Il cucchiaio di legno…

25 02 2008

Nonostante ultimamente sia piuttosto preso dal lavoro, e nonostante abbia cucinato per mera sopravvivenza, senza realizzare nulla di particolare, ho pensato però di apportare, piano piano, qualche modifica al blog, in modo da renderlo più aderente a quello che è un po’ il mio “regolamento” di cucina naturale… Non ne avevo mai parlato, ma eccolo riassunto in pochi punti.

Ingredienti
- ortaggi e verdure, sempre di stagione e possibilmente bio

- frutta fresca, sempre di stagione e possibilmente biologica - se tropicale, bio e del commercio equo-solidale

- cereali integrali o, in maniera più limitata, semintegrali, sempre biologici

- proteine vegetali: legumi, seitan, tofu, tempeh, noci e semi oleosi
- latte e yogurt vegetale

- condimenti di elevata qualità (olio extravergine d’oliva bio, olii di semi bio spremuti a freddo, sale marino integrale, aceto di mele, acidulati di umeboshi e riso)
- dolcificanti naturali: malto, sciroppo d’acero, succo d’agave, melassa, zucchero di canna integrale (Panela, Rapadura o Mascobado)

Tecniche di cottura
Da privilegiare, per le verdure, la cottura a vapore, la cottura al forno o la lessatura (solo per le minestre). La cottura in pentola a pressione è ottima invece per cereali (sempre ad assorbimento) e legumi.Strumenti
Il legno, naturalmente! Per posate e taglieri è d’obbligo. Pentolame in acciaio e in terracotta naturale non smaltata, qualche volta l’utilizzo di pentole antiaderenti (con le dovute precauzioni) per frittate e crêpes, e del pyrex. E prima o poi il wok in ghisa sarà mio :-)

Ingredienti dubbi

Ho deciso di mantenere quattro ingredienti che possono causare perplessità in alcuni. Innanzi tutto lo zucchero di canna integrale, da non confondere con il più comune zucchero di canna grezzo (quello che normalmente si vede nei bar e nei supermercati, e che non è altro che zucchero raffinato, ridisciolto e mescolato con caramello o melassa). Lo zucchero di canna integrale non subisce invece la raffinazione, presenta un livello di saccarosio minore dell’80% rispetto allo zucchero bianco, ma è soprattutto ricco di sali minerali e vitamine (soprattutto del gruppo B). È un dolcificante che comunque utilizzo raramente, e che scelgo sempre del commercio equo-solidale (il brasiliano Rapadura, il colombiano Panela e il Mascobado delle Filippine).
Secondo ingrediente è il cioccolato, sempre fondente, con almeno il 75% di cacao, senza lecitina e dolcificato con zucchero di canna integrale. E naturalmente sempre del commercio equo-solidale.
Ci sono poi le solanacee (patate, pomodori, peperoni, melanzane), da consumare esclusivamente in stagione. Infine gli spinaci, il cui contenuto di acido ossalico e di nitriti è ampiamente compensato da alte dosi di carotenoidi e clorofilla. Naturalmente anche questi solo di stagione.
Ho deciso invece di eliminare due ingredienti che a volte vengono accettati da alcuni filoni della cucina naturale: la margarina vegetale non idrogenata e i vari ristrutturati di soia. Ed è per questo che man mano sostituirò le (poche) ricette che li contengono sperimentando nuove versioni con altri tipi di ingredienti.

Motivazioni etiche
Le mie scelte a tavola non sono però solo dettate da questioni “salutistiche”: la motivazione principale è quella di arrecare il minor danno all’ambiente e agli altri esseri viventi. È per questo che i piatti che propongo (e la mia dieta) sono 100% vegetali, con un occhio particolarmente attento alla scelta di prodotti biologici, locali, di stagione o, se provenienti dai paesi in via di sviluppo, del commercio equo-solidale.

 

Lavori in corso
Oltre a variare alcune ricette già postate, ci sarà inoltre un completo “re-styling” di alcune foto, soprattutto di quelle degli inizi, alcune delle autentiche ciofeche… Anche l’occhio vuole la sua parte! Mensilmente (sull’esempio di Vera), farò un breve riepilogo delle novità e delle variazioni avvenute.

P.S.: Si vede che non ho nessuna ricetta da postare ultimamente? ;-)

  • Share/Bookmark

Azioni

Informazioni

15 commenti a “Il cucchiaio di legno…”

26 02 2008
mattop (12:10:00) :

Quoto tutto il tuo regolamento!
Sintetico, preciso e corretto.

26 02 2008
yari (14:07:00) :

@mattop
E si sta molto meglio :-)

26 02 2008
Morrigan (15:25:00) :

E vabbè, hai il blocco dello scrittore pure te! :-P
E la tua “lista della spesa” la approvo in pieno e vi ho trovato alcune novità che non conoscevo, tipo lo zucchero di canna dei bar che in realtà è quello bianco ma colorato, e che non userai i ristrutturati di soia perchè????
Alla prossima!
Gnam

26 02 2008
yari (22:59:00) :

@Morrigan
Più che altro ho il blocco del cuoco! I ristrutturati di soia sono un prodotto industriale eccessivamente lavorato, tale da renderlo nutrizionalmente “morto”.

26 02 2008
nataraja (23:21:00) :

Ciao Yari , sono in super daccordo con te!!!
ogni tanto ci vogliono anche questi periodi!!!(che sia un pregio/difetto dell’ariete??)
ciaooo

27 02 2008
Erbaviola.com (22:03:00) :

Blocco dello scrittore o meno,
sei stato nominato per il You Make My Day Award! :D
http://www.erbaviola.com/2008/02/27/you-make-my-day-award-di-corsa/

28 02 2008
yari (00:01:00) :

@Nataraja
Sì, ma in realtà avrei voglia di cucinare, è solo che non ho tempo!!! :-(

@erbaviola
Oh oh, corro a vedere…

28 02 2008
veganswiss (17:19:00) :

anch’io quoto il tuo regolamento Yari ;-)

29 02 2008
yari (13:20:00) :

Un vero plebiscito, allora :-)

6 03 2008
Francesca (13:08:00) :

“zucchero di canna grezzo (quello che normalmente si vede nei bar e nei supermercati, e che non è altro che zucchero raffinato, ridisciolto e mescolato con caramello o melassa)”

Oh signur! Questa non la sapevo proprio.
Con i miei complimenti per il blog (che seguo sempre ma che non ho mai avuto occasione di commentare), lascio un saluto.
Francesca

7 03 2008
yari (11:41:00) :

Grazie Francesca, non conoscevo il tuo blog, ora vado a vederlo.
Sì, purtroppo il normale zucchero di canna che si trova in giro non è molto diverso da quello bianco raffinato, ha solo un po’ più d’acqua all’interno.

4 04 2008
shanti66 (10:33:00) :

Anch’io vorrei applicare questo regolamento (togliendo quasi completamente la frutta e lo zucchero e aggiungendo un po’ di pesce), ma sarei l’unica in famiglia, così devo spesso “trasgredire”.
Però, scusate l’ignoranza, che cosa sono i ristrutturati di soia?

6 04 2008
yari (16:28:00) :

Ciao shanti66, perché non far provare anche agli altri dei piatti preparati secondo quello in cui credi? Inoltre puoi sempre preparare queste cose per tutti, e se gli altri vogliono mangiare altro, possono sempre mettersi ai fornelli ;-) I ristrutturati di soia sono più conosciuti come bistecche di soia: non sono altro che la polpa residua dell’estrazione dell’olio di soia - si tratta quindi di un alimento decisamente raffinato e devitalizzato.

7 04 2008
shanti66 (08:41:00) :

Grazie per la risposta! Per fortuna, non ho mai mangiato queste bistecche di soia. In effetti, ogni tanto faccio assaggiare i “miei” piatti (e alcuni sono anche piaciuti), ma il problema è proprio che a mio marito piace mettersi ai fornelli e lo fa spesso - il che può essere un bene o un male, dipende da che cosa cucina, naturalmente.

8 04 2008
yari (10:02:00) :

Magari cerca di coinvolgere tuo marito quando cucini i tuoi piatti, in modo da fargli lentamente conoscere e apprezzare anche un altro modo di mettersi ai fornelli.

Lascia un commento

Puoi usare questi tag : <a href="" title="" target=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <code> <em> <i> <strike> <strong>




Bad Behavior has blocked 1028 access attempts in the last 7 days.

Chiudi
Invia e-mail