Soma d’aj

12 10 2009

Ottobre… Val mi ha ricordato che la vendemmia è in pieno corso e così mi sono voluto ispirare alla tipica merenda dei vignaioli piemontesi che, dopo una mattinata passata a raccogliere grappoli d’uva, consumavano un pasto frugale a base di bagnet ‘nt l’òli (il pinzimonio piemontese) e soma d’aj, (“soma” in quanto ricorda la schiena dell’asino, in questo caso ricurva sotto il “peso” dell’aglio), il tutto accompagnato da un grappolo d’uva e da un bicchiere di Barbera o Dolcetto. Sicuramente si tratta di una piacevole deviazione da uno dei miei piatti preferiti, la classicissima bruschetta.

Soma d’aj
con olio di nocciola del Monferrato

Per questa tipica bruschetta delle Langhe e del Monferrato, procuratevi dell’ottimo pane casereccio, a lievitazione naturale e cotto nel forno a legna. Importante è anche la scelta dell’olio. In questo caso ho utilizzato un olio di nocciola del Monferrato, dal gusto molto delicato, ma vanno bene anche un più aromatico olio di noce valdostano o un olio extravergine d’oliva ligure. Le dosi sono per 4 persone.

pane casereccio 8 fette
aglio 8 spicchi
olio di nocciola del Monferrato
sale marino integrale
pepe nero

Sbucciate gli spicchi d’aglio. Calcolate uno spicchio per ogni fetta di pane, che andrete a infilzare con una forchetta e  sfregare abbondantemente su tutti i lati, compresa la crosta esterna.
Condite ogni fetta con olio di nocciola, un pizzico di sale e una macinata di pepe.

10 minuti


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13 commenti a “Soma d’aj”

13 10 2009
GIOVANNI SCAMPINI (15:29:27) :

complimenti per il sito.
Saro’ tonto,ma come ci si registra?

13 10 2009
Alice (21:39:31) :

Anche a te piace l’aglio?! Io andrei d’accordissimo con i vignaioli piemontesi ;)
Vado a ripassarmi la carta del Piemonte e a documentarmi sulla provenienza dei rispettivi oli :)

14 10 2009
lisette (20:21:55) :

Come dice giustamente Alex del blog cuoche dell’altro mondo alla fine i cibi più semplici sono i più buoni!

15 10 2009
Yari (12:56:13) :

@Giovanni
Grazie, puoi sottoscrivere il feed cliccando su “RSS articoli” nella colonna qui a destra, in basso.

@Alice
Eccome se mi piace, ma devo, per ragioni professionali e sociali, limitarmi un po’ ;-)

@lisette
Assolutamente, soprattutto la bruschetta nelle sue molte varianti!

15 10 2009
isafragola (13:56:54) :

Buono, approfitterò del pane di mia suocera cotto con le fascine delle viti. Dove compri gli oli di nocciole e noci?

16 10 2009
Yari (12:56:34) :

@isafragola
Pane cotto con le fascine delle viti? WOW.
L’olio di nocciole l’ho comprato da Eataly, e l’avevo trovato anche al NaturaSì. Oppure puoi comprarlo qui: http://www.noccioolio.it/
Per quanto riguarda quello di noce, in Valle d’Aosta si trova molto facilmente, oppure online qui: http://www.yndella.com/OlioVerginediNoce-ValledAosta_1_0_4123.aspx

16 10 2009
isafragola (23:05:09) :

Grazie Yari! I miei suoceri stanno in cascina, nelle Langhe, e hanno ancora il forno. Siccome hanno le viti tengono gli stralci.Se vuoi il pane lo puoi vedere qui: http://isafragola.blogspot.com/2009/02/in-campagna.html

17 10 2009
Erbaviola (11:48:39) :

che dire… da fan della bruschetta non posso esimermi dal provare! :D Cercherò una sera in cui possiamo mangiarcele io e la mia metà senza dover uscire, onde non stendere tutto il paese! ;)
domandina… ehm… non è che tu hai una ricettina del bagnet? Ho provato in mille modi, cuocendo il prezzemolo, senza cuocerlo, scottandolo, con aceto di tre tipi… ma niente, non è mai il bagnet soddisfacente! serve un help da piemontese verace :P

17 10 2009
Yari (12:05:43) :

@isafragola
Chissà che buono…

@Erbaviola
Allora, ammetto che, da piemontese (non) verace quale sono, non ho mai provato a preparare il bagnet - sarà perché legato a infausti ricordi quando un mio compagno di classe, in gita, si portava dietro panini ripieni del composto verde sufficienti per sopravvivere 3 giorni. Il problema è che li consumava effettivamente per tre giorni.
Comunque, ho trovato questa ricetta su veganblog: http://www.veganblog.it/2009/04/20/bagnet-piemontese-vegan/
Altrimenti, rifacendosi alla tradizione ottocentesca, qui c’è la ricetta di Giovanni Vialardi, lo chef di Carlo Alberto: “Nettate un pugno di prezzemolo e un po’ di aglio, pestateli nel mortaio con due rossi d’uovo sodi e quanto una noce di mollica di pane bagnata nell’aceto, passate il tutto al setaccio, allungatelo con olio ed aceto, aggiungete un po’ di sale, pepe, un pizzico di zucchero e formate così una salsa liscia e colante”. I tuorli d’uovo sodi li sostituirei con 60g di tofu sbollentato per 10′. Ci provi tu??
PS. Io il prezzemolo non lo farei cuocere…

18 10 2009
Azabel (16:45:56) :

Aridaje con ’sto olio di nocciole!
Lo voglio, lo voglioooooooo!!!! … pure quello di noce, omioddio…
Ho appena scritto al produttore da cui l’ha comprato Alice, altrimenti passo a quelli che hai indicato tu :)

22 10 2009
Yari (22:11:42) :

@Azabel
Sono entrambi ottimi come olii, da provare assolutamente!

24 05 2010
Francesca Q. (06:58:14) :

Ma allora giochi in casa!!!! io sono cresciuta con la soma d’aj!!!!!!!!!!!!!!! che buntà ^_^

26 05 2010
Yari (18:45:57) :

@Francesca Q.
Concordo, è una ricetta banalissima, ma al contempo buonissima!

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