Eating Out–Londra 2

27 10 2014

mildreds, london

E dopo mesi di silenzio (quasi nove per l’esattezza…) ritorno ad aggiornare il blog, con qualche nuova idea in mente, che spero di portare avanti tra i vari mille impegni che ingombrano le mie giornate. Il ritorno è però soft, continuando un capitolo iniziato tempo fa, con la recensione dei locali vegan e vegan-friendly della capitale britannica.

MANNA

Uno dei più vecchi locali vegetariani ancora in funzione a Londra, Manna ci ha accolti in un elegante ambiente sui toni del bianco. Il personale è attento e gentile, il menù vario e le opzioni vegan numerose.

manna, london manna, london

Come antipasto scegliamo la crostata di zucchine gialle, aglio arrostito e pomodori ciliegini con formaggio di anacardi, e i ravioli con patè di funghi e noci e salsa al finocchio. Entrambi i piatti sono ben equilibrati e assolutamente deliziosi, oltre che ben presentati.

Come secondo optiamo per un classico della cucina britannica in versione veg, il bangers and mash, classico piatto britannico a base di salsicce (vegetali) e purea di patate.

manna, london

Il meglio arriva però con il dessert: niente di meglio di un’invitante cheesecake di cioccolato bianco e lamponi con coulis di kiwi e gelato alla noce di macadamia per terminare la cena in bellezza.

manna, london

MILDREDS

Mildreds è un locale a cui sono particolarmente legato perché è stato il primo locale che ho provato a Londra quando sono diventato vegetariano dieci anni fa. Si trova a Soho, ed è sempre affollato. Meglio andarci in settimana o piuttosto presto, perché non accetta prenotazioni. Di solito si aspetta per sedersi, ma nell’attesa, soprattutto d’estate, potete ordinare qualcosa al bar del ristorante e bervi il vostro cocktail fuori in attesa di venire chiamati.

mildreds, london

Il menù è molto vario, con interessanti contaminazioni provenienti da varie tradizioni culinarie del mondo. L’ultima volta? Gyoza brasati, noodles con anacardi, verdure e patate dolci, e una torta al cioccolato fondente e arance.

mildreds, london mildreds, london mildreds, london

MINAMOTO KITCHOAN

Famoso brand di pasticceria tradizionale giapponese, Minamoto Kitchoan ha un solo punto vendita in Europa, quello di Londra per l’appunto.

minamoto kitchoan, london

In un ambiente curato e piacevole, verrete serviti da commesse giapponesi che vi proporranno vari tipi di wagashi (dolci tradizionali nipponici) che variano a seconda della stagione, del periodo dell’anno, delle festività. Gran parte di questi dolcetti sono vegan, in quanto non vengono solitamente utilizzati latte e uova. Chiedete però per sicurezza alle commesse giapponesi, molto gentili e disponibili.

minamoto kitchoan, london minamoto kitchoan, london minamoto kitchoan, london minamoto kitchoan, london

Oltre che acquistarli per l’asporto, si possono anche degustare in loco, nel piccolo spazio dedicato, accompagnati da un tè bancha.

minamoto kitchoan, london

OTTO

In pizza we trust – così recita il motto di questo locale essenziale e accogliente, un po’ pub inglese, un po’ piola nostrana. Il locale non è vegetariano, ma offre un’interessante selezione di pizze vegan.

otto, london otto, london otto, london otto, london

L’impasto è realizzato con farina di mais, e le porzioni sono decisamente abbondanti. Io opto per una pizza con formaggio di anacardi, polpette di soia e broccoli, dopo un’insalata. La pizza è decisamente abbondante, e si fa fatica a finirla. Meglio ordinarne una in due.

RAW

Ultima scoperta londinese durante la mia ultima trasferta di tre mesi fa, Raw è un elegante ristorante vegan e crudista aperto da poco più di un anno. Situato all’interno di un albergo (La Suite West Hotel), e condotto dallo chef Paolo Catalano, Raw offre un ricco menù vegan con interessanti proposte crudiste e non. A colazione il ristorante non è però vegan e si piega purtroppo alla tradizionale colazione inglese a base di bacon e salsicce.

raw, london

A pranzo e cena il ristorante diventa però 100% vegan, con piatti ben riusciti, e con una buona armonia. Semplice ma perfetta l’insalata di spinacino con salsa all’avocado, originali e convincenti i burger di funghi  quinoa in panini di patate dolci grigliate. Meno interessante l’insalata di tofu e pomodori ciliegini con basilico, molto buoni ma un po’ “parchi” i ravioli crudisti di barbabietole gialle con ripieno alla mandorla e pesto di zenzero e broccoli.  

raw, london raw, london raw, london raw, london raw, london raw, london raw, london raw, london

Un locale sicuramente in cui fare ritorno, anche per gli ottimi cocktail energetici a base di estratti di frutta e verdura, con la scusa di provare i loro interessanti dessert (per questa volta saltati a piè pari per ragioni di tempo).

 

Eating Out
Londra 
parte 2

Manna
4 Erskine Rd.
London NW3 3AJ
Tel. +44 20 7722 8028
Metro: Chalk Farm
Orari di apertura: lun-ven 18:30-22:30, sab-dom 12-23

Mildreds
45 Lexington St.
London W1F 9AN
Tel. +44 20 7494 1634
Metro: Oxford Circus
Orari di apertura: lun-sab 12-23

Minamoto Kitchoan
44 Piccadilly
London W1J 0DS
Tel. +44 20 7437 3135
Metro: Piccadilly Circus
Orari di apertura

Otto
6 Chepstow Rd
London W2 5BH
Tel. +44 20 7792 4088
Metro: Bayswater
Orari di apertura: lun-ven 17:30-23, sab 12-23, dom 12-22 

Raw
c/o La Suite West Hotel
41-51 Inverness Terrace
Londra W2 3JN
Tel. +44 20 7313 8484
Metro: Queensway
Orari di apertura: lun-ven 6:30-23, sab-dom 7-23

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Eating Out–Londra 1

6 01 2014

big

Inutile dire che a Londra è estremamente facile mangiare vegan, e che di sicuro non si patisce la fame. In tre articoli (questo il primo), tutti i locali provati negli ultimi due anni per viaggi di lavoro e di piacere nella capitale britannica.

ALARA HEALTH CAFE & STORE

Nel cuore di Bloomsbury, è uno dei più vecchi negozi biologici di Londra, dove potrete trovare il burro d’arachidi a pezzi grossi o quello golosissimo di anacardi, i flapjack e i biscotti scozzesi senza burro e uova, oltre a un vasto assortimento di spezie, cosmetici naturali e integratori. Molto buono il loro buffet vegetariano e vegano (90% di quanto cucinato è senza derivati animali, 80% senza glutine), da cui potrete scegliere tutto quello che vi va e pagare a peso. Il cibo spazia da piatti mediterranei a influenze asiatiche, fino a classici britannici rivisitati. Noi abbiamo assaggiato una buona selezione di piatti del Mediterraneo orientale ben cucinati, come dolmades, falafel, hummus, nonché un ottimo stufato di lenticchie e tofu.

alara health cafe, london alara health cafe, london alara health cafe, london alara health cafe, london

BUFFET

Ex-ristorante vegan cino-thailandese, offre un ricco menù a buffet. Quando ci sono stato l’ultima volta era ancora interamente vegan, ma so che recentemente hanno purtroppo inserito anche carne e altri prodotti animali. Cercherò di riprovarlo la prossima volta che sarò a Londra, nel frattempo ricordo con piacere i numerosi piatti anche con l’utilizzo di carni vegetali. Qualità non eccezionale, ma centrale e ideale per un pasto veloce e saziante. Molto d’effetto l’ambientazione.

buffet, london buffet, london

INSPIRAL LOUNGE

Nel quartiere di Camden, affacciato sul Camden Canal, questo piccolo ma accogliente ristorante vegetariano offre una cucina interamente vegetale, nonché dolci, praline e gelati 100% vegan. Buona scelta anche di dolci e prodotti crudisti. Vi si tengono anche concerti e altri eventi. Mi chiedo solo come mai offrano ancora il latte vaccino per frullati e caffetteria, oltre a quelli vegetali.

inspiral lounge, london

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LE PAIN QUOTIDIEN – Wimbledon

La catena belga (purtroppo ancora assente dal territorio italico dopo una breve parentesi romana) è un vero aiuto soprattutto per quanto riguarda la colazione (latte di soia, muesli, pane casereccio e confetture), ma anche a pranzo e cena offre diverse opzioni cruelty-free. Presente nella capitale britannica con una ventina di location, io ho avuto modo di provare quella di Wimbledon. Ottimo lo stufato di lenticchie e verdure autunnali, così come i crostini del loro pane artigianale con hummus e verdure miste.

le pain quotidien, wimbledonm, london

LOVING HUT – Edgware

Catena vegan d’origine taiwanese purtroppo ancora assente dal nostro territorio, a Londra è presente con tre punti. Io ho provato quello a Edgware (gli altri due ad Archway e Camden). Ricco buffet e possibilità di ordinare alla carta. Se avete voglia di un po’ di buon frittume cinese, è il posto giusto! Discreta selezione anche di carni vegan. Molto buona la cheesecake ai mirtilli e la frutta fritta. Offrono anche sushi vegan.

 

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Eating Out
Londra

parte 1

Alara Health Cafe & Store
58-60 Marchmont St
London WC1N 1AB
Tel. +44 20 7837 1172
Orari: lun-ven 9-20, sab 10-18, dom 11-18

Buffet
40 New Oxford Street
London WC1A 1EP

inSpiral Lounge
250 Camden High St
London NW1 8QS
Tel. +44 20 7428 5875

Le Pain Quotidien – Wimbledon
4-5 High St
London SW19 5DX
Tel. +44 20 3657 6926
Orari: lun-ven 7.30-21, sab 8-21, dom 8-19

Loving Hut – Edgware
236 Station Rd
London HA8 7AU
Tel. +44 20 8905 3033

Vedi anche tutti gli articoli già apparsi relativi a Londra.

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La Casota

10 11 2013

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Alle mie solite peregrinazioni sia lavorative (tante) che di piacere (meno di quante vorrei), si sono da un anno a questa parte unite quelle per la promozione del libro che, oltre a rendere ancora più complicata la mia già incasinata agenda, mi hanno però permesso di conoscere gente davvero molto piacevole, e di dare un volto e una voce a tanti contatti virtuali.

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Nella seconda metà di settembre ho avuto la possibilità di andare finalmente a trovare Tiziana e Sebastiano, conoscenze più che reali, ma con cui l’amicizia è nata proprio grazie a Internet, che mi hanno invitato a presentare il Cucchiaio Arcobaleno nel loro bed & breakfast inaugurato l’anno scorso. Tiziana, ex-funzionaria del Comune di Milano, ha scelto così di abbandonare il lavoro sicuro ma poco stimolante per dedicarsi all’apertura di un’attività 100% vegan che le sta fortunatamente dando molte soddisfazioni e una nuova carica vitale.

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Il B&B è ospitato nella vecchia casa di famiglia di Tiziana, a breve distanza a piedi dalle sponde del lago e dal centro storico di Torbole. Le camere sono tre, molto confortevoli, ognuna recante il nome di uno dei venti caratteristici che spirano in questa cittadina e che l’hanno resa famosa tra i velisti che vi accorrono a frotte.

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Il punto forte della Casota è sicuramente la colazione, a cui la padrona di casa si dedica con particolare impegno (praticamente io in due giorni l’ho vista solo spignattare). Quasi tutto è autoprodotto, dal pane ai formaggi ai dolci. La sala colazione è allestita nel retro della casa, proprio di fronte alla Stalota, una piccola costruzione in pietra un tempo adibita a ricovero della capra di casa, che in futuro verrà probabilmente riadattata a piacevole sala di lettura e ricreazione.

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Una grande tavola imbandita pone davvero l’imbarazzo della scelta, mentre una lavagna riporta tutto quello che troverete per colazione, sempre diverso e frutto dell’estro e delle sperimentazioni della padrona di casa. Si va da vari tipi di pane realizzati con farine integrali e pasta madre, al classico muesli tostato in casa, a torte sia della tradizione locale (ma quanto è buona quella di grano saraceno?) che di altre zone del mondo, al salato con formaggi e affettati 100% vegetali. Non da ultimo, ogni giorno viene servito un piatto caldo dolce, nel mio caso un corroborante waffle con frutta fresca e sciroppo d’acero.

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Prima della presentazione è il momento per un breve giro nel centro storico della cittadina, unita in un’unica realtà comunale con la sovrastante Nago (Nago-Torbole è infatti il nome ufficiale), ma da essa separata non soltanto geograficamente, ma anche da una storica rivalità. Meta già di pellegrinaggi tedeschi dal XVIII secolo (una targa nel centro storico riporta il luogo di residenza di Goethe durante il suo viaggio italiano), la cittadina si sviluppa dalla spiaggia tra le pittoresche montagne che si ergono maestose dal lato settentrionale del Garda e sale su verso le colline circostanti.

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E durante la presentazione, molto interessante e vivace, con un pubblico curioso e avido di risposte, ho avuto modo anche di conoscere dal vivo Annalisa e la sua splendida famiglia (che mi ha fatto dono di un ingrediente che cercavo da tempo e che sarà il protagonista della prossima ricetta), nonché un’altra Annalisa, che ha appena aperto un ristorante vegetariano a Rovereto, L’Orto di Pitagora, che spero di andare a provare quanto prima (buona scusa per tornare in Trentino!).

La Casota
Bed & Breakfast 100% vegan

Via di Coize, 10
Torbole sul Garda
38096 Nago-Torbole
Tel. +39 335 1435742 / +39 0464 506037
www.lacasotavegan.it

Consigli di lettura

Trentino

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Ratatouille

31 08 2013

ratatouille, turin

Su queste pagine avete sicuramente letto di due posti aperti da amici. Uno era la Pasticceria Delizi di Silvia e Fabrizio, l’altro Sale in Zucca, aperto due anni fa da Simona, coadiuvata dal suo compagno Stefano. Il primo aveva chiuso a inizio 2012, per un progetto di pasticceria vegan purtroppo poi abortito, l’altro è tuttora aperto dopo un recentissimo cambio di gestione: tutto sempre vegan al 100%, gestito da un’altra capacissima ragazza, Laura, che ha deciso di dedicarsi alla ristorazione cruelty-free.

Dall’unione e dall’esperienza dei quattro nasce Ratatouille, locale polivalente, 100% vegan, non da ultimo distante 700 m da casa mia! Difficile elencare in maniera esaustiva tutto quello che potrete trovarci e, soprattutto, gustare. Conoscendo i quattro titolari, non avevo dubbi che il risultato fosse eccellente, ma devo ammettere che hanno superato le mie più rosee aspettative.

ratatouille, turin

Ratatouille è innanzi tutto un ristorante. Piccolo e accogliente (una trentina di posti), con cucina fresca e un ricco menù che varia ogni giorno, offre servizio pranzo dal mercoledì al lunedì (il locale è chiuso il lunedì pomeriggio e il martedì) e cena, per ora, due volte la settimana, di giovedì e sabato. Ricca la scelta di antipasti (sempre ottima la farinata e l’insalata russa maison, interessante il carpaccio di mopur con formaggio in scaglie, così come le verdure in carpione o le crocchette di ceci). Da non perdere la pasta, interamente preparata fresca da loro con grano Senatore Cappelli (i ravioli sono la fine del mondo) in vendita anche al banco gastronomia. Tra i secondi, una scelta completa tra tofu, seitan, tempeh, mopur e legumi cucinati in maniera eccellente e fantasiosa (fra tutti spiccano il delicatissimo seitan con nocciole e aceto balsamico o l’ottimo tempeh al limone e zenzero). Originale il cestino di panetteria con assaggi di tutte le loro creazioni. Molto interessante anche la lista dei vini e delle birre, tutti bio e certificati vegan (quindi non chiarificati con gelatine animali o albume). Decisamente conveniente anche la possibilità di optare per un monopiatto maxi composto da antipasto, primo, secondo e contorno a scelta a 10 euro. Se poi vi avanza qualcosa, vi verrà solertemente impacchettato e consegnato per un consumo successivo a casa vostra.

ratatouille, turin

Ma è con i dessert che il locale fa veramente la differenza con gli altri (seppur ottimi) ristoranti vegan di Torino: la carta è ricca e varia, e si spazia dagli assaggi di pasticceria fresca e secca, ai semifreddi e ai monoporzione gelati, al tiramisù, ricco e sofficissimo, alle crostate e a tante altre golosità che vengono regolarmente variate secondo la stagione.

ratatouille, turin

Ratatouille, nato dalle costole di Sale di Zucca, è naturalmente anche gastronomia fresca e, come anticipavo sopra, pastificio: è possibile trovarvi i grandi classici vegan (dalla farinata alle deliziose torte salate, dai piatti di cereali, legumi e verdure ai tofumini al verde), ma anche, per l’appunto, pasta fresca e soprattutto affettati vegan di tofu, seitan e muscolo di grano tagliati freschi con l’affettatrice (e il gusto è totalmente diverso rispetto agli omologhi già confezionati che si trovano nei banchi frigo).

ratatouille, turin

Ratatouille è anche caffetteria: colazioni e merende a base di cappuccini di soia e caffè del commercio equosolidale, affogati al caffè o cioccolato, estratti freschi di frutta e verdura, croissant appena sfornati, bomboloni alla crema e altre piccole golosità.

ratatouille, turin ratatouille, turin

Ratatouille è anche panetteria: ogni giorno vengono sfornati un eccellente pane semintegrale morbido e profumato che si conserva per giorni, pani ai semi e noci, pizze, focacce e cracker aromatizzati.

ratatouille, turin

Ratatouille è però anche figlio di Delizi: pasticceria fresca e secca, splendidi e ammicanti petits-fours (bignole, chantilly, macarons, mini crostatine, diplomatici e altre piccole leccornie) da restare incollati alle vetrine, pasticceria secca salutista, torte e monoporzioni, per non parlare delle splendide creazioni esposte in frigo (profiterole, torte Sacher, torte alla panna). Non mancheranno poi con la stagione fredda cioccolatini, praline e i dolci natalizi tradizionali.

ratatouille, turin

Ratatouille è anche un fornito bio-vegan-market, in cui si può fare la spesa con tranquillità senza doversi scervellare a leggere gli ingredienti per vedere se c’è qualche derivato animale. Fanno bella mostra di sé tutti i classici prodotti da alimentari bio, con in più molti prodotti solitamente “introvabili”: dai formaggi Vegusto e altre marche italiane ed estere, al mopur e al muscolo di grano, dal cioccolato bianco ai prodotti Fry’s, dal veg-pesce alla panna di soia, riso e cocco da montare, fino al No-Egg, la polvere sostitutiva delle uova con cui realizzare anche meringhe vegan. Non mancano poi prodotti per l’igiene personale e la cosmesi, detersivi, borse e accessori in canapa, libri e presto anche trucchi per le fanciulle. Se poi non potete fare un salto personalmente, è possibile acquistate online e, qualora abitiate a Torino, c’è la possibilità di vedersi recapitare la spesa a casa.

ratatouille, turin ratatouille, turin

Ratatouille offre poi servizi personalizzati: dal catering alle feste di compleanno, dalle torte nuziali ai dolci per qualsiasi altra occasione. E infine, dall’esperienza di Simona e Fabrizio, si propone anche come scuola di cucina con aula didattica separata e attrezzata, e con un ricco programma didattico.

ratatouille, turin

Conoscendoli tutti e quattro da anni, so bene che l’impegno e la passione profusi quotidianamente, nati principalmente dall’amore verso gli animali e da un antispecismo sempre professato con grande coerenza, danno vita alle splendide realizzazioni che escono costantemente dal loro trafficatissimo laboratorio di cucina. E mi fa piacere che un locale del genere sia nato proprio in Italia e a Torino, ponendosi davvero come una dei migliori ristoranti vegan non solo d’Italia, ma d’Europa.

ratatouille, turin

 

Ratatouille
Corso Tortona, 2G
10153 Torino
Tel. 011 0362693

Cucina e produzione dolciaria: 100% vegan 
Orari: lun 10-15, mer-ven-dom 10-19:30, gio-sab 10-23, chiuso lun pomeriggio e martedì
Prezzi: ristorante € 10-30
Specialità: antipasti e gastronomia, affettati vegetali freschi, pasta fresca, secondi a base di seitan, tofu, tempeh e mopur, pasticceria fresca e secca, tiramisù, semifreddi.
Note: accessibile ai disabili; sì carte di credito; sì animali.

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Un’estate sull’Appennino tosco-emiliano

21 07 2013

in the woods

Chissà perché, ma l’estate mi porta sempre a essere un po’ malinconico, e i ricordi delle stagioni precedenti riaffiorano costantemente. Profumi, colori, sapori e sensazioni si ripresentano non appena si allenta un po’ la tensione del tran-tran quotidiano. Le vacanze agostane sono ancora lontane (le ferie saranno solo nella seconda metà del mese), ma ormai si respira sempre più in giro un’aria più rilassata che invoglia a lasciarsi andare a piacevoli ricordi. E uno di questi è proprio quello di una brevissima vacanza trascorsa a casa di amici sull’Appennino tosco-emilano tre anni orsono, ormai. Non ero mai riuscito a scriverne prima, ma è un piacere ora parlarne e ritornare indietro di qualche anno.

View from Loiano Castiglioncello Loiano flowers

Il soggiorno, breve ma intenso, è stato reso possibile grazie alla squisita ospitalità di Grazia, alias Erbaviola, e del suo compagno Matteo (oltre a quella dei loro due splendidi gatti, Kiki e Mako, pazientemente rassegnati per avergli rubato il divano letto), che ci hanno accolto, portato in giro e rimpinzato per quattro giorni.

Tuscan cow Beer Castiglioncello On the Tuscan side

Ringraziandoli ancora, e in attesa di andarli a trovare nella loro nuova casa, dedico loro qualche scatto e qualche piacevole ricordo degli incantevoli luoghi nei quali hanno deciso di stabilirsi, in zone ancora relativamente incontaminate, a cavallo tra Bologna e Firenze.

Castel dell'Alpi Lake

Loiano, Monterenzio e il vicino Parco Eolico di Casoni di Romagna, nonché i bellissimi castagneti della zona.

Casoni di Romagna eolic park

Il paese abbandonato di Castiglioncello, importante luogo di transito tra il Granducato di Toscana e lo Stato Pontificio, con i suoi suggestivi ruderi.

Lost town of Castiglioncello

Il Lago di Castel dell’Alpi, a San Benedetto Val di Sambro, e la piacevole passeggiata lungo il suo perimetro.

Castel dell'Alpi Lake

Le gustosissime creazioni culinarie di Grazia, tra cui i fenomenali burger di okara e la splendida pasta ripiena, ma le confetture, il pesto, le formaggelle di soia, la panzanella e tante altre golosità.

okara burgers Homemade vegan ravioli Homemade jams Okara burgers

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Atene

16 01 2013

parthenon

Culla della civiltà europea, Atene è una città moderna e vivace, molto piacevole da girare e da vivere. Ci sono stato per la prima volta in vacanza un paio di anni fa, toccata e fuga purtroppo. Ci torno ora un paio di volte l’anno per lavoro, anche in questo caso in maniera piuttosto veloce. Ma sempre con rinnovato entusiasmo.

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La prima volta, per l’appunto, è stata in un caldo fine settimana di luglio con mia madre. Atene d’estate è davvero soffocante. E soffocante è stata anche la classica ascesa all’Acropoli. Arrancando sotto un sole cocente, finalmente in cima alla collina, i simboli più conosciuti della Grecia classica si dispiegano in maniera scenografica: in primis i Propilei, l’ingresso monumentale alla città alta. E poi il Partenone, in tutta la sua imponenza, l’Eretteo con le sue cariatidi, il piccolo Tempio di Atena Nike. E una vista mozzafiato su tutta la città, oltre a un piacevole vento rinfrescante.

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Giù a valle, una mattinata è interamente dedicata alla scoperta del nuovissimo Museo dell’Acropoli, che custodisce tutti i resti provenienti dal sito archeologico della città alta, piacevolmente illuminato da ampie vetrate che convogliano quanta più luce naturale possibile. Necessaria e corroborante è la sosta nel caffè-ristorante sulla terrazza del museo, dove è possibile rifocillarsi con un’ insalata greca senza formaggio e con la classica fava, una sorta di hummus realizzato, per l’appunto, con fave frullate. E qui viene la nota positiva sulla città: ovunque è facile trovare piatti della tradizione completamente vegetali, a base degli ottimi prodotti agricoli del paese. La varietà di piatti è ben più ampia di quella che è possibile trovare nei ristoranti greci all’estero.

tomato and olive traditional fava

Qualche ora la dedichiamo anche al cuore dell’Atene moderna, Sýntagma, con l’ampia Plateia Syntagmatos (Piazza della Costituzione): allo scoccare di ogni ora è poi possibile assistere al tradizionale cambio della guardia, con gli euzoni che, impettiti, sgambettano dalla Tomba del Milite Ignoto al Parlamento.

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Sempre nei dintorni di Plateia Syntagmatos ottimo shopping enogastronomico: cioccolato al pistacchio e delizie turche da Aristokratikon e articoli a base di mastice (mastiha), la tradizionale resina estratta sull’isola di Chio e ben conosciuta e apprezzata in tutto il Mediterraneo orientale, da Mastiha Shop. Qui si può fare incetta di oli essenziali, alimenti (olio e senape aromatizzati nel mio caso) e liquori a base di questo particolare prodotto.

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Da non perdere anche un giro al Mercato Centrale di Atene per fare incetta di olive, spezie e grandi vasi di tahin. Come ogni grande mercato dell’Europa meridionale, anche quello di Atene è ricco di colori e profumi, piacevolmente caotico.

agora kentriki

Tantissimi i cani randagi di grossa taglia che girano per la città. Per fortuna, a differenza di quelli che si vedono a Bucarest, vengono controllati, vaccinati e accuditi dalla municipalità e da varie associazioni volontarie. Li troverete un po’ ovunque nel centro storico, a sollazzarsi al sole o a riposare all’ombra nelle ore più calde. Ben accetti grattini e carezze.

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Come dicevo, mangiare ad Atene non pone davvero problemi. In qualsiasi trattoria tradizionale è possibile trovare piatti interamente vegetali (noi abbiamo girato un paio di taverne a Pláka, e tutt’ora quando ci capito per lavoro il problema è semmai non mangiare troppo), tra cui, oltre alla fava, è possibile gustare dolmadas, olive e numerosi piatti a base di verdure. Grazie inoltre al turismo gran parte dei ristoratori conosce anche bene cosa significhi essere vegan. Ciononostante, ecco alcuni indirizzi di ristoranti vegetariani dove andare sul sicuro e dove certamente non verrete attanagliati dai morsi della fame.

athens by night

AVOCADO

Vicino a Plateia Syntagmatos, questo piccolo locale vegetariano dalla strana architettura interna (è praticamente un lungo corridoio altissimo) è una novità di questi ultimi anni, e attira una nutrita clientela sia locale sia straniera. Il menù è ricco e vario, con interessanti spunti crudisti. Nel mio caso opto per un antipasto mediorientale a base di hummus, falafel e tahin, e per un tortino con bulgur, fagioli e verdure. Buon rapporto qualità-prezzo, locale simpatico, personale gentile e disponibile.

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OIKOLOGOI ELLADAS

Fast food vegetariano, con annesso supermarket biologico. Locale piuttosto spartano e non particolarmente attraente, personale dai modi spicci, ma si mangia piuttosto bene, si spende poco, e le porzioni sono più che generose. Il ricco spezzatino di soia è da provare. Decisamente retrò (sembra di essere catapultati improvvisamente a trent’anni fa).

veg fast food at oikologoi elladas

IMPROV CAFE & RESTO

Colpo di fulmine per questo locale a Keramikós, inaugurato da meno di un anno da una coppia mista (lei greca, lui irlandese). Locale polivalente, fa da ristorante, cocktail e rock bar, locale notturno. La scelta è ardua (100% vegan), molti piatti crudisti, a cavallo tra Grecia, Inghilterra e Nordamerica. Opto per un’insalata greca con feta crudista a base di mandorla, dalla consistenza e dalla compattezza davvero sorprendenti e simili alla feta di origine animale, e un gusto leggero ma deciso al contempo. Segue poi un ricco piatto con gyros vegetale adagiato su un pane pita, verdure e patate fritte maison con spolverata di paprica. Volendo poi strafare, il cheesecake monoporzione è davvero imperdibile.

improv cafe & resto raw almond feta vegan gyros vegan cheesecake

MESÓN EL MIRADOR

Locale messicano, pur non essendo vegetariano, ha un ricco menù di piatti tradizionali senza carne e pesce. Buone le opzioni vegan. Vale solo il viaggio per arrivarci la splendida terrazza all’aperto con vista sull’Acropoli. Si inizia con sottili fettine di tortilla fritte con salsa piccante, per poi proseguire con un ricchissimo guacamole servito in un piatto commestibile di sfoglia di mais croccante. Il “chili non carne” a base di tritato di soia è davvero ottimo, così come il sorbetto al lime.

a restaurant with a view salsa mexican salad ritmos del mundo

Atene
per golosi vegan


Agora Kentriki (Mercato Centrale di Atene)
Athinas 42
Athina
Una delizia per gli occhi e per il palato. Olive, tahin, pita, verdure e frutta variopinta.

Aristokratikon
Karagiorgi Servias 9
105 63 Athina
Metro: Syntagma
Cioccolato, delizie turche, cioccolato, pistacchi, ancora cioccolato.

Avocado
Nikis 30
10570 Athina
Tel. +30 21 0323 7878
Metro: Syntagma
Ristorante vegetariano e vegan, con ricca scelta di piatti, burger, bagel e pizza.

Improv Cafe and Risto
Iakhou 8
Tel. +30 21 3024 0875
Metro: Keramikos
Il meglio della cucina vegan e crudista della città.

Mastiha Shop
Panepistimiou 6
Athina
Tel. +30 21 0363 2750
Metro: Syntagma
Tutto a base o aromatizzato con la resina dell’isola di Chio. O la si ama, o la si odia. I greci la amano.

Mesón El Mirador
Agisalou 88
10435 Athina
Tel. +30 21 0342 0007
Cucina tradizionale messicana con piatti vegan e rivisitazioni cruelty-free, il tutto con una splendida vista sull’Acropoli.

Oikologoi Elladas
Panepistimiou 57
Athina
Metro: Omonoias
Si ritorna agli anni ‘70 in questo self service vegetariano dalla cucina semplice e robusta.

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Monregalese

10 12 2012

vicoforte

A est di Cuneo si estende una zona storica del Piemonte, il Monregalese, di nascoste bellezze e di natura ancora ben preservata. La zona la conosco abbastanza bene, avendoci trascorso innumerevoli vacanze, e che, grazie alla seconda casa dei miei, diventa un rifugio speciale dallo stress e dalla frenesia lavorativa.

mondovì

Il Monregalese costituisce l’estremità sud-ovest delle Langhe. Il fulcro è Mondovì, una graziosa cittadina di impianto medievale e barocco, divisa in due parti: il quartiere Piazza, abbarbicato sull’omonimo colle, e Breo, ai piedi della collina, da cui è possibile salire a Piazza tramite la bella funicolare di inizio Novecento da poco restaurata.

mondovì mondovì mondovì mondovì

Mondovì Piazza, con le sue architetture barocche e i suoi resti medievali, le sue stradine tortuose e la vista sulle colline e sulle montagne vicine, è di gran lunga la parte più affascinante della città. Qui si possono visitare la Cattedrale di San Donato e la Chiesa di San Francesco Saverio, il Palazzo di Città e il Palazzo dei Bressani.

mondovì

A Mondovì Piazza si può pranzare o cenare da La Bua, osteria di livello ospitata in un palazzo storico, dove è possibile gustare buoni piatti indiani (chiedete sempre di farvi cucinare le portate senza ghee ma con olio) e visitare l’infernot, la classica cantina piemontese, in questo caso regno di affascinanti muffe secolari. Con la precedente gestione era possibile anche cenare con piatti di ispirazione macrobiotica e vegan, di gusto ricercato, ma la titolare ha purtroppo abbandonato l’attività di ristorazione per dedicarsi al vicino Okra Eco-Store.

la bua, mondovì pakora la bua, mondovì la bua, mondovì indian rice la bua, mondovì

Giù in basso, a Breo, tra le vie porticate, si apre un bello spiazzo in cui si erge la Chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, con la sua scalinata di marmo e la Fontana del Delfino (più simile a un mostro marino, per la verità). Una vasta scelta di prodotti bio e vegan si può trovare da Il Frutto Proibito (che non vende carne e pesce, tra l’altro) mentre vale la pena di gustare un sorbetto o un gelato di riso alla Gelateria Lurisia. Nella parte invece più moderna e anonima, dal lato opposto della zona storica, è infine possibile acquistare tofu e seitan alla Gastronomia Marchisio e, su prenotazione, farsi preparare piatti vegan da asporto. Poco fuori Mondovì c’è poi il Molino Bongiovanni, con il suo spaccio, in cui però purtroppo non sono ancora riuscito a passare.

mondovì

A pochi chilometri da Mondovì, a Vicoforte, sorge uno dei tesori più belli e meno conosciuti d’Italia, l’enorme Santuario barocco progettato da Ascanio Vitozzi, con la sua impressionante cupola ellittica (la più grande del mondo).

vicoforte

Nella zona porticata a est del Santuario la Panetteria Corsini offre paste di meliga e cremino (due specialità dolciarie piemontesi) inaspettatamente prive di ingredienti animali (ho controllato attentamente la lista degli ingredienti).

vicoforte vegan paste di meliga vicoforte

Ma Vicoforte è anche il regno di uno dei principali cioccolatieri italiani, Silvio Bessone. Nel suo regno, Le Delizie, a pochi passi dal Santuario, potrete deliziarvi con le sue creazioni di cioccolato fondente e gianduia senza latte ispirate al mondo della musica.

silvio bessone's chocolate

Nelle valli alpine che si dipanano da Mondovì, altre piacevoli sorprese gastronomiche si svelano insieme a paesaggi rurali e naturali ancora incontaminati. A Lurisia Terme, frazione di Roccaforte Mondovì, oltre a sgorgare la celebre acqua omonima salita alle stelle gastronomiche grazie a una sapiente opera di marketing, troverete la migliore pizzeria della zona, Amadeus, che propone pizze dagli ingredienti genuini ma, soprattutto, in cui è possibile farsi mettere il tofu al posto della mozzarella come condimento. C’è anche la possibilità di richiedere l’impasto lievitato naturalmente con pasta madre, ma purtroppo come attivante c’è il miele, quindi non adatto a chi è vegan. La pizzeria propone inoltre alcuni piatti interessanti, come una ottima minestra di riso realizzata con le farine del Mulino Bongiovanni.

focaccia with hawaiian salt amadeus, roccaforte mondovì rice cream

Nella Valle Maudagna, alle pendici del Monte Moro, oltre che sciare d’inverno e fare escursioni d’estate, è poi possibile cenare veg all’Hotel Miramonti di Frabosa Soprana (su prenotazione, ne avevo parlato qui) mentre, per chi è goloso come me, il vero paradiso è la pasticceria Sugar Free di Frabosa Sottana. Qui è possibile gustare ottima pasticceria secca di tradizione piemontese (baci di dama e risole sono eccezionali) realizzata senza uova, latticini e saccarosio, così come crostate, biscotti e fette biscottate salutari e golose allo stesso tempo.

vegan pastries from sugar free, frabosa sottana

Non lontana da Torino e da Genova, la zona delle Langhe Monregalesi si offre in tutto il suo fascino e la sua semplice eleganza per un soggiorno che coniuga alla perfezione piaceri gastronomici (vegan, naturalmente!), arte, cultura e attività all’aria aperta.

mondovì

 

Il Monregalese
per golosi vegan

Osteria La Bua
Via Vasco, 8
Mondovì Piazza
12084 Mondovì (CN)
Tel. 0174 558212
www.labua.it  
Cucina indiana, attenzione al ghee, chiedere sempre di utilizzare olio al suo posto.

Il Frutto Proibito
Corso Statuto, 2
12084 Mondovì (CN)
Tel. 0174 42423
Erboristeria e negozio bio con un’ottima scelta di prodotti vegan, seitan, tofu e pane cotto al forno a legna.

Gelateria Lurisia
Via Luigi Einaudi, 2
12084 Mondovì (CN)
Tel. 0174 43525
www.gelaterialurisia.it
Ottimi sorbetti preparati con acqua Lurisia e golosi gelati vegan di riso.

Gastronomia Marchisio
Piazza Monteregale, 2/C
Mondovì Altipiano
12084 Mondovì (CN)
Tel. 0174 42851
www.gastronomiamarchisio.it  
Su prenotazione, gastronomia salutista vegan da asporto.

Molino Bongiovanni
Via Case Molino di Pogliola, 1
12089 Villanova Mondovì (CN)
Tel. 0174 686106
www.molinobongiovanni.com  
Ci si trova di tutto! Hanno anche un sito vendite online (www.tibiona.it).

Le Delizie
Via F. Gallo, 19
12080 Vicoforte (CN)
Tel.0174 563312 
www.silviobessone.it  
Cioccolato di alta qualità dalle ispirazioni musicali, è possibile visitare anche il laboratorio.

Amadeus
Via delle Terme, 6
Lurisia Terme
12080 Roccaforte Mondovì (CN)
Tel. 0174 583572 
Pizza adatta anche a vegan e intolleranti al lattosio, con utilizzo di tofu al posto del formaggio.

Hotel Miramonti
Via Roma, 84
12082 Frabosa Soprana (CN)
Tel. 0174 244533
www.miramonti.cn.it
Cucina vegan macrobiotica al ristorante dell’albergo su prenotazione.

Sugar Free
Via Gosi, 21
12082 Frabosa Sottana (CN)
Tel. 0174 345404
www.nientezucchero.it
Ottima scelta di pasticceria secca senza latticini, uova e saccarosio, oltre a crostate e fette biscottate artigianali vegan.

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Destinazione Svezia 5: Gotland

16 11 2012

Cycling in Gotland

E finalmente, dopo mesi di silenzio, riesco a condividere l’ultima tappa del nostro viaggio in terra svedese: la solitaria e splendida isola di Gotland, un gioiello del Baltico a metà strada tra Svezia e Lettonia, a cui abbiamo dedicato due giorni e mezzo godendoci paesaggi e testimonianze medievali. E per i medievalisti (o pseudo tali come me) Gotland è un vero paradiso: l’economia dell’isola, fiorentissima ai tempi della Lega Anseatica, si è poi cristallizzata a causa dello spostamento delle rotte commerciali garantendo la preservazione di un imponente patrimonio storico-architettonico risalente al XII-XIV secolo. Chiese e villaggi all’interno sono praticamente rimasti tali da allora.

The sky over Visby

Piove a Stoccolma quando ci imbarchiamo sul piccolo aereo diretto a Visby, il capoluogo dell’isola, dove per fortuna uno splendido sole ci farà compagnia per tutto il soggiorno.

Visby images

Circondata da una possente cinta muraria intervallata da ben 40 torri, Visby è un saliscendi di stradine acciottolate e case di legno, ma soprattutto contiene le suggestive rovine di dieci chiese medievali distrutte da incendi o dal semplice abbandono durante la Riforma protestante. Ben inserite nel contesto cittadino, tra le più belle l’imponente St. Nikolai Kyrka, la St. Karins Kyrka, o l’ottagonale Helge And Kyrka. D’estate vi si tengono anche concerti e manifestazioni (purtroppo per noi nulla dato che agosto è già fine stagione nel Nordeuropa).

Visby church ruins Visby church ruins Visby church ruins Visby church ruins Visby church ruins Visby church ruins

Ancora in piedi nel suo candore è invece la cattedrale, Sankta Maria Kyrka, bel connubio di forme medievali e aggiunte barocche. Anche qui, un ricco programma di concerti, ma poco tempo per poterne usufruire.

Cycling in Visby

Interessante anche l’offerta museale della città: visitiamo il Gotlands Fornsal, un museo regionale che tratta con dovizia di particolari la storia dell’isola dall’epoca previchinga fin quasi ai giorni nostri, e il Konstmuseum, raccoglitore di opere contemporanee ispirate all’isola e mostre temporanee di artisti locali.

Monsters

Se una giornata e mezza l’abbiamo dedicata a Visby, nonché a un giro delle sue mura esterne e a rilassarci nei Giardini Botanici o sulle spiagge sul Baltico, oltre a giri di shopping tra artigianato locale (lana a parte) da Kvinnfolki e specialità gastronomiche (tra cui il tè allo champagne) di Kränku, l’altra giornata la dedichiamo a esplorare i dintorni di Visby dopo aver affittato delle biciclette al Gotlands Cykeluthyrning. Da qui ci spostiamo verso l’interno, in direzione di Roma (ce n’è una pure lì!).

The walls around Visby

Il giro, tra stradine, foreste e campagne coltivate, ci permette di fermarci ad ammirare piccole chiese medievali intatte nella loro semplicità, tranquilli cimiteri e placidi villaggi immersi in una quiete surreale, fino a raggiungere le rovine del Romakloster, un monastero cistercense del XII secolo oggi adibito a teatro all’aperto.

Churchyard Water mirror Behind the door Simplicity Wooden roof Madonna with child

Ma, tornando al vero spirito del blog, non può mancare la parte prettamente gastronomica. Nonostante conti poco più di 20.000 abitanti, Visby ha una notevole concentrazione di ristoranti e locali, grazie al fatto di essere una piacevole meta turistica amata sia dagli scandinavi, che dai tedeschi (ma non mancano un bel po’ di turisti nostrani d’estate).

Visby Crêperie & Logi è un bellissimo locale specializzato in crêpe dolci e salate. Anche se non è segnalato sul menù, ve le prepareranno anche vegan, sarà sufficiente chiederlo alla scontrosa proprietaria, che però ve ne servirà una enorme di grano saraceno ricoperta di un manto di verdure, il tutto innaffiato da sidro francese. Gli interni, di un candido bianco nordico, e l’atmosfera rilassata ma al contempo ricercata, ne fanno un punto di ritrovo piuttosto affollato. Meglio quindi passare in giornata e prenotare per la sera. Per la crêpe vegan si spendono circa SKR 50 (EUR ).

crêperie & logi, visby crêperie & logi, visby crêperie & logi, visby crêperie & logi, visby crêperie & logi, visby crêperie & logi, visby

Anche Visby, come ogni città svedese, ha comunque almeno un ristorante che serve piatti 100% vegetali. Si tratta di Hedbergs Bok & Musikkafé, un piccolo localino con tanti libri e dischi, dove sarà possibile farsi preparare dei panini vegan (i nostri ai semi con tante verdure, germogli, tofu marinato e patè di olive) e degustare alcune dolcezze senza latte e uova con tè e tisane.

hedbergs bok, visby hedbergs bok, visby hedbergs bok, visby hedbergs bok, visby hedbergs bok, visby hedbergs bok, visby

Nunnan è invece un ristorante greco con (purtroppo) poche se non nulle opzioni vegan, ma basterà chiedere di non aggiungere feta nell’insalata e sistemare un altro paio di piatti per godersi più che altro Stora Torget, la piazza principale di Visby,  e la vista sulle rovine imponenti della Sankt Karins Kyrka.

In tutta l’isola è possibile trovare inoltre alcuni dolcetti tipici svedesi, come le havrebollar (palline di avena e cioccolato) e i verdi dammsugare in versione vegan: si tratta di prodotti realizzati da Bageri Gutebollen a Visby, che propone queste due dolcezze senza ingredienti di origine animale (tutti gli altri prodotti non sono purtroppo vegan). E non potevo non fare indigestione di dammsugare, uno dei miei dolcetti feticcio (sarà il colore, sarà il forte aroma di mandorla, ma non riesco a resistervi… E meno male che quelli che vendono all’Ikea non sono vegan!).

nunnan, visby Swedish sweets (vegan, of course) nunnan, visby

È ora di tornare indietro da questo bel paese, con un’immagine però che ci è rimasta dentro, quella di giovani vitelli che, con fare amichevole, si sono avvicinati a noi durante l’escursione e che, purtroppo, temo non ci siano più.

Young calfs

Visby Crêperie & Logi
Wallérs Plats 3
621 56 Visby
Tel. +46 498 284622
Orari: tutti i giorni 11-sera

Hedbergs Bok & Musikkafé
Södra Kyrkogatan 4b
621 56 Visby
Tel. +46 498 276500
Orari: lun-gio 10.30-19, ven-sab 10.30-17, chiuso domenica

Bageri Gutebollen
Bölungs Källunge
621 79 Visby
Tel. +46 498 30090
Solo i dammsugare e le havrebollar sono vegan.

 
   
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Bosnia, Erzegovina, istantanee, pita

19 07 2012

Prestissimo tornerò a scrivere in maniera più compiuta. Promesso. Nel frattempo, di ritorno da un viaggio di lavoro a Sarajevo (con puntata in Erzegovina, tra Mostar e Medjugorje, e giù fino a Neum sulla costa adriatica), istantanee da questo crocevia di culture balcaniche ricordando anche il sanguinosissimo conflitto che ha dilaniato questa terra neanche venti anni fa.

Moschea Gazi Husrev-beg, Sarajevo

Sarajevo, Bosnia and Herzegovina

Segni della guerra, Sarajevo

Sarajevo, Bosnia and Herzegovina

Medjugorje 

Medjugorje, Bosnia and Herzegovina

Stari Most, Mostar, com’era, dov’era

Mostar, Bosnia and Herzegovina

Consiglio vegan
Da non perdere una pita alle patate in qualsiasi panetteria di Sarajevo (si tratta di una sfoglia ripiena di patate e cipolle), aperte 24 ore su 24, accompagnata dalla locale birra Sarajevsko.

Sarajevo, Bosnia and Herzegovina

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Destinazione Svezia 4: Umeå e Uppsala

6 05 2012

in the rain in uppsala

Prosegue il mio racconto delle vacanze in terra di Svezia, siamo ormai al penultimo capitolo, la lunga discesa da Kiruna a Stoccolma, 1236 km che affrontiamo in due tappe, intervallate da due brevi giri in due delle più celebri cittadine universitarie svedesi: Umeå e Uppsala.

Il tragitto dalla Lapponia fino alla costa del Baltico si dipana fra fitte distese di boschi, qualche alce che invade la strada, e poi verdi campagne. A Umeå arriviamo nel tardo pomeriggio di un’assolata domenica estiva. Adagiata sul fiume Ume, oltre a essere un importante centro universitario, è anche la patria del metal svedese e dispone di una discreta scena vegan. Scena che però a quanto pare va in vacanza la domenica, dati che tutti i locali dove poter cenare erano chiusi.

rose tree red house summer relax

Poco male. Dopo aver perlustrato a piedi il placido centro cittadino, ci dirigiamo al ristorante indiano Gandhi (Rådhusesplanaden 17, tel. +46 90 125075), dove i gentili camerieri sapranno consigliarvi sui piatti vegetariani senza latticini. La nostra scelta cade su un abbondante e speziato dhal di legumi, preceduto prima da chapati con una scelta di chutney e verdure crude.

gandhi, umeå

Il mattino dopo, di buon’ora, partiamo alla volta di Uppsala, il più antico centro universitario svedese, nonché una delle più antiche città del paese (il sito archeologico di Gamla Uppsala, che purtroppo non riusciamo a visitare per mancanza di tempo, risale al VI secolo d.C.). Dopo aver preso possesso della nostra stanza in un bel boutique hotel, ci dedichiamo alla visita del centro storico della città, tenendo conto che quasi tutti i musei e i siti universitari sono già chiusi.

children in uppsala

La Domkyrka, la cattedrale gotica della città, domina il raccolto centro di Uppsala. Fra i nomi famosi ivi sepolti spiccano Gustav Vasa e Carl von Linné (Linneo).

uppsala cathedral

Breve pausa da Eko Caféet, bel locale che serve ottimo caffe equosolidale e ogni tanto piatti vegani a pranzo. Dopo la pausa caffè, ci spostiamo alla biblioteca universitaria Carolina Rediviva, con la sua breve ma interessante esposizione di preziose mappe e manoscritti, da antichi testi etiopi miniati al primo libro stampato in Svezia. Il pezzo forte è però il Codex Argenteus del 520 d.C., una Bibbia scritta con inchiostro d’oro e d’argento su pergamena porpora. Il fragile manoscritto, ben protetto, è il documento più completo in lingua gotica giunto fino ai tempi moderni.

carolina rediviva

Da qui ci spostiamo poi verso l’edificio principale dell’Università. Nel prato di fronte nove pietre runiche della zona si ergono tra alberi e cespugli.

runic stones in uppsala

Il breve giro cittadino si conclude nel ristorante greco Tzatziki (Fyristorg 4, tel. + 18 150333), ospitato in un bellissimo edificio del XVI secolo (attenzione alla testa se siete alti, io ho battuto diverse craniate), in cui è possibile trovare un paio di piatti vegan e una più ampia scelta di pietanze vegetariane. La mia cena consiste in dolmades (involtini di riso in foglie di vite), melanzana ripiena di verdure e insalata e patate al forno. Il tutto per poco più di 200 corone a testa (22 euro circa).

tzatziki, uppsala

Il mattino dopo consegneremo l’auto al vicino aeroporto di Stoccolma Arlanda, da dove ci imbarcheremo su un volo interno per l’isola di Gotland, ultima tappa del nostro giro svedese. Ma questo nella prossima, e finalmente ultima, puntata.

running in uppsala linné uppsala

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