Pot-au-feu

12 10 2008

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« Quand elle s’asseyait, pour dîner, devant la table ronde couverte d’une nappe de trois jours, en face de son mari qui découvrait la soupière en déclarant d’un air enchanté: «Ah! le bon pot-au-feu! je ne sais rien de meilleur que cela», elle songeait aux dîners fins, aux argenteries reluisantes, aux tapisseries peuplant les murailles de personnages anciens et d’oiseaux étranges au milieu d’une forêt de féerie; elle songeait aux plats exquis servis en des vaisselles merveilleuses, aux galanteries chuchotées et écoutées avec un sourire de sphinx, tout en mangeant la chair rose d’une truite ou des ailes de gélinotte. » (Guy de Maupassant, La parure).*

Piatto rustico della cucina francese, spesso associato (anche da Maupassant) al ceto medio, il pot-au-feu è  un classico piatto “slow-food”, da preparare con calma e con cura, possibilmente in pentole di coccio, e da assaporare con i primi freddi. La mia versione (veg, e ci mancherebbe altro!) è stata leggermente orientalizzata e “macrobioticizzata”. Da provare come piatto forte per una cena autunnale.

Pot-au-feu
Per questa ricetta sono necessarie due casseruole (meglio se di coccio) della stessa dimensione, in quanto non bisogna mescolare gli ingredienti. Scegliete del seitan spesso, piuttosto poroso. Al posto, o in aggiunta delle verdure che ho utilizzato (d’obbligo però sempre la cipolla, il cavolo e le carote), si possono usare anche cavolfiori, topinambur e scorzonere. Le dosi sono per 4 persone.

seitan 300 g
carciofi 2
carote 2
cipolla 1
cavolo verza ¼
finocchio 1
mela 1
porro 1
biete da costa 3
tamari 1 cucchiaio
sale marino integrale ½ cucchiaino

Tagliate il seitan a dadi di almeno 1 cm.
Private i carciofi delle brattee esterne più dure, tagliateli in quattro e privateli della peluria interna (i gambi possono essere utilizzati, da togliere soltanto le spine e la parte terminale esterna più fibrosa). Tagliateli a spicchi grossi.
Spazzolate le carote sotto l’acqua, tagliatele a pezzi grossi come una noce. Mondate e lavate il cavolo verza, la cipolla, il porro e il finocchio, tagliateli a pezzi grossi come le carote.
Lavate la mela, dividetela in quattro parti, privatela del torsolo e tagliatela a pezzi grossi. Lavate anche le coste di bietola e tagliatele a pezzi grandi.
Mettete tutte le verdure in una casseruola con il seitan, salate con il tamari e il sale e aggiungete un bicchiere d’acqua.
Portate a ebollizione e fate cuocere a pentola coperta, a fuoco basso, senza mai mescolare per 10′. Trascorso questo tempo, rovesciate il contenuto della pentola nell’altra vuota, e continuate la cottura per 10′.
Ripetete poi un’altra volta, per altri 10′.
Servite senza mescolare.

Tempo di preparazione: 20′ + 35′ di cottura

*Quando lei si sedeva, per cenare, davanti al tavolo rotondo coperto da una tovaglia di tre giorni, di fronte al marito che scopriva la zuppiera dichiarando con aria soddisfatta: “Ah! Il buon pot-au-feu! Non conosco nulla di meglio”,  pensava alle cene prelibate, alle argenterie splendenti, agli arazzi che popolavano i muri con personaggi antichi e strani uccelli nel mezzo di una foresta incantata; pensava ai piatti squisiti serviti in stoviglie meravigliose, alle galanterie bisbigliate e ascoltate con un sorriso da sfinge, mangiando la carne rosa di una trota o delle ali di francolino.


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Informazioni

10 commenti a “Pot-au-feu”

12 10 2008
Acilia (17:57:26) :

Il nome Pot-au-feu ha una bella sonorità.
È un piatto che non conoscevo; molto interessante, soprattutto se legato al fascino dello stralcio di Maupassant.
Mi manca il sale marino integrale, posso sostituirlo con il rosa dell’Himalaya?

14 10 2008
Yari (08:28:26) :

@Acilia
Direi che il sale rosa può andare bene, oppure sostituisci direttamente il tutto con un po’ più di tamari.

16 10 2008
Arame (09:25:51) :

Sono tornata, e sto saltellando nei miei blog preferiti a mandare baci e saluti!
Sono rimasta un po’ indietro, ma troverò il tempo per leggerti con calma, questo è solo una capatina per dirti “ciaooooo”

17 10 2008
mammafelice (13:40:14) :

Ahhh!Quelle délicieuse assiette ! Tous mes compliments, encore une fois, au chef !

17 10 2008
erika (16:00:54) :

ciao yari! oggi ho fatto il miglio con la zucca…
purtroppo ho scoperto che è proprio il miglio che non mi va giù :s
all’inizio era gradevole, grazie alla tua ricetta: l’olio, il rosmarino, la zucca che adoro… ma dopo poco non riuscivo più a mangiarlo!ho dovuto mischiarci mezza cotoletta di soia che avevo preparato per stasera per finire il piatto… :p
grazie per avermi risposto al post dell’altra volta e a risentirci :)

ciao!
erika.

17 10 2008
erika (16:04:37) :

ma sarà che ho comprato quello decorticato? magari ha un gusto più amaro… o non c’entra nulla??

ariciu!!

:)

19 10 2008
Yari (20:47:17) :

@Arame
Ma bentornata!! Devi farci sapere tutto delle tue prime settimane da neosposa ;-)

@Mammafelice
Merci, ça tu peux bien l’essayer, c’est bien plus rapide que le nasi goreng ;-)

@Erika
Mi sa che allora non ti piace ;-) Il miglio viene venduto solo decorticato, perché non è commestibile se lasciato integrale. Prova magari a prepararlo come se fosse una polenta (ultimo tentativo!). Fallo cuocere con un bel brodo di verdure, un po’ di salsa di soia, una cipolla a fettine e un bicchiere di vino rosso. Fai asciugare tutto il liquido (mi sembra che le proporzioni siano di 2 a 1, però ora controllo), compatti il tutto, tagli a fette, e lo servi con un sughetto o con del seitan ;-)

20 10 2008
mammafelice (09:01:28) :

C’est vrai !

24 01 2012
Clara (10:08:54) :

Non mi pare tu dica a cosa serve il cambio di casseruola, effettuato più di una volta.

25 01 2012
Yari (23:14:11) :

@Clara
L’ ho scritto all’inizio, nelle note alla ricetta. Le due casseruole permettono la cottura delle verdure e del seitan senza dover rimescolare, in modo da rimanere fedeli alla preparazione originaria, e per far sì che i sapori si amalgamino meglio.

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