Pomodori secchi sott’olio agli aromi

11 11 2010

sundried tomatoes with herbs in extra-virgin olive oil

Mi prendo (e vi offro) una pausa dalla trilogia newyorchese (anche perché devo finire di sistemare le foto…) con una preparazione da bravo autoproduttore, e da amante dei pomodori. Beninteso che gli ortaggi rossi compaiono nel mio frigorifero soltanto da maggio a settembre (sono un po’ un fanatico della stagionalità degli ingredienti), rimane il problema di che fare negli altri mesi? Certo, ci sono sempre pelati & co., di cui, a dir la verità, non sono un grande estimatore. Al contrario, i pomodori secchi suscitano in me un amore incondizionato e senza riserve: soprattutto se piccoli e raggrinziti, che conservano tutto il sapore dell’estate, come quelli effettivamente essiccati al sole e non nei forni industriali. Per fortuna il mio spacciatore di fiducia (il verduriere) si procura quelli riarsi al sole calabro…

L’optimum per la conservazione sott’olio sarebbe quello di partire da pomodori freschi biologici fatti essiccare al sole estivo. Ma 1) abitando a Torino 2) non avendo balconi esposti a sud 3) avendo avuto un agosto alquanto piovoso, per questa volta ho desistito. Tutte le tecniche di essicazione solare le potete però trovare in questo bel libretto (che potete scaricare gratuitamente qui), da cui ho tratto anche la ricetta in basso (variata in alcuni particolari).

 

Pomodori secchi sott’olio agli aromi

Preferite pomodori essiccati naturalmente al sole (l’optimum sarebbe autoprodurseli), e optate per un olio extravergine d’oliva piuttosto corposo (pugliese). Le dosi sono per 6 vasetti da 250 grammi.

pomodori secchi 1 kg
alloro secco spezzettato
capperi sotto sale 40 grammi
peperoncino secco in scaglie
aglio secco

sale marino integrale 
olio extravergine d’oliva (pugliese) 200 ml
aceto di mele 1 litro

Dissalate i capperi, lasciandoli a bagno per una decina di minuti in un bicchiere di acqua fredda. Scolateli eliminando il sale residuo.
Portate a ebollizione l’aceto di mele con 1 litro di acqua, versatevi i pomodori secchi e fateli bollire per 10’.
Scolateli e fateli asciugare su un paio di vassoi ricoperti con carta da cucina per un paio d’ore. Nel frattempo sterilizzate i vasetti (lavate bene i vasetti di vetro e i coperchi, metteteli in una pentola e ricoprite il tutto con acqua. Portate a ebollizione e fate bollire per 30′. Fate intiepidire l’acqua ed estraete vasetti e coperchi con delle pinze. Rovesciateli su uno strofinaccio pulito e lasciarli asciugare).
Sistemateli nei vasetti, schiacciandoli bene, alternandoli con sale, aglio, peperoncino, alloro e capperi, e ricoprite di olio. Aspettate che l’olio vada a inserirsi bene in tutti gli anfratti (una ventina di minuti), e rabboccate in modo che siano tutti perfettamente coperti.
Avvitate il tappo. Lasciate riposare almeno trenta giorni prima di consumarli.

1 ora e 30 minuti + 2 ore di riposo
+ 30 giorni di ulteriore riposo 

Per altri invasettamenti salati, vedi anche:

I legumi in vasetto
Le alghe arame sott’aceto

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NYC – atto II

4 11 2010

chrysler building

Dopo un po’ di silenzio, eccomi al secondo atto ambientato nella Grande Mela, questa volta dedicato alla zona centrale di Manhattan, dall’underground East Village, agli stimolanti Greenwich e West Village, su fino a Chelsea attraverso il Meatpacking District, per terminare in Midtown East e sulla Fifth Avenue (con una puntata a Union Square e dintorni).

bike 'n' food

EAST VILLAGE
L’ex-quartiere radicale e underground di New York ci ha offerto alcune interessanti scoperte: la libreria indipendente St. Mark’s Bookshop, con una ricca selezione di riviste (anche europee), letteratura politica e naturalmente ricettari. Al 4th Street Food Co-Op abbiamo fatto incetta di merendine crudiste, l’unica cosa facilmente trasportabile (il resto della merce, bio e vegan, è tutta venduta sfusa). E sempre nell’East Village abbiamo festeggiato la nostra ultima sera newyorchese, andando a cena da Angelica Kitchen, storico ristorante vegetariano (ormai vegano) della metropoli, dove abbiamo gustato piatti originali e deliziosi (il parfait di frutti di bosco è, permettemi il gioco di parole, perfetto). 

walking dogs

abingdon square ralph lauren lost in village

GREENWICH VILLAGE, WEST VILLAGE, MEATPACKING DISTRICT
Il mitico Greenwich Village, denominato dai suoi abitanti semplicemente “Village”, con gli adiacenti West Village e Meatpacking District (ex-famigerata area dei macelli, come recita appunto il nome) è uno dei quartieri maggiormente legati all’immaginario collettivo che si ha di New York. Ed è effettivamente un’area molto piacevole in cui passeggiare e intrattenersi. Cosa che abbiamo fatto, di domenica pomeriggio, facendo shopping (le boutique del newyorchese Marc Jacobs, che affollano il Village, sono decisamente eccentriche, ma c’è da stupirsi?), riparandoci all’ombra di Abingdon Square e, nel mio caso, lasciandomi tentare dalle centinaia di miscele di tè (e caffè, per chi lo ama) nella storica torrefazione McNulty’s Tea & Coffee Co., Inc., ritrovandomi così tra le mani bustone di tè aromatizzati e non.

lesbian couple in chelsea one-ninety-two pinups gay bar

CHELSEA
Il gayborhood della città, Chelsea è un quartiere dalle molte anime, da girare con curiosità – si va dai locali e negozi rivolti principalmente a una clientela omosessuale (consiglio un salto nel divertente Rainbows & Triangles), alle bellissime case del Chelsea Historic District, in cui si affacciano seminascoste piccole gemme come la libreria 192 Books, fino a due delle tappe gastronomiche obbligate: il ristorante Blossom, nominato da diverso tempo come il miglior ristorante vegetariano della Grande Mela (provato per un brunch domenicale) e l’enoteca-cioccolateria Cocoa V, che per l’appunto propone vino biologico non chiarificato con gelatine animali e creazioni al cioccolato, dalla pralineria alla pasticceria, interamente realizzate con ingredienti vegetali e dolcificanti naturali. Se invece avete voglia di gusti più “rustici” e americani, potete andare a provare un hamburger vegetale o un hot dog di soia (o entrambi, come ho fatto io) da Better Burger (vedi in basso).

straight couple in chelsea chelsea apples caccia al marito

UNION SQUARE, FLATIRON DISTRICT, GRAMERCY
La zona intorno a Union Square è un vero paradiso per i gourmet slow-foodist. Qui si tiene lo splendido Greenmarket Farmers Market, un enorme mercato all’aperto di piccoli produttori biologici locali, in cui abbiamo trovato anche pasticcerie e panetterie vegane (d’obbligo gustare il gigantesco muffin con crema di nocciole e cacao seduti ai tavolini lasciati liberi nei giardini della piazza). E come se non bastasse, a sud del parco la sede più grande della catena bio americana Whole Foods, un enorme tempio di due piani in cui fa bella mostra di sé tutto il bio made in USA. E qui la mia carta di credito ha dovuto dare il meglio di sé: dall’essenza naturale di vaniglia ai coloranti alimentari biologici e vegan, dalle spezie introvabili (pimento giamaicano e sommacco) alla crema di cioccolato-raw (crudista), i suoi limiti sono stati decisamente messi a dura prova…

union square market vegan treat whole foods

union square

grand central terminal

MIDTOWN EAST E FIFTH AVENUE
A Midtown East sorgono molte delle icone e dei simboli di New York, mete obbligate per la prima visita newyorchese di LBM. Dal capolavoro art déco del Chrysler Building, ai segni zodiacali della volta del Grand Central Terminal, dalla visita guidata alla sede delle Nazioni Unite alla vista mozzafiato di tutta New York (e del New Jersey) dalla terrazza dell’Empire State Building, è bene spalmare la perlustrazione della zona in due/tre giorni. Senza scordarsi naturalmente di passeggiare sulla Fifth Avenue, visitando icone dello shopping immortalate dal cinema (Tiffany & Co. e FAO Schwarz, tanto per citarne un paio), o soffermandosi a controllare la propria posta elettronica nell’Apple Store.

understood? united nations fifth avenue

E dato che i morsi della fame si fanno sentire, si può andare a cenare, come abbiamo fatto noi, a Little Korea, piccola enclave coreana, in cui spicca HanGawi, ristorante che propone l’autentica cucina buddhista della penisola, in cui verrete serviti da cameriere e camerieri nei tipici abiti tradizionali. Sempre a Midtown East si può pranzare nel “fratellino” di HanGawi, Franchia, che propone splendidi piatti vegetali coreani, annaffiandoli con pregiati tè verdi (funziona anche come sala da tè).

veggie stall

Visualizza la mappa di New York del Cucchiaio di Legno

better burger, new york

BETTER BURGER
***IL LOCALE HA CHIUSO A OTTOBRE 2011***

Simbolo culinario della Grande Mela, gli onnipresenti hot dog possono essere tranquillamente consumati anche da chi è vegetariano. E uno dei posti migliori in cui gustarli è in questa catena newyorchese, che propone diverse opzioni vegane realizzate con ingredienti di qualità.

better burger, new york better burger, new york better burger, new york

La filiale di Chelsea, nei toni del bianco e dell’arancio, è facilmente raggiungibile con la metro. Due le opzioni vegane (provate entrambe): l’hot dog di soia e il burger vegetariano, entrambi serviti in pagnotte biologiche, accompagnati da un abbondante coleslaw (insalata di cavolo) e tanta senape. È possibile inoltre utilizzare tranquillamente la maionese, dato che il locale utilizza solo quella vegan. La catena si distingue infatti per la qualità degli ingredienti: banditi condimenti a base di grassi idrogenati o trans, gran parte delle materie prime da agricoltura biologica, e le patatine fritte sono in realtà cotte al forno con olio extravergine d’oliva e olio di canola. Anche le bevande sono a base di succhi di frutta freschi e dolcificanti naturali.

better burger, new york

Better Burger
178 Eighth Avenue (at 19th Street)
New York 10011
Tel. +1 212 989 6688
Metro: 23rd Street
Google Maps

Cucina: fast food salutista
- carne/pesce: sì
- uova: sì
- latticini: sì
Orari: dom-gio 11-23; ven-sab 11-24
Prezzi: hamburger USD 5,99 (EUR 4,27); hot dog USD 3,95 (EUR 2,82); insalatone USD 3,95-7,95 (EUR 2,82-5,67); menù combinati USD 7-11,50 (EUR 5-8,21)
Piatti vegan: hot dog di soia; hamburger vegetariano; patate cotte al forno; coleslaw; insalatone (garden salad, Zen Popeye con spinaci e tofu, mediterranea); veggie chilli; frullati, smoothies, macedonie.
Note: accessibile ai disabili; consegne a domicilio; altra filiale a Murray Hill.
Altre recensioni: New York Magazine; Zagat

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