Le Speakeasy

4 07 2010

le speakeasy, nice

Qui a Pechino è domenica notte, sono in albergo, ho sbrigato le mail di lavoro e quelle personali (non tutte, chi attende una mia risposta abbia ancora un attimo di pazienza, che prima o poi rispondo!) e, dato che non voglio mettermi a parlare (male? bene?) della Cina (sono qui da dieci giorni, ma torno nel Belpaese dopodomani), vi propinerò invece un locale di cui non si può parlare che bene, dato che è assolutamente bizzarro, ma che consiglio caldamente  se capitate in Costa Azzurra. Si tratta dello Speakeasy, un minuscolo ristorantino di Nizza gestito da una professoressa di San Francisco emigrata anni orsono in Francia (prima a Parigi, poi, attratta dal sole e dal calore mediterranei, sulla Riviera).

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Il locale, uno stretto corridoio, sembra più il negozio di un vecchio rigattiere che una trattoria. Scritte animaliste sui muri, ritagli di giornali e campagne animaliste, vecchi mobili in legno (molto belli), centrini in pizzo, se poi ci unite la proprietaria sulla sessantina, californiana femminista e animalista con treccia argentea, che volteggia tra i tavoli riempiendovi il piatto di cibo, capirete che bizzarro è il minimo che si possa dire, abituati come siamo qui in Italia a ristoranti-veg-ma-non-(troppo)-animalisti-che-se-no-la-gente-scappa.

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Ma intrattenersi con lei a parlare è un vero piacere, dato che è poco comune incontrare gente di una certa età così combattiva ed energica (amica di Hans Ruesch, all’epoca, due anni fa, stava lottando con il gioielliere di fianco che voleva farla sloggiare per ingrandire l’attività). Così come è un vero piacere la sua cucina, a metà tra salutismo (quasi tutto è bio, e non usa zucchero e margarina nei dolci) e rischio d’indigestione (sarebbe un eufemismo definire abbondanti le sue porzioni), tanto più che la signora è propensa a riempirvi i piatti un’altra volta. E poi, quelle olive nell’insalatiera di legno, come fare a non resistere? Insomma, sembra quasi di essere nell’antro della strega di Hänsel e Gretel, con l’eccezione che, dopo avervi fatti ingrassare con pasticci di verdure e patate, bisteccone di seitan, taboulé di quinoa, muffin, crostate e tortine di cereali con marmellata di fichi, al massimo vi chiederà di firmare qualche petizione animalista (e peggio per voi se non lo farete e finirete nel forno, non dite che non vi avevo avvertito). 

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Avrei però un’ultima (e unica) obiezione: ma qualcuno sa spiegarmi come mai Oltralpe si ostinano sempre a spacciare i budini della Provamel come ricercati dessert al cucchiaio dall’altisonante nome di “crème de soja”? Ma è sempre e solo un budino confezionato (buono, per carità) versato dentro una coppetta di vetro ;-)

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Le Speakeasy
7, Rue Lamartine
06000 Nice
Tel. +33 (0)4 93 85 59 50
Tram: Jean Médecin (linea 1)
Google Maps

Cucina: mediterranea, vegana
- carne/pesce: no
- latticini: no
- uova: no
Orari: lun-ven 12-14.30 e 19-21.15, sab (solo estate) 19-21.15.
Prezzi: antipasto, piatto principale e dessert sui 12-15 EUR.
Piatti vegan: tutto è vegan e quasi tutto bio, i dolci sono senza zucchero e margarina. Insalate miste con germoglio, pasticci e tortini, torte salate, insalate di cereali e verdure, seitan, tofu, legumi; muffin, tortine di marmellata, crostate, budini di soia.
Note: il locale è accessibile ai disabili (tranne il bagno). Animali bene accetti. Non è possibile pagare con carta di credito. Fa anche da take-away. Lingue parlate: francese e inglese.
Altre recensioni: Happy Cow

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L’Éléphant Bleu ad Antibes

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L’Eléphant Bleu

11 01 2009

Antibes è una delle località di villeggiatura più famose della Costa Azzurra. Situata sul lato opposto della nizzarda Baie des Anges, vanta belle spiagge sabbiose, bastioni settecenteschi arroccati sul mare e una pittoresca zona vecchia. Amata da numerosi pittori, come Pablo Picasso e Max Ernst, vanta l’interessantissimo Musée Picasso, ospitato all’interno del medievale Château Grimaldi, abbarbicato sul mare in posizione estremamente scenografica.

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Se vi capita perciò di visitare la cittadina, un buon indirizzo dove fermarsi a cenare è L’Eléphant Bleu, ristorante asiatico, specializzato in cucina cinese, thailandese e vietnamita. Si trova in una delle strade pedonali più piacevoli di Antibes, e cenare nel dehors, nel fresco delle sere estive, è particolarmente piacevole.

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Ma ancora più piacevole sapere che il ristorante offre un’ampia scelta di piatti vegani, tra cui un buon menù vegetariano che è praticamente 100% vegetale (chiedete comunque sempre conferma, potrebbe usare saltuariamente delle uova), che si aggira su circa 20 €.

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Il menù prevede diverse opzioni, tra cui, per cominciare, degli ottimi involtini primavera fatti a mano (non quelli di produzione industriale che normalmente si trovano nei ristoranti cinesi italiani).

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A seguire, tra gli altri, un piatto thailandese a base di tofu e verdure saltate, con accompagnamento di riso bianco, il tutto innaffiato da ottimo tè verde.

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L’Eléphant Bleu
28, Boulevard d’Aguillon
Antibes
tel. +33 (0)4 93 34 28 80

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Un week-end sur la Côte…

25 03 2007

Sono ancora vivo, anche se è più di una settimana che non scrivo sul blog… Ho appena cambiato lavoro, e quindi sono stato un po’ preso dalle novità. Avendo appena scaricato le foto fatte circa un mese fa durante un fine settimana passato a Nizza, vi tocca ora leggervi il resoconto!Mangiare vegan in Francia non è fra le imprese più facili, formaggi e burro sono in agguato ovunque ;-) Per fortuna in Costa Azzurra e in Provenza è l’olio d’oliva a farla da padrone nei condimenti, quindi si può stare un po’ più sul sicuro!
Data anche la vicinanza con Torino, sono stato molte volte a Nizza, una città che mi piace molto, soprattutto per il suo clima, e che ho spesso utilizzato come base per visitare gli splendidi paesaggi che rendono la Costa Azzurra celebre in tutto il mondo.

Nizza non offre una grossa scelta di locali esclusivamente vegetariani, ma sono comunque riuscito a scovare due chicche dove poter gustare piatti 100% vegetali. E se proprio siete di fretta, assaggiate una delle specialità locali, la socca, la versione francese della farinata ligure (è identica!).
La prima è il ristorante biologico Bio & Cie (12, rue Alberti, tel. +33 (0)4 93 01 94 70). Bio, non vegetariano! Quindi fra i piatti ce n’è sempre uno di carne :-( Per fortuna c’è sempre almeno un’alternativa vegana sia per le entrées, che per i piatti principali e i dolci. Altra pecca sono gli orari d’apertura: la sera infatti è chiuso, con l’eccezione del sabato (dalle 19.30 alle 22). Ed è di sabato, infatti, che ci siamo andati…

Come entrée, una fresca insalata con germogli…


Seguita da un sostanzioso crumble di funghi…

…e da una panna cotta all’arancia.

La qualità è elevata, i prezzi… pure!

L’altro locale è Le Speakeasy (7, Rue Lamartine): 100% vegan, è gestito da una signora californiana dai modi piuttosto spicci, ma che sa il fatto suo in cucina. Il locale è minuscolo, piuttosto disordinato, tappezzato di locandine animaliste e aperto solo a pranzo (venerdì e sabato anche a cena). I muffin sono sensazionali!

Come dicevo sono stato diverse volte sulla Côte, ma da fare c’è sempre molto, e questa volta, oltre a visitare l’interessante Osservatorio astronomico di Nizza, situato sul Mont Gros, da cui si gode un panorama mozzafiato della città e della sua celebre baia…

Lasciandoci dietro l’atmosfera del Carnevale nizzardo…

…ci siamo dedicati a visitare i due paesi arroccati di La Turbie…


…con il suo Trofeo di Augusto, monumento di epoca romana che celebra le vittorie dell’Impero sulle tribù locali…

…e la pittoresca Roquebrune…

…con il suo castello diroccato a picco sul mare…


Ed eccomi con un’espressione fintamente rilassata sul parapetto del camminamento di ronda…purtroppo neanche la dieta vegan fa miracoli contro le vertigini!!

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