Ad Gallias
20 03 2010La Valle d’Aosta è una delle mie regioni preferite: saranno le montagne, saranno i castelli sparsi un po’ ovunque, sarà la natura che regna ancora sovrana, o più prosaicamente il profumo del pane integrale che esce dai forni a legna o quelle delle erbe alpine utilizzate per la distilleria locale, è un luogo affascinante e sempre ricco di sorprese.
E una sorpresa estremamente positiva è stata la cena al ristorante dell’hotel Ad Gallias di Bard, piccolo paese all’imbocco tra la Valle d’Aosta e il Canavese. L’albergo occupa alcune case del borgo antico, situato proprio a ridosso del forte medievale.
Il ristorante, a cui si accede tramite una piccola scalinata in pietra (ma c’è anche la rampa per disabili, naturalmente), si sviluppa in tre piccoli ambienti ricavati dai piani terra di due case (deliziosa la piccola sala circolare con un unico tavolo per quattro commensali), e in cui sono stati mantenuti elementi dell’architettura tradizionale alpina: legno e pietra viva, che si armonizzano perfettamente con lo stile raccolto ed elegante. In inverno esprime il massimo di sé, quando il tepore emanato dal camino centrale e il crepitio della legna sul fuoco predispongono ad assaggiare le delizie in arrivo dalla cucina.
Ad Gallias propone, oltre al servizio à la carte, anche due distinti menù: uno della “tradizione”, non vegetariano, con prodotti del territorio, e l’altro vegano, normalmente incluso nei pacchetti soggiorno di chi voglia beneficiare di un fine settimana di relax e benessere (all’interno della struttura c’è anche un centro benessere a ridosso dell’antica via romana che conduceva, per l’appunto, alle Gallie).
Nello specifico, dopo aver scelto il vino più adatto dalla ricca carta enologica (un Donnas locale), e aver apprezzato sia l’aperitivo con assaggio di seitan e germogli di soia, sia il nutrito cestino del pane, con grissini, focaccia e panini di varia fattura (tra cui un gustosissimo pane a base di farina di castagne e uvetta) realizzati direttamente da loro, il menù vegano è stato aperto da una quiche di zucca con crema di zucchine e carciofo in pastella (quest’ultimo dolce e succulento).
A seguire la lasagna vegana tricolore, servita direttamente nella cocotte da forno. Nonostante la porzione fosse abbondante, si è rivelata leggera e ben bilanciata.
Come secondo, la scaloppa di seitan al sesamo con salsa al pepe rosa e verde: morbida e accompagnata alla perfezione da un contorno croccante di radici (carote, rape e barbabietola) appena scottate.
A degna conclusione della cena, lo strudel di mele profumato alle spezie con salsa di carote e cardamomo: mele speziate avvolte in un fagottino di farina integrale tiepido, impreziosito dalle bacche della spezia orientale e da una crema di panna vegetale e carota, perfetto connubio per un dessert assolutamente in linea con il clima invernale e la località.
Se inoltre è la prima volta che ci andate a cenare, avrete anche la possibilità di visitare alcune delle camere di questo splendido ritiro montano, che affacciano sul forte illuminato. Il servizio, già molto curato, si arricchisce di aneddoti e di particolari sulla struttura alberghiera. Un grazie particolare a Gianluca, il concierge che ci ha permesso di dare un’occhiata anche alla piccola spa dell’hotel.
Il mio giudizio è stato talmente positivo che ci sono tornato un mese dopo, e le mie aspettative sono state nuovamente confermate grazie a un nuovo menù (che cambia mensilmente) sempre molto attento alla combinazione di sapori e colori, e cucinato naturalmente alla perfezione. Sono davvero contento che anche in Italia la ristorazione vegan si stia arricchendo di locali che, al di là dell’imprescindibile valenza etica e salutistica, presentino una cucina cruelty-free in grado di rivaleggiare, se non di superare, le tradizionali proposte a base di prodotti di origine animale. Davvero bravi, indubbiamente un posto che mi sento di consigliare senza indugi a chi decida di soggiornare in questa incantevole regione.
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Ad Gallias Cucina: valdostana, piemontese, alpina; vegana. |
English abstract
Nested in the small medieval Alpine village of Bard, in Valle d’Aosta, Hotel Restaurant Ad Gallias offers a gourmet class service with a full vegan menu (EUR 40). Rich wine list with local, Italian and French wines.
Restaurant is open lunch and dinnertime from Thursday to Tuesday.
Italian, English and French spoken, wheelchair accessible, credit cards accepted, small dogs are welcome.

















Yum, i piatti sembrano molto appetitosi!
Sembra tutto semplicemente meraviglioso!
Senti… posso darti in affidamento il mio “palato”? Sono sempre deliziata dai posti che descrivi… come fai a non mangiare come uno slovato quando ti trovi in certi posti?!
(PS: ho scaloppato il prosciutto muscolo di grano… con tutta la buona volontà e gli spunti che mmi hai girato… ehm… continuo a trovarlo superfluo. E cerco di essere gentile nell’affermarlo, perché per etica e convinzione ritengo che tutto può avere un suo pubblico… ma magari sono io che con il seitan in genere non ho mai legato tanto…)
Buon soggiorno/viaggio… ovunque tu sia!
sono ancora da scovare con il lanternino ma si stanno sviluppando anche i ristoranti veg*, di questo sono molto felice anch’io, che amo il cibo…sono più sul semplice in questo periodo però, per la serie sbattimento zero e voglia di frutta fresca tanta
Invece volevo segnalarti la triste scomparsa del Girasole a Milano…..con mio stupore e una fittina di dolore, ho visto che c’è una specie di steak house al suo òosto…. O__o
Bibi
Thanks for the English abstract. It saves me some time… And don’t read the weird (but funny!) translations from google translate ;). The Valle d’Aoste is famous in France… For its ham! It is good to open another window, more vegan-friendly, on this Valley.
Che menu delizioso!!
Beh, hai trovato un vero e proprio gioiellino!
Voglio tornare al nord!!! sob! ma perché io non trovo mai queste chicche di ristoranti?
Quel piatto con la quiche di zucca è uno splendore!! E vogliamo parlare del carciofo?? Diciamo che di solito non è la verdura che preferisco (anche se mi piace) ma presentato così mi fa rimpiangere di non essere stata in quel ristorante con te!
@Vera
E lo sono davvero!
@Azabel
Concordo
@claud
Ci mancherebbe altro, può benissimo non piacere - e non c’è motivo per doverlo consumare per forza. Sono tornato un patria, per qualche settimana me ne sto bravo bravo a casetta (beh, più o meno, sono già riuscito a inserire un fine settimana a Genova!)
@Bibi
Purtroppo lo so, e ne sono molto dispiaciuto. Il Girasole mi piaceva molto perché era in pieno centro, aperto a pranzo e cena, e mi era molto comodo durante le trasferte lavorative milanesi. Il negozio di alimenti naturali a fianco c’è ancora?
@Virginie P.
Yes, Valle d’Aosta ham (or better, lard), is very popular… Anyway, it’s not difficult to get a decent veggie meal in Valle d’Aosta - you can always rely on polenta, wholemeal bread and all sorts of vegetables. But it’s great you can now find such a refined vegan dinner.
@Giulia
Anche quello che ho provato il mese dopo non era da meno!
@Alessandra
Altamente consigliato!
@Erbaviola
Fai allora un salto a Pistoia, che ho saputo che Pasquale Boscarello ora prepara i suoi fantastici dessert in un ristorante della città…
@fra
Sì, quel carciofo era davvero fenomenale, dolce e morbidissimo.