NYC – atto I
10 10 2010Ed ecco finalmente il post su New York, o meglio, il primo post di un terzetto dedicato alle mie vacanze estive nella Grande Mela: dieci giorni dedicati a ri-vedere e ri-scoprire uno dei luoghi che più amo. La terza volta per me, la prima invece per LDM – il che è stato un modo per viverla attraverso occhi nuovi.
Dato l’alto numero di luoghi visitati e di posti provati, per non appesantire troppo la lettura ho diviso il soggiorno in tre parti, suddividendo il tutto a seconda della zona di pertinenza. Questo primo articolo è quindi dedicato alla punta meridionale di Manhattan, da Wall Street al vivace e radicale Lower East Side, passando dalle atmosfere industrial-chic di Tribeca e Soho, alla bolgia di Chinatown, con un salto nel mentre anche a Brooklyn.
LOWER MANHATTAN E TRIBECA
La punta sud di Manhattan è quella più ricca dei simboli tipici della metropoli americana, in primis la Statua della Libertà, che svetta nella baia di New York, e a cui abbiamo abbinato la visita alla contigua Ellis Island, il primo punto d’approdo degli immigrati europei tra il 1892 e il 1954, con il suo particolareggiato Immigration Museum (bellissimo secondo me, meno per LDM). In ogni caso, è altamente consigliata la prenotazione via internet, per evitare inutili code.
Non costa nulla invece salire sullo Staten Island Ferry, il traghetto arancione che collega Manhattan al distretto un po’ fuori mano e dimenticato di Staten Island e godersi lo skyline della città: la corsa è gratuita, la vista spettacolare, la ressa micidiale.
Wall Street e il Financial District sono naturalmente d’obbligo per una prima visita alla città, anche perché costituiscono il punto d’insediamento storico della città. Prova ne sono alcuni edifici settecenteschi superstiti lungo piccole vie tortuose e acciottolate, assolutamente singolari in questo contesto urbano. Siamo naturalmente passati davanti alla Borsa valori più famosa del mondo, il New York Stock Exchange, la cui facciata è ormai da tempo drappeggiata da un enorme Stars & Stripes, ed entrati nella contigua Federal Hall, edificio in stile neogreco con un museo gratuito sulla New York postcoloniale, nella neogotica Trinity Church e nella vicina St Paul’s Chapel, che contiene una mostra sui tragici eventi dell’11 settembre. Particolarmente suggestivi i due cimiteri ottocenteschi, piccole oasi di pace tra le imponenti costruzioni contigue. Dopo tanta cultura, non potevamo non esimerci dall’andare da Century 21, “New York’s Best Kept Secret” grande magazzino con abbigliamento iperscontato. Vista la ressa, abbiamo concluso che i newyorchesi non sono molto bravi a mantenere i segreti…
Non lontano da qui sorgono molti degli edifici governativi della città. L’elegante edificio della City Hall è circondato dal City Hall Park, spazio tranquillo abbellito da lampioni a gas, fontane e sculture contemporanee: peccato non essercelo goduto a dovere, dato che ci siamo capitati in una fredda giornata di pioggia. In cambio ci siamo rifatti con lo shopping da Citystore: tanti oggetti originali a marchio NYC realizzati appositamente per il Comune di NY. Di fronte si staglia il maestoso Woolworth Building, costruito a inizio Novecento e, dall’altro lato, l’accesso al Ponte di Brooklyn, un altro dei simboli più conosciuti della città, a cui siamo arrivati dopo una lunghissima camminata da Battery Park sotto il sole cocente. Sempre sotto il sole cocente, lo abbiamo percorso da un lato all’altro, arrivando a Brooklyn in circa venti minuti (v. sotto).
Molto piacevole anche la zona di TriBeCa, famosa per i suoi enormi loft e la sua atmosfera “industrial chic”. Qui abbiamo fatto tappa nottambula al rinomato Anotheroom, minuscolo locale con una nutritissima cantina di birre e vini europei e sakè giapponesi di elevata qualità, tutti segnati a manina sulla lavagna sopra il bancone.
BROOKLYN
Brooklyn è stata una delle sorprese più piacevoli del nostro soggiorno newyorchese. L’avevo sempre stupidamente ignorata nelle mie precedenti visite, mentre credo che debba rientrare a pieno titolo in qualunque giro della città. Inoltre è diventato, negli ultimi dieci anni, una delle zone più vivaci e vitali della metropoli: e a ben ragione.
Raffinate librerie e gallerie d’arte caratterizzano l’area di Dumbo, da cui si possono tra l’altro ammirare stupende viste di Manhattan. Sempre a Dumbo abbiamo fatto una doverosa capatina nel laboratorio principale di Jacques Torres, pasticcere e cioccolataio francese impiantato nella Grande Mela: due sole le praline vegan, ma sicuramente le migliori (commovente quella pistacchio e marzapane). Naturalmente c’è poi anche una ricca selezione di tavolette fondenti, anche aromatizzate.
Da Dumbo ci siamo spostati nel quartiere di Brooklyn Heights, perla nascosta della città. Il più antico quartiere della città, è anche quello che ha mantenuto intatto il volto della vecchia New York, con le sue splendide case ottocentesche in brownstone, tra cui quella in cui Truman Capote scrisse Colazione da Tiffany (al 70 di Willow St).
Da qui abbiamo poi terminato il nostro giro sulla Brooklyn Heights Promenade, con una inebriante vista su Lower Manhattan e il New York Harbor.
SOHO, NOHO, NOLITA
Fra i quartieri della città che ci sono piaciuti di più, per l’accoppiamento quanto mai bizzarro eppur riuscito tra fredde architetture industriali e strade acciottolate, a SoHo, NoHo e Nolita abbiamo dedicato un piacevole pomeriggio passeggiando e curiosando un po’ ovunque.
Tra le architetture, degna di nota 40 Bond, condominio di lusso ricoperto da una griglia di vetro verde, mentre per lo shopping siamo stati tentati da American Apparel, catena di abbigliamento californiana che fa largo uso di cotone biologico e con un’attenta politica di tutela dei lavoratori, McNally Robinson, una libreria indipendente nel cuore di SoHo, con una nutrita collezione di ricettari veg, tra l’altro, e il fantastico negozio della casa editrice Phaidon.
CHINATOWN E LITTLE ITALY
Giusto una camminata veloce di domenica pomeriggio lungo l’incasinatissima Canal Street, cuore pulsante di Chinatown. Ci riserviamo di esplorare questo quartiere, insieme alla sempre più sacrificata Little Italy, la prossima volta: le gambe quel giorno non hanno retto più…
LOWER EAST SIDE
Il vecchio quartiere ebraico-proletario della città è una delle zone più interessanti, più vivaci, più piacevoli di New York, dove abbiamo trascorso un rilassantissimo pomeriggio domenicale, tra acquisti (le scarpe vegan di Moo Shoes), pasticceria vegana e senza glutine (abbiamo fatto indigestione da Babycakes) e libreria lesbo-radical-femministe-anarco-insurrezionaliste (Bluestockings, dove LDM giura di aver visto anche il manuale su come fabbricarsi una bomba H in casa).
Il Lower East Side ci è piaciuto così tanto che abbiamo replicato andandoci a cena: dopo aver velocemente curiosato da Babeland, vera e propria boutique di gadget erotici con commesse acqua e sapone frequentata da una clientela quasi tutta femminilE, abbiamo virato a colpo sicuro verso Teany, il locale vegetariano di Moby e della sua ex, Kelly Tisdale, che non ha deluso le mie aspettative (soprattutto dopo aver letto il libro che hanno scritto a quattro mani).
(Continua…)




































Bellissimo reportage Yari. Per me little Italy ormai non esiste piu’, mi sa che non ti sei perso molto, ed e’ stato meglio vedere tutte le altre foto! Sei stato al one lucky duck? (Crudismo vegano di lusso).
Aspetto gli altri reportage
ciao
A.
non conoscevo il vecchio quartiere ebraico…immagino sia molto interessante
allora aspetto il seguito…
a presto
Che bel reportage!
Aspetto con ansia i prossimi 2 allora!
Teany ti ha deluso? Anche io ho letto il libro (molto carino) e speravo di contattare Moby per chiedergli i soldi per aprire un Teany a Pinerolo, peccato :-DD
Meraviglioso reportage Yari! Mi sono segnata alcuni posti che non conoscevo nonostante sia stata nella Grande Mela più volte! Uno di questi è Citystore, l’altro è Babycakes. Io parto il 6 dicembre. Aspetto, dunque, gli altri due atti!
Teany, quindi, posso escluderlo dal giro gastronomico?
@Alessandra
Sì, ho letto che Little Italy è ormai ridotta a Mulberry St e poco altro, un vero peccato. No, non sono mai stato al One Lucky Duck, me lo segno per la prossima volta
@Francesca
È molto particolare, si vede che dovevano abitarci gli immigrati più poveri. Ma ora è in atto una riqualificazione, quindi il quartiere è ricco di locali, negozi alternativi e altre piccole gemme che aspettano solo di essere scoperte. E poi, per chi è amante del tè, c’è Teany
@mammafelice
Grazie! No, ho scritto: “non mi ha deluso” - Assolutamente, anzi, se apri la filiale a Pinerolo son già lì!
@Titti
Da Citystore troverai tanti souvenir made in NY veramente originali, tra cui le targhe (vere) dei taxi. E non perderti assolutamente Babycakes, da solo varrebbe un viaggio!
Teany non escluderlo, mi è piaciuto, NON mi ha deluso
fantastico reportage, attendo ansiosamente gli altri due.. una curiosità profana… ma il Brooklyn fit guy… è vero? o è una statua? perché se è vero comincio a spiegarmi molti spostamenti di amici/amiche verso Brooklyn! Quella è mercanzia da spiaggia di Malibu
@Erbaviola
Preparati, che dopo la trilogia di NYC, sto già preparando Loiano & co.
Il Brooklyn fit guy era un essere in carne (muscoli) e ossa. Lo abbiamo visto una prima volta intento a ballare una sorta di macumba nei giardinetti di Columbus Park. Noi ci siamo diretti verso Brooklyn Heights, siamo arrivati sulla Promenade e, dopo qualche minuto, ce lo siamo rivisto zampettare sulla passeggiata. Non ho potuto fare a meno di immortalarlo!
Belle foto, che voglia che mi hai fatto venire!!!
Sei mai stato ad Edimburgo? Io andrò a dicembre…se avessi qualche dritta
ciao che piacere conoscere te e il tuo carinissimo blog, a presto
Yari, mi sono dimenticata di chiederti dove hai alloggiato (zona e tipologia di alloggio).
Noi (mio marito e io) abbiamo prenotato uno studio (monolocale) al Greenwich village Attraverso un sito (già collaudato a Los Angeles) di proprietari che affittano direttamente con il vantaggio che non paghi il salatissimo fee alle agenzie!
happycow.netmodernehotelnyc.com@chiara
Grazie! Per Edimburgo, dai un’occhiata al menù a destra, Scozia>Edimburgo. Ti consiglio inoltre di fare riferimento a: http://www.happycow.net/europe/scotland/edinburgh/
Edimburgo è molto bella (e fredda, aggiungo!), sicuramente ti piacerà.
@stefania
Ti ringrazio, il piacere è tutto mio.
@Titti
Mi sembra un’ottima soluzione! Noi abbiamo soggiornato a Midtown West, qui: http://www.modernehotelnyc.com/ - dietro il MoMA e Central Park.
L’hotel è molto carino. Noi siamo ormai orientati all’appartamento anche per poter cucinare (se ne abbiam voglia…
). Se può interessarti l’organizzazione cui ti accennavo è la VRBO.com
@Titti
Grazie comunque per il link, andrò a controllarlo.
Noi abbiamo optato per l’albergo perché in vacanza solitamente vogliamo stare comodi: niente letti da rifare e pulizie da completare, niente cucina (anch’io voglio staccare!), insomma nessun tipo di incombenza domestica
Yari….posso piangere???????????????? a N Y sono andata lo scorso anno e leggere i tuoi post ( commento solo questo, ma li ho letti tutti e tre ) mi ha fatto venire un sacco di nostalgia: IO AMO NEW YORK….Ah, sono appena tornata da Londra….IO AMO LONDRA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
P.s ho anche scritto 3 reportages di viaggio…se vuoi venire a leggerli….^_^
@Francesca Q.
No, dai, non ti commuovere! Ho letto il primo dei tuoi reportage londinesi, ora andrò a gustarmi anche gli altri!
Pensavi che non avrei letto di questo bellissimo viaggio? Noooo, aspettavo solo di avere il tempo per farlo bene! Così anche questa settimana mi sono fatta il mio giretto…
Il super-figo é niente male… ma preferisco il pelosino bianco della foto sopra!!! Le tue foto sono sempre bellissime, non so se le ritagli dopo, ma comunque sia mi piacciono le angolazioni di ripresa… non credo sia italiano, ma spero tu abbia capito! Grazie! 
@Pizza pie
Grazie! Le foto sono originali, al massimo se vengono un po’ storte le riassesto un pochino, e poi controllo luminosità e contrasto. Ma per il resto sono quelle realmente scattate.
La luce che hanno é stupenda… bon anche merito del mio skermo
ma hai capito cosa intendo… 
Ok: Yari-guide utilissime, scale anti-incendio fotografate tutte, ma proprio tutte, NY è bellissima, incasinata, rumorosa, sporca, ti ho pensato molto in quei giorni, giravo per la città e rivedevo le tue foto!
Non sono riuscita ad andare a vedere la statua della libertà, dopo aver visto quella di Tokyo e quella di Parigi questa proprio mi mancherebbe! Grazie mille!
@Pizza pie
Felice di aver suscitato in te bei ricordi durante la tua visita! E sono contento che New York ti sia piaciuta!