Weekend veneziano
29 06 2010Come già detto, a inizio giugno LDM (=la dolce metà) ed io abbiamo trascorso un fine settimana veneziano letteralmente rubato agli impegni lavorativi di entrambi e sicuramente fitto fitto come piace a noi, tra arte, architettura e buon cibo.
Partenza in auto da Torino venerdì sera dopo cena, arrivo a Venezia poco dopo mezzanotte, parcheggio e camminata fino a casa, nelle calli silenziose che conducono dal Ponte degli Scalzi a San Giacomo dell’Orio.
La sveglia, implacabile, ci fa balzare in piedi qualche ora dopo. Ma ne vale la pena, dato che ci permette di arrivare in Piazza San Marco al mattino presto, con ancora pochi turisti, dopo essere passati da Rialto, in pieno fermento pre-apertura negozi.
Il fuggiasco Casanova
La sveglia antelucana è dovuta alla prenotazione fatta qualche giorno prima per gli Itinerari Segreti di Palazzo Ducale. Si visitano infatti zone non aperte al pubblico, tra cui gli uffici segreti della Serenissima, dove operavano i servizi segreti e dove venivano custodite tutte le informazioni vitali della repubblica veneziana. Si passa poi alle carceri del sottotetto, per prigionieri “di lusso”, tra i quali Giacomo Casanova, reo di aver avuto troppe amanti, tra cui una badessa (il che fa quasi sorridere, rispetto agli odierni scandali della Chiesa) e di cui vengono narrati, con dovizia di particolari, la vita in carcere e la sua rocambolesca fuga dai Piombi.
Terminata la visita, salita la Scala d’Oro del Sansovino, abbiamo poi vagato per le splendide sale del Palazzo, con, tra opere di Paolo Veronese, di Tintoretto e del Tiepolo, fino alla piccola collezione di quadri di Hyeronimous Bosch (sono un fan della pittura fiamminga) e, attraversato il Ponte dei Sospiri, ci siamo ritrovati infine nelle Prigioni Nuove, sicuramente meno ospitali di quelle dei Piombi. Visita a Palazzo Ducale che ho rifatto per la terza volta, ma che consiglio altamente per comprendere appieno la potenza economico-commerciale di cui la città godette fino al XVII secolo.
Pasta artigianale
Colti dai morsi della fame, dopo un ultimo sguardo all’inconfondibile facciata rosa di Palazzo Ducale con la sua loggia gotica, ci siamo quindi diretti giù per Riva degli Schiavoni dribblando orde di turisti. Giù per Castello fino in Via Garibaldi, dove siamo andati a pranzare da Le Spighe, pastificio bio e gastronomia vegetariana. L’hummus è fenomenale, ma niente male anche lo spezzatino di seitan. Per non parlare dei muffin cacao e kiwi appena sfornati. Ho naturalmente fatto incetta di pasta fresca senza uova, preparata quotidianamente dalla proprietaria, Doriana, disponibile in vari gusti, tra cui curry, spinaci, barbabietola.
Fasti barocchi
Rifocillati, dopo una breve tappa all’Arsenale e al Sotoportego dei Preti con il suo mattone a forma di cuore, attraversato il Ponte dell’Accademia, giù per Dorsoduro, con breve tappa al Museo degli Strumenti Musicali nella Chiesa di San Maurizio Martire, fino a Ca’ Rezzonico, gioiello del Longhena, e allo splendido Museo del Settecento Veneziano ospitato al suo interno.
Dopo cotanta bellezza, non potevamo naturalmente esimerci da una capatina da Grom, nel vicino Campo San Barnaba. La granita alla mandorla d’Avola è davvero sublime.
Cena con vista
Riposo e doccia, e poi via di nuovo per la cena. Tavolo prenotato sulla terrazza del ristorante La Piscina, alle Zattere, con un’incomparabile vista su tutta la Giudecca. Servizio impeccabile e cortese, menù vegetariano e vegano con ingredienti locali e di stagione. La serata termina al Margaret Duchamp, nel nostro beneamato Campo Santa Margherita, fulcro di vivaci localini notturni che a noi piacciono assai
La notte è giovane, noi un po’ meno, e quindi scoccata la mezzanotte facciamo ritorno a casa.
Shopping a Rialto
Domenica mattina, con calma, ci avviamo verso Rialto, per un giro di shopping alla Bottega della Solidarietà, dove la mia carta di credito viene messa a dura prova da polo in cotone equosolidali, CD di musica etnica e ricettari vari. Molto ricca la selezione di tè: il proprietario ne è infatti un appassionato e seleziona personalmente le miscele che poi vende sui suoi scaffali. Il nostro giro per Rialto prosegue poi nello splendido chiostro di San Salvador, che ospita il Telecom Future Centre, per poi concludersi con un frullatone di frutta fresca da Frulalà.
Falafel
Proseguendo per Strada Nova a Cannaregio, ci imbattiamo in un paio di librerie e infine da Lush. Non compriamo però nulla, fa troppo caldo, e l’idea di ritrovarsi con uno dei loro prodotti sciolto nello zaino non è il massimo; peccato, perché a Torino non ci capito mai, è troppo scomodo. Ma ci rifacciamo con gli antipasti vegetariani e i falafel di Gam Gam, tappa ormai fissa dei miei soggiorni lagunari.
Tra vizi e virtù
Pomeriggio trascorso vagando senza meta tra le calli di San Polo e Santa Croce, fino al celebre Ponte delle Tette, dove le prostitute della Serenissima stavano a seno nudo (e non solo) per incoraggiare i clienti a godere dei loro servigi, e a cercar di convincere gli omosessuali dell’epoca che anche l’eterosessualità poteva essere interessante
Beh, non proprio senza meta, per la verità, dato che in realtà scopo del nostro giro è Vizio Virtù, una delle migliori botteghe di cioccolato in Europa, con le sue pregiate selezioni di cacao e i suoi arditi accostamenti. Inutile dire che ho fatto incetta di tavolette e frutta ricoperta, senza perdermi neppure il loro gelato artigianale di puro cioccolato fondente (vegan, vegan!). Ma la tavoletta Kamasutra l’ho riservata al prossimo giro
Xe tempo da andar…
Ora di tornare alla base, ma non prima di esserci goduti la cena indiana da Ganesh Ji nel suo suggestivo dehors pergolato sul Rio Marin, con barche e gondole che circolano lentamente. I loro pakora sono sempre a regola d’arte, il paratha integrale ripieno di verdure ottimo, così come le porzioni sempre troppo generose.
Per quest’anno sono a posto, il mio diciottesimo soggiorno veneziano è giunto al termine, ma la ricarica venexiana dovrebbe bastarmi fino all’anno prossimo
La mappa di Venezia del Cucchiaio di Legno
La ricetta
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Risi e bisi Risotto o minestra? Forse tutti e due, ma io questo piatto lo preferisco più “risotto” e meno “minestra”. Di conseguenza, aumentate il brodo se li preferite più “al cucchiaio”. Uno dei piatti simbolo della città, nel XIX secolo, al grido di “risi, bisi e fragole” (=tricolore) i patrioti veneziani reclamavano la loro italianità contro l’occupazione austriaca. Patrioti che forse ora si staranno rivoltando nella tomba… Ma questa è un’altra storia, purtroppo. piselli freschi 1 kilo (circa 500 grammi sgranati) Mettete a scaldare il bodo, che dovrà essere bollente. 1 ora |
Piaciuto l’articolo? Allora dai un’occhiata anche a:
Il mio giro a Venezia di giugno 2009 (con la ricetta degli zaleti)
Il ristorante ebraico-kosher Gam Gam
Il gelato di Alaska
La mia personalissima versione dei bigoli in salsa



























































Che bello! Venezia era tra le mete ipotizzate per un futuro viaggetto… e la tua guida cascherebbe a fagiolo! Fa proprio venire voglia di visitarla, anche se non c’è bisogno di ulteriori stimoli.
Ho le lacrime agli occhi dall’invidia
Hai vissuto anche a Venezia per conoscerla così bene? Mi sono bevuta tutte le foto in un attimo. E’ parecchio che non ci torno (ci avevo un toso, anni fa) e mi hai fatto scoprire angoli che non conosco. Le leccornie poi…
Wow…che bell’excursus culinario culturale per la mia città!!!
se tornate fate un fischio!!!
Bella ed utile la tua guida di Venezia, spero mi sia utile presto! Sei linkato tra i miei blog preferiti!
Yari!!!SOno io ora che ringrazio te per questo FA VO LO SO reportage!!!Non visito Venezia da 16 anni e..urge tornarci!Con queste drittefantastiche sarà bellissimo!
Io baratto queste splendide immagini con qualche scatto di Marettimo, che avevo lasciato in sospeso
A presto!
sono sobbalzata, quando ho letto della Bottega della Solidarietà e dei tè selezionati. sono stata a Venezia e me la sono persa…
Oh bene, stavo giusto pensando che nel tragitto Ancona-Trentino ci stava una capatina a Venezia, apro il tuo blog e mi ritrovo la guida alla città! Che fortuna! Io non so mai dove andare così vago senza meta, anzi, le uniche volte che sono stata a Venezia è stato in occasione del carnevale, quindi puoi immaginarti quante cose posso aver visto con tutta la calca della gente… però mi hai dato degli spunti proprio carini, soprattutto su posti dove mangiare ovviamente!!
la tua guida di venezia è talmente bella che persino io, che a venezia ci ho studiato e ci abito al di là del ponte, non conoscevo alcuni locali e non saprei farla così bene!! A parte il margaret duchamp che ha ospitato la mia mitica festa di laurea
NB Vera, se vieni a Venzia non ti azzardare a tenermelo nascosto!!!
spero di andarci presto, più che altro perchè la associo ad una persona molto speciale per me, Sara (Missvanilla).
per la prima volta hai beccato una ocsa che non mi piace: i risi e bisi…..la trovo una combinazione improbabile e le mie papille gustative si ribellano hahaha
grazie invece per la guida, è davvero degna di Viamichelin^^
B.
Venezia rimane una delle mie citta’ preferite, e poi sono mezza veneta.
Sono appena arrivata a Feltre, antica colonia Veneziana delle Dolomiti.
I risi e bisi e’ un piatto di famiglia, ma sai che il migliore e’ quello con il brodo dei bacelli dei piselli (si dice bacelli in italiano? is Pods in English….)?
Usare piselli freschi, sgranarli e lavare bene i bacelli. fare il brodo con i bacelli e sale grosso (ovviamente si puo’ aggiungere sedano, cipolla, carota e prezzemolo se si vuole un brodo piu’ corposo, pero’ ti assicuro che anche il brodo fatto solo con i bacelli deipiselli viene verdino e leggero ma saporitissimo! Filtrare il brodo e poi usarlo per il risotto. Unico!!!!
Che meraviglia!! seguo da tempo il tuo blog che mi appassiona…i resoconti su Venezia poi, li adoro..ma tu hai casa a Venezia? non hai anche qualche dritta su dove dormire?? si finisce sempre per scegliere il mordi e fuggi per non farsi salassare col pernottamento!
grazie!
Ho finito gli aggettivi per i tuoi reportage, mi dichiaro sconfitta
Declinerò su un banale ‘bellissimo’ ma chiaramente è molto di più! E’ sempre un piacere leggerti, mi fai venir voglia di tornare a Venezia nonostante tutto…
Splendido blog, davvero.
Posso dirmi una discreta frequentatrice di blog di viaggi e di cucina vegan, molti dei quali sono davvero pregevoli ma il tuo si distacca da tutti. E’ superlativo, originale, mai banale, mai sopra le righe. E’ lieve, solare ma completo. Oddio che meraviglia di reportages, di descrizioni, di commenti!!
Ma anche i commenti qui sopra te lo confermano!!
Anche io sarei tanto voluta andare a Venezia lo scorso fine settimana, ma alla fine abbiamo optato per Montefalco, Bevagna e dintorni (Umbria)…è stato un bel giro, ma la tua guida di Venezia la conservo per un viaggio a venire, che adoro quella cittàe non vedo l’ora di tornarci con la mia dolce metà…
B.
Bellisima!
@Vera
Buona preparazione del viaggio!
Dai un’occhiata allora anche all’altra che avevo scritto un annetto fa, così vedi se c’è altro che t’ispira
@isafragola
La conosco bene perché ci vado spesso, quasi ogni anno praticamente. Come dicevo quest’anno è stata la diciottesima volta.
Se ci avessi vissuto, non credo che me ne sarei mai andato via
@terry
L’anno prossimo… Certamente!
@Samantha
Ti ringrazio! Verrò a leggerti con piacere, ma la prossima settimana perché al momento sono in Cina per lavoro e qui tutta la piattaforma Blogger è censurata e non si può accedere.
@saretta
Urge sì, allora, anche perché è molto cambiata (in meglio). Verrò a vedere il tuo reportage, non appena riuscirò (v. risposta a Samantha).
@Francesca
Io invece stavolta mi sono perso una casa da tè giapponese, vicino a Campo San Barnaba, purtroppo chiusa di sabato e domenica…
@onigirina
No, io sono uno che deve prepararsi e documentarsi prima, se no non mi godo la vacanza… Poi esploro già che ci sono, ma andare troppo alla ventura mi metterebbe l’ansia
@sara
Bei ricordi, avevo partecipato anch’io a un paio di feste di laurea lì
Peccato non esserci riusciti a vedere questa volta, sarà per la prossima!
Ah, il Margaret Duchamp
@Bibi
Ma dai, di solito riso e piselli sono una delle combinazioni che destano meno perplessità
@Alessandra
Ottima idea il brodo con i baccelli (esatto, con due C), da provare, anche per non dover semplicemente buttare metà di quello che si è comprato (e pagato).
@Elena
Su Internet se ne trovano diversi, cercali su Google. Se poi vuoi informazioni più precise, scrivimi in privato.
Ormai a Venezia è possibile dormire in centro storico a prezzi assolutamente abbordabili, molti veneziani hanno aperto dei piccoli B&B in cui è possibile godersi sveglia al suono dei passi e del ciacolìo, anziché con il rumore delle auto
@Erbaviola
Come mai nonostante tutto? Brutte esperienze passate?
Grazie
@Sorelle in Pentola
Grazie mille
@Titti
Addirittura! Grazie, grazie davvero. Io sono sempre piuttosto (anzi molto) autocritico, soprattutto quando scrivo - mi fa piacere che siate più magnanimi di me nei giudizi
@bunny
Beh, a me l’Umbria manca in toto, purtroppo (a parte la splendida Orvieto, anni fa, facendo un salto dalla Maremma). Buon viaggio futuro, allora! Se poi ti servono altre info, scrivimi pure.
@Urban Vegan
Thanks, let me know if you come to Italy, so I can get my copy of your cookbook signed 
Oh sì, Venezia è davvero bellissima
Mi hai regalato uno squarcio di Venezia che non conoscevo, con nuovi indirizzi da scoprire. Le tue guide son sempre imperdibili, grazie!
Venise est la seule ville italienne où je sois allée (à l’occasion d’une Biennale d’art contemporain). J’avais adoré la lumière… Mais avais loupé la Gelateria Alaska semble-t-il…
@FrancescaV
Grazie mille, è sempre un piacere che vengano apprezzate!
@Virginie P.
La lumière, en fait, c’est très particulier, surtout grâce à l’eau. La glace chez Alaska est absolument à essayer, si tu y reviendras…
T’as bien choisi, alors
[…] Risibisi. […]