Sorbetto al tè bianco “Hanai”

26 03 2010

Bai Mu Dan white tea sorbet

Stasera sarò un po’ telegrafico, perché sono stanco morto… Però ci tenevo a rendervi partecipi di un’ulteriore sperimentazione con i tè inviatomi da Acilia. Questa volta è il turno della sua miscela “Hanai”, composta da tè bianco Bai Mu Dan (o Pai Mu Tan, a seconda della traslitterazione scelta), pezzi di ciliegia e petali di rosa. Un mix delicato ma al contempo molto caratteristico per via dei forti sentori di ciliegia e rosa. Quello della rosa è secondo me molto valorizzato in questo fresco sorbetto, anticipo di una primavera che forse sta arrivando.
Forse.

Sorbetto al tè bianco “Hanai”

Questa miscela aromatizzata di tè bianco Bai Mu Dan è un’ottima base per un fresco sorbetto, da utilizzare non solo come dessert, ma anche come intermezzo tra portate di un pasto festivo. Come al solito, perché il tè sprigioni al meglio il suo aroma, preferisco utilizzare un’acqua minerale (preferite quelle locali, a me piace moltissimo Lurisia, anche perché sgorga a pochi kilometri dalla mia casa in montagna). Le dosi sono per circa 600 g di sorbetto (che può essere conservato tranquillamente in un contenitore ermetico nel congelatore).

acqua minerale naturale 840 ml
zucchero di canna grezzo 360 g
tè bianco “Hanai” 10 g
limone bio ½
zenzero candito

Mescolare 480 ml di acqua con lo zucchero grezzo, portare a ebollizione la miscela, e far bollire mescolando per 2’. Far raffreddare.
Portare a ebollizione 360 ml di acqua e farla raffreddare a 80° (circa 6’). Mettere il tè in infusione per 3’. Colare tenendo da parte le foglie di tè e fate riposare 2’. Rimettete nuovamente le foglie in infusione per altri 5’. Scolate.
Grattugiate la scorza del mezzo limone e mettete le scorzette in frigo, poi spremetelo. Mescolate l’infusione di tè, lo sciroppo e il succo di limone. Fate raffreddare per almeno 6 ore.
Passate in gelatiera (circa 40’). Nel frattempo mettete le coppette nel congelatore e tagliate lo zenzero a striscioline.
Servite il sorbetto nelle coppette ghiacciate con lo zenzero e la scorza di limone.

25 minuti + 6 ore di riposo + 40 minuti di gelatiera

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English abstract
Bai Mu Dan Sorbet
 

I used a blended white tea (Bai Mu Dan with cherries and rosebuds) for this sweet, beautifully perfumed sorbet.

mineral water 840ml/3.5 C; turbinado sugar 360g/2C; Bai Mu Dan white tea 10g/4tsp; organic lemon ½; candied ginger. Mix 480ml/2C water with sugar, bring to a boil, stir 2’ and let cool.
Bring to a boil 360 ml/1.5C water. Let it cool for 6’. Add tea and steep 3’. Drain, keeping tea leaves apart, and let cool 2’, then steep again 5’ more.
Grate the lemon zest and refrigerate. Then squeeze the lemon, and add the juice to the tea infusion and the syrup. Refrigerate at least 6h.
Make the sorbet with an ice cream maker. Serve in frozen cups, with lemon zest and small pieces of candied ginger.

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Ad Gallias

20 03 2010

ad gallias, bard

La Valle d’Aosta è una delle mie regioni preferite: saranno le montagne, saranno i castelli sparsi un po’ ovunque, sarà la natura che regna ancora sovrana, o più prosaicamente il profumo del pane integrale che esce dai forni a legna o quelle delle erbe alpine utilizzate per la distilleria locale, è un luogo affascinante e sempre ricco di sorprese.
E una sorpresa estremamente positiva è stata la cena al ristorante dell’hotel Ad Gallias di Bard, piccolo paese all’imbocco tra la Valle d’Aosta e il Canavese. L’albergo occupa alcune case del borgo antico, situato proprio a ridosso del forte medievale.

Il ristorante, a cui si accede tramite una piccola scalinata in pietra (ma c’è anche la rampa per disabili, naturalmente), si sviluppa in tre piccoli ambienti ricavati dai piani terra di due case (deliziosa la piccola sala circolare con un unico tavolo per quattro commensali), e in cui sono stati mantenuti elementi dell’architettura tradizionale alpina: legno e pietra viva, che si armonizzano perfettamente con lo stile raccolto ed elegante. In inverno esprime il massimo di sé, quando il tepore emanato dal camino centrale e il crepitio della legna sul fuoco predispongono ad assaggiare le delizie in arrivo dalla cucina.

ad gallias, bard

Ad Gallias propone, oltre al servizio à la carte, anche due distinti menù: uno della “tradizione”, non vegetariano, con prodotti del territorio, e l’altro vegano, normalmente incluso nei pacchetti soggiorno di chi voglia beneficiare di un fine settimana di relax e benessere (all’interno della struttura c’è anche un centro benessere a ridosso dell’antica via romana che conduceva, per l’appunto, alle Gallie).

Nello specifico, dopo aver scelto il vino più adatto dalla ricca carta enologica (un Donnas locale), e aver apprezzato sia l’aperitivo con assaggio di seitan e germogli di soia, sia il nutrito cestino del pane, con grissini, focaccia e panini di varia fattura (tra cui un gustosissimo pane a base di farina di castagne e uvetta) realizzati direttamente da loro, il menù vegano è stato aperto da una quiche di zucca con crema di zucchine e carciofo in pastella (quest’ultimo dolce e succulento).

ad gallias, bard

A seguire la lasagna vegana tricolore, servita direttamente nella cocotte da forno. Nonostante la porzione fosse abbondante, si è rivelata leggera e ben bilanciata.

Come secondo, la scaloppa di seitan al sesamo con salsa al pepe rosa e verde: morbida e accompagnata alla perfezione da un contorno croccante di radici (carote, rape e barbabietola) appena scottate.

ad gallias, bard

A degna conclusione della cena, lo strudel di mele profumato alle spezie con salsa di carote e cardamomo: mele speziate avvolte in un fagottino di farina integrale tiepido, impreziosito dalle bacche della spezia orientale e da una crema di panna vegetale e carota, perfetto connubio per un dessert assolutamente in linea con il clima invernale e la località.

Se inoltre è la prima volta che ci andate a cenare, avrete anche la possibilità di visitare alcune delle camere di questo splendido ritiro montano, che affacciano sul forte illuminato. Il servizio, già molto curato, si arricchisce di aneddoti e di particolari sulla struttura alberghiera. Un grazie particolare a Gianluca, il concierge che ci ha permesso di dare un’occhiata anche alla piccola spa dell’hotel.

ad gallias, bard

Il mio giudizio è stato talmente positivo che ci sono tornato un mese dopo, e le mie aspettative sono state nuovamente confermate grazie a un nuovo menù (che cambia mensilmente) sempre molto attento alla combinazione di sapori e colori, e cucinato naturalmente alla perfezione. Sono davvero contento che anche in Italia la ristorazione vegan si stia arricchendo di locali che, al di là dell’imprescindibile valenza etica e salutistica, presentino una cucina cruelty-free in grado di rivaleggiare, se non di superare, le tradizionali proposte a base di prodotti di origine animale. Davvero bravi, indubbiamente un posto che mi sento di consigliare senza indugi a chi decida di soggiornare in questa incantevole regione.

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Ad Gallias
Via Vittorio Emanuele II
11020 Bard (AO)
Tel. 0125 809878
http://www.hoteladgallias.it/
Google Maps

Cucina: valdostana, piemontese, alpina; vegana.
- carne/pesce:
- uova:
- latticini:
Orari: gio-mar pranzo-cena, chiuso il mercoledì.
Prezzi: EUR 40 il menù vegano di quattro portate.
Piatti vegan: sempre disponibili almeno un antipasto, un primo, un secondo e un dessert completamente vegetali, anche alla carta.
Cantina: molto ricca, con ottima selezioni di vini valdostani e piemontesi.
Note: accessibile ai disabili; cani di piccola taglia accetti; carte di credito; si parla anche inglese e francese; possibilità di soggiornare nella struttura dell’albergo, con pacchetti benessere con menù vegano incluso.

English abstract
Nested in the small medieval Alpine village of Bard, in Valle d’Aosta, Hotel Restaurant Ad Gallias offers a gourmet class service with a full vegan menu (EUR 40). Rich wine list with local, Italian and French wines.
Restaurant is open lunch and dinnertime from Thursday to Tuesday.
Italian, English and French spoken, wheelchair accessible, credit cards accepted, small dogs are welcome.

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Arrosto di muscolo di grano con salsa dolce di visciole

12 03 2010

yagga vegetarian roast with morello cherry sweet sauce

Strani i personaggi che compongono le monarchie europee, sarà forse il sangue blu? C’è chi si assicura la forma fisica per il resto dei suoi giorni. C’è chi fa di tutto per dimostrarsi all’altezza del paese che l’ha adottato. C’è chi è cornuta e mazziata. C’è chi fa l’ecoprincipe e si dà al bio, che forse è la cosa meno strana. Potevo quindi non provare qualche prodotto magari preparato direttamente dalle manine del principe di Galles? Detto fatto, mi sono ritrovato a comprare un paio di confetture della Duchy Originals. Per la verità, nonostante il prezzo esorbitante, non mi sembrano proprio il massimo come contenuto… Primo ingrediente è lo zucchero, biologico (e ci mancherebbe altro), ma pur sempre raffinato. Terzo è la pectina, non bio, ingrediente un po’ troppo industriale per i miei gusti. In mezzo sembra esserci anche della frutta. Il sapore di entrambe è comunque molto gradevole, per fortuna, sia di quella a base di prugne damascene (Damson plums), che di quella preparata con morello cherries (che, nonostante sulla confezione siano state tradotte come ciliegie morello, sono in realtà una varietà di amarene più o meno simili alle visciole). Forse un po’ troppo dolci per il mio palato, ed è per questo che ho pensato di accompagnarle a piatti salati, sia per mitigarne la zuccherosità, sia per rimanere in terra d’Albione e lodare l’abbinamento dolce/salato che spesso si ripropone nei piatti inglesi.

Arrosto di muscolo di grano con salsa dolce di visciole

Una ricetta vergognosamente facile e veloce che sfrutta ingredienti già pronti, quali il muscolo di grano sotto forma di arrosto (per chi ancora non lo conoscesse, maggiori informazioni qui). Come sale aromatico potete sbizzarirvi, io ho usato una miscela a base di sale di Guérande e paprica. Per la salsa, potete naturalmente usare altre varietà di amarene o ciliegie, o magari provare delle confetture di frutti di bosco. Le dosi sono per 4 persone.

arrosto di muscolo di grano 800 g
olio extravergine d’oliva 2 cucchiai
sale aromatico
pepe nero

Per la salsa:
marmellata di visciole 200 g
aceto di vino rosso 3 cucchiai
zucchero integrale 2 cucchiai
cannella in polvere ¼ cucchiaino
pepe di Szechuan 1 pizzico
sale marino integrale 1 pizzico

Preparate la salsa dolce, mescolando tutti gli ingredienti e facendoli bollire a fuoco basso per 6’.
Ricoprire le fette di arrosto con sale aromatico e pepe nero macinato. Passare in padella con l’olio per 3’ per lato.
Servire l’arrosto con la salsa dolce.

20 minuti

 

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Vegan, kosher, halal…

7 03 2010

Tokyo 002

Tokyo, ore 23.55: mentre cerco disperatamente di far stare in valigia tutto il cibo che ho comprato oggi (domani sono in partenza per Nagoya), e mi inquieto come al solito leggendo le notizie online dal Belpaese, mi è caduto l’occhio su quest’articolo. Happy Cow lo conosco bene, gli altri due siti segnalati no, andrò a esplorarli.
E, a proposito di halal, se ancora non lo avete fatto, andate a leggervi l’articolo di Erbaviola e magari scrivete una letterina alla Coop…

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Ta’am HaChaim

5 03 2010

ta'am hachaim, tel aviv

Sì, sono sempre a Tokyo, non mi sono (tele)trasportato in Israele. È solo che non ho ancora scaricato le foto appena fatte, e poi in ogni caso ho sempre un archivio dei locali provati che sembra non esaurirsi mai. In questo caso era da un po’ che volevo parlare di questo piccolo ristorante vegano – tra l’altro l’ultimo in cui ho scattato le foto con la vecchia compatta (la qualità non è quindi la loro dote principale).

A Tel Aviv ci sono stato per lavoro nel luglio 2008 – mese non proprio ideale per lavorare in un paese del basso Mediterraneo - o per lavorare in generale ;-) Ma non mi lamento, sempre a luglio, e sempre per lavoro, ero finito, qualche anno prima, in un vorticoso giro tunisino (con pausa pranzo in giacca a cravatta nel souk di Sfax, a “rinfrescarmi” con un tè alla menta e pinoli bollente – ma questa è un’altra storia).

Alloggiando in un albergo sulla spiaggia, ho individuato vari ristoranti veg*ani della zona (sebbene mangiare in Israele sia tutt’altro che un problema) e questo in particolare sembrava il più comodo e vicino. Sembrava, perché sono riuscito a perdermi e continuare a finire immancabilmente, per cinque volte consecutive, di fronte o di lato all’ambasciata indiana (che i funzionari arrotondino mica con un tandoori all’interno?). Invece no, alla fine l’ho individuato.

Ta’am HaChaim, che in ebraico dovrebbe significare “Il Gusto della Vita”, è un piccolo locale con cinque/sei tavoli gestito dalla Comunità Israelitica Afro-Americana, radicata tra Stati Uniti (principalmente a Chicago e Washington) e, ovviamente, Israele, che ha, quale valore fondante, una dieta vegana, meglio ancora se crudista, con alimenti naturali e integrali. Naturalmente non ho potuto esimermi dall’acquistare il loro ricettario crudista, con una serie di consigli su come vivere al top dimostrando trent’anni in meno.

ta'am hachaim, tel aviv

Il cibo offerto è suddiviso in tre spazi: salad bar, piatti pronti e gelati. Da un lato la possibilità di farsi costruire ricche insalate con aggiunta di olive, semi oleosi e germogli freschi. Nulla da eccepire, la qualità del prodotto fresco è molto elevata e si percepisce.

ta'am hachaim

Nel reparto cotti fanno bella mostra di sé invece quiche, hamburger vegetali, tofu, seitan, verdure, cereali. Io in particolare ho optato per una torta salata di verdure affogata in besciamella di soia, e un più mistico contorno di verdure a vapore.

ta'am hachaim, tel aviv

Interessante la scelta di dessert, anche se, dato il clima, ho preferito optare per una coppa di gelato cioccolato e vaniglia, a base di soia. Ammetto che non si è trattato del miglior gelato vegetale assaggiato, su questo devono forse lavorarci un po’ di più.

In linea generale il rapporto qualità-prezzo è abbastanza buono, e credo che non si possa chiedere di più a un ristorante del genere (insomma, si tratta di un posto senza pretese che propone cibo genuino, biologico e “ruspante” a prezzi modici, ma con poca inventiva).

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Ta’am HaChaim
35 Ben Yehuda
Tel Aviv-Yafo
Tel. +972 (0)6 6203151
http://www.tasteoflifeisrael.com/
Google Maps

Cucina: vegan, con una buona scelta crudista; kosher; ebraica, americana, naturale; take-away.
Orari: dom-gio 10-21, ven 10-14, sab e festivi chiuso.
Prezzi: per un’insalata, un piatto con contorno e il dessert sui NIS 60-70 (EUR 12-14).
Piatti vegan: tutto 100% vegetale. Insalate miste da comporre a piacere, zuppe con cereali, quinoa, quiche, hamburger vegetali, tofu, seitan; gelati di soia.
Note: menù in ebraico e inglese; accessibile ai disabili.
Altre recensioni: HappyCow

Vedi anche:

Buddha Burgers, Tel Aviv

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Una zuppa di miso a Tokyo

1 03 2010

winter miso soup

Solo un brevissimo saluto per dirvi che sono vivo e vegeto. Mi trovo a Tokyo per lavoro, ci resterò fino al 10, e ringrazio tutti e tutte coloro che hanno commentato in questi giorni e a cui non ho ancora risposto, provvederò nei prossimi giorni.  E dopo la sveglia di domenica mattina alle otto, auto fino a Malpensa, transumanza umana ai controlli tra russi e arabi - e i body scanner, quand’è che li montano? ;-) 11 ore di trasvolata siberiana, atterraggio questa mattina (ore 3 italiane), autobus fino all’albergo (giusto quelle due orette), stanza della Barbie (e meno male che m’han fatto l’upgrade), mail di lavoro, mail di lavoro, mail di lavoro, mail personali (Grazia, scusami ti rispondo nei prossimi giorni – zwischendurch danke für alles und servus!), cena nel mio ristorante preferito, mail di lavoro… forse è meglio che vada a dormire? Ma non posso farlo senza prima lasciarvi, sarà complice l’atmosfera, con la rielaborazione culinario-fotografica della mia primissima ricetta (12 novembre 2006), la mia primordiale, beneamata e adorata zuppa di miso - che qua non posso mai magnare, che ci mettono sempre il katsuo.dashi :-(
A presto!

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