita in carcere e la sua rocambolesca fuga dai Piombi.
Terminata la visita, salita la Scala d’Oro del Sansovino, abbiamo poi vagato per le splendide sale del Palazzo, con, tra opere di Paolo Veronese, di Tintoretto e del Tiepolo, fino alla piccola collezione di quadri di Hyeronimous Bosch (sono un fan della pittura fiamminga) e, attraversato il Ponte dei Sospiri, ci siamo ritrovati infine nelle Prigioni Nuove, sicuramente meno ospitali di quelle dei Piombi. Visita a Palazzo Ducale che ho rifatto per la terza volta, ma che consiglio altamente per comprendere appieno la potenza economico-commerciale di cui la città godette fino al XVII secolo.

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Pasta artigianale
Colti dai morsi della fame, dopo un ultimo sguardo all’inconfondibile facciata rosa di Palazzo Ducale con la sua loggia gotica, ci siamo quindi diretti giù per Riva degli Schiavoni dribblando orde di turisti. Giù per Castello fino in Via Garibaldi, dove siamo andati a pranzare da Le Spighe, pastificio bio e gastronomia vegetariana. L’hummus è fenomenale, ma niente male anche lo spezzatino di seitan. Per non parlare dei muffin cacao e kiwi appena sfornati. Ho naturalmente fatto incetta di pasta fresca senza uova, preparata quotidianamente dalla proprietaria, Doriana, disponibile in vari gusti, tra cui curry, spinaci, barbabietola.

memento mori just did the laundry? our daily bread de bello venetianarum capturing emotions the lion of venice

Fasti barocchi
Rifocillati, dopo una breve tappa all’Arsenale e al Sotoportego dei Preti con il suo mattone a forma di cuore, attraversato il Ponte dell’Accademia, giù per Dorsoduro, con breve tappa al Museo degli Strumenti Musicali nella Chiesa di San Maurizio Martire, fino a Ca’ Rezzonico, gioiello del Longhena, e allo splendido Museo del Settecento Veneziano ospitato al suo interno.
Dopo cotanta bellezza, non potevamo naturalmente esimerci da una capatina da Grom, nel vicino Campo San Barnaba. La granita alla mandorla d’Avola è davvero sublime.

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Cena con vista
Riposo e doccia, e poi via di nuovo per la cena. Tavolo prenotato sulla terrazza del ristorante La Piscina, alle Zattere, con un’incomparabile vista su tutta la Giudecca. Servizio impeccabile e cortese, menù vegetariano e vegano con ingredienti locali e di stagione. La serata termina al Margaret Duchamp, nel nostro beneamato Campo Santa Margherita, fulcro di vivaci localini notturni che a noi piacciono assai :-) La notte è giovane, noi un po’ meno, e quindi scoccata la mezzanotte facciamo ritorno a casa.

margaret duchamp

Shopping a Rialto
Domenica mattina, con calma, ci avviamo verso Rialto, per un giro di shopping alla Bottega della Solidarietà, dove la mia carta di credito viene messa a dura prova da polo in cotone equosolidali, CD di musica etnica e ricettari vari. Molto ricca la selezione di tè: il proprietario ne è infatti un appassionato e seleziona personalmente le miscele che poi vende sui suoi scaffali. Il nostro giro per Rialto prosegue poi nello splendido chiostro di San Salvador, che ospita il Telecom Future Centre, per poi concludersi con un frullatone di frutta fresca da Frulalà.

san salvador cloister 20100624_78 il segreto di venezia

Falafel 
Proseguendo per Strada Nova a Cannaregio, ci imbattiamo in un paio di librerie e infine da Lush. Non compriamo però nulla, fa troppo caldo, e l’idea di ritrovarsi con uno dei loro prodotti sciolto nello zaino non è il massimo; peccato, perché a Torino non ci capito mai, è troppo scomodo. Ma ci rifacciamo con gli antipasti vegetariani e i falafel di Gam Gam, tappa ormai fissa dei miei soggiorni lagunari.

steps door eyes wide shut

Tra vizi e virtù
Pomeriggio trascorso vagando senza meta tra le calli di San Polo e Santa Croce, fino al celebre Ponte delle Tette, dove le prostitute della Serenissima stavano a seno nudo (e non solo) per incoraggiare i clienti a godere dei loro servigi, e a cercar di convincere gli omosessuali dell’epoca che anche l’eterosessualità poteva essere interessante ;-) Beh, non proprio senza meta, per la verità, dato che in realtà scopo del nostro giro è Vizio Virtù, una delle migliori botteghe di cioccolato in Europa, con le sue pregiate selezioni di cacao e i suoi arditi accostamenti. Inutile dire che ho fatto incetta di tavolette e frutta ricoperta, senza perdermi neppure il loro gelato artigianale di puro cioccolato fondente (vegan, vegan!). Ma la tavoletta Kamasutra l’ho riservata al prossimo giro :-)

ponte delle tette (tits bridge) vizio virtù chocolate ice cream statue in san polo

Xe tempo da andar…
Ora di tornare alla base, ma non prima di esserci goduti la cena indiana da Ganesh Ji nel suo suggestivo dehors pergolato sul Rio Marin, con barche e gondole che circolano lentamente. I loro pakora sono sempre a regola d’arte, il paratha integrale ripieno di verdure ottimo, così come le porzioni sempre troppo generose.
Per quest’anno sono a posto, il mio diciottesimo soggiorno veneziano è giunto al termine, ma la ricarica venexiana dovrebbe bastarmi fino all’anno prossimo :-)

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La mappa di Venezia del Cucchiaio di Legno

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La ricetta

 

risi e bisi

Risi e bisi

Risotto o minestra? Forse tutti e due, ma io questo piatto lo preferisco più “risotto” e meno “minestra”. Di conseguenza, aumentate il brodo se li preferite più “al cucchiaio”. Uno dei piatti simbolo della città, nel XIX secolo, al grido di “risi, bisi e fragole” (=tricolore) i patrioti veneziani reclamavano la loro italianità contro l’occupazione austriaca. Patrioti che forse ora si staranno rivoltando nella tomba… Ma questa è un’altra storia, purtroppo.
Usate un ottimo riso italiano per risotti: il Vialone Nano secondo me è perfetto per garantire l’onda, così come guai a voi se usate i piselli surgelati al posto di quelli freschi ;-) Le dosi sono per 4 persone.

piselli freschi 1 kilo (circa 500 grammi sgranati)
riso Vialone Nano 200 grammi
cipollotto 1
burro di soia 60 grammi
olio extravergine d’oliva 2 cucchiai
prezzemolo 1 mazzetto
brodo vegetale 1,5 litri
parmigiano vegetale 3 cucchiai
sale marino integrale
pepe nero

Mettete a scaldare il bodo, che dovrà essere bollente.
Sgranate i piselli dal loro guscio e lavateli. Mondate, lavate e tritate il prezzemolo. Mondate e affettate il cipollotto.
In una casseruola capiente, fate sciogliere 30 grammi di burro con l’olio, e rosolate prezzemolo e cipollotto.
Aggiungete i piselli e fate stufare bagnando con qualche cucchiaio di brodo.
Versate il riso, mescolate e versate poco alla volta il brodo mescolando spesso. In 15-18 minuti dovrebbe essere pronto.
Aggiustate di sale, grattugiate il pepe, e unite il resto del burro e il parmigiano vegetale, mescolando bene.
Servite subito.

1 ora

Piaciuto l’articolo? Allora dai un’occhiata anche a:

Il mio giro a Venezia di giugno 2009 (con la ricetta degli zaleti)
Il ristorante ebraico-kosher Gam Gam
Il gelato di Alaska
La mia personalissima versione dei bigoli in salsa



Kitchen

9 04 2010

kitchen, turin

Una piccola gastronomia con tavolini alti dove sedersi per mangiare. Un quartiere multietnico di affascinanti abitazioni ottocentesche, chiese neogotiche e non (tempio valdese e sinagoga a due passi). Colori caldi alle pareti, oggetti di modernariato, lampade anni Settanta. E un bel progetto, portato avanti da un’amica vegan, Chiara, e dai proprietari del locale. Ogni mercoledì sera, aperitivo cruelty-free a prezzi popolari (8 euro + bevande) ma con ingredienti biologici: un ricco buffet che varia ogni settimana, centrifugati di frutta e verdura, pane fatto in casa, una sofficissima focaccia nera, corposi vini piemontesi.

Un ambiente rilassato e rilassante, per permettere, a chi è vegan o vegetariano, di godere di un happy hour senza dover indagare minuziosamente sul contenuto dei vari vassoi, e a chi non lo è, di avvicinarsi e apprezzare piatti gustosi, sani, etici, sazianti ma al contempo leggeri.

kitchen, turin

I progetti futuri potrebbero riguardare anche un’eventuale seconda serata settimanale, oltre a demo e seminari di cucina vegan, e letture teatrali. Una serata quindi altamente consigliata (anche perché si mangia bene e abbondantemente, più che di aperitivo sarebbe corretto parlare di cena), per rilassarsi con gli amici mgari all’uscita dal lavoro, e a cui non mancare se si capita a Torino nel mezzo della settimana o su cui fare affidamento una volta usciti dal cinema (l’aperitivo si protrae fino a tardi).

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E Chiara mi ha anche gentilmente passato le dosi dei piatti proposti settimana scorsa, giusto per darvi un’idea del contenuto dei tre/quattro piatti che abbiamo riempito fino al bordo. Attenzione, le dosi sono quelle per 50-60 persone ;-)

Patè di piselli alla menta
1,7 kg di piselli spezzati; 200g di menta fresca; 3 limoni; shoyu; olio evo

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Zuppa di farro e azuki
1,8 kg di azuki; 2 kg di farro perlato; 600 g di cipolle; 400 g di carote; 300 g di porri; olio evo; shoyu; brodo vegetale

Patè tofumè agli spinaci e pinoli
1,5 kg di tofu affumicato; 350 g di pinoli; 7 spicchi d’aglio; 500 g di spinaci; 300 ml shoyu; olio evo

Insalata di sedano rapa, mele e noci in salsa maio
1,5 kg di sedano rapa; 700 g di mele; 400 g di noci; 6 limoni; 200 ml di shoyu; 200 ml di latte di soia; 400 ml di olio di mais; 100 ml di aceto di mele

Vellutata di carote al curry
5 kg di carote; 800 g di patate; 800 g di cipolle; 5 confezioni di panna di soia; ½ confezione di curry; 150 g di prezzemolo; 200 ml di shoyu; olio evo

Torta di cipolle e olive
5 dischi di pasta sfoglia; 2,3 kg di cipolle; 750 g di olive nere snocciolate; 200 g di salvia; 100 g di origano; 200 g di basilico; olio evo; 100 ml di shoyu

Torta di fiocchi d’avena
3,75 l di succo di mela; 1,25 kg di fiocchi d’avena; 5 limoni; 6 bustine di vaniglia; 10 mele; 250 g di uvetta; 250 g di granella di nocciole

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Kitchen
Via Principe Tommaso 16
Torino
Tel. 347 5354628
kitchen@yahoo.it
Metro: Porta Nuova – Autobus: Pellico
Google Maps

Cucina: gastronomia mediterranea, il mercoledì sera cena vegan a buffet
Orari: mercoledì sera dalle 19.30 alle 24
Prezzi: EUR 8 (tutti i piatti salati senza limite, pane e focaccia); EUR 2 centifugati; EUR 1 dolce.
Piatti vegan: tutto il buffet, composto di solito da almeno sei proposte, insalate miste e dessert.
Cantina: buona scelta di etichette piemontesi (Barbera e Dolcetto).
Note: accessibile ai disabili; cani ben accetti; no carte di credito.

kitchen, turin

Kitchen
Turin, Italy

If you happen to be in Turin on a Wednesday night, don’t miss the vegan buffet dinner at Kitchen, a cosy spot in the multi-cultured, once-so-elegant district of San Salvario, just a few steps from Porta Nuova railway station. At an inexpensive price (10 EUR, more or less), you can enjoy an all-you-can-eat buffet with organic, seasonal products, vegan treats, local red wines, homemade wholemeal bread and some wonderful dark focaccia.
Wheelchair accessible, dogs allowed, no credit cards.

Google Maps

 

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Ad Gallias

20 03 2010

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La Valle d’Aosta è una delle mie regioni preferite: saranno le montagne, saranno i castelli sparsi un po’ ovunque, sarà la natura che regna ancora sovrana, o più prosaicamente il profumo del pane integrale che esce dai forni a legna o quelle delle erbe alpine utilizzate per la distilleria locale, è un luogo affascinante e sempre ricco di sorprese.
E una sorpresa estremamente positiva è stata la cena al ristorante dell’hotel Ad Gallias di Bard, piccolo paese all’imbocco tra la Valle d’Aosta e il Canavese. L’albergo occupa alcune case del borgo antico, situato proprio a ridosso del forte medievale.

Il ristorante, a cui si accede tramite una piccola scalinata in pietra (ma c’è anche la rampa per disabili, naturalmente), si sviluppa in tre piccoli ambienti ricavati dai piani terra di due case (deliziosa la piccola sala circolare con un unico tavolo per quattro commensali), e in cui sono stati mantenuti elementi dell’architettura tradizionale alpina: legno e pietra viva, che si armonizzano perfettamente con lo stile raccolto ed elegante. In inverno esprime il massimo di sé, quando il tepore emanato dal camino centrale e il crepitio della legna sul fuoco predispongono ad assaggiare le delizie in arrivo dalla cucina.

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Ad Gallias propone, oltre al servizio à la carte, anche due distinti menù: uno della “tradizione”, non vegetariano, con prodotti del territorio, e l’altro vegano, normalmente incluso nei pacchetti soggiorno di chi voglia beneficiare di un fine settimana di relax e benessere (all’interno della struttura c’è anche un centro benessere a ridosso dell’antica via romana che conduceva, per l’appunto, alle Gallie).

Nello specifico, dopo aver scelto il vino più adatto dalla ricca carta enologica (un Donnas locale), e aver apprezzato sia l’aperitivo con assaggio di seitan e germogli di soia, sia il nutrito cestino del pane, con grissini, focaccia e panini di varia fattura (tra cui un gustosissimo pane a base di farina di castagne e uvetta) realizzati direttamente da loro, il menù vegano è stato aperto da una quiche di zucca con crema di zucchine e carciofo in pastella (quest’ultimo dolce e succulento).

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A seguire la lasagna vegana tricolore, servita direttamente nella cocotte da forno. Nonostante la porzione fosse abbondante, si è rivelata leggera e ben bilanciata.

Come secondo, la scaloppa di seitan al sesamo con salsa al pepe rosa e verde: morbida e accompagnata alla perfezione da un contorno croccante di radici (carote, rape e barbabietola) appena scottate.

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A degna conclusione della cena, lo strudel di mele profumato alle spezie con salsa di carote e cardamomo: mele speziate avvolte in un fagottino di farina integrale tiepido, impreziosito dalle bacche della spezia orientale e da una crema di panna vegetale e carota, perfetto connubio per un dessert assolutamente in linea con il clima invernale e la località.

Se inoltre è la prima volta che ci andate a cenare, avrete anche la possibilità di visitare alcune delle camere di questo splendido ritiro montano, che affacciano sul forte illuminato. Il servizio, già molto curato, si arricchisce di aneddoti e di particolari sulla struttura alberghiera. Un grazie particolare a Gianluca, il concierge che ci ha permesso di dare un’occhiata anche alla piccola spa dell’hotel.

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Il mio giudizio è stato talmente positivo che ci sono tornato un mese dopo, e le mie aspettative sono state nuovamente confermate grazie a un nuovo menù (che cambia mensilmente) sempre molto attento alla combinazione di sapori e colori, e cucinato naturalmente alla perfezione. Sono davvero contento che anche in Italia la ristorazione vegan si stia arricchendo di locali che, al di là dell’imprescindibile valenza etica e salutistica, presentino una cucina cruelty-free in grado di rivaleggiare, se non di superare, le tradizionali proposte a base di prodotti di origine animale. Davvero bravi, indubbiamente un posto che mi sento di consigliare senza indugi a chi decida di soggiornare in questa incantevole regione.

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Ad Gallias
Via Vittorio Emanuele II
11020 Bard (AO)
Tel. 0125 809878
http://www.hoteladgallias.it/
Google Maps

Cucina: valdostana, piemontese, alpina; vegana.
- carne/pesce:
- uova:
- latticini:
Orari: gio-mar pranzo-cena, chiuso il mercoledì.
Prezzi: EUR 40 il menù vegano di quattro portate.
Piatti vegan: sempre disponibili almeno un antipasto, un primo, un secondo e un dessert completamente vegetali, anche alla carta.
Cantina: molto ricca, con ottima selezioni di vini valdostani e piemontesi.
Note: accessibile ai disabili; cani di piccola taglia accetti; carte di credito; si parla anche inglese e francese; possibilità di soggiornare nella struttura dell’albergo, con pacchetti benessere con menù vegano incluso.

English abstract
Nested in the small medieval Alpine village of Bard, in Valle d’Aosta, Hotel Restaurant Ad Gallias offers a gourmet class service with a full vegan menu (EUR 40). Rich wine list with local, Italian and French wines.
Restaurant is open lunch and dinnertime from Thursday to Tuesday.
Italian, English and French spoken, wheelchair accessible, credit cards accepted, small dogs are welcome.



Gam Gam

3 11 2009

gam gam, venice

Ebbene sì, li ho contati… Sono 32 30, i locali e i ristoranti provati nell’ultimo anno e di cui vorrei parlarvi. Una miriade, considerati anche i tempi stretti che posso dedicare al blog, e al fatto che si tratta pur sempre di uno spazio dedicato alla cucina. I miei quattro lettori dovranno quindi mettersi un po’ il cuore in pace e accettare il fatto di doversi sorbire un po’ più spesso foto e recensioni, e di vedere un po’ meno ricette da qui a qualche mese. Nel frattempo, cari i miei lettori, tranquillizzatevi, ho appena scoperto che due di questi trentadue ristoranti hanno chiuso i battenti (ahimè, Il Girasole di Milano e, doppio ahimè, lo squisito Maman Terrace di Osaka, uno dei migliori templi della cucina macrobiotica e vegan del globo… Ma giungono voci di una riapertura – sto tenendo le dita incrociate…).

Ne approfitto questa volta per parlarvi di un locale a cui ho già accennato in più e più occasioni. Si tratta di Gam Gam, ristorante kosher nel Ghetto ebraico di Venezia, sempre molto affollato, soprattutto da americani e israeliani, per ovvie ragioni. Per chi non lo sapesse, kosher designa quegli alimenti conformi alle regole alimentari (casherut) dell’ebraismo, tra cui una delle più importanti è la netta separazione tra carne (besarì) e latticini (halavì), che non possono essere consumati, né cucinati insieme o con gli stessi utensili. Questo può essere d’aiuto per chi è vegetariano e parzialmente per chi è vegan: i ristoranti, i bar, le panetterie kosher infatti possono specializzarsi esclusivamente o in un alimento o nell’altro. Gam Gam cucina carne, e quindi potete essere sicuri che latte, burro e formaggi saranno assenti dai piatti vegetariani che propone (ma non necessariamente le uova). Per chi è vegetariano è d’altro canto molto semplice muoversi in Israele, dove la gran parte dei ristoranti sono specializzati in halavì.

Gam Gam offre una cucina a base di piatti tipici ebraici e mediorientali, tra cui spicca il loro cremosissimo hummus, e proposte legate alla tradizione culinaria veneziana e giudaico-veneziana, come le melanzane del ghetto e i fondi di carciofo. Il servizio è veloce e abbastanza curato, tenendo conto che non mi è mai capitato di trovare il ristorante poco affollato. Proprio per questa ragione consiglio di prenotare in anticipo, soprattutto per accaparrarsi i tavoli lungo le fondamenta del Canale di Cannaregio, dove è piacevolissimo pranzare o cenare d’estate.

gam gam, venice

Un neo del ristorante è purtroppo l’assenza di dolci vegan, dato che contengono tutti uova. Poco male: non li rimpiangerete, dopo esservi strafogati di antipasti vegetariani misti e di falafel (che tra l’altro potrete acquistare e consumare strada facendo, dato che il ristorante propone anche la vendita delle gustose polpette come street food).

gam gam, venice

Gam Gam
Sottoportico di Ghetto Vecchio/Fondamenta di Cannaregio
Cannaregio 1123
30100 Venezia
Tel. 041 5231495
Vaporetto: Guglie
Google Maps

Cucina: kosher senza latticini, ebraica, giudaico-veneziana, anche vegetariana e vegan
Orari: ven 12.15-15.15, sab 19.30-22, dom-gio 12-22 
Prezzi: EUR 20-25 senza vino
Specialità vegan: antipasti vegetariani misti, falafel, baba ganoush, hummus, hummus con funghi, couscous con verdure, melanzane del ghetto, fondi di carciofo, grigliate di verdure; vini kosher israeliani
Note: anche falafel bar take-away. Consigliabile la prenotazione. Non accetta carte di credito.
Altre recensioni: Happy Cow

Visualizza gam gam, venezia

Visualizza l’album completo di Gam Gam



La Locanda dei Sapori

1 11 2009

la locanda dei sapori, alessandria

Uno degli aspetti che prediligo maggiormente quando viaggio è naturalmente quello di provare ristoranti e specialità del posto, elemento  imprescindibile per vivere appieno la realtà del luogo. A volte mi sposto anche solo semplicemente per provare un indirizzo consigliatomi o di cui ho sentito parlare o ho letto. Ed è questo il caso della mia ultima “missione” su Alessandria, dettata dalla curiosità di provare questo ristorante-pizzeria che si vanta di poter soddisfare esigenze alimentari diverse, garantendo con una ricca scelta anche le necessità chi ha ha scelto di non consumare nessun prodotto di derivazione animale.

Elemento importante è anche l’attenzione rivolta a chi soffre di intolleranze alimentare di vario tipo, in particolare per chi è affetto da celiachia.  L’attenzione dimostrata al cliente è anche esemplificata dal fatto che il locale sia perfettamente accessibile ai disabili, con accessi, porte e bagni perfettamente in regola.

Il locale, affollatissimo (per fortuna avevamo prenotato), propone piatti cucinati con ingredienti freschissimi. Pasta e dolci sono fatti in casa, e la polenta è quella vera di farina di mais cotta a lungo. Il servizio è attento e veloce, il personale molto cortese.

la locanda dei sapori, alessandria

Per quanto riguarda l’esperienza culinaria vera e propria, a un pasticcio di verdura sono seguite interessanti proposte di piatti unici: generose porzioni di polenta con funghi porcini e salsa verde, e di ravioli fatti in casa con ripieno di brasato di seitan e conditi con pomodoro fresco ci hanno permesso di apprezzare la cucina semplice e casalinga.
Morbidissima anche la farinata che abbiamo assaggiato, e che quasi ci ha impedito di arrivare ai dessert. E qui va il mio complimento personale: la lista dei dolci vegan è ampia e variegata, tanto da far addirittura impallidire dalla vergogna diversi ristoranti vegetariani che spesso propongono una sola opzione senza latticini e uova (e a volte neppure quella…). Protagonista indiscusso il cacao, sia in una torta di cioccolato con crema di pesche, che in una crema di riso e cacao accompagnata da fettine di pera.

Ho avuto modo di parlare con la titolare, Rosetta, da cui traspare anche la grande passione per il suo lavoro, e che mi ha detto che sono ormai tre anni che propongono piatti vegani con successo.
Sicuramente un bel connubio tra ristorazione tradizionale e richieste più particolari, con un eccellente rapporto tra qualità e prezzo.

Visualizza locanda dei sapori, alessandria

Visualizza l’album completo della Locanda dei Sapori

La Locanda dei Sapori
Via Giuseppe Verdi 38
15100 Alessandria
Tel. 0131 288141
Google Maps

Cucina: cucina italiana, piemontese e ligure, pizzeria, con piatti anche vegetariani e vegan, cucina per intolleranze varie
Orari: mar-dom pranzo e cena
Prezzi: EUR 20 senza vino
Specialità vegan: antipasto di cipolline e olive, pasticcio di verdure, polenta con funghi porcini o seitan, ravioli al brasato di seitan, farinata, pizza vegetariana anche di kamut, pasta di mais; torta di cioccolato con crema di pesche, crema di cioccolato e riso con frutta fresca o cotta, crostate, salame di cioccolato; birre biologiche.
Note: accessibile ai disabili; conviene prenotare perché sempre affollato.
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Il Pomo d’Oro

30 08 2009

il pomo d'oro, angrogna da te.

Se vi capitasse di girare per le Valli Valdesi del Piemonte, uno dei luoghi più interessanti e suggestivi della provincia di Torino, vi consiglio caldamente di fermarvi, volendo anche a dormire, presso la locanda Il Pomo d’Oro, situata nel piccolo paese montano di Angrogna, a pochi chilometri dal centro della comunità valdese italiana, Torre Pellice (e a circa 60 km da Torino).

il pomo d'oro, angrogna da te.

Il Pomo d’Oro propone un menù a prezzo fisso con specialità del territorio, quasi sempre bio. Il menù vegetariano è sempre disponibile, mentre dovrete prenotare in anticipo (anche il giorno stesso) il pasto in versione vegan.

il pomo d'oro, angrogna da te.

Si tratta di un locale minuscolo ma accogliente, dove verrete sempre accolti con un sorriso e con ottimo cibo. D’autunno e d’inverno potrete gustare le loro specialità al tepore della stufa a legna, che riscalda la piccola sala da pranzo (e divertirsi a ravvivare il fuoco buttando i ceppi strategicamente posizionati accanto), mentre in estate è piacevole cenare al fresco della veranda esterna che affaccia direttamente sui boschi che circondano il paese.

il pomo d'oro, angrogra da te.

Per quanto riguarda il menù in versione vegan, si inizia solitamente con un tris di antipasti, costituito da conserve di verdure fatte in casa di tradizione piemontese, o saltate in padella.

il pomo d'oro, angrogna da te.

Seguono pasta o cereali con verdure di stagione (come gli ottimi strozzapreti al pesto di olive e pomodoro fresco, gustati durante la mia ultima visita di fine luglio), mentre per secondo un corroborante piatto di legumi misti con verdure cucinate a regola d’arte.

il pomo d'oro, angrogna da te.

D’obbligo terminare il pasto con uno dei sorbetti realizzati in casa e con frutta sempre di stagione: ottimo quello invernale di mele, eccezionali quelli estivi di frutti di bosco (in foto, a base di mirtilli e more).

il pomo d'oro, angrogna da te.

Da provare anche i vini bio piemontesi ma soprattutto, se capitate in stagione, il sidro di mele realizzato da loro utilizzando i cultivar del Pinerolese e della Val Pellice.
E se siete troppo pieni per far ritorno a valle, perché non fermarsi a dormire e godere del silenzio di questo suggestivo paesino che fu, tra l’altro, tra i primi e principali centri d’irradiazione del protestantesimo in Italia? Tutt’ora ospita quattro templi valdesi, fra i più importanti della Val Pellice, e offre la possibilità di rigeneranti passeggiate nei boschi.

angrogna da te.

Il Pomo d’Oro
Piazza Roma 3
10060 Angrogna (TO)
Tel. 0121 944302
Google Maps

Cucina: tradizionale piemontese e occitana (con carne e pesce), vegetariana - vegan su richiesta
Orari: pranzo e cena, da mercoledì a lunedì
Prezzi: EUR 20 menù fisso, bevande escluse
Specialità vegan: giardiniera piemontese, antipasti di verdure, focacce, paste e cereali con verdure di stagione, legumi, contorni di verdure, patate arrosto, sorbetti; sidro artigianale, vini rossi bio; infusi di erbe delle valli piemontesi.
Note: d’obbligo la prenotazione del menù vegan (ma riescono comunque a proporre valide alternative anche senza preavviso); cani di piccola taglia ben accetti; il bar vende prodotti del commercio equo-solidale.
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Alaska Gelateria

27 08 2009

alaska gelateria, venice da te.

Alaska Gelateria è una piccola realtà artigianale nel sestiere di Santa Croce, a due passi dalla stazione ferroviaria di Santa Lucia. Carlo Pistacchi, il proprietario nonché artefice degli entusiasmanti gelati che offre, mi ha spiegato che tutti i gusti senza latte e senza uova vengono realizzati separatamente dagli altri, in macchinari diversi.

queuing for icecream da te.

Carlo conosce bene le esigenze di chi è vegan, e saprà anche consigliarvi sugli abbinamenti più consoni. Sebbene non utilizzi latte vegetale come base, metà della sua produzione è vegan: non solo gusti a base di frutta, ma anche a base di verdura (sì, verdura!) e spezie (tutta la fila di fronte che vedete nella foto qui sotto è composta da gelati senza derivati animali).

vegan flavours da te.

Gli ingredienti seguono il ritmo delle stagioni e provengono dalla laguna veneta; a volte si tratta anche di prodotti bio, come ad esempio il cacao boliviano utilizzato per la sua splendida granita al cioccolato (da abbinare con quella alla pesca). Gli unici altri ingredienti utilizzati sono acqua, zucchero e farina di carrube per addensare.

carlo da te.

Gelati provati? Un sorprendente arancia e rucola, un corroborante cannella, un pungente zenzero. Ma c’è veramente l’imbarazzo della scelta, e i gusti alle verdure sono molto delicati. Qualora non vi andasse il gelato, puntate sulle granite, che vengono sapientemente accompagnate da foglie di basilico fresco.

ginger icecream da te.

Alaska Gelateria
Calle Larga dei Bari, Santa Croce 1159
30135 Venezia
Tel. 041 715211 
Vaporetto: Riva de Biasio
Google Maps

Cucina: gelateria
Orari: 10-23, tutti i giorni, da Pasqua all’11 novembre
Prezzi: EUR 1,60 - 3 coppette e granite - i coni potrebbero non essere vegan
Specialità vegan: gelato d’arancia, arancia e rucola, cannella, pera, limone, zenzero, finocchio, menta, carciofo, basilico, radicchio di Chioggia, cipolla rossa, sedano; granite di melone, fragola, pesca, limone, cacao.
Note: dite di essere vegan, verrete consigliati sulle scelte migliori.

lick it! ;-) da te.



Venezia

1 08 2009

grand canal da te.

Io non tralasciarei per cosa del mondo di veder quella tanto celebre e inclita Città di Venetia, la qual da molti vien detta l’impossibile nell’impossibile.
(
John Florio, Second Fruits, 1591)

bottled window da te.

Tra le varie novità annunciate pochi giorni fa, la prima e più consistente riguarda la presentazione dei miei appunti di viaggio in modo tale che possano risultare di stimolo, aiuto o curiosità ad altri lettori e viaggiatori. Mi piace molto condividere le mie impressioni, le mie esperienze e fornire eventuali suggerimenti, con un occhio particolare verso i viaggiatori veg*ani, e nel contempo ricevere consigli e impressioni. Il tutto sperimentando anche una ricetta tipica del luogo (e ci mancherebbe altro, è pur sempre un blog di cucina, no?!). Ed ecco cne nascono così le mini veg-guide del Cucchiaio di Legno ;-)

Inauguro la “rubrica” con il mio recentissimo soggiorno nella città lagunare a fine giugno. Solitamente vado a “venexianarme” una volta l’anno, e di solito sempre tra maggio e giugno, ma questa volta ho posticipato in modo da approfittare sia della Biennale d’Arte che di quella della Danza.

venice biennale da te.

Da vedere

Come già detto, scopo principale della mia quattro giorni veneziana di fine giugno è stato quello di visitare la Biennale d’Arte, una delle massime manifestazioni a livello mondiale di arte contemporanea. Il bello è che le opere non sono esposte solamente nei due spazi preposti dell’Arsenale e dei Giardini, ma è l’intera città a essere disseminata di mostre ed esposizioni. La grande novità di quest’anno è il rinnovato Padiglione Italia, con una miriade di giovani artisti piemontesi. Di sicuro interesse anche la struttura stessa dell’Arsenale, la darsena di origine medievale fulcro della vita militare e commerciale della Serenissima, tutt’ora utilizzato dalla Marina Italiana.

st. mark's basilica da te.

Ogni volta che vado a Venezia, cerco di non mancare mai di entrare, anche per poco, all’interno della Basilica di San Marco, uno dei gioielli per eccellenza della città. Il mio consiglio è quello di saltare la coda prenotando sul sito Internet della Basilica (l’ingresso è gratuito), e godere subito dello stile cosmopolita della chiesa, che accosta a una pianta a croce greca cupole a cipolla, archi gotici e pavimenti in marmi policromi. Pagherete invece, ma ne vale la pena, per ammirare da vicino la Pala d’Oro, splendido capolavoro di oreficeria arrivato dritto da Bisanzio, il Tesoro, e per salire le ripidissime scale che vi condurranno alla Loggia dei Cavalli, con splendide viste su Piazza San Marco.

Sempre su Piazza San Marco, suggerisco di scarpinare su fino al tetto della Torre dell’Orologio, restaurata di recente, e a cui si accede esclusivamente tramite visite guidate, per godersi la splendida vista sul bacino di San Marco e l’isola di San Giorgio Maggiore.

grand canal da te.

Altro caposaldo delle mie visite veneziane è sempre il giro del Canal Grande sulla linea n. 1 del vaporetto (prima o poi farò il classico turista e me lo godrò da una gondola). “La via più bella del mondo, con le case più belle”, come scriveva Philippe de Commines nel XV secolo. Salite quindi sul vaporetto dalla Stazione fino all’Arsenale, e avrete la possibilità di ammirare dall’esterno alcuni degli edifici più sontuosi di Venezia: da Ca’ Vendramin Calergi a Ca’ Pesaro, dalla Ca’ d’Oro al Ponte di Rialto, da Ca’ Rezzonico a Palazzo Grassi, passando sotto il Ponte dell’Accademia, e giù ancora fino alla Chiesa di Santa Maria della Salute e a Piazza San Marco.

In particolare la splendida Ca’ d’Oro, sul Canal Grande, palazzo del XV secolo originariamente ricoperto da una lamina d’oro, ospita la pregevole collezione di arte rinascimentale della Galleria Franchetti, tra cui spiccano opere di Andrea Mantegna (San Sebastiano), Pietro Lombardo, Vittore Carpaccio, Antoon Van Dyck, Luca Signorelli, Tintoretto, Tiepolo, Guardi, oltre a una buona selezione di pittura rinascimentale toscana, fiamminga e di arazzi fiamminghi. Da ammirare anche il bellissimo pavimento del cortile in mosaico di marmo: il barone Franchetti, mecenate di origine torinese, scelse infatti appositamente le varietà di marmo utilizzate nell’antica Roma e a Torcello.

jewish museum da te.

Uno dei luoghi che personalmente reputo più suggestivi di Venezia è Campo del Ghetto Nuovo, spazio asimmetrico cuore della comunità ebraica. Sul campo si affaccia il Museo Ebraico di Venezia, che propone la visita guidata ad alcune delle sinagoghe del Ghetto: solitamente si visitano due sinagoghe di rito ashkenazita (Schola Italiana, Tedesca, Canton) e una di rito spagnolo (Levantina d’inverno e Spagnola d’estate, entrambe opera di Baldassare Longhena). Interessantissima anche la ricca libreria all’interno, dedicata interamente al mondo ebraico.

mask da te.

Shopping

Non si può non acquistare del vetro a Venezia, ma bisogna fare attenzione che sia stato effettivamente prodotto in città e non in Cina. Un buon indirizzo dove fare acquisti e regali è Arte Vetro Murano, negozio che vende bigiotteria e oggettistica di giovani designer veneziani.

Se volete invece fare incetta di abbigliamento vegan in cotone e canapa, o di acquistare originali tracolle in tessuto, il posto giusto è El Canapon, dove è possibile informarsi anche su spettacoli e concerti in Venezia e Padova.

Per un giro in libreria, perdetevi come me fra i ricettari e i libri su Venezia della Libreria Studium, a due passi da Piazza San Marco. Il personale è estremamente competente e gentile.

Oltre alle classiche maschere artigianali, Oltreconfine propone modelli fantasy (come quelli ispirati a Nightmare Before Christmas) in carta pesta, realizzati artigianalmente dal proprietario stesso.

venetian cats (& a lizard) da te.

Pasti

Uno dei grandi interrogativi che mi pongo è come sia possibile che a Venezia non esista un solo ristorante vegetariano. Centro culturale e politico-amministrativo del Nord-est, città turistica e universitaria, Venezia rimane sprovvista di un luogo esclusivamente vegetariano.

Ciò non toglie che è comunque possibile mangiare molto bene e con tranquillità, soprattutto nella popolarissima (soprattutto tra i veneziani) Osteria La Zucca, dove il personale, attento e gentilissimo, conosce bene le esigenze di un vegan ed è in grado di offrire un menù completo cruelty-free.

Un altro interessante indirizzo è il ristorante kosher Gam Gam, che propone piatti della tradizione ebraica e giudaico-veneziana. Potrete sedervi d’estate lungo il canale di Cannaregio e provare gli antipasti misti vegetariani, o semplicemente acquistare dei falafel da asporto.

Se avete voglia di una pizza, consiglio Il Réfolo, più che altro per la sua splendida posizione (d’estate si cena in un campo su un piccolo canale a ridosso della Chiesa di San Giacomo dell’Orio): ordinate la pizza ortolana, facendo togliere la mozzarella ma integrandola con una spolverata di noci tritate.

campo del ghetto nuovo da te.

Non può naturalmente mancare un buon gelato, vegan ovviamente. Da provare quelli alla banana, ai frutti di bosco, all’ananas o al prosecco di Valdobbiadene della Gelateria San Stae, e quelli originalissimi di Alaska Gelateria, con gusti senza latte quali zenzero, arancia e rucola, cannella, finocchio, menta, pera, cipolla rossa, radicchio di Chioggia e altri, sempre secondo la stagionalità della materia prima, oppure le granite, come quella al cacao boliviano equo-solidale.

caffè florian da te.

Divertimenti

In Piazza San Marco sarebbe un peccato perdersi la vista offerta dal Caffè Florian, una vera e propria istituzione, inaugurata nel 1720, dove verrete serviti da professionalissimi camerieri in smoking, ascoltando l’orchestra che alterna musica classica a ritmi jazz.

Se capitate nel periodo della Biennale della Danza, non perdete gli spettacoli di balletto contemporanea al Teatro Piccolo Arsenale.

Inclini al rischio? Allora fate un salto al Casinò di Venezia, la casa da gioco più antica del mondo, attiva dal 1638 e ospitato sul Canal Grande in Ca’ Vendramin Calergi (che fu anche la residenza di Richard Wagner, di cui è possibile visitare la camera da letto).

sotoportego dei preti da te.

Curiosità

Girando per il sestiere di Castello, non lontano da Piazza San Marco, è possibile imbattersi nel Sotoportego dei Preti (laterale rispetto a Salizzada del Pignater), sotto il cui arco si nasconde un mattone a forma di cuore: sembrerebbe che le coppie che lo toccano insieme si ameranno per sempre. Tentar non nuoce!

alley, canal & bridge da te.

La ricetta, infine…

Come recita l’Artusi: “Signore mamme, trastullate i vostri bambini con questi gialletti, ma avvertite di non assaggiarli se non volete sentirli piangere per caso molto probabile che a loro tocchi la minor parte“. Ed ecco la ricetta degli…

zaleti da te.

Zaleti
Tra i dolci tipici veneziani, gli zaleti (gialletti in veneziano), devono il loro nome alla farina di mais con cui vengono preparati. Ho naturalmente apportato alcune modifiche alla ricetta originale, e ho sostituito le uova con del No-Egg. Lo zucchero integrale che ho utilizzato è il Dulcita, in quantità tale da non coprire il sapore degli altri ingredienti. Il risultato è stato eccellente. Le dosi sono per 36 biscotti grandi.

Ingredienti
farina 0 340 g
farina di mais fioretto 340 g
burro di soia 250 g
zucchero integrale 250 g
uvetta 250 g
sostituto vegano delle uova (No-Egg) 15 g
acqua 70 ml
sale marino integrale 1 pizzico
zucchero di canna a velo vanigliato 5 cucchiaini

Mettete a bagno l’uvetta in un po’ d’acqua calda per una decina di minuti. Mescolate burro, zucchero e sale insieme. Sciogliete il No-Egg nell’acqua e versatelo nel composto di burro e zucchero. Mescolate bene. Aggiungete le farine e l’uvetta strizzata, mescolate fino a quando l’impasto sarà solido e uniforme. Mettete a riposare in frigorifero per mezz’ora.
Accendete quindi il forno a 180°.
Preparate i singoli biscotti, formando dei rotolini con l’impasto, tagliandoli a pezzi, e dando loro la forma allungata caratteristica. Cuocere in forno a 160° per 15′ su una placca ricoperta di carta da forno.
Estrarre dal forno e, ancora caldi, cospargerli di zucchero a velo.

Preparazione: 35′ + 30′ di riposo

zaleti da te.

a classic view da te.

sotoportego da te.

chatting on the phone da te.

evading tree da te.

La mappa di Venezia del Cucchiaio di Legno



Lifegate Café

15 06 2009

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Al Lifegate Café sono stato circa un anno fa, in occasione di un pomeriggio milanese dedicato alla Pinacoteca di Brera. Era da un po’ che volevo provare questo ristorante, legato a tutto il progetto LifeGate.
Personalmente sono diventato vegan per questioni animaliste, e solo dopo, documentandomi, ho poi scoperto anche le implicazioni ambientali dell’industria carnea. Immaginavo quindi che il Lifegate Café fosse un locale che, sulla base di quanto professa, offrisse una ricca e interessante offerta di piatti vegetali, pur sapendo che anche carne e pesce erano presenti.
Con mia (somma?) sorpresa mi sono invece trovato di fronte a un menù essenzialmente inclinato su carne (la fiorentina?!) e pesce, con relativamente poche opzioni vegetali (per carità, tre secondi diversi a base di seitan, ma contro una decina di piatti di carni rosse e bianche e di pesce). E meno male che sono ambientalisti ;-)
 

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Per quanto riguarda nello specifico la cucina, non l’ho trovata particolarmente entusiasmante. Niente di originale a livello di proposte veg, come potete vedere anche dal menù, e nessuna particolare cura nella presentazione dei piatti. Sulla qualità del cibo nulla da eccepire, sia ben chiaro: i prodotti sono tutti bio e si sente.

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L’ambiente è piacevole, arredato con cura su tonalità neutre, con (com’è tradizione in molti locali del genere), grandi lavagne in ardesia con l’indicazione del “credo” del locale e di alcune delle loro proposte, tavoli e sedie in legno naturale, e opere d’arte alle pareti.
Altro punto sicuramente a favore è l’apertura di domenica, sia a pranzo che a cena, dato che di ristoranti aperti a Milano di domenica sera non ce n’è poi tanti.
Da provare? Magari sì, soprattutto se dovete mettere d’accordo amici onnivori poco inclini alle gioie della cucina veg. Almeno non dovrete scervellarvi per capire se quegl’inquietanti relitti che fanno capolino nella pasta e fagioli sono pezzetti di salsiccia.

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Lifegate Café
via della Commenda 43
20122 Milano
Tel. 02 5450765
Metro: Crocetta
Google Maps

Cucina: biologica, italiana, mediterranea - anche vegetariana e vegan
Orari: 12-15 e 20-23, chiuso il martedì
Prezzi: EUR 25-30
Specialità: tofu grigliato con battuto di verza stufata e salsa di soia; couscous vegetariano alla mediterranea; zuppa del giorno; burger e crocchette di seitan alla “Ernesto” con germogli di soia; bocconcini di tofu e seitan saltati in padella; insalatona vegetariana con tofu, mandorle e germogli di soia; insalate miste. Birre bio, artigianali e di quinoa; succhi di frutta, spremute, centrifugati; latti vegetali; bevande bio.
Note: seggioloni per bambini; cani bene accetti (disponibili cuscinoni); il locale dovrebbe inoltre essere accessibile ai disabili (ma non i bagni).
Altre recensioni: VeganHome

Some info in English…

The Lifegate Café is a vegan-friendly organic restaurant in Milan. It belongs to the Lifegate platform, a network that aims at promoting a new economic model where profit, environmental safeguard and care for social issues can coexist. They have a radio broadcasting all over Italy, a website, a magazine, and a restaurant.
Well, what to say about the restaurant? I must admit I was somehow disappointed. Not because of the (all-organic) food, but for their odd sense of environmentalism… Their menu is in fact filled with meat and fish dishes, and vegan options are just a few. OK, you can choose among three different seitan main courses, but you would expect more vegetarian and vegan options than meat-based meals in a restaurant claiming itself a “zero impact” place.
Anyway, it’s a good spot if you are in Milan with meat eaters, so you don’t have to struggle to get a decent vegan meal or argue about the restaurant to go! The atmosphere is laid back, and the food is quite good. In addition, it’s one of the few restaurants in Milan open on Sundays, when the city doesn’t really seem the bustling economic and financial centre of the boot!

Lifegate Café
via della Commenda 43
20122 Milano
Tel. +39 02 5450765
Metro: Crocetta
Google Maps

Cuisine: organic, Italian, Mediterranean - not 100% vegetarian, vegan-friendly
Opening times: 12 am-3 pm & 8 pm-11 pm, closed on Tuesdays
Prices: EUR 25-30 (GBP 21-25, USD 35-40)
Main dishes: grilled tofu with cabbage stew and soy sauce; Mediterranean-style veg couscous; soup of the day; “Ernesto”-style seitan burgers and nuggets with soy sprouts; sauteed seitan and tofu titbits;  veg salad with tofu, almonds and soy sprouts; mixed salads. Organic brewed beers, quinoa beer; fresh fruit juices, squeezes and smoothies; vegetable-based milk; organic soft drinks.  
Notes: high chairs for babies; dogs are welcome (cushions available); wheelchair accessible (but not the toilets). Menu is just in Italian, but staff should speak English, too.






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