Venezia, l’arte, il cibo, il tè

17 07 2011

after the rain 2

Tra Biennale, Guggenheim e Fondazione Pinault, Venezia è uno dei principali centri propulsori dell’arte contemporanea mondiale. Ed è per il consueto appuntamento di giugno con l’inaugurazione della Biennale che LDM e io facciamo la nostra usuale puntata in laguna.

the use of mobile phones is strictly prohibited walking alone after the rain

L’arrivo è di venerdì sera per cena, al ristorante Frary’s, storico locale di specialità greche e mediorientali, purtroppo un po’ deludente dal punto di vista qualità-prezzo. I piatti sono sì ottimi e cucinati con cura (sublime il biryani di verdure cotte al forno), ma le porzioni sono un po’ piccole per i prezzi proposti. Poco male, avremo modo di rifarci il giorno seguente con due interessanti scoperte.

hummus at frary's

Il sabato mattina ci avviamo di buon’ora verso Piazza San Marco, per l’ascesa sul parón de caxa (il Campanile di San Marco). La coda è breve, il panorama sulla città storica e su tutta la laguna è come al solito mozzafiato. Era da un po’ che non ci salivo, e facciamo bene perché vediamo arrivare da nord-est nubi che non promettono nulla di buono.

campanile, st. mark's square

san giorgio maggiore

Difatti poco dopo veniamo sorpresi da un forte acquazzone, ma per fortuna ripariamo prima alla Drogheria Mascari, con le sue piramidi di spezie esposte in vetrina (l’acquisto di berberè etiope e bigoli è d’obbligo), e poi al Rialto Bio Center, fornito supermercato del biologico in cui riesco a trovare anche un’introvabile salsa teriyaki.

spice towers

A pranzo scopriamo un locale aperto da poco meno di un anno. Ed è colpo di fulmine. Si tratta del Caffè Orientale su Rio Marin, a cui dedico giustamente qualche riga in più qui a seguire.

caffetteria orientale in the rain crossing rialto bridge st. mark's square

La pioggia sembra placarsi un po’, ma decidiamo comunque di dedicare il primo pomeriggio al da poco riaperto Museo di Storia Naturale, ospitato nel Fontego dei Turchi. L’allestimento interno è molto suggestivo, così come alcune sale di reperti ottocenteschi mantenute secondo gli schemi originari.

natural history museum blue sky 1 blue sky 2 gran teatro la fenice

Giusto il tempo di cambiarsi, per dirigersi poi verso il Teatro La Fenice, dove ci aspetta un concerto di musica classica e classica contemporanea diretto da John Axelrode, direttore d’orchestra americano decisamente capace e molto simpatico. L’interno del teatro è stato rifatto esattamente secondo lo schema precedente al rogo di quindici anni fa, e decisamente è quello che mi aspettavo pur avendolo visto soltanto in Senso di Luchino Visconti.

la fenice

A cena rimaniamo in San Marco, più precisamente all’HK Venezia, ristorante-enoteca che propone, su prenotazione (ma anche sul momento), raffinati piatti vegetali a base di verdure di stagione e cereali. Dopo cena, di ritorno verso casa, ci fermiamo ancora fra i mosaici dorati del B Bar per i loro fantasiosi cocktail intitolati a celebrità cinematografiche degli anni Cinquanta e Sessanta. Da provare quello a base di Martini bianco e tè verde.

hk venezia nightlife in rialto at night b bar

Dopo un sonno ristoratore, la domenica, come da programma, verrà dedicata alla Biennale d’Arte. Dopo un sabato piovoso e freddino, ci attende una giornata caldissima e soleggiata. Prima tappa l’Arsenale, con le ali dedicate all’esposizione delle ultimissime tendenze in fatto di arte contemporanea. Come sempre molto interessante e ricco il Padiglione Italia.

biennale biennale arsenale relax biennale

Una pausa veloce e senza infamia e senza lode per pranzo (focaccia con pomodoro e rucola), è l’ora di affrontare le opere esposte nei Padiglioni della Biennale presso i Giardini di Castello.

biennale biennale biennale biennale biennale biennale

I padiglioni sono uno spettacolo di per sé, e valgono una visita anche nei periodi in cui non espongono i manufatti della Biennale dell’Arte e della Biennale d’Architettura, in quanto vero e proprio compendio dell’architettura contemporanea: dallo stile palladiano del padiglione britannico, a quello secessionista con splendidi mosaici dell’Ungheria, al minimalismo scandinavo della struttura svedese a quello essenziale del Giappone, fino a quello italiano di epoca fascista a quello di vetro e cemento del Venezuela realizzato da Carlo Scarpa.

israeli pavilion japanese pavilion german pavilion venezuelan pavilion

Il pomeriggio scorre veloce tra un padiglione e l’altro, ed è ormai tempo di fare ritorno a casa. Ma non prima del gelato di puro cioccolato fondente di Vizio Virtù (di cui vi avevo già parlato in passato), che ha raddoppiato con la nuova apertura, da qualche mese, della bottega di golosità Vizio Virtù e… altro, dove fanno bella mostra di sé vasetti di frutta e cioccolato fondente da spalmare, aceti balsamici, pregiate marmellate Bernadette de Lavernette, gelatine di frutta e pasticceria secca senza latticini, uova e saccarosio. La carta di credito fa il suo dovere, e non ci resta che ripartire carichi di provviste golose, fino alla prossima puntata in laguna!

gondolas after the rain

CAFFÈ ORIENTALE

Situata nel sestiere di Santa Croce, su Rio Marin, questa recente apertura in città non poteva che rendermi felicissimo.

caffè orientale, venice

Musica classica di sottofondo, pareti turchesi con quadri di animali dai colori sgargianti, legno e luci soffuse, e un’attenta selezione di tè. Tè bianchi, verdi, neri, oolong fanno bella mostra da scaffali in legno e sulle pagine del menù. Naturali o aromatizzati, pregiati o più comuni, la scelta è difficile, ma alla fine vince una tazza di gyokuro giapponese.

caffè orientale, venice

La cucina è vegetariana, anzi praticamente vegana per i piatti salati. LDM opta per un’insalata di farro con verdure legumi, io per uno splendido cuscus di verdure e piselli con salsa al cocco. Altre opzioni sono la pappa al pomodoro e la panzanella. D’inverno invece compare anche una corroborante ribollita.

caffè orientale, venice caffè orientale, venice caffè orientale, venice

Se i piatti salati sono decisamente mediterranei, per i dolci si fa sentire la tradizione pasticciera anglosassone, decisamente consona per un locale che è innanzi tutto una sala da tè: scone, crumble e torte fanno bella mostra di sé sul bancone, ma sono purtroppo realizzati con latte e uova. Per fortuna hanno da qualche tempo inserito anche una torta vegan, quel giorno una consistente fruit cake davvero deliziosa.

caffè orientale, venice caffè orientale, venice caffè orientale, venice

Se ci andate, non dimenticate di leggere e firmare il loro libro degli ospiti: vi troverete pensieri, commenti, disegni e poesie degli avventori, veneziani e non, residenti e turisti, in un piacevole miscuglio linguistico. Difficile alzarsi da questo splendido locale, in cui le ore passano velocemente sorseggiando tè, degustando piatti, osservando e scrivendo.

caffè orientale, venice

Caffè Orientale
Fondamenta Rio Marin
Santa Croce 888
30135 Venezia
Tel. 041 5201789
tearoomvenezia@gmail.com
Google Maps

Cucina: sala da tè con cucina vegetariana
Orari: ven-mer 12-21, gio chiuso
Specialità vegan: cuscus con salsa al cocco, insalata di farro, pappa col pomodoro, schiaccina al rosmarino, panzanella (solo estate), ribollita (solo inverno); torte vegan di frutta secca.
Prezzi: EUR 13-16 per piatto salato, tè e dessert.
Altri commenti: Happy Cow

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Scelte di Gusto

14 07 2011

header

Brevissimo post con cui annuncio, con grande piacere, di essere stato intervistato dal giornale online di informazione e cultura gastronomica Scelte di Gusto, e per ringraziare Tiziana Nicoletti, giornalista del magazine che mi ha contattato due mesi orsono, persona solare e piacevole, ma soprattutto paziente dati i miei tempi biblici per fornire delle risposte di senso compiuto alla sua bella intervista.

Potete leggerla qui.

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Sale al rosmarino

10 07 2011

homemade rosemary salt

Quasi mi vergogno di pubblicare una (pseudo)ricetta del genere, ma ultimamente sono particolarmente pigro in cucina (e dietro l’obiettivo della macchina fotografica). In teoria avrei anche pronta una ricetta un po’ più consistente, preparata un mese fa ormai, ma mi toccherà aspettare la prossima primavera per la pubblicazione, essendo a base di asparagi, decisamente fuori stagione a metà luglio…
Quindi, nell’attesa che la pigrizia faccia le valigie e se ne vada in vacanza, mi accontento di fornirvi un piccolo suggerimento per crearsi una scorta di sale aromatizzato particolarmente profumato. E perché no, regalarne anche in giro.

Sale al rosmarino

Preferite naturalmente mazzi di rosmarino freschissimi e profumati (meglio se appena colti). Per il sale di rigore quello marino integrale non iodato, altrimenti c’è anche la possibilità di sbizzarrirsi con sali più pregiati ormai facilmente rintracciabili nei negozi di specialità alimentari o di alimenti biologici. Le dosi sono per 4 vasetti da 250 g.

foglie di rosmarino 30 g (pari a circa 4 mazzi)
sale marino integrale grosso 250 g
sale marino integrale fino 700 g

Lavate e asciugate bene le foglie di rosmarino. Tritatele al mixer con il sale grosso (a impulsi o comunque con brevi sessioni per non surriscaldare il motore) in modo da ottenere un composto simile a piccoli fiocchi. Mescolate quindi il tutto al sale fino.
Stendete il miscuglio su una teglia da forno, coprite con carta da cucina e lasciate asciugare alcune ore. Travasate quindi il tutto in vasetti. Si conserva praticamente in eterno…

10 minuti + qualche ora di riposo

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Chieri

3 07 2011

duomo

Ad appena quindici chilometri da Torino, Chieri è un piccolo gioiello posto tra le verdi colline del capoluogo piemontese e le ultime propaggini del Monferrato. Per chi si trovasse a Torino, vale la pena dedicarle qualche ora soprattutto per apprezzarne alcune delizie gastronomiche. Ed è per questo che abbiamo deciso di dedicarle un pomeriggio di un sabato di maggio e, pur conoscendola bene, ho deciso di valorizzarla con un breve reportage fotografico-culinario.

baroque in chieri duomo gothic galore baroque in chieri

Cittadina di origine medievale, ha un bel centro storico piuttosto compatto d’impianto medievale e barocco. Su tutto primeggia il bellissimo e imponente Duomo gotico, ma non mancano alcune sorprese passeggiando per la cittadina, come suggestivi scorci di chiese e palazzi.

alley in chieri strawberry and pink grapefruit surviving tower

Per una sosta dolce non ci si può non fermare alla filiale chierese di Grom (i coni e i biscotti sono vegan, così come la quasi totalità dei sorbetti e gelati di frutta), e acquistare una delle creazioni di cioccolato fondente “Radiosa” di Avidano, tavolette “sensoriali” da degustazione.

three in one

Dopo esserci fermati a un festival di poesia scoperto per caso, ci siamo diretti per cena da Un Punto Macrobiotico, locale dai prezzi modici e dalle quantità generose, che propone una cucina macrobiotica semplice, e quasi tutta vegan (a parte una portata di pesce). Si inizia con una zuppa a base di miso, e si può proseguire o con i nutrienti monopiatti a base di cereali, pasta, legumi, insalata e verdure, o con le interessanti pizze a lievitazione naturale realizzate con crema di carote e besciamella di riso, e arricchite da cipolle, olive, verdure di stagione, il tutto innaffiato da leggero tè bancha tiepido. Semplici e naturali anche i dessert, in questo caso gelato di fragola e tortino di riso e uvetta.

un punto macrobiotico, chieri

A conclusione del pomeriggio e della serata, una puntata finale al Grado Plato, birrificio artigianale di elevata qualità che propone alcune splendide creazioni (anche da acquisto) come la Sveva, ispirata alle lager tedesche, la Strada San Felice alle castagne, la Chococarrubica (con carrube, avena e fave di cacao) o la Weizentea, con tè verde cinese.

un punto macrobiotico, chieri grado plato brewery avidano chocolate un punto macrobiotico, chieri

Chieri
per foodies

Grom
Via Vittorio Emanuele II, 59
Gelato artigianale realizzato con ingredienti di elevata qualità, vengono riportati chiaramente i gusti vegan. Coni e biscotti sono pure loro vegetali.

Avidano
Via Vittorio Emanuele II, 46 
Bar-pasticceria, ma soprattutto cioccolato di alta qualità. Da acquistare anche come regalo la Radiosa, tavoletta di cioccolato di design da degustazione.

Un Punto Macrobiotico
Strada Andezeno 39
Necessaria la tessera, valida poi anche negli altri circoli omonimi sparsi per la penisola, propone una cucina naturale semplice e di stagione a prezzi contenuti (EUR 10-12 circa). Buon assortimento anche di prodotti alimentari naturali (da provare i maritozzi al cioccolato in versione macrobiotica).

Birrificio Grado Plato
Viale Fasano 36b
Microbirrificio più volte insignito di premi per l’alta qualità delle sue birre. Ed in più si tratta di birre realizzate con materie prime autoprodotte: le piante d’orzo con cui vengono ricavate le sue birre sono quelle coltivate sulle colline di Chieri, Pino Torinese e Pecetto Torinese (decisamente a KMzero).

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