Delfinato e Alta Provenza

13 02 2010

red ivy

Ehi, non mi ero mica accorto che sono passate quasi due settimane dal mio ultimo aggiornamento! Tra una riunione in ufficio e un’altra del gruppo d’acquisto, tra commissioni varie e tanta neve, mi sono proprio reso latitante dal blog. Per farmi perdonare vi rendo partecipi del mio breve fine settimana oltre confine, qualche mese fa ormai (inizio ottobre). Nasce così la quarta miniguida, dedicata a due regioni francesi al confine con l’Italia, l’antico Delfinato e la selvaggia Alta Provenza.

the three muskeeters

Uno dei motivi che ci hanno condotto nel Delfinato è stato quello di visitare alcune delle fortificazioni di Vauban, iscritte nel 2008 nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

20091101_13

  • I forti (Fort des Têtes, Fort des Salettes, Fort du Dauphin, Fort du Randouillet) che circondano la cittadina di Briançon e che dominano le cinque vallate che confluiscono sullo sperone roccioso su cui sorge la città vecchia.

  • La vista a strapiombo sul fiume Durance dal Pont d’Asfeld (denominato anche Pont du Diable).

  • Il meraviglioso centro storico medievale e rinascimentale della Vieille Ville di Briançon, con la sua ripida Grande Gargouille, che corre da nord a sud.

    silence, please

  • L’imponente Collégiale Notre-Dame et Saint Nicolas da un lato della città vecchia, e la francescanamente vetusta Église des Cordeliers, che mi ha ricordato tanto certe semplici architetture dell’Italia meridionale.

  • Fare scorta di marmellate biologiche locali, pani rustici cotti nel forno a legna e piccolo farro da Le Panier Bio.

    my second house... (i'm kidding)

  • Non molte le opzioni vegan a Briançon, ma sono comunque riuscito a rimediare una coreografica insalata vegetariana servita su un tavolo in ardesia da Le Passé Simple e cenare a base di specialità cinesi e vietnamite da Le Jasmin.

  • Il villaggio fortificato di Mont-Dauphin, con la sua Place-Forte (sempre progettata da Vauban) che si erge solenne su uno sperone roccioso.

  • Prendere nota di una delle ricette tipiche del posto, lou matafan, una semplice crespella a base di farina integrale diluita nel latte e insaporita semplicemente con sale, pepe ed erbe di Provenza, cotta in un padellino (vabbè l’originale prevederebbe anche le uova e il burro, ma ci vuol niente a sostituirli, no?).

    breathe!

  • Avventurarsi nell’incontaminata natura dell’Alta Provenza, in particolare nella selvaggia Vallée de l’Ubaye, esplorando i piccoli tesori nascosti come il paesino di Saint-Paul-sur Ubaye.

  • Evitare di comprare tutto quello che troverete alla Maison des Produits du Pays nel villaggio di Jausiers: artigianato in legno, marmellate di frutti selvatici, piccolo farro, lenticchie verdi della vallata e soprattutto l’introvabile farina di lenticchie  con cui realizzare gustose farinate – tutto naturalmente a kilometro zero.

  • Inerpicarsi fra gli aspri paesaggi del Parc National du Mercantour fino a uno dei valici più alti d’Europa, il Col de Restefond-la Bonette, che mette in comunicazione (solo in estate e autunno) questa aspra regione con Nizza e la Costa Azzurra. La vista sulle brulle montagne e il silenzio gratificano della lunga strada impervia per arrivarci.

sleep tight

La mappa di Delfinato e Alta Provenza del Cucchiaio di Legno

colours of dauphiné deep blue sky dark alley on the blackboard la collégiale deep blue sky 2 simplicity the mayor's second job? the brave knight the devil's bridge the fort dog rose mountain cross little alpine church smile! night vision woods and mountains what time is it? how much barley you said for the recipe? an essential garden yellow leaves where's the roof gone? a tiny flea market what a scenery mountain church love this view fence the twin towers i'm not looking down! looks like sophia, isn't it?

La ricetta, infine…

chickpeas and petit épautre soup

Zuppa di ceci e piccolo farro di Alta Provenza
Soupe de pois chiches et petit épautre de Haute-Provence
*

Il piccolo farro di Alta Provenza (triticum monococcum), presidio Slow Food, è una varietà ben distinta rispetto al farro italiano (triticum dicoccum) e alla spelta o grande farro (triticum spelta), è un prodotto tipico di quest’area e, necessitando di poche cure, riesce a crescere bene in questo territorio impervio. Il piccolo farro di Alta Provenza l’ho scoperto grazie a Cristina, che ne ha parlato proprio la scorsa estate, proponendoci un’interessante insalata estiva.  Questa ricetta, adattata dal sito ufficiale, ha come protagonisti il piccolo farro e i ceci, coltivati entrambi nella stessa zona, spesso a rotazione. Si tratta di una zuppa rustica e dal sapore deciso, adatta all’inverno. Le dosi sono per 6 persone.

olio extravergine d’oliva 4 cucchiai
aglio 3 spicchi
cipolle 2
carote 3
porro 1
sedano 2 gambi
piccolo farro di Alta Provenza 400 g
ceci 200 g
sale marino integrale 1 cucchiaio
acqua 3 litri
pepe nero
chiodi di garofano 10
rosmarino
prezzemolo
salvia
alloro
spago di lino da cucina

La sera prima mettete a bagno i ceci.
Sbucciate le cipolle. Tritatene solo una insieme agli spicchi d’aglio. Nell’altra cipolla inserite i chiodi di garofano.
Lavate e mondate le carote, il porro e i gambi di sedano e tagliate tutto a pezzetti.
Sciacquate i ceci e il piccolo farro.
Preparate un bouquet garni, legando con spago da cucina i gambi di rosmarino, prezzemolo, salvia e le foglie di alloro. Lasciate l’estremità del filo un po’ più lunga, per legarlo a uno dei manici della pentola e rimuoverlo così con maggior facilità una volta pronta la zuppa.
In una grande casseruola (se di terracotta naturale ancora meglio) rosolate l’aglio e la cipolla con l’olio per un paio di minuti. Aggiungete le verdure a pezzetti, il piccolo farro, i ceci, la cipolla con i chiodi di garofano e l’acqua.Legate il bouquet garni a uno dei manici della pentola e immergetelo insieme al resto.
Fate cuocere per circa 2 ore. Aggiungete infine il sale, mescolate bene, e insaporite ancora sul fuoco per 10’ circa.
Eliminate il bouquet garni. Estraete anche la cipolla intera, privatela dei chiodi di garofano, affettatela e rimettetela nella zuppa.
Servite con pepe nero macinato al momento.

2 ore e 45 minuti + ammollo dei ceci

*Pour les amis francophones, vous trouverez la recette ici (éliminez simplement la viande).

Vedi anche:

Insalata di piccolo farro (di Cristina)
Farro con cavolo nero

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Azioni

Informazioni

19 commenti a “Delfinato e Alta Provenza”

13 02 2010
terry (09:52:33) :

Bellissimo il reportage fotografico… così come la zuppetta e tutte le info sulle varie qualità di farro, cereale che amo molto…così come i ceci!
bellissima ricetta!

13 02 2010
Alice (18:51:40) :

Che bello essere cosi’ vicini alla Francia!
Questa zuppa dev’essere speciale, mi piace anche molto l’idea del profumo di chiodi di garofano. Spesso faccio una zuppa di ceci e porri, magari in futuro proverò ad arricchirla ulteriormente con questo tipo di farro.

14 02 2010
Alessandra (23:26:09) :

Che bel reportage e che bella ricetta, grazie! La farina di lenticchie la vorrei proprio provare!

17 02 2010
Yari (13:38:50) :

@terry
Grazie! Anch’io amo molto il farro, l’ho scoperto tardivamente, ma da allora ricompare regolarmente sulla mia tavola.

@Alice
Devo ammettere che è comodo abitare a 100km dal confine, da Torino la Francia è effettivamente molto vicina. I chiodi di garofano nella cipolla danno un profumo particolare al tutto, ed è più facile poi eliminarli a fine cottura.

@Alessandra
Grazie a te! La farina di lenticchie è davvero buona, confermo, è solo difficile da trovare purtroppo.

17 02 2010
Edera (15:09:48) :

Ok ok ok.
No, non dire altro, davvero.
La prossima minifuga romantica mia e del Pirata sarà ASSOLUTAMENTE qui.

Grazie :)

17 02 2010
Virginie P. (21:12:41) :

E ‘divertente, io ho questo blog per leggere la Alta Provenza. Ho la famiglia a Nizza e sono andato un po ‘in montagna. Ma finora non. Bello!

18 02 2010
Yari (17:26:32) :

@Edera
Te lo consiglio, per voi che adorate montagna e silenzi. Ne vale davvero la pena.
E poi l’albergo tutto in legno a Briançon è stupendo.

@Virginie P.
Hai visto? La Provenza e la Costa Azzurra mi piacciono moltissimo, sarà il colore, il clima, la varietà dei paesaggi. E Nizza è una bellissima città!

19 02 2010
Raidne (15:14:38) :

uhm con la pioggia di oggi direi che una zuppetta del genere ci starebbe poprio proprio bene!!!

21 02 2010
Yari (15:39:12) :

@Raidne
Eh sì, è proprio l’ideale!

23 02 2010
Morrigan (10:22:15) :

visto che il piccolo farro l’è bono anzichenò? ^__^
Complimenti per la zuppetta!
Gnam!

23 02 2010
FrancescaV (11:01:12) :

Yari, le tue guide sono sempre molto ricche di indirizzi utili, imperdibili :-) E la ricetta piace un sacco anche a me!

23 02 2010
Sabrine d'Aubergine (15:04:48) :

Non conoscevo il piccolo farro.. lo cercherò, nella mia prossima scorribanda provenzale. Grazie per il suggerimento: sempre interessantissimo questo tuo blog, Yari. Bravo!
A presto

Sabrine

23 02 2010
saretta (17:18:57) :

Finalmente ti ho linkato al mio blog..ti leggevo ma senza linkarti, che sciocca!Ora mi tocca recuperare le puntate perse, complimenti!

23 02 2010
claud (21:52:15) :

Ma come fai a trovare posti così? Una meraviglia continua…
(PS: come lo tratti il Muscolo di grano? Ne ho preso troppo… e proprio non riesco a mangiarlo così… mi fa tra il ribrezzo e lo “stuparognolo”).

26 02 2010
Yari (13:17:14) :

@Morrigan
Buonissimo! L’avevo adocchiato la scorsa estate sul tuo blog e ne sono subito andato alla ricerca appena varcato il confine… Per fortuna è semplice da trovare!

@FrancescaV
Grazie, è sempre un piacere che le mie guide vengano apprezzate. Anche perché mi diverto sempre molto a scriverle (ed è anche un ottimo modo per rivivere i viaggi)

@Sabrine d’Aubergine
Altamente consigliato, si trova senza problemi nei negozi bio e in quelli di prodotti tipici in tutto l’arco (trans)alpino.

@saretta
Grazie, verrò a leggerti volentieri anch’io!

@claud
Internet e Lonely Planet aiutano nello scovare posti interessanti. Per il muscolo di grano ti ho scritto una mail.

23 05 2010
Barbara (12:57:58) :

Buono il petit épeautre… L’ho scoperto quando sono arrivata qui, con relative farine! Non facile mangiare vegano in Francia eh? Sono dei grandi consumatori convinti di carne, molto più degli italiani! Insomma… come mi é stato recentemente detto: é una tradizione! Grrrrr!

24 05 2010
Yari (12:34:07) :

@Barbara
Le tradizioni si possono sempre modificare, no? ;-) Più che la carne, il problema più forte per me che sono vegano è la costante presenza di formaggio e burro…

25 05 2010
Barbara (12:28:19) :

E’ vero i francesi mettono burro e panna dappertutto: che incubo! Infatti noi siamo felicemente vegani a casa e… vegetariani fuori… soprattutto dai suoceri!

Anche la pena di morte, la caccia alle streghe, lo schiavismo dei neri e la malattia mentale chiamata omosessualità erano tradizioni… per “fortuna” cadute in disuso… ogni tanto sono comica eh? ;-)

30 11 2011
Lenticchie rosse speziate | IL CUCCHIAIO DI LEGNO (23:16:02) :

[…] alla farina di lenticchie per ora soltanto scovata oltreconfine, più precisamente a Jausiers, in Alta Provenza). Nell’attesa di mettere nuovamente le mani su preziosi pacchetti verde scuro, da cui viene fuori […]

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