Il Pomo d’Oro

30 08 2009

il pomo d'oro, angrogna da te.

Se vi capitasse di girare per le Valli Valdesi del Piemonte, uno dei luoghi più interessanti e suggestivi della provincia di Torino, vi consiglio caldamente di fermarvi, volendo anche a dormire, presso la locanda Il Pomo d’Oro, situata nel piccolo paese montano di Angrogna, a pochi chilometri dal centro della comunità valdese italiana, Torre Pellice (e a circa 60 km da Torino).

il pomo d'oro, angrogna da te.

Il Pomo d’Oro propone un menù a prezzo fisso con specialità del territorio, quasi sempre bio. Il menù vegetariano è sempre disponibile, mentre dovrete prenotare in anticipo (anche il giorno stesso) il pasto in versione vegan.

il pomo d'oro, angrogna da te.

Si tratta di un locale minuscolo ma accogliente, dove verrete sempre accolti con un sorriso e con ottimo cibo. D’autunno e d’inverno potrete gustare le loro specialità al tepore della stufa a legna, che riscalda la piccola sala da pranzo (e divertirsi a ravvivare il fuoco buttando i ceppi strategicamente posizionati accanto), mentre in estate è piacevole cenare al fresco della veranda esterna che affaccia direttamente sui boschi che circondano il paese.

il pomo d'oro, angrogra da te.

Per quanto riguarda il menù in versione vegan, si inizia solitamente con un tris di antipasti, costituito da conserve di verdure fatte in casa di tradizione piemontese, o saltate in padella.

il pomo d'oro, angrogna da te.

Seguono pasta o cereali con verdure di stagione (come gli ottimi strozzapreti al pesto di olive e pomodoro fresco, gustati durante la mia ultima visita di fine luglio), mentre per secondo un corroborante piatto di legumi misti con verdure cucinate a regola d’arte.

il pomo d'oro, angrogna da te.

D’obbligo terminare il pasto con uno dei sorbetti realizzati in casa e con frutta sempre di stagione: ottimo quello invernale di mele, eccezionali quelli estivi di frutti di bosco (in foto, a base di mirtilli e more).

il pomo d'oro, angrogna da te.

Da provare anche i vini bio piemontesi ma soprattutto, se capitate in stagione, il sidro di mele realizzato da loro utilizzando i cultivar del Pinerolese e della Val Pellice.
E se siete troppo pieni per far ritorno a valle, perché non fermarsi a dormire e godere del silenzio di questo suggestivo paesino che fu, tra l’altro, tra i primi e principali centri d’irradiazione del protestantesimo in Italia? Tutt’ora ospita quattro templi valdesi, fra i più importanti della Val Pellice, e offre la possibilità di rigeneranti passeggiate nei boschi.

angrogna da te.

Il Pomo d’Oro
Piazza Roma 3
10060 Angrogna (TO)
Tel. 0121 944302
Google Maps

Cucina: tradizionale piemontese e occitana (con carne e pesce), vegetariana - vegan su richiesta
Orari: pranzo e cena, da mercoledì a lunedì
Prezzi: EUR 20 menù fisso, bevande escluse
Specialità vegan: giardiniera piemontese, antipasti di verdure, focacce, paste e cereali con verdure di stagione, legumi, contorni di verdure, patate arrosto, sorbetti; sidro artigianale, vini rossi bio; infusi di erbe delle valli piemontesi.
Note: d’obbligo la prenotazione del menù vegan (ma riescono comunque a proporre valide alternative anche senza preavviso); cani di piccola taglia ben accetti; il bar vende prodotti del commercio equo-solidale.
Altre recensioni: VeganHome

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Alaska Gelateria

27 08 2009

alaska gelateria, venice da te.

Alaska Gelateria è una piccola realtà artigianale nel sestiere di Santa Croce, a due passi dalla stazione ferroviaria di Santa Lucia. Carlo Pistacchi, il proprietario nonché artefice degli entusiasmanti gelati che offre, mi ha spiegato che tutti i gusti senza latte e senza uova vengono realizzati separatamente dagli altri, in macchinari diversi.

queuing for icecream da te.

Carlo conosce bene le esigenze di chi è vegan, e saprà anche consigliarvi sugli abbinamenti più consoni. Sebbene non utilizzi latte vegetale come base, metà della sua produzione è vegan: non solo gusti a base di frutta, ma anche a base di verdura (sì, verdura!) e spezie (tutta la fila di fronte che vedete nella foto qui sotto è composta da gelati senza derivati animali).

vegan flavours da te.

Gli ingredienti seguono il ritmo delle stagioni e provengono dalla laguna veneta; a volte si tratta anche di prodotti bio, come ad esempio il cacao boliviano utilizzato per la sua splendida granita al cioccolato (da abbinare con quella alla pesca). Gli unici altri ingredienti utilizzati sono acqua, zucchero e farina di carrube per addensare.

carlo da te.

Gelati provati? Un sorprendente arancia e rucola, un corroborante cannella, un pungente zenzero. Ma c’è veramente l’imbarazzo della scelta, e i gusti alle verdure sono molto delicati. Qualora non vi andasse il gelato, puntate sulle granite, che vengono sapientemente accompagnate da foglie di basilico fresco.

ginger icecream da te.

Alaska Gelateria
Calle Larga dei Bari, Santa Croce 1159
30135 Venezia
Tel. 041 715211 
Vaporetto: Riva de Biasio
Google Maps

Cucina: gelateria
Orari: 10-23, tutti i giorni, da Pasqua all’11 novembre
Prezzi: EUR 1,60 - 3 coppette e granite - i coni potrebbero non essere vegan
Specialità vegan: gelato d’arancia, arancia e rucola, cannella, pera, limone, zenzero, finocchio, menta, carciofo, basilico, radicchio di Chioggia, cipolla rossa, sedano; granite di melone, fragola, pesca, limone, cacao.
Note: dite di essere vegan, verrete consigliati sulle scelte migliori.

lick it! ;-) da te.

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Lassi al limone e cumino

12 08 2009

lemon and cumin lassi da te.

Oggi sono alle prese con bucati, foto di prossime ricette e soprattutto con la parte più noiosa del viaggiare: che metto in valigia? Quest’anno non andrò lontano, passerò una decina di giorni a Londra per scovare nuovi posti interessanti, e per scoprirne altri di cui ho letto negli ultimi mesi in rete. Ci si risente quindi dopo il 24, e nel frattempo vi saluto e vi auguro buone vacanze con la ricetta della tipica bevanda indiana, il lassi, da preparare bello freddo per contrastare il caldo d’agosto!

Lassi al limone e cumino
Il lassi è una tipica bevanda indiana a base di yogurt originaria del Punjab. Si può preparare sia in versione salata che dolce, e io ho optato per la prima, semplicemente arricchendolo con limone e cumino. Assicuratevi di usare yogurt e acqua freddi. Le dosi sono per 4-6 persone.

yogurt di soia 1 kg
acqua minerale 500 ml
cumino in polvere 1 cucchiaino
limone 1 + qualche fetta per decorare
menta fresca

Spremete il limone. Mescolate il succo con lo yogurt e l’acqua. Versate in bicchieri alti, spolverate con il cumino in polvere e decorate con fette di limone e foglie di menta.

Preparazione: 5′

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Farro alla mediterranea con cannellini, pomodori secchi e scorza di limone

7 08 2009

mediterranean farro da te.

Da oggi sono ufficialmente (e finalmente!) in ferie… Fra pochi giorni partirò per le vacanze, ma approfitterò di questi giorni di “decompressione” per sperimentare anche una serie di ricette che ho elaborato in queste ultime settimane.
L’inizio ufficiale delle vacanze agostane è però da festeggiare con uno dei piatti che maggiormente collego a questo periodo dell’anno: le insalate fredde di cereali. E fra tutti i cereali, quello a cui sono più legato è sicuramente il farro: sarà che, nel mio immaginario, è il cereale “italico” per eccellenza, sarà per quel suo gusto un po’ rustico, trovo che sia perfetto per questo tipo di preparazione. Soprattutto se accompagnato da alcuni dei miei ingredienti-feticcio estivi: le olive, i fagioli e soprattutto i pomodori secchi, verso cui nutro un’insana passione (anche se cerco di frenarla, senza molto successo!).

Farro alla mediterranea con cannellini, pomodori secchi e scorza di limone
Per questa insalata estiva ho usato del farro decorticato, di più lunga cottura rispetto alla classica versione perlata, abbinato a una serie di ingredienti tipici del bacino mediterraneo: i pomodori essiccati sott’olio extravergine d’oliva, le olive, la rucola, i fagioli cannellini e, come complemento finale, l’aroma della buccia di limone. Le dosi sono per 4 persone.

farro decorticato 200 g
pomodori secchi sott’olio evo 10
olive nere 50 g
rucola 1 mazzetto
limone 1
fagioli cannellini cotti 150 g
sale marino integrale ½ cucchiaino
lattuga 8 foglie

Lavate il farro in acqua fredda, metterlo a bagno per una notte. Cuocerlo poi a fuoco lento in tre tazze d’acqua con il sale, calcolando 50′ dall’ebollizione, e comunque fino ad assorbimento completo dell’acqua. Farlo raffreddare.
Lavare e asciugare il limone, la rucola e la lattuga.
Grattuggiare la buccia del limone. Tagliare i pomodori secchi a pezzetti.
Condire il farro con i pomodori secchi, le olive, la rucola e i cannellini.
Servire l’insalata di farro nelle foglie di lattuga, e cospargere con la buccia di limone.

Preparazione: 70′ + ammollo e raffreddamento

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Venezia

1 08 2009

grand canal da te.

Io non tralasciarei per cosa del mondo di veder quella tanto celebre e inclita Città di Venetia, la qual da molti vien detta l’impossibile nell’impossibile.
(
John Florio, Second Fruits, 1591)

bottled window da te.

Tra le varie novità annunciate pochi giorni fa, la prima e più consistente riguarda la presentazione dei miei appunti di viaggio in modo tale che possano risultare di stimolo, aiuto o curiosità ad altri lettori e viaggiatori. Mi piace molto condividere le mie impressioni, le mie esperienze e fornire eventuali suggerimenti, con un occhio particolare verso i viaggiatori veg*ani, e nel contempo ricevere consigli e impressioni. Il tutto sperimentando anche una ricetta tipica del luogo (e ci mancherebbe altro, è pur sempre un blog di cucina, no?!). Ed ecco cne nascono così le mini veg-guide del Cucchiaio di Legno ;-)

Inauguro la “rubrica” con il mio recentissimo soggiorno nella città lagunare a fine giugno. Solitamente vado a “venexianarme” una volta l’anno, e di solito sempre tra maggio e giugno, ma questa volta ho posticipato in modo da approfittare sia della Biennale d’Arte che di quella della Danza.

venice biennale da te.

Da vedere

Come già detto, scopo principale della mia quattro giorni veneziana di fine giugno è stato quello di visitare la Biennale d’Arte, una delle massime manifestazioni a livello mondiale di arte contemporanea. Il bello è che le opere non sono esposte solamente nei due spazi preposti dell’Arsenale e dei Giardini, ma è l’intera città a essere disseminata di mostre ed esposizioni. La grande novità di quest’anno è il rinnovato Padiglione Italia, con una miriade di giovani artisti piemontesi. Di sicuro interesse anche la struttura stessa dell’Arsenale, la darsena di origine medievale fulcro della vita militare e commerciale della Serenissima, tutt’ora utilizzato dalla Marina Italiana.

st. mark's basilica da te.

Ogni volta che vado a Venezia, cerco di non mancare mai di entrare, anche per poco, all’interno della Basilica di San Marco, uno dei gioielli per eccellenza della città. Il mio consiglio è quello di saltare la coda prenotando sul sito Internet della Basilica (l’ingresso è gratuito), e godere subito dello stile cosmopolita della chiesa, che accosta a una pianta a croce greca cupole a cipolla, archi gotici e pavimenti in marmi policromi. Pagherete invece, ma ne vale la pena, per ammirare da vicino la Pala d’Oro, splendido capolavoro di oreficeria arrivato dritto da Bisanzio, il Tesoro, e per salire le ripidissime scale che vi condurranno alla Loggia dei Cavalli, con splendide viste su Piazza San Marco.

Sempre su Piazza San Marco, suggerisco di scarpinare su fino al tetto della Torre dell’Orologio, restaurata di recente, e a cui si accede esclusivamente tramite visite guidate, per godersi la splendida vista sul bacino di San Marco e l’isola di San Giorgio Maggiore.

grand canal da te.

Altro caposaldo delle mie visite veneziane è sempre il giro del Canal Grande sulla linea n. 1 del vaporetto (prima o poi farò il classico turista e me lo godrò da una gondola). “La via più bella del mondo, con le case più belle”, come scriveva Philippe de Commines nel XV secolo. Salite quindi sul vaporetto dalla Stazione fino all’Arsenale, e avrete la possibilità di ammirare dall’esterno alcuni degli edifici più sontuosi di Venezia: da Ca’ Vendramin Calergi a Ca’ Pesaro, dalla Ca’ d’Oro al Ponte di Rialto, da Ca’ Rezzonico a Palazzo Grassi, passando sotto il Ponte dell’Accademia, e giù ancora fino alla Chiesa di Santa Maria della Salute e a Piazza San Marco.

In particolare la splendida Ca’ d’Oro, sul Canal Grande, palazzo del XV secolo originariamente ricoperto da una lamina d’oro, ospita la pregevole collezione di arte rinascimentale della Galleria Franchetti, tra cui spiccano opere di Andrea Mantegna (San Sebastiano), Pietro Lombardo, Vittore Carpaccio, Antoon Van Dyck, Luca Signorelli, Tintoretto, Tiepolo, Guardi, oltre a una buona selezione di pittura rinascimentale toscana, fiamminga e di arazzi fiamminghi. Da ammirare anche il bellissimo pavimento del cortile in mosaico di marmo: il barone Franchetti, mecenate di origine torinese, scelse infatti appositamente le varietà di marmo utilizzate nell’antica Roma e a Torcello.

jewish museum da te.

Uno dei luoghi che personalmente reputo più suggestivi di Venezia è Campo del Ghetto Nuovo, spazio asimmetrico cuore della comunità ebraica. Sul campo si affaccia il Museo Ebraico di Venezia, che propone la visita guidata ad alcune delle sinagoghe del Ghetto: solitamente si visitano due sinagoghe di rito ashkenazita (Schola Italiana, Tedesca, Canton) e una di rito spagnolo (Levantina d’inverno e Spagnola d’estate, entrambe opera di Baldassare Longhena). Interessantissima anche la ricca libreria all’interno, dedicata interamente al mondo ebraico.

mask da te.

Shopping

Non si può non acquistare del vetro a Venezia, ma bisogna fare attenzione che sia stato effettivamente prodotto in città e non in Cina. Un buon indirizzo dove fare acquisti e regali è Arte Vetro Murano, negozio che vende bigiotteria e oggettistica di giovani designer veneziani.

Se volete invece fare incetta di abbigliamento vegan in cotone e canapa, o di acquistare originali tracolle in tessuto, il posto giusto è El Canapon, dove è possibile informarsi anche su spettacoli e concerti in Venezia e Padova.

Per un giro in libreria, perdetevi come me fra i ricettari e i libri su Venezia della Libreria Studium, a due passi da Piazza San Marco. Il personale è estremamente competente e gentile.

Oltre alle classiche maschere artigianali, Oltreconfine propone modelli fantasy (come quelli ispirati a Nightmare Before Christmas) in carta pesta, realizzati artigianalmente dal proprietario stesso.

venetian cats (& a lizard) da te.

Pasti

Uno dei grandi interrogativi che mi pongo è come sia possibile che a Venezia non esista un solo ristorante vegetariano. Centro culturale e politico-amministrativo del Nord-est, città turistica e universitaria, Venezia rimane sprovvista di un luogo esclusivamente vegetariano.

Ciò non toglie che è comunque possibile mangiare molto bene e con tranquillità, soprattutto nella popolarissima (soprattutto tra i veneziani) Osteria La Zucca, dove il personale, attento e gentilissimo, conosce bene le esigenze di un vegan ed è in grado di offrire un menù completo cruelty-free.

Un altro interessante indirizzo è il ristorante kosher Gam Gam, che propone piatti della tradizione ebraica e giudaico-veneziana. Potrete sedervi d’estate lungo il canale di Cannaregio e provare gli antipasti misti vegetariani, o semplicemente acquistare dei falafel da asporto.

Se avete voglia di una pizza, consiglio Il Réfolo, più che altro per la sua splendida posizione (d’estate si cena in un campo su un piccolo canale a ridosso della Chiesa di San Giacomo dell’Orio): ordinate la pizza ortolana, facendo togliere la mozzarella ma integrandola con una spolverata di noci tritate.

campo del ghetto nuovo da te.

Non può naturalmente mancare un buon gelato, vegan ovviamente. Da provare quelli alla banana, ai frutti di bosco, all’ananas o al prosecco di Valdobbiadene della Gelateria San Stae, e quelli originalissimi di Alaska Gelateria, con gusti senza latte quali zenzero, arancia e rucola, cannella, finocchio, menta, pera, cipolla rossa, radicchio di Chioggia e altri, sempre secondo la stagionalità della materia prima, oppure le granite, come quella al cacao boliviano equo-solidale.

caffè florian da te.

Divertimenti

In Piazza San Marco sarebbe un peccato perdersi la vista offerta dal Caffè Florian, una vera e propria istituzione, inaugurata nel 1720, dove verrete serviti da professionalissimi camerieri in smoking, ascoltando l’orchestra che alterna musica classica a ritmi jazz.

Se capitate nel periodo della Biennale della Danza, non perdete gli spettacoli di balletto contemporanea al Teatro Piccolo Arsenale.

Inclini al rischio? Allora fate un salto al Casinò di Venezia, la casa da gioco più antica del mondo, attiva dal 1638 e ospitato sul Canal Grande in Ca’ Vendramin Calergi (che fu anche la residenza di Richard Wagner, di cui è possibile visitare la camera da letto).

sotoportego dei preti da te.

Curiosità

Girando per il sestiere di Castello, non lontano da Piazza San Marco, è possibile imbattersi nel Sotoportego dei Preti (laterale rispetto a Salizzada del Pignater), sotto il cui arco si nasconde un mattone a forma di cuore: sembrerebbe che le coppie che lo toccano insieme si ameranno per sempre. Tentar non nuoce!

alley, canal & bridge da te.

La ricetta, infine…

Come recita l’Artusi: “Signore mamme, trastullate i vostri bambini con questi gialletti, ma avvertite di non assaggiarli se non volete sentirli piangere per caso molto probabile che a loro tocchi la minor parte“. Ed ecco la ricetta degli…

zaleti da te.

Zaleti
Tra i dolci tipici veneziani, gli zaleti (gialletti in veneziano), devono il loro nome alla farina di mais con cui vengono preparati. Ho naturalmente apportato alcune modifiche alla ricetta originale, e ho sostituito le uova con del No-Egg. Lo zucchero integrale che ho utilizzato è il Dulcita, in quantità tale da non coprire il sapore degli altri ingredienti. Il risultato è stato eccellente. Le dosi sono per 36 biscotti grandi.

Ingredienti
farina 0 340 g
farina di mais fioretto 340 g
burro di soia 250 g
zucchero integrale 250 g
uvetta 250 g
sostituto vegano delle uova (No-Egg) 15 g
acqua 70 ml
sale marino integrale 1 pizzico
zucchero di canna a velo vanigliato 5 cucchiaini

Mettete a bagno l’uvetta in un po’ d’acqua calda per una decina di minuti. Mescolate burro, zucchero e sale insieme. Sciogliete il No-Egg nell’acqua e versatelo nel composto di burro e zucchero. Mescolate bene. Aggiungete le farine e l’uvetta strizzata, mescolate fino a quando l’impasto sarà solido e uniforme. Mettete a riposare in frigorifero per mezz’ora.
Accendete quindi il forno a 180°.
Preparate i singoli biscotti, formando dei rotolini con l’impasto, tagliandoli a pezzi, e dando loro la forma allungata caratteristica. Cuocere in forno a 160° per 15′ su una placca ricoperta di carta da forno.
Estrarre dal forno e, ancora caldi, cospargerli di zucchero a velo.

Preparazione: 35′ + 30′ di riposo

zaleti da te.

a classic view da te.

sotoportego da te.

chatting on the phone da te.

evading tree da te.

La mappa di Venezia del Cucchiaio di Legno

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