Milano e la cutelèta (di seitan, ovvio!)
7 11 2008Milano, la città più dinamica, cosmopolita e ricca d’Italia, sa anche offrire piaceri più sobri e nascosti, che spesso sfuggono di fronte a un occhio disattento.
Milano mi piace molto, per quell’aria riservata ma al tempo stesso eccentrica che trasmette, per il fatto di essere italianissima ma apparentemente così poco italiana.
Consiglio di programmare una visita a Milano con un certo anticipo, per due motivi: sarete innanzi tutto in grado di ammirare il Cenacolo Vinciano, nel Convento di Santa Maria delle Grazie, cosa che può essere fatta solo tramite prenotazione, e potrete anche approfittare di una serata alla Scala (per cui non è necessario spendere un capitale, dal loggione centrale si riesce a vedere abbastanza bene pagando poco).
D’obbligo naturalmente la visita al Duomo e la salita al tetto per una vista mozzafiato della città, così come consiglio vivamente, soprattutto se amate il Rinascimento, la Pinacoteca di Brera (purtroppo Il bacio di Hayez non l’ho visto, era in prestito altrove…). A pochi passi dal Duomo, tappa obbligata è anche la Galleria Vittorio Emanuele II e, poco oltre, il Museo Poldi Pezzoli con i tesori accumulati dalla famiglia omonima. Il quartiere però più suggestivo è secondo me quello dei Navigli, con i suoi locali e le case con i ballatoi.
A Milano mangiare veg è molto semplice: numerose le proposte culinarie, sia etniche che europee e italiane, e per tutte le tasche, dai take away indiani a ristoranti di lusso come Joia. Per qualche dritta, controllate sul database di veganhome. Ah, tra l’altro, il risotto alla milanese NON è vegetariano
Un classico della cucina meneghina è la cotoletta (cutelèta!) alla milanese, che poi non è altro che una versione della Wiener Schnitzel o del tonkatsu giapponese (ma non ditelo ai milanesi). E la cotoletta di seitan alla milanese è un classico della cucina vegetariana. Ecco la mia versione personale.
Cotolette di seitan alla milanese
Scegliete del seitan già tagliato a fette spesse o a cotoletta. L’uovo è stato sostituito dalla farina di ceci, che dona al piatto un sapore deciso, così come l’abbinamento con la salvia fresca, utilizzata anche nella ricetta più tradizionale. La pastella di ceci e acqua può essere preparata anche con più anticipo, volendo anche la sera prima (in questo caso conservatela in frigo). Attenzione che il pangrattato non contenga strutto (tra l’altro l’ho più volte sostituito anche con del semolino di grano duro). Le dosi sono per 4 persone.
cotolette di seitan 4 (circa 400 g)
olio extravergine d’oliva 4 cucchiai
salvia 4 foglie
farina di ceci 150 g
pangrattato integrale 100 g
sale marino integrale 4 pizzichi
Preparate la pastella, mescolando bene la farina di ceci con un bicchiere e mezzo d’acqua. Lasciate riposare un’oretta.
Salate le cotolette di seitan, passatele nel composto di ceci e acqua. Passatele poi nel pangrattato facendolo aderire bene su tutta la superficie.
Scaldate l’olio in una padella antiaderente con le foglie di salvia. Quando l’olio è ben caldo, friggete le cotolette 2′ da un lato, e 1′ dall’altro lato (o fino a doratura).
Tempo di preparazione: 15′ + 1h di riposo

yari, grazie del consiglio del ristorante, a torino, ci capito spesso perchè ho alcuni amici e clienti, ti faccio i complimentimi invece per questa versione molto bella della milanese e l’augurio che in molto imparino a utilizzare il setan, buon weekend
Non ho ancora pranzato…ma caso vuole che abbia proprio del seitan in frigorifero! Mi è piaciuto questo post su Milano, città che amo e odio!
Ciao gironzolazo ed eccomi qua ti auguro un buon inizio settimana!!
Ciao. Cercando in giro per il web della pasta con i cavolfiori ho trovato la tua. Precisamente i maccaroncelli con cavolfiore, volevo dirti che l’ho trovata fantastica, ovviamente ci ho messo il parmigiano.
Volevo farti anche i complimenti per il bel blog e per le foto, le trovo splendide.
Baci
Anna
Evviva il seitan…io ieri sera l’ho spadellato col radicchio rosso! Devo provare assolutamente la tua versione di cuteleta…
un abbraccio
La mia esperienza milanese dura da un anno e mezzo e ammetto di essere riuscita a riconoscere solo pochissimi pregi a questa città.
È stimolante, dinamica e la ristorazione è senza dubbio uno degli aspetti più fervidi. Ma c’è poca magia, poco calore, troppo rumore.
A chi avesse voglia di conoscere o ricordare la Milano di un tempo, consiglio il libro di Alda Merini “Canto Milano”(Editore Manni): la poetessa racconta la sua città e ricorda in una lunga prosa la Milano dell’infanzia e della giovinezza, quella dei quartieri popolari e delle osterie, dei barboni e degli artisti, dei cinema e delle librerie…
ERESIA! ERESIA!!!
Se non fossi uno dei miei blogger preferiti, chiederei seduta stante il tuo cucchiaio di legno su un piatto d’argento!
La Wiener Schnitzel E’ un plagio della cotoletta milanese, compare infatti a Vienna CASUALMEEEEENTE poco dopo l’occupazione asburgica, mentre a Milano se ne trova menzione già in alcuni codici del 400 conservati alla biblioteca ambrosiana (che ti consiglio caldamente per una visita, una delle prossime volte che verrai a l’umbra de la madunina
). Così come la Bodo Torte è il Bòdino milanese, che non è un budino infatti.
)
(io ormai abito nel pavese ma a milano ci vado spesso per lavoro)
E tanto per fare i baùscia (che a Milano sarebbero gli sboroni), la Wiener Wald è una banale insalata mista e va da sé che l’avranno copiata anche lei dalla cucina milanese (…ma questa è una mia ipotesi, non ancora suffragata da ricerche filologiche
Se qualche volta ripassi per Milano e ne hai voglia, ti portiamo a cena in qualche posticino non dichiaratamente vegan ma dove vegan si mangia
@Gunther
(la vedo dura!)
Fammi poi sapere che ne pensi se ci capiti. E speriamo che magari anche loro propongano qualche piatto col seitan
@Alice
Anch’io odio e amo Torino
@Dual
Grazie, contraccambio con un po’ di ritardo, anzi mi porto in anticipo augurandoti buon fine settimana.
@Anna
Grazie, anch’io capito ogni tanto sul tuo blog, mi interessa molto per via delle ricette di prodotti da forno per chi soffre di celiachia. Le foto? Si può sempre migliorare
@Val
Contraccambio!
Buono con l’amaro del radicchio, ottima idea da buona veneta
@Acilia
Grazie per il consiglio. Quello che dici è suffragato dai miei amici milanesi, effettivamente. Però calcola che le mie parole sono quelle di chi non ci ha mai vissuto, e che forse vede solo il bello di una realtà più grande e cosmopolita di Torino.
@Erbaviola
Lo so, lo so, l’ho detto apposta per provocare un nuovo moto insurrezionale da parte dei milanesi. Non sapevo però della Bodo Torte!
Alla Biblioteca Ambrosiana sono stato… e mi sono accorto di non averla inserita nel post, accidenti. Rimedierò la prossima volta.
Accetto l’invito, ti contatto in pvt la prossima volta che vengo a Milano (se non ci capito prima per lavoro, conto di venirci a gennaio o febbraio).
Ma quando ci sei stato? Non dirmi che ci potevamo beccare a Milano e non mi hai detto niente…
Ciao Vera, figurati, te l’avrei detto! A Milano ci sono capitato l’ultima volta a inizio settembre per lavoro. Altrimenti ci sono andato per fatti miei l’ultima volta a giugno. Se capito un fine settimana a breve, ti faccio sapere.
Io andrò domani a Milano, per la ripresa dei miei corsi

Inizio ad essere emozionata. Purtroppo non vedrò molto della metropoli. Mi limiterò a visitare la stazione, la metro, l’aula del corso e nuovamente la metro e la stazione
Però, bella Milano…
@Arame
Buona ripresa allora!
ma il seitan lo trovo al supermercato? oppure devo andare in un negozio specializzato?… io non sono vegetariana, ma la carne non mi piace, (sa di morto e puzza… è stata una lotta dura di ben 20 anni con i miei a casa per far loro capire che non la volevo mangiare….) e del pesce, non sapendone riconoscere l’esatta freschezza, non mi fido ma dato che non mi piace quello surgelato, non lo compro… Vivo in casa con altre 3 ragazze una vegetariana nuovo acquisto, e siccome cucino io per tutte, solitamente mangio solo la pasta o le verdure, non essendo mai né sazia né soddisfatta… però con la scusa di questa ragazza vegetariana, potrei variare, ma non so come fare… abito a Firenze e anche il costo del cibo purtroppo ha la sua importanza hehehe essendo una studentessa!
mi puoi aiutare?
@sara
Prova a inserire un po’ di proteine vegetali. Oltre al seitan o al tofu, potresti provare con i legumi, che trovi facilmente ovunque, e, se ti piacciono, a fare delle frittate a base di farina di ceci, che sono spettacolari. Il seitan potresti provare anche a prepartelo tu in casa, è un po’ laborioso, ma il costo si riduce notevolmente (calcola però che 1kg di carne è più costoso di 1kg di seitan, quindi se non la consumi…). Per la ricetta del seitan, ti consiglio di dare un’occhiata qui: http://veruccia.blogspot.com/search/label/Autoproduzione%20del%20seitan, qui: http://www.erbaviola.com/2009/10/16/arrosto-di-seitan-passo-per-passo.htm e poi gli splendidi esperimenti culinari di Puccina su http://ilmondodipuccina.blogspot.com/. Naturalmente per informazioni più dettagliate, puoi anche scrivermi in privato (ilcucchiaiodilegno@gmail.com). Ciao e fammi sapere!
Il seitan lo trovi nei negozi e supermercati di alimenti naturali, come per l’appunto il Naturasì che ti ho indicato nell’altra risposta. Ci sono però diversi supermercati della grande distribuzione che lo trattano, secondo me ti converebbe provare in qualche Ipercoop. Ci credo però che poi hai fame se mangi solo pasta e verdure
[…] anche: Un altro post su Milano con la ricetta della […]
Grazie per la bella descrizione della città dove sono nata ma che non sono più in grado di amare infatti, abito in provincia tra Reggio Emilia e Parma dal 1982 cioè da quando Milano ha cominciato ad essere: “da bere”…..
Grazie anche per le ricette ed un saluto cordialissimo.
@Patrizia
Grazie a te per la visita! C’è da dire che dove sei tu ora si vive molto bene!