Zuppa friulana

23 11 2008

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Ero un po’ dubbioso se pubblicare questa ricetta o meno, dato che ultimamente le zuppe e le minestre abbondano sul mio blog, anzi credo che siano la categoria più nutrita del ricettario! Però questa versione veg della tipica zuppa friulana di orzo e fagioli (la ricetta originaria non è vegetariana, prevede l’utilizzo della pancetta) ha riscosso un notevole successo in casa mia, e quindi non potevo non rendervene partecipi :-)

Zuppa friulana
Utilizzate dell’orzo decorticato, dalle proprietà nutritive più compete rispetto alla più comune versione perlata. Necessario l’ammollo, che ne riduce i tempi di cottura. La zuppa può essere preparata in anticipo, ma, dato che l’orzo tende a gonfiarsi assorbendo il brodo, tenete dell’altro brodo vegetale pronto per quando vorrete servirla, aggiungendolo quando la riscaldate. Gli ingredienti sono per 8 persone, io l’ho anche surgelata e consumata qualche giorno dopo.

orzo decorticato 200 g
fagioli borlotti 200 g
sedano 2 gambi
carote 2
cipolla 1 grande
olio extravergine d’oliva 2 cucchiai
brodo vegetale 1 litro
sale marino integrale 2 cucchiaini + un paio di pizzichi
prezzemolo 2 gambi

Mettete in ammollo la sera prima (in due contenitori separati!), i fagioli e l’orzo.
Sciacquate i fagioli e lessateli in pentola a pressione con 600 ml d’acqua. Lasciate passare un’ora dal fischio, avendo cura di abbassare la fiamma al minimo. Trascorso questo tempo, aprite la pentola, aggiungete un cucchiaino di sale, fate sobbollire ancora 5′, scolateli. Passate la metà dei fagioli al mixer o al passaverdure in modo da ottenere una purea.
Lavate e tritate il sedano, la cipolla, le carote e un gambo di prezzemolo.  Rosolate il trito nell’olio.  Aggiungete poi la purea di fagioli, gli altri fagioli interi, il brodo vegetale e un cucchiaino di sale.  
Insaporite per 5′, e aggiungete l’orzo scolato e sciacquato. Cuocete per circa un’ora.
Fate riposare 5′ prima di servire. Al momento di servire, regolate di sale e decorate con prezzemolo tritato.

Tempo di preparazione: 2h10′ + 8h di ammollo

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Brodo cinese di tofu

17 11 2008

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Mi sono accorto che la maggior parte delle ricette di questo blog sono piuttosto lunghe a livello di preparazione o di tempi di riposo e cottura. Ecco allora una zuppa veloce, semplice ma saporita che si rifà anche alla stracciatella (cogliendo tra l’altro l’invito di Cristina, alias Tabatuga, a realizzarne una versione vegana!).

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Brodo cinese di tofu
Le uova strapazzate sono sostituite egregiamente dal tofu, e il tamari dà un gusto intenso a questo brodo leggero e corroborante, adatto ai primi freddi autunnali.

tofu 150 g
tamari 6 cucchiai
prezzemolo 1 mazzetto
acqua 1 litro

Portate a ebollizione l’acqua. Nel frattempo schiacciate il tofu con una forchetta. Tritate il prezzemolo.
Aggiungete tamari e tofu e mescolate per 1′. Servite con il prezzemolo tritato.

Tempo di preparazione: 15′

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Milano e la cutelèta (di seitan, ovvio!)

7 11 2008

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Milano, la città più dinamica, cosmopolita e ricca d’Italia, sa anche offrire piaceri più sobri e nascosti, che spesso sfuggono di fronte a un occhio disattento.
Milano mi piace molto, per quell’aria riservata ma al tempo stesso eccentrica che trasmette, per il fatto di essere italianissima ma apparentemente così poco italiana.

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Consiglio di programmare una visita a Milano con un certo anticipo, per due motivi: sarete innanzi tutto in grado di ammirare il Cenacolo Vinciano, nel Convento di Santa Maria delle Grazie, cosa che può essere fatta solo tramite prenotazione, e potrete anche approfittare di una serata alla Scala (per cui non è necessario spendere un capitale, dal loggione centrale si riesce a vedere abbastanza bene pagando poco).
D’obbligo naturalmente la visita al Duomo e la salita al tetto per una vista mozzafiato della città, così come consiglio vivamente, soprattutto se amate il Rinascimento, la Pinacoteca di Brera (purtroppo Il bacio di Hayez non l’ho visto, era in prestito altrove…). A pochi passi dal Duomo, tappa obbligata è anche la Galleria Vittorio Emanuele II e, poco oltre, il Museo Poldi Pezzoli con i tesori accumulati dalla famiglia omonima. Il quartiere però più suggestivo è secondo me quello dei Navigli, con i suoi locali e le case con i ballatoi.

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A Milano mangiare veg è molto semplice: numerose le proposte culinarie, sia etniche che europee e italiane, e per tutte le tasche, dai take away indiani a ristoranti di lusso come Joia. Per qualche dritta, controllate sul database di veganhome. Ah, tra l’altro, il risotto alla milanese NON è vegetariano ;-)

Un classico della cucina meneghina è la cotoletta (cutelèta!) alla milanese, che poi non è altro che una versione della Wiener Schnitzel o del tonkatsu giapponese (ma non ditelo ai milanesi). E la cotoletta di seitan alla milanese è un classico della cucina vegetariana. Ecco la mia versione personale.

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Cotolette di seitan alla milanese
Scegliete del seitan già tagliato a fette spesse o a cotoletta. L’uovo è stato sostituito dalla farina di ceci, che dona al piatto un sapore deciso, così come l’abbinamento con la salvia fresca, utilizzata anche nella ricetta più tradizionale. La pastella di ceci e acqua può essere preparata anche con più anticipo, volendo anche la sera prima (in questo caso conservatela in frigo). Attenzione che il pangrattato non contenga strutto (tra l’altro l’ho più volte sostituito anche con del semolino di grano duro). Le dosi sono per 4 persone.

cotolette di seitan 4 (circa 400 g)
olio extravergine d’oliva 4 cucchiai
salvia 4 foglie
farina di ceci 150 g
pangrattato integrale 100 g
sale marino integrale 4 pizzichi

Preparate la pastella, mescolando bene la farina di ceci con un bicchiere e mezzo d’acqua. Lasciate riposare un’oretta.
Salate le cotolette di seitan, passatele nel composto di ceci e acqua. Passatele poi nel pangrattato facendolo aderire bene su tutta la superficie.
Scaldate l’olio in una padella antiaderente con le foglie di salvia. Quando l’olio è ben caldo, friggete le cotolette 2′ da un lato, e 1′ dall’altro lato (o fino a doratura).

Tempo di preparazione: 15′ + 1h di riposo

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Lulù, 1992-2008

3 11 2008

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Oggi pomeriggio Lulù, la mia gatta, è mancata dopo una lunga malattia. Sono contento di essere riuscito a vederla e accarezzarla nell’ultima ora della sua vita, anche se ora è difficile ripensare a questi suoi ultimi attimi. Quello che mi è rimasto impresso è insieme la dolcezza e la tragicità di questo momento: una gatta fin nell’ultimo indipendente e discreta, che si è spenta tra due sussulti, senza prima non avermi fatto qualche debole fusa.
Lulù l’abbiamo trovata nel motore dell’auto di mia madre sedici anni fa, in una fredda mattina di marzo, quando cucciolina si era incastrata lì dentro per trovare un po’ di caldo. Ed è sempre stata una micia freddolosa, amante del caldo e dei caloriferi accesi ;-) Ha vissuto sicuramente una vita felice, accudita nei suoi primi anni di vita dalla mia precedente gatta, scorbutica solo all’apparenza, ma che l’aveva adottata come una figlia, e cresciuta poi in seguito con tre gatti maschi che a volte accudiva e a volte scacciava via, disturbata.
Lulù è stata la gatta della mia adolescenza e degli anni del liceo, e mi mancherà sicuramente tanto. Addio, piccolina :-)

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Settembre/Ottobre 2008

1 11 2008

Breve riepilogo di questo (scarno, purtroppo) bimestre.
Per quanto riguarda le ricette, si parte con quelle base come la besciamella realizzata con latte di soia e olio extravergine d’oliva. Come primo piatto una coloratissima vellutata di zucca Hokkaido con crostini al curry, oppure un piatto unico come l’indonesiano nasi goreng. Una bella teglia di verdure grigliate al rosmarino è quello che ci vuole in queste fredde giornate autunnali, così come il classico pot-au-feu realizzato col seitan.
Pienamente aggiornata la sezione dei link alle ricette e quella dei ristoranti, a cui si è aggiunta la recensione del parigino La Victoire Suprême du Cœur. E infine le mie prime impressioni sull’India.

PS. Dimenticavo che oggi è il World Vegan Day… Auguri a tutti i vegan, e a chi sta magari pensando di diventarlo! ;-)

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