Tortino di patate e tarassaco

25 03 2008


Ufficialmente è iniziata la primavera, ma con il freddo di questi giorni sembra di essere tornati indietro di un paio di mesi. Anche Pasqua è trascorsa velocemente, ma in maniera piacevole. Sono riuscito tra l’altro a monopolizzare la cucina (della casa in montagna), e quindi niente prodotti e derivati animali occultati in qualche angolo del frigo ;-) In compenso ho raggiunto i miei da Torino domenica mattina con un trolley carico di shoyu, gomasio e semi oleosi!

All’inizio della primavera, è mia consuetudine ormai da qualche anno utilizzare una delle erbe spontanee più comuni nei prati: il tarassaco (dente di leone), disponibile per tutta la stagione primaverile. Il suo verde brillante e il suo gusto amarognolo ben si adattano a favorire il processo depurativo nel cambio di stagione. Lo si può acquistare al mercato, oppure ci si può armare di coltello e sacchetto di carta (o cesto di vimini), e recarsi in un prato lontano dal traffico per raccoglierlo.
In questo caso l’ho utilizzato nella preparazione di una simil-frittata, come consuetudine pasquale (e in onore delle frittate alle erbe tipiche del paese dell’Appennino molisano da cui proviene la mia famiglia). Ho utilizzato, insieme al tarassaco, delle patate rosse di montagna, tipiche delle zone alpine del Piemonte (acquistate a Pamparato, paesino del Cuneese celebre soprattutto per le sue paste di meliga, biscotti a base di farina di mais), e ho insaporito il tutto con un bel trito di aglio, salvia e rosmarino.
Tortino di patate e tarassaco

Ingredienti per 4-8 persone

patate rosse 4
foglie di tarassaco 200 g
sostituto vegan delle uova (No-Egg) 4 cucchiai
parmigiano vegetale 4 cucchiai
rosmarino 1 rametto

salvia 8 foglie
aglio 1 spicchio
olio extravergine d’oliva 2 cucchiai
sale marino integrale 2 pizzichiTempo di preparazione: 1h20′

Spuntate i gambi del tarassaco e sciacquatelo bene per eliminare la terra. Sbucciate le patate, lavatele e tagliatele a pezzetti.
Mettete le verdure sul cestello per la cottura a vapore e inserite in una pentola con poca acqua. Coprite con un coperchio e fate cuocere per 15′.
Ponete le verdure in un mixer e riducetele in purea. Aggiungete il No-Egg, il parmigiano veg, una tazzina da caffè d’acqua e il sale. Miscelate per bene.
Sciacquate gli aghi del rosmarino e la salvia, asciugateli bene e tritateli insieme all’aglio. Mettete il trito in una padella antiaderente, aggiungete l’olio, e fate soffriggere rapidamente su fuoco basso.
Togliete la padella dal fuoco, versate l’impasto, livellandolo con un cucchiaio bagnato in acqua e fate rassodare per circa 20′ a fuoco basso.
Girate il tortino dall’altro lato (aiutatevi con un foglio di carta da forno e un piatto) e fatelo cuocere per altri 20′ a fuoco basso.
Servite subito caldo.


Sostituzioni
Al posto del No-Egg e prodotti affini, si può utilizzare pari quantità di fecola di patate. Il No-Egg in Italia è distribuito dalla Orgran, sul loro sito è possibile trovare i punti vendita che trattano i loro prodotti.

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Eggnog vs. Zabajone

12 01 2008

Un’altra delle sperimentazioni natalizie è stata quella di provare la versione vegan dell’eggnog, una bevanda a base di latte e uova tipica del periodo natalizio in Nordamerica, aromatizzata con spezie e liquore. La bevanda ricorda in parte il nostrano zabajone e, girovagando su Internet, ho scoperto numerose altre versioni diffuse in America Latina e in Europa centrale. Gli ingredienti base dell’eggnog li ho riciclati anche per questa sperimentazione dello zabajone, e il risultato sembra essere particolarmente ben riuscito. Devo però ancora decidere chi dei due abbia vinto la gara del titolo ;-)


Eggnog

Ingredienti per 6:

latte di soia 60 ml
tofu vellutato (kinugoshi) 200 g
sciroppo d’acero 6 cucchiai
brandy 60 ml
vaniglia naturale Bourbon 2 cucchiaini
cannella in polvere ½ cucchiaino
cardamomo 6 semi
noce moscata grattuggiata ¼ cucchiaino
chiodi di garofano 4

Preparazione: 10′

Polverizzate i chiodi di garofano col frullatore. Aprite i bacelli di cardamomo per estrarre i semi neri, e pestateli accuratamente.
Passate al mixer tutti gli ingredienti in modo da ottenere una crema fluida.
Refrigerate oppure scaldate a bagnomaria a seconda di come preferite gustarlo.


Zabajone

Ingredienti per 6:

latte di soia 60 ml
tofu vellutato (kinugoshi) 200 g
sciroppo d’acero 6 cucchiai

marsala 60 ml
zafferano 1 bustinaPreparazione: 5′

Passate tutti gli ingredienti al mixer fino a ottenere una crema omogenea. Refrigerate se lo preferite consumare freddo, oppure scaldate a bagnomaria (in questo caso si esalterà maggiormente il gusto del marsala).

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Bisque di patate e spezie

30 12 2007


La bisque è una zuppa francese a base di crostacei passati finemente, e addizionata con crème fraîche. Personalmente ritengo che i crostacei se ne stiano meglio in fondo al mare che cotti e frullati, e dato che esistono numerose versioni di bisque vegetali, a base di zucca, funghi o quant’altro, perché non usare delle patate americane, di cui siamo in piena stagione, insieme a delle patate comuni e a un bel mix di spezie?

Bisque di patate e speziePer 6 persone:Per il brodo vegetale
carote 3
cipolle 2 piccole/1 grande
sedano 2 gambi
acqua 2 litri
sale marino integrale 1 cucchiaino

Per la bisque
lime 2
cipolle rosse 2
aglio 6 spicchi
radice di zenzero fresco 1 pezzo da 1,5 cm
pomodori secchi 4
peperoncino a pezzetti 1 pizzico
curcuma in polvere ½ cucchiaino
cumino in polvere 1 cucchiaino
coriandolo in polvere ½ cucchiaino
patate 500 g
patate dolci 1 kg
Tabasco una decina di gocce
sale marino integrale 1-2 pizzichi
pepe nero 1 macinata abbondante
erba cipollina essiccata

Tempo di preparazione: 1h20′

Preparate il brodo vegetale: raschiate le carote, sbucciate le cipolle e lavate il sedano. Poneteli in una pentola con due litri d’acqua e portate a bollore. Aggiungete il sale e fate bollire a fuoco lento per 30′. Filtrate: dovrete ottenere circa 1,5 litri di brodo.
Spremete uno dei due lime. Sbucciate le cipolle rosse e tagliatele a pezzi. Schiacciate gli spicchi d’aglio. Sbucciate e schiacchiate la radice di zenzero. Tagliate a pezzi anche i pomodori secchi. Versate questi ingredienti in una casseruola con 300 ml di brodo e il succo del lime. Aggiungete poi tutte le spezie (peperoncino, curcuma, cumino e coriandolo). Coprite con un coperchio e portate a ebollizione su fiamma alta. Togliete il coperchio e continuate a bollire finché il liquido non sarà quasi del tutto evaporato.
Nel frattempo pelate le patate e le patate dolci americane e tagliatele a pezzi. Unitele nella casseruola e mescolate a fuoco moderato in modo che si amalgamino con gli altri ingredienti. Versate il resto del brodo e 8-10 gocce di Tabasco. Coprite a metà con il coperchio e lasciate sobbollire per 15′ circa, fino a quando le patate saranno morbide.
Frullate ora la zuppa con un frullatore a immersione in modo da renderla liscia. Riportatela sul fuoco, spremete l’altro lime e aggiungete il succo alla zuppa. Salate e pepate.
Versate nei piatti decorando con un po’ d’erba cipollina e con qualche goccia di Tabasco a piacere.
…Molto piccante!

E con questa ricetta vi auguro un buon inizio di 2008!

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Blueberry fruit nut bread

21 12 2007

Sono ufficialmente in ferie!!! Fino al Nuovo Anno il lavoro sarà solo un lontano ricordo… E dopo aver lavorato in media undici ore al giorno e dormito cinque ore a notte, è tempo di andare in semiletargo finalmente :-) Uhm, forse, dato che devo ancora fare tutti i regali… Ma su una cosa quest’anno mi sono portato in anticipo: i dolci per il pranzo di Natale. Dopo il mio esperimento con la rich fruit cake, è toccata a un’altra ricetta tradizionale, il nordamericano cranberry fruit nut bread, preparato di solito per Natale e il Giorno del Ringraziamento: uova e burro sono però spariti, e gli ossicocchi (ovvero cranberries!), praticamente introvabili, sono stati sostituiti con dei mirtilli davvero poco di stagione… (vabbè, uno strappo natalizio). La ricetta è molto semplice, richiede solo un po’ di cura per la cottura, ma il risultato è eccezionale. La torta che si ottiene si mantiene morbida e profumata per almeno cinque giorni (l’ho finita questa sera, e l’ho preparata domenica).

Blueberry fruit nut bread

Ingredienti (8-10 persone)

farina “0″ 200 g
zucchero iperintegrale Panela 150 g
amido di mais 20 g
cremortartaro 1 bustina (14-18 g)
olio di girasole bio* 3 cucchiai + 1 per lo stampo
*spremuto a freddo
arance bio 3
mirtilli 180 g
noci sgusciate 70 g
sale marino integrale 1 pizzico
pangrattato vegetale* 1 cucchiaio
*senza strutto e latte

Tempo di preparazione: 30′ + 1h15′ cottura

Per prima cosa accendete il forno a 180°.

Setacciate farina, amido di mais, cremortartaro e sale, raccogliendo il tutto in una ciotola. Tritate le noci.
Lavate e asciugate mirtilli e arance. Grattuggiate la buccia di un’arancia. Tagliate poi a metà gli agrumi e spremeteli. Dovreste ottenere circa 200-220 ml di succo.
Amalgamate in una terrina l’olio, lo zucchero, il succo e la scorza d’arancia. Versatelo quindi insieme al composto di farina. Mescolate bene per ottenere un impasto fluido e senza grumi. Aggiungete quindi i mirtilli e le noci, distribuendoli per bene.
Ungete uno stampo da plum-cake, passate del pangrattato e versatevi il composto.
Fate cuocere nel forno caldo per circa 1h15′. Passati comunque 45′ coprite il dolce con della carta da forno, per evitare che si scurisca troppo. Controllate con uno stecchino la cottura del dolce: come al solito, se lo stecchino esce pulito è ora di sfornare, altrimenti lasciate ancora al caldo.
Una volta estratto, lasciate raffreddare un po’, sformate e lasciate riposare su una gratella fino a completo raffreddamento.


Nota artistica ;-)
Il piatto e il portacandela delle foto sono opera dello studio Effeti & Simo (acronimi dei nomi di due mie colleghe). Non voglio annunci commerciali sul mio blog (contrappasso professionale?), ma in questo caso ci tengo a presentare questa loro piccola attività perché sono davvero brave, e perché utilizzano materiali semplici decorandoli con grande eleganza e originalità. Se per caso vi interessassero i loro lavori potete contattarmi al mio indirizzo di posta e… no, non sono assolutamente il loro agente ;-)

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Rich fruit cake

11 12 2007

Raccolgo anch’io l’invito di Francescav per la raccolta di ricette natalizie, con un dolce tipico australiano servito durante le festività. Nel Downunder, dove viene consumato insieme a tè e caffè il giorno di Natale, lo preparano addirittura da uno a tre mesi prima!
La ricetta originale prevede l’utilizzo di oltre 1 kg di uvetta secca, io ho ridotto un po’ le dosi (già così è dolcissima), oltre a veganizzare la ricetta, sostituendo uova e burro, e ad eliminare la frutta candita a vantaggio di quella essiccata, più sana e naturale.

Rich fruit cake

Ingredienti (per 12 persone)

farina “0″ 200 g
zucchero iperintegrale Panela* 200 g
*del commercio equosolidale
margarina vegetale non idrogenata 250 g
amido di mais 4 cucchiai colmi
uvetta secca 750 g
mirtilli 125 g
arancia secca 100 g
zenzero essiccato candito 25 g
ciliegie secche 125 g
datteri 80 g
rum 1 bicchierino
vaniglia naturale Bourbon 1 cucchiaino
arancia bio 1
limone bio 1
marmellata di arance amare* 2 cucchiai

*senza zucchero
cannella in polvere 1 cucchiaino
noce moscata grattuggiata 1 cucchiaino
sale marino integrale 2 pizzichi
brandy 2 cucchiaiTempo di preparazione: 4h30′

Preriscaldate il forno a 150°. Rivestite uno stampo quadrato con 4 strati di carta da forno, lasciando che fuoriescano dai bordi.
Tagliate i datteri a metà ed eliminate il nocciolo. Tagliateli poi a pezzetti, e fate lo stesso con le fette di arancia essiccata e con lo zenzero candito. Dividete le ciliegie secche a metà. Raccogliete l’uvetta, l’arancia essiccata, lo zenzero, le ciliegie, i datteri e i mirtilli in una terrina e bagnateli con il rum, amalgamandoli bene. Grattuggiate poi la scorza d’arancia e quella di limone.
In una ciotola capiente sbattete con la frusta la margarina con la vaniglia e le scorze grattuggiate. Aggiungete lo zucchero e mescolate. Sciogliete in un bicchiere l’amido di mais con 8 cucchiai d’acqua e incorporateli all’impasto, sempre mescolando. Unite poi, sempre girando, la farina, il sale, la marmellata d’arance, la cannella e la noce moscata.
Amalgamate al composto la frutta macerata nel rum. Riempite la tortiera con il composto, facendolo ben aderire alle pareti. Livellatelo con una spatola e infornate.
Fate cuocere nel forno caldo per 3h30′ (sì, è lunga, e considerando che in Australia è estate, si capisce come mai venga preparato con mesi di anticipo!), controllando che non scurisca troppo (nel caso coprite con un foglio d’alluminio).
Una volta cotta estraete lo stampo dal forno e spennellatelo subito con il brandy. Sigillate il dolce (senza estrarlo) con dell’alluminio e fatelo raffreddare per qualche ora. Toglietelo quindi dallo stampo, lasciando la carta da forno.
Avvolgetelo in pellicola trasparente e lasciatelo riposare almeno mezza giornata. Se poi volete seguire la tradizione (io non l’ho fatto…) riponetelo in un contenitore ermetico fino al momento del consumo, ricordandovi di aprirlo entro tre mesi ;-)

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Succo di agrumi ayurvedico

6 12 2007

L’ayurveda è la medicina tradizionale indiana, e la sua principale caratteristica è quella di porre identica enfasi sul corpo, la mente e lo spirito, così come sullo stato di salute (e non solo su quello di malattia).
Il fondamento della medicina ayurvedica è la prakryti, la costituzione individuale: una volta individuata la propria, è possibile formulare delle linee-guida, anche alimentari, per il mantenimento del benessere. Corpo e ambiente sono infatti formati dagli stessi cinque elementi fondamentali: aria, fuoco, acqua, terra e spazio, dando origine a tre umori corporei, Vata, Pitta e Kapha. Ci sono così varie combinazioni dei tre umori corporei, che danno vita a svariati tipi di costituzione individuale. Ogni persona, in base alla sua composizione corporea, deve ricevere il giusto tipo di nutrimento e i rimedi opportuni.
Qui il test per scoprire la propria prakryti (io sono essenzialmente Pitta).
La cucina ayurvedica è una cucina vegetariana che presenta molti tratti in comune con la cucina dell’India del Sud e del Kerala, la regione dove questa scienza è particolarmente sentita e praticata. Viene fatto largo uso di spezie ed erbe aromatiche, che funzionano da “combustibile” per avviare il processo digestivo.
Per maggiori informazioni, c’è un bel sito in italiano che propone tra l’altro una ricetta diversa per ogni giorno dell’anno.

Succo di agrumi ayurvedico

Ingredienti per 4

pompelmi rosa 2
arance 4 medie
zenzero 2 pezzi da 3-4 cm
cardamomo 4 baccelli
sale marino integrale 2 pizzichi
malto di riso 2 cucchiai

Tempo di preparazione: 20′

Aprite i baccelli di cardamomo ed estraete i semi scuri all’interno. Pestateli accuratamente in un mortaio, riducendoli in polvere.
Sbucciate lo zenzero e grattuggiatelo raccogliendo il succo.
Lavate gli agrumi, tagliateli a metà e spremeteli.
Passate la spremuta di agrumi attraverso un colino per eliminare le parti solide. Fate lo stesso con il succo di zenzero per eliminare i residui di polpa. Dovreste ottenere circa 2 cucchiai di succo, non usatene di più perché è molto piccante.
Mescolate in una caraffa la spremuta dei due agrumi con cardamomo e sale. Aggiungete il succo di zenzero e mescolate. Terminate dolcificando con il malto.
Si otterrà una bevanda piuttosto pungente ma gradevole, ottima per stuzzicare l’appetito.

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Pasta frolla (con margarina)

27 09 2007

Di regola la pasta frolla la preparo con olio extravergine d’oliva, ma questa volta ho voluto fare un’eccezione, utilizzando della margarina vegetale non idrogenata. È vero, i dolci è meglio farli con l’olio, però a volte perdono in morbidezza e consistenza. Quindi ogni tanto non mi nego un dessert con un ingrediente un po’ “difficile”. L’importante è che la margarina sia non idrogenata, vegetale e bio. Di regola utilizzo quella della Rapunzel, a base di olio di girasole, che ha una percentuale di grassi saturi (olio di palma) piuttosto contenuta.Ingredienti

farina integrale 300 g
zucchero iperintegrale Mascobado 100 g
margarina vegetale non idrogenata 150 g
latte di soia 2 cucchiai
cremortartaro 1 cucchiaino
vaniglia Bourbon naturale 1 cucchiaino
sale marino integrale 1 pizzico

Tempo di preparazione: 10′ + 30′ riposo

Tagliate a cubetti la margarina. Mescolate insieme farina, zucchero, cremortartaro, sale e vaniglia.
Aggiungete la margarina. Lavorate l’impasto velocemente con le mani, e agigungete lentamente il latte di soia, in modo da ottenere una palla compatta.
Avvolgete l’impasto in uno strofinaccio e lasciate riposare in frigo per almeno 30′.

La pasta frolla così ottenuta, una volta stesa col mattarello, potrà essere usata come base per una crostata o per dei frollini.

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Venezia e i bigoli in salsa

30 08 2007

Venezia è un po’ come la mia seconda casa, è la città che conosco meglio dopo Torino, dato che ci vado praticamente ogni anno da quando l’ho scoperta a 14 anni. E come ogni anno, mi piace rivedere posti conosciuti e scoprirne di nuovi. L’ultima volta, in un “fugace” fine settimana all’inizio di giugno, mese ideale perché fa caldo senza essere umido, e l’offerta culturale della città si fa ancora più ricca e variegata.

La tradizione culinaria della città è ricca e interessante, anche se a volte poco adatta ai vegetariani. In ogni caso non è difficile trasformare alcuni piatti tipici sostituendo o eliminando determinati ingredienti.

I bigoli in salsa sono uno dei piatti “poveri” della città, e in effetti ingredienti e ricetta sono molto semplici. Protagonista è l’omonimo formato di pasta, che si presenta come un lungo spaghetto (circa il doppio), con un diametro più spesso e dal colore più scuro (vengono difatti preparati con una parte di farina integrale).
I bigoli sono facilmente reperibili in Veneto, un po’ meno nel resto d’Italia, ed è per questo che ne ho approfittato per acquistarne qualche scorta.

Il problema principale che si è presentato è stato quello di sostituire la base di acciughe con qualcosa che, per consistenza e sapore si avvicinasse al gusto del pesce. L’idea è stata quella di creare una salsa a base di tofu (per la cremosità), capperi sotto sale (per il gusto) e olive nere (per il colore).


Gli ingredienti per 4 persone sono:

bigoli 360 g
cipolle bianche 2
tofu 100 g
capperi sotto sale 50 g
olive nere snocciolate 50 g
olio extravergine d’oliva 6 cucchiai
latte di soia 1-2 cucchiai
sale marino integrale 1 cucchiaio raso
pepe nero 1 macinata abbondante

Tempo di preparazione 45′

Per prima cosa, sbucciate e lavate le cipolle, e affettatele molto sottilmente. Mettetele in una padella con l’olio e fatele imbiondire e cuocere per 30′ a fuoco basso.
Mettete una pentola d’acqua a bollire.
Nel frattempo lavate in acqua i capperi, per eliminare il sale in eccesso, e passateli al mixer o al frullatore con il tofu e le olive, aggiungendo il latte di soia per amalgamare il tutto.
Quando l’acqua inizia a bollire, versate il sale e i bigoli (magari spezzandoli a metà prima), e mescolate. Questo tipo di pasta impiega di solito 12′ a cuocere, comunque verificate i tempi di cottura con quelli indicati sulla confezione.
Aggiungete il mix di “finte acciughe” alle cipolle, e mescolate a fuoco basso per amalgamare il tutto e ottenere così una salsa morbida e ben amalgamata.
Scolate la pasta e versatela in padella, fatela saltare un minuto per mescolare tutti gli ingredienti.

Infine servite con una generosa spolverata di pepe nero.

IN VIAGGIO…

La mia top-ten (anzi, eleven) personale veneziana (adatta a chi la visita per la prima volta o a chi si è perso qualcosa…)

1. L’asimmetria di Piazza San Marco
2. La Basilica di San Marco e la vista dal Campanile
3. Palazzo Ducale e il passaggio attraverso il Ponte dei Sospiri
4. La bellissima collezione di arte contemporanea del Guggenheim
5. Le Gallerie dell’Accademia e la loro ricca collezione di arte veneziana
6. La coloratissima Burano e la solitaria Torcello
7. Perdersi nel dedalo del centro storico
8. La città e il Canal Grande visti da una gondola
9. I “grattacieli” e le sinagoghe del Ghetto
10. La salita sulla Scala del Bovolo
11. Tirar tardi nei locali di Campo Santa Margherita

Qualche consiglio su dove mangiare vegano:

Osteria La Zucca
Calle del Tintor 1762
12.30-14.30 e 19-22.30 lun-sab
Tel. 041 5241570
Vaporetto: San Stae

Abbastanza minuscolo, ma curato nei dettagli, non è un ristorante vegetariano, ma è quasi sempre possibile trovare un antipasto, un primo e un secondo di legumi vegan. Se vi piace poi il vino, siete nel locale giusto.

Gam Gam
Calle del Ghetto Vecchio 1123
12.15-15.15 venerdì
19.30-22 sabato
12-22 dalla domenica al giovedì
Tel. 041 715284
Vaporetto: Guglie
È il ristorante ebraico-kosher della città, all’interno sembra di essere capitati nel Lower East Side o a Gerusalemme, ma è una vera manna per noi vegan, perché gran parte dei piatti sono vegetali (si va dai falafel al cous cous di verdure, dall’hummus ai fondi o cuori di carciofi alla veneziana). In più non è caro e le porzioni sono abbondanti.

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Orecchiette con pesto di tofu e noci

9 04 2007

Il fine settimana pasquale giunge al termine, e domani bisogna riprendere gli impegni abituali. È stato, per fortuna, un weekend molto piacevole: ho cucinato (molto - per fortuna si è mangiato sempre vegan!), ho guardato due film molto belli, e oggi mi sono goduto la splendida giornata con un giro molto rilassante sulle colline tra Torino e l’Astigiano (e ho fatto il pieno di vitamina D con due ore sdraiato al sole ;-)).
In attesa di scaricare le foto di alcune delle realizzazioni di questi giorni, vi propongo uno dei miei “cavalli di battaglia”: il pesto di tofu, in accostamento azzardato con delle orecchiette pugliesi. Il pesto di tofu è uno dei metodi migliori per far conoscere questo versatile alimento a chi non ne sa nulla: acquisisce infatti la consistenza tipica della ricotta, e accompagna perfettamente molti formati di pasta (trenette e pasta lunga in primis).Ingredienti (per 4):

orecchiette 350 g
tofu 120 g
noci 80 g (sgusciate)
aglio 1 spicchio
prezzemolo 3 rametti
sale marino integrale

Tempo di preparazione: 35′

Portate a ebollizione una tazza d’acqua con mezzo cucchiaino di sale. Versate il tofu e fatelo bollire 10 minuti.
Nel frattempo, pestate le noci e l’aglio in un mortaio (io uso il suribachi, il mortaio giapponese), riducendoli in poltiglia. Aggiungete il tofu, ben sgocciolato, e pestatelo insieme.
Tritate il prezzemolo e unitelo al pesto.
Portate a ebollizione abbondante acqua, versate un cucchiaio raso di sale quando bolle e versate la pasta, attenendovi ai tempi di cottura indicati sulla confezione.
Prima di scolarla, tenete da parte un po’ di acqua di cottura, con cui stempererete il pesto.
Condite la pasta.

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Torta al tarassaco

3 04 2007

Ispirato dalla splendide ricette di Matteo e di Vera, mi sono cimentato nella preparazione di una torta al tarassaco, adatta al periodo primaverile, in cui questa pianta spontanea cresce rigogliosa un po’ dovunque. È, dicevo, una pianta spontanea, ricca di virtù medicinali, spesso utilizzata in erboristeria per le sue proprietà depurative. Pur essendo molto comune, andrebbe comunque raccolta in campi lontani dalle strade e da possibili inquinanti.
In questa ricetta il tarassaco la fa da protagonista, anche se è supportato da altre foglie verdi, quelle delle bietole e della borragine (altra pianta spontanea). Al posto della borragine potete utilizzare anche l’ortica che, una volta cotta, non è più urticante, mentre il burro di soia potrà essere sostituito da qualsiasi margarina vegetale non idrogenata.Ingredienti (per 8):

Per l’impasto
farina integrale 600 g

burro di soia 200 g
cremortartaro 10 g (mezza bustina)

sale marino integrale un pizzico

semi di sesamo 2 cucchiaiPer il ripieno
tarassaco 500 g

bietole 300 g

borragine 200 g

cipollotti 4

tofu 100 g

aglio 2 spicchi

olio extravergine d’oliva 2 cucchiai

sale marino integrale 1

Per la tortiera
olio extravergine d’oliva 1 cucchiaio

farina integrale 2 cucchiai

Tempo di preparazione: 1h30′

Preparate l’impasto, amalgamando la farina, il burro di soia, il cremortartaro e il sale. Formate una palla liscia e mettetela mezz’ora in frigo a riposare.
Portate a ebollizione dell’acqua, salate quando bolle con un cucchiaino abbondante di sale, e scottate per 2-3 minuti prima le bietole, poi il tarassaco e infine la borragine. Scolatele e strizzatele bene. Tagliate i cipollotti a rondelle.

Versate l’olio in padella insieme ai cipollotti e agli spicchi d’aglio, fateli appassire con un pizzico di sale. Tagliate le erbe cotte sottilmente e passatele in padella. Salate a piacere.
Prendete la tortiera, ungetela con l’olio e infarinatela bene.
Prendete ora il panetto nel frigo, dividetelo a metà. Stendete la prima metà e appoggiatela sul fondo della tortiera, facendo aderire la pasta sia sul fondo che sui bordi.
Sbriciolate il tofu, mescolatelo alle verdure e distribuite il composto sulla pasta.
Stendete ora la seconda metà dell’impasto e riponetela sopra il composto. Ripiegate i contorni della pasta sottostante, ricucite la torta pizzicando il bordo con le dita. Insomma, curatela anche esteticamente ;-)

Accendete il forno a 200°.

Spennellate la superficie con acqua e versate i semi di sesamo.
Infornate per 30 minuti… e lasciatela almeno intiepidire un po’ prima di buttarvici sopra ;-)

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