Alghe arame sott’aceto
12 03 2009Sole, sole, sole… La primavera sta facendo capolino lentamente dopo questo lunghissimo e rigidissimo inverno. E sebbene consumi sempre, anche d’inverno, la mia buona quota di verdure crude a inizio pasto, con i primi tepori è decisamente più piacevole gustare le insalate primaverili che iniziano a essere presenti sul mercato in questo periodo. E perché non arricchirle con delle alghe conservate sott’aceto, che danno quella giusta combinazione di acidità e ulteriore croccantezza?
L’alga arame è un’alga giapponese raccolta prevalentemente intorno alla penisola di Ise (uno dei luoghi più interessanti dell’arcipelago). Simili alle hijiki, ma più dolci e morbide (ho scoperto da poco che ciò è dovuto alla presenza di mannitolo, uno zucchero non calorico), sono naturalmente ricche, come tutte le alghe, di iodio e calcio.
Sono ideali in cucina in abbinamento con tofu, seitan, radici e ortaggi, così come in sformati, zuppe e… ho trovato anche un suggerimento per usarle nei muffin!! Dovrò sperimentare…
Alghe arame sott’aceto
Per questa preparazione procuratevi un vasetto di vetro da mezzo litro. Il tutto è estremamente elementare, e il tempo di resa è comunque abbastanza breve (in meno di una settimana potrete gustare le vostre alghe aggiungendole a insalate miste).
alghe arame 25 g
acidulato di riso 250 ml
acqua minerale o filtrata 250 ml
Riempite il vasetto con una soluzione di acqua e acidulato di riso. Aggiungete le alghe e chiudete.
Lasciate riposare in frigo per almeno 4 giorni.
Tempo di preparazione: 2′ + 4 gg. di riposo
Altre mie ricette con protagoniste le alghe:
patè di hijiki
tofu e arame in padella
In giro per la rete (ben accette ulteriori segnalazioni!):
insalata di alghe arame e rucola
seitan con alghe arame e cipollotto (Petula)
carote e alghe arame in agrodolce (Lisette)
insalata di carote con arame
roll di arame
Bella idea, mi sono ripromessa di cominciare a usare le alghe, ma è dura, non so mai da che parte girarle
La arame non ce l’ho in dispensa. La segno per la prox spesa. Dici che viene anche con la nori o con la kombu? Ne ho un sacchettone pieno e non ho la più pallida idea di come farle… Grazie della visita e di avere aggiunto il mio link.
Ciao, che onore!essere menzionata sul blog del cucchiaio di legno;-) wow! ..interessante qs ricetta e se l’hai inventata doppiamente bravo!!
@Isafragola
Per quanto riguarda la kombu, basta usarla quando cuoci i legumi: in questo modo riesci a recuperare tutte le preziose proprietà delle verdure marine (in primis calcio e iodio), e i legumi stessi risulteranno più morbidi e digeribili. Usane un pezzetto da 5 cm (poi, una volta cotti i legumi, puoi buttarla - io però la mangio sempre!).
No, non usare nori e kombu, ti ritroveresti con un telo da mare
Per quanto riguarda le nori, vanno usate o per fare il sushi (vedi anche la mia ricetta nell’indice), oppure puoi semplicemente abbrustolirle un attimo sulla fiamma del fornello e spezzettarle in fiocchi su pasta, cereali, insalate, ecc.
@Lisette
Grazie Lisette! In realtà avevo letto di questo metodo ci conservazione su una rivista, io ho semplicemente sostituito l’aceto di mele con acidulato di riso, per renderla più nipponica.
Grazie per la vostra visita
Leider verstehe ich kein Italienisch - ich kann hier also nur die leckeren Bilder bewundern!
@Frollein Holle
Grazie a te! Na ja, ich sollte wenigstens die Rezepte auch ins Englische übersetzen… aber ich hab’ so wenig Zeit!
Purtroppo non è facile reperire le alghe ovunque, mi piacerebbe sperimentarle e mangiarle più spesso.
La foto è invitante
Grazie Acilia,
Non riesci a trovarle nei negozi d’alimentazione naturale?