Zuppa di azuki e spinaci

30 01 2008

Dopo aver postato ricette un po’ più elaborate, adatte per i giorni di festa, è ora di tornare alle mie amate zuppe (direi la sezione più nutrita a sinistra!), con l’abbinamento, questa volta, di azuki e spinaci. Gli spinaci freschi sono davvero ottimi e, essendo anche ricchi di ferro, costituiscono un valido complemento nei mesi invernali e primaverili (la loro stagione va da ottobre a maggio).

Zuppa di azuki e spinaci

Ingredienti - 4 persone

azuki 100 g
spinaci 100 g + qualche foglia per decorare
cipolla 1
alga kombu 5 cm
olio di sesamo 1 cucchiaio
tamari 2 cucchiai
sale marino integrale 2 pizzichi

Tempo - 1hLavate gli azuki, e poneteli nella pentola a pressione con l’alga e due tazze d’acqua. Chiudete e mettete su fuoco vivace. Non appena fischierà, abbassate la fiamma al minimo e fate cuocere per un’ora.
Nel frattempo pelate la cipolla e tagliatela a fettine. Fate scaldare l’olio di sesamo in una casseruola, abbassate la fiamma al minimo e aggiungete la cipolla. Fatela cuocere per 15′-20′, mescolando e facendo attenzione che non si bruci (nel caso potete anche togliere la pentola dalla fiamma e lasciare a “riposo” per un paio di minuti). Aggiungete poi un pizzico di sale.
Una volta cotti gli azuki, eliminate l’alga e versate la cipolla insieme ai legumi.
Lavate gli spinaci e lessateli velocemente senza acqua (basterà quella residua sulle foglie dopo il lavaggio), insieme a un pizzico di sale. Strizzateli e tritateli.
Uniteli al resto degli ingredienti e aggiungete quattro tazze d’acqua e il tamari. Portate a ebollizione, sobbollite a fuoco basso per 10′. Servite decorando con qualche foglia cruda di spinaci.

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Brown Rice Cafe

25 01 2008

Al Brown Rice Café sono particolarmente affezionato: è stato il primo ristorante vegetariano che ho provato in Giappone. Piccolo, dal design “nippo-scandinavo”, in una delle zone più eleganti di Tokyo, è particolarmente popolare tra le giovani donne, anche grazie al fatto di essere praticamente comunicante con un negozio di aromaterapia (che a quanto pare negli ultimi anni è diventata particolarmente in voga nel paese del Sol levante).L’arredamento in legno, i vani dietro le poltrone con libri di cucina naturale e le lavagne con i piatti scritti col gessetto, oltre al bel dehors esterno sotto un pergolato lo rendono un ambiente ideale per allontanarsi e ritemprarsi dalla frenesia della capitale giapponese.


La cucina, vegana (a eccezione di un paio di dessert contenenti uova), utilizza solo prodotti freschi, di stagione, locali e biologici, e si presenta come un riuscito mix di tradizione giapponese e gastronomia vegetariana occidentale.


Scegliendo il menù del giorno (1680 yen, circa 11 euro), vi verranno serviti un piatto a base di proteine vegetali (tofu o tempeh) con una selezione di vegetali di stagione cucinati e presentati in svariati modi. Come immancabile accompagnamento, la zuppa di miso e il riso integrale a vapore (玄米 genmai in giapponese).


Unica nota dolente i dolci, molto buoni ma decisamente microscopici: quella che ad esempio viene spacciata come tofucake di cioccolato è in realtà un dolcetto poco più grande di un pasticcino :-(
Tra le altre specialità della casa, il curry di verdure (il curry giapponese è una loro invenzione che non assomiglia per nulla a quelli indiani, se non per l’uso della medesima miscela di spezie!), gli involtini di tempeh, e gli hamburger vegan.
Attenzione a non arrivare tardi: in Giappone vige la regola del last order (ラスト・オーダー), per cui, un’ora circa prima della chiusura il cameriere vi ricorderà di ordinare quello che volete ancora perché dopo… nulla!!
Annessa al ristorante c’è anche un’interessante pasticceria-delicatessen con numerose creazioni 100% vegetali.

Brown Rice Cafe
5-1-17 Jingūmae
Shibuya-ku
Tōkyō
(東京都渋谷区神宮前 5/1/17)
Tel. (+81) 03 5778 5416
Metro: Omotesandō (表参道), uscita A1
Orario: lun-dom, 12.00 - 21.00 (last order 20.00)
http://www.brown.co.jp/

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Thinking Blog Award

21 01 2008

Un po’ stordito dopo dieci giorni di viaggi (per lavoro e per diletto), mi fa molto piacere aver ricevuto questa nomination da parte di Giù&Cat, che ringrazio per avermi indicato fra i blog che, secondo loro, hanno la capacità di far pensare. Oh oh… Ora tocca a me, con una piccola premessa: tutti i blog che ho segnalato a fianco sono meritevoli di entrare in questa piccola classifica, in quanto scelti non a caso.

Semplicemente Vera: il primo blog vegan in cui mi sono imbattuto, e che sicuramente mi ha sostenuto nel passaggio da latto-ovo-vegetariano a vegano. Vera è un vero (scusate il gioco di parole) portento: è una miniera di informazioni ed è instancabile nelle sue sperimentazioni non solo culinarie.

Erba Viola: leggete uno dei suoi post. Vero stile. E in più è vegan :-)

Nella botte piccola: non è fantastico essere così appassionati del proprio lavoro?

Il pranzo di Babette: eleganza allo stato puro. Le fotografie in particolare.

Essenza alimentare: il blog di Matteo, compagno di merende (veg, naturalmente) e il mio guru natural-crudista!

Le regole per partecipare al Thinking Blogger Award:

1. Partecipare se si è stati nominati (se non avete voglia/tempo non importa!)
2. Lasciare un link al post originario inglese
3. Inserire nel post il logo del Thinking blog award
4. Indicare cinque blog che hanno la “capacità di farti pensare”

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Eggnog vs. Zabajone

12 01 2008

Un’altra delle sperimentazioni natalizie è stata quella di provare la versione vegan dell’eggnog, una bevanda a base di latte e uova tipica del periodo natalizio in Nordamerica, aromatizzata con spezie e liquore. La bevanda ricorda in parte il nostrano zabajone e, girovagando su Internet, ho scoperto numerose altre versioni diffuse in America Latina e in Europa centrale. Gli ingredienti base dell’eggnog li ho riciclati anche per questa sperimentazione dello zabajone, e il risultato sembra essere particolarmente ben riuscito. Devo però ancora decidere chi dei due abbia vinto la gara del titolo ;-)


Eggnog

Ingredienti per 6:

latte di soia 60 ml
tofu vellutato (kinugoshi) 200 g
sciroppo d’acero 6 cucchiai
brandy 60 ml
vaniglia naturale Bourbon 2 cucchiaini
cannella in polvere ½ cucchiaino
cardamomo 6 semi
noce moscata grattuggiata ¼ cucchiaino
chiodi di garofano 4

Preparazione: 10′

Polverizzate i chiodi di garofano col frullatore. Aprite i bacelli di cardamomo per estrarre i semi neri, e pestateli accuratamente.
Passate al mixer tutti gli ingredienti in modo da ottenere una crema fluida.
Refrigerate oppure scaldate a bagnomaria a seconda di come preferite gustarlo.


Zabajone

Ingredienti per 6:

latte di soia 60 ml
tofu vellutato (kinugoshi) 200 g
sciroppo d’acero 6 cucchiai

marsala 60 ml
zafferano 1 bustinaPreparazione: 5′

Passate tutti gli ingredienti al mixer fino a ottenere una crema omogenea. Refrigerate se lo preferite consumare freddo, oppure scaldate a bagnomaria (in questo caso si esalterà maggiormente il gusto del marsala).

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Mangiare veg nella Granda

7 01 2008

Le vacanze di Natale sono ormai un ricordo, anche perché ho ricominciato a lavorare già la settimana scorsa. Da Santo Stefano a Capodanno me ne sono andato nella casa dei miei in montagna, nel Monregalese, in provincia di Cuneo. Qui, tra paesaggi boschivi e cime innevate, nella provincia più tradizionalista e agricola del Piemonte (la Granda, così è soprannominata la provincia di Cuneo), è possibile sopravvivere all’orgia di carni bovine e formaggi che sembrano essere l’unico ingrediente di ogni piatto. Sono riuscito difatti a scovare due posticini che offrono un’elevata qualità di ingredienti con la possibilità di avere un menù completo 100% vegetale.A cinque kilometri da casa mia, nel comune di Frabosa Soprana, non lontano dalla cittadina secentesca di Mondovì e dal comprensorio sciistico di Prato Nevoso e Artesina, il ristorante dell’Hotel Miramonti offre la possibilità di avere menù vegetariani, vegani e macrobiotici.

Grande cura è data agli ingredienti, tutti di coltivazione biologica, all’utilizzo di cereali integrali e verdure di stagione. Le verdure la fanno da padrone: molte sono quelle dell’orto dell’albergo, e l’antipasto a buffet, per veg e no, è sempre costituito da una vasta scelta di pinzimoni e verdure crude, da condire con olio extravergine d’oliva, aceto di mele, scaglie di mandorle. Il pane (integrale) viene prodotto in casa, così come casalinga è la preparazione del seitan, particolarmente morbido e saporito.
Dopo una serie di antipasti a base di verdure crude, pinzimoni e crostini con paté di olive, mi si è presentata un’abbondante porzione di riso integrale al rosmarino. Piatto forte il seitan fatto in casa, e accompagnato da verdure invernali saltate in padella. A conclusione frutta fresca, prugne in conserva casalinga e pere al forno.


Hotel Miramonti
Via Roma 84
12082 Frabosa Soprana (CN)
tel. 0174 244533
info@miramonti.cn.it
http://www.miramonti.cn.it/
Autostrada Torino-Savona, uscita Mondovì

Altro luogo ancora più suggestivo, soprattutto d’inverno, è la Locanda Mascha Parpaja.

Nel cuore della Valle Maira, una delle terre occitane, questo piccolissimo locale, ricavato all’interno di una tipica casa di pietra risalente al XVIII secolo, offre una cucina curata che si rifà alle tradizioni piemontesi e occitane.

Di regola troverete sempre un’alternativa vegetariana per ogni portata, se volete un menù vegano basta chiamare e chiedere. Jennie, la chef di origine australiana, sarà lieta di elaborare un menù non violento e vegetale.


In lingua occitana, Mascha è la strega (la Val Maira e la vicina Val Varaita, aspre e selvagge, sembrano esserne densamente popolate - attenzione, la mascha non è necessariamente malvagia), Parpaja è la farfalla. La leggenda che ruota attorno al nome del locale è spiegata con dovizia di particolari sul menù.

L’ultima volta, dopo un tris di antipasti (barchette di belga con noci e castagne, caponata piemontese e lenticchie alla provenzale), si è proseguito con una ricca fagiolata e con una terrina di cavolo rosso e pinoli al forno, concludendo con un plateau di fresche clementine.

Il tutto annaffiato da un buon Nebbiolo biologico delle Langhe :-)


Mascha Parpaja - Locanda delle Terre d’Oc
Borgata Preit 33
12020 Canosio (CN)
Tel. 0171 998206
info@locandaelfi.it
http://www.locandaelfi.it/
Autostrada Torino-Savona, uscita Cuneo

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Inverno a Torino

6 01 2008


Tardo pomeriggio d’inverno sulla Piazzetta Reale a Torino…


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