Rosette al cioccolato e pistacchio

28 11 2012

chocolate and pistachio roses

Qual è il vostro ricettario preferito? O quello di cui siete maggiormente soddisfatti per l’acquisto? Per me è abbastanza semplice: da goloso quale sono senza ombra di dubbio è La Cucina Etica Dolce, di Dora Grieco e Roberto Politi. Pubblicato due anni fa, è una ricca raccolta di dessert della tradizione, ricette da chef (scritte da Giuseppe Morra) e dolci naturali (opera di Silvia Tonelli). Ma soprattutto le ricette sono a prova di errore. E quest’autunno esce la riedizione, aggiornata con il contributo di due cari amici, Silvia Voltolini e Fabrizio Trevisson (sì quelli della Pasticceria Delizi di Andezeno!). La pasticceria non c’è più purtroppo: avrebbero dovuto aprirne una interamente vegan nei pressi di Torino ma, a causa di divergenze con il socio, il progetto non si è realizzato, sebbene, in cuor mio, nutra sempre la speranza che si tratti solo di un “ritardo” per l’avvio di una nuova attività. Nel frattempo è stata avviata la consueta produzione di panettoni vegan (i migliori in circolazione, senz’ombra di di dubbio), e i due si danno da fare anche con corsi e consulenze. Il capitolo aggiuntivo da loro curato è interamente dedicato al cioccolato, dove verrà svelato come temperarlo senza sporcare mezza cucina, creare dolcetti e praline e magari farvi venire voglia di aprire una cioccolateria vegan. Di seguito una delle loro ricette, dei pasticcini al cioccolato dal tocco maghrebino. Il risultato è eccezionale, assaggiato a casa loro in un pomeriggio di metà autunno. Ah dimenticavo… ho avuto anche il piacere di curare le fotografie che corredano il loro capitolo!

 

Rosette al cioccolato e pistacchio
di Silvia e Fabrizio

In questa particolare ricetta i cioccolatini vengono preparati su una base di pasta di mandorle e poi tuffati nel cioccolato. Questa tecnica permette di evitare l’utilizzo degli stampi per cioccolatini, quindi molto più semplice da realizzare. La ricetta permette di ottenere 1 kg di cioccolatini.

Per il marzapane
farina di mandorle 125 g
zucchero a velo 225 g
sciroppo di glucosio 150 g

Per la ganache al cioccolato e pistacchio
cioccolato fondente 70% 190 g
panna di soia 100 g
pasta di pistacchio 30 g

Per la copertura
cioccolato fondente 70% temperato

Per guarnire
pistacchi

Preparate il marzapane

Setacciate molto accuratamente la farina di mandorle e lo zucchero a velo aiutandovi se necessario anche con un pestello o un cucchiaio. Il risultato dovrà essere una polvere molto molto sottile. Formate una fontana, aggiungete lo sciroppo di glucosio e impastate energicamente fino a ottenere un impasto liscio e compatto.

Preparate la ganache al cioccolato

Versate la panna di soia in un pentolino e fatela andare a fiamma bassa fino all’ebollizione.Nel frattempo sminuzzate finemente il cioccolato fondente al 70% e mettetelo in un contenitore resistente al calore.

Quando la panna di soia avrà raggiunto il bollore, versatela tutta in una volta sul cioccolato fondente e attendete 1 minuto prima di lavorarlo, in modo che il composto arrivi alla giusta temperatura, circa 50° C

Con un cucchiaio di legno cominciate a girare la ganache dal centro, lentamente, finché i due ingredienti non si saranno amalgamati perfettamente.

Lasciate raffreddare per 30 minuti e aggiungete la pasta di pistacchio.

Preparate le rosette

Stendete con il mattarello il marzapane allo spessore di 5 mm. Con l’aiuto di un coppapasta ritagliate delle basi rotonde e disponetele su carta da forno.

Preparate una sacca da pasticcere con bocchetta a stella N° 8 e riempitela con la ganache al cioccolato e pistacchio.

Formate delle rosette sopra i dischi di marzapane e subito decorate con un pistacchio.

Lasciate riposare per almeno 30 minuti in modo che si formi una leggera crosticina.

Nel frattempo temperate il cioccolato.

Con l’aiuto di una forchettina immergete 2/3 delle rosette nel cioccolato fondente temperato. Adagiate il cioccolatino sulla carta forno e lasciate completamente raffreddare. Eliminate con un coltello il cioccolato in eccesso sui bordi del cioccolatino. Mettete i cioccolatini nei pirottini e serviteli.

40 minuti

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Di silenzio e libri: tiramisù al matcha macrobiotico

21 10 2012

 

Avocado and matcha tiramisu

Alcuni amici e lettori del blog hanno già scovato il motivo del mio silenzio sul blog degli ultimi 3 mesi. A maggio sono stato contattato dalla casa editrice Sonda, che mi ha proposto di curare un progetto editoriale a quattro mani con Valerio Costanzia (autore del bel blog Quilty. Film on Food) relativamente a un ricettario vegan che, nato dall’idea di proporre piatti “a colori” per testimoniare il legame esistente tra proprietà nutrizionali e pigmentazione degli alimenti, si è poi esteso nel presentare tale nesso con un taglio etnico, attingendo dalla cultura alimentare dei cinque continenti. Si è trattato di un progetto decisamente impegnativo che, unito al mio lavoro abituale (sempre nel settore alimentare), mi ha assorbito totalmente per tutti questi mesi, lasciandomi poca voglia e tempo per parlare ancora di cibo su questo blog.

Ripromettendovi quindi di tornare a essere regolare su questo bello strumento che mi ha permesso di conoscere tante persone interessanti, vi regalo un’anticipazione del libro con una delle mie ricette preferite, qui di seguito:  una versione speciale del mio dessert preferito, il tiramisù. Dolce ma senza zucchero, declinato al verde, d’ispirazione nipponica e con la punta amara del tè matcha.

Tiramisù al matcha macrobiotico


Una versione speciale del mio dessert preferito in assoluto, il tiramisù. Speciale per me perché verde (il mio colore preferito insieme al rosso), perché di ispirazione nipponica (il tiramisù è il dolce italiano più amato in Giappone), perché salutare (senza zucchero) e perché c’è pure il mio amato tè matcha. Le dosi sono per 4 persone.

Per il tiramisù

avocado 1
tofu vellutato 125 g
latte di soia 60 ml
sciroppo di agave 4 cucchiai
fiocchi di avena 70 g
essenza naturale di vaniglia 1 cucchiaino
caffè di cereali 1 cucchiaio e mezzo

Per decorare

tè matcha in polvere

Per il tiramisù

In una ciotola mescolate i fiocchi di avena con il caffè di cereali, versate 1 cucchiaio di acqua calda e rimestate in modo da far assorbire il liquido.

Sbucciate l’avocado, tagliatelo a metà ed eliminate il nocciolo, poi riducetelo a dadini. Sistematelo nel bicchiere del frullatore con il tofu, il latte di soia, lo sciroppo di agave e l’essenza di vaniglia e frullate qualche minuto, in modo da ottenere una crema verde omogenea.

Sistemate il composto di fiocchi di avena sul fondo di 4 bicchieri, coprite con la crema di avocado e lasciate raffreddare in frigorifero almeno 2 ore.

Per decorare

Prima di servire, spolverizzate con il tè matcha.

20 minuti
+ 2 h di raffreddamento

Questo trovate il comunicato ufficiale (e ringrazio la casa editrice per avermi affibiato il titolo di chef, ma sinceramente non mi ritengo tale, solo un semplice buongustaio animalista) del libro, che si intitolerà Il Cucchiaio Arcobaleno, e che sarà in uscita, da ultimi aggiornamenti, il 14 novembre 2012.

 

Il meglio della cucina vegan dal mondo, per la prima volta presentata secondo una suddivisione cromatica e per aree geografiche, unendo i benefici della cromoterapia alla varietà delle cucine etniche.

I colori aiutano il corpo e la psiche a ritrovare il loro naturale equilibrio, determinando effetti fisici e psichici in grado di stimolare le energie e calmare certi sintomi.

Anche in cucina, recenti ricerche hanno dimostrato che i pigmenti che colorano la frutta e la verdura (denominati «fitonutrienti») producono effetti benefici su tutto l’organismo e svolgono azioni diverse proprio in base al loro colore.

Il rosso di un pomodoro, il verde di un avocado, l’arancione di una zucca, il blu di un mirtillo non stuzzicano solo i nostri sensi: hanno un effetto benefico anche sulla nostra salute e i nostri stati d’animo. Spesso non ci facciamo caso, ma il colore gioca un ruolo fondamentale nei cibi e nell’alimentazione. Dall’incontro e la collaborazione tra un esperto in tematiche alimentari e uno chef vegan giramondo, dal loro amore per i cibi buoni e giusti, nasce Il Cucchiaio Arcobaleno, oltre 170 ricette vegan dalle tradizioni gastronomiche di tutto il mondo: dagli antipasti ai dessert, dai pani ai piatti unici, suddivise in base al loro colore dominante. Piatti appetitosi per gli occhi e il palato, per realizzare anche nella nostra cucina golosità «belle, buone e giuste» da ogni angolo del pianeta.

Con queste coloratissime ricette, cucinare diventa un’esperienza multisensoriale.

Yari Simone Prete, export manager nel settore alimentare, vive in Piemonte tra Torino e il Monferrato. Appassionato di cibo e cucina, si diletta ai fornelli fin da quando era un ragazzino. Vegan dal 2006, è convinto che la buona tavola possa coniugarsi alla perfezione con il rispetto delle altre forme di vita. Tra le altre passioni la fotografia, il cinema e le lingue straniere, in particolar modo quelle orientali. E naturalmente i viaggi, per lavoro e per piacere, alla scoperta del buon cibo.

Valerio Costanzia si occupa da anni di progetti editoriali legati al mondo del food&beverage e dell’educazione alimentare. Ha curato titoli per diverse case editrici e lavora per l’agenzia editoriale LiberLab. Recentemente ha creato un blog dove l’antica e mai sopita passione e specializzazione per il cinema dialoga con il cibo.

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And the winners are…

20 11 2011

AndTheWinnersAre[1]

Finalmente ci siamo. Chiuse le votazioni (alle 22.20, un po’ più tardi del previsto), alle h. 22.30 di domenica 20 novembre ho estratto i tre numeri fortunati (tramite questo sito). Ricordo la lista dei partecipanti, in rigoroso ordine cronologico di pubblicazione del commento:

1. Chicca66
2. Francesca Quaglia
3. Giusi
4. Vera Ferraiuolo
5. chiarina-ina
6. valina
7. gianpietro
8. Alice
9. ElenaSole
10. Barbara (Correndomi Incontro)
11. erbaviola
12. Azabel
13. luby
14. cristina
15. Valentina peperoncina
16. Annaelaneve
17. Ely
18. lucy
19. Elena (tacco10)
20. Elena
21. stelladisale
22. Gabriele
23. Sara (De felicitate animi)
24. My sugar is raw
25. Valentina
26. Ramona
27. Simone
28. Titti
29. Martina
30. sara (Straight Edge Fam)
31. Lentijini
32. Spirulina
33. barbara
34. Daniele
35. Ale
36. Francesca
37. Lene
38. FrancescaV
39. Cat
40. isafragola

Rullo di tamburi…

Primo numero estratto per il terzo premio (box di cioccolato vegan): 28
Titti 

Secondo numero estratto per il secondo premio (ricettario a scelta): 6
valina
 

Terzo numero estratto per il primo premio (ricettario a scelta): 38
FrancescaV

Complimenti!!!

E grazie a tutti gli altri per aver partecipato e per aver espresso i loro suggerimenti e consigli, nonché grazie per tutti i complimenti sinceri ricevuti! Appuntamento quindi all’anno prossimo per il sesto anniversario (nel frattempo scriverò ancora!).

PS. Ho contattato le vincitrici via e-mail. Se non doveste ricevere nulla entro domani, scrivetemi a ilcucchiaiodilegno(chiocciola)gmail(punto)com
PS2. Ho inviato un premio di consolazione a tutti gli altri – idem come sopra, se non doveste riceverlo, scrivetemi all’indirizzo sopra.

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Happy Birthday!

13 11 2011

vegan cake>

English version below
Version française en bas
日本語のバージョンは下記である

Italy

Il Cucchiaio di Legno ha compiuto cinque anni ieri. E così anche la mia esperienza da vegan, dato che è nato all’inizio con l’intento anche di registrare e di motivare questa mia scelta. Ed è per questo che ho deciso di festeggiare con un semplice concorso.

I premi in palio sono i seguenti:

1° e 2° classificato
Un ricettario vegan a scelta fra i seguenti:

  • Cucinare tofu e seitan: oltre 100 ricette vegan, dall’antipasto al dolce, con l’utilizzo di tofu e seitan. Libro ottimo per chi non conosce o usa ancora poco questi ingredienti.
  • La cucina etica facile: ricette e menù vegan per principianti, single e per chi ha poco tempo.
  • The Vegan Boulangerie: in inglese, il meglio della pasticceria e panetteria francese (ci trovate anche macaron e profiterole) senza uova e latticini.

3° premio
Una selezione di cioccolato vegan:

Come partecipare:

Lasciate un commento (uno solo) entro domenica 20 novembre alle h. 12. Ben accetti consigli o suggerimenti di quello che vi piacerebbe leggere in futuro. I vincitori saranno i commenti corrispondenti ai tre numeri estratti tramite questo generatore di numeri casuali.

Buona fortuna!

PS. La torta vegan di panna e cioccolato nella foto è stata realizzata dalla Pasticceria Delizi di Andezeno, sulla collina torinese.

United-Kingdom

Il Cucchiaio di Legno (The Wooden Spoon) turned five yesterday. And so did my experience as a vegan, since this blog was actually born to record this choice and keep myself motivated. And now time has come to celebrate this birthday with a simple contest.

The prizes are:

1st and 2nd prize
Two vegan cookbooks to choose from:

  • Cucinare tofu e seitan: in Italian, 100 vegan recipes, from starters to desserts, using tofu and seitan.
  • La cucina etica facile: in Italian, recipes and menus for beginners, singles and for whom has no time to cook.
  • The Vegan Boulangerie: in English, the best of traditional French baking (macarons and profiterole included), egg and dairy-free.

3rd prize
A selection of vegan chocolate:

  • 1 bar Altromercato fairtrade dark chocolate with cocoa beans
  • 1 bar Plamil white chocolate (made in the UK)
  • 1 bar Stainer soy milk chocolate (made in Italy)
  • 1 bar Stainer coconut milk chocolate (made in Italy)
  • 1 jar of gianduia (hazelnut-chocolate) spread made by Turin pastry shop Pfatisch (made in Italy)

How to enroll

Leave one comment (only one!) before Sunday 20th November, at 12 am  (central European time).
The winning comments will be those corresponding to the first numbers extracted with this random number generator.

Good luck!

PS. The vegan cream and chocolate cake in the picture was made by Pasticceria Delizi in Andezeno, a small town on the hills surrounding Turin.

France

Il Cucchiaio di Legno (La cuillère en bois) a cinq ans depuis hier. Ce blog est né pour témoigner ma décision de devenir vegan et pour me motiver, et c’est pour ça que j’ai décidé d’en fêter l’anniversaire avec un petit concours.  

Voici les prix:

1er et 2ème prix.
Deux livres de recettes végétaliennes à choix:

  • Cucinare tofu e seitan: en italien, 100 recettes vegan à base de tofu et seitan.
  • La cucina etica facile: en italien, des recettes et des menus faciles à préparer conçus pour qui n’a pas beaucoup de temps ou d’expérience à la cuisine.
  • The Vegan Boulangerie: en anglais, le mieux de la boulangerie et pâtisserie de France (macarons et profiterole inclus), en version végétalienne.

3ème prix

  • 1 tablette de chocolat noir Altromercato avec fèves de cacao du commerce équitable
  • 1 tablette Plamil de chocolat blanc (fabriquée au Royaume-Uni)
  • 1 tablette de chocolat au lait de soja Stainer (fabriquée en Italie)
  • 1 tablette de chocolat au lait de coco Stainer (fabriquée en Italie)
  • 1 pot de crème à tartiner gianduia (chocolat-noisette), réalisé artisanalement par la pâtisserie Pfatisch de Turin.

Comment participer

Laissez un message (un seul!) avant 12h (Europe centrale) dimanche 20 novembre. Les gagneurs seront les messages correspondant aux premiers nombres extraits à travers ce générateur de nombres aléatoires.

Bonne chance!

PS. Le gâteau végétalien chantilly-chocolat en photo a été réalisé par la Pasticceria Delizi à Andezeno, une petite ville sur la colline turinoise.

Japan

Il Cucchiaio di Legno 「木のさじ」とは昨日5歳になりました。5年前私もビーガンとなりました。その誕生日を祝うためにコンテストを告示することにしました。

賞は下記です。

1番目・2番目

下記の好みの本

  • Cucinare tofu e seitan: イタリア語で, お豆腐とセイタンで100以上のビーガンレシピー。
  • La cucina etica facile: イタリア語で, 簡単なイタリア料理のビーガンレシピーとメニュー。
  • The Vegan Boulangerie: 英語で, 伝統的なフレンチ・ブランジェリーのビーガンバージョンのレシピー。

3番目

ヨーロッパ製のビーガンチョコレートのセレクション

  • Altromercatoのココア豆のブラックチョコ1板
  • Plamilのホワイトチョコ1板 ・英国製
  • Stainerの豆乳チョコ1板・イタリア製
  • Stainerのココナツ乳チョコ1板・イタリア製
  • トリノのペイストリーショップのPfatischのジャンドゥーヤチョコクリーム1缶・イタリア製

参加する教え方

日曜日の11月20日の午後8時までにコメントを書いておいてください。優勝のコメントはこのランダム・ナンバー・ジェネレーターで選ばれます。11月21日までに結果が出ます。

ご幸運を祈ります!

追伸
上の写真のビーガンクリーム・チョコケーキはトリノの近いアンデゼーノのPasticceria Deliziに作られました。

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Tofu di canapa con uvetta e pinoli (e digressione universitaria)

1 09 2011

hemp tofu with raisins and pinenuts - tofu di canapa con uvetta e pinoli

La settimana scorsa è stata la mia ultima settimana di ferie. Non che mi possa lamentare, quest’anno mi è andata di lusso, sono stato via dal lavoro per quattro settimane. E giuro, non ne ho sentito minimamente la mancanza. Comunque, l’ultima settimana, oltre a sessioni ravvicinate con la lavatrice, assidua frequentazione della palestra finalmente svuotata (è stupendo allenarsi senza nessuno che ti occupi proprio la panca che ti serviva per mezz’ora perché deve fare tre set intervallati da tre sessioni di amabile conversazione con il compagno di allenamenti) e amene corse-sauna lungo il Po, ho avuto anche la brillante idea di andare a recuperare il mio diploma di laurea, abbandonato a se stesso in segreteria di facoltà da più di otto anni.

Ora, dovete sapere che la Facoltà di Scienze Politiche di Torino (a cui mi ero iscritto al termine del liceo con velleità da carriera diplomatica – tornassi indietro seguirei la ragione – Economia – o il cuore – Lingue) è stata trasferita in questi anni da Palazzo Nuovo, nota cava d’amianto in centro città, a una splendida area in disuso dell’Italgas che si rifà alla Belgrado post-bombardamenti Nato, probabilmente con lo scopo di abituare i futuri diplomatici. In questo trasloco sono stati forzatamente trascinati dietro pure i cugini fighi di Giurisprudenza. Anche la segreteria, ai miei tempi ricavata in una sorta di bunker a piano terra nei pressi della Mole Antonelliana è stata trasferita lì, e unificata a quella di Giurisprudenza. Ma a quanto pare non sembra essere cambiata solo la sede…

24 agosto 2001 – ore 8.50 – Arrivo in segreteria studenti per variazione del piano di studi. Il professore di Economia Internazionale con cui ti laurei reputa assolutamente vitale che tu sostenga almeno un esame di Econometria. Ma ti è ancora andata di lusso, a quella prima di te che voleva trattare l’impatto economico dell’ebola in Congo le è toccato inserire Patologia Generale a Medicina. Alla fine sei stato fortunato, e poi c’è solo un 1kilometro di coda.
24 agosto 2011 – ore 8.50 – Arrivo in segreteria per recupero del diploma. Cinque persone in attesa, nonostante gli uffici siano ora comuni a Giurisprudenza e Scienze Politiche.

24 agosto 2001 – ore 9.00 – Apertura della segreteria, scene di linciaggio per recupero del numero alla macchinetta. Ma è rotta. Anche questa volta. Dallo stanzino degli uffici esce la sosia di Miss Piggy gettando sulla folla dei tagliandini numerati plastificati. Unti.
24 agosto 2011 – ore 9.00 – Apertura della segreteria, due computer touch-screen ti fanno anche un chai latte (di soia) mentre recuperi il tuo numero.

24 agosto 2001 – ore 9.05 – Aspetti fuori, tanto i 30 metri quadri di segreteria si sono già trasformati nella sala partenze della stazione ferroviaria Chitpur di Calcutta. Poi meglio i 30° gradi di Via Verdi che i 30° della segreteria dove l’aria condizionata è sempre rotta.
24 agosto 2011 – ore 9.05 – Ti siedi nella confortevole sala d’aspetto di 70 metri quadri, con impianto di climatizzazione autoregolato, in attesa che il tuo numero compaia sul megaschermo di fronte a te.

24 agosto 2001 – ore 9.30 – Che fortuna, hanno passato già una persona.
24 agosto 2011 – ore 9.30 – È il tuo turno, entri nella seconda sala, un lungo corridoio, e ti accomodi sulla sedia posizionata di fronte allo sportello che ti è stato indicato sul megaschermo. Ad aspettarti la sosia di Pamela Anderson, scollacciata e sorridente.

24 agosto 2001 – ore 9.35 – Dai, forse ora chiamano il secondo. Nel frattempo cerchi di non farti notare da quello con l’alito fetente che ti ha ammorbato con i suoi racconti durante l’attesa per l’esame di Economia Monetaria a fine giugno.
24 agosto 2011 – ore 9.35 – Stai controllando che i dati sulla pergamena siano tutti corretti e firmi la ricevuta che ti viene porta dalla Anderson, che ti saluta con un caloroso arrivederci.   

24 agosto 2001 – ore 10.00 – Ancora attesa. Il tipo con l’alitosi ti sta ora ammorbando a proposito della sua tesi di laurea. In cuor tuo lo maledici.
24 agosto 2011 – ore 10.00 – Sei già a casa e ti chiedi cosa possa aver contribuito a un cambiamento così straordinariamente positivo.

24 agosto 2001 – ore 10.30 – È il tuo turno. Presenti la variazione del tuo piano di studi a Miss Piggy, che con un grugnito e una risatina sadica ti dice che la marca da bollo da applicare non è quella corretta e che devi ritornare lunedì mattina perché al venerdì pomeriggio sono chiusi. In cuor tuo maledici Miss Piggy, il tuo professore, la tua scelta universitaria e già che ci sei rimaledici il tipo di prima che sta sgomitando dietro di te perché è il prossimo in coda.
24 agosto 2011 – ore 10.30 – Sei giunto alla conclusione che è sicuramente merito dei cugini fighi di Giurisprudenza, esci e te ne vai al negozio bio a comprarti un panetto di tofu di canapa per la ricetta qui sotto.   

Tofu di canapa con uvetta e pinoli


Il tofu di canapa è un ottimo alimento proteico ottenuto dai semi della Cannabis Sativa, con un ottimo profilo amminoacidico e un’elevata concentrazione di fibre. In Italia è prodotto da Armonia e Bontà, e commercializzato con il nome di
Hemp-Fu. Pur conoscendone l’esistenza da quando è uscito qualche anno fa, non l’avevo ancora mai provato. E devo dire che è stato un colpo di fulmine. Rispetto al tofu classico è più saporito e friabile, e passato in padella è davvero eccezionale, in quanto tende a formare una gustosa crosticina. La ricetta non è mia, l’ho presa da questo libro qui, e naturalmente si prepara in pochi minuti. Le dosi sono per 4 persone.

tofu di canapa 480 g
uvetta 25 g
pinoli 25 g
olio extravergine d’oliva 2 cucchiai
prezzemolo fresco 1 manciata
sale marino integrale 1 pizzico

Mettete a bagno l’uvetta in acqua tiepida. Tagliate il tofu a cubetti.
Scaldate l’olio in una padella antiaderente e saltatevi i cubetti di tofu per qualche minuto. Aggiungete poi le uvette scolate e i pinoli e saltate per 5’, fino a che non si formi una crosticina sul tofu.
Salate e spolverizzate con prezzemolo fresco tritato.

15 minuti

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Scelte di Gusto

14 07 2011

header

Brevissimo post con cui annuncio, con grande piacere, di essere stato intervistato dal giornale online di informazione e cultura gastronomica Scelte di Gusto, e per ringraziare Tiziana Nicoletti, giornalista del magazine che mi ha contattato due mesi orsono, persona solare e piacevole, ma soprattutto paziente dati i miei tempi biblici per fornire delle risposte di senso compiuto alla sua bella intervista.

Potete leggerla qui.

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Vegfestival e Settimana Vegetariana Mondiale

22 09 2010

Riporto una breve comunicazione di servizio che mi vedrà coinvolto…

In occasione della Settimana Vegetariana Mondiale*, il VegFestival vi dà appuntamento al Parco Michelotti (casa della Giraffa) in C.so Casale 15 a Torino e vi propone per sabato 2 ottobre:

ORE 16.30-18.30 Yari ed Eduardo in: “Sapori d’autunno”.
DEMO DI CUCINA VEGAN.
Insalata di mele e sedano con nocciole e coriandolo
Minestra di riso, funghi e verdure
Tofu in guazzetto
Ortaggi autunnali con besciamella ai semi di papavero
Crostata di uva e fichi
Cake di banane e canditi

(SU PRENOTAZIONE. COSTO 10 €. VERRA’ FORNITA UNA DISPENSA A OGNI PARTECIPANTE.)

ORE 20.00 APERI-CENA introdotto da SUNANDA con la sua DANZA DI ESPRESSIONE INDIANA!
Hummus alla libanese
Mini-crèpes con affettato affumicato e rucola
Fari-frittata di zucchine
Farro al pesto
Tabulè marocchino
Torta salata melanzane e latte di cocco
Tocchetti di seitan con lenticchie e pomodori
Tartufini cioccolato e rhum
Pastiera napoletana

(SU PRENOTAZIONE. COSTO 10 € BEVANDE ESCLUSE.)

ORE 21.15 Proiezione del film documentario: ‘EARTHLINGS - Terrestri’.
Il più completo documentario mai prodotto sulla correlazione tra la natura, gli animali e gli interessi economici degli umani.
Regia di Shaun Monson, musiche di Moby.

ORE 23.00 LABORATORIO PERMANENTE DI RICERCA SULL’ARTE dell’attore Domenico Castaldo (estratti da “LA CELEBRAZIONE” in scena dal 26 settembre al 14 ottobre in via S. Pietro in Vincoli 28 all’interno del festival “Il sacro attraverso l’ordinario” e “Torino spiritualità”).

Per tutto il tempo, nella casa della scimmia, sarà visitabile la mostra di Progetto Vivere Vegan sulla scelta vegan e sarà disponibile materiale informativo gratuito. Si potranno inoltre acquistare testi, gadgets e magliette.

Per info e prenotazioni (specificare laboratorio e/o aperi-cena):
info@vegfestival.org
, Simona 334.6157973 (anche sms)

*Avrà luogo dall’1 al 7 ottobre con lo scopo di informare le persone sulla scelta veg. Il sito ufficiale della Vegetarian Week, su cui è possibile trovare l’elenco dei vari eventi organizzati in tutto il mondo, è www.VegetarianWeek.org. Per le iniziative italiane: www.agireora.org/info/news_dett.php?id=800.

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Vegfestival 2010

9 09 2010

Eccomi tornato alla vita da blogger, ma solo per una breve comunicazione. Ritornerò a postare a pieno titolo la prossima settimana.

Scrivo solo per ricordarvi che, da domani a domenica, al Parco Michelotti in Corso Casale 15, a Torino, si terrà, la settima edizione del Vegfestival. Quest’anno abbiamo cambiato sede, un luogo simbolicamente importante (ex-zoo), sicuramente più comodo da raggiungere rispetto alle passate edizioni nel Parco Le Serre a Grugliasco.

Qui trovate il programma scaricabile dell’evento, ma vi invito a controllare il sito internet, www.vegfestival.org, che viene aggiornato costantemente. Troverete anche i menù del ristorante (con vista sul Po), e vi ricordo che potrete consumare pasti veloci anche ai due bar. Ci saranno inoltre la gelateria, la pizzeria e la creperia/piadineria (tutto rigorosamente vegan).

Oltre al cibo, naturalmente, un fitto programma di conferenze, dibattiti, proiezioni e laboratori (tra cui i miei di cucina o quello di Grazia per muovere i primi passi nell’orticoltura sul balcone di casa).

Potrete inoltre, come ogni anno, girare per i numerosi stand che vendono prodotti di ogni genere senza sfruttamento animale.

Infine vi ricordo che potrete portare con voi i vostri amici a quattro zampe (ci saranno anche vari eventi studiati per loro), e soprattutto "abbandonare" i vostri pargoli nell’area bimbi, dove verranno coinvolti in attività ludiche e verrà loro offerta la merenda nel pomeriggio, mentre magari voi potrete godervi i trattamenti di shiatsu o reiki o praticare yoga nell’area benessere.

Naturalmente, come ogni anno, tutte le attività sono assolutamente gratuite, dovrete portarvi il borsellino solo per  le eventuali consumazioni e gli eventuali acquisti presso gli stand.

Se avete altre domande, chiedetemi pure, o fate riferimento al sito www.vegfestival.org.

Io sarò al parco affaccendato tutti e tre i giorni e a qualsiasi ora – passate a salutarmi, vi aspetto!

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Chiuso per ferie

22 08 2010

Avrei voluto pubblicare una ricetta prima di partire, avrei voluto anche parlarvi di un bellissimo posto fra Emilia-Romagna e Toscana in cui sono stato settimana scorsa, ma purtroppo non ne ho avuto il tempo. Ne riparlerò al mio ritorno, ai primi di settembre, e nel frattempo auguro a tutte e a tutti buone ferie o buona ripresa delle vostre attività di studio o di lavoro.

A presto!

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Amish Friendship Bread

9 06 2010

amish friendship bread

Rientrato da un fine settimana veneziano (di cui vi parlerò a breve, uno di quei miei soliti tour-de-force artistico-gastronomici), ho recuperato una ricetta sperimentata qualche settimana fa, e basata su una di quelle antipatiche catene di Sant’Antonio. Si tratta dell’Amish Friendship Bread (pane dell’amicizia degli Amish), un cake che in realtà non è stato creato dalla famosa comunità americana, ma è frutto, secondo me, dell’usanza di far girare la pasta madre tra le famiglie di uno stesso paese o villaggio, per la panificazione. Dolce che, in questo caso si colora di una valenza speciale, perché diventa simbolo di condivisione e di riscoperta di piaceri semplici come quello di crearsi un poolish personale e di cimentarsi con un semplicissimo dolce casalingo, morbido e profumato, da condividere con gli amici (e di metterli pure in grado di preparselo poi da sé!).
Tenendo presente questo spirito di condivisione, volevo anche dire che, nonostante ultimamente lasci pochi commenti in giro, cerco sempre di leggere tutti i blog che compongono l’elenco dei miei preferiti, quelli indicati qui a destra. Riprova ne è anche il fatto che spesso attinga a idee e ricette interessanti, ragion per cui e mi farebbe piacere, a cadenza più o meno mensile, segnalare quelle in cui mi sono cimentato personalmente. Premessa importante: le ricette segnalate sono tutte vegan, dato che per pigrizia, in settimana, preferisco affidarmi a ricette già consolidate (oltre che per “pubblicizzare” una cucina saporita ma etica).
Nel mese appena trascorso, in particolare, mi sono cimentato con:

  • la gustosissima farinata di Aldo, davvero perfetta per dosi e tempi. Da leccarsi i baffi!
  • il profumatissimo liquore al carvi di Terry, che però a me è venuto scuro perché per lo sciroppo ho usato del mascobado al posto dello zucchero bianco;
  • la tortina one way ticket to Honolulu di Alessandra: banana e cocco, che volere di più? (unica variazione, zucchero integrale mascobado al posto di quello di canna fine);
  • e infine i noodles alle alghe di Isabella: preparati con udon di grano e un mix di alghe giapponesi e irlandesi. Fantastici!

Ed è infine grazie a un’altra blogger, Barbara, che ho appena scoperto che esiste pure una versione italica di questo pane dolce americano… ;-)

Amish Friendship Bread
aka Torta di Padre Pio

Primo passo è quello di crearsi un poolish personalizzato, vegan, da distribuire poi in giro. Le dosi sono per 2 cake più l’impasto necessario per essere donato a tre persone.

Giorno 1
farina di grano tenero 0 140 g
malto di riso 300 g
latte di soia 240 ml
lievito di birra secco istantaneo 1 pacchetto (9 g)

Mescolate il tutto in un recipiente capace e coprire con un telo inumidito. Riponete in un luogo asciutto, al riparo da correnti.

Giorno 2
Mescolate l’impasto con un cucchiaio di legno.

Giorno 3
Mescolate l’impasto con un cucchiaio di legno.

Giorno 4
farina di grano tenero 0 140 g
malto di riso 300 g
latte di soia 240 ml

Mescolate questi ingredienti all’impasto con un cucchiaio di legno.

Giorno 5
Mescolate l’impasto con un cucchiaio di legno.

Giorno 6
Mescolate l’impasto con un cucchiaio di legno.

Giorno 7
farina di grano tenero 0 140 ml
malto di riso 300 g
latte di soia 240 ml

Mescolate questi ingredienti all’impasto con un cucchiaio di legno. Procuratevi tre barattoli e versate in ognuno una tazza di questo impasto. Chiudete e regalate i barattoli a tre persone che vi sono care (e che amino cucinare!), accompagnando il tutto con le istruzioni (identiche a quelle della ricetta, se non che, per il giorno 1, dovranno semplicemente versare l’impasto ricevuto in un contenitore e mescolarlo con un cucchiaio di legno).

Con l’impasto rimasto, dopo esservi procurati i seguenti ingredienti, si prepareranno due cake profumati e lievemente aciduli.

olio di mais 140 ml
farina di grano tenero 0 300 g
malto di riso 300 g
uvetta 30 g
noci 50 g
banana 1
cannella 2 cucchiaini rasi
sale marino integrale 1 pizzico
bicarbonato ½ cucchiaino
lievito naturale per dolci (cremortartaro) 1 cucchiaino abbondante

Accendete il forno a 150°.
Mettete a bagno l’uvetta in acqua tiepida. Tritate le noci. Sbucciate e schiacciate la banana riducendola in poltiglia.
Unite tutti gli ingredienti all’impasto originale, mescolando bene.
Ungete due stampi da cake, infarinateli leggermente e versatevi il composto. Infornate (se con forno elettrico, in modalità statica) per circa 50’-un’ora.

6 giorni (5 minuti al giorno)
+ 1 ora e 20 minuti

Ne approfitto infine, per rispondere a un’altra catena di Sant’Antonio ;-), quella lanciatami da Virginie, en version bilingue ;-)

1. Mettre les règles sur votre blog – Mettere le regole sul vostro blog
2. Indiquer le nom de la personne qui vous l’a décerné ainsi qu’un lien vers son blog – Indicare il nome della persona che ve l’ha assegnato così come un collegamento al suo blog.
3. Répondre aux cinq questions – Rispondere alle cinque domande.
4. Transmettre le tag à dix personnes, en précisant noms et blogs – “Taggare” dieci persone, precisando nomi e blog.

Signe particulier: ben… fou de voyage :-)
Segno particolare: beh… fissato di viaggi :-)

Mauvais souvenir: la sachertorte cuite au four à micro-ondes au lycée, s’étant transformée en pierre ponce ;-) (mais le prof de chimie a bien apprécié ça)
Cattivo ricordo: la sachertorte cotta al forno a microonde al liceo, trasformatasi in pietra pomice ;-) (ma il prof di chimica ha apprezzato molto)

Souvenir d’enfance: la bruschetta huile-tomate que maman me préparait pendant les vacances d’été à la montagne.
Ricordo d’infanzia: la bruschetta olio e pomodoro che mamma mi preparava durante le vacanze estive in montagna.

Défaut: quand je suis une recette, je suis parfois trop stricte et j’improvise peu.
Difetto: quando seguo una ricetta, sono a volte troppo rigido e improvviso poco.

Film “bonne mine”: Chère Martha (l’original allemand avec Martina Gedeck et Sergio Castellitto, pas l’horrible version américaine avec Catherine Zeta-Jones et Aaron Eckhart). Et puis le classique de tout gourmand, Le Festin de Babette, bien sûr! - mais les pauvres cailles en sarcophage :-(
Film preferito: Ricette d’amore (quello originale tedesco con Martina Gedeck e Sergio Castellitto, non l’orribile versione americana con Catherine Zeta-Jones e Aaron Eckhart). E poi il classico di qualsiasi gourmet, Il Pranzo di Babette, naturalmente! – ma quelle povere cailles en sarcophage :-(

Passo quindi la palla a (rigorosamente estratti a sorte):
Barbara di Correndomi incontro
Daniela di Fairydoor
Puccina de Il mondo di Puccina
Isafragola
Keroppi di Nutrimente
Ale/Vale di V(ale)ntinamente
Ariel di Vegan lifestyle
Edera di Voglio una pelle splendida
Alessandra di Only Recipes
Isabella di Cotto al vapore

Buon divertimento!

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