Londra
9 12 2009“When a man is tired of London he is tired of life”
E come dar torto a Samuel Johnson, che già trecento anni fa scriveva di quanto sia difficile stancarsi della capitale britannica. Così come non me ne stanco mai anch’io, tanto da averci trascorso le mie ultime vacanze estive, tornandoci per l’ottava volta (complice anche la sterlina debole, una volta tanto!). Ed ecco a voi la terza miniguida del Cucchiaio di Legno, con i miei personalissimi consigli, adatti sia a chi ha intenzione di andarci per la prima volta (ho rivisitato con piacere tanti luoghi già visti e conosciuti, avendo accompagnato un amico “neofita” della città), sia per chi invece la bazzica di frequente. Sempre ben accetti i vostri suggerimenti, di cui farò tesoro per la mia nona visita
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Covent Garden Piazza al sabato pomeriggio, con artisti di strada davanti alla St. Paul’s Church e con il mercato alimentare (da provare le delizie vegetariane libanesi).
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Il mix di Cina e Inghilterra di Chinatown, con una delle più antiche comunità cinesi in Europa.
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L’offerta teatrale su Shaftesbury Avenue. C’è solo l’imbarazzo della scelta.
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Piccadilly Circus, uno dei cuori pulsanti e delle icone più famose di Londra.
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Un salto al Japan Centre su Piccadilly: il sushi vegano con riso integrale è impareggiabile. Oltre alla possibilità di reperire ingredienti rintracciabili solo in Giappone.
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Le querce e l’atmosfera rilassata di Green Park, la vista su Buckingham Palace dal Mall, e gli scoiattoli sfrontati di St. James’s Park.
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L’imponenza di Trafalgar Square.
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Una cena da Mildred’s, sempre e costantemente affollato. Ma vale la pena aspettare per la torta tartufata al cioccolato e arancia.
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Il British Museum a più riprese. O almeno una visita alle Sainsbury African Galleries, un’ottima introduzione all’Africa subsahariana, alla Mexican Gallery (sala 27) con la sinistra maschera di Tezcatlipoca (sì, è un teschio vero ricoperto di pietre preziose), e alla King’s Library, compendio delle idee illuministiche alla base della creazione del museo, o ancora le ricche collezioni dedicate alla Cina e all’Asia meridionale delle sale 33 e 34. Naturalmente, da non perdere assolutamente, nonostante le folle oceaniche, la Stele di Rosetta (sala 4) e i marmi del Partenone (sala 18).
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Shopping gastronomico da Alara Wholefoods, dove potrete trovare il burro d’arachidi a pezzi grossi o quello golosissimo di anacardi, i flapjack biologici e i biscotti scozzesi senza burro e uova, oltre a un vasto assortimento di spezie, cosmetici naturali e integratori. D’obbligo pranzare al loro buffet vegetariano, economico ed estremamente soddisfacente.
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Spulciare le centinaia di ricettari in vendita da Books for Cooks, comodamente seduti sul divanetto centrale. Senza possibilmente lasciarci lo stipendio. Sì, lo so, è difficile.
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Lasciarsi sopraffare dal profumo inebriante che si respira da The Spice Shop, dove una quantità esorbitante di spezie fa bella mostra di sé nel claustrofobico negozietto di Notting Hill.
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“All you can eat” è il motto del ristorante cino-thailandese Buffet V. Tutto veg, of course. Un’altra opzione simile la propone il minuscolo Chi Vegan Noodle Bar, dietro Trafalgar Square.
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Se non ce la fate proprio a farne a meno, il migliore caffè espresso di Londra lo trovate da Algerian Coffee Stores, con un’impressionante selezione di caffè, tè e prodotti dolciari provenienti da tutta Europa.
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Se capitate a Londra in agosto e settembre, quando la regina è in vacanza in Scozia, è divertente e un po’ kitsch visitare le sale aperte al pubblico di Buckingham Palace. Anche se la collezione di abiti della regina l’avrei volentieri evitata.
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Shopping su Oxford Street e Regent Street, soprattutto per fare il pieno di CD e DVD scontati da HMV o navigare gratis all’Apple Store.
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Gustarsi un tè con dolci tipici giapponesi (la maggior parte dei wagashi sono vegan) da Minamoto Kitchoan, pasticceria del Sol Levante su Piccadilly. Oishii!
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Dedicare un’altra intera giornata ai capolavori contenuti nella National Gallery, con la sua carrellata di pittura europea dal Medioevo al XIX secolo, da Giotto a Degas.
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Per un vero tè inglese con vista su Londra, dirigersi al Portrait, il ristorante della National Portrait Gallery.
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Almeno una serata nei locali e pub di Soho, cena inclusa (magari a base di bento vegetariano da Osatsuma).
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La magnificenza della Westminster Abbey, capolavoro dell’architettura medievale inglese e uno dei luoghi che reputo più suggestivi della capitale inglese. Il mio consiglio, quando è affollata di visitatori, è quello di rifugiarsi nella vetusta e disadorna St. Faith’s Chapel, di fianco al Poets’ Corner. Insieme alla contigua St. Margaret’s Church, la cattedrale è inserita dall’Unesco fra i siti patrimonio dell’umanità.
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Un giro in barca sul Tamigi è divertente, soprattutto per i commenti dei marinai, più gossip che spiegazione turistica, da Westminster verso est, fino a Greenwich. E a Greenwich tornate indietro con la metro, non senza prima aver percorso a piedi il Greenwich Foot Tunnel, passaggio pedonale proprio sotto il fiume. E l’umidità si sente eccome!
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Le decine di tesori conservati nella Tower of London, altro sito iscritto nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità. La normanna White Tower centrale è uno dei miei scorci londinesi preferiti.
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Salire sulla passerella aerea di uno dei simboli più noti della città, il Tower Bridge.
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Pranzare nella cripta della chiesa cockney di St. Mary-le-Bow, in quello che era lo storico The Place Below, ora divenuto, da pochi mesi, Café Below. O anche fuori all’aperto.
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Assistere a uno dei numerosi spettacoli proposti dal Southbank Centre.
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Un po’ troppo turistico per i miei gusti, ma effettivamente la vista sulla città dal British Airways London Eye è impareggiabile. Anche se ho francamente temuto per la tenuta della capsula quando, in cima alla ruota, quelle cinque americane oversize con un balzo si sono spostate tutte insieme verso l’esterno per scattare foto ricordo.
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Ottima selezione di pane di ogni genere da Konditor & Cook. Mmm… Pane alle noci, olive o di segale? Vabbè, provo tutto.
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La birra al pub è un’istituzione britannica. Tanto vale berla nel suggestivo George Inn, pub storico del XVII secolo iscritto al National Trust. E gli inglesi diventano mooooolto più loquaci quando bevono. Poi per farli smettere potete tirargli la bottiglia vuota in testa.
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Sempre se capitate a Londra in estate, vale la pena partecipare alle visite guidate alle Houses of Parliament nel Palace of Westminster (anch’esso iscritto nell’elenco UNESCO), e capire come suona il politichese al di là della Manica. Che sembrerebbe suonare meglio che nel Belpaese, soprattutto quando si scopre che qualunque cittadino di Sua Maestà può presentarsi in parlamento e richiedere un colloquio immediato con un deputato, qualora presente.
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I 13 gusti di gelato vegan, tutti senza latte di soia e zucchero (ma a base di latte di cocco, anacardi e sciroppo d’agave), che troverete da Inspiral Lounge. Il raw chocolate è D-i-V-i-N-o.
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Mettere a dura prova fiato, claustrofobia e vertigini salendo in cima alla St. Paul’s Cathedral, il capolavoro di Christopher Wren miracolosamente scampato ai bombardamenti tedeschi della seconda guerra mondiale. Gli interni sono altrettanto magnifici. Sempre che sopravviviate alla salita.
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E infine ringrazio Alice per avermi fatto scoprire Saf, uno dei templi mondiali della cucina vegan, con un eccelso menù crudista e una costante ricerca e innovazione gastronomica. I “ravioli di rapa rossa con ricotta di anacardi e verdure croccanti con fichi al balsamico e olio di zucca” (senza pause!!!) sono il degno commiato a una città che riesce a riservare ogni volta piacevoli sorprese e stimoli sempre nuovi.
La mappa di Londra del Cucchiaio di Legno
La ricetta, infine…
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Bubble and squeak Classico piatto a base di avanzi, si prepara tradizionalmente con le verdure avanzate dell’arrosto della domenica. Nulla vieta comunque di prepararlo appositamente, dato che è una ricetta assolutamente squisita e molto adatta al freddo invernale che sta arrivando. Le patate sbucciatele dopo la lessatura, e volendo unite anche altre verdure (le più adatte sono carote e cavolini di Bruxelles). Volendo potete sostituire il burro con dell’olio di girasole bio, possibilmente altoleico, in modo da sopportare le alte temperature. Le dosi sono per 4 persone. patate 450 g Portare a ebollizione dell’acqua con un pizzico di sale. Lessare le patate per 25’. Fatele raffreddare, sbucciatele e tagliatele a pezzetti. Schiacciatele insieme a 55 g di burro, un pizzico di sale e pepe. 1 ora e 20 minuti |




























































Che bella guida! GTrazie, mi hai fatto venir voglia di tornarci!
Grande Yari! E grazie per le dritte mangerecce. Londra è sempre un belvedere!
Bye bye
Opperdinci!

Non scrivere per un po’ eno-gastro-veg guide altrimenti alle prossime vacanze (sempre se ci saranno) andrò in crisi mistica e mi ricovereranno mentre blatero “london, london, chinatown, SAF SAF SAF”.
Che voglia di visitarla!
Gran bel tour. Molti sono i posti che mi incuriosiscono, primo tra tutti il Japan Centre.
Annoto tutto per un’eventuale prossimo ritorno a London.
Un caro saluto Yari
tra bei ricordi e indirizzi nuovi decreto questa una delle tue migliori guide! Di peggio dei vestiti della monarca britannica penso ci sia solo l’abito dell’imperatrice Sissi, quello del giorno dell’attentato con la stoffa squarciata… Popoli di pazzi
@Alessandra
E chissà anche quanti ricordi avrai, dato che ci hai vissuto e studiato!
@Morrigan
A Londra è sempre un gran piacere mangiare, stanno diventando davvero bravi!
@Mammafelice
Ne ho ancora da scrivere… Ma la prossima sarà a metà gennaio e si tratterà di qualcosa di molto vicino a noi
@Vera
Assolutamente, in più è davvero il paradiso per qualunque veg, davvero il miglior posto in Europa per varietà e quantità di proposte. Inoltre non devi neanche scarpinare per trovare i posti dove mangiare, praticamente qualunque locale ha sempre opzioni vegetariane/vegan. Sono riuscito pure a cenare molto bene in un ristorante specializzato in hamburger americani che avevo a due passi dall’albergo, una sera che non avevamo voglia di muoverci (per la cronaca hamburgerone di lenticchie, verdure crude di ogni tipo e hummus).
@Acilia
Fammi poi sapere se provi qualcuno dei miei consigli. Il Japan Centre è uno spazio pensato innanzi tutto per la larga comunità giapponese, la più grande qui in Europa. Oltre al cibo, a un sushi bar e un ristorante, trovi anche riviste, libri (vabbè, poco interessanti per chi non conosce la lingua), oggettistica, e set per il tè.
@Erbaviola
Grazie, anche tu sei una grande esperta della città… Se non sbaglio, ci hai vissuto anche tu per un bel po’, no? A Vienna non sono ancora mai stato, ma non mancherò di far tappa a questo cimelio così fondamentale nella storia del kitsch europeo
Ecco, io sono una di quelle classiche persone che afferma di amare i viaggi, ma di fatto poi non sono mai andata tantissimo in giro. Dell’Italia mi mancano completamente alcune regioni mentre all’estero non ci ho mai messo piede, questo per motivi di tempo ma anche di soldi, ormai sto perennemente a zero.
Ma finalmente, questo post su Londra atteso da mesi!!!
Credo che Londra faccia felice qualsiasi vegetariano o vegan (ma oserei dire anche onnivoro) talmente ampia è la scelta di possibili e piacevoli scoperte culinarie. Il tuo resoconto ne è la dimostrazione!
Il divanetto centrale di Books for Cooks me lo sono perso, forse è una novità recente (e molto piacevole)…ci ho sempre trascorso giornate intere ma il divanetto mi manca, segno che è arrivato il momento di ritonare! Hai visto la sezione dedicata alla cucina veg…!?
Sono felice che tu ti sia fidato e soprattutto che tu abbia apprezzato Saf, forse è un pò caruccio ma credo che non deluda chi ama le novità …si potrebbe anche dire che da solo vale un viaggio a Londra…?!
Ciao Yari. Non mi ricordavo di averti detto che ho vissuto a Londra. Devo essere prorpio una chiacchierona!
Devo confessare una cosa. Quando vivevo a Londra ero mooooolto povera. Infatti poverissima, la citta’ e’ molto cara ed io lavoravo per mantenermi agli studi, pagato affitto, bollette e colori (studiavo arte) non mi rimaneva molto per mangiare. Ed infatti sono diventata vegetariana anche un po’ per questo…e perche’ ogni volta che passavo davanti ad una macelleria sentivo che la carne puzzava e non riuscivo neppure ad entrare.
Pero’ non mi sono mai mangiata i baked beans on toast! Ho imparato a cucinare cose vegetariane ispirandomi piu’ che altro alle cucine orientali (indiano, cinese ecc.) che per me erano una novita’, e per divertirmi ho passato domeniche intere al British Museum, perche’ era gratuito
L’ultima volta che ci sono tornata e’ stato da ‘turista’, ovviamente l’ho vissuta diversamente, e con molti piu’ soldi per mangiare. Per i vegetariani e’ un bel posto!
Ciao Yari,
quanti spunti interessanti! Io non sono vegetariana o vegana ma mi fa sempre molto piacere assaggiare ristoranti in cui questa cucina e` proposta in maniera cerativa e innovativa.
L’unica cosa su cui sono stata delusa e` wholefoods , pe comprre i prodotti ok, ma il loro buffet mi ha deluso molto. ricordo ancora delle zucchine amarissime e troppo cotte e soprattutto in generale nemmeno l’ombra della qualita` e creativita` che avevo trovato a ney york .
E lo so , la sterlina e` bassa, mai come ora bisognerebbe partire e io invece con la mia bella influenza mi sono saltata la gita che avevo previsto prima della fine dell’anno
Yari, ma la tua guida di Londra è spettacolare, mi salvo subito la pagina! Post bellissimo
Yari… mi vien da piangere…
Lo sai che ho lavarato 3 mesi e mezzo quasi 4 all’Inspiral Lounge?
Ho lavorato in cucina come aiuto chef e aiuto pastry chef
Volevo rimanerci, ma purtroppo non ho potuto per “problemi” amorosi (ragazzo in italia)…
Mi manca Londra e mi manca l’Inspiral
La ragazza in foto che dà il gelato si chiama Geraldine
@Vera
Immagino! Hai mai pensato però ad alcune opportunità per andare un po’ all’estero? Ad esempio l’Erasmus (anche se immagino che pensare a un nuovo trasloco dopo quello romano non sia il massimo!), ma anche magari a opportunità di lavoro estivo in giro per l’Europa.
@Alice
Dal punto di vista gastronomico Londra fa davvero felice chiunque, talmente ampia e varia è l’offerta.
Il divanetto è un grande aiuto, tra l’altro per fortuna non c’era molta gente e ce lo siamo subito accaparrato. Eccome se l’ho vista la sezione… Lascia stare, ho dovuto tenere a bada la carta di credito
Saf vale sicuramente da solo un viaggio a Londra, sicuramente ci ritornerò la prossima volta, vorrei provarlo a cena (ci sono stato a pranzo). E proverò anche il Pogo Café che mi hai consigliato, e che non ho potuto provare per mancanza di tempo.
@Alessandra
Sì, mi avevi detto al telefono che avevi studiato arte a Londra! Immagino non sia affatto semplice vivere a Londra con un budget limitato, non è una città a buon mercato. Io l’ho sempre trovata ben più cara di qualsiasi altra città in cui sia stato (Tokyo inclusa)… Il British Museum è fantastico, è davvero sterminato. Prima o poi ce la farò a vederlo tutto (a tappe, naturalmente!).
@Kja
Ciao Kja, un ringraziamento speciale devo farlo anche a te, dato che la tua guida di Londra mi è stata molto utile: The Spice Shop l’ho infatti scoperto grazie a te e me lo sono segnato prima di partire.
Wholefoods io non l’ho trovato malvagio, certo hai ragione nel dire che non è granché creativo, però per fortuna i piatti non erano scotti le due volte che l’ho provato. Ma c’è anche a NY?
Peccato per l’influenza… Cerca di recuperare il prima possibile
@FrancescaV
Grazie, spero sempre che post come questi possano fornire qualche spunto interessante!
@Silvia Keroppola
I dolci comunque hanno un aspetto notevole, non li ho assaggiati perché volevo il gelato, però la prossima volta… E poi la vista sul Camden Canal è davvero piacevole.
Ciao Silvia, mi chiedevo difatti che fine avessi fatto, dato che il tuo blog non è stato più aggiornato. In che mesi hai vissuto su a Londra? Magari sono venuto a mangiare all’Inspiral mentre spignattavi in cucina
Quando andrai al Pogo Cafè non aspettarti il genere di Saf! Il Pogo Cafè è in stile molto più alternativo, ed è anche un circolo culturale dove fanno altro (anzi, credo sia nato prima come circolo poi è diventato anche cafè) ed è gestito da volontari. I prezzi sono decisamente più abbordabili rispetto a Saf. Io ci sono stata sempre a pranzo, e sono sempre uscita felice. La torta di carote è fantastica.
@Alice
Allora è da provare assolutamente, la torta di carote è una delle mie preferite.
per la serie Yari facce sognà… mi sembrava proprio di essere lì
@isafragola
Molto bene, mi fa piacere
J’ai tout de suite reconnu la photo des beetroot ravioli du SAF, quel excellent choix

Merci pour l’ajout et j’en ai fait de même !
Super site ici aussi, magnifiques photos, contente de cette nouvelle découverte
@VeganPower
Oui, les beetroot ravioli de Saf, j’adore! Merci, moi aussi je suis très content d’avoir découvert votre blog, c’est vraiment super!