Teany (o TeaNY?)

15 10 2010

teany, new york

Da pronunciare come vi pare (“tini”, storpiatura tra”tea” e “tiny” –minuscolo -  o “ti-en-uai”, come tè-New York), Teany è un piccolo angolo, tutto bianco e con luci soffuse, con cucina a vista, personale gentile, incredibili torte vegan (qualche portata contiene formaggio o uova, ma i dessert sono tutti vegetali) e soprattutto, 98 varietà di tè da scegliere ed eventualmente acquistare (peccato che la teiera Teany fosse troppo voluminosa da mettere in valigia!).

teany, new york teany, new york teany, new york

Aperto da Moby e dalla sua ex-compagna (all’epoca non ex), ne narrano l’ideazione e la realizzazione in un bel librettino tradotto anche in italiano (molto ironico e di cui vi consiglio la lettura, con anche tante belle ricette vegane).

teany, new york

Il locale è in funzione tutti giorni, da mattina a sera tardi. Riaperto dopo un piccolo incendio nella cucina a maggio di quest’anno, Teany è soprattutto una casa da tè con cucina. Il menù è essenzialmente costituito da insalate, zuppe e panini iperfarciti. Interessante è la possibilità di fare colazione, così come di concedersi un britannico high tea: per 22 dollari (15,60 euro), - 38 (27 euro) se si è in due, si ha diritto a una teiera di tè a scelta (o a una delle loro creazioni fredde), due sandwich (quelli vegan solo a base di lattuga-bacon vegetale, burro di anacardi-mele, insalata di “pollo”-verdure a foglia, prosciutto vegetale-senape-cetrioli, formaggio vegan-avocado), uno scone con panna e marmellata, e un cupcake o un cookie.

teany, new york

Nella fattispecie LDM ha optato per la simple salad, un’insalata di verdure, ceci e cuori di palma io mi sono invece lasciato tentare dal Philly cheese steak sandwich, versione vegan dell’omonimo panino di Filadelfia, a base di arrosto e formaggio vegetale. Più difficile la scelta del dessert. Non per mancanza di opzioni, quanto per troppa varietà! Alla fine ci siamo lanciamo su una fett(ona) di chocolate macaroon cake (torta al cioccolato e biscotti), e su una torta di banana con copertura di cream cheese e panna di soia. Ottime e gigantesche, ma mi è ancora rimasta in mente quella di carota e panna che non sono riuscito a provare…

 

teany, new york

 

TeaNY
90 Rivington Street
New York, NY 10002
Tel. +1 212 475 9190
Metro: Delancy St
Google Maps

Cucina: casa da tè con cucina vegetariana e vegana
- carne/pesce: no
- latticini:
- uova: no
Orari: tutti i giorni 08.00 – 01.00
Prezzi: piatto principale, dolce e tè: USD 17-20 (EUR 12-14); colazione USD 4-6 (EUR 2,80-4,20); afternoon tea USD 22 (EUR 15.60)
Piatti vegan: il menù è molto nutrito, tra le proposte pappetta d’avena con noci e fragole, muffin sfornati giornalmente con marmellata e margarina, bagel integrali con pomodoro e formaggio cremoso di tofu per colazione; simple salad con verdure a foglia, pomodori, cetrioli, germogli, ceci e cuori di palma; insalata di pollo vegetariana; quiche con zucchine, funghi selvatici e olive; blt e turkey club sandwich; torta di carote con copertura di cream cheese; torta con mousse di cioccolato e burro d’arachidi; red velvet cupcake. Ricchissima la selezione di tè, bevande calde e fredde.
Note: non è facilmente accessibile ai disabili purtroppo, a causa degli scalini per accedervi dalla strada e al bagno minuscolo, un vero peccato. 
Altre recensioni: Happy Cow

Vedi anche:

Il mio soggiorno newyorchese di dicembre 2006
New York City – parte 1

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NYC – atto I

10 10 2010

soho stairs

Ed ecco finalmente il post su New York, o meglio, il primo post di un terzetto dedicato alle mie vacanze estive nella Grande Mela: dieci giorni dedicati a ri-vedere e ri-scoprire uno dei luoghi che più amo. La terza volta per me, la prima invece per LDM – il che è stato un modo per viverla attraverso occhi nuovi.

manhattan skyline

Dato l’alto numero di luoghi visitati e di posti provati, per non appesantire troppo la lettura ho diviso il soggiorno in tre parti, suddividendo il tutto a seconda della zona di pertinenza. Questo primo articolo è quindi dedicato alla punta meridionale di Manhattan, da Wall Street al vivace e radicale Lower East Side, passando dalle atmosfere industrial-chic di Tribeca e Soho, alla bolgia di Chinatown, con un salto nel mentre anche a Brooklyn.

tombs

LOWER MANHATTAN E TRIBECA

La punta sud di Manhattan è quella più ricca dei simboli tipici della metropoli americana, in primis la Statua della Libertà, che svetta nella baia di New York, e a cui abbiamo abbinato la visita alla contigua Ellis Island, il primo punto d’approdo degli immigrati europei tra il 1892 e il 1954, con il suo particolareggiato Immigration Museum (bellissimo secondo me, meno per LDM). In ogni caso, è altamente consigliata la prenotazione via internet, per evitare inutili code.
Non costa nulla invece salire sullo Staten Island Ferry, il traghetto arancione che collega Manhattan al distretto un po’ fuori mano e dimenticato di Staten Island  e godersi lo skyline della città: la corsa è gratuita, la vista spettacolare, la ressa micidiale.

miss liberty cold drinks bartoldi miss liberty's fan

Wall Street e il Financial District sono naturalmente d’obbligo per una prima visita alla città, anche perché costituiscono il punto d’insediamento storico della città. Prova ne sono alcuni edifici settecenteschi superstiti lungo piccole vie tortuose e acciottolate, assolutamente singolari in questo contesto urbano. Siamo naturalmente passati davanti alla Borsa valori più famosa del mondo, il New York Stock Exchange, la cui facciata è ormai da tempo drappeggiata da un enorme Stars & Stripes, ed entrati nella contigua Federal Hall, edificio in stile neogreco con un museo gratuito sulla New York postcoloniale, nella neogotica Trinity Church e nella vicina St Paul’s Chapel, che contiene una mostra sui tragici eventi dell’11 settembre. Particolarmente suggestivi i due cimiteri ottocenteschi, piccole oasi di pace tra le imponenti costruzioni contigue. Dopo tanta cultura, non potevamo non esimerci dall’andare da Century 21, “New York’s Best Kept Secret” grande magazzino con abbigliamento iperscontato. Vista la ressa, abbiamo concluso che i newyorchesi non sono molto bravi a mantenere i segreti…

wall st

federal hall & nyse shoe shining trinity church

city hall park

Non lontano da qui sorgono molti degli edifici governativi della città. L’elegante edificio della City Hall è circondato dal City Hall Park, spazio tranquillo abbellito da lampioni a gas, fontane e sculture contemporanee: peccato non essercelo goduto a dovere, dato che ci siamo capitati in una fredda giornata di pioggia. In cambio ci siamo rifatti con lo shopping da Citystore: tanti oggetti originali a marchio NYC realizzati appositamente per il Comune di NY. Di fronte si staglia il maestoso Woolworth Building, costruito a inizio Novecento e, dall’altro lato, l’accesso al Ponte di Brooklyn, un altro dei simboli più conosciuti della città, a cui siamo arrivati dopo una lunghissima camminata da Battery Park sotto il sole cocente. Sempre sotto il sole cocente, lo abbiamo percorso da un lato all’altro, arrivando a Brooklyn in circa venti minuti (v. sotto).

woolworth building citystore brooklyn bridge

brooklyn bridge

Molto piacevole anche la zona di TriBeCa, famosa per i suoi enormi loft e la sua atmosfera “industrial chic”. Qui abbiamo fatto tappa nottambula al rinomato Anotheroom, minuscolo locale con una nutritissima cantina di birre e vini europei e sakè giapponesi di elevata qualità, tutti segnati a manina sulla lavagna sopra il bancone.

anotheroom, tribeca

BROOKLYN

Brooklyn è stata una delle sorprese più piacevoli del nostro soggiorno newyorchese. L’avevo sempre stupidamente ignorata nelle mie precedenti visite, mentre credo che debba rientrare a pieno titolo in qualunque giro della città. Inoltre è diventato, negli ultimi dieci anni, una delle zone più vivaci e vitali della metropoli: e a ben ragione.

jacques torres a library in dumbo pralines

Raffinate librerie e gallerie d’arte caratterizzano l’area di Dumbo, da cui si possono tra l’altro ammirare stupende viste di Manhattan. Sempre a Dumbo abbiamo fatto una doverosa capatina nel laboratorio principale di Jacques Torres, pasticcere e cioccolataio francese impiantato nella Grande Mela: due sole le praline vegan, ma sicuramente le migliori (commovente quella pistacchio e marzapane). Naturalmente c’è poi anche una ricca selezione di tavolette fondenti, anche aromatizzate.

fence

Da Dumbo ci siamo spostati nel quartiere di Brooklyn Heights, perla nascosta della città. Il più antico quartiere della città, è anche quello che ha mantenuto intatto il volto della vecchia New York, con le sue splendide case ottocentesche in brownstone, tra cui quella in cui Truman Capote scrisse Colazione da Tiffany (al 70 di Willow St).

around brooklyn 2 brooklyn fit guy around brooklyn 1

Da qui abbiamo poi terminato il nostro giro sulla Brooklyn Heights Promenade, con una inebriante vista su Lower Manhattan e il New York Harbor.

sunset in brooklyn

SOHO, NOHO, NOLITA 

Fra i quartieri della città che ci sono piaciuti di più, per l’accoppiamento quanto mai bizzarro eppur riuscito tra fredde architetture industriali e strade acciottolate, a SoHo, NoHo e Nolita abbiamo dedicato un piacevole pomeriggio passeggiando e curiosando un po’ ovunque.

cuty pink & blue around soho

Tra le architetture, degna di nota 40 Bond, condominio di lusso ricoperto da una griglia di vetro verde, mentre per lo shopping siamo stati tentati da American Apparel, catena di abbigliamento californiana che fa largo uso di cotone biologico e con un’attenta politica di tutela dei lavoratori, McNally Robinson, una libreria indipendente nel cuore di SoHo, con una nutrita collezione di ricettari veg, tra l’altro, e il fantastico negozio della casa editrice Phaidon.

40 bond

CHINATOWN E LITTLE ITALY

Giusto una camminata veloce di domenica pomeriggio lungo l’incasinatissima Canal Street, cuore pulsante di Chinatown. Ci riserviamo di esplorare questo quartiere, insieme alla sempre più sacrificata Little Italy, la prossima volta: le gambe quel giorno non hanno retto più…

canal st 1

LOWER EAST SIDE

Il vecchio quartiere ebraico-proletario della città è una delle zone più interessanti, più vivaci, più piacevoli di New York, dove abbiamo trascorso un rilassantissimo pomeriggio domenicale, tra acquisti (le scarpe vegan di Moo Shoes), pasticceria vegana e senza glutine (abbiamo fatto indigestione da Babycakes) e libreria lesbo-radical-femministe-anarco-insurrezionaliste (Bluestockings, dove LDM giura di aver visto anche il manuale su come fabbricarsi una bomba H in casa).

creative writing

mannequin babycakes moo shoes' cat

smiling babycake

Il Lower East Side ci è piaciuto così tanto che abbiamo replicato andandoci a cena: dopo aver velocemente curiosato da Babeland, vera e propria boutique di gadget erotici con commesse acqua e sapone frequentata da una clientela quasi tutta femminilE, abbiamo virato a colpo sicuro verso Teany, il locale vegetariano di Moby e della sua ex, Kelly Tisdale, che non ha deluso le mie aspettative (soprattutto dopo aver letto il libro che hanno scritto a quattro mani).

babeland

(Continua…)

Visualizza la mappa di New York del Cucchiaio di Legno

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