Funghi ripieni al genmaicha “hanafubuki”

24 02 2010

genmaicha stuffed mushrooms

Ultimamente sto subendo una fascinazione che mi sta aprendo a nuovi sapori e nuovi orizzonti. Si tratta di quella esercitata dal tè. Sebbene l’abbia sempre molto apprezzato, snobbando sin dall’adolescenza l’italico caffè (forse in un’antesignana premonizione della mia indole più nippo-“zen”-britannica che latino-“passionale”-mediterranea), è da quando leggo il blog di Acilia che mi è venuta voglia di saperne di più e di avventurarmi tra le modalità di degustazione e le innumerevoli varietà coltivate in mezzo globo. Ma la vera novità è averne scoperto la versatilità in cucina, la miriade di ricette in cui può diventare assoluto protagonista, oppure semplice comprimario, o infine presenza discreta ma caratterizzante.

Approfittando del regalo arrivatomi ormai mesi orsono dritto dritto dalla Puglia, mi ero ripromesso di dedicare una ricetta alle cinque selezioni di tè che Acilia mi ha gentilmente inviato. La prima è stata questa. Ecco la seconda, in cui il suo genmaicha, che ha come base due tè verdi di prestigio (il gyokuro, in particolare, e il sencha), e battezzato “hanafubuki” (花吹雪), termine che designa la caduta dei fiori di ciliegio in primavera, è l’attore principale di questa veloce preparazione al forno.

Funghi ripieni al genmaicha “hanafubuki”

Il genmaicha è un classico tè verde giapponese dall’aroma inconfondibile, in quanto miscelato con riso integrale tostato. Il nome stesso è indicativo della sua composizione: genmai (玄米) in giapponese è il riso non raffinato, e cha (茶), come in molte altre lingue, è l’amata bevanda. In questo abbinamento è bene utilizzare dei funghi dal sapore delicato, come i classici champignon bianchi, che non coprono l’aroma peculiare di questo tè. Le dosi sono per 6 persone.

funghi champignon 24
noci sgusciate 35 g
tofu 1 panetto (120-140 g)
pangrattato integrale 100 g
olio extravergine d’oliva 2 cucchiai
acqua minerale naturale 250 ml
genmaicha 4 cucchiaini
prezzemolo 1mazzetto piccolo
sale marino integrale

Eliminate con il coltello i residui terrosi dai gambi dei funghi. Con uno strofinaccio bagnato e ben strizzato, pulite i funghi per eliminare i residui di terra e le impurità.
Staccate con delicatezza i gambi dalle cappelle e tritateli. Tritate anche le noci. Schiacciate il tofu con una forchetta. Tritate le foglie di prezzemolo
Preparate il tè: portate a bollore l’acqua e spegnete. Lasciate 5’ in modo che la temperatura dell’acqua scenda a circa 80° (il tè verde perde il proprio aroma se messo in infusione in acqua bollente). Versate quindi il genmaicha e lasciate in infusione 2’. Scolate con un colino.
In un padellino saltate i gambi tritati con l’olio per 5’ circa. Aggiungete le noci, il pangrattato, il tofu e un pizzico di sale, mescolando bene.
Versate il genmaicha nel composto, mescolando bene per ottenere un impasto omogeneo e consistente. Da ultimo unite il prezzemolo e mescolate ancora.
Accendete il forno a 180°. Ricoprite una teglia con carta da forno.
Riempite ogni cappella con un cucchiaio di ripieno, ponendole sulla teglia.
Infornate per 15’ circa in forno statico.

1 ora e 20 minuti

Vedi anche:
- Composta di pesche e “Brezza di Seta” con zenzero candito
- Spaghetti di riso con verdure al tè verde (di Acilia)


Azioni

Informazioni

18 commenti a “Funghi ripieni al genmaicha “hanafubuki””

24 02 2010
terry (15:29:31) :

Già anche io amo scoprire sia tè nuovi che l’uso del tè in cucina!
Seguo il blog di Acilia da dopo poco che aveva aperto, è strabiliante il suo percorso e come lo ha trasmesso!
Ricetta questa da provare…il genmaicha mi piace molto per il suo tostato, quasi un profumo da pop corn misto tè verde… che voglia di tazza fumante giusto ora!:)
ciao
Terry

24 02 2010
claud (15:52:29) :

Ricetta interessantissima, complimenti! Anche io mi ritrovo con una stana indole… ma la mia è ondivaga: a volte mi mediterraneizzo volentieri…

24 02 2010
stelladisale (17:51:38) :

anche io compro il te da acilia, anzi mi hai ricordato che ho quasi finito il te verde, proverò anche questo che è strano col riso, e ti copio anche la ricetta…

25 02 2010
Alessandra (10:02:15) :

Bellissima! Condivido il tuo amore per i te giapponesi. Ti propongo io una cosa Giapponese che non si trova al ristorante e che non ti servono a casa se sei un ospite (e quindi e’ difficile che molti stranieri la facciano) ma che si usa molto in Giappone quando la sera non si ha voglia o tempo (o soldi)…si chiama ochazuke, e si usa il riso avanzato, lo metti in una scodella con una umeboshi, un po’ di nori tagliato a striscioline e se vuoi altri avanzi (praticamente e’ i modo per finire il riso avanzato) e ci versi sopra una tazza di te verde fumante. Mangiare subito.

baci
A.

25 02 2010
Acilia (10:50:02) :

Caro Yari, ottima ricetta anche questa, complimenti. Deliziosa anche la fotografia :-)
Provvedo subito a pubblicarla nella pagina del prodotto nella bottega virtuale, come ho fatto con l’altra di Brezza di seta.
Sono onorata di essere riuscita ad avvicinarti al mondo del tè.

Ringrazio Terry per le belle parole e saluto con affetto stelladisale.
Un abbraccio.

25 02 2010
Veganpower (21:46:54) :

WAOUW déjà rien qu’en voyant la photo (superbe et très pro) on bave !
J’adore, c’est propre et soigné, ça change des blog VG qu’on a l’habitude de voir en France, rare sont ceux avec de jolies images “naturelles” et qui donnent envie !

Bravo !

26 02 2010
Sabrine d'Aubergine (17:53:17) :

Io il té lo bevo, lo faccio come si deve (all’inglese, che magari è un modo molto diverso da quelli orientali…) e stop. Nel senso che non mi viene da cucinarci. Certo che a leggere (e vedere) certi bei piatti, lo sfizio mi verrebbe… Comunque, vengo sempre volentieri qui da te Yari, e ti stimo molto: ma dov’è il pulsante per iscrivermi tra i tuoi sostenitori?

Sabrine

27 02 2010
Azabel (12:43:50) :

Se faccio entrare un altro té in casa il mio moroso fa uscire me :D
Ma come si fa, se continui a tentarmi così???

28 02 2010
Alice (23:47:16) :

Proprio belli questi funghi, perfetti come finger food.
Che meraviglia il tè. Per me diventò un’abitudine quasi quotidiana durante il mio periodo di vita anglosassone. Da allora però ho quasi completamente abbandonato quelli neri, salvo qualche eccezione. I tè verdi li adoro tutti, mentre i bianchi li sto scoprendo ora.
Il genmaicha è uno dei miei tè ‘premio’ per le occasioni speciali. E per fortuna che esiste il bancha, che sono felice di poter bere anche prima di andare a dormire.

1 03 2010
gunther (08:45:12) :

è una ricetta molto interessante non sono un amante del tè ma mi hai istallato la curiosità

2 03 2010
Yari (16:25:33) :

@terry
Il tè per me è stato una scoperta piuttosto recente, nel senso di apprezzarne la ricchezza di sapori e le varietà, ed è stato principalmente grazie al bel blog di Acilia. L’aroma del genmaicha è davvero ottimo, concordo.

@claud
In qualche raro momento mi mediterraneizzo anch’io :-)

@stella di sale
Se non hai mai provato il genmaicha fidati, è eccezionale.

@Alessandra
Quanti ricordi mi hai fatto venire in mente con l’ochazuke! Me n’ero quasi scordato di questa semplicissima prelibatezza. Quando torno a casa me lo preparo subito, devo giusto far fuori l’ultima umeboshi nel frigo.

@Acilia
Grazie! E con la passione che trasmetti, è il minimo che ci si possa iniziare a interessare di più al tè.

@Veganpower
Et moi, j’aime bien votre blog, les photos sont très soignées elles-aussi, et vos recettes… superbes, ça va sans dire!

@Sabrine d’Aubergine
No, non cambia molto, sebbene, se leggerai il blog di Acilia, scoprirai le temperature e i tempi di infusione più adatti per ogni varietà di tè. Ad esempio, per non rovinare il profumo e il sapore dei tè verdi, ho scoperto grazie a lei che l’acqua non dev’essere al punto di ebollizione, ma a 80°, pena la perdita delle sostanze volatili che lo caratterizzano. Grazie, anch’io ti leggo sempre, anche se non sempre lascio commenti, mi piace molto come scrivi. Qui non ho la funzione per i sostenitori, è caratteristica solo di blogspot.

@Azabel
Fai uscire lui! ;-)

@Alice
Anch’io preferisco i tè verdi, quelli neri li bevo abbastanza raramente, li trovi troppo forti al palato. Anche se il Lapsang Souchong… Il bancha invece è stupendo, lo berrei sempre, soprattutto dopo aver letto delle sue proprietà per i denti.

@gunther
Il tè in questa ricetta è una presenza discreta. E se non l’hai mai provato, il genmaicha vale almeno una volta l’assaggio.

8 03 2010
bunny (18:32:50) :

Questi li provo in settimana, visto che ho tutti gli ingredienti in casa…

B.

10 03 2010
Yari (19:17:38) :

@bunny
Se li provi, fammi poi sapere che ne pensi :-)

26 03 2010
Sorbetto al tè bianco “Hanai” | IL CUCCHIAIO DI LEGNO (00:18:58) :

[…] di pesche e “Brezza di Seta” con zenzero candito Funghi ripieni al genmaicha “Hanafubuki” Sorbetto al […]

7 04 2010
Residui diurni « unastanzatuttaper(il)tè (20:15:02) :

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31 05 2010
Udon di riso al genmaicha | IL CUCCHIAIO DI LEGNO (23:16:47) :

[…] Se la ricetta vi garba, date un’occhiata anche a: Kitsune udon Funghi ripieni al genmaicha “hanafubuki” […]

29 06 2010
Pizza pie (20:45:53) :

Funghetti deliziosi… saltello di qua e di là nel tuo blog sempre con immenso piacere… delizia per gli occhi e per la mente :-)

4 07 2010
Yari (16:12:23) :

@Pizza Pie
Grazie ;-) Confermo che i funghi così sono molto buoni!

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