NYC – atto III

5 12 2010

dog sitter

Doverosa premessa: novembre è stato un mese difficile al lavoro, lo è già di per sé per via della presentazione del nuovo catalogo, ma il tutto è stato ulteriormente reso più impegnativo per il fatto che è coinciso con il mio ultimo mese di permanenza in azienda. Da metà dicembre inizierò infatti una nuova avventura professionale.

Detto questo, e scusandomi per aver tralasciato il blog, eccomi finalmente all’ultimo atto della mia saga estiva newyorchese, dedicata, questa volta, alla parte centro-settentrionale di Manhattan: dalle luci di Times Square, su per la Broadway attraverso Midtown West, fino al grande polmone verde di New York, Central Park, circondato dai due quartieri chic (ma profondamente contrastanti) dell’Upper East Side e dell’Upper West Side, con una veloce puntata al di là dell’East River verso il distretto del Queens.

drawing

E spero di essere ancora in tempo per Titti, che domani parte per la Grande Mela. Buon viaggio!

MoMA

MIDTOWN WEST E TIMES SQUARE
Midtown West, oltre ad ospitare il rutilante vortice umano che gravita giorno e notte intorno a Times Square, è anche il luogo dove forse siamo stati di più, grazie alla sua offerta culinaria concentrata intorno a Hell’s Kitchen, ai divertimenti serali e al fatto che il nostro albergo fosse proprio lì (The Moderne, boutique hotel con un ottimo rapporto qualità-prezzo).

brancusi warhol yoko ono's tree

Il pezzo forte dell’area è il Museum of Modern Art (MoMA), con un’eccezionale collezione di arte moderna che spazia da Matisse a Pollock, e soprattutto con ampi spazi che valorizzano appieno le opere esposte. A noi è piaciuto soprattutto il giardino delle sculture, un’oasi di pace in mezzo ai grattacieli della zona.

picasso

Altra area interessante da esplorare è Hell’s Kitchen, che offre, soprattutto lungo la Ninth Avenue (fino alla 42nd St), una vastissima gamma di ristoranti con cucine che spaziano dal Brasile al Giappone, dalla Spagna all’Afghanistan. Numerosi i locali che abbiamo provato, tra cui sono degni di segnalazione il luso-brasiliano Rice’n’Beans, il Q2 Thai con le sue interessanti proposte a base di ingredienti del Sud-est asiatico, e l’Hummus Kitchen, ristorante israeliano specializzato per l’appunto nel piatto omonimo (e lo fanno buono proprio come a Tel Aviv). Per spuntini e piatti più veloci, consigliati anche le filiali di Pret A Manger (sulla West 50th St. quasi all’angolo con la Sixth Avenue), tappa obbligata per fare colazione con un corroborante porridge con latte di soia e cannella, e di Jamba Juice (sulla Avenue of the Americas), con i suoi frullati giganteschi. Sempre a Hell’s Kitchen potrete fare incetta di jeans Levi’s a prezzi ben più ridotti di quelli al di qua dell’Atlantico da Wear Me Out.
Sempre in Midtown East, ma più a sud, la minuscola filiale newyorchese del Loving Hut, ristorante vegano di cui potete leggere più in basso. E una volta usciti dal Loving Hut, 100 metri più avanti, una delle più grandi filiali di Borders, in cui poter davvero passare un paio d’ore girovagando fra le migliaia di libri esposti.

42nd street

Midtown East offre inoltre numerosi intrattenimenti serali, dal semplice passeggiare fra le luci di Times Square, ai teatri e ai cinema intorno alla 42nd Street (noi siamo andati due volte al cinema, nel multisala AMC Empire 25), alla ricca offerta di musical (imperdibile Mary Poppins al New Amsterdam Theatre: sia lo spettacolo, sia la sala – un piccolo gioiello Liberty – valgono appieno il prezzo non proprio economico del biglietto), fino ai locali in cui bere un cocktail cercando inutilmente di parlare sovrastati dalla musica ad alto volume, come il Therapy.

guggenheim

UPPER EAST SIDE
Il quartiere che vanta la più alta concentrazione di centri culturali della metropoli americana, ospita due fra i più importanti musei del mondo, il Metropolitan Museum of Art (Met), tappa obbligata di ogni mia visita alla città, e il Solomon R. Guggenheim Museum. Il primo, immenso e impossibile da visitare tutto in una (ma anche due, tre…) volte, ospita una vastissima collezione di oggetti e opere d’arte dall’Antico Egitto agli inizi del XX secolo, il secondo, incastonato nel coreografico edificio a spirale di Frank Lloyd Wright, ben più raccolto, con interessanti mostre temporanee di arte contemporanea, in aggiunta alla collezione permanente.

venus bust hercules

double-face athena venuses

Per un rapido pasto tra un museo e l’altro, o durante una passeggiata per Park Avenue, ci si può fermare nelle due filiali della catena Le Pain Quotidien, dove sono chiaramente indicate le proposte vegan del menù, ottime e sostanziose, derivate dalle tradizioni culinarie del Mediterraneo. Da non perdere poi una cena al Candle Café, sempre affollato, grazie ai suoi piatti fantasiosi e alle sue creazioni di pasticceria (da ordinare almeno una volta la decadent chocolate cake).

gazpacho texting falafels

 
CENTRAL PARK
Non c’è forse modo migliore di girare per il polmone verde della metropoli se non pedalando sulle due ruote? Noi l’abbiamo fatto affittando le bici al Central Park Bicycle Tours & Rentals, l’alternativa migliore per esplorare la bellezza di questo splendido parco.

upper west side central park cleopatra's needle

UPPER WEST SIDE
Il quartiere antagonista dell’Upper East Side, il lato occidentale di Central Park, è casa dell’intellighenzia di sinistra della città.

cat at the window

Noi siamo andati all’American Museum of Natural History (tra l’altro, nel caffè del museo trovate hummus, pita e insalate per pranzo), interessante accozzaglia di reperti di varia tematica, tra cui scheletri di dinosauri, fossili, gemme e minerali. In alcuni punti forse l’allestimento è un po’ datato, ma alla fine anche questo contribuisce al suo fascino. Sempre sul lato ovest rispetto a Central Park vale la pena di passare davanti al Dakota, grande palazzo di residenze private i cui esterni vennero usati per girare Rosemary’s Baby e che fu (ed è) residenza dei Lennon (ed è dove John Lennon venne assassinato).

nyc squirrel curb up american museum of natural history

Più a ovest alcuni templi della gastronomia della città: Fairway, con un primo piano fornitissimo dedicato al bio, e Zabar’s, anch’esso fornitissimo ma interessante soprattutto per il vastissimo assortimento di attrezzi da cucina sempre al primo piano.

olive galore

fairway sunflowers small dogs

E a cena siamo andati in uno dei più bei ristoranti della città, o almeno quello che ci è piaciuto di più: il Café Blossom. Cucina vegan creativa, ingredienti bio, porzioni abbondanti, ambiente trendy ma con richiami continui al mondo animalista, servizio puntuale e gentilissimo, ottimo rapporto qualità-prezzo. Ecco perché è sempre affollatissimo.

queens' pigeon

QUEENS
Brevissima tappa nel distretto di Queens, per poi scoprire di esserci finiti proprio l’unico giorno di chiusura del PS1 Contemporary Modern Art. Ma un giro veloce in questo quartiere multietnico è sempre interessante.

queens

 

Visualizza la mappa di New York del Cucchiaio di Legno

 

loving hut, new york

LOVING HUT
Il Loving Hut di New York fa sempre parte della catena dei ristoranti vegani affiliati alla Maestra Suprema Ching Hai (v. il Golden Age di Auckland). Il locale è minuscolo, giusto un corridoio lungo e stretto con cinque tavoli e un bancone. È possibile inoltre acquistare il cibo e portarselo a casa, visto anche lo spazio esiguo.
Ammetto che di per sé non l’ho trovato entusiasmante: il locale è veramente troppo piccolo (fra un po’ sgomitavo con il vicino di tavolo), il servizio un po’ lento e per di più si sono pure dimenticati di portarmi un’ordinazione - effettivamente è difficile gestire ben sei persone contemporaneamente ;-)

loving hut, new york

Detto questo, anche per quanto riguarda il cibo l’offerta resta sempre un po’ piatta, soprattutto visto il tenore delle proposte vegan in città. Grande uso di soia ristrutturata, carni vegetali, cereali e verdure, ma il tutto proposto in maniera stereotipata.
Nella fattispecie, abbiamo iniziato con una zuppa di “pollo” forse un po’ troppo carica (spero non usino glutammato monosodico), per poi passare a del riso con verdure e pollo vegetale (un po’ piatto, e poi i broccoli d’estate no!!!) nel mio caso, e a un sandwich con pollo vegetale e verdure (buono, con l’eccezione del pane, un po’ troppo “elastico”).

loving hut, new york loving hut, new york loving hut, new york

Per fortuna almeno il dessert si è salvato: una torta al cacao e caffè decisamente soffice e golosa, che in qualche modo ha risollevato il mio giudizio sul ristorante.
Nel complesso il giudizio è un po’ controverso: il locale non è caro, le porzioni abbondanti, ma secondo me si può lavorare un po’ di più sull’armonia finale dei sapori. Resta naturalmente il vantaggio di una cucina totalmente cruelty-free e pur sempre gustosa, ma ammetto che il mio palato, ormai coccolato e viziato dalle eccellenti proposte di ristoranti come il Candle Café o il Café Blossom, sia rimasto in qualche modo inappagato. Il dessert finale lascia però qualche speranza per un miglioramento, tenuto conto che il ristorante ha comunque aperto da non molto tempo.

loving hut, new york loving hut, new york loving hut, new york

 

Loving Hut
348 Seventh Avenue
New York, NY, 10001
Tel. +1 212 760 1900
Metro: 28th Street-7 Avenue
Google Maps

Cucina: vegan, cinese, americana, messicana; buona scelta di piatti senza glutine
- carne/pesce: no
- uova: no
- latticini: no
Orari: lun-ven 11-21; sab 11-20; dom chiuso
Prezzi: antipasti 4-6 USD (EUR 3-4,50); insalate 6-8,50 USD (EUR 4,50-6,40); piatti principali 7-9,50 USD (EUR 5,30-7,20); quesadillas USD 7,50-9 (EUR 5,70-6,80); dessert USD 5 (EUR 3,80)
Alcuni piatti: spinaci saltati; verdure al vapore con condimento di scalogno; zuppa del giorno; insalata mista con avocado; insalata della casa con verdure, pomodori, noci, cetrioli, piselli e mais; hamburger al curry; pollo di soia e verdure in salsa teriyaki su riso a vapore; funghi e pollo di soia in salsa di pomodoro e peperoncino su riso a vapore; quesadilla di manzo di soia e formaggio vegetale; budini di tapioca; torte al cioccolato e al caffè.
Note: accessibile ai disabili, anche se gli spazi sono un po’ angusti. Cani accetti.
Altre recensioni: Happy Cow

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