Venezia e i bigoli in salsa

30 08 2007

Venezia è un po’ come la mia seconda casa, è la città che conosco meglio dopo Torino, dato che ci vado praticamente ogni anno da quando l’ho scoperta a 14 anni. E come ogni anno, mi piace rivedere posti conosciuti e scoprirne di nuovi. L’ultima volta, in un “fugace” fine settimana all’inizio di giugno, mese ideale perché fa caldo senza essere umido, e l’offerta culturale della città si fa ancora più ricca e variegata.

La tradizione culinaria della città è ricca e interessante, anche se a volte poco adatta ai vegetariani. In ogni caso non è difficile trasformare alcuni piatti tipici sostituendo o eliminando determinati ingredienti.

I bigoli in salsa sono uno dei piatti “poveri” della città, e in effetti ingredienti e ricetta sono molto semplici. Protagonista è l’omonimo formato di pasta, che si presenta come un lungo spaghetto (circa il doppio), con un diametro più spesso e dal colore più scuro (vengono difatti preparati con una parte di farina integrale).
I bigoli sono facilmente reperibili in Veneto, un po’ meno nel resto d’Italia, ed è per questo che ne ho approfittato per acquistarne qualche scorta.

Il problema principale che si è presentato è stato quello di sostituire la base di acciughe con qualcosa che, per consistenza e sapore si avvicinasse al gusto del pesce. L’idea è stata quella di creare una salsa a base di tofu (per la cremosità), capperi sotto sale (per il gusto) e olive nere (per il colore).


Gli ingredienti per 4 persone sono:

bigoli 360 g
cipolle bianche 2
tofu 100 g
capperi sotto sale 50 g
olive nere snocciolate 50 g
olio extravergine d’oliva 6 cucchiai
latte di soia 1-2 cucchiai
sale marino integrale 1 cucchiaio raso
pepe nero 1 macinata abbondante

Tempo di preparazione 45′

Per prima cosa, sbucciate e lavate le cipolle, e affettatele molto sottilmente. Mettetele in una padella con l’olio e fatele imbiondire e cuocere per 30′ a fuoco basso.
Mettete una pentola d’acqua a bollire.
Nel frattempo lavate in acqua i capperi, per eliminare il sale in eccesso, e passateli al mixer o al frullatore con il tofu e le olive, aggiungendo il latte di soia per amalgamare il tutto.
Quando l’acqua inizia a bollire, versate il sale e i bigoli (magari spezzandoli a metà prima), e mescolate. Questo tipo di pasta impiega di solito 12′ a cuocere, comunque verificate i tempi di cottura con quelli indicati sulla confezione.
Aggiungete il mix di “finte acciughe” alle cipolle, e mescolate a fuoco basso per amalgamare il tutto e ottenere così una salsa morbida e ben amalgamata.
Scolate la pasta e versatela in padella, fatela saltare un minuto per mescolare tutti gli ingredienti.

Infine servite con una generosa spolverata di pepe nero.

IN VIAGGIO…

La mia top-ten (anzi, eleven) personale veneziana (adatta a chi la visita per la prima volta o a chi si è perso qualcosa…)

1. L’asimmetria di Piazza San Marco
2. La Basilica di San Marco e la vista dal Campanile
3. Palazzo Ducale e il passaggio attraverso il Ponte dei Sospiri
4. La bellissima collezione di arte contemporanea del Guggenheim
5. Le Gallerie dell’Accademia e la loro ricca collezione di arte veneziana
6. La coloratissima Burano e la solitaria Torcello
7. Perdersi nel dedalo del centro storico
8. La città e il Canal Grande visti da una gondola
9. I “grattacieli” e le sinagoghe del Ghetto
10. La salita sulla Scala del Bovolo
11. Tirar tardi nei locali di Campo Santa Margherita

Qualche consiglio su dove mangiare vegano:

Osteria La Zucca
Calle del Tintor 1762
12.30-14.30 e 19-22.30 lun-sab
Tel. 041 5241570
Vaporetto: San Stae

Abbastanza minuscolo, ma curato nei dettagli, non è un ristorante vegetariano, ma è quasi sempre possibile trovare un antipasto, un primo e un secondo di legumi vegan. Se vi piace poi il vino, siete nel locale giusto.

Gam Gam
Calle del Ghetto Vecchio 1123
12.15-15.15 venerdì
19.30-22 sabato
12-22 dalla domenica al giovedì
Tel. 041 715284
Vaporetto: Guglie
È il ristorante ebraico-kosher della città, all’interno sembra di essere capitati nel Lower East Side o a Gerusalemme, ma è una vera manna per noi vegan, perché gran parte dei piatti sono vegetali (si va dai falafel al cous cous di verdure, dall’hummus ai fondi o cuori di carciofi alla veneziana). In più non è caro e le porzioni sono abbondanti.

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Crema di azuki

11 08 2007


Finalmente sono in ferie, ufficialmente da oggi e fino al 27! Evviva! Le ultime consegne al lavoro non mi hanno permesso di aggiornare il blog e trovo adesso qualche minuto per postare una ricettina niente male sicuramente molto adatta ai mesi estivi.Ingredienti: per 8 persone

azuki 300 g
cipolla 1
aglio 4 spicchi
limone 1
tahin 60 g
miso bianco 2 cucchiai abbondanti

olio di lino 3 cucchiai
alga kombu 5 cm
sale marino integrale 1 cucchiainoTempo di preparazione: 1h50′
Stagionalità: tutto l’anno

Mettete a bagno gli azuki in acqua fredda per qualche ora. Sciacquateli e metteli in pentola a pressione con tre volte il loro volume di acqua e il pezzetto di alga. Mettete sul fuoco, e non appena inizierà a fischiare abbassate la fiamma al minimo, magari mettendo uno spargifiamma, e lasciate cuocere per poco meno di un’ora. Togliete dal fuoco, aggiungete il sale e mescolate bene. Scolate, togliete l’alga e lasciate raffreddare per una mezz’oretta.
Mondate e lavate aglio e cipolla, tagliateli a fettine. Spremete il limone.
Mettete nel mixer o nel frullatore gli azuki lessi, cipolla e aglio tritati e 1 cucchiaio di succo di limone. Azionate e mescolate. Aggiungete quindi il tahin, il miso bianco e l’olio di lino. Azionate di nuovo fino a ottenere una crema morbida e ben amalgamata, che potrete consumare così oppure spalmata su crostini o gallette di riso.

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