Golden Age
31 01 2010Dopo un indiano in Giappone, eccomi a parlarvi di un cinese in Nuova Zelanda… Una delle cucine maggiormente sconosciute nel nostro paese, a differenza di quello che avviene in molte altre parti del mondo, è quella cinese vegetariana. E non parlo di involtini primavera e verdure brasate, bensì di tutta quelle serie di preparazioni tradizionali che venivano preparate nel Regno di Mezzo durante le festività buddhiste. La Cina ha infatti un ricco repertorio di sostitutivi della carne a base di soia: soia che, insieme a tofu e yuba, veniva e viene preparata per dar vita a versioni senza spargimento di sangue di anatra, pollo, maiale, manzo e pesce realizzati con ingredienti vegetali, riproducendone fattezze, consistenza e sapore, in maniera talvolta inquietante per chi ne ha abbandonato da tempo il consumo.
Ma veniamo al ristorante in questione, aperto da neppure un anno e situato in uno dei luoghi maggiormente strategici e facilmente raggiungibili di Auckland. Il locale si trova difatti proprio davanti alla Sky Tower, il simbolo per eccellenza della città neozelandese. Ristorante cinese completamente vegan, come ce ne sono tanti nei paesi anglosassoni, è gestito dai discepoli della Maestra Suprema Ching Hai (“Oceano d’Amore”), il che significa che nel locale troneggiano un paio di televisori che trasmettono i programmi della sua emittente televisiva. Ora, a prescindere dal fatto che stia diventando un vecchio brontolone allergico a qualsiasi tipo di dogma e di ingerenza mediatica (dovendo già sopportare quella nostrana), c’è però da dire che il messaggio di abbracciare il veganesimo per migliorare le condizioni ambientali del pianeta è sicuramente encomiabile.
Venendo all’aspetto forse più interessante, quello culinario, il ristorante offre una ricca selezione di cucina cinese vegetariana. A pranzo potrete servirvi dal buffet, ma io l’ho provato solo a cena, con servizio al tavolo. Nel mio caso ho optato per due piatti di wonton, di cui uno in zuppa. Le porzioni sono davvero abbondanti, e la zuppa bollente, come da tradizione asiatica. Il ripieno, a base di cavolo, carote, sedano, funghi e tritato di soia, eccellente.
Ma è nei piatti principali che il locale offre il meglio di sé: dal “pollo” al limone (delizioso), al “manzo” di soia brasato, all’”anatra” laccata, sfido qualunque onnivoro a non scambiarli per i corrispettivi piatti carnei.
Il dessert non l’ho provato, anche perché non vado pazzo per i dolci cinesi, sebbene abbia visto servire alcune proposte piuttosto invitanti agli altri tavoli. Il servizio è veloce e attento, sebbene un po’ spartano (ma siamo noi italiani a essere abituati troppo bene con coperti e tovagliette).
Un locale quindi da consigliare, sia per l’offerta, che per il prezzo (davvero basso, come potete vedere dalla scheda in basso). In più la posizione centrale lo rendono una tappa obbligata per chi si trova ad Auckland (Alessandra, se lo proverai, fammi poi sapere che te ne pare!).
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Golden Age Cucina: cinese vegan |







Quella cinese è l’unica cucina orientale che non mi ha mai entusiasmato ma questo tuo post mi ha fatto incuriosire, chissà che la prossima volta che mi imbatto in un ristorante cinese vegan non mi decida ad entrare (immagino che non sarà qui in Italia comunque, anche solo a Londra ce ne sono alcuni notevoli, mi hanno detto).
Bella recenzsione, grazie Yari. Non sono mai stata in questo, ma sono stata in un paio di ristoranti simili (uno vicino a casa) ed ogni tanto compro il pollo ecc. finti (di glutine) nei negozi cinesi, per poi cucinarmeli a casa. Comunque ti faro’ sapere se ci andro’. Due settimane fa noi siamo andati a mangiare sopra la torre invece, cosa che piace da matti ai bimbi (camminare sul pavimento di vetro - il ristorante che gira - vedere la gente che fa il banji dalla finestra - ua volta ogni due anni lo facciamo, giusto per loro. Come nella maggior parte dei ristoranti la scelta vegan e’ limitata ad un antipasto ed un main, ma non erano male. Comunque, come ho detto, non andiamo li’ semplicemente per mangiare :-).
Un’ultima osservazione: I ristoranti cinesi vegetariani tendono ad essere vegan per due motivi: le uova sono considerate come carne per molti buddisti, ed i cinesi non hanno la cultura del latte. Quindi, tolte uova e latticini, si e’ a posto. Ma non so se hai notato, solitamente non c’e’ neppure alcohol, e neppure i cinque sapori ‘forti’ di aglio, cipolla, erba cipollina, porri e scalogno, anche questi spesso proibiti nella cucina tradizionale buddista.
ma che bella receonsioni, verebbe volgia di andare solo per quello
Yum, che recensione golosa! Per me che adoro il cinese, poi, sembra una vera delizia!! Peccato si trovi all’altro capo del mondo
Per i cinesi nostrani, che dici, c’è da fidarsi seguendo la teoria di Alessandra o si rischia di trovare qualche ingrediente animale occulto anche scegliendo piatti apparentemente veg?
Di che cosa era fatto il “pollo” al limone? Pensi che riusciresti a riprodurlo anche approssimativamente, o a stabilire gli ingredienti? Non mi è mai piaciuta la carne rossa (a parte cruda, all’albese), ma devo dire che rimpiango pollo, coniglio e tacchino :.)
Ciao Yari! grazie per essere passato da me! Certo che li ho provati i biscotti di avena anche se non sono venuti belli come i tuoi , comunque li posterò uno di questi giorni…appena ho un pò di tempo !
a presto
Pippi
Le recensioni che fai a questi ristoranti mi fanno venire una voglia assurda di saltare sul primo aereo (e io ho la fobia degli aerei) e di partire al volo! Mettici pure che hai parlato di wonton, che io adoro in brodo, e il gioco è fatto! E mi sa che il ripieno supera di gran lunga quello carnivoro!! Non ho mai provato a farli in casa ma se ci provo terrò a mente questo ripieno!
@Alice
Sì, a Londra vale la pena provarne uno, per curiosità. A dire la verità, neppure a me la cucina cinese fa particolarmente impazzire, preferisco di gran lunga il gusto pulito di quella giapponese o quello più speziato del Sud-Est asiatico.
@Alessandra
Oltre all’antipasto e al piatto principale, avevano anche un dolce vegan (una torta arancia e cioccolato), ma non l’ho provato.
Anch’io ero andato a cena sopra la torre, bella vista
Sapevo del fatto che le uova siano considerate non vegeteriane nel buddismo (ma anche nell’induismo), e che la cucina buddista evita i sapori forti di aglio, cipolla & co. In questo in particolare è possibile anche avere cipolla e cipollotto a parte.
@gunther
Anch’io ci tornerei volentieri
@Giulia
Credo che ci si possa abbastanza fidare, o almeno faccio finta di crederci
@emi
Credo sia fatto col glutine, e la pelle venga resa con la yuba (la parte superficiale del latte di soia quando si fa bollire). In molti paesi è possibile acquistare queste carni finte importate dalla Cina, in Italia non ne sono sicuro. Forse si possono trovare in negozi di specialità asiatiche molto forniti, come Kathay a Milano, ma sinceramente non mi sono mai messo a cercarli. Magari è anche possibile acquistarli su internet, provo a guardare.
@Pippi
Attendo di leggere presto il tuo risultato!
@onigirina
Ma prima o poi sfiderò la mia ritrosia…
I wonton non li ho mai fatti neppure io a casa, mi sanno di complicato
io in Nuova Zelanda voglio andarci.
Non so quando, non so come, ma so che andrò a mangiare in questo bel ristorantino
Sto sognando (e ho fame)… Ma perché i ristoranti interessanti stanno tutti lontani? Una mia amica giapponese mi parlava della shojin ryori, famissima!
(a propos, ti ho linkato, ma non c’è bisogno che mi linki anche tu, anche perché il blog non è di cucina…)
li ho appena pubblicati !
eccoli qui:
http://iocomesono-pippi.blogspot.com/2010/02/biscotti-con-fiocchi-davena.html
a presto Pippi
@Edera
Io ci sono stato per lavoro, tre giorni correndo, vorrei tornarci in ferie per apprezzare il paese con calma.
@Vale
La shojin ryori è una delle mie cucine preferite, anche perché ha una valenza storico-culturale particolare, trattandosi di una cucina vegana tradizionale. Grazie per il link, sarà un piacere scoprire il tuo blog e venirti a leggere.
Volendo ristoranti simili si trovano anche a Londra, senza doversi fare 24 ore d’aereo
@Pippi
Vengo subito a vedere!
Pure in Nuova Zelanda?!? Yari, sei definitivamente il mio vegan-globe-trotter preferito!
@Val
E chi mi ferma più?