Soul

4 08 2011

soul, brussels

Smart food that fits your lifestyle” (cibo intelligente che si accorda col tuo stile di vita), così recita il biglietto da visita di questo ristorante biologico creato da due sorelle finlandesi trapiantate a Bruxelles.

Il locale, piccolo, con mattoni a vista, gradevolmente arredato, si trova in una via secondaria del quartiere di Sablon. Meglio prenotare, in quanto sempre pieno (i coperti sono solo trenta).

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Il menù propone una vasta scelta di piatti che rispondono a varie esigenze, e la selezione di piatti vegan è piuttosto interessante. Spiccano in particolare le zuppe fredde, non sempre facilmente presenti, tra cui quella thai di melone con frutta secca e coriandolo.

soul, brussels

Io opto invece per un classico di questa zona d’Europa, una crema di piselli con cipolle, ma con l’originale aggiunta di cumino e olio di argan. Profumata e piacevole.

soul, brussels

Come piatto principale un particolare piatto di falafel di ceci con frutta secca e carote, anguria, olive e menta. L’anguria non stona assolutamente, non ci avevo mai pensato a utilizzarla in questo modo. Ottime proposte poi di insalate con semi e germogli vari.

Tra i dessert, sorbetti maison e crumble di frutta con noci brasiliane. Si conclude con tè alla menta o tisane.

Il servizio è veloce e curato, i prezzi per tre portate si aggirano sui 35-40 euro, nella media per un locale del genere nella capitale d’Europa.

Soul
Rue de la Samaritaine, 20
1000 Bruxelles
Tel. +32 (0)2 513 52 13
Google Maps

Cucina: biologica
- carne/pesce:
- latticini: no
- uova:
Orari: mer-sab 19-22, dom 19-21
Piatti vegan: zuppe, insalate, piatti a base di legumi e tofu, dessert macrobiotici.
Note: il locale non è purtroppo facilmente accessibile ai disabili.  
Altre recensioni: Happy Cow

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Den Teepot

14 06 2010

den teepot, brussels

Entrando nella teiera - Den Teepot in olandese o, più correttamente (per compiacere i linguisti e filologi alla lettura) neerlandese - ci si ritrova di fronte a una scala piuttosto ripida che conduce alla zona ristorante (comprensibile, essendo situato in un palazzo del centro storico di Bruxelles). Aprendo la porta ci siamo trovati in un’ampia sala in legno, luminosa (ma di quella luce soffusa tipica delle Fiandre, tra l’altro perfetta per le foto), e dalle pareti decorate con un paesaggio di magrittiana ispirazione (il che mi ha reso felice, dato che l’Empire des Lumières è uno dei miei quadri preferiti).

 

den teepot, brussels

Il menù è macrobiotico e vegano. Si inizia perciò con la classica zuppa, che può essere di miso e o di verdura, ideale per il clima atlantico che caratterizza il Belgio. 

den teepot, brussels

A seguire il piatto del giorno a base di riso e cereali integrali, verdure crude e cotte, legumi e alghe. Gustoso, semplice, nutriente, è disponibile anche  in versione da asporto e, più piccolo, per bambini.

den teepot, brussels

Ma è nei dessert che il locale ci ha convinti a ritornare un’altra volta. 
No, non la crema di soia (disponibile nei gusti vaniglia e cioccolato), che in realtà nient’altro era che il budino di soia della Provamel (c’est belge, ça, non?), buona per carità, ma insomma, ci si aspetterebbe qualcosa fait maison, e non semplicemente aperto e versato in coppetta! - bensì le torte, queste sì fatte in casa! Una ricca scelta di crostate e torte di frutta cotta e secca che ci hanno fatto salivare come il cane di Pavlov. Fragranti crostate di pera o di mela e cannella, ruspanti torte di nocciole, allettanti mattoncini di cioccolato, ma soprattutto quella splendida crostata di frutta secca, con cui, in un sol colpo, abbiamo fatto il pieno di nocciole, mandorle, noci, pistacchi, semi di girasole e zucca dolcemente caramellati con malto di riso. Talmente buona che me la sogno ancora adesso.

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Il personale è gentile, la cucina a vista. Dopo aver pagato consiglio, prima di uscire, un giro nella piccola bottega di prodotti bio al piano terra. Tra le chicche, il cioccolato al latte di riso dell’olandese Bonvita, purtroppo introvabile in Italia, dolce ma non stucchevole, e la gastronomia macrobiotica fresca preparata dal ristorante, oltre alla pasticceria naturale e alla panetteria. Peccato solo non aver avuto lo spazio nel bagaglio a mano per portarsi indietro quell’intera crostata di frutta secca che faceva bella mostra di sé in vetrina…

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Den Teepot
Rue des Chartreux, 66/Kartuizersstraat, 66
1000 Bruxelles/Brussel
Tel. +32 (0)2 511 94 02
http://www.bioshop.be/winkels/brussel.html
Metro: Bourse/De Beurs
Autobus: Bourse/De Beurs (linee 46, 86, N16)
Google Maps

Cucina: macrobiotica, vegana.
- carne/pesce: no
- latticini: no
- uova: no
Orari: lun-sab, 12-14
Piatti vegan: zuppa di miso; zuppa di verdure; piatti macrobiotici (anche da asporto) a base di cereali, verdure e legumi; budino di soia; torte di frutta e di frutta secca.
Note: il locale non è purtroppo accessibile ai disabili. No cani, no carte di credito (ma si può pagare con carta al negozio sottostante).
Altre recensioni: Happy Cow

 

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il mio viaggio a Bruxelles

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Bruxelles

25 10 2009

Dopo Venezia, la seconda mini guida del Cucchiaio di Legno la dedico a Bruxelles, dove ho trascorso un interessante fine settimana a luglio, complice un biglietto premio di Lufthansa. O meglio, un annetto fa, diretto a Francoforte per lavoro, sono rimasto a terra a causa di un overbooking, e mi è stato regalato un buono: c’è saltato così un doppio biglietto per la capitale belga, dove non ero ancora mai stato, e che mi incuriosiva abbastanza.

Quartier generale dell’Unione Europea e della Nato, Bruxelles non tradisce il suo spirito internazionale e appare come una città di contrasti: francofona in territorio fiammingo, cosmopolita ma a tratti provinciale, frenetica e al contempo rilassata, è da scoprire con spirito curioso e aperto.
Ed è con questo spirito che vi segnalo i punti salienti del mio breve soggiorno belga.

 

  • Dichiarata patrimonio mondiale dell’Umanità dall’UNESCO, la Grand Place è la piazza principale di Bruxelles, circondata da splendidi edifici. Essenziale farsi venire il torcicollo ad ammirare gli edifici dell’Hôtel de Ville e del Musée de la Ville de Bruxelles, ma soprattutto a cercare di individuare le decorazioni delle varie case, ognuna delle quali evoca la gilda (corporazione) d’appartenenza.

  • La zuppa di miso e la torta di noci, nocciole e semi vari di Den Teepot. Ma anche la torta di mele è sensazionale.

  • Fare scorta di pane a lievitazione naturale, pasticceria vegan e cioccolato al latte di riso del Bioshop al piano terra di Den Teepot.

  • La storia e le tecniche fumettistiche al Centre Belge de la Bande Dessinée, museo interamente dedicato al fumetto e ospitato in un ex-magazzino tessile art nouveau di Victor Horta.

  •  

    • Per le fanciulle, un giro di shopping da Second Style, che vende abbigliamento e accessori di riciclo, e i cui proventi per metà vanno a progetti di Oxfam.

    • Scoprire tutto sul cacao e sul cioccolato, e sulle tecniche di coltivazione e di lavorazione al Musée du Cacao et du Chocolat, ospitato in una casa di tre piani nel centro storico.

    • Abiti e accessori vintage dal 1920 al 1980 da Gabriele Vintage.

    • Giro di shopping (soprattutto di libri e cioccolato, ma anche di musica e abbigliamento) nel più antico centro commerciale d’Europa, le Galeries St. Hubert.

    • Una cena trendy da Soul, ristorante biologico in una piccola via in salita nel quartiere di Sablon.

    • Una lunga giornata dedicata ai Musées Royaux des Beaux-Arts, il più importante museo del Belgio, dedicata alle opere di Matisse, alla pittura fiamminga e alle avanguardie francesi e belghe, in cui si inizia dalla Tentazione di Sant’Antonio di Hyeronimous Bosch e si conclude, in una sorta di circolo, con la medesima rivisitazione di Salvador Dalí.

    • Hummus e falafel a volontà nei locali mediorientali di Rue du Marché aux Fromages (ovvero Pitta Street, per via dell’origine geografica dei ristoranti che vi si affacciano).

    • Cioccolato in tutte le sue forme (quatre-mendiants al fondente, cioccolato extrafondente, cioccolato bio alle mandorle salate o alla lavanda) da La Belgique Gourmande.

    • Una serata in una delle istituzioni di Bruxelles: A la Mort Subite, con la sua birra (gueuze) aromatizzata e, naturalmente, buona da morire.

     

    La mappa di Bruxelles del Cucchiaio di Legno

     

    La ricetta, infine…

     

    Pain à la grecque
    Griekse brood

    Insieme agli speculoos, il pain à la grecque è uno de biscotti tipici di Bruxelles. È un biscotto al latte, zucchero di canna e cannella, che non ha alcuna origine greca, a dispetto del nome. Si tratta semplicemente di una corruzione francofona del fiammingo “brood van de gracht” (pane del fossato), che i monaci agostiniani erano soliti offrire ai poveri in un luogo denominato “Fossé-aux-loups” (Fossato dei lupi). Rispetto all’originale, ho eliminato chiaramente uova e latte vaccino, così come ho preferito sostituire la classica granella di zucchero che li ricopre con del riso soffiato. Le dosi sono per 24 biscotti.

    farina 0 500 g + 20 g per la spianatoia
    latte di soia 250 ml
    zucchero di canna grezzo 200 g
    lievito di birra fresco 25 g
    amido di mais 4 cucchiai
    sale marino integrale 1 cucchiaino
    cannella in polvere 1 cucchiaino
    riso soffiato 20 g
    zucchero integrale panela 20 g

    Scaldate velocemente il latte fino a farlo intiepidire. Sciogliete il lievito di birra nel latte tiepido, mescolando bene.
    Setacciate farina, amido di mais, zucchero di canna, cannella e sale. Aggiungete il composto di latte e lievito, mescolate bene e lasciate lievitare per un’ora coperto con un panno nel forno spento.
    Riprendete l’impasto mettendolo sulla spianatoia infarinata. Lavorate la pasta e dividetela in otto pezzi.
    Da ogni pezzo ricavate un cilindro di circa 25 cm e arrotolatelo sul riso soffiato, in modo che aderisca all’impasto.
    Mettete i cilindri distanziati su una placca ricoperta di carta da forno e fateli lievitare coperti con un panno nel forno spento per un’altra ora.
    Estraete la placca dal forno e accendetelo a 200°. Schiacciate i cilindri e spolverizzateli di zucchero integrale. Quando il forno è caldo, infornate e fate cuocere dai 10’ ai 15’.
    Estraete la placca. Tagliate le strisce in tre parti e fate raffreddare su una griglia per dolci.

    70 minuti + 2 ore di lievitazione

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