Cubetti di tofu marinato

26 08 2008

giappone-2008-076.jpg

Se avete acquistato il numero di luglio e agosto di Aam Terra Nuova, avrete sicuramente letto l’articolo dedicato alle ricette estive da fare col tofu, realizzate dalla chef Rosanna Passione. D’obbligo quindi cimentarsi con almeno una di queste promettenti elaborazioni. 
La mia attenzione è naturalmente calata su quella più complicata ;-) In realtà di complicato non c’è nulla, bisogna solo considerare le 24 ore di marinatura e l’ora necessaria per “impacchettare” il tofu.

Il tofu è uno degli alimenti più versatili che ci siano in giro: grazie al suo sapore neutro infatti, si presta davvero a una miriade di esperimenti, dolci e salati. È anche vero che è necessaria un po’ di conoscenza del prodotto, per poterne apprezzare appieno le caratteristiche.

Cubetti di tofu marinato
Le dosi sono per minimo quattro persone, se consumato come secondo, o anche per sei, se utilizzato come antipasto. La lunga marinatura nello zenzero, nel wasabi e nel toscanissimo vin santo permettono di ottenere un tofu particolarmente gustoso e dal sapore interessante. Strano a dirsi, nonostante zenzero e wasabi, non è assolutamente piccante.

tofu 400 g
shoyu 4 cucchiai
zenzero 5 cm
vin santo 3 cucchiai
wasabi in polvere ½ cucchiaino
senape in grani ½ cucchiaino
acqua ½ bicchiere
alga nori 1 foglio
semi di sesamo 4 cucchiai
prezzemolo 2 grosse manciate
rucola  1 mazzo

Pestate in un mortaio (o nel suribachi) i semi di senape fino a ridurli in polvere. Sbucciate lo zenzero e grattuggiatelo, facendo attenzione a raccogliere tutto il succo (che è quello che ci interessa ai fini della marinatura).
Tagliate il tofu a cubetti piccoli. Mescolate shoyu, 1 cucchiaio di succo di zenzero, vin santo, wasabi, senape e acqua. Immergete il tofu e lasciate marinare in frigo per 24 ore.
Scolate quindi i cubetti (la marinatura l’ho poi usata per cuocere del seitan).
Tagliate il foglio di nori in piccole strisce, larghe più o meno mezzo centimetro. Lavate, asciugate e tritate il prezzemolo. Fate tostare per 5 minuti a fuoco basso i semi di sesamo in una padella antiaderente.
Preparate due ciotole, una con i semi di sesamo e l’altra con il trito di prezzemolo.
Dividete i cubetti di tofu in tre gruppi. Passate il primo gruppo nel prezzemolo tritato, facendolo aderire bene; il secondo gruppo nel sesamo.
Infine armatevi di pazienza (alla fine ero idrofobo!) e avvolgete le strisce di nori intorno ai cubetti rimasti come se doveste impacchettare dei pacchi con del nastro… E no, non è necessario fare anche il fiocco.
Lavate infine la rucola, asciugatela e tagliatela molto sottile. Fate un letto di rucola su un piatto, e distribuiteci sopra i cubetti.

Tempo di preparazione: 1h30′ + 24h di marinatura

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Insalata di noci e tofu affumicato

22 06 2008


Sono partito da Torino per Tokyo che pioveva e si girava con l’impermeabile, possibilmente ben coperti date le temperature quasi invernali, e torno con più di 30° e un tasso d’umidità da volersi rinchiudere dentro il frigorifero per i prossimi due mesi… Voglia di cucinare, praticamente azzerata (beh, non che da un mese a questa parte ce ne sia molta, vista la mia latitanza estrema dal blog).
Però qualcosa si dovrà pur ingerire, e una buona idea è quella di darsi a insalate ricche di ingredienti, accompagnate dal del buon pane integrale a lievitazione naturale.Insalata di noci e tofu affumicato

Ingredienti per 4lattuga 2 cespi
noci 50 g (sgusciate) + qualche gheriglio per decorare
tofu affumicato 150 g
semi di sesamo 4 cucchiai
lievito in scaglie 4 cucchiai
germe di grano 4 cucchiai
olio extravergine d’oliva 4 cucchiai
aceto di mele 2 cucchiai
sale marino integrale 1 pizzico

Tempo di preparazione: 20′

Per prima cosa, affettate il tofu molto sottilmente, e tagliatelo a strisce. Tritate grossolanamente le noci. Lavate la lattuga con cura, asciugatela e tagliatela a striscioline. Mettetela in una ciotola e conditela con l’olio, l’aceto e il sale. Unite le noci.
Dividete l’insalata in quattro piatti, unite le fettine di tofu, e cospargete ogni piatto con un cucchiaio di semi di sesamo, uno di lievito in scaglie e uno di germe di grano. Decorate con qualche gheriglio.
Servite subito.

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Azuki macrobiotici

27 04 2008

Ogni tanto mi piace anche presentare qualche ricetta semplice e “di base”, adatta alla cucina di tutti i giorni, ma preparata con cura e attenzione. È il caso di questo piatto, la cui preparazione è diventata per me quasi un rito.
Nutro una notevole passione nei confronti degli azuki, legumi tipicamente giapponesi che possono essere utilizzati in svariati modi, e che si prestano anche a ricette dolci (molti dolci tradizionali giapponesi si basano su questo ingredienti).
Sono inoltre i legumi più ricchi di ferro e, contrariamente a quanto si pensa (e a quanto credevo anch’io), non sono soia, ma solo una delle tante varietà di fagioli esistenti. Ciò non toglie che siano però decisamente più digeribili e con un gusto più delicato dei loro parenti occidentali.Azuki macrobiotici
Per 4 persone

azuki 1 tazza
alga kombu 10 cm
tamari 2 cucchiai

Tempo di preparazione: 1h15′

Lavate e mettete a bagno in acqua calda l’alga. Una volta ammollata, tagliatela in grossi pezzi. Lavate gli azuki.
Disponete l’alga sul fondo di una pentola a pressione, sovrapponete gli azuki e aggiungete lentamente dell’acqua fredda, facendo attenzione che l’alga non venga in superficie. Versate tanta acqua quanto basta a coprire appena i fagioli.
Chiudete il coperchio e ponete su fuoco alto. Non appena la pentola inizia a fischiare, abbassate la fiamma al minimo e inserite uno spargifiamma. Lasciate cuocere un’ora.
Trascorso questo tempo, fate calare la pressione, aprite la pentola e scolate gli azuki dall’acqua residua. Togliete anche i pezzi d’alga.
Condite gli azuki con il tamari, mescolate e servite.
Potete decorare con striscioline dell’alga che avete tolto.

Se volete, potete anche preventivamente mettere a bagno gli azuki la sera prima: in questo caso il tempo di cottura a pressione scende a 30′.

Altre mie ricette a base di azuki sono la zuppa di azuki e spinaci e la crema di azuki (salata).
Non mie, invece, questa interessante quiche di azuki e zucca, la crema di cereali e azuki e gli azuki e zucca di Chiara.
Per quanto riguarda le applicazioni dolci, vi consiglio la crema di azuki di Vera e questi fantastici biscotti al matcha ripieni di anko.

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Crudità marinate con semi aromatici

20 04 2008


Un antipasto a base di verdure crude è l’ideale per iniziare il pranzo o la cena in maniera corretta, e per preparare lo stomaco ad assimilare le altre portate. In questo caso le verdure crude sono state preventivamente marinate con dell’acidulato di riso, e arricchite con semi aromatici, che le rendono particolarmente piacevoli.
Crudità marinate con semi aromatici
Per 6 persone

cavolo cappuccio rosso 200 g
finocchi 200 g
carote 200 g
semi di cumino 1 cucchiaio
semi di finocchio 1 cucchiaio
semi di coriandolo 1 cucchiaio
acidulato di riso 200 ml
olio extravergine d’oliva 3 cucchiai
sale marino integrale ½ cucchiaino

Per accompagnare
insalata verde di stagione

Tempo di preparazione: 30′ + 3h di marinatura

Mondate e lavate il cavolo, il finocchio e le carote. Tagliatele a fettine molto sottili, e disponetele in tre contenitori separati. Macinate le spezie, tenendole separate: il cumino andrà col cavolo, il coriandolo con le carote, e i semi di finocchio col finocchio. Aggiungete l’acidulato di riso, un cucchiaio d’olio per ogni contenitore, e il sale.
Mescolate bene e lasciate marinare almeno tre ore.
Servite su un letto di insalata.

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Seitan impanato

9 04 2008


Sicuramente il seitan non è più un perfetto sconosciuto come poteva esserlo quindici o vent’anni fa (ma in casa mia già si mangiava, dati i trascorsi macrobiotici di mia madre!). In ogni caso, per chi non lo sapesse ancora, si tratta di un alimento altamente proteico ottenuto dal glutine di frumento (o di farro). Ribattezzato in questo modo da Georges Ohsawa, il padre della macrobiotica, è l’equivalente del mian jin cinese o del fu giapponese, alimenti adottati dai monaci buddisti e diffusi da loro in buona parte dell’Asia. Il suo successo nella cucina vegetariana e macrobiotica è dovuto anche al fatto di poter essere utilizzato in tutte le preparazioni tradizionali a base di carne, ma con tempi di cottura decisamente più contenuti.
Su come ottenerlo, date un’occhiata qui. Per i più pigri, come me, lo si trova già bell’e pronto nei negozi di alimentazione naturale e nei supermercati più forniti (Ipercoop, Esselunga, ecc.).
Ed ecco una ricetta veloce ma appetitosa, adatta soprattutto ai neofiti ;-)


Seitan impanato
Ingredienti per 4

seitan 500 g
farina integrale 8 cucchiai
acqua 1 bicchiere
shoyu 1 cucchiaio
sale marino integrale 1 pizzico
olio extravergine d’oliva 1 bicchiere

Tempo di preparazione: 20′

Tagliate il seitan in modo da ottenere delle bistecche.
Preparate una pastella con farina, acqua, shoyu e sale, che dovrà risultare piuttosto densa. Immergeteci le fette di seitan, facendola ben aderire.
Scaldate l’olio in una padella a fuoco vivace. Quando l’olio è pronto (consiglio: mettete uno stuzzicadenti di legno nella padella, quando si formano delle bollicine intorno la temperatura è quella corretta), versate le fette di seitan e friggete sempre a fuoco vivace prima da un lato e poi dall’altro finché non sono dorate.
Scolate su carta assorbente, in modo da rimuovere l’olio in eccesso. Servite calde, con verdure crude.

E non provate a riutilizzare l’olio…

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Nigiri sushi a Tokyo

19 03 2008

Tokyo è il cuore economico, finanziario, politico e (insieme a Kyoto) culturale del Giappone.



È una città a cui sono particolarmente legato, sia perché ci vado spesso per lavoro, sia perché ci ho vissuto per un po’ qualche anno fa. Il deprezzamento dello yen rispetto all’euro, la facilità nei trasporti, la sicurezza, la gentilezza dei giapponesi e la ricca offerta culturale, la rendono un luogo piacevolissimo da visitare (e pochissimi ne rimangono delusi).


A Tokyo dedico quindi questo post e la ricetta del nigiri sushi, il piatto più famoso della cucina giapponese, naturalmente rivisto in chiave vegetariana.
Nigiri sushi

握り寿司

Ingredienti per 4

Per il riso
riso bianco giapponese 250 g
alga kombu 1 cm
acidulato di riso 3 cucchiai
sakè 1 cucchiaino
malto di riso 2 cucchiai
sale marino integrale 1 cucchiaino

Per i nigiri sushi

tofu affumicato 60 g
seitan alla piastra 60 g
insalatini di cetriolo 30 g
natto miso 4 cucchiaini
pasta di wasabi puro 1 cucchiaino
acidulato di riso 1 cucchiaino
alga nori 1 foglioPer accompagnare
insalatini di zenzero 50 g
shoyu 150 ml

Tempo di preparazione: 1h30′Innanzi tutto preparate il riso: lavatelo accuratamente in acqua fredda e poi scolatelo bene. Versatelo in pentola e aggiungete 250 ml di acqua. Aggiungete il pezzetto di kombu e il sakè. Coprite con un coperchio e portate a ebollizione su fiamma vivace.
Non appena raggiunge il bollore, abbassate il fuoco al minimo e fate cuocere per 10′. Togliete l’alga e continuate a cuocere per 5′-8′, fino a completo assorbimento dell’acqua.
Togliete la pentola dal fuoco e coprite con un canovaccio. Il riso dovrà riposare per 10′, in modo da gonfiarsi un po’.
Mescolate l’acidulato di riso con il malto e il sale, facendo sciogliere bene il tutto.
Trasferite il riso in una terrina. Procuratevi una spatola di legno e un ventaglio (!!). Versate poco liquido e rimestate dolcemente con una spatola di legno per dare più aria possibile al riso. Contemporaneamente cercate di ventilare energicamente il riso per farlo raffreddare in fretta (meglio agire in due). Continuate fino al termine del liquido. Il riso per sushi va consumato entro la giornata di preparazione e non va messo in frigo.

Mescolate ora il cucchiaino di acidulato di riso rimasto con dell’acqua fredda in una terrina. Inumidite le mani con quest’acqua e prendete una porzione di riso grande più o meno come una noce. Schiacciatela fra il palmo della mano e le dita per darle una forma ovale. Procedete fino a esaurimento del riso, tenendo però da parte almeno 4 piccoli pugnetti (che verranno utilizzati per dei piccoli nori maki).
Spalmate poco wasabi su ogni nigiri.
Tagliate il tofu e il seitan a fettine abbastanza grandi da essere posizionate sui nigiri. Appoggiate quindi le varie fette sui pugnetti di riso premendo leggermente (volendo, per farle adderire bene, si può spalmare un po’ di wasabi sulla parte inferiore delle fettine). I nigiri sushi devono essere il più possibile identici per forma tra loro. Potete anche preparne altri con un paio di fettine di insalatini di cetriolo.
Preparate infine dei nori maki con il natto miso. Tagliate il foglio di nori in quattro strisce, inumiditele leggermente con acqua. Avvolgete ogni polpettina di riso con la striscia, che dovrà sporgere di circa mezzo centrimetro in altezza. Sigillate l’alga con un po’ d’acqua in modo da far aderire i bordi dell’alga. Riempite ogni maki con il natto miso.

Disponete i sushi su un piatto e accompagnateli con sushi ginger (insalatini di zenzero) e shoyu. Come mangiarli alla giapponese? Usate pure le mani, intingendo solo la copertura del sushi nella salsa di soia, in modo da evitare che la polpetta di riso si sfasci nel liquido!

Avvertenze sugli ingredienti
Il riso bianco giapponese può essere sostituito da qualsiasi riso a chicchi piccoli e tondi (Fino Ribe o Rosa Marchetti vanno bene). Più difficile procurarsi del wasabi di qualità: in Italia si trovano, nei negozi di specialità giapponesi o orientali, o i tubi di pasta con ingredienti di scarsa qualità (di solito si tratta di rafano bianco grattuggiato con l’aggiunta di una punta di wasabi, zucchero, amido di mais e sale), oppure i barattolini con polvere di rafano (bianco!) addizionata di colorante verde (e allora grattuggiate del rafano italiano e coloratelo con un po’ di succo di spinaci!). Io di solito acquisto direttamente in Giappone dei tubi di wasabi puro grattuggiato con un po’ di sale marino, di produzione bio. Se per caso qualcuno ne volesse, fatemelo sapere che ve li prendo volentieri :-) Tutti gli altri ingredienti si trovano nei reparti di cucina macrobiotica.

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Insalata tiepida di lenticchie giganti

2 03 2008

Ritorno all’opera con una ricetta semplice ed estremamente naturale, a base di lenticchie, che contengono sali minerali e ormoni vegetali utili al buon mantenimento della struttura ossea. Le lenticchie hanno tempi di ammollo e cottura inferiori a quelli degli altri legumi, e sono sicuramente fra quelli più conosciuti e popolari.Le lenticchie sono fra i miei legumi preferiti, le consumo almeno un paio di volte la settimana. E sono riuscito anche a farmi venire una reazione allergica una volta, consumandole a pranzo e cena per tre giorni consecutivi, a causa di una sfortunata coincidenza tra piatti serviti in mensa e una pentolata preparata a casa che non finiva mai…

Insalata tiepida di lenticchie gigantiIngredienti per 4

lenticchie giganti 200 g
alga kombu 4 cm
aglio 1 spicchio
alloro 2 foglie
sale marino integrale 1 cucchiaino + 1 pizzico
olio extravergine d’oliva 2 cucchiai
shoyu 1 cucchiaio
prezzemolo 5 gambi

Tempo di preparazione: 40′ + 5h di ammollo

Mettete le lenticchie in ammollo per almeno 5 ore insieme all’alga kombu. Sciacquatele e mettete lenticchie e alga in pentola a pressione con il triplo del volume di acqua. Aggiungete l’aglio e l’alloro, chiudete la pentola e mettete sul fuoco. All’inizio del fischio abbassate la fiamma e fate cuocere per mezz’ora.
Togliete quindi la pentola dal fuoco, fate calare la pressione, aprite e aggiungete un cucchiaino di sale. Mescolate, e quindi scolate le lenticchie, eliminando alga, alloro e aglio.
Lasciate intiepidire. Nel frattempo staccate le foglie del prezzemolo, lavatele e tritatele finemente.
Condite con olio, shoyu e un pizzico di sale. Guarnite con il prezzemolo.

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Paté di hijiki

9 02 2008

Questa ricetta veloce la dedico a Morrigan, chissà che non sia un modo per farle provare un piatto con le alghe :-)
Il piatto è tratto da “La Cucina Etica“, la Bibbia italiana della cucina vegana. L’ingrediente base è la hijiki, un’alga bruna ricchissima di calcio e minerali. In Giappone, dove vengono consumate regolarmente, si dice che esaltino la bellezza e la forza dei capelli (no cari, per le stempiature non c’è nulla da fare…).

Paté di hijiki

Ingredienti - per 12

alghe hijiki 50 g
aglio 1 spicchio
prezzemolo 1 ciuffo + 1 per decorare
olio di sesamo 2 cucchiai
shoyu 2 cucchiai
aceto di riso 1 cucchiaio
tahina (crema di sesamo) 1 cucchiaino
limone ½
sale marino integrale 1 pizzico

Tempo di preparazione: 50′

Sciacquate le alghe e ammollatele in acqua calda per 20′.
Portate a ebollizione dell’acqua e versate quindi le hijiki scolate, cuocete per 20′.
Lavate il prezzemolo e sminuzzatelo. Spremete il limone e raccogliete il succo.
Scolate le hijiki, e frullatele con tutti gli altri ingredienti.
Decorate con un po’ di prezzemolo tritato.

Hijiki pâté

Hijiki is a brown sea vegetable which grows on the rocky coastlines around Japan, Korea and China. It is a traditional Japanese food, consumed regularly, said to help hair beauty and thickness (no, nothing to do if you’re bald…). It is particularly rich in calcium and minerals.

Ingredients - serves 12

hijiki seaweeds 1.75 oz (50 gr)
garlic 1 clove
parsley 1 tuft + 1 for garnish
sesame oil 2 tablespoons
shoyu (soy sauce) 2 tablespoons
rice vinegar 1 tablespoon
tahini (sesame paste) 1 teaspoon
lemon ½
grey sea salt 1 pinch

Cooking time: 50′

Rinse hijiki and soak in warm water for 20′, then boil it for 20′.
Rinse parsley and chop it. Squeeze the lemon.
Strain hijiki and put them in a blender with all the other ingredients to obtain a soft pâté. Garnish with chopped parsley.

HijikipasteteHijiki ist eine Alge, die oft in Japan genutzt wird. In Japan wird es gesagt, dass sie die Schönheit und die Kraft der Haare hervorhebt (nein, es gibt keine Lösung für Geheimratsecken…). Sie sind besonders calciumreich und mineralvoll.

Zutaten - für 12

Hijikialgen 50 Gr.
Knoblauch 1 Zehe
Petersilie 1 Büschel + 1 zum Schmuck
Sesamöl 2 Esslöffel
Shoyu (Soyasauce) 2 Esslöffel
Reisessig 1 Esslöffel
Tahina (Sesampaste) 1 Teelöffel
Zitrone ½
Vollsalz 1 Prise

Vorbereitungszeit 50′

Die Hijiki spülen und in warmen Wasser ca. 20 Minuten einweichen. Dann 20 Minuten in kochendem Wasser sieden.
Die Petersilie spülen und zerkleinen. Die Zitrone ausdrücken.
Die Algen abgießen und mit anderen Zutaten im Mixer mixen.
Mit zerkleinerter Petersilie schmücken.

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Zuppa di azuki e spinaci

30 01 2008

Dopo aver postato ricette un po’ più elaborate, adatte per i giorni di festa, è ora di tornare alle mie amate zuppe (direi la sezione più nutrita a sinistra!), con l’abbinamento, questa volta, di azuki e spinaci. Gli spinaci freschi sono davvero ottimi e, essendo anche ricchi di ferro, costituiscono un valido complemento nei mesi invernali e primaverili (la loro stagione va da ottobre a maggio).

Zuppa di azuki e spinaci

Ingredienti - 4 persone

azuki 100 g
spinaci 100 g + qualche foglia per decorare
cipolla 1
alga kombu 5 cm
olio di sesamo 1 cucchiaio
tamari 2 cucchiai
sale marino integrale 2 pizzichi

Tempo - 1hLavate gli azuki, e poneteli nella pentola a pressione con l’alga e due tazze d’acqua. Chiudete e mettete su fuoco vivace. Non appena fischierà, abbassate la fiamma al minimo e fate cuocere per un’ora.
Nel frattempo pelate la cipolla e tagliatela a fettine. Fate scaldare l’olio di sesamo in una casseruola, abbassate la fiamma al minimo e aggiungete la cipolla. Fatela cuocere per 15′-20′, mescolando e facendo attenzione che non si bruci (nel caso potete anche togliere la pentola dalla fiamma e lasciare a “riposo” per un paio di minuti). Aggiungete poi un pizzico di sale.
Una volta cotti gli azuki, eliminate l’alga e versate la cipolla insieme ai legumi.
Lavate gli spinaci e lessateli velocemente senza acqua (basterà quella residua sulle foglie dopo il lavaggio), insieme a un pizzico di sale. Strizzateli e tritateli.
Uniteli al resto degli ingredienti e aggiungete quattro tazze d’acqua e il tamari. Portate a ebollizione, sobbollite a fuoco basso per 10′. Servite decorando con qualche foglia cruda di spinaci.

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Tofu marinato all’origano

12 10 2007

Eccomi di nuovo in partenza, stavolta per lavoro. Domattina sveglia presto, ma potevo abbandonare il blog senza postare una ricettina rapida rapida? Certo che no!
Il tofu mi piace in tutti i modi e in tutte le salse, è un ingrediente leggero, proteico e facilmente personalizzabile. Eccolo in una versione adatta a tutte le stagioni, e con un minimo armamentario di ingredienti.Ingredienti per 4

tofu 300 g
olio extravergine d’oliva 4 cucchiai
tamari 2 cucchiai
origano secco 1 cucchiaino

Tempo di preparazione: 5′ + almeno 8h di marinatura

Tagliate il tofu a fettine. Conditelo in una ciotola con l’olio, il tamari e l’origano, mescolando bene affinché tutto il tofu sia condito. Lasciate riposare in frigo per almeno 8 ore, ricordandovi di metterlo a temperatura ambiente almeno 2 ore prima di servirlo.

Ciao a tutti, la prossima ricetta fra dieci giorni quando sarò di ritorno!

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