Pomeriggi d’arte a Torino

22 08 2011

sandretto re rebaudengo foundation

Rientrato da due giorni dalle vacanze estive, trascorse quest’anno tra Praga e la Svezia (ma saranno oggetto di futuri racconti), mi godo ancora per un po’ una Torino praticamente deserta sfruttandone la ricca offerta culturale che per fortuna non va in ferie.

È l’occasione giusta per rivisitare due centri importanti dell’arte contemporanea a Torino, localizzati in due zone residenziali della città molto caratteristiche.

gam galleria civica d'arte moderna e contemporanea

Il primo è la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, nell’elegante quartiere della Crocetta, ricchissima raccolta di opere dal XVIII secolo a oggi, recentemente ristrutturato e revisionato: l’esposizione, che un tempo seguiva un più tradizionale ordine cronologico, è stata ora suddivisa in aree tematiche che vengono cambiate con una certa regolarità. Sempre interessanti anche le mostre temporanee nel piano interrato. E poi ricorda un po’ il MoMA

Il secondo è la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, un essenziale parallelepipedo di cemento bianco, nel più popolare Borgo San Paolo. Lo spazio è davvero ideale per le splendide mostre di arte contemporanea che vi si tengono. Molto bello anche il caffè interno, Spazio.

fondazione sandretto re rebaudengo

Il pomeriggio d’arte si è poi degnamente concluso nel miglior ristorante indiano della città, Gandhi (vedi sotto).

rainy day royal armoury sorbets

Secondo pomeriggio, secondo breve giro, questa volta con i miei che non erano mai stati all’Armeria Reale, la nutrita collezione di armi, armature e vessilli storici di Casa Savoia, esposta nella splendida cornice della rinnovata Galleria Beaumont. A seguire, i sorbetti di A Meno 18, sul lato opposto di Piazza Castello rispetto al museo: nel mio caso, pera, uva fragola e mandarino tardivo di Ciaculli, piacevole e dolcissimo.

gandhi, turin

GANDHI
A detta di molti critici gastronomici e riviste di settore il miglior ristorante indiano di Torino, effettivamente è anche uno dei miei preferiti, grazie soprattutto al calibrato uso delle spezie, che non coprono i piatti ma li esaltano in maniera perfetta, e alla correttezza delle porzioni, oltre a un sapiente utilizzo delle materie prime con piatti che non danno mai quello spiacevole effetto di pesantezza tipico di altri posti.
Ristorante elegante nei toni del rosso, del marrone e dell’ocra, con quadri di dignitari indiani e statue di divinità sparse un po’ ovunque. I lampadari colorati conferiscono ulteriore fascino all’ambientazione, calda e accogliente d’inverno, piacevole d’estate. I camerieri indossano abiti tradizionali, sono gentili anche se a volte un po’ confusionari. Pazienza, si passa oltre per gustare i loro piatti.

gandhi, turin

Il Gandhi propone una serie di menù fissi, tra cui tre vegetariani (di cui uno ayurvedico), oltre alla carta. Nessuno di questi è però totalmente vegan, e conviene quindi scegliere dal menù e sincerarsi che non sia stato utilizzato ghee nelle cotture. Io ormai sono avvezzo a ordinare un mio personalissimo menù da cui non riesco proprio a discostarmi: un antipasto di pakora di verdure davvero perfetto, senza alcuna nota grassa; il curry di ceci, speziato al punto giusto e accompagnato da riso basmati; e per finire il sorbetto al mango, non troppo dolce e ben equilibrato. Il tutto accompagnato da birra e tè indiani (ma si può optare anche per il vino delle Nandi Hills).

Gandhi
Corso Regio Parco 24
Torino
Tel. 011 2470643
Google Maps

Cucina: indiana, con piatti vegan
Orari: lun-dom 19.30-24
Prezzi: EUR 25-30 per tre portate e bevande
Piatti vegan: pakora di verdure; riso basmati con verdure; dhal di lenticchie; curry di ceci; curry di lenticchie e fagioli neri; verdure miste in salsa di pomodoro; sorbetti.
Note: accessibile ai disabili.

Se ti è piaciuto l’articolo, vedi anche 48 ore d’inverno a Torino.

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Soul

4 08 2011

soul, brussels

Smart food that fits your lifestyle” (cibo intelligente che si accorda col tuo stile di vita), così recita il biglietto da visita di questo ristorante biologico creato da due sorelle finlandesi trapiantate a Bruxelles.

Il locale, piccolo, con mattoni a vista, gradevolmente arredato, si trova in una via secondaria del quartiere di Sablon. Meglio prenotare, in quanto sempre pieno (i coperti sono solo trenta).

soul, brussels soul, brussels soul, brussels soul, brussels

Il menù propone una vasta scelta di piatti che rispondono a varie esigenze, e la selezione di piatti vegan è piuttosto interessante. Spiccano in particolare le zuppe fredde, non sempre facilmente presenti, tra cui quella thai di melone con frutta secca e coriandolo.

soul, brussels

Io opto invece per un classico di questa zona d’Europa, una crema di piselli con cipolle, ma con l’originale aggiunta di cumino e olio di argan. Profumata e piacevole.

soul, brussels

Come piatto principale un particolare piatto di falafel di ceci con frutta secca e carote, anguria, olive e menta. L’anguria non stona assolutamente, non ci avevo mai pensato a utilizzarla in questo modo. Ottime proposte poi di insalate con semi e germogli vari.

Tra i dessert, sorbetti maison e crumble di frutta con noci brasiliane. Si conclude con tè alla menta o tisane.

Il servizio è veloce e curato, i prezzi per tre portate si aggirano sui 35-40 euro, nella media per un locale del genere nella capitale d’Europa.

Soul
Rue de la Samaritaine, 20
1000 Bruxelles
Tel. +32 (0)2 513 52 13
Google Maps

Cucina: biologica
- carne/pesce:
- latticini: no
- uova:
Orari: mer-sab 19-22, dom 19-21
Piatti vegan: zuppe, insalate, piatti a base di legumi e tofu, dessert macrobiotici.
Note: il locale non è purtroppo facilmente accessibile ai disabili.  
Altre recensioni: Happy Cow

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