VegOut: Kyoto

24 03 2013

haku un an, uji

Già sapete del mio amore particolare per il Giappone. E se il Giappone è una delle mie grandi passioni, la sua antica capitale, Kyoto, col suo ricco patrimonio storico-architettonico, è uno dei luoghi che più sento miei ogni volta che ci vado. Di questa splendida città già ne avevo parlato, così come di alcuni posti dove andare a mangiare. Completo la panoramica veg-culinaria di questa città con tre raccomandazioni, tre piccoli segreti ben nascosti da assaporare con calma.

kanga an, kyoto

KANGA AN
Il Kanga An è un luogo oserei dire magico. Un tempio ancora funzionante, l’unico a offrire piatti di fucha ryōri (la cucina vegetariana buddhista giapponese) anche la sera. Il complesso risale al XVII secolo, ben nascosto in una stretta via tra costruzioni più moderne, ed era all’epoca frequentato assiduamente anche dalla famiglia imperiale. Si accede al tempio di legno vero e proprio tramite un sentiero acciottolato pittorescamente illuminato da lanterne, mentre i due lati sono costeggiati dai padiglioni dove ci si accomoda per il pranzo o la cena.

kanga an, kyoto kanga an, kyoto kanga an, kyoto kanga an, kyoto

Seduti su comode sedie (non sul tatami, che sarà pure bello e caratteristico, ma pure piuttosto scomodo per noi poveri europei), separati dagli altri commensali da porte scorrevoli, si gustano le varie portate godendosi anche la suggestiva vista sui giardini alla giapponese. Come capita spesso in Giappone, la vista viene sollecitata quanto il palato, con l’ambientazione, con i colori e le curatissime preparazioni dei piatti. Si va dalla finta anguilla vegetale, realizzata sapientemente con glutine e alga nori, al tofu di sesamo, al tempura vegetale in cui figurano anche fiori e bacche di ginko biloba. Presentazioni, profumi e consistenze sono perfettamente calibrate.

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Il pranzo varia tra i JPY 5250 e i JPY 8400 (EUR 40-68), la sera si cena a JPY 12600-16800 (EUR 100-135). Davvero ben spesi, per un’esperienza che sicuramente rimarrà indelebile nella memoria. Si pranza dalle 12 alle 15, e la cena viene servita tra le 17 e le 21. Il tempio è vicinissimo alla stazione della metro Kuramaguchi.

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Kanga An
278 Shingoryōguchi-chō
Kita-ku
Kyoto
Tel. +81752562480

VILLAGE & PADMA CAFE
Nascosto nel retro di un cortile, sopra un ristorante di ramen, questo locale è quanto di più diverso ci possa essere dal Kanga An. Piccolo e scarsamente illuminato, ospita concerti dal vivo e una cucina rapida ed eco-friendly, tra cui spiccano alcuni piatti vegan indicati chiaramente sul menù (solo in giapponese). A pranzo è tutto vegan, la sera servono invece anche pesce. Il locale è chiuso il lunedì, gli altri giorni è aperto per pranzo dalle 11.30 alle 14.30, e a cena dalle 18.00 alle 24.00

village, kyoto village, kyoto

Io ci sono capitato nel mezzo di un jam-session di musica elettronica. Unico occidentale, mi sono gustato il mio menù vegetale a base di riso integrale, tofu, tempura e verdure, perforandomi i timpani e soddisfacendo la curiosità degli altri avventori su come diavolo fossi finito lì dall’Italia.

village, kyoto

Village & Padma Café
95 Tsukita-chō
Sakyō-ku
Maizon Shirokawa 202
Tel. +81757123372

HAKU UN AN
Uji, cittadina alla periferia sud di Kyoto, è famosa per i suoi splendidi templi, per essere l’ambientazione dei capitoli finali del Genji Monogatari, ma soprattutto per le sue piantagioni di tè verde, considerato uno dei più pregiati al mondo (e la Tsuen-cha-ya è considerato il più antico negozio di tè del mondo, risalente al XII secolo). Tutto questo per introdurre lo Haku-Un-An, uno dei classici ristoranti di fucha-ryōri che preparano e servono la tradizionale cucina vegetariana buddhista. Cucina che è assolutamente vegan in tutti i suoi piatti.

haku un an, uji

Il ristorante è situato di fronte al tempio Manpuku-ji e vi si accede attraverso uno splendido giardino tradizionale giapponese, che fa da contraltare ai vari piccoli edifici che compongono il ristorante (tra cui una piccola casa da tè circolare).

haku un an, uji haku un an, uji

Il cibo, armoniosamente servito da camerieri in kimono, viene presentato su grandi piatti comuni da cui ogni persona attingerà con le sue bacchette, in modo tale da creare uno spirito di armoniosa comunanza che è la base del fucha ryōri.

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È possibile scegliere tre diversi tipi di pasti, i costi variano da JPY 5300 a JPY 8400 (circa EUR 45-70). Il ristorante è aperto tutti i giorni tranne il mercoledì, dalle 11 alle 20 (ma bisogna arrivare entro le 18 per cenare). Consigliata la prenotazione. Per arrivarci prendete la JR Nara Line o la Keihan Uji Line dalla stazione di Kyoto e scendete a Obaku. Il ristorante è a 5 minuti a piedi.

Haku-Un-An
30 Shiura
Gokasho
Uji
Tel. +81774320700
www.hakuunan.com

 

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Café Proverbs 15:17
Seigen’in

Kyoto

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Atene

16 01 2013

parthenon

Culla della civiltà europea, Atene è una città moderna e vivace, molto piacevole da girare e da vivere. Ci sono stato per la prima volta in vacanza un paio di anni fa, toccata e fuga purtroppo. Ci torno ora un paio di volte l’anno per lavoro, anche in questo caso in maniera piuttosto veloce. Ma sempre con rinnovato entusiasmo.

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La prima volta, per l’appunto, è stata in un caldo fine settimana di luglio con mia madre. Atene d’estate è davvero soffocante. E soffocante è stata anche la classica ascesa all’Acropoli. Arrancando sotto un sole cocente, finalmente in cima alla collina, i simboli più conosciuti della Grecia classica si dispiegano in maniera scenografica: in primis i Propilei, l’ingresso monumentale alla città alta. E poi il Partenone, in tutta la sua imponenza, l’Eretteo con le sue cariatidi, il piccolo Tempio di Atena Nike. E una vista mozzafiato su tutta la città, oltre a un piacevole vento rinfrescante.

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Giù a valle, una mattinata è interamente dedicata alla scoperta del nuovissimo Museo dell’Acropoli, che custodisce tutti i resti provenienti dal sito archeologico della città alta, piacevolmente illuminato da ampie vetrate che convogliano quanta più luce naturale possibile. Necessaria e corroborante è la sosta nel caffè-ristorante sulla terrazza del museo, dove è possibile rifocillarsi con un’ insalata greca senza formaggio e con la classica fava, una sorta di hummus realizzato, per l’appunto, con fave frullate. E qui viene la nota positiva sulla città: ovunque è facile trovare piatti della tradizione completamente vegetali, a base degli ottimi prodotti agricoli del paese. La varietà di piatti è ben più ampia di quella che è possibile trovare nei ristoranti greci all’estero.

tomato and olive traditional fava

Qualche ora la dedichiamo anche al cuore dell’Atene moderna, Sýntagma, con l’ampia Plateia Syntagmatos (Piazza della Costituzione): allo scoccare di ogni ora è poi possibile assistere al tradizionale cambio della guardia, con gli euzoni che, impettiti, sgambettano dalla Tomba del Milite Ignoto al Parlamento.

evzones

Sempre nei dintorni di Plateia Syntagmatos ottimo shopping enogastronomico: cioccolato al pistacchio e delizie turche da Aristokratikon e articoli a base di mastice (mastiha), la tradizionale resina estratta sull’isola di Chio e ben conosciuta e apprezzata in tutto il Mediterraneo orientale, da Mastiha Shop. Qui si può fare incetta di oli essenziali, alimenti (olio e senape aromatizzati nel mio caso) e liquori a base di questo particolare prodotto.

plateia syntagmatos at night

Da non perdere anche un giro al Mercato Centrale di Atene per fare incetta di olive, spezie e grandi vasi di tahin. Come ogni grande mercato dell’Europa meridionale, anche quello di Atene è ricco di colori e profumi, piacevolmente caotico.

agora kentriki

Tantissimi i cani randagi di grossa taglia che girano per la città. Per fortuna, a differenza di quelli che si vedono a Bucarest, vengono controllati, vaccinati e accuditi dalla municipalità e da varie associazioni volontarie. Li troverete un po’ ovunque nel centro storico, a sollazzarsi al sole o a riposare all’ombra nelle ore più calde. Ben accetti grattini e carezze.

dogs of athens

Come dicevo, mangiare ad Atene non pone davvero problemi. In qualsiasi trattoria tradizionale è possibile trovare piatti interamente vegetali (noi abbiamo girato un paio di taverne a Pláka, e tutt’ora quando ci capito per lavoro il problema è semmai non mangiare troppo), tra cui, oltre alla fava, è possibile gustare dolmadas, olive e numerosi piatti a base di verdure. Grazie inoltre al turismo gran parte dei ristoratori conosce anche bene cosa significhi essere vegan. Ciononostante, ecco alcuni indirizzi di ristoranti vegetariani dove andare sul sicuro e dove certamente non verrete attanagliati dai morsi della fame.

athens by night

AVOCADO

Vicino a Plateia Syntagmatos, questo piccolo locale vegetariano dalla strana architettura interna (è praticamente un lungo corridoio altissimo) è una novità di questi ultimi anni, e attira una nutrita clientela sia locale sia straniera. Il menù è ricco e vario, con interessanti spunti crudisti. Nel mio caso opto per un antipasto mediorientale a base di hummus, falafel e tahin, e per un tortino con bulgur, fagioli e verdure. Buon rapporto qualità-prezzo, locale simpatico, personale gentile e disponibile.

20121022_6 falafel appetizer bulgur and bean pate 20121022_7

OIKOLOGOI ELLADAS

Fast food vegetariano, con annesso supermarket biologico. Locale piuttosto spartano e non particolarmente attraente, personale dai modi spicci, ma si mangia piuttosto bene, si spende poco, e le porzioni sono più che generose. Il ricco spezzatino di soia è da provare. Decisamente retrò (sembra di essere catapultati improvvisamente a trent’anni fa).

veg fast food at oikologoi elladas

IMPROV CAFE & RESTO

Colpo di fulmine per questo locale a Keramikós, inaugurato da meno di un anno da una coppia mista (lei greca, lui irlandese). Locale polivalente, fa da ristorante, cocktail e rock bar, locale notturno. La scelta è ardua (100% vegan), molti piatti crudisti, a cavallo tra Grecia, Inghilterra e Nordamerica. Opto per un’insalata greca con feta crudista a base di mandorla, dalla consistenza e dalla compattezza davvero sorprendenti e simili alla feta di origine animale, e un gusto leggero ma deciso al contempo. Segue poi un ricco piatto con gyros vegetale adagiato su un pane pita, verdure e patate fritte maison con spolverata di paprica. Volendo poi strafare, il cheesecake monoporzione è davvero imperdibile.

improv cafe & resto raw almond feta vegan gyros vegan cheesecake

MESÓN EL MIRADOR

Locale messicano, pur non essendo vegetariano, ha un ricco menù di piatti tradizionali senza carne e pesce. Buone le opzioni vegan. Vale solo il viaggio per arrivarci la splendida terrazza all’aperto con vista sull’Acropoli. Si inizia con sottili fettine di tortilla fritte con salsa piccante, per poi proseguire con un ricchissimo guacamole servito in un piatto commestibile di sfoglia di mais croccante. Il “chili non carne” a base di tritato di soia è davvero ottimo, così come il sorbetto al lime.

a restaurant with a view salsa mexican salad ritmos del mundo

Atene
per golosi vegan


Agora Kentriki (Mercato Centrale di Atene)
Athinas 42
Athina
Una delizia per gli occhi e per il palato. Olive, tahin, pita, verdure e frutta variopinta.

Aristokratikon
Karagiorgi Servias 9
105 63 Athina
Metro: Syntagma
Cioccolato, delizie turche, cioccolato, pistacchi, ancora cioccolato.

Avocado
Nikis 30
10570 Athina
Tel. +30 21 0323 7878
Metro: Syntagma
Ristorante vegetariano e vegan, con ricca scelta di piatti, burger, bagel e pizza.

Improv Cafe and Risto
Iakhou 8
Tel. +30 21 3024 0875
Metro: Keramikos
Il meglio della cucina vegan e crudista della città.

Mastiha Shop
Panepistimiou 6
Athina
Tel. +30 21 0363 2750
Metro: Syntagma
Tutto a base o aromatizzato con la resina dell’isola di Chio. O la si ama, o la si odia. I greci la amano.

Mesón El Mirador
Agisalou 88
10435 Athina
Tel. +30 21 0342 0007
Cucina tradizionale messicana con piatti vegan e rivisitazioni cruelty-free, il tutto con una splendida vista sull’Acropoli.

Oikologoi Elladas
Panepistimiou 57
Athina
Metro: Omonoias
Si ritorna agli anni ‘70 in questo self service vegetariano dalla cucina semplice e robusta.

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Monregalese

10 12 2012

vicoforte

A est di Cuneo si estende una zona storica del Piemonte, il Monregalese, di nascoste bellezze e di natura ancora ben preservata. La zona la conosco abbastanza bene, avendoci trascorso innumerevoli vacanze, e che, grazie alla seconda casa dei miei, diventa un rifugio speciale dallo stress e dalla frenesia lavorativa.

mondovì

Il Monregalese costituisce l’estremità sud-ovest delle Langhe. Il fulcro è Mondovì, una graziosa cittadina di impianto medievale e barocco, divisa in due parti: il quartiere Piazza, abbarbicato sull’omonimo colle, e Breo, ai piedi della collina, da cui è possibile salire a Piazza tramite la bella funicolare di inizio Novecento da poco restaurata.

mondovì mondovì mondovì mondovì

Mondovì Piazza, con le sue architetture barocche e i suoi resti medievali, le sue stradine tortuose e la vista sulle colline e sulle montagne vicine, è di gran lunga la parte più affascinante della città. Qui si possono visitare la Cattedrale di San Donato e la Chiesa di San Francesco Saverio, il Palazzo di Città e il Palazzo dei Bressani.

mondovì

A Mondovì Piazza si può pranzare o cenare da La Bua, osteria di livello ospitata in un palazzo storico, dove è possibile gustare buoni piatti indiani (chiedete sempre di farvi cucinare le portate senza ghee ma con olio) e visitare l’infernot, la classica cantina piemontese, in questo caso regno di affascinanti muffe secolari. Con la precedente gestione era possibile anche cenare con piatti di ispirazione macrobiotica e vegan, di gusto ricercato, ma la titolare ha purtroppo abbandonato l’attività di ristorazione per dedicarsi al vicino Okra Eco-Store.

la bua, mondovì pakora la bua, mondovì la bua, mondovì indian rice la bua, mondovì

Giù in basso, a Breo, tra le vie porticate, si apre un bello spiazzo in cui si erge la Chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, con la sua scalinata di marmo e la Fontana del Delfino (più simile a un mostro marino, per la verità). Una vasta scelta di prodotti bio e vegan si può trovare da Il Frutto Proibito (che non vende carne e pesce, tra l’altro) mentre vale la pena di gustare un sorbetto o un gelato di riso alla Gelateria Lurisia. Nella parte invece più moderna e anonima, dal lato opposto della zona storica, è infine possibile acquistare tofu e seitan alla Gastronomia Marchisio e, su prenotazione, farsi preparare piatti vegan da asporto. Poco fuori Mondovì c’è poi il Molino Bongiovanni, con il suo spaccio, in cui però purtroppo non sono ancora riuscito a passare.

mondovì

A pochi chilometri da Mondovì, a Vicoforte, sorge uno dei tesori più belli e meno conosciuti d’Italia, l’enorme Santuario barocco progettato da Ascanio Vitozzi, con la sua impressionante cupola ellittica (la più grande del mondo).

vicoforte

Nella zona porticata a est del Santuario la Panetteria Corsini offre paste di meliga e cremino (due specialità dolciarie piemontesi) inaspettatamente prive di ingredienti animali (ho controllato attentamente la lista degli ingredienti).

vicoforte vegan paste di meliga vicoforte

Ma Vicoforte è anche il regno di uno dei principali cioccolatieri italiani, Silvio Bessone. Nel suo regno, Le Delizie, a pochi passi dal Santuario, potrete deliziarvi con le sue creazioni di cioccolato fondente e gianduia senza latte ispirate al mondo della musica.

silvio bessone's chocolate

Nelle valli alpine che si dipanano da Mondovì, altre piacevoli sorprese gastronomiche si svelano insieme a paesaggi rurali e naturali ancora incontaminati. A Lurisia Terme, frazione di Roccaforte Mondovì, oltre a sgorgare la celebre acqua omonima salita alle stelle gastronomiche grazie a una sapiente opera di marketing, troverete la migliore pizzeria della zona, Amadeus, che propone pizze dagli ingredienti genuini ma, soprattutto, in cui è possibile farsi mettere il tofu al posto della mozzarella come condimento. C’è anche la possibilità di richiedere l’impasto lievitato naturalmente con pasta madre, ma purtroppo come attivante c’è il miele, quindi non adatto a chi è vegan. La pizzeria propone inoltre alcuni piatti interessanti, come una ottima minestra di riso realizzata con le farine del Mulino Bongiovanni.

focaccia with hawaiian salt amadeus, roccaforte mondovì rice cream

Nella Valle Maudagna, alle pendici del Monte Moro, oltre che sciare d’inverno e fare escursioni d’estate, è poi possibile cenare veg all’Hotel Miramonti di Frabosa Soprana (su prenotazione, ne avevo parlato qui) mentre, per chi è goloso come me, il vero paradiso è la pasticceria Sugar Free di Frabosa Sottana. Qui è possibile gustare ottima pasticceria secca di tradizione piemontese (baci di dama e risole sono eccezionali) realizzata senza uova, latticini e saccarosio, così come crostate, biscotti e fette biscottate salutari e golose allo stesso tempo.

vegan pastries from sugar free, frabosa sottana

Non lontana da Torino e da Genova, la zona delle Langhe Monregalesi si offre in tutto il suo fascino e la sua semplice eleganza per un soggiorno che coniuga alla perfezione piaceri gastronomici (vegan, naturalmente!), arte, cultura e attività all’aria aperta.

mondovì

 

Il Monregalese
per golosi vegan

Osteria La Bua
Via Vasco, 8
Mondovì Piazza
12084 Mondovì (CN)
Tel. 0174 558212
www.labua.it  
Cucina indiana, attenzione al ghee, chiedere sempre di utilizzare olio al suo posto.

Il Frutto Proibito
Corso Statuto, 2
12084 Mondovì (CN)
Tel. 0174 42423
Erboristeria e negozio bio con un’ottima scelta di prodotti vegan, seitan, tofu e pane cotto al forno a legna.

Gelateria Lurisia
Via Luigi Einaudi, 2
12084 Mondovì (CN)
Tel. 0174 43525
www.gelaterialurisia.it
Ottimi sorbetti preparati con acqua Lurisia e golosi gelati vegan di riso.

Gastronomia Marchisio
Piazza Monteregale, 2/C
Mondovì Altipiano
12084 Mondovì (CN)
Tel. 0174 42851
www.gastronomiamarchisio.it  
Su prenotazione, gastronomia salutista vegan da asporto.

Molino Bongiovanni
Via Case Molino di Pogliola, 1
12089 Villanova Mondovì (CN)
Tel. 0174 686106
www.molinobongiovanni.com  
Ci si trova di tutto! Hanno anche un sito vendite online (www.tibiona.it).

Le Delizie
Via F. Gallo, 19
12080 Vicoforte (CN)
Tel.0174 563312 
www.silviobessone.it  
Cioccolato di alta qualità dalle ispirazioni musicali, è possibile visitare anche il laboratorio.

Amadeus
Via delle Terme, 6
Lurisia Terme
12080 Roccaforte Mondovì (CN)
Tel. 0174 583572 
Pizza adatta anche a vegan e intolleranti al lattosio, con utilizzo di tofu al posto del formaggio.

Hotel Miramonti
Via Roma, 84
12082 Frabosa Soprana (CN)
Tel. 0174 244533
www.miramonti.cn.it
Cucina vegan macrobiotica al ristorante dell’albergo su prenotazione.

Sugar Free
Via Gosi, 21
12082 Frabosa Sottana (CN)
Tel. 0174 345404
www.nientezucchero.it
Ottima scelta di pasticceria secca senza latticini, uova e saccarosio, oltre a crostate e fette biscottate artigianali vegan.

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Destinazione Svezia 5: Gotland

16 11 2012

Cycling in Gotland

E finalmente, dopo mesi di silenzio, riesco a condividere l’ultima tappa del nostro viaggio in terra svedese: la solitaria e splendida isola di Gotland, un gioiello del Baltico a metà strada tra Svezia e Lettonia, a cui abbiamo dedicato due giorni e mezzo godendoci paesaggi e testimonianze medievali. E per i medievalisti (o pseudo tali come me) Gotland è un vero paradiso: l’economia dell’isola, fiorentissima ai tempi della Lega Anseatica, si è poi cristallizzata a causa dello spostamento delle rotte commerciali garantendo la preservazione di un imponente patrimonio storico-architettonico risalente al XII-XIV secolo. Chiese e villaggi all’interno sono praticamente rimasti tali da allora.

The sky over Visby

Piove a Stoccolma quando ci imbarchiamo sul piccolo aereo diretto a Visby, il capoluogo dell’isola, dove per fortuna uno splendido sole ci farà compagnia per tutto il soggiorno.

Visby images

Circondata da una possente cinta muraria intervallata da ben 40 torri, Visby è un saliscendi di stradine acciottolate e case di legno, ma soprattutto contiene le suggestive rovine di dieci chiese medievali distrutte da incendi o dal semplice abbandono durante la Riforma protestante. Ben inserite nel contesto cittadino, tra le più belle l’imponente St. Nikolai Kyrka, la St. Karins Kyrka, o l’ottagonale Helge And Kyrka. D’estate vi si tengono anche concerti e manifestazioni (purtroppo per noi nulla dato che agosto è già fine stagione nel Nordeuropa).

Visby church ruins Visby church ruins Visby church ruins Visby church ruins Visby church ruins Visby church ruins

Ancora in piedi nel suo candore è invece la cattedrale, Sankta Maria Kyrka, bel connubio di forme medievali e aggiunte barocche. Anche qui, un ricco programma di concerti, ma poco tempo per poterne usufruire.

Cycling in Visby

Interessante anche l’offerta museale della città: visitiamo il Gotlands Fornsal, un museo regionale che tratta con dovizia di particolari la storia dell’isola dall’epoca previchinga fin quasi ai giorni nostri, e il Konstmuseum, raccoglitore di opere contemporanee ispirate all’isola e mostre temporanee di artisti locali.

Monsters

Se una giornata e mezza l’abbiamo dedicata a Visby, nonché a un giro delle sue mura esterne e a rilassarci nei Giardini Botanici o sulle spiagge sul Baltico, oltre a giri di shopping tra artigianato locale (lana a parte) da Kvinnfolki e specialità gastronomiche (tra cui il tè allo champagne) di Kränku, l’altra giornata la dedichiamo a esplorare i dintorni di Visby dopo aver affittato delle biciclette al Gotlands Cykeluthyrning. Da qui ci spostiamo verso l’interno, in direzione di Roma (ce n’è una pure lì!).

The walls around Visby

Il giro, tra stradine, foreste e campagne coltivate, ci permette di fermarci ad ammirare piccole chiese medievali intatte nella loro semplicità, tranquilli cimiteri e placidi villaggi immersi in una quiete surreale, fino a raggiungere le rovine del Romakloster, un monastero cistercense del XII secolo oggi adibito a teatro all’aperto.

Churchyard Water mirror Behind the door Simplicity Wooden roof Madonna with child

Ma, tornando al vero spirito del blog, non può mancare la parte prettamente gastronomica. Nonostante conti poco più di 20.000 abitanti, Visby ha una notevole concentrazione di ristoranti e locali, grazie al fatto di essere una piacevole meta turistica amata sia dagli scandinavi, che dai tedeschi (ma non mancano un bel po’ di turisti nostrani d’estate).

Visby Crêperie & Logi è un bellissimo locale specializzato in crêpe dolci e salate. Anche se non è segnalato sul menù, ve le prepareranno anche vegan, sarà sufficiente chiederlo alla scontrosa proprietaria, che però ve ne servirà una enorme di grano saraceno ricoperta di un manto di verdure, il tutto innaffiato da sidro francese. Gli interni, di un candido bianco nordico, e l’atmosfera rilassata ma al contempo ricercata, ne fanno un punto di ritrovo piuttosto affollato. Meglio quindi passare in giornata e prenotare per la sera. Per la crêpe vegan si spendono circa SKR 50 (EUR ).

crêperie & logi, visby crêperie & logi, visby crêperie & logi, visby crêperie & logi, visby crêperie & logi, visby crêperie & logi, visby

Anche Visby, come ogni città svedese, ha comunque almeno un ristorante che serve piatti 100% vegetali. Si tratta di Hedbergs Bok & Musikkafé, un piccolo localino con tanti libri e dischi, dove sarà possibile farsi preparare dei panini vegan (i nostri ai semi con tante verdure, germogli, tofu marinato e patè di olive) e degustare alcune dolcezze senza latte e uova con tè e tisane.

hedbergs bok, visby hedbergs bok, visby hedbergs bok, visby hedbergs bok, visby hedbergs bok, visby hedbergs bok, visby

Nunnan è invece un ristorante greco con (purtroppo) poche se non nulle opzioni vegan, ma basterà chiedere di non aggiungere feta nell’insalata e sistemare un altro paio di piatti per godersi più che altro Stora Torget, la piazza principale di Visby,  e la vista sulle rovine imponenti della Sankt Karins Kyrka.

In tutta l’isola è possibile trovare inoltre alcuni dolcetti tipici svedesi, come le havrebollar (palline di avena e cioccolato) e i verdi dammsugare in versione vegan: si tratta di prodotti realizzati da Bageri Gutebollen a Visby, che propone queste due dolcezze senza ingredienti di origine animale (tutti gli altri prodotti non sono purtroppo vegan). E non potevo non fare indigestione di dammsugare, uno dei miei dolcetti feticcio (sarà il colore, sarà il forte aroma di mandorla, ma non riesco a resistervi… E meno male che quelli che vendono all’Ikea non sono vegan!).

nunnan, visby Swedish sweets (vegan, of course) nunnan, visby

È ora di tornare indietro da questo bel paese, con un’immagine però che ci è rimasta dentro, quella di giovani vitelli che, con fare amichevole, si sono avvicinati a noi durante l’escursione e che, purtroppo, temo non ci siano più.

Young calfs

Visby Crêperie & Logi
Wallérs Plats 3
621 56 Visby
Tel. +46 498 284622
Orari: tutti i giorni 11-sera

Hedbergs Bok & Musikkafé
Södra Kyrkogatan 4b
621 56 Visby
Tel. +46 498 276500
Orari: lun-gio 10.30-19, ven-sab 10.30-17, chiuso domenica

Bageri Gutebollen
Bölungs Källunge
621 79 Visby
Tel. +46 498 30090
Solo i dammsugare e le havrebollar sono vegan.

 
   
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Bosnia, Erzegovina, istantanee, pita

19 07 2012

Prestissimo tornerò a scrivere in maniera più compiuta. Promesso. Nel frattempo, di ritorno da un viaggio di lavoro a Sarajevo (con puntata in Erzegovina, tra Mostar e Medjugorje, e giù fino a Neum sulla costa adriatica), istantanee da questo crocevia di culture balcaniche ricordando anche il sanguinosissimo conflitto che ha dilaniato questa terra neanche venti anni fa.

Moschea Gazi Husrev-beg, Sarajevo

Sarajevo, Bosnia and Herzegovina

Segni della guerra, Sarajevo

Sarajevo, Bosnia and Herzegovina

Medjugorje 

Medjugorje, Bosnia and Herzegovina

Stari Most, Mostar, com’era, dov’era

Mostar, Bosnia and Herzegovina

Consiglio vegan
Da non perdere una pita alle patate in qualsiasi panetteria di Sarajevo (si tratta di una sfoglia ripiena di patate e cipolle), aperte 24 ore su 24, accompagnata dalla locale birra Sarajevsko.

Sarajevo, Bosnia and Herzegovina

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Destinazione Svezia 4: Umeå e Uppsala

6 05 2012

in the rain in uppsala

Prosegue il mio racconto delle vacanze in terra di Svezia, siamo ormai al penultimo capitolo, la lunga discesa da Kiruna a Stoccolma, 1236 km che affrontiamo in due tappe, intervallate da due brevi giri in due delle più celebri cittadine universitarie svedesi: Umeå e Uppsala.

Il tragitto dalla Lapponia fino alla costa del Baltico si dipana fra fitte distese di boschi, qualche alce che invade la strada, e poi verdi campagne. A Umeå arriviamo nel tardo pomeriggio di un’assolata domenica estiva. Adagiata sul fiume Ume, oltre a essere un importante centro universitario, è anche la patria del metal svedese e dispone di una discreta scena vegan. Scena che però a quanto pare va in vacanza la domenica, dati che tutti i locali dove poter cenare erano chiusi.

rose tree red house summer relax

Poco male. Dopo aver perlustrato a piedi il placido centro cittadino, ci dirigiamo al ristorante indiano Gandhi (Rådhusesplanaden 17, tel. +46 90 125075), dove i gentili camerieri sapranno consigliarvi sui piatti vegetariani senza latticini. La nostra scelta cade su un abbondante e speziato dhal di legumi, preceduto prima da chapati con una scelta di chutney e verdure crude.

gandhi, umeå

Il mattino dopo, di buon’ora, partiamo alla volta di Uppsala, il più antico centro universitario svedese, nonché una delle più antiche città del paese (il sito archeologico di Gamla Uppsala, che purtroppo non riusciamo a visitare per mancanza di tempo, risale al VI secolo d.C.). Dopo aver preso possesso della nostra stanza in un bel boutique hotel, ci dedichiamo alla visita del centro storico della città, tenendo conto che quasi tutti i musei e i siti universitari sono già chiusi.

children in uppsala

La Domkyrka, la cattedrale gotica della città, domina il raccolto centro di Uppsala. Fra i nomi famosi ivi sepolti spiccano Gustav Vasa e Carl von Linné (Linneo).

uppsala cathedral

Breve pausa da Eko Caféet, bel locale che serve ottimo caffe equosolidale e ogni tanto piatti vegani a pranzo. Dopo la pausa caffè, ci spostiamo alla biblioteca universitaria Carolina Rediviva, con la sua breve ma interessante esposizione di preziose mappe e manoscritti, da antichi testi etiopi miniati al primo libro stampato in Svezia. Il pezzo forte è però il Codex Argenteus del 520 d.C., una Bibbia scritta con inchiostro d’oro e d’argento su pergamena porpora. Il fragile manoscritto, ben protetto, è il documento più completo in lingua gotica giunto fino ai tempi moderni.

carolina rediviva

Da qui ci spostiamo poi verso l’edificio principale dell’Università. Nel prato di fronte nove pietre runiche della zona si ergono tra alberi e cespugli.

runic stones in uppsala

Il breve giro cittadino si conclude nel ristorante greco Tzatziki (Fyristorg 4, tel. + 18 150333), ospitato in un bellissimo edificio del XVI secolo (attenzione alla testa se siete alti, io ho battuto diverse craniate), in cui è possibile trovare un paio di piatti vegan e una più ampia scelta di pietanze vegetariane. La mia cena consiste in dolmades (involtini di riso in foglie di vite), melanzana ripiena di verdure e insalata e patate al forno. Il tutto per poco più di 200 corone a testa (22 euro circa).

tzatziki, uppsala

Il mattino dopo consegneremo l’auto al vicino aeroporto di Stoccolma Arlanda, da dove ci imbarcheremo su un volo interno per l’isola di Gotland, ultima tappa del nostro giro svedese. Ma questo nella prossima, e finalmente ultima, puntata.

running in uppsala linné uppsala

Se ti è piaciuto, vedi anche tutti gli altri articoli dedicati alla Svezia.

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Eating Out: Kiruna

1 04 2012

camp ripan, kiruna

Non di sola soddisfazione dello spirito vive l’uomo. E così, nonostante gli splendidi paesaggi lapponi, abbiamo anche apprezzato delle pause più mondane attorno a tavole imbandite. E, se nel regno dei ghiacci e della neve non è sempre immediato trovare opzioni prive di ingredienti animali, non è stato neppure difficile trovare locali adatti alle nostre richieste.

arctic thai and grill, kiruna

ARCTIC THAI AND GRILL

Può mancare un locale thailandese anche nelle remote terre settentrionali? Per la gioia di chi ama i sapori di questa cucina asiatica, questo piccolo locale, gestito con maniere decise da tre donne originarie del Siam, propone un ricco assortimento di piatti thai preparati velocemente sul momento, tra cui numerose opzioni vegan. Il tutto accompagnato, oltre che da riso basmati, da knäckerbröd locale. Ottimo il curry con tofu e verdure.

Föraregatan 18
981 31 Kiruna
Tel. 46-980-68158

cafe palladium, kiruna

CAFE PALLADIUM

Da fuori non gli avremmo dato una lira. Una pizzeria in Lapponia che propone anche piatti libanesi? Ma dato che non è giusto liquidare i posti dal loro aspetto esterno, ci siamo entrati. Il locale è davvero strano, ma divertente. Dopo un primo ambiente da rosticceria libanese degna delle periferie berlinesi, ci siamo ritrovati in una leziosa saletta rosa con quadri degli Abba alle pareti. Sottofondo musicale della serata? Abba, manco a dirlo, per tutta la sera. Ma l’antipasto libanese e il riso con falafel sono davvero buoni. E il proprietario, fuggito da giovane con la famiglia da Beirut durante la guerra, socievole e un po’ malinconico.

Meschplan 5
981 31 Kiruna
Tel. +46-0980-13955

cafe safari, kiruna

CAFE SAFARI

Dentro una casetta di legno gialla questo caffè propone un vasto assortimento di panini e caffetteria. Il bello è che vengono preparati freschi su ordinazione. Di vegan c’è solo quello ai falafel (non fatevi spalmare il burro però, perché di ufficio), che però è decisamente buono. Potrete poi farvi preparare tutte le bevande calde con latte di soia (il mio chai latte non poteva naturalmente mancare).

Geologgatan 4
981 31 Kiruna
Tel. +46-980-17460

camp ripan, kiruna camp ripan, kiruna camp ripan, kiruna camp ripan, kiruna camp ripan, kiruna camp ripan, kiruna

CAMP RIPAN RESTAURANG

Cosa c’è di meglio che godersi un’ottima cena alla luce del sole di una sera estiva nordica? L’elegante ristorante dell’albergo Camp Ripan, frequentato assiduamente da locali, forestieri e turisti giapponesi, propone un’ottima cucina inventiva. Il menù riporta qualche piatto vegan, ma anche qualora non fosse indicato nulla, basterà indicare le vostre esigenze al gentilissimo staff del locale e vi verrà preparato un menù interamente vegetale senza alcun problema. Nel nostro caso un ricco antipasto a base di verdure, olive, cereali e legumi dal buffet, un piatto di frittelle di fagioli con patate, cipolle rosse, salsa di pomodoro e purè, e infine un dessert a base di frutti di bosco e fogli di cioccolato fondente. Il tutto innaffiato da birra Norrguld.

Campinvägen 5
981 31 Kiruna
Tel. +46-980-63000

panorama cafe, abisko

PANORAMA CAFE

Anche sullo sperduto monte Nuolja si può trovare un’opzione veg. Un semplice panino con verdure e hummus, e una vista mozzafiato sul lago Torneträsk. Il tutto nel Parco Nazionale di Abisko, 60 km a ovest di Kiruna.

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Destinazione Svezia 3: Lapponia

27 02 2012

karesuando church

Prosegue il resoconto del nostro viaggio in terra di Svezia, in quella che sicuramente è stata l’esperienza che più ci ha segnati e affascinati di questo stupendo paese. Avevamo letto e ci eravamo documentati sul fatto che viaggiare nell’estremo nord del paese costituisce un’esperienza insolita, ma è solo girandoci che si capisce quanto maestosa e potente sia la natura e quanta bellezza racchiuda questo vasto territorio.

northern clouds

Lasciata Östersund di primissimo mattino, il nostro viaggio verso nord prosegue tutta la giornata verso nord. Superata Hoting, entriamo in Lapponia. Le cittadine diventano sempre più rade, e le foreste di conifere fiancheggiano la statale verso Kiruna, la nostra base di esplorazione del territorio. Dorotea, Vilhelmina, Storuman, Sorsele, Arvidsjaur sono i centri abitati che attraversiamo nel lungo tragitto verso nord. Ed è, poco prima di Jokkmokk, che ci fermiamo per la prima entusiasmante esperienza della nostra quattro giorni lappone: il superamento del Circolo Polare Artico! L’emozione è tanta, e penso che chi l’abbia vissuta sappia di cosa parlo.

arctic circle

A Jokkmokk ci fermiamo per visitare l’Ájttemuseum, un museo etnografico dedicato alla popolazione autoctona delle terre europee al di sopra del Circolo Polare Artico, i sami. Il museo è molto completo, sebbene le didascalie siano solo in svedese e in sami. Ancora più interessante, per i foodist come me, è il negozio di artigianato, tra cui una serie di preparazioni che sono subito finite in valigia come la marmellata di more artiche e la gelatina di betulla, tra le altre.

birch jelly

Dopo esserci rifocillati di pane croccante sami ricoperto di cioccolato fondente, acquistato al museo, percorriamo gli ultimi 150 chilometri fino a a Kiruna, dove arriviamo in serata (ad agosto rimane chiaro tutta la notte, sebbene il sole tramonti alcune ore – il fenomeno del sole di mezzanotte è visibile solo tra metà giugno e metà luglio). Prendiamo possesso della nostra camera e facciamo un rapido giro di esplorazione della città. La temperatura si attesta sui 5°: giubbotto, sciarpa e berretto sono naturalmente essenziali. A Kiruna non ci sono ristoranti vegetariani, ma quasi ovunque è possibile trovare opzioni vegane. Pur essendo piccola, riusciamo a provare ogni sera un ristorante diverso. Ottimi i panini di falafel del Café Safari, e creativo il menù del Camp Ripan Restaurang (ma dedicherò all’esperienza culinaria in Lapponia un prossimo post).

midnight in kiruna

Il giorno successivo ci spostiamo 120 chilometri più a nord, raggiungendo il villaggio più settentrionale di Svezia, Karesuando, minuscolo avamposto di trecento anime al confine con la Finlandia. Oltre la bella chiesa lignea di inizio Ottocento, e la piccola capanna in legno del predicatore-botanico Lars Levi Læstedius, sempre aperta con un piccolo camino perennemente acceso, non c’è molto altro da fare, se non ammirare il cielo, le limpide acque del fiume Muonionjoki, le nuvole che vi si riflettono e l’aria frizzante dell’inizio dell’autunno scandinavo.

karesuando

Ci fermiamo a pranzare nella caffetteria dell’ufficio turistico con il nostro pasto al sacco, a base di pane morbido svedese, seitan in vasetto comprato all’Ekostore di Göteborg, verdure e kanelbullar vegani trovati nel piccolo supermercato del villaggio.

a day in karesuando

Superato il ponte che collega Svezia e Finlandia, facciamo un breve giro nel villaggio gemello di Kaaresuvanto, in territorio finnico, meno interessante, in quanto vittima dell’occupazione tedesca durante la seconda guerra mondiale.

swedish-finnish border

Ritornati in territorio svedese, ci spostiamo verso sud-est e, dopo pochi chilometri, troviamo le indicazioni per raggiungere uno dei punti che costituiscono l’Arco Geodetico di Struve, una catena di triangolazioni che va dalla Norvegia all’Ucraina, e che venne ideata dall’omonimo scienziato tedesco a inizio Ottocento per determinare la forma esatta della Terra. Il punto (Pajtas-vaara) è situato sul Tynnyrilaki, un’altura da cui è possibile ammirare un panorama mozzafiato. Arrivarci è abbastanza semplice: dopo cinque chilometri di strada sterrata (molto ben tenuta), si parcheggia e si affronta l’ultimo chilometro di salita a piedi.

climbing tynnyrilaki

Il percorso non è impegnativo, però consiglio degli scarponcini da trekking, perché il terreno è piuttosto umido (noi non eravamo purtroppo attrezzati in tal senso, e non è bello farlo con le scarpe di tela!). Dopo essere stato infatti fulminato durante la salita dalle maledizioni di LDM per questa deviazione di programma, sono certo però di essere stato in parte perdonato per il panorama selvaggio che si gode dal Tynnyrilaki: vastissime distese di boschi, alture, laghi e corsi d’acqua, e nessun segno di civiltà umana. Un’esperienza davvero da non perdere.

triumph of nature

Il secondo giorno viene dedicato a Kiruna (Giron in lingua sami), il centro più importante della Lapponia svedese. Al mattino visitiamo la Kiruna Kyrka, bellissima chiesa lignea dal tetto rosso modellata sulle forme delle capanne sami, e lo Stadshus (Municipio), con una piccola mostra di artigianato sami. Al pomeriggio ci aspetta invece la visita della miniera di ferro LKAB, in cui si scende a 540 metri di profondità nel sottosuolo. La miniera è la principale fonte economica della città, ma nel contempo ne sta decretando la distruzione: le attività estrattive stanno infatti compromettendo la stabilità del sottosuolo di Kiruna. Ma sarà proprio lo stesso colosso minerario a occuparsi dell’intero spostamento della città a qualche chilometro più a nord, non appena verrà individuato il punto più idoneo.

kiruna church

A una ventina di chilometri a est di Kiruna, ci spostiamo nel villaggio di Jukkasjärvi, dove visitiamo il sito del famoso Ice Hotel. D’estate chiaramente ci sono solo i bungalow in legno, ma all’interno di un enorme magazzino congelatore, l’Ice Hotel Art Center, è possibile girare tra le sculture di ghiaccio, il bancone del bar e gli igloo con i letti di ghiaccio a una temperatura di -5°. Oltre all’albergo, a Jukkasjärvi c’è anche una chiesa lignea rossa, da cui vediamo anche alcune renne brucare (purtroppo non libere, ma allevate dai sami per la produzione di carne e pelliccia…)

ice bar, jukkasjärvi

L’ultimo giorno in Lapponia lo dedichiamo alla zona a nord-ovest di Kiruna, spostandoci verso il Parco Nazionale di Abisko, vera mecca per gli escursionisti. Non equipaggiati e allenati, rinunciamo all’esperienza, ma ci godiamo la risalita sul monte Nuolja con la seggiovia che ci porta sulla vetta della montagna, non senza aver prima visitato il piccolo ma interessante spazio espositivo del Naturum. La vista sulle montagne e sul Torneträsk, il lago cristallino ai piedi delle vette è incomparabile. Sulla cima del monte Nuolja c’è poi il Panorama Café, che offre tra l’altro degli splendidi panini vegan a base di hummus e verdure fresche.

abisko

Da Abisko decidiamo poi di spostarci verso la Norvegia. Superato il minuscolo insediamento di Riksgränsen, superiamo il confine di stato in direzione della città marittima di Narvik. Il paesaggio norvegese è ancora più bello di quello svedese. Più vario e pittoresco, ci permette di avere un primo assaggio degli splendidi fiordi che ne caratterizzano la costa. A Narvik dedichiamo solo qualche ora, tra cui la risalita in cabinovia sul Narvikfjellet, un’altura che domina la città portuale e da cui si ammira un panorama mozzafiato.

narvik, norway

Ed è nel ritorno verso Kiruna, per l’ultima serata lappone, che incontriamo finalmente, a distanza ravvicinata, uno splendido esemplare di alce. Buffi e maestosi allo stesso tempo, sono animali pacifici e timidi, purtroppo normalmente cacciati (diversi i cartelli di älgjakt, caccia all’alce, visti in giro). Riesco a scattare solo una foto fugace, ma si tratta del miglior addio (o arrivederci) di questo territorio maestoso e selvaggio.

running moose

Vedi anche:

Destinazione Svezia 1: Stoccolma
Destinazione Svezia 2: Eksjö, Göteborg, Östersund
Mangiare veg a Stoccolma e Göteborg

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Eating Out–Göteborg

29 01 2012

andrum, gothenburg

Pur avendoci trascorso soltanto un giorno (e una notte), la seconda città della Svezia ci ha lasciato un ricordo indelebile, oltre che per il pomeriggio passato a Liseberg, anche per due suoi ristoranti dove abbiamo mangiato bene e abbondantemente.

andrum mosaic

ANDRUM
Il primo posto in cui ci siamo fiondati appena arrivati in auto da Eksjö (rimediando una multa per divieto di sosta, tra l’altro…), è un ristorante vegetariano a due piani, decisamente grande e spazioso, con un’area a buffet che offre cucina semplice e sostanziosa. Come in quasi tutti i ristoranti svedesi a self-service, c’è un buffet per le insalate, da cui pescare verdure crude e cotte, legumi, cereali e semi, e una serie di proposte del giorno. Noi proviamo le lasagne con ragù di soia e lo stufato di fagioli. Cucina rustica, porzioni soddisfacenti. Poco spazio per il dolce, purtroppo. A malincuore non prendiamo il crumble di rabarbaro, ma ci accaparriamo comunque una palla di avena e cioccolato che ci accompagnerà  durante il lungo viaggio fino in Lapponia (e che finalmente mangeremo varcato il Circolo Polare Artico).
Il ristorante è accessibile ai disabili (solo il piano terra). Non accetta carte di credito, e le indicazioni dei piatti sono solo in svedese (ma potete chiedere spiegazioni in inglese, soprattutto per farvi indicare quello che è vegan).

Östra Hamngatan 19A
411 10 Göteborg
Tel. +46 31 136240
Altre recensioni: Happy Cow

solrosen mosaic

SOLROSEN
Nel quartiere di Haga, Solrosen (“Il Girasole”) è più un’esperienza in sé, che un semplice locale. Si viene catapultati agli anni ‘70 in un sol colpo, col suo arredamento semplice, i suoi colori accesi, i quadri alle pareti, e soprattutto col suo proprietario! Ristorante vegetariano con un ricco buffet di antipasti, offre anche piatti principali caldi (uno è sempre vegan) e dessert sostanziosi (anche questi disponibili in versione senza uova-latticini).
Sopra il bancone ci sono pure le foto dei clienti abituali passati a miglior vita (ecco perché mi guardavano tutti male mentre scattavo fotografie…). Oltre alle foto del caro estinto, il ristorante è uno dei pochi con cucina aperta fino a tardi (22! In Svezia si cena presto). Noi arriviamo alle 21, purtroppo l’unico piatto caldo vegan è terminato ma poco male. Mi rifaccio con un ricco piatto dal buffet, con verdure crude, insalata di riso, tabouleh, legumi e tanto hummus.
Come dessert proviamo la torta al cioccolato e la crostata di frutti di bosco, accompagnate da una crema d’avena alla vaniglia già pronta (quella in foto, viene prodotta dalla Oatly, e si trova in tutti i supermercati svedesi). Piacevole scoperta quest’ultima, tanto che ne farò poi incetta prima di ripartire per l’Italia.
Prezzi onesti, porzioni abbondanti. Accessibile ai disabili.

Kaponjärgatan 4
413 02 Göteborg
Tel. +46 31 7116697
Altre recensioni: Happy Cow

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Claudia Lotta Sweet Designer

12 01 2012

claudia lotta, turin

Claudia Lotta l’ho scoperta per caso una sera in carcere. O meglio, in un ex-carcere torinese, “Le Nuove”, riallestito in spazio espositivo.  E in occasione di “The Others”, fiera di arte contemporanea che si tiene a inizio novembre, Claudia esponeva le sue invitanti creazioni in un’ala della vecchia prigione. Ho preso il suo biglietto da visita, incuriosito dalla sua bravura, covando la speranza di scovare qualche sorpresa vegan nel suo atelier.

claudia lotta, turin

Detto fatto sono così andato a curiosare in un pomeriggio di ferie tra Natale e Capodanno. Il laboratorio, in una via del centro storico parallela al Po, è una vera e propria bakery di stampo anglosassone e, se non fosse per le scritte in italiano, parrebbe proprio di essere a Londra o a New York.

claudia lotta, turin claudia lotta, turin claudia lotta, turin claudia lotta, turin claudia lotta, turin claudia lotta, turin

Bianco e colori pastello dominano il piccolo ambiente, sapientemente ingrandito da specchi e rientranze. Sedie da giardino, piccoli tavolini, un albero stilizzato porta-biglietti da visita, bigiotteria e oggettistica a guisa di dolcetti si armonizzano con cupcake e torte decorate, che  fanno bella mostra di sé anche nella vetrina su strada.

claudia lotta, turin

Per fortuna le mie speranze non vengono disattese. Alla mia domanda di rito, arriva la conferma inaspettata. Non ha purtroppo cupcake vegani da gustare subito, dato che la domanda per ora è ancora bassa, ma può prepararli con un paio di giorni di avviso mezza giornata di anticipo (si possono ordinare al mattino e gustare al pomeriggio), avendo elaborato appositamente delle ricette speciali prive di derivati animali. L’ordine minimo è di sei minitorte (circa 600 g), racchiuse in una leziosa scatoletta di cartone rosa.

claudia lotta, turin claudia lotta, turin claudia lotta, turin

Ne ordino dodici per Capodanno. Base di torta al cioccolato, una metà con frosting di cioccolato fondente, l’altra di pistacchio. Tutti e dodici impreziositi poi da un orologio di mezzanotte in pasta di zucchero. Allieva della londinese Peggy Porschen e formatasi anche alla Wilton School, la più importante scuola di cake decorating degli Stati Uniti, Claudia, psicologa per formazione ma sweet designer per passione, è davvero brava. La base al cioccolato è deliziosa e adeguatamente soffice, non troppo dolce, in perfetto equilibrio con il frosting (che va a invadere anche il centro della tortina) zuccherino e morbido, in particolare nella versione al pistacchio.

claudia lotta, turin

Il mio augurio è naturalmente quello che la domanda di dolci senza derivati animali aumenti, in modo tale da poter assaggiare una delle sue delizie senza doverle prenotare in anticipo. Il mio consiglio è quello di lasciarvi guidare dalla sua fantasia e dalla sua passione nella realizzazione di dolci decorati senza latticini e uova che nulla hanno da invidiare a quelli della tradizione classica.

claudia lotta, turin

Claudia Lotta
Sweet Designer

Via Alfonso Bonafous, 7
10123 Torino
Tel. 011 4270053

Produzione dolciaria: vegetariana, vegan su ordinazione
Orari: mar-sab 16-20, dom 10-13
Prezzi: cupcake 3 €, cupcake decorati 4,50 € – ordine minimo 6 pezzi
Note: solo asporto; carte OK.

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