Shortbread di tè al gelsomino

29 07 2010

jasmine tea shortbreads

Con i primi freschi (luglio è solitamente il mese più afoso a Torino, di solito ad agosto per fortuna rinfresca un po’) mi è nuovamente tornata voglia di rimettermi in cucina, forse anche costretto dal dover in qualche modo utilizzare una confezione di burro di soia prossima alla scadenza.
L’idea è stata quella di farlo fuori con una ricetta di Martha Stewart scovata su Internet, con le opportune modifiche: si cambia il tè (devo far fuori le scorte acquistate in Cina), si elimina lo zucchero, si cambiano ancora un paio di cose. Insomma, la ricetta originale è stata abbastanza stravolta, ma il risultato è stato molto apprezzato: dei biscottoni stile shortbread scozzese morbidi e con un profumo spiccato molto piacevole.

Shortbread di tè al gelsomino

Dovendo trattare la pasta frolla d’estate, bisogna contenere i tempi di preparazione al minimo, pena ritrovarsi con un impasto troppo morbido da lavorare. Ecco perché niente stampini per biscotti, ma un semplice taglio col coltello, veloce e immediato, in modo da dargli la tipica forma degli shortbread scozzesi. E soprattutto mattarello e spatola in congelatore per una decina di minuti prima di iniziare, per evitare di scaldare la pasta frolla in fase di lavorazione.  
Le dosi sono per 40 biscotti.

farina di grano tenero 0 500 grammi
burro di soia 225 grammi
malto di riso 375 grammi
tè al gelsomino 8 grammi
vaniglia in polvere ½ cucchiaino
sale marino integrale 1 pizzico abbondante
farina per la spianatoia

Attrezzatura
macinacaffè, mixer, mattarello, spatola, coltello, teglia da forno, spianatoia, gratella per dolci; pellicola trasparente per alimenti, carta da forno.

Macinate il tè con un macinacaffè riducendolo in polvere.
Mescolate con il mixer burro e malto. Aggiungete il tè, la vaniglia, il sale e la farina, mescolando bene.
Dividete l’impasto in due parti e avvolgetelo nella pellicola per alimenti. Fate riposare in frigo almeno 2 ore, meglio se tutta la notte.
Trascorso il tempo di riposo, accendete il forno a 150°.
Su una spianatoia infarinata stendete uno dei due impasti col mattarello a un’altezza di ½ cm e tagliate l’impasto a rettangoli di 6×3 cm all’incirca. Riponete i biscotti su una teglia ricoperta di carta da forno con l’aiuto di una spatola e infornate tra i 10’ e i 15’ (meglio meno che più tempo, in quanto tenderanno a compattarsi raffreddandosi).
Estraete la teglia e appoggiate i biscotti su una gratella per dolci per farli raffreddare.
Ripetete l’operazione con l’altra metà dell’impasto.
Conservateli in una scatola di latta per biscotti.

1 ora + 2 ore di riposo

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Udon di riso al genmaicha

31 05 2010

genmaicha udon

Bene, siamo al termine di maggio, il mese che ho consacrato interamente al Giappone, e da ultimo vi propongo una semplicissima ricetta che potrà essere utilizzata perfino nei giorni più afosi, dati i tempi rapidissimi di cottura, avendo l’accortezza di cuocere gli udon qualche ora prima e farli raffreddare in frigorifero.
Ricetta che si rifà un po’ alla zaru soba, la pasta di grano saraceno servita fredda un po’ ovunque in Giappone con alghe nori tritate, pasta di wasabi e salsa ponzu (che, manco a dirlo, contiene il famigerato katsuobushi, gli onnipresenti fiocchi di tonno essiccato). Ma basta saperlo, resistere agli sguardi di stupore frammisto a pietà dei camerieri quando chiederete “katsuo nashi, oyu dake onegai-shimasu” (senza katsuo, la vorrei solo con l’acqua di cottura). Beh, li capisco anche, effettivamente intingere la soba dentro la sua acqua di cottura, pur opportunatamente insaporita con salsa di soia e wasabi, è una richiesta un po’ bislacca.
Oppure, più semplicemente, fatevi portare tutto il set, lasciate stare la salsa ponzu nel suo contenitore, e conditevi la pasta con shoyu e tanto nanami togarashi.
Sempre che non vi sorprendano cospargendo il tutto preventivamente di  katsuobushi…

Udon di riso al genmaicha
con tofu e shiitake

Gli udon di riso, che potete trovare nei negozi di alimentazione naturale, sono perfetti cotti nel genmaicha, in quanto tendono ad assorbirlo e a prenderne il caratteristico aroma, pur rimanendo comunque al dente.
Per una versione senza glutine, eliminate lo shoyu e aggiungete mezzo cucchiaino di sale marino integrale al tè. (Mi scuso ma ho controllato e gli udon di riso contengono anche farina di grano, quindi non sono adatti a un regime senza glutine). Le dosi sono per 4 persone.

udon di riso 400 g
tofu 250 g
acqua minerale 1 l
genmaicha 15 g
cipollotti 2
funghi shiitake secchi 30 g
germogli di ravanello 1 manciata
coriandolo fresco 1 mazzetto
olio di sesamo 4 cucchiai
shoyu 2 cucchiai
nanami togarashi

Mettete i funghi shiitake in acqua calda e fateli rinvenire per 30’.
Tagliate il tofu a cubetti e mettetelo da parte.
Lavate e mondate cipollotti e coriandolo. Affettate i cipollotti sottilmente. Sciacquate i germogli.
Preparate il condimento mescolando l’olio di sesamo con lo shoyu.
Portate l’acqua minerale a ebollizione. Spegnete e lasciate raffreddare per 3’. Aggiungete il genmaicha e lasciate in infusione per 3’. Scolate l’infusione.
Riportate l’infusione di tè a ebollizione, cuocetevi gli udon per 5’. Spegnete, mescolate e lasciate al caldo (gli udon rimarranno al dente ma tenderanno comunque ad assorbire il tè residuo).
Scolate i funghi, eliminate i gambi (sono troppo duri) e tagliate le cappelle a fettine.
Aggiungete il tofu e i funghi agli udon, condite con l’emulsione di olio e shoyu. Mescolate bene e servite in ciotole individuali.
Terminate con l’aggiunta dei cipollotti, dei germogli, di foglioline di coriandolo e una spolverata di nanami togarashi.

35 minuti

Se la ricetta vi garba, date un’occhiata anche a:

Kitsune udon
Funghi ripieni al genmaicha “hanafubuki”

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Tofu allo hojicha “Kaori Fumi”

18 05 2010

hojicha tofu

Vi avverto che questo mese sarà dedicato al Giappone: quindi, se non vi interessa, ritornate qui a giugno ;-)
Durante il mio ultimo silenzio di più di dieci giorni sono proseguite le mie sperimentazioni con le selezioni di Acilia. Questa volta tocca è toccata a un tè che bevo spesso e che, onnipresente in qualunque albergo del Sol Levante, mi fa sentire subito a casa non appena ne percepisco l’inconfondibile aroma: lo hōjicha. La selezione di Acilia punta come al solito a piccole gemme, come è il caso di questo tè ottenuto da gyōkuro e sencha di elevata qualità.  Per chi non lo sapesse, è un tè che si può gustare abbastanza liberamente in quanto il processo di tostatura a cui è sottoposto ne riduce in maniera drastica la caffeina (da 0,5 a 1,5%).
Ottimo da bere come accompagnamento ai pasti, è decisamente adatto a essere usato tra i fornelli in preparazioni veloci in cui ne venga esaltato l’inconfondibile sapore, come quella che vi propongo, da accompagnare con delle verdure verdi scottate (in questo caso sedano, cicoria e rucola con una spolverata di wasabi in polvere e semi di sesamo).

Tofu allo hōjicha “Kaori Fumi”

Ricetta d’ispirazione nipponica, è un buon modo per far fuori quel panetto di tofu che vi guarda spaurito dal ripiano del frigo, quando non avete voglia di mangiarlo così com’è, o saltato in padella con le verdure, o ridotto in crema con qualche condimento. Il nanami togarashi potete sostituirlo eventualmente con una spolverata di gomasio e un pizzico di peperoncino in polvere. Le dosi sono per 4 persone

tofu 300 g
tè hōjicha “Kaori Fumi”  5 g
acqua minerale 500 ml
shoyu 1 cucchiaio
zenzero in polvere 1 cucchiaino
olio di sesamo 2 cucchiai
nanami togarashi

Portate l’acqua minerale a ebollizione. Lasciatela raffreddare 3’ e aggiungete le foglie di tè, lasciandole in infusione per 4’.
Scolate e tenete da parte le foglie del tè.
Portate a ebollizione un pentolino d’acqua, aggiungete le foglie di tè e il panetto di tofu, fate sobbollire 5’.
Scolate quindi il tofu e tagliatelo in 4 fette.
Preparate una marinata con l’infusione di hojicha, lo shoyu e lo zenzero. Immergetevi le fette di tofu e lasciate a marinare per almeno mezz’ora.
Trascorso questo tempo, scaldate l’olio in una padella antiaderente e friggetevi il tofu scolato girandolo ogni 5’. In 15’ dovreste ottenere delle fette dorate, croccanti all’esterno e morbide all’interno.
Servitele con una spolverata abbondante di nanami togarashi.

40 minuti
+ 30 minuti per la marinatura

Hai provato la ricetta e vuoi qualcos’altro di simile? Allora dai un’occhiata anche a:

Tofu e arame in padella
Tofu marinato all’origano
Tofu saltato al wok con ortaggi

E le mie altre ricette con le selezioni di Acilia:
Composta di pesche e “Brezza di Seta” con zenzero candito
Funghi ripieni al genmaicha “Hanafubuki”
Sorbetto al tè bianco “Hanai”

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Sorbetto al tè bianco “Hanai”

26 03 2010

Bai Mu Dan white tea sorbet

Stasera sarò un po’ telegrafico, perché sono stanco morto… Però ci tenevo a rendervi partecipi di un’ulteriore sperimentazione con i tè inviatomi da Acilia. Questa volta è il turno della sua miscela “Hanai”, composta da tè bianco Bai Mu Dan (o Pai Mu Tan, a seconda della traslitterazione scelta), pezzi di ciliegia e petali di rosa. Un mix delicato ma al contempo molto caratteristico per via dei forti sentori di ciliegia e rosa. Quello della rosa è secondo me molto valorizzato in questo fresco sorbetto, anticipo di una primavera che forse sta arrivando.
Forse.

Sorbetto al tè bianco “Hanai”

Questa miscela aromatizzata di tè bianco Bai Mu Dan è un’ottima base per un fresco sorbetto, da utilizzare non solo come dessert, ma anche come intermezzo tra portate di un pasto festivo. Come al solito, perché il tè sprigioni al meglio il suo aroma, preferisco utilizzare un’acqua minerale (preferite quelle locali, a me piace moltissimo Lurisia, anche perché sgorga a pochi kilometri dalla mia casa in montagna). Le dosi sono per circa 600 g di sorbetto (che può essere conservato tranquillamente in un contenitore ermetico nel congelatore).

acqua minerale naturale 840 ml
zucchero di canna grezzo 360 g
tè bianco “Hanai” 10 g
limone bio ½
zenzero candito

Mescolare 480 ml di acqua con lo zucchero grezzo, portare a ebollizione la miscela, e far bollire mescolando per 2’. Far raffreddare.
Portare a ebollizione 360 ml di acqua e farla raffreddare a 80° (circa 6’). Mettere il tè in infusione per 3’. Colare tenendo da parte le foglie di tè e fate riposare 2’. Rimettete nuovamente le foglie in infusione per altri 5’. Scolate.
Grattugiate la scorza del mezzo limone e mettete le scorzette in frigo, poi spremetelo. Mescolate l’infusione di tè, lo sciroppo e il succo di limone. Fate raffreddare per almeno 6 ore.
Passate in gelatiera (circa 40’). Nel frattempo mettete le coppette nel congelatore e tagliate lo zenzero a striscioline.
Servite il sorbetto nelle coppette ghiacciate con lo zenzero e la scorza di limone.

25 minuti + 6 ore di riposo + 40 minuti di gelatiera

Potrebbero interessarti anche:

Composta di pesche e “Brezza di Seta” con zenzero candito
Funghi ripieni al genmaicha “Hanafubuki”
Sorbetto al mango

English abstract
Bai Mu Dan Sorbet
 

I used a blended white tea (Bai Mu Dan with cherries and rosebuds) for this sweet, beautifully perfumed sorbet.

mineral water 840ml/3.5 C; turbinado sugar 360g/2C; Bai Mu Dan white tea 10g/4tsp; organic lemon ½; candied ginger. Mix 480ml/2C water with sugar, bring to a boil, stir 2’ and let cool.
Bring to a boil 360 ml/1.5C water. Let it cool for 6’. Add tea and steep 3’. Drain, keeping tea leaves apart, and let cool 2’, then steep again 5’ more.
Grate the lemon zest and refrigerate. Then squeeze the lemon, and add the juice to the tea infusion and the syrup. Refrigerate at least 6h.
Make the sorbet with an ice cream maker. Serve in frozen cups, with lemon zest and small pieces of candied ginger.

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Funghi ripieni al genmaicha “hanafubuki”

24 02 2010

genmaicha stuffed mushrooms

Ultimamente sto subendo una fascinazione che mi sta aprendo a nuovi sapori e nuovi orizzonti. Si tratta di quella esercitata dal tè. Sebbene l’abbia sempre molto apprezzato, snobbando sin dall’adolescenza l’italico caffè (forse in un’antesignana premonizione della mia indole più nippo-“zen”-britannica che latino-“passionale”-mediterranea), è da quando leggo il blog di Acilia che mi è venuta voglia di saperne di più e di avventurarmi tra le modalità di degustazione e le innumerevoli varietà coltivate in mezzo globo. Ma la vera novità è averne scoperto la versatilità in cucina, la miriade di ricette in cui può diventare assoluto protagonista, oppure semplice comprimario, o infine presenza discreta ma caratterizzante.

Approfittando del regalo arrivatomi ormai mesi orsono dritto dritto dalla Puglia, mi ero ripromesso di dedicare una ricetta alle cinque selezioni di tè che Acilia mi ha gentilmente inviato. La prima è stata questa. Ecco la seconda, in cui il suo genmaicha, che ha come base due tè verdi di prestigio (il gyokuro, in particolare, e il sencha), e battezzato “hanafubuki” (花吹雪), termine che designa la caduta dei fiori di ciliegio in primavera, è l’attore principale di questa veloce preparazione al forno.

Funghi ripieni al genmaicha “hanafubuki”

Il genmaicha è un classico tè verde giapponese dall’aroma inconfondibile, in quanto miscelato con riso integrale tostato. Il nome stesso è indicativo della sua composizione: genmai (玄米) in giapponese è il riso non raffinato, e cha (茶), come in molte altre lingue, è l’amata bevanda. In questo abbinamento è bene utilizzare dei funghi dal sapore delicato, come i classici champignon bianchi, che non coprono l’aroma peculiare di questo tè. Le dosi sono per 6 persone.

funghi champignon 24
noci sgusciate 35 g
tofu 1 panetto (120-140 g)
pangrattato integrale 100 g
olio extravergine d’oliva 2 cucchiai
acqua minerale naturale 250 ml
genmaicha 4 cucchiaini
prezzemolo 1mazzetto piccolo
sale marino integrale

Eliminate con il coltello i residui terrosi dai gambi dei funghi. Con uno strofinaccio bagnato e ben strizzato, pulite i funghi per eliminare i residui di terra e le impurità.
Staccate con delicatezza i gambi dalle cappelle e tritateli. Tritate anche le noci. Schiacciate il tofu con una forchetta. Tritate le foglie di prezzemolo
Preparate il tè: portate a bollore l’acqua e spegnete. Lasciate 5’ in modo che la temperatura dell’acqua scenda a circa 80° (il tè verde perde il proprio aroma se messo in infusione in acqua bollente). Versate quindi il genmaicha e lasciate in infusione 2’. Scolate con un colino.
In un padellino saltate i gambi tritati con l’olio per 5’ circa. Aggiungete le noci, il pangrattato, il tofu e un pizzico di sale, mescolando bene.
Versate il genmaicha nel composto, mescolando bene per ottenere un impasto omogeneo e consistente. Da ultimo unite il prezzemolo e mescolate ancora.
Accendete il forno a 180°. Ricoprite una teglia con carta da forno.
Riempite ogni cappella con un cucchiaio di ripieno, ponendole sulla teglia.
Infornate per 15’ circa in forno statico.

1 ora e 20 minuti

Vedi anche:
- Composta di pesche e “Brezza di Seta” con zenzero candito
- Spaghetti di riso con verdure al tè verde (di Acilia)

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Seitan al prosecco in crosta di nocciole

14 01 2010

seitan with prosecco and hazelnuts

Non so se succeda anche a voi, ma periodicamente mi ritrovo con bottiglie di vino aperte per casa. Quindi, per evitare l’iscrizione alla sezione locale degli alcolisti anonimi, mi metto a usarlo ampiamente in cucina: trovo infatti che arricchisca e dia “colore” a molti piatti.
In questo caso, dopo Natale & Co., faceva bella mostra di sé in frigorifero un bottiglione aperto da un litro e mezzo di prosecco  extra-dry del Trevigiano e, per non disperderne l’aroma al contempo fruttato e deciso, l’ho  utilizzato come ingrediente principe di diversi piatti,  tra cui questa velocissima ricetta in cui il seitan, reso morbido e profumato da un generoso bagno nel vino, fa da contraltare alla croccantezza delle nocciole tostate che vanno a ricoprirlo.

Seitan al prosecco in crosta di nocciole

Per quanto riguarda il vino, ho usato un prosecco bio extra-dry del trevigiano, ma va benissimo anche uno spumante, mentre al posto del tè potete usare del brodo vegetale o più semplicemente dell’acqua calda. Importante scegliere un seitan corposo, consiglio caldamente quelli lavorati a mano in fette spesse. Le dosi sono per 4 persone.

seitan 4 fette (ca. 500 g)
olio extravergine d’oliva 3 cucchiai
prosecco extra-dry 240 ml
nocciole tostate 70 g
tè bancha caldo 2 cucchiai
prezzemolo 1 ciuffo
sale marino integrale 1 pizzico abbondante

Scaldate l’olio in una padella abbastanza capiente. Saltatevi le fette di seitan, girandole una volta.
Ricoprite con il prosecco e cuocete per 10’. Nel frattempo sciacquate e asciugate il prezzemolo e tritatelo finemente. Tritate le nocciole grossolanamente.
Rimuovete il seitan e tenetelo al caldo. Mescolate le nocciole in padella insieme al tè e al liquido rimasto.
Ricoprite il seitan con le nocciole e aggiungete il prezzemolo. Salate e servite.

15 minuti

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Linzer Kekse

20 12 2009

linzer kekse

Quest’anno ho fatto il bravo e ho evitato acquisti folli… Però dell’aggeggio da cucina inutile non ho potuto fare a meno neanche per questo Natale, e il taglia-biscotti di Linz in cui mi sono imbattuto settimana scorsa è finito nella mia strabordante collezione di gadget culinari. Si tratta di un attrezzo per creare una doppia coppia di biscotti, di cui quello che costituirà il lato superiore è forato al centro con un motivo ornamentale. In realtà potete realizzarli con dei semplici tagliabiscotti di misure diverse: il biscotto superiore dovrà essere più piccolo di quello che funge da base.
I biscotti di Linz sono un caposaldo della pasticceria austriaca, come dimostrano anche forum online dedicati al celebre pasticcino (non molto conosciuto da noi, però). Nel mio caso ho adattato la ricetta classica arricchendola con cioccolato e noci (suvvia, siamo a Natale!). Il risultato è stato eccezionale: ho ottenuto infatti dei biscotti morbidi che si sono mantenuti alla perfezione per una settimana in una scatola di latta. Forse si sarebbero conservati anche più a lungo, ma non mi è dato saperlo ;-)
Se preferite invece un biscotto dall’aroma sempre natalizio (mandorle e arancia), ma più salutare (senza burro di soia e zucchero, ma con olio di girasole e malto), vi rimando ai biscotti di kamut e mandorle
Lasciandovi quindi la ricetta di queste delizie mitteleuropee, non mi resta che augurarvi Frohe Weihnachten ;-)

 

Biscotti di Linz
Linzer Kekse

La realizzazione di questi biscotti è piuttosto semplice, l’importante, quando si stende col mattarello, è lavorare con una frolla ben fredda, essenziale data la presenza contemporanea di burro di soia, noci e cioccolato. Se non possedete i tagliabiscotti appositi, utilizzate una forma rotonda per la base, e una forma più piccola con un motivo natalizio o di altro genere per il biscotto superiore. Importante è anche curar bene la cottura, quindi sorvegliate il forno e non vi allontanate. Per quanto riguarda gli ingredienti, scegliete quelli del commercio equosolidale e per la farcitura una buona marmellata di lamponi dolcificata con succo di mela. Il lievito per dolci è quello naturale a base di cremortartaro e bicarbonato, che si trova nei negozi bio, così come lo zucchero di canna a velo vanigliato (altrimenti realizzatelo voi frullando finemente zucchero di canna e un pizzico di vaniglia naturale). Le dosi sono abbondanti perché ne ho preparati per amici e parenti, si ottengono infatti da 80 a 120 biscotti circa.

farina integrale 300 g
farina 0 300 g
burro di soia 400 g
zucchero integrale panela 450 g
cioccolato fondente al 70% 200 g
cacao amaro 50 g
gherigli di noce 300 g
cannella in polvere 2 cucchiaini
chiodi di garofano in polvere 1 cucchiaino
latte d’avena 4 cucchiai
lievito per dolci naturale 1 cucchiaino
vino passito 1 cucchiaino
marmellata di lamponi s.z. 200 g
zucchero di canna a velo vanigliato 50 g
farina per la spianatoia

Setacciate le farine, il lievito, il cacao e le spezie. Grattugiate il cioccolato e tritate al mixer le noci.
Sbattete il burro di soia con lo zucchero integrale. Aggiungete, poco alla volta e mescolando, le farine, il lievito, il cacao, le spezie, il passito e il latte d’avena. Terminate, sempre mescolando, con il cioccolato e le noci.
Dopo aver amalgamato bene il tutto, formate 4 palle, sigillatele con pellicola trasparente e mettetele in frigo, dove dovranno riposare per almeno un’ora.
Trascorsa un’ora, accendete il forno (se elettrico, in modalità statica) a 180°.
Infarinate leggermente la spianatoia e il mattarello, prendete la prima palla e stendetela a uno spessore di mezzo centimetro. Con il tagliabiscotti apposito o con uno circolare ottenete le basi del pasticcino. Con un tagliabiscotti più piccolo (o con quello apposito), realizzate la parte superiore. Con l’aiuto di una spatola, adagiateli su una teglia da forno ricoperta di carta da forno.
Infornate e cuoceteli per 8’. È molto importante controllare la cottura: essendo dolci piccoli tendono a seccarsi o peggio bruciarsi anche solo per un paio di minuti in più. Estraete la teglia e, con l’aiuto della spatola, sistemateli su un piatto per un primo raffreddamento (vi sembreranno un po’ morbidi, ma si compattano dopo qualche minuto) e poi terminate su una gratella per dolci, in modo da arearli bene.
Ripete l’operazione per gli altri tre impasti che avete in frigo.
Spalmate di marmellata i biscotti tondi che fungeranno da base. Spolverizzate di zucchero a velo quelli che fungeranno da cappello, sistemandoli infine sulla base.

2 ore più
1 ora di riposo

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Composta di pesche e “Brezza di Seta” con zenzero candito

6 09 2009

peach and flavoured tea conserve with candy ginger da te.

Circa tre mesi fa mi sono cimentato con la mia prima ricetta a base di tè, con risultati davvero interessanti. Da allora ho iniziato a documentarmi e a sperimentare piatti in cui il tè fosse protagonista o degno accompagnatore di altri ingredienti: i cereali integrali cotti nel tè verde sono davvero ottimi (oltre ad assumere un bel colore), e  i dolci acquistano aromi piacevoli e profumi inusuali.
Complice di queste sperimentazioni è stato anche il regalo di Acilia che, dopo aver letto del mio primo esperimento a base di tofu e Lapsang Souchong, mi ha mandato alcune sue creazioni da gustare e da provare. Inutile dire che si tratta di selezioni curate e perfettamente bilanciate (ma date un’occhiata al suo blog, vi pare che potrebbe proporvi qualcosa di improvvisato?), ottime da gustare a qualsiasi ora della giornata. E sono talmente ben congegnate, che la curiosità di provarle come ingredienti in cucina mi ha portato a sviluppare alcuni piatti in cui queste miscele entrano da protagoniste. Ve ne proporrò una al mese, per i prossimi cinque mesi, ovvero per le cinque selezioni che mi ha fatto provare.
Iniziamo quindi dalla prima, “Brezza di Seta“, una raffinata miscela di tè nero Ceylon, arancia, banana, uva spina e pistilli di cartamo.

peach and flavoured tea conserve with candy ginger da te.

Composta di pesche e “Brezza di Seta” con zenzero candito
Non è difficile preparare in casa una composta di frutta estiva aromatizzata al tè. I sentori fruttati della miscela in questione, arricchita di frutta essiccata e cartamo, e la nota amara del tè nero, si sposano bene con la dolcezza delle pesche e con il piccante dello zenzero. Le dosi sono per 3-4 vasetti da 500 g.

Ingredienti:
tè “Brezza di Seta” 10 g
acqua minerale 500 ml
pesche 3,5 kg
zucchero integrale Panela 500 g
malto di grano 500 g
zenzero candito 75 g

Per prima cosa sterilizzare i vasetti. Lavare bene i vasetti di vetro e i coperchi, metterli in una pentola e ricoprire il tutto con acqua. Portare a ebollizione e far bollire per 30′. Fare intiepidire l’acqua ed estrarre vasetti e coperchi con delle pinze. Rovesciarli su uno strofinaccio pulito e lasciarli asciugare.
Nel frattempo lavare e sbucciare le pesche, eliminare l’osso interno e tagliare la polpa a cubetti. Da 3,5 kg di pesche si dovrebbero ottenere 2 kg di polpa, che è la quantità necessaria ai fini della preparazione. Tagliare anche lo zenzero candito a cubetti.
Scaldare l’acqua a 90° (non deve quindi bollire) e versare il tè, lasciandolo in infusione per 3′. Colare e mettere da parte.
In una pentola capiente versare le pesche a cubetti, il tè, lo zucchero e il malto. Portare a ebollizione schiumando per i primi minuti. Abbassare la fiamma e lasciar cuocere per 15′.
Aggiungere quindi lo zenzero a cubetti e cuocere per altri 15′ mescolando spesso.
Invasare la composta nei vasi, chiudere con i coperchi e rovesciare i vasetti in modo tale che la chiusura diventi ermetica. Lasciare così per 5′, e poi rigirare. Riporre in luogo fresco e asciutto e consumare nel giro di un anno - ma si finiscono ben prima… ;-)

Preparazione: 1h30′

Versione senza glutine: sostituire il malto di grano con malto 100% di riso.

peach and flavoured tea conserve with candy ginger da te.

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Tofu al Lapsang Souchong con pepe di Szechuan

19 06 2009

lapsang souchong and star anise tofu with szechuan pepper da te.

Che si possa cucinare col tè è risaputo, ero io che non ne ero ancora totalmente conscio. Non che fossi diffidente, anzi, ma è che non avevo mai pensato al tè come a un possibile ingrediente per altri piatti. Ma da quando girovago in rete alla ricerca di nuovi spunti, e soprattutto da quando ho scoperto il curatissimo blog di Acilia,  mi frullano in mente tante idee sul suo utilizzo in cucina.
Per questa ricetta ho voluto utilizzare un tè affumicato cinese, il Lapsang Souchong, che, insieme all’anice stellato e al gusto forte di una salsa di soia come il tamari,  dà carattere al sapore neutro del tofu. La miscela di sale e pepe di Szechuan esalta infine l’aroma particolare e ben caratterizzato di questo piatto.
Se invece volete semplicemente assaporare questa bevanda meravigliosa, leggete qui.

 Tofu al Lapsang Souchong con pepe di Szechuan
Ricetta ideale come finger food e aperitivo. Intingete i cubetti nella miscela di sale e pepe di Szechuan, senza timore! Le dosi sono per 4 persone.

Ingredienti
tofu 300 g
tè affumicato Lapsang Souchong 4 cucchiaini
acqua minerale 700 ml
tamari 1 cucchiaio
anice stellato 2 stelle
sherry 1 cucchiaio
indivia riccia 1 cespo
sale marino integrale grosso 1 cucchiaino
pepe di Szechuan 1 cucchiaio

Per prima cosa, preparate il tè. Scaldate l’acqua minerale portandola quasi a ebollizione, spegnete e versate il tè. Lasciate in infusione per 5′. Scolate il tè con un colino.
Tagliate il tofu a cubetti.
Portate a ebollizione il tè. Unite il tamari, lo sherry, l’anice stellato e il tofu. Cuocete 15′ a pentola coperta.
Estraete il tofu e fatelo raffreddare.
Lavate e asciugate l’indivia, disponetela su un piatto insieme al tofu.
Pestate in un mortaio sale e pepe di Szechuan, da servire insieme al tofu, che andrà intinto nel composto.

40 minuti

Lapsang Souchong-flavoured tofu with Szechuan pepper
Ideal as finger food. The tofu cubes must be dipped into the salt and Szechuan pepper mix, without fear! Serves 4.

Ingredients
tofu 300 g (10.5 oz)
Lapsang Souchong smoked tea 4 teaspoons
mineral water 700 ml (3 cups)
tamari 1 tablespoon
star anise 2 stars
sherry 1 tablespoon
curly endive 1 head
unrefined coarse sea salt 1 teaspoon
Szechuan pepper 1 tablespoon

First, make the tea. Heat mineral water in a pot, remove the pot from the fire before it starts boiling and add the tea. Steep for 5 minutes and strain.
Cut the tofu into cubes.
Bring tea to a boil. Add tamari, sherry, star anise and tofu. Boil 15 minutes (place a lid on the pot). Then remove the tofu and let it cool.
Rinse and drain endive, place it on a plate together with the tofu cubes.
Grind salt and Szechuan pepper in a mortar with a pestle. This mix shall be used as a dip for the tofu cubes.

40 minutes

For more info about this wonderful strong, smoky tea, read here. And here to know how to drink it properly!

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6 cose… a colazione

5 06 2008

Rispondo a Nataraja che mi ha invitato a partecipare a questo famoso meme che circola in rete ormai da un po’, e che accetto volentieri.Allora, elenchiamo sei fra le cose che mi piace fare (evitando l’ovvietà, ovvero che mi piace cucinare).

1) viaggiare. Che si tratti di un prendere un volo a lungo raggio o di una gita nei dintorni di Torino, viaggiare è per me fondamentale. La possibilità di vedere e di sperimentare personalmente luoghi e situazioni diverse, di entrare in contatto con la gente del posto, di conoscere modi di vita pur sempre diversi nonostante la globalizzazione imperante vale più di qualsiasi ricchezza.

2) andare al cinema. Scegliere accuratamente il film, e poi immergersi, col buio e le immagini ingrandite dello schermo, nella storia e nei dialoghi. E guai ad alzarsi prima che i titoli di coda siano terminati!

3) gironzolare in libreria. Le librerie sono luoghi davvero affascinanti. Ed è difficile non passarci almeno un’ora curiosando e sfogliando libri. Ancora più difficile uscirne senza averne acquistato qualcuno.

4) guardare gli animali. Come si comportano (in natura, di certo non allo zoo!) e come interagiscono fra di loro. È sempre una lezione impagabile.

5) studiare altre lingue. Questa è proprio una passione, che occupa buona parte del mio tempo libero. Credo che non esista una lingua che non mi affascina. Purtroppo il tempo è sempre tiranno, e ho dovuto (e voluto) quindi restringere il mio campo d’azione al giapponese e a una “manciata” di lingue europee. Ma la tentazione di studiarne altre è sempre forte. Proprio oggi mi hanno dovuto strappare di mano un corso d’ebraico moderno che stavo per acquistare ;-)6) fare colazione. È una delle ragioni principali per cui mi sveglio, e non fatemela saltare, altrimenti mi arrabbio ;-) E se sono di fretta, c’è sempre la colazione veloce proposta da Emanuela Barbero e la dottoressa Luciana Baroni nell’interessantissimo ricettario Curarsi con la cucina etica.


Ingredienti
Per 1

pane integrale 2 fette (100 g)
crema di nocciole 2 cucchiaini
malto di riso 1 cucchiaino
infuso di frutta 1 bustina

Tempo di preparazione: 10′

Mettete a bollire una tazza d’acqua. Una volta a ebollizione, spegnete e mettete una bustina di tisana di frutta a piacere (ottimi quelli Viropa) in infusione per 5′. Dolcificate con il malto. Spalmate la crema di nocciole sulle fette di pane.

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