Crema di ceci e fagioli neri

30 11 2007


È da un paio di settimane che sto sperimentando il mio nuovo frullatore a immersione. È quasi esaltante la facilità con cui si realizzano passati e creme senza schizzi e senza dover montare, smontare, lavare e asciugare il robot da cucina. Così esaltante che mia madre è andata fuori di testa. Non c’è giorno che per cena non ci sia qualcosa ridotto come un omogeneizzato. Spero che prima o poi freni questo suo entusiasmo. Prima, perché la mania ha contagiato anche me, tanto da ridurre i miei due legumi preferiti, i fagioli neri messicani e i ceci, in un ammasso cremoso niente male.Ingredienti per 6:

ceci 250 g
fagioli neri 250 g

passata di pomodoro 1 cucchiaio
aglio 2 spicchi
rosmarino 2 rametti

olio extravergine d’oliva 2 cucchiai
sale marino integrale 1 cucchiainoTempo di preparazione: 2h20′ + 8/12h di ammollo

Mettete la sera prima in ammollo i legumi.
Sciacquateli e versateli in una pentola con abbondante acqua e fate cuocere a fuoco lento per circa 2h. Aggiungete il sale solo a fine cottura, per evitare che i legumi induriscano. Scolateli, tenendo però da parte un mestolo della loro acqua di cottura. Passate il tutto con il robot (o il frullatore a immersione, per l’appunto!).
Sbucciate gli spicchi d’aglio, lavate il rosmarino, staccate le foglie e tritatele. Rosolateli in una padella con l’olio per qualche minuto. Togliete l’aglio. Aggiungete la passata di pomodoro e la crema di legumi. Fate cuocere ancora per 2-3 minuti, amalgamando bene il tutto.

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Potaje canario

24 11 2007

L’inverno è alle porte, l’estate ormai un ricordo lontano… E così ogni tanto mi capita di ripensare alla mia vancanza di quest’estate al sole delle Canarie. Dopo Stoccolma, infatti, me ne sono andato un po’ al caldo sull’isola di Lanzarote, la più orientale dell’arcipelago situato di fronte alle coste del Marocco meridionale.


Lanzarote è un’isola molto particolare: sconquassata per sei anni da continue eruzioni vulcaniche, presenta un terreno brullo e desertico, per lo più nero e lavico. Più che per i resti storici, Lanzarote va apprezzata per il suo mare, le sue spiaggie bianche, il suo entroterra deserto (a cui non siamo certamente abituati) e il suo paesaggio lunare.


La cucina di Lanzarote e delle Canarie è piuttosto “carnea”, basata sui prodotti ittici e sul consumo di capre e conigli. È possibile però approfittare anche di piatti vegetali, come le “patas arrugadas”, patate al cartoccio semidisidratate, e questa ricetta che vi propongo, molto adatta a questo clima uggioso, e utile anche per sfruttare gli ultimi peperoni di stagione.


Ingredienti per 4

lenticchie 200 g
fagioli cannellini 100 g
patate 2
peperone 1
aglio 2 spicchi
semi di cumino 1 cucchiaino
origano secco 1 cucchiaino
sale marino integrale 1 cucchiaino

Tempo di preparazione: 1h + ammollo per i legumi

Mettete la sera prima i legumi in ammollo.
Sciacquateli e versateli in una pentola con un litro d’acqua. Lavate patate e peperoni. Sbucciate le patate e tagliatele a pezzi. Aprite il peperone, eliminate i semi e i filamenti interni, tagliatelo a pezzi. Sbucciate gli spicchi d’aglio. Versate tutto nell’acqua insieme ai legumi. Aggiungete il cumino e l’origano.
Portate a ebollizione e fate cuocere per circa 50′. Controllate che legumi e patate siano morbidi (tra l’altro la zuppa dovrà risultare piuttosto densa).
Aggiungete il sale, lasciate sobbollire ancora un minuto, spegnete il fuoco e servite.


Se vi capitasse di andare a Lanzarote, un buon posto dove poter mangiare vegetariano è Casa Bodegos, un ristorante che propone una cucina polacco-irlandese (!!) - il proprietario è un robusto irlandese trasferitosi a Puerto del Carmen con la moglie dell’Est - con una buona scelta di piatti unici vegetariani (c’è un menù apposito): alcuni contengono anche formaggio, panna e uova, quindi chiedete che ve li preparino senza.

Casa Bodecos
Calle Teide (vicino al porto vecchio)
Puerto del Carmen

 

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Meme per veg-bloggers

20 11 2007

Raccolgo l’invito di Vera per sbandierare un po’ di fatti miei:

1) Il tuo latte vegetale preferito?
Il latte di mandorla, ma anche quello d’avena. Quello però che consumo quotidianamente è quello di soia, per via del suo apporto proteico (e perché lo compro arricchito di calcio).

2) Tre piatti che hai in progetto di cucinare?
Sushi, bisque (una crema francese a base di crostacei macinati, naturalmente senza crostacei!) e un aperitivo ayurvedico a base di agrumi e spezie.

3) Come condisci i pop corn?
Non li preparo quasi mai, e comunque li mangio senza nulla.

4) La ricetta più disastrosa e non ancora riuscita?
A volte ho dei problemi con il pane a lievitazione naturale.

5) Il tuo prodotto in scatola preferito?
Le olive.

6) Scrivete le ricette riuscite?
Ho aperto il blog anche per questo!

7) Compost, immondizia, o raccolta differenziata?
Differenziata per carta, plastica, vetro e alluminio. Non riesco ancora a fare l’organico perché dove abito non si sono ancora organizzati… (e meno male che sono a Torino…)

8) Sei solo su un’isola deserta e puoi portarti solo tre alimenti, quali?
Riso integrale, azuki e mandorle. Frutta e verdura li trovo sull’isola, no?

9) Il prodotto alimentare che ti fa pensare alla tua infanzia?
Quelle merendine chimiche chiamate girelle.

10) Il tuo gelato preferito?
Ne mangio davvero pochissimo, comunque il pistacchio.

11) L’elettrodomestico che più usi in cucina?
Il frullatore a immersione.

12) L’erba/spezie che non deve mai mancare?
Il peperoncino!

13) Il tuo ricettario o libro di cucina più utile?
Faccio la collezione di libri di cucina, comunque direi La Cucina Etica.

14) Il tuo gusto preferito di marmellata?
Mirtillo, rigorosamente senza zucchero.

15) La ricetta vegana che vorresti far assaggiare anche ai tuoi amici?
Assaggiano già di tutto, sono delle cavie perfette ;-)

16) Preferisci cucinare di mattina, pomeriggio o sera?
Pomeriggio.

17) Seitan, tofu, o tempeh?
Seitan mon amour.

18) Cosa tieni sul frigo?
Calamite dei posti che ho visitato.

19) I tre alimenti che ricordi di avere nel congelatore?
Non amo molto i surgelati, comunque ieri sera ho sbirciato e ho trovato una confezione di funghi misti, una di fagiolini e una di carotine.

20) La lista dei prodotti che devi comprare in un negozio di alimentazione naturale?
Cereali strani, pasta non di grano, seitan, tofu, tempeh, alimenti macrobiotici, dolcificanti naturali, ecc.

21) Qual è il tuo negozio di alimentazione naturale?
Dalla Terra Al Cielo, li conosco da anni e sono dietro casa mia. Ogni tanto vado all’Iper Biobottega per l’enorme varietà di prodotti (dal prosciutto di seitan, ai salamini vegetali, alle bistecche di lupino, al silk-tofu).

22) Quale prodotto alimentare vorresti fosse veganizzato?
L’albume d’uovo, non so davvero come sostituirlo per fare le meringhe :-( So che esistono dei preparati nei paesi anglosassoni, ma qui in Italia mi sembra che non ce ne siano.

23) Tre link dei tuoi foodblog preferiti.
Vedi a lato. In ogni caso il sito di Vera occupa un posto speciale perché è stato il primo vegan-blog in cui mi sono imbattuto.

24) La tua caramella preferita? Il tuo cioccolatino preferito?
Non mi piacciono le caramelle. Da buon torinese però adoro i gianduiotti e i “turinot” di Gobino (un celebre cioccolataio di Torino).

25) L’ultimo prodotto alimentare “strano” che hai acquistato?
Il kuzu, ma l’avevo già comprato in precedenza. Novità assoluta, invece, il natto miso.

26) Scrivi qualche domanda o qualcosa che vuoi sapere del blogger a cui invierai queste domande.
Non lo invierò in giro, ci ha già pensato Vera ;-)

27) Ti dedichi all’autoproduzione di cibo?
Qualche volta, quando ho più tempo. Ho prodotto la pasta madre, il pane, il latte di soia, la pasta sfoglia e la pasta frolla.

28) Hai mai la sensazione che i tuoi conoscenti non assaggino i cibi da te preparati solo ed esclusivamente perché sono vegan?
No. Anche perché sanno che mi incazzerei!

29) Hai mai fatto il test della VegPersonalità?
Vegan-amichevole.

30) Sei già stufo di questo test?
Naaa…

31) Da quanto sei vegan?
Poco più di un anno, da quando ho aperto il blog. Ma prima ero già vegetariano.

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Rigatoni con broccoli

11 11 2007

Finalmente i broccoli hanno fatto la loro ricomparsa sul mercato, e li ripropongo nuovamente con la pasta, dopo l’accoppiata con le orecchiette pugliesi (e questa volta non più ridotti in crema). I broccoli sono ricchi di calcio, e non dovrebbero mai mancare in casa, essendo particolarmente versatili in cucina.
Questa volta ve li propongo in abbinamento con una pasta di grano duro Senatore Cappelli, di elevata qualità e ricco di proteine. Al posto dei pomodori, non essendo più stagione (io dovevo finirne un paio rimasti in frigo) potete usare dei pelati.Ingredienti per 4

rigatoni “Senatore Cappelli” 300 g
cipolle 2
aglio 2 spicchi
pomodori 400 g
broccoli 500 g
olio extravergine d’oliva 2 cucchiai
dado granulare vegetale* 1 cucchiaino
*senza glutammato
sale marino integrale 1 cucchiaino + 1 pizzico
pepe nero 1 pizzico
basilico 8 foglie
pinoli 2 cucchiai

Tempo di preparazione: 1h

Sbucciate le cipolle e l’aglio. Lavateli e tritateli. Lavate i pomodori e tagliateli a dadini.
Versate l’olio in una padella, ponete sul fuoco e aggiungete il trito di aglio e cipolle. Fate soffriggere per 5 minuti. Aggiungete il pomodoro, il dado, un pizzico di sale e di pepe nero macinato sul momento. Fate restringere per 15′ a fuoco basso.
Mettete un’altra pentola con abbondante acqua sul fuoco. Mondate i broccoli, lavateli e dividete le cimette. Quando l’acqua bolle versateci un cucchiaino abbondante di sale e i broccoli. Fate cuocere per circa 7-8 minuti.
Scolateli tenendo da parte l’acqua di cottura. Mescolate i broccoli al sugo, aggiungendo anche il basilico spezzetato con le mani.
Portate l’acqua di cottura dei broccoli in ebollizione e versatevi la pasta. Cuocetela al dente attenendovi alle istruzioni di cottura sulla confezione. Nel frattempo tostate i pinoli in padella per 5′ a fuoco medio-basso, girando continuamente con un cucchiaio di legno per evitare che si brucino. Scolate la pasta e mescolatela alle verdure. Decorate con i pinoli.

Ci si risente fra una settimana, oggi sono in partenza per lavoro. Buon appetito!

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Terrina arcobaleno

7 11 2007

OK, già sapete della mia avversione nei confronti della barbabietola. Nonostante ciò continuo imperterrito a cucinarla in svariati modi: lo scopo è semprequello di affogarla in qualcosa che ne mitighi il sapore dolciastro! È riuscita bene in coppia con l’acidulato di umeboshi, ed è venuta ancor meglio con la maionese di soia.Ingredienti per 8:

patate 4
carote 8
barbabietola cotta 1
sedano rapa 1 pezzetto da 200 g
cipolla 1
mela 1
maionese di soia* 1 barattolo

*senza uova

Tempo di preparazione: 50′ + almeno 12 h di riposoLavate le patate e mettetele in una pentola d’acqua. Portate a ebollizione. Nel frattempo lavate le carote.
Dopo 20′ dall’ebollizione, aggiungete anche le carote e fate cuocere altri 20′.
Mondate e lavate la cipolla e affettatela sottilmente. Sbucciate la barbabietola. Grattuggiate poi il sedano rapa e la barbabietola, avendo cura di non mescolarli insieme (tutti gli ingredienti andranno raccolti man mano in contenitori separati).
Scolate patate e carote, pelatele e schiacciatele con una forchetta.
Lavate la mela, eliminate il torsolo e tagliatela a fettine sottili (se bio, tenete la buccia).
Prendete una terrina e disponete le patate schiacciate in fondo in uno strato uniforme, che farà da base. Ricoprite con la cipolla e poi con la mela. Spalmate quindi un terzo del barattolo di maionese.
Mettete ora il sedano rapa, poi ricoprite con uno strato di carote schiacciate e terminate con la barbabietola. Ricoprite infine con la restante maionese.
Lasciate riposare in frigo per almeno 12 h: gli ingredienti si amalgameranno e insaporiranno fra di loro, e la barbabietola colorerà lo strato superiore di maionese di rosa.
Si otterrà così un antipasto colorato e decisamente invitante, con tutte le tonalità tipiche dell’autunno!

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Vegbullar med potatis

3 11 2007

Mammas köttbullar är ju alltid de bästa (le polpette della mamma sono sempre le migliori): così recita un proverbio svedese, a riprova del fatto che le polpette sono uno dei piatti tradizionali della cucina del vasto paese nordico. Perché quest’incursione verso il Nord? È da qualche mese ormai che sto studiando lo svedese (utile, no?) e ad agosto ho organizzato un breve fine settimana a Stoccolma per mettere alla prova le mie rudimentali conoscenze, e per acquistare qualche dvd e libro.

Non ho purtroppo nessuna foto della città (quella che vedete l’ho presa da Internet), perché sull’aereo mi sono accorto che la digitale era rimasta sulla scrivania a casa… Stoccolma è assolutamente piacevolissima, facile da girare, e i locali si sono dimostrati estremamente gentili (e loquaci!) di fronte alle mie storpiature della loro lingua.

La cucina svedese, così come quelle degli altri paesi nordici, è basata in via esclusiva su carne e pesce. In ogni ristorante è però sempre possibile trovare alternative vegetariane e vegane. Anche i locali esclusivamente veg sono numerosi, e il mio preferito come rapporto qualità-prezzo è stato Organic Green (Rehnsgatan 24, tel. +36 (0)8 612 74 84): ristorante vegano (tranne che per il burro a disposizione dei clienti) in legno, con un piccolo spazio di vendita. I piatti sono semplici ma abbondanti e l’acqua (aromatizzata al limone e all’arancia) è gratuita. Ho anche acquistato il loro ricettario: hanno tentato di farmi desistere dicendomi che era solo in svedese, ma gli ho risposto che lo compravo apposta per questo!

Ritornando alle nostre polpette, mi sono cimentato al mio ritorno con questa versione veg del loro piatto tipico: le köttbullar (polpette di carne) sono diventate vegbullar, sempre accompagnate dalle immancabili patate.


Ingredienti (per 4):

granulato di soia 150 g
tofu 150 g
farina integrale 200 g
acqua 350 ml
shoyu 1 cucchiaio
brodo vegetale granulare* 1 cucchiaino
*senza glutammato
salsa rubra 1 cucchiaio
chiodi di garofano 4
cannella 1/2 cucchiaino
noce moscata 1/2 cucchiaino
cipolla secca 1 cucchiaino
pepe bianco macinato 1 cucchiaino
olio extravergine d’oliva 2 cucchiai
sale marino integrale 1 pizzico
pepe nero 1 macinata

Per la salsa
farina semintegrale 4 cucchiai

latte di soia 3 bicchieri
olio di girasole* 2 cucchiai
*bio, spremuto a freddo
noce moscata 1/2 cucchiaino
sale marino integrale 1/2 cucchiaino
dado granulare vegetale* 1 cucchiaino
* senza glutammato
panna di soia 200 ml
latte di soia 50 mlAccompagnamento

patate medie 4
lingonsylt* 4 cucchiai
*marmellata di mirtilli rossi svedesiTempo di preparazione: 45′

Lavate le patate, mettetele in una pentola con abbondante acqua e portate ad ebollizione. Lasciate cuocere per 30′ minuti fino a che diventino morbide (ma non devono sfaldarsi). Una volta pronte, toglietele dal brodo e spellatele. Tenetele al caldo.
Portate a ebollizione 350 ml d’acqua con lo shoyu, la salsa rubra e il cucchiaio di dado granulare. Aggiungete quindi il granulato di soia e amalgamare bene il tutto. Schiacciate ora il tofu, fino a ridurlo a una cremina e aggiungetelo al composto. Mescolate bene il tutto.

Polverizzate nel frullatore i chiodi di garofano, aggiungeteli al composto insieme alla noce moscata, alla cannella, alla cipolla secca e al pepe bianco. Mescolate di nuovo bene il tutto.
Aggiungete ora la farina, amalgamate e formate delle palline.
Sistematele in un cestello per la cottura a vapore. Portate a ebollizione un po’ d’acqua in una pentola, sistemate il cestello e fate cuocere per 15′.
Nel frattempo preparare la besciamella e, una volta pronta, aggiungete la panna e il latte di soia. Dovrete ottenere una salsa consistente ma fluida.
Friggete le polpette in una padella con l’olio, e aggiungete infine sale e pepe nero.
Disponete le patate calde sui piatti, un po’ di polpette, e copritene metà con la salsa. Terminate con un cucchiaio di lingonsylt, la tipica marmellata di mirtilli rossi svedesi che accompagna le polpette. La si trova facilmente nelle botteghe alimentari dell’IKEA, ma può tranquillamente essere sostituita con della marmellata di ribes o di altri frutti di bosco.

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