Chieri

3 07 2011

duomo

Ad appena quindici chilometri da Torino, Chieri è un piccolo gioiello posto tra le verdi colline del capoluogo piemontese e le ultime propaggini del Monferrato. Per chi si trovasse a Torino, vale la pena dedicarle qualche ora soprattutto per apprezzarne alcune delizie gastronomiche. Ed è per questo che abbiamo deciso di dedicarle un pomeriggio di un sabato di maggio e, pur conoscendola bene, ho deciso di valorizzarla con un breve reportage fotografico-culinario.

baroque in chieri duomo gothic galore baroque in chieri

Cittadina di origine medievale, ha un bel centro storico piuttosto compatto d’impianto medievale e barocco. Su tutto primeggia il bellissimo e imponente Duomo gotico, ma non mancano alcune sorprese passeggiando per la cittadina, come suggestivi scorci di chiese e palazzi.

alley in chieri strawberry and pink grapefruit surviving tower

Per una sosta dolce non ci si può non fermare alla filiale chierese di Grom (i coni e i biscotti sono vegan, così come la quasi totalità dei sorbetti e gelati di frutta), e acquistare una delle creazioni di cioccolato fondente “Radiosa” di Avidano, tavolette “sensoriali” da degustazione.

three in one

Dopo esserci fermati a un festival di poesia scoperto per caso, ci siamo diretti per cena da Un Punto Macrobiotico, locale dai prezzi modici e dalle quantità generose, che propone una cucina macrobiotica semplice, e quasi tutta vegan (a parte una portata di pesce). Si inizia con una zuppa a base di miso, e si può proseguire o con i nutrienti monopiatti a base di cereali, pasta, legumi, insalata e verdure, o con le interessanti pizze a lievitazione naturale realizzate con crema di carote e besciamella di riso, e arricchite da cipolle, olive, verdure di stagione, il tutto innaffiato da leggero tè bancha tiepido. Semplici e naturali anche i dessert, in questo caso gelato di fragola e tortino di riso e uvetta.

un punto macrobiotico, chieri

A conclusione del pomeriggio e della serata, una puntata finale al Grado Plato, birrificio artigianale di elevata qualità che propone alcune splendide creazioni (anche da acquisto) come la Sveva, ispirata alle lager tedesche, la Strada San Felice alle castagne, la Chococarrubica (con carrube, avena e fave di cacao) o la Weizentea, con tè verde cinese.

un punto macrobiotico, chieri grado plato brewery avidano chocolate un punto macrobiotico, chieri

Chieri
per foodies

Grom
Via Vittorio Emanuele II, 59
Gelato artigianale realizzato con ingredienti di elevata qualità, vengono riportati chiaramente i gusti vegan. Coni e biscotti sono pure loro vegetali.

Avidano
Via Vittorio Emanuele II, 46 
Bar-pasticceria, ma soprattutto cioccolato di alta qualità. Da acquistare anche come regalo la Radiosa, tavoletta di cioccolato di design da degustazione.

Un Punto Macrobiotico
Strada Andezeno 39
Necessaria la tessera, valida poi anche negli altri circoli omonimi sparsi per la penisola, propone una cucina naturale semplice e di stagione a prezzi contenuti (EUR 10-12 circa). Buon assortimento anche di prodotti alimentari naturali (da provare i maritozzi al cioccolato in versione macrobiotica).

Birrificio Grado Plato
Viale Fasano 36b
Microbirrificio più volte insignito di premi per l’alta qualità delle sue birre. Ed in più si tratta di birre realizzate con materie prime autoprodotte: le piante d’orzo con cui vengono ricavate le sue birre sono quelle coltivate sulle colline di Chieri, Pino Torinese e Pecetto Torinese (decisamente a KMzero).

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Tokyo, sakura, e fucha-ryori

26 06 2011

red aprons

Il mio personale omaggio al Giappone dopo gli eventi di marzo si è fatto un po’ aspettare, ma è giunto il momento di presentare una Tokyo primaverile ricca dei luoghi che amo di più, con qualche consiglio per viverne le sue le mille sfaccettature in un tropo breve fine settimana.

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Dopo la Kyoto autunnale, ecco una Tokyo primaverile, tra luoghi dell’anima e del palato, durante i festeggiamenti dell’Hinamatsuri e con l’aspettativa della fioritura dei ciliegi (sakura). E con un occhio particolare alla cucina shōjin-ryōri, la tradizionale arte culinaria vegana del buddismo zen. Brevi note di viaggio e piccoli suggerimenti.

    bon, tokyo

  • La migliore shōjin-ryōri (cucina vegetariana buddhista) della capitale nelle stanze di Bon, di cui parlo meglio in basso.

109 building

  • Un giro al 109 Building a Shibuya, dove vedere tutte le ultimissime nippo-tendenze che solo in minima parte arriveranno anche in Europa. E poi è impareggiabile osservare la ressa di kogyaru che vi si accalca…

ginza

  • Ginza, la corrispettiva giapponese della Fifth Avenue newyorchese, con quel suo aspetto sofisticato e un po’ snob, dove trascorrere qualche ora per negozi e gallerie d’arte.

    buddha

  • Asakusa, il cuore della vecchia Shitamachi, con lo splendido Sensō-ji, e il suo grande incensiere il cui fumo garantisce buona salute.

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  • La cucina macrobiotica inventiva del Brown Rice Cafe.

    brown rice cafe, tokyo

    kappabashi-dori

  • Kappabashi-dōri, il paradiso dell’attrezzistica da cucina, con i suoi negozi specializzati nel rifornire i ristoranti.

    cafe eight, tokyo

  • Le squisite del miglior ristorante vegan della città, il Cafe Eight.

    kanro shichifukujin, tokyo

  • La pasticceria giapponese e i piattini macrobiotici del pittoresco Kanro Shichifukujin.

bon, tokyo

BON

bon, tokyo

Bon, ristorante in attività da più di cinquant’anni, offre il meglio della cucina fucha-ryōri, la versione cinese della cucina dei templi buddisti. Il locale, in una piccola via vicino al tempio Saitoku, è una splendida oasi di pace e rilassatezza. Si viene accolti con un sorriso (la prenotazione è d’obbligo in locali come questo), si lasciano le scarpe all’ingresso e si viene condotti in stanze private in stile giapponese. La porta scorrevole viene chiusa, e in silenzio si potrà apprezzare la decorazione del tokonoma e il piccolo giardino interno.

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Si inizia con una tazza di tè, che varia a seconda delle stagioni, e si termina con il tè, con lo scopo di portare amicizia e pace fra i commensali. Il cibo è stagionale, e i piatti riflettono il susseguirsi delle stagioni, com’è d’uopo nella cucina zen.

bon, tokyo

Dopo il tè di fiori di ciliegio e dopo aver ordinato il mio amato umeshu (vino di prugne) e il tè kukicha che accompagneranno il pasto, inizia la successione delle varie portate, servite con cura e diligenza dai camerieri in kimono. Le portate seguono un ordine prestabilito.

bon, tokyo

Si inizia con lo shao ping (o shosai), l’antipasto freddo, costituito da verdure di stagione intagliate e fettine di seitan…

bon, tokyo bon, tokyo bon, tokyo

per poi procedere con crema di riso e tofu al miso.

bon, tokyo

A seguire lo shunkan, una presentazione decorativa di vegetali cotti, in questo caso a richiamare il rosa della primavera.

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È poi la volta dell’unpen, una zuppa densa di derivazione cinese che riprende antiche ricette del XVII secolo, a base di radici e funghi primaverili.

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Dopo il tepore della zuppa, è la volta di ritornare a un piatto freddo, l’otsukuri, ovvero verdure presentate a sashimi, quindi fredde e tagliate in maniera sottilissima.

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Segue l’onsai, la ciotola di calde verdure bollite e accompagnate da una stupenda salsina di miso bianco.

bon, tokyo

Non può poi mancare uno dei miei piatti preferiti della cucina zen, uno dei classici della fucha-ryōri, ovvero l’anguilla vegetale, sapientemente realizzata con sottili strati di yuba e alga nori e grigliata sapientemente in modo da renderla tenera e saporita.

bon, tokyo

Altro classico immancabile è il mafu, il tofu di sesamo servito bello gelido, dal sapore inconfondibile e dalla consistenza deliziosa.

bon, tokyo

A seguire il delicatissimo yuji, il tempura di verdura lieve come una nuvola. Tra gli ingredienti, anche l’apice della piantina di riso con i suoi chicchi, sapientemente impastellati e fritti con il gambo (si mangia tutto!).

bon, tokyo

È l’ora di cambiare tè, un classico sencha giapponese per ripulire il palato dal fritto dello yuji.

bon, tokyo

Il pasto sta ormai per concludersi. Immancabili messaggere della fine del viaggio gastronomico, le tre ciotole contenenti zuppa di miso, riso al vapore e tsukemono (verdure fermentate) vengono servite in contemporanea.

bon, tokyo

Da ultimo il suigo, il piattino di frutta e kanten che conclude questa avventura del palato.

Bon
1-2-11, Ryusen
Taito-ku
Tōkyō
Tel. +81-3-3872-375
Metro: Iriya
Google Maps

Cucina: fucha-ryōri (cucina buddista zen vegan, d’ispirazione cinese)
Orari: lun-mar-gio-ven 12-15 (ultimo ordine 13.30); sab 12-21 (ultimo ordine 19); dom 12-20 (ultimo ordine 18), chiuso il mercoledì.
Prezzi: menù da JPY 6000 (EUR 41) a JPY 10.000 (EUR 82).
Altri commenti: Happy Cow

Per leggere altro su Tokyo, clicca qui.

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48 ore, d’inverno, a Torino

16 01 2011

water

Mi è stato più volte chiesto, sia nei commenti che in privato, di scrivere una guida sulla mia città. Impresa assolutamente non facile, dato che presuppone una nuova visione di luoghi in cui passo tutti i giorni. L’idea che mi è venuta in mente è stata quindi quella di presentare alcuni classici imperdibili insieme a proposte più particolari o meno note. La scelta è inoltre stata circoscritta a luoghi affrontabili durante un fine settimana invernale, stagione in cui la città rende meglio al chiuso che all’aperto, avendo un clima piuttosto rigido (ecco perché tutti ‘sti musei e caffè!). Mi sono quindi concesso, per tre fine settimana, di vivere Torino nell’inconsueto ruolo di viaggiatore ed esploratore, ed è stato piuttosto divertente viverla con occhi nuovi. Non mi resta che augurarvi buon viaggio!

lights in the night

CULTURA

  • Non può mancare, in un giro a Torino, la visita al suo monumento-feticcio, la Mole Antonelliana, folle creazione di Alessandro Antonelli (sarebbe dovuta divenire la sinagoga della città, ma l’architetto si fece prendere un po’ la mano), sede dell’altrettanto stupefacente Museo Nazionale del Cinema, un meraviglioso viaggio multimediale alla scoperta della settima arte. Da non perdere inoltre l’ascesa con l’ascensore di vetro che vi catapulterà in meno di un minuto a 85 metri d’altezza, per una visione a tutto tondo della città.

symbol

  • Altra tappa obbligata è il Museo Egizio, con la più importante collezione sull’Antico Egitto dopo quello del Cairo. Lo statuario illuminato allestito da Dante Ferretti è da brividi.

sphynx sekhmet ramses an imperial embrace

  • L’austero Palazzo Reale, tanto severo all’esterno, quanto sfarzoso all’interno: la visita a entrambi i piani è altamente consigliata. E poi potete essere trattati da re al Caffè Reale, nella Regia Frutteria, circondati da antiche stoviglie savoiarde.

a whiter shade of pale

double-face palace

  • Il neonato MAO – Museo d’Arte Orientale, nel bellissimo Palazzo Mazzonis, è un elegante percorso storico e artistico attraverso tutta l’Asia. Sicuramente il mio museo preferito.

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ENOGASTRONOMIA

  • Baudracco è una delle gastronomie più rinomate della città: polenta, verdure e pere Martin Sec al forno tra i piatti già pronti adatti per chi è vegan. E poi ci trovate le birre aromatizzate della Mort Subite.
  • Un salto da Terre Di, cooperativa sociale nell’elegante quartiere di Cit Turin, con molti prodotti selezionati da piccoli produttori bio piemontesi, dall’orzo alla nocciola gentile delle Langhe, così come al punto vendita in città della cooperativa agricola Il Frutto Permesso, con un’ampia scelta di prodotti ortofrutticoli e conserve bio (magari mi ci beccate pure a far la spesa!).

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  • Fate incetta di spezie rare e di ogni tipo all’Antica Erboristeria della Consolata. Sembra di tornare indietro di duecento anni, con tutte le erbe e le spezie conservate in vasi di vetro un po’ impolverati disposti su pareti interamente in legno.
  • Piemonte, terra di vini. E uno dei migliori posti dove degustare e acquistare qualche bottiglia è l’Enoteca Parola, in pieno centro storico. Nelle vicinanze consiglio inoltre il piccolo negozio di specialità gastronomiche Gusti e Sapori Antichi, con tante piccole gemme culinarie molto interessanti (i croxetti liguri, tanto per indicarne una).

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  • Se vi trovate in città il quarto sabato del mese, non perdete Oltremercato, in Piazza Palazzo di Città. Magari riuscite a trovare le patate nere (o viola).

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RISTORANTI

  • Per un pasto veloce, mentre siete in giro, consiglio il Brek di Piazza Solferino, con le sue sale tematiche, arredate in ambientazioni diverse, dal teatro alla biblioteca, dall’atelier del pittore al giardino (v. in basso). Un altro si trova in Piazza Carlo Felice, davanti alla stazione di Porta Nuova, ma meno particolare nell’ambientazione.
  • Uno dei migliori ristoranti indiani della città, Gandhi propone una cucina interessante con i grandi classici della penisola. Numerose le opzioni vegan.
  • Per una pizza di qualità, magari dopo la visita al Museo Egizio, si può andare in uno dei locali di Piero Chiambretti, come lo Sfashion Café.

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  • Voglia di sushi vegetariano e zuppa di miso, magari accompagnati da una birra giapponese o da un umeshu? Japs è quello che fa al caso vostro.
  • Una delle migliori gastronomie vegetariane della città è il simpatico Oh! Mio Bio, con annesso mini-shop, aperto a pranzo e il venerdì e sabato sera. Davvero bravi e gentili, ve lo consiglio caldamente. Inoltre organizzano anche un bel po’ di eventi sempre molto interessanti.
  • Un piatto fumante di pasta e fagioli, accompagnati da un vino corposo delle Langhe e splendidi antipasti di verdure li trovate da Enò, una vineria perennemente affollata nel multietnico quartiere di San Salvario. E poi interessanti cocktail e un’ampia selezione di cioccolato modicano. E infine, ma solo a pranzo, dal lunedì al sabato, monopiatto macrobiotico-vegano.

    the color purple candles candies

  • Per concludere, un bel ristorante per incalliti viaggiatori: Kipling, con la sua ambientazione etnica e alcune proposte adatte anche a chi è vegan (il loro guacamole è splendido).

pastiglie leone

SHOPPING

  • Un giro il sabato mattina al Balôn, lo storico mercato delle pulci della città, nel suggestivo quartiere di Borgo Dora, con bancarelle di robivecchi e antiquari.

flea market

  • Se proprio volete fare un salto in un centro commerciale, provate il Parco Commerciale Dora, con le sue interessanti architetture post-industriali. Meglio ancora l’Iperbiobottega, uno dei più grandi supermercati del biologico d’Europa, dove troverete di tutto, dalle scarpe vegan (da Govinda) al mopur. E ci si può rifocillare all’interno, nella Gastronomia Pane e Luna, con un’ampia scelta di piatti 100% vegetali.

    contemporary architectures

  • Un giro sulla pedonale Via Garibaldi, l’arteria dello shopping a prezzi ragionevoli: tra gli altri, vi troverete la boutique dell’Erbolario, con biocosmesi e prodotti non testati su animali, e la catena giapponese Muji con i suoi articoli per la casa e la sua cancelleria.

caffeine

il fornaio memories compro libri

VITA NOTTURNA (E MATTUTINA)

Varia e movimentata, la movida sul Po è ricca di spunti e di iniziative. Due su tanti i posti da consigliarvi, per un rapido assaggio di tutto quello che la città può offrire: l’Alcool, da cui potrete smaltire eventuali eccessi da cocktail ammirando le luci della collina che si riflettono nel fiume, e la brasserie Chez Gaby, sulla splendida Piazza Carlo Emanuele II (meglio nota come Piazza Carlina), al caldo del suo camino giù nell’infernot. Ma se vi fermate solo un fine settimana non fate troppo tardi, vi aspetta uno dei più bei caffè storici della città: Al Bicerin. Minuscolo e accogliente, da provare la domenica mattina presto quando ancora non è follemente gremito come d’abitudine. E se non riuscite a sedervi, fate incetta nella sua cioccolateria di fianco. Il cioccolato al ratafià è uno spettacolo.

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Visualizza la mappa di Torino del Cucchiaio di Legno

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BREK

Di Brek è piena l’Italia, e di sicuro sono un buon posto dove trovare cibo vegan senza troppi problemi: una pasta e un’insalatona con verdure miste e legumi sono sempre assicurate. Niente di che, certamente, ma d’altronde quando si viaggia mica si ha sempre la possibilità di sedersi e godersi il pranzo o la cena per due ore, oltre all’indubbio vantaggio economico (i prezzi sono naturalmente molto onesti). A Torino di Brek ce n’è due, entrambi nel centro storico. Uno, con un bel dehors nel cortile interno, in Piazza Carlo Felice, proprio di fronte alla stazione di Porta Nuova.

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L’altro, di cui parlo qui, si affaccia su una delle piazze più belle di Torino, Piazza Solferino, e si sviluppa su tre piani in una serie di sale comunicanti fra di loro, ma ognuna arredata con un tema diverso. Oltrepassata la zona self-service, organizzata per isole tematiche, si salgono le scale e si raggiungono il “giardino”, il teatro, la biblioteca, lo studio del pittore. E per i bambini, c’è una sala apposita dedicata. Nota inoltre positiva è che il personale è molto gentile e disponibile, e il ristorante è aperto tutti i giorni a pranzo e cena.

brek, turin brek, turin brek, turin brek, turin

Brek

Via Santa Teresa 23
10121 Torino
Tel. +39 011 545424
Bus: Solferino
Google Maps

Piazza Carlo Felice 22
1012 Torino
Tel. +39 011 534556
Bus: Porta Nuova FS
Metro: Porta Nuova
Google Maps

Cucina: self-service, italiana
- carne/pesce: sì
- latticini:
- uova:
Orari: tutti i giorni 11.30-15 e 18.30-22
Prezzi: EUR 10-15 circa
Piatti vegan: primi piatti (pasta), salad bar con verdure cotte, crude e legumi; frutta fresca e macedonie.
Note: carte di credito accettate.

 
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Den Teepot

14 06 2010

den teepot, brussels

Entrando nella teiera - Den Teepot in olandese o, più correttamente (per compiacere i linguisti e filologi alla lettura) neerlandese - ci si ritrova di fronte a una scala piuttosto ripida che conduce alla zona ristorante (comprensibile, essendo situato in un palazzo del centro storico di Bruxelles). Aprendo la porta ci siamo trovati in un’ampia sala in legno, luminosa (ma di quella luce soffusa tipica delle Fiandre, tra l’altro perfetta per le foto), e dalle pareti decorate con un paesaggio di magrittiana ispirazione (il che mi ha reso felice, dato che l’Empire des Lumières è uno dei miei quadri preferiti).

 

den teepot, brussels

Il menù è macrobiotico e vegano. Si inizia perciò con la classica zuppa, che può essere di miso e o di verdura, ideale per il clima atlantico che caratterizza il Belgio. 

den teepot, brussels

A seguire il piatto del giorno a base di riso e cereali integrali, verdure crude e cotte, legumi e alghe. Gustoso, semplice, nutriente, è disponibile anche  in versione da asporto e, più piccolo, per bambini.

den teepot, brussels

Ma è nei dessert che il locale ci ha convinti a ritornare un’altra volta. 
No, non la crema di soia (disponibile nei gusti vaniglia e cioccolato), che in realtà nient’altro era che il budino di soia della Provamel (c’est belge, ça, non?), buona per carità, ma insomma, ci si aspetterebbe qualcosa fait maison, e non semplicemente aperto e versato in coppetta! - bensì le torte, queste sì fatte in casa! Una ricca scelta di crostate e torte di frutta cotta e secca che ci hanno fatto salivare come il cane di Pavlov. Fragranti crostate di pera o di mela e cannella, ruspanti torte di nocciole, allettanti mattoncini di cioccolato, ma soprattutto quella splendida crostata di frutta secca, con cui, in un sol colpo, abbiamo fatto il pieno di nocciole, mandorle, noci, pistacchi, semi di girasole e zucca dolcemente caramellati con malto di riso. Talmente buona che me la sogno ancora adesso.

den teepot, brussels

Il personale è gentile, la cucina a vista. Dopo aver pagato consiglio, prima di uscire, un giro nella piccola bottega di prodotti bio al piano terra. Tra le chicche, il cioccolato al latte di riso dell’olandese Bonvita, purtroppo introvabile in Italia, dolce ma non stucchevole, e la gastronomia macrobiotica fresca preparata dal ristorante, oltre alla pasticceria naturale e alla panetteria. Peccato solo non aver avuto lo spazio nel bagaglio a mano per portarsi indietro quell’intera crostata di frutta secca che faceva bella mostra di sé in vetrina…

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Den Teepot
Rue des Chartreux, 66/Kartuizersstraat, 66
1000 Bruxelles/Brussel
Tel. +32 (0)2 511 94 02
http://www.bioshop.be/winkels/brussel.html
Metro: Bourse/De Beurs
Autobus: Bourse/De Beurs (linee 46, 86, N16)
Google Maps

Cucina: macrobiotica, vegana.
- carne/pesce: no
- latticini: no
- uova: no
Orari: lun-sab, 12-14
Piatti vegan: zuppa di miso; zuppa di verdure; piatti macrobiotici (anche da asporto) a base di cereali, verdure e legumi; budino di soia; torte di frutta e di frutta secca.
Note: il locale non è purtroppo accessibile ai disabili. No cani, no carte di credito (ma si può pagare con carta al negozio sottostante).
Altre recensioni: Happy Cow

 

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Se quest’articolo ti è piaciuto, dai un’occhiata anche a:

il mio viaggio a Bruxelles

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Kyoto

6 05 2010

kinkaku-ji


秋の夜や
窓の子穴
笛を吹く

一茶

Aki no yo ya
mado no ko ana
fue wo fuku

Issa

Notte autunnale:
il buco nella finestra
soffia come un flauto

Kobayashi Issa

Ed ecco la miniguida n. 5 – questa volta dedicata a una delle città che più amo al mondo. Capitale del Giappone per un migliaio di anni (dal 794 al 1868), l’unica grande città dell’arcipelago a essere stata risparmiata dai bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale, Kyoto è la quintessenza dell’immagine che noi occidentali possiamo avere del Giappone tradizionale. Le quattro stagioni si susseguono ben distinguendosi una dall’altra, le centinaia di ciliegi si colorano di boccioli rosa in primavera, e gli altrettanti numerosi aceri si tingono di rosso in autunno. Le colline boscose che circondano la città racchiudono decine di antichi templi dove si torna indietro di secoli, l’aria è più rilassata e quasi provinciale rispetto a Tokyo, le biciclette sono quasi più numerose delle automobili ed è facile incrociare geishe e maiko che si muovono veloci e scompaiono fugacemente all’interno delle case da tè.

fade to pink

Non c’è dubbio che le stagioni migliori per visitare Kyoto siano la primavera e l’autunno, per via dei colori di cui si ammanta la città. Ma anche l’estate (estremamente afosa) e l’inverno – gelido!- sono da provare: la prima per i numerosi festival che si tengono nelle calde sere estive, il secondo per ammirare i templi ricoperti di neve.
Ed è proprio in autunno, la stagione in cui secondo me la città dà il meglio di sé, che vi propongo questo giro a Kyoto – con dieci consigli che spero possano tornarvi utili per apprezzare questa città di raffinate e nascoste bellezze.

autumn

1. Kinkaku-ji

Nella malaugurata ipotesi che, andando in Giappone, possiate visitare un solo luogo, ecco cosa andare a vedere. Il Kinkaku-ji (Tempio del Padiglione d’Oro), nato come villa e convertito in tempio zen, è uno dei luoghi più affascinanti della città. Godetevi il giro attraverso il giardino, acquistate un omamori e fermatevi nella casa da tè del tempio (v. punto 8).

vision

2. Gion

Il quartiere a est del Kamogawa, il fiume che divide in due la città, conserva scorci di grande fascino e, data l’alta concentrazione di case da tè, ristoranti e locali notturni, è piuttosto facile imbattersi in una geisha o in una maiko dirette a qualche appuntamento. Hanami-kōji è la strada solitamente più battuta, fiancheggiata da ristoranti e case da tè in legno del XVII secolo, da percorrere con calma, magari svoltando in qualche stradina secondaria. All’incrocio con la Shijō-dōri, fate incetta delle centinaia di varietà di tsukemono (insalatini) da assaggiare e acquistare da Doishibazuke. Non molto lontano, la via più bella di Kyoto, Shirakawa Minami-dōri, con i suoi edifici storici a ridosso del fiume Shirakawa e gli aceri e i ciliegi lungo la riva.

the sound of water

3. I ristoranti vegani

Facilissimo mangiare vegan a Kyoto – due i miei ristoranti preferiti: Cafe Proverbs 15:17, di fianco all’Università e che propone piatti e dolci da ricordare, e il pranzo obanzai al rilassante Vege Note.
Se cenate al Cafe Proverbs, dirigetevi poi in direzione del Kamogawa, per un tè yogi al Salutya Cafe.

vege note

4. Nishiki Ichiba

L’incredibile varietà di cibi del mercato di Nishiki lascia senza parole. Dalle verdure alla frutta autoctona, a preziose varietà di tè, dal tofu fresco al fu, fino ai già citati fagioli tigre e ai negozi di ceramiche artigianali, è un posto dove è facile perdere un paio d’ore guardando, assaggiando e comprando.
Fermatevi nel mentre da Aritsugu, con i migliori coltelli da cucina del Giappone (ergo, del mondo). Se poi non siete saturi di ingredienti giapponesi, vi consiglio anche un salto al reparto alimentari di Daimaru.

shopping

5. Sanjūsangen-dō

Letteralmente “sala delle trentatré campate”, l’austera struttura del XIII secolo ospita al suo interno uno dei tesori più inestimabili e suggestivi della città: 1001 (sì, milleuno) state di Kannon, la dea buddhista della misericordia.

purify yourself

6. La shōjin ryōri

La cucina buddhista zen è uno spettacolo per la vista e per il palato, e oltre che essere assolutamente etica (non si usa nessun ingrediente di origine animale, e i prodotti sono tutti assolutamente stagionali e locali!), è la quintessenza della maestria nipponica in cucina. Due i luoghi dove la shōjin ryōri diventa arte: Kanga An, un tempio seicentesco nel centro di Kyoto, e Haku’un’an, a Uji, nei sobborghi di Kyoto (celebre per le sue piantagioni di tè).

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7. Ryōan-ji

Tempio del XV secolo nei pressi del Kinkaku-ji, è uno splendido complesso appartenente alla scuola zen Rinzai, famoso per il suo giardino kare-sansui (roccia e sabbia), davanti al quale sedersi e meditare. Nei pressi dello stagno Kyoyo-chi c’è poi il ristorante Seigen’in – serve un solo piatto, il tofu bollito (il brodo è vegetale, non c’è pericolo!), da gustare davanti alle ampie vetrate che danno sul suggestivo giardino interno.

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8. Tè e wagashi

Gran parte dei wagashi sono senza latte e uova (rifuggite da quelli che presentano pan di spagna e simili), e sono il complemento adatto a una tazza di matcha. Kyoto è piena di case da tè dove provare questa bevanda di un verde brillante, piacevolmente amara. Il mio consiglio è quello di fermarvi nella casa da tè all’interno del Kinkaku-ji, piacevolmente immersa tra alberi secolari, dove potrete degustare un matcha preparato a regola d’arte con un wagashi impreziosito da una sottile lamina d’oro (li trovate poi anche in vendita nel negozio del tempio, da portare a casa per la vostra personalissima cerimonia del tè).
Al mercato di Nishiki, da Haku’un’an e altrove troverete poi in vendita i pregiati tè verdi di Uji.

black, green, white and red

9. Museo Nazionale di Kyoto

Il Kyōto Kokuritsu Hakubutsukan, attualmente in restauro (le splendide collezioni permanenti non sono al momento visitabili), propone anche curatissime mostre temporanee dedicate ad aspetti specifici della cultura e della storia giapponese.

jizo

10. Antiquariato giapponese

Sebbene i prezzi siano molto alti, curiosare per le botteghe di antiquariato sulla Shinmonzen-dōri è un’esperienza davvero piacevole. Poco battuta dai turisti, pur trovandosi nella zona di Gion, è anch’essa fiancheggiata da antiche case in legno. Io non ho comprato nulla, ma sono stato trattato con grande riguardo da Tessaidō, dove potrete girare indisturbati ad ammirare preziosi kakemono del periodo Edo.

blue china

 

La mappa di Kyoto del Cucchiaio di Legno

kinkaku-ji gardens ryoanji pond kinkakuji school trip kinkakuji pond golden leaves autumn leaves coins coins golden a cup of tea so delicious maples maples lake and trees dragon white pagoda trees shinmonzen the guardian old and new watch the step stop to pray just married wish i lived here do you like the view? red sticks red leaves red and green nympheas namamono - tsukemono the monk small change jap veggies this is my cup of tea! traditional shopping raku handmade vintage sanjusangendo doors red aprons road to purification pond kyoto towers serene maples in autumn red, white, green and black

La ricetta, infine…

shiitake dashi

 

Dashi di shiitake

Già sapete delle mie rimostranze nei confronti del dashi normalmente utilizzato in Giappone. Eppure esistono anche altre versioni tradizionali che sono migliori, non solo eticamente, ma anche come gusto. E una di queste è proprio quello preparato con i funghi shiitake. Preparazione base che potrete poi surgelare e utilizzare per i vostri piatti giapponesi. Le dosi sono per 2 litri di brodo.

acqua 2 l
alga kombu 6 cm
funghi shiitake essiccati 100 g
cipollotti 4
sale marino integrale 1 cucchiaino

Mondate i cipollotti.
Mettete l’acqua con l’alga in una pentola con coperchio e portate a ebollizione. Non appena bolle, togliete l’alga, aggiungete i funghi, i cipollotti e il sale.
Fate bollire per 30 minuti.
Trascorso questo tempo, togliete i cipollotti e i funghi, strizzandoli per far fuoriscire tutto il liquido rimasto.
I funghi possono essere poi usati come ingrediente in altre ricette.

40 minuti

Piaciuta la guida? Allora date un’occhiata anche a:

La guida vegetariana a Kyoto di Alessandra
Il tè sencha di Uji di Acilia
Gli articoli su Kyoto di Bunny

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Una zuppa di miso a Tokyo

1 03 2010

winter miso soup

Solo un brevissimo saluto per dirvi che sono vivo e vegeto. Mi trovo a Tokyo per lavoro, ci resterò fino al 10, e ringrazio tutti e tutte coloro che hanno commentato in questi giorni e a cui non ho ancora risposto, provvederò nei prossimi giorni.  E dopo la sveglia di domenica mattina alle otto, auto fino a Malpensa, transumanza umana ai controlli tra russi e arabi - e i body scanner, quand’è che li montano? ;-) 11 ore di trasvolata siberiana, atterraggio questa mattina (ore 3 italiane), autobus fino all’albergo (giusto quelle due orette), stanza della Barbie (e meno male che m’han fatto l’upgrade), mail di lavoro, mail di lavoro, mail di lavoro, mail personali (Grazia, scusami ti rispondo nei prossimi giorni – zwischendurch danke für alles und servus!), cena nel mio ristorante preferito, mail di lavoro… forse è meglio che vada a dormire? Ma non posso farlo senza prima lasciarvi, sarà complice l’atmosfera, con la rielaborazione culinario-fotografica della mia primissima ricetta (12 novembre 2006), la mia primordiale, beneamata e adorata zuppa di miso - che qua non posso mai magnare, che ci mettono sempre il katsuo.dashi :-(
A presto!

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Natural’Mente

27 12 2009

natural'mente, berlin

La morsa di ghiaccio che ha investito l’Italia settimana scorsa è nulla se confrontata con il gelo che solitamente interessa Berlino nei mesi invernali. E un buon motivo per rifugiarsi da Natural’Mente, ristorante macrobiotico nonché scuola di cucina, è quello di cercare conforto dal vento gelido che spazza la capitale tedesca con piatti salutari cucinati con cura e inventiva.
Natural’Mente, che si autodefinisce ein Paradies für Geniesser (un paradiso per buongustai), vanta una tradizione più che ventennale nel campo della ristorazione naturale e macrobiotica. Aperto purtroppo solo a pranzo, dal lunedì al venerdì, è situato in posizione strategica vicino allo Schloß Charlottenburg. Il menù, che varia ogni giorno e ogni settimana, dà ampio spazio ai classici della macrobiotica (il pesce viene proposto una sola volta a settimana). Riso integrale, ma anche grano saraceno, miglio e orzo accompagnano verdure cotte ad arte (da provare quelle croccanti al forno) e interessanti proposte a base di seitan, tofu e tempeh.

Per quanto riguarda la mia esperienza personale, dopo la classica, e ottima, zuppa di miso, abbiamo assaggiato il monopiatto del giorno, a base di grano saraceno, carote, broccoli alle nocciole e seitan al sesamo, accompagnato da un vassoio di crudità. 
Infine, discorrendo con lo chef, Herr Schmid, trasferitosi dalla natia Austria alla vivace metropoli tedesca, sulla scena culturale e gastronomica berlinese, abbiamo terminato con la sua squisita torta di mandorle accompagnata da crema pasticcera. Un capolavoro.

natural'mente, berlin natural'mente, berlin natural'mente, berlin natural'mente, berlin natural'mente, berlin natural'mente, berlin

Natural’Mente
Schustehrusstraße 26
10585 Berlin
Tel. +49 (0)30 3414166
Metro: Richard-Wagner-Platz
Google Maps

Cucina: macrobiotica (con pesce)
Orari: lun-ven 12-15.30
Prezzi: EUR 8,20-11,30 (monopiatto), EUR 3,60 zuppa del giorno, EUR 2,80 dessert 
Specialità vegan: monopiatti macrobiotici con cereali integrali, verdure crude e cotte di stagione e proteine vegetali (legumi o, a rotazione, seitan, tofu, tempeh). Dessert macrobiotici senza zucchero.
Note: è anche scuola di cucina e fornisce un servizio di catering.  
Altre recensioni: Happy Cow

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Bruxelles

25 10 2009

Dopo Venezia, la seconda mini guida del Cucchiaio di Legno la dedico a Bruxelles, dove ho trascorso un interessante fine settimana a luglio, complice un biglietto premio di Lufthansa. O meglio, un annetto fa, diretto a Francoforte per lavoro, sono rimasto a terra a causa di un overbooking, e mi è stato regalato un buono: c’è saltato così un doppio biglietto per la capitale belga, dove non ero ancora mai stato, e che mi incuriosiva abbastanza.

Quartier generale dell’Unione Europea e della Nato, Bruxelles non tradisce il suo spirito internazionale e appare come una città di contrasti: francofona in territorio fiammingo, cosmopolita ma a tratti provinciale, frenetica e al contempo rilassata, è da scoprire con spirito curioso e aperto.
Ed è con questo spirito che vi segnalo i punti salienti del mio breve soggiorno belga.

 

  • Dichiarata patrimonio mondiale dell’Umanità dall’UNESCO, la Grand Place è la piazza principale di Bruxelles, circondata da splendidi edifici. Essenziale farsi venire il torcicollo ad ammirare gli edifici dell’Hôtel de Ville e del Musée de la Ville de Bruxelles, ma soprattutto a cercare di individuare le decorazioni delle varie case, ognuna delle quali evoca la gilda (corporazione) d’appartenenza.

  • La zuppa di miso e la torta di noci, nocciole e semi vari di Den Teepot. Ma anche la torta di mele è sensazionale.

  • Fare scorta di pane a lievitazione naturale, pasticceria vegan e cioccolato al latte di riso del Bioshop al piano terra di Den Teepot.

  • La storia e le tecniche fumettistiche al Centre Belge de la Bande Dessinée, museo interamente dedicato al fumetto e ospitato in un ex-magazzino tessile art nouveau di Victor Horta.

  •  

    • Per le fanciulle, un giro di shopping da Second Style, che vende abbigliamento e accessori di riciclo, e i cui proventi per metà vanno a progetti di Oxfam.

    • Scoprire tutto sul cacao e sul cioccolato, e sulle tecniche di coltivazione e di lavorazione al Musée du Cacao et du Chocolat, ospitato in una casa di tre piani nel centro storico.

    • Abiti e accessori vintage dal 1920 al 1980 da Gabriele Vintage.

    • Giro di shopping (soprattutto di libri e cioccolato, ma anche di musica e abbigliamento) nel più antico centro commerciale d’Europa, le Galeries St. Hubert.

    • Una cena trendy da Soul, ristorante biologico in una piccola via in salita nel quartiere di Sablon.

    • Una lunga giornata dedicata ai Musées Royaux des Beaux-Arts, il più importante museo del Belgio, dedicata alle opere di Matisse, alla pittura fiamminga e alle avanguardie francesi e belghe, in cui si inizia dalla Tentazione di Sant’Antonio di Hyeronimous Bosch e si conclude, in una sorta di circolo, con la medesima rivisitazione di Salvador Dalí.

    • Hummus e falafel a volontà nei locali mediorientali di Rue du Marché aux Fromages (ovvero Pitta Street, per via dell’origine geografica dei ristoranti che vi si affacciano).

    • Cioccolato in tutte le sue forme (quatre-mendiants al fondente, cioccolato extrafondente, cioccolato bio alle mandorle salate o alla lavanda) da La Belgique Gourmande.

    • Una serata in una delle istituzioni di Bruxelles: A la Mort Subite, con la sua birra (gueuze) aromatizzata e, naturalmente, buona da morire.

     

    La mappa di Bruxelles del Cucchiaio di Legno

     

    La ricetta, infine…

     

    Pain à la grecque
    Griekse brood

    Insieme agli speculoos, il pain à la grecque è uno de biscotti tipici di Bruxelles. È un biscotto al latte, zucchero di canna e cannella, che non ha alcuna origine greca, a dispetto del nome. Si tratta semplicemente di una corruzione francofona del fiammingo “brood van de gracht” (pane del fossato), che i monaci agostiniani erano soliti offrire ai poveri in un luogo denominato “Fossé-aux-loups” (Fossato dei lupi). Rispetto all’originale, ho eliminato chiaramente uova e latte vaccino, così come ho preferito sostituire la classica granella di zucchero che li ricopre con del riso soffiato. Le dosi sono per 24 biscotti.

    farina 0 500 g + 20 g per la spianatoia
    latte di soia 250 ml
    zucchero di canna grezzo 200 g
    lievito di birra fresco 25 g
    amido di mais 4 cucchiai
    sale marino integrale 1 cucchiaino
    cannella in polvere 1 cucchiaino
    riso soffiato 20 g
    zucchero integrale panela 20 g

    Scaldate velocemente il latte fino a farlo intiepidire. Sciogliete il lievito di birra nel latte tiepido, mescolando bene.
    Setacciate farina, amido di mais, zucchero di canna, cannella e sale. Aggiungete il composto di latte e lievito, mescolate bene e lasciate lievitare per un’ora coperto con un panno nel forno spento.
    Riprendete l’impasto mettendolo sulla spianatoia infarinata. Lavorate la pasta e dividetela in otto pezzi.
    Da ogni pezzo ricavate un cilindro di circa 25 cm e arrotolatelo sul riso soffiato, in modo che aderisca all’impasto.
    Mettete i cilindri distanziati su una placca ricoperta di carta da forno e fateli lievitare coperti con un panno nel forno spento per un’altra ora.
    Estraete la placca dal forno e accendetelo a 200°. Schiacciate i cilindri e spolverizzateli di zucchero integrale. Quando il forno è caldo, infornate e fate cuocere dai 10’ ai 15’.
    Estraete la placca. Tagliate le strisce in tre parti e fate raffreddare su una griglia per dolci.

    70 minuti + 2 ore di lievitazione

    Visualizza bruxelles

    Visualizza l’album completo di Bruxelles

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    Zuppa di lenticchie rosse e miglio

    6 01 2009

    20081221_187.JPG

    Ed eccoci approdati al 2009… Durante questi giorni di festa sono riuscito a sperimentare un po’ di ricette, oltre che rilassarmi e a ritrovare una vita sociale degna degli anni d’oro universitari ;-)
    E non potevo non cominciare l’anno proponendovi una delle mie solite zuppe, questa volta bella densa e corposa, adatta ai rigori di quest’inverno finalmente freddo e nevoso. Una ricetta veloce anche, con l’utilizzo delle lenticchie, ingrediente cardine dei festeggiamenti di Capodanno, ma in versione decorticata per abbreviare i tempi di cottura e per ottenere una giusta cremosità.

    Buon 2009 a tutti!

    Zuppa di lenticchie rosse e miglio
    Ricetta semplicissima, per 4 persone, dove le lenticchie rosse decorticate e il miglio si fondono in una crema densa e gustosa, e dove il miso completa in maniera perfetta questa “unione”. Gli ingredienti sono tutti di facile reperibilità.

    lenticchie rosse 200 g
    miglio 150 g
    carota 1
    cipolla ½
    olio extravergine d’oliva 1 cucchiaio
    acqua 2 l
    alloro 1 foglia
    prezzemolo 1 manciata
    alga kombu 2 cm
    miso d’orzo 3 cucchiai
    sale marino integrale 1 pizzico

    Lavate lenticchie e miglio per togliere le impurità. Raschiate la carota sotto acqua corrente e tagliatela a pezzetti. Tritate la cipolla con la mezzaluna.
    Dorate la cipolla nell’olio e in un paio di cucchiai d’acqua. Aggiungete la carota e fate stufare qualche minuto. Aggiungete un pizzico di sale e i 2 l d’acqua.
    Portate a ebollizione, unite le lenticchie, il miglio, l’alga kombu, l’alloro e fate sobbollire a fuoco lento per 20′. Eliminate l’alga.
    Nel frattempo lavate, asciugate e tritate il prezzemolo. Stemperate il miso in un po’ d’acqua calda, aggiungetelo a fine cottura.
    Servite con un filo d’olio e un po’ di prezzemolo.

    Tempo di preparazione: 50′
     

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    INDICE RICETTE

    8 08 2008

    antipasti
    alghe arame sott’aceto
    caviale di funghi champignon e cipollotti
    crema di azuki
    crema di barbabietole
    cubetti di tofu marinato
    ful all’etiope
    insalata di barbabietole, arance e rucola con vinaigrette alla barbabietola
    insalata di miglio e valerianella
    insalata di noci e tofu affumicato
    paté di hijiki
    pomodori secchi sott’olio agli aromi
    renette e cetriolini
    terrina arcobaleno
    tortino di patate e tarassaco
    tzatziki

    finger food

    arachidi piccanti
    biscotti ai fiocchi d’avena e cumino
    bruschetta
    canapé con crema di tofu e germogli di alfa alfa
    canapé di pane di farro, salame e cetriolo
    canapé di pane di segale, olive e kombu 
    canapé di tofu affumicato, pane ai semi di lino e caviale di alghe
    canapé piccante di pane ai quattro cereali e wurstel
    crostini con crema di avocado
    crostini integrali al timo con brie di soia e fragole all’aceto balsamico
    cucchiai di riso selvatico e hummus
    nigiri sushi
    pizzapiadina
    salsa verde di prezzemolo, basilico e maggiorana con crudità
    soma d’aj con olio di nocciola del monferrato
    tartine con paté di seitan
    toast cheddar e tapenade
    tofu al lapsang souchong con pepe di szechuan

    zuppe e minestre

    bisque di patate e spezie
    brodo aromatico
    brodo cinese di tofu
    caldo verde
    dashi di shiitake
    kitsune udon
    minestra di lenticchie rosse e timo
    minestra di miglio e zucca
    minestrone
    potaje canario
    vellutata di zucca hokkaido con crostini al curry
    vellutata estiva di carote
    zuppa di azuki e spinaci
    zuppa di borlotti e radicchio
    zuppa di ceci e piccolo farro di alta provenza
    zuppa di cipolle e ravanelli
    zuppa di lenticchie rosse e miglio
    zuppa di miso
    zuppa di vanda
    zuppa friulana

    pasta

    bigoli in salsa
    maccaroncelli al cavolfiore
    orecchiette con broccoli
    orecchiette con pesto di noci e tofu
    rigatoni con broccoli
    tagliatelle al ragù di verdure 
    timballini di pasta e melanzane con olive taggiasche
    udon di riso al genmaicha con tofu e shiitake

    cereali

    bulgur (preparazione base)
    bulgur e quinoa
    cake di miglio, porri e zucchine
    farro alla mediterranea con cannellini, pomodori secchi e scorza di limone
    farro con cavolo nero
    nasi goreng
    polpette di miglio e radicchio
    risi e bisi
    riso con cipolla rossa e rosmarino
    riso misto

    insalate e crudità
    crudità marinate con semi aromatici
    insalata di carciofi
    insalata di crauti e mele con aneto e prezzemolo
    insalata di daikon, carote e cetriolo
    sauerkraut (crauti)

    ortaggi e verdure
    bubble and squeak
    funghi ripieni al genmaicha “hanafubuki”
    himmel und erde
    patate al limone
    patate viola al rosmarino
    peperonata fritta in agrodolce
    teglia di verdure estive al forno
    tempura di carote
    verdure grigliate al rosmarino

    legumi
    azuki macrobiotici
    chana dal con chutney di mango e soia
    crema di ceci e fagioli neri
    insalata tiepida di lenticchie giganti
    legumi in vasetto
    lenticchie rosse speziate

    seitan e muscolo di grano 
    arrosto di muscolo di grano con salsa dolce di visciole
    cavolo ripieno di seitan con panna acida all’aneto
    cotoletta di seitan alla milanese
    pot-au-feu
    seitan al forno
    seitan alla birra rossa
    seitan al prosecco in crosta di nocciole
    seitan impanato

    soia, tofu e tempeh
    makiyaki di sedano
    omelette di tofu con salsa cinese 
    spadellata di “pollo” vegan e asparagi
    tempeh mediterraneo
    tofu allo hojicha “kaori fumi”
    “tofucchino” con ripieno ai mirtilli rossi, fagioli rossi e riso selvatico   
    tofu di canapa con uvetta e pinoli
    tofu e arame in padella
    tofu marinato all’origano
    tofu saltato al wok con ortaggi
    tofu saltato con insalata di patate al limone
    vegbullar med potatis

    formaggi vegan
    brie di soia
    formaggio di tofu alle erbe
    parmigiano vegetale

    pizza e torte salate
    pizza “vegusto
    torta al tarassaco

    salse e condimenti

    besciamella (con margarina)
    besciamella (con olio d’oliva)
    besciamella leggera
    sale al rosmarino
    vinaigrette agrumata

    impasti di base 
    pasta frolla (con margarina)
    pasta madre (lievito naturale)
    pasta sfoglia

    pane 
    kolach
    pane afghano
    pane integrale (lievitazione naturale)
    soda bread

    biscotti e piccola pasticceria
    biscotti ai fiocchi d’avena e malto di riso
    biscotti di kamut e mandorle
    biscotti di linz
    pain à la grecque
    shortbread di tè al gelsomino
    speculoos
    zaleti

    frutta
    ananas alla griglia
    fichi mandorlati con scorzette di agrumi

    torte e crostate
    amish friendship bread
    brazil nut fruit cake
    brownie agli azuki 
    blueberry fruit nut bread
    crostata di farro con crema di limone e timo
    dolce di mele e arance
    rich fruit cake
    torta di albicocche secche, zenzero e cannella

    dolci al cioccolato
    brownie al cioccolato
    dolce al lime e cioccolato con baci fondenti al cocco
    rosette al cioccolato e pistacchio

    dessert al cucchiaio
    budino di mosto
    eggnog
    panna cotta al whisky di malto con fragole al caramello
    tiramisù al matcha macrobiotico
    zabaione

    gelati e sorbetti
    sorbetto al mango
    sorbetto al tè bianco “hanai”

    colazioni e brunch
    apfelmuesli
    burro al tè verde
    colazione veloce
    composta di pesche e "brezza di seta" con zenzero candito
    confettura speziata di mele e scorze di agrumi
    crêpes bretoni ai marroni
    latke
    latte di soia
    macedonia d’inverno
    muesli tostato
    pancake di mais e avena con lamponi e crema alla vaniglia
    porridge d’avena

    bevande
    lassi al limone e cumino
    succo di agrumi ayurvedico

    tofu al lapsang souchong con pepe di szechuan crostini integrali al time con brie di soia e fragole all'aceto balsamico insalata di daikon, carote e cetriolo panna cotta al whisky di malto con fragole al caramello zaleti lassi al limone e cumino farro alla mediterranea con cannellini, pomodori secchi e scorza di limone ful all'etiope soma d'aj con olio di nocciola del Monferrato bubble and squeak cavolo ripieno di seitan con panna acida all'aneto pain à la grecque tofu saltato al wok con ortaggi toast cheddar e tapenade biscotti di linz seitan with prosecco and hazelnuts oat rolls biscuits oat rolls and cumin snacks corn and oat pancakes with raspberries and vanilla cream peach and flavoured tea conserve with candy ginger little pies with pasta, aubergine and taggiasca olives chickpeas and petit épautre soup genmaicha stuffed mushrooms winter miso soup yagga vegetarian roast with morello cherry sweet sauce Bai Mu Dan white tea sorbet canned beans shiitake dashi hojicha tofu genmaicha udon amish friendship bread risi e bisi pan fried tofu with lemon potato salad jasmine tea shortbreads grilled pineapple tofu cream cheese with fresh herbs sundried tomatoes with herbs in extra-virgin olive oil rosemary black potatoes croutons with avocado cream dried figs with almonds afghan bread canapés with tofu cream and alfa-alfa sprouts vegan pizza vegan butter with green tea fried bell peppers with sweet-sour onions homemade rosemary salt hemp tofu with raisins and pinenuts - tofu di canapa con uvetta e pinoli farro pie with lemon and thyme custard spicy red lentils speculoos baked seitan red lentil and thyme soup spicy apple and citrus fruit peel jam chocolate brownies azuki brownies rye bread canape mix Avocado and matcha tiramisu chocolate and pistachio roses brazil nut fruit cake wild rice and hummus spoons

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