Funghi ripieni al genmaicha “hanafubuki”

24 02 2010

genmaicha stuffed mushrooms

Ultimamente sto subendo una fascinazione che mi sta aprendo a nuovi sapori e nuovi orizzonti. Si tratta di quella esercitata dal tè. Sebbene l’abbia sempre molto apprezzato, snobbando sin dall’adolescenza l’italico caffè (forse in un’antesignana premonizione della mia indole più nippo-“zen”-britannica che latino-“passionale”-mediterranea), è da quando leggo il blog di Acilia che mi è venuta voglia di saperne di più e di avventurarmi tra le modalità di degustazione e le innumerevoli varietà coltivate in mezzo globo. Ma la vera novità è averne scoperto la versatilità in cucina, la miriade di ricette in cui può diventare assoluto protagonista, oppure semplice comprimario, o infine presenza discreta ma caratterizzante.

Approfittando del regalo arrivatomi ormai mesi orsono dritto dritto dalla Puglia, mi ero ripromesso di dedicare una ricetta alle cinque selezioni di tè che Acilia mi ha gentilmente inviato. La prima è stata questa. Ecco la seconda, in cui il suo genmaicha, che ha come base due tè verdi di prestigio (il gyokuro, in particolare, e il sencha), e battezzato “hanafubuki” (花吹雪), termine che designa la caduta dei fiori di ciliegio in primavera, è l’attore principale di questa veloce preparazione al forno.

Funghi ripieni al genmaicha “hanafubuki”

Il genmaicha è un classico tè verde giapponese dall’aroma inconfondibile, in quanto miscelato con riso integrale tostato. Il nome stesso è indicativo della sua composizione: genmai (玄米) in giapponese è il riso non raffinato, e cha (茶), come in molte altre lingue, è l’amata bevanda. In questo abbinamento è bene utilizzare dei funghi dal sapore delicato, come i classici champignon bianchi, che non coprono l’aroma peculiare di questo tè. Le dosi sono per 6 persone.

funghi champignon 24
noci sgusciate 35 g
tofu 1 panetto (120-140 g)
pangrattato integrale 100 g
olio extravergine d’oliva 2 cucchiai
acqua minerale naturale 250 ml
genmaicha 4 cucchiaini
prezzemolo 1mazzetto piccolo
sale marino integrale

Eliminate con il coltello i residui terrosi dai gambi dei funghi. Con uno strofinaccio bagnato e ben strizzato, pulite i funghi per eliminare i residui di terra e le impurità.
Staccate con delicatezza i gambi dalle cappelle e tritateli. Tritate anche le noci. Schiacciate il tofu con una forchetta. Tritate le foglie di prezzemolo
Preparate il tè: portate a bollore l’acqua e spegnete. Lasciate 5’ in modo che la temperatura dell’acqua scenda a circa 80° (il tè verde perde il proprio aroma se messo in infusione in acqua bollente). Versate quindi il genmaicha e lasciate in infusione 2’. Scolate con un colino.
In un padellino saltate i gambi tritati con l’olio per 5’ circa. Aggiungete le noci, il pangrattato, il tofu e un pizzico di sale, mescolando bene.
Versate il genmaicha nel composto, mescolando bene per ottenere un impasto omogeneo e consistente. Da ultimo unite il prezzemolo e mescolate ancora.
Accendete il forno a 180°. Ricoprite una teglia con carta da forno.
Riempite ogni cappella con un cucchiaio di ripieno, ponendole sulla teglia.
Infornate per 15’ circa in forno statico.

1 ora e 20 minuti

Vedi anche:
- Composta di pesche e “Brezza di Seta” con zenzero candito
- Spaghetti di riso con verdure al tè verde (di Acilia)



Biscotti ai fiocchi d’avena, in doppia versione

26 01 2010

Un buon libro di cui consiglio la lettura, soprattutto per chi vuole avvicinarsi o vuole saperne di più di cucina naturale, è ABC dell’alimentazione naturale di Giuliana Lomazzi, edito da AAM Terra Nuova, che presenta tutta una serie di spunti interessanti per alimentarsi in maniera corretta. Al fondo anche una serie di semplici ricette per sperimentare piatti a base di cibi integrali, biologici e quasi tutti di origine vegetale. Da queste facili preparazioni ho tratto questa mia versione dei biscotti ai fiocchi d’avena (la versione originale la trovate a pag. 182).

Credo che l’avena sia il cereale che consumo con maggior frequenza, dopo il grano e il riso. Fra i più proteici, ha un gusto ricco e pieno, adatto al rigido clima invernale (non a caso, è uno dei cereali più diffusi e consumati nei paesi freddi). E oltre a consumarla al mattino nel classico porridge, ogni tanto preparo per l’appunto questi biscottini, che durano purtroppo sempre troppo poco ;-)

oat rolls biscuits

 

Biscotti ai fiocchi d’avena
in versione dolce al malto di riso

Questi biscotti sono realizzati con i classici fiocchi d’avena, quelli più grandi, che rimangono integri e permettono quindi di ottenere dei dolcetti croccanti molto adatti alla prima colazione. Con queste dosi otterrete circa 40 biscotti, da consumare preferibilmente in 3-4 giorni.

fiocchi d’avena grandi 300 g
farina integrale di grano 100 g
malto di riso 160 g
bicarbonato di sodio 1 cucchiaino abbondante
olio extravergine d’oliva 120 ml
acqua calda 300 ml
sale marino integrale 1 pizzico

Mescolate i fiocchi d’avena con la farina integrale, il bicarbonato e il sale. Aggiungete il malto, l’olio e l’acqua e lavorate l’impasto con un cucchiaio in modo da ottenere un impasto omogeneo.
Foderate una teglia con carta da forno e stendete l’impasto.
Accendete il forno a 150°. Lasciate riposare l’impasto per 15’.
Prima di infornare, incidete la superficie dell’impasto per ottenere i biscotti. Cuocete in forno per 20’.
Estraete la teglia e fate raffreddare i biscotti su una gratella per dolci.

40 minuti

L’avena poi la consumo anche in preparazioni salate, per lo più sotto forma di chicchi o, se in fiocchi, in minestre di verdure. La pasta di farina di avena non mi ha invece convinto del tutto perché tende a rompersi e sfaldarsi facilmente in cottura. Magari rende meglio al forno, ma devo ancora elaborare qualcosa di interessante. Qualcuno per caso l’ha fatto?
Da provare anche la versione salata dei biscotti di cui sopra, che può fungere da originale finger food dal sapore rustico per l’ora dell’aperitivo. In questo caso ho utilizzato in parte dei fiocchi d’avena piccoli (quelli che uso per il porridge del mattino, più veloci da cuocere) in quanto tendono a disfarsi e compattarsi fra di loro, donando quindi una maggiore morbidezza all’impasto.

oat rolls and cumin snacks

Biscotti ai fiocchi d’avena
in versione salata con il cumino

In questo caso basta eliminare il malto, aggiungere un po’ più di sale e le spezie che più vi aggradano per questo aperitivo dall’aspetto e dalla consistenza ruvidi e rustici. Il cumino in particolare dona una nota di freschezza che rende questi snack decisamente stuzzicanti. Le dosi sono per circa 30 biscotti, anche questi da consumare preferibilmente nei 4 giorni.

fiocchi d’avena grandi 200 g
fiocchi d’avena piccoli 100 g
farina integrale di grano 100 g
sale marino integrale 1 cucchiaino
cumino 1 cucchiaino
bicarbonato di sodio 1 cucchiaino abbondante
olio extravergine d’oliva 120 ml
acqua calda 300 ml

Mescolate i fiocchi d’avena con la farina integrale, il bicarbonato, il sale e il cumino. Aggiungete l’olio e l’acqua e lavorate l’impasto con un cucchiaio in modo da ottenere un impasto omogeneo.
Foderate una teglia con carta da forno e stendete l’impasto.
Accendete il forno a 150°. Lasciate riposare l’impasto per 15’.
Prima di infornare, incidete la superficie dell’impasto per ottenere i biscotti. Cuocete in forno per 20’.
Estraete la teglia e fate raffreddare i biscotti su una gratella per dolci.

40 minuti



Seitan al prosecco in crosta di nocciole

14 01 2010

seitan with prosecco and hazelnuts

Non so se succeda anche a voi, ma periodicamente mi ritrovo con bottiglie di vino aperte per casa. Quindi, per evitare l’iscrizione alla sezione locale degli alcolisti anonimi, mi metto a usarlo ampiamente in cucina: trovo infatti che arricchisca e dia “colore” a molti piatti.
In questo caso, dopo Natale & Co., faceva bella mostra di sé in frigorifero un bottiglione aperto da un litro e mezzo di prosecco  extra-dry del Trevigiano e, per non disperderne l’aroma al contempo fruttato e deciso, l’ho  utilizzato come ingrediente principe di diversi piatti,  tra cui questa velocissima ricetta in cui il seitan, reso morbido e profumato da un generoso bagno nel vino, fa da contraltare alla croccantezza delle nocciole tostate che vanno a ricoprirlo.

Seitan al prosecco in crosta di nocciole

Per quanto riguarda il vino, ho usato un prosecco bio extra-dry del trevigiano, ma va benissimo anche uno spumante, mentre al posto del tè potete usare del brodo vegetale o più semplicemente dell’acqua calda. Importante scegliere un seitan corposo, consiglio caldamente quelli lavorati a mano in fette spesse. Le dosi sono per 4 persone.

seitan 4 fette (ca. 500 g)
olio extravergine d’oliva 3 cucchiai
prosecco extra-dry 240 ml
nocciole tostate 70 g
tè bancha caldo 2 cucchiai
prezzemolo 1 ciuffo
sale marino integrale 1 pizzico abbondante

Scaldate l’olio in una padella abbastanza capiente. Saltatevi le fette di seitan, girandole una volta.
Ricoprite con il prosecco e cuocete per 10’. Nel frattempo sciacquate e asciugate il prezzemolo e tritatelo finemente. Tritate le nocciole grossolanamente.
Rimuovete il seitan e tenetelo al caldo. Mescolate le nocciole in padella insieme al tè e al liquido rimasto.
Ricoprite il seitan con le nocciole e aggiungete il prezzemolo. Salate e servite.

15 minuti



Lassi al limone e cumino

12 08 2009

lemon and cumin lassi da te.

Oggi sono alle prese con bucati, foto di prossime ricette e soprattutto con la parte più noiosa del viaggiare: che metto in valigia? Quest’anno non andrò lontano, passerò una decina di giorni a Londra per scovare nuovi posti interessanti, e per scoprirne altri di cui ho letto negli ultimi mesi in rete. Ci si risente quindi dopo il 24, e nel frattempo vi saluto e vi auguro buone vacanze con la ricetta della tipica bevanda indiana, il lassi, da preparare bello freddo per contrastare il caldo d’agosto!

Lassi al limone e cumino
Il lassi è una tipica bevanda indiana a base di yogurt originaria del Punjab. Si può preparare sia in versione salata che dolce, e io ho optato per la prima, semplicemente arricchendolo con limone e cumino. Assicuratevi di usare yogurt e acqua freddi. Le dosi sono per 4-6 persone.

yogurt di soia 1 kg
acqua minerale 500 ml
cumino in polvere 1 cucchiaino
limone 1 + qualche fetta per decorare
menta fresca

Spremete il limone. Mescolate il succo con lo yogurt e l’acqua. Versate in bicchieri alti, spolverate con il cumino in polvere e decorate con fette di limone e foglie di menta.

Preparazione: 5′



Crostini integrali al timo con “brie” di soia e fragole all’aceto balsamico

23 06 2009

crostini al timo con brie di tofu e fragole all'aceto balsamico da te.

Ricetta rubata e adattata da Cucina Naturale di maggio: leggendo l’articolo dedicato alle fragole, sono rimasto abbagliato da questa ricetta colorata e coreografica. Sì, però… il brie come lo sostituisco? Non col tofu, troppo compatto e poco adatto a sposarsi con la croccantezza del pane tostato e con il turgore della fragola. Breve ricerca su Internet ed ecco svelato come realizzare un simil-brie 100% vegetale… Prima o poi questo libro sarà mio!!!

Crostini integrali al timo con “brie” di soia e fragole all’aceto balsamico
Anche questa è una di quelle ricette che sembrano apparentemente veloci, ma per cui si perde abbastanza tempo nella realizzazione delle forme. Un consiglio è quello di preparare il brie la sera prima, e dedicare un’oretta al taglio del pane, del “formaggio” e delle fragole. La ricetta utilizza la classica combinazione fragole-aceto balsamico, smorzata dal sapore pieno dei crostini al timo e dalla morbidezza del brie.  Le dosi sono per 6 persone.

Per il “brie”
latte di soia 250 ml
tofu vellutato 180 g
anacardi 90 g
lievito alimentare in fiocchi 20 g
tahin 2 cucchiai
germe di grano 3 cucchiai
agar agar in fiocchi 3 cucchiai
limone 1
aglio in polvere ½ cucchiaino
sale marino integrale 1 cucchiaino
coriandolo in polvere 1 pizzico
olio extravergine d’oliva 1 cucchiaio

Per i crostini
fragole 200 g
pane integrale 6 fette da 30 g l’una
“brie” di soia 300 g
aceto balsamico 6 cucchiai
malto di riso 1 cucchiaino
foglie di timo fresco 2 cucchiaini
olio extravergine d’oliva 2 cucchiai
sale marino integrale 1 pizzico

Per il brie di soia
Oliare uno stampo rotondo e spargervi il germe di grano.
Mescolare l’agar agar nel latte di soia e portare a ebollizione. Ridurre la fiamma al minimo e far bollire lentamente mescolando spesso per 5 minuti circa, in modo da sciogliere i fiocchi di agar agar. Lasciare intiepidire.
Tritare gli anacardi. Spremete il limone, raccogliendone il succo.
Versare il composto nel mixer insieme a tutti gli altri ingredienti. Azionare fino a rendere il composto perfettamente omogeneo.
Versare nello stampo, coprire con pellicola e tenere in frigo per 8 ore.

Per i crostini
Eliminare la crosta dal pane e, con un tagliabiscotti, ricavare dei crostini rotondi. Mescolarli con l’olio, il timo e il sale. Passarli in padella a fuoco medio per farli diventare croccanti.
Versare l’aceto balsamico e il malto in un pentolino e farli sobbollire a fuoco basso fino a quando il liquido non inizierà ad addensarsi. Far raffreddare.
Ricavare dal brie di soia tanti pezzi uguali per forma e dimensione ai crostini di pane e posarli sui crostini.
Lavare le fragole, lasciando il picciolo, e tagliare i due lati in modo da poterle appoggiare sui crostini. Sistemarle su ogni crostino.
Completare con una goccia di aceto balsamico su ogni fragola.

1h30′ + 8h di riposo



Salsa verde di prezzemolo, basilico e maggiorana con crudità

30 05 2009

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Sembra essere arrivato il caldo anche qui, quindi per un po’ mi sa che metterò a riposo forno (se non per la panificazione settimanale) e lunghe cotture. E dato che spesso mi viene “rimproverato” di presentare piatti dalle lunghe preparazioni, ho pensato di proporre una ricetta velocissima ma molto profumata.

Salsa verde di prezzemolo, basilico e maggiorana con crudità
Una salsa verde a base delle erbe fresche che ci accompagneranno fino alla fine dell’estate, da accompagnare con verdure tagliate a bastoncino o, volendo, anche con del pane. Le dosi sono per 4 persone.

Salsa verde
foglie di prezzemolo 50 g
foglie di basilico 1 manciata
foglie di maggiorana 1 cucchiaio
mandorle pelate 15 g
capperi sotto sale 1 cucchiaio
aglio 1 spicchio
olio extravergine d’oliva 4 cucchiai
senape di Digione 1 cucchiaino
aceto balsamico di Modena 1 cucchiaino
origano secco 1 cucchiaino
sale marino integrale 1 pizzico

Crudità
carote 2
sedano 2 gambi
finocchio 1

Lavate e asciugate le foglie di prezzemolo, basilico e maggiorana. Sbucciate l’aglio. Risciacquate i capperi.
Tritate l’aglio e le mandorle nel mixer. Aggiungete poi gli altri ingredienti e azionate il mixer per diversi minuti fino a ottenere un composto omogeneo.
Mondate e lavate carote, sedano e finocchio. Tagliate il finocchio a spicchi e affettatelo. Sbucciate le carote, tagliatele a pezzi e poi a bastoncini. Tagliate il sedano a bastoncini.
Servite la salsa con le verdure crude.

10 minuti

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Parsley, basil and marjoram green sauce with crudités
A very fast, yet tasty recipe using a selection of the most fragrant Mediterranean herbs. Try it with vegetable sticks or spread on bread. Serves 4.

Green sauce
parsley leaves 50 g (2 cups)
basil leaves ½ cup
marjoram leaves 1 tablespoon
salted capers 1 tablespoon
garlic 1 clove
dried oregano 1 teaspoon
extra virgin olive oil 4 tablespoons
skinned almonds 1 tablespoon (15 g)
Dijon mustard 1 teaspoon
balsamic vinegar of Modena 1 teaspoon
unrefined sea salt ¼ teaspoon

Crudités
carrots 2
celery stalks 2
fennel 1

Rinse parsley, basil and marjoram leaves, and the capers.
Peel and slice garlic.  Put it with the almonds into a food processor and mince.
Add the other ingredients and purée some minutes until homogeneous.
Rinse celery stalks, carrots and fennel. Cut the fennel into four and then slice it. Peel the carrots, cut them into pieces and then into sticks. Do the same with the celery stalks.
Serve the green sauce immediately with the crudités.

10 minutes



Alghe arame sott’aceto

12 03 2009

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Sole, sole, sole… La primavera sta facendo capolino lentamente dopo questo lunghissimo e rigidissimo inverno. E sebbene consumi sempre, anche d’inverno, la mia buona quota di verdure crude a inizio pasto, con i primi tepori è decisamente più piacevole gustare le insalate primaverili che iniziano a essere presenti sul mercato in questo periodo. E perché non arricchirle con delle alghe conservate sott’aceto, che danno quella giusta combinazione di acidità e ulteriore croccantezza?

L’alga arame è un’alga giapponese raccolta prevalentemente intorno alla penisola di Ise (uno dei luoghi più interessanti dell’arcipelago). Simili alle hijiki, ma più dolci e morbide (ho scoperto da poco che ciò è dovuto alla presenza di mannitolo, uno zucchero non calorico), sono naturalmente ricche, come tutte le alghe, di iodio e calcio.
Sono ideali in cucina in abbinamento con tofu, seitan, radici e ortaggi, così come in sformati, zuppe e… ho trovato anche un suggerimento per usarle nei muffin!! Dovrò sperimentare…


Alghe arame sott’aceto
Per questa preparazione procuratevi un vasetto di vetro da mezzo litro. Il tutto è estremamente elementare, e il tempo di resa è comunque abbastanza breve (in meno di una settimana potrete gustare le vostre alghe aggiungendole a insalate miste).

alghe arame 25 g
acidulato di riso 250 ml
acqua minerale o filtrata 250 ml

Riempite il vasetto con una soluzione di acqua e acidulato di riso. Aggiungete le alghe e chiudete.
Lasciate riposare in frigo per almeno 4 giorni.

Tempo di preparazione: 2′ + 4 gg. di riposo

Altre mie ricette con protagoniste le alghe:
patè di hijiki
tofu e arame in padella

In giro per la rete (ben accette ulteriori segnalazioni!):
insalata di alghe arame e rucola
seitan con alghe arame e cipollotto (Petula)
carote e alghe arame in agrodolce (Lisette)
insalata di carote con arame
roll di arame



Farro con cavolo nero

22 02 2009

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Ogni tanto mi rifaccio sentire… Vorrei essere più presente sul blog, ma è un periodo un po’ impegnativo, e in più alcuni problemi sul mio computer di casa non mi permettono di essere assiduo come vorrei.
Questa che vi presento è una ricetta realizzata qualche settimana fa, dopo aver acquistato una cassa da 10 kg di cavolo nero… Ingrediente comunissimo in Toscana, ma a quanto pare introvabile qui in Piemonte. Per poterlo provare ho quindi chiesto al verduriere di recuperarmi una cassa di questo raro ortaggio (tra l’altro ho scoperto poi essere coltivato da un’azienda agricola nei dintorni di Torino). E vi assicuro che non è difficile smaltire 10 kg di cavolo nero in pochi giorni, è davvero ottimo… Tanto più che è considerato un alimento utile nella prevenzione di numerose forme tumorali e dell’ulcera gastrica, oltre ad essere ricchissimo di vitamina C.

Farro con cavolo nero
In questa ricetta di chiara derivazione toscana, ho utilizzato del farro decorticato (un po’ più lungo da cuocere del farro perlato), in unione a una purea di borlotti e al cavolo nero. Se proprio non lo trovate, potete sostituirlo con della verza, anche se il gusto e la consistenza cambiano considerevolmente. Le dosi sono per 4 persone.

farro decorticato 200 g
fagioli borlotti 200 g
pomodori pelati 1 confezione
cavoli neri 2
cipolla 1
carota 1
sedano 1 gambo
olio extravergine d’oliva 5 cucchiai
sale marino integrale 2 cucchiaini

La sera prima mettete a bagno i fagioli e a parte il farro. 
Scolate i fagioli, sciacquateli e metteteli in pentola a pressione, coprendoli con acqua. Chiudete la pentola a pressione e calcolate 30′ dal fischio. Una volta cotti aggiungete ½ cucchiaino di sale e mescolate.
Sciacquate il farro.
Tritate cipolla, sedano e carota e fateli appassire in una casseruola con 1 cucchiaio d’olio e un pizzico di sale. Unite al soffritto i pelati e sobbollite per qualche minuto. Lavate il cavolo nero e tagliatelo a pezzetti. Unitelo alle verdure.
Nel frattempo passate i fagioli al mixer con un po’ della loro acqua di cottura. Unite la purea alle verdure e infine aggiungete il farro.
Lasciate cuocere il farro per un’ora a fuoco lento, aggiungendo di tanto in tanto dell’acqua calda.
Aggiungere un cucchiaino di sale e condire ogni piatto con un cucchiaio di olio.

Tempo di preparazione: 1h 50′ + 8 h ammollo



Zuppa di lenticchie rosse e miglio

6 01 2009

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Ed eccoci approdati al 2009… Durante questi giorni di festa sono riuscito a sperimentare un po’ di ricette, oltre che rilassarmi e a ritrovare una vita sociale degna degli anni d’oro universitari ;-)
E non potevo non cominciare l’anno proponendovi una delle mie solite zuppe, questa volta bella densa e corposa, adatta ai rigori di quest’inverno finalmente freddo e nevoso. Una ricetta veloce anche, con l’utilizzo delle lenticchie, ingrediente cardine dei festeggiamenti di Capodanno, ma in versione decorticata per abbreviare i tempi di cottura e per ottenere una giusta cremosità.

Buon 2009 a tutti!

Zuppa di lenticchie rosse e miglio
Ricetta semplicissima, per 4 persone, dove le lenticchie rosse decorticate e il miglio si fondono in una crema densa e gustosa, e dove il miso completa in maniera perfetta questa “unione”. Gli ingredienti sono tutti di facile reperibilità.

lenticchie rosse 200 g
miglio 150 g
carota 1
cipolla ½
olio extravergine d’oliva 1 cucchiaio
acqua 2 l
alloro 1 foglia
prezzemolo 1 manciata
alga kombu 2 cm
miso d’orzo 3 cucchiai
sale marino integrale 1 pizzico

Lavate lenticchie e miglio per togliere le impurità. Raschiate la carota sotto acqua corrente e tagliatela a pezzetti. Tritate la cipolla con la mezzaluna.
Dorate la cipolla nell’olio e in un paio di cucchiai d’acqua. Aggiungete la carota e fate stufare qualche minuto. Aggiungete un pizzico di sale e i 2 l d’acqua.
Portate a ebollizione, unite le lenticchie, il miglio, l’alga kombu, l’alloro e fate sobbollire a fuoco lento per 20′. Eliminate l’alga.
Nel frattempo lavate, asciugate e tritate il prezzemolo. Stemperate il miso in un po’ d’acqua calda, aggiungetelo a fine cottura.
Servite con un filo d’olio e un po’ di prezzemolo.

Tempo di preparazione: 50′
 



Zuppa friulana

23 11 2008

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Ero un po’ dubbioso se pubblicare questa ricetta o meno, dato che ultimamente le zuppe e le minestre abbondano sul mio blog, anzi credo che siano la categoria più nutrita del ricettario! Però questa versione veg della tipica zuppa friulana di orzo e fagioli (la ricetta originaria non è vegetariana, prevede l’utilizzo della pancetta) ha riscosso un notevole successo in casa mia, e quindi non potevo non rendervene partecipi :-)

Zuppa friulana
Utilizzate dell’orzo decorticato, dalle proprietà nutritive più compete rispetto alla più comune versione perlata. Necessario l’ammollo, che ne riduce i tempi di cottura. La zuppa può essere preparata in anticipo, ma, dato che l’orzo tende a gonfiarsi assorbendo il brodo, tenete dell’altro brodo vegetale pronto per quando vorrete servirla, aggiungendolo quando la riscaldate. Gli ingredienti sono per 8 persone, io l’ho anche surgelata e consumata qualche giorno dopo.

orzo decorticato 200 g
fagioli borlotti 200 g
sedano 2 gambi
carote 2
cipolla 1 grande
olio extravergine d’oliva 2 cucchiai
brodo vegetale 1 litro
sale marino integrale 2 cucchiaini + un paio di pizzichi
prezzemolo 2 gambi

Mettete in ammollo la sera prima (in due contenitori separati!), i fagioli e l’orzo.
Sciacquate i fagioli e lessateli in pentola a pressione con 600 ml d’acqua. Lasciate passare un’ora dal fischio, avendo cura di abbassare la fiamma al minimo. Trascorso questo tempo, aprite la pentola, aggiungete un cucchiaino di sale, fate sobbollire ancora 5′, scolateli. Passate la metà dei fagioli al mixer o al passaverdure in modo da ottenere una purea.
Lavate e tritate il sedano, la cipolla, le carote e un gambo di prezzemolo.  Rosolate il trito nell’olio.  Aggiungete poi la purea di fagioli, gli altri fagioli interi, il brodo vegetale e un cucchiaino di sale.  
Insaporite per 5′, e aggiungete l’orzo scolato e sciacquato. Cuocete per circa un’ora.
Fate riposare 5′ prima di servire. Al momento di servire, regolate di sale e decorate con prezzemolo tritato.

Tempo di preparazione: 2h10′ + 8h di ammollo