Verdure grigliate al rosmarino

6 10 2008

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I primi freddi e il clima ormai autunnale invogliano a cotture al forno, non troppo lunghe, ma capaci di sprigionare tutto l’aroma e il sapore delle verdure di tarda estate e di quelle d’inizio autunno. L’importante è preparare le verdure scelte con cura, e passarle brevemente al forno per una rapida grigliatura. L’aroma deciso del rosmarino è poi un classico dei piatti passati al forno, ed è uno dei miei preferiti in cucina, insieme all’alloro.

Verdure grigliate al rosmarino
Oltre alle verdure che ho utilizzato, tutte di stagione, è possibile utilizzare anche, a seconda del mese, asparagi, patate taro o radicchio. L’importante è bilanciare colori e sapori, non facendo mancare almeno un tubero e degli ortaggi più acquosi. Le quantità sono per 3-4 persone.

patate 3, piccole
cipolla 1
carote 2
peperone giallo ½
peperone rosso ½
zucca Hokkaido ¼
pannocchia di mais 1, già cotta
rosmarino 2 mazzetti
olio extravergine d’oliva 3 cucchiai
aglio 1 spicchio
sale marino integrale 2 pizzichi
pepe nero
limone ¼

Per prima cosa, spazzolate le patate sotto l’acqua, e cuocetele a vapore intere per 50′. Dovranno risultare tenere ma non farinose (provate a forarle con un bastoncino di legno, devono risultare ancora sode).
Nel frattempo preparare le altre verdure, tranne l’aglio, lavandole, mondandole e tagliandole a pezzi dello spessore di circa 2-3 cm. Tagliate a pezzi anche le patate, lasciando la buccia. Lavate e asciugate il rosmarino.
Accendete il forno a 200°. Sbucciate e tagliate lo spicchio d’aglio a metà, strofinatelo su un piatto da forno. Versate poi un cucchiaio d’olio nel piatto e distribuitelo aiutandovi con gli spicchi d’aglio. Spezzetate e distribuite metà del rosmarino sul fondo del contenitore.
Distribuite le verdure per tipologia, cercando di accostarle in modo tale che siano tutte al medesimo livello. Spennellatele con l’olio rimasto, salate e distribuite il rosmarino rimasto.
Infornate e fate grigliare per 15′.
Spremete il limone, versatene il succo sulle verdure,  pepate e servite subito in tavola.

Tempo di preparazione: 1h10′

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Potaje canario

24 11 2007

L’inverno è alle porte, l’estate ormai un ricordo lontano… E così ogni tanto mi capita di ripensare alla mia vancanza di quest’estate al sole delle Canarie. Dopo Stoccolma, infatti, me ne sono andato un po’ al caldo sull’isola di Lanzarote, la più orientale dell’arcipelago situato di fronte alle coste del Marocco meridionale.


Lanzarote è un’isola molto particolare: sconquassata per sei anni da continue eruzioni vulcaniche, presenta un terreno brullo e desertico, per lo più nero e lavico. Più che per i resti storici, Lanzarote va apprezzata per il suo mare, le sue spiaggie bianche, il suo entroterra deserto (a cui non siamo certamente abituati) e il suo paesaggio lunare.


La cucina di Lanzarote e delle Canarie è piuttosto “carnea”, basata sui prodotti ittici e sul consumo di capre e conigli. È possibile però approfittare anche di piatti vegetali, come le “patas arrugadas”, patate al cartoccio semidisidratate, e questa ricetta che vi propongo, molto adatta a questo clima uggioso, e utile anche per sfruttare gli ultimi peperoni di stagione.


Ingredienti per 4

lenticchie 200 g
fagioli cannellini 100 g
patate 2
peperone 1
aglio 2 spicchi
semi di cumino 1 cucchiaino
origano secco 1 cucchiaino
sale marino integrale 1 cucchiaino

Tempo di preparazione: 1h + ammollo per i legumi

Mettete la sera prima i legumi in ammollo.
Sciacquateli e versateli in una pentola con un litro d’acqua. Lavate patate e peperoni. Sbucciate le patate e tagliatele a pezzi. Aprite il peperone, eliminate i semi e i filamenti interni, tagliatelo a pezzi. Sbucciate gli spicchi d’aglio. Versate tutto nell’acqua insieme ai legumi. Aggiungete il cumino e l’origano.
Portate a ebollizione e fate cuocere per circa 50′. Controllate che legumi e patate siano morbidi (tra l’altro la zuppa dovrà risultare piuttosto densa).
Aggiungete il sale, lasciate sobbollire ancora un minuto, spegnete il fuoco e servite.


Se vi capitasse di andare a Lanzarote, un buon posto dove poter mangiare vegetariano è Casa Bodegos, un ristorante che propone una cucina polacco-irlandese (!!) - il proprietario è un robusto irlandese trasferitosi a Puerto del Carmen con la moglie dell’Est - con una buona scelta di piatti unici vegetariani (c’è un menù apposito): alcuni contengono anche formaggio, panna e uova, quindi chiedete che ve li preparino senza.

Casa Bodecos
Calle Teide (vicino al porto vecchio)
Puerto del Carmen

 

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Biscotti di kamut e mandorle

4 02 2007

Non sono un grande consumatore di biscotti, dato che a colazione preferisco accompagnare il mio latte vegetale con muesli e pane integrale tostato, soprattutto perché non riesco a trovare in commercio dei prodotti che mi soddisfino in termini di qualità degli ingredienti usati. Ogni tanto però salta fuori il mio lato certosino, e decido di trasformare la cucina in un biscottificio…
I primi biscotti realizzati quest’anno li ho preparati con una farina abbastanza pregiata, quella di kamut (una varietà di grano simile a quella coltivata nell’antico Egitto e in Mesopotamia, più proteico rispetto al grano normale), dando loro un lieve tocco mandorlato (le mandorle sono uno dei miei cibi preferiti!).Ingredienti (per 50 biscotti circa):

farina di kamut 500 g
malto di riso 150 g
farina di mandorle 100 g
olio di girasole* 4 cucchiai
*bio, spremuto a freddo
arance 2
limone 1, biologico
sale marino integrale
acqua fredda
un po’ di farina integrale per il matterello e il piano di lavoro

Tempi di preparazione: 1h30’

Spazzolate, lavate e asciugate il limone. Grattugiate la buccia e raccoglietela in un contenitore. Lavate e asciugate le arance. Tagliatele a metà e spremetele con lo spremiagrumi. Raccogliete il succo (ne servirà circa un bicchiere).
Mescolate in una terrina la farina di kamut, la farina di mandorle, la buccia del limone e un pizzico di sale. Aggiungete il malto, l’olio di girasole e il succo d’arancia. Lavorate l’impasto, aggiungendo tanta acqua fredda quanto basta per compattare l’impasto (4-5 cucchiai dovrebbero essere sufficienti). Formate una palla e riponetela in frigo.
Preparate due teglie da mettere in forno, rivestendole con della carta da forno.
Stendere l’impasto con il matterello (infarinate un po’ sia il matterello che il piano). Ricavate dalla sfoglia ottenuta dei biscottini, utilizzando delle formine apposite, oppure un bicchiere. Se siete pigri, potete anche usare un coltello!
Disponete i biscotti sulle teglie e accendete il forno a 170° circa.
Quando il forno è caldo, infornate e fate cuocere per 30 minuti circa. Sfornate e lasciate raffreddare: il sapore naturalmente dolce del malto li renderà assolutamente deliziosi! Ottimi da consumare con del tè giapponese come il kukicha.

E a quanto pare sembrano essere piaciuti non solo a me…

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Patate al limone

11 12 2006

Le patate al forno sono uno dei miei piatti preferiti, e d’inverno accompagnano perfettamente qualsiasi pranzo o cena. Questa che vi propongo è una variante davvero da leccarsi i baffi, gustosa ma nel contempo leggera.

Ingredienti per 4 persone:

patate 600 g
limone (bio) 1
olio extravergine d’oliva 4 cucchiai
dado vegetale granulare* 1 cucchiaino
*senza glutammato
pepe bianco 1 macinata
peperoncino ½ cucchiaino
rosmarino secco 1 cucchiaino
salvia secca 1 cucchiaino

Tempo di preparazione: 50′

Per prima cosa pelate e lavate le patate. Tagliatele poi a spicchi.
Spremete mezzo limone. Se usate il dado vegetale tritatelo. Preparate una salsina mescolando insieme l’olio, il limone, gli aromi dell’orto (o il dado) e le spezie (a vostro piacere, l’importante è che sia garantita la presenza di qualcosa di pungente, come il pepe, il peperoncino, il curry o lo zenzero).
Accendete il forno a 200° circa.
Ponete le patate in una pirofila e versateci sopra la salsina. Mescolate accuratamente in modo che si insaporiscano per bene.
Infornate per 20′.
Trascorso questo tempo, aprite il forno e rigiratele. Continuate la cottura per 10-15′. Nel frattempo spremete l’altro mezzo limone.
Togliete dal forno e aggiungete il resto del succo. Servite subito.

I miei si sono lamentati solo del fatto che non ne avessi preparate di più!

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