Kitsune udon

24 06 2007

Sono ancora vivo, sopravvissuto dal Vegfestival che sembra aver riscosso un notevole successo… ma di questo parlerò in un prossimo post. Mi scuso per la lunga assenza, e per farmi perdonare vi propongo una ricetta un po’ più elaborata rispetto alle ultime che ho pubblicato, ma abbastanza semplice da realizzare e di sicuro effetto.
I kitsune udon (きつねうどん), letteralmente “udon della volpe”, sono tagliolini giapponesi (gli udon, appunto, a base di grano tenero, senza uova) in brodo accompagnati da tofu fritto. È una ricetta classica giapponese, rivisitata in chiave veg sostituendo il brodo di pesce bonito con un brodo vegetale a base di alghe.
Per quanto riguarda gli ingredienti, shoyu, mirin e alga kombu sono facilmente reperibili nei negozi di alimenti bio e macrobiotici, sakè, udon e shichimi togarashi si trovano nei negozi di alimentari giapponesi di importazione (presenti a Torino, Milano e Roma, non so in altre città), oppure in quelli di specialità asiatiche e cinesi.Ingredienti: per 4udon 200 g
tofu 200 g
cipollotto 1
shichimi (o nanami) togarashi*
*è una miscela di sette spezie polverizzate: pepe rosso, buccia d’arancia, sesamo nero, sesamo bianco, sansho (pepe giapponese), zenzero e alghe
alga kombu 10 cm
sakè 2,5 cucchiai
shoyu 2,5 cucchiai
sale marino integrale 2 cucchiaini
malto di riso 2 cucchiai
mirin 1 cucchiaio
dado vegetale in polvere** 1 cucchiaio
**senza glutammato
olio extravergine d’oliva 8 cucchiai

Tempo di preparazione: 1 h 20′

Stagionalità: marzo - giugnoTagliate il panetto di tofu in sei fette. Scaldate l’olio in padella e friggete il tofu, girandolo più volte, fino a farlo diventare giallo. Scolatelo su un foglio di carta assorbente. Tagliate poi ogni foglio in diagonale, ricavando così 12 triangoli.
Mettete a bagno in acqua 5 cm di alga kombu per 5 minuti. Scolatela e fate delle piccole incisioni regolari su un lato dell’alga. Mettetela in una pentola con 1 l d’acqua e portate a ebollizione. Lasciate cuocere per 2 minuti. Togliete l’alga, versate il dado vegetale e portate nuovamente a ebollizione. Togliete subito dal fuoco. Questo brodo (ichiban dashi) servirà come base per insaporire il tofu.
Mettete ora a bollire gli altri 5 cm di alga kombu, 1,5 cucchiai di sakè, 1,5 cucchiai di shoyu e il sale in 1,5 litri d’acqua. Al raggiungimento del bollore, abbassate la fiamma e lasciate cuocere 3 minuti. Passate poi tutto attraverso un colino e tenete da parte, al caldo.
Riprendete l’ichiban dashi, riportatelo a bollore con il malto di riso e 1 cucchiaio di sakè. Versate il tofu e fate cuocere per 3 minuti. Aggiungete quindi 1 cucchiaio di shoyu e il mirin. Coprite con un coperchio, abbassate la fiamma e cuocete a fuoco basso per 20′. Scolate quindi il tofu così insaporito.
Mettete nel frattempo una pentola con dell’acqua per la pasta. Portate a ebollizione e versate gli udon, mescolando affinché non si attacchino. Alla ripresa del bollore unite 100 ml d’acqua fredda. Fate riprendere il bollore. Gli udon dovrebbero cuocere in 5-7′ circa.
Scolate quindi i tagliolini e metteteli subito in una ciotola. Poneteli sotto un getto d’acqua fredda e scolateli più volte fino a quando l’acqua non sarà limpida. Colateli.
Portate a ebollizione in una pentola dell’altra acqua, e immergete velocemente gli udon per scaldarli. Scolateli e sistemateli in coppette individuali. Scaldate il brodo tenuto da parte.
Lavate il cipollotto e tagliate a fiammifero la parte bianca. Unitene metà nelle coppette.
Versate ora il brodo caldo nelle coppette, sistemate sopra 3 triangoli di tofu e decorate con il cipollotto rimasto.
Terminate cospargendo con un pizzico di shichimi togarashi.

Come vedete è un po’ lungo, ma risultato e sapore ne valgono davvero la pena!

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Porridge d’avena

14 06 2007


Vigilia del Vegfestival: tra tempeste tropicali che stanno investendo Torino e il Nord Italia e (molte) cose ancora da finire, oggi è stata un po’ tragica, ma sono sicuro che andrà tutto per il meglio (spero…).
E prima di buttarmi a capofitto nel vortice festivaliero, vi saluto con una delle mie ricette preferite per la prima colazione (e per quando ho tempo a sufficienza per prepararla). Tipicamente invernale, il porridge d’avena è ottimo anche a temperatura ambiente per i mesi più caldi, o addirittura freddo come dessert.Ingredienti per 4:

fiocchi d’avena 200 g
acqua 600 ml
mela 1
uva sultanina 2 cucchiai
zucchero iperintegrale (Mascobado)* 1 cucchiaino
sale marino integrale 1 pizzico

*del commercio equosolidaleTempo di preparazione: 15′
Stagionalità: tutto l’anno
Lavate la mela, sbucciatela se non è bio, tagliatela a fette.
Mettete tutti gli ingredienti in un pentolino e portate a ebollizione.
Lasciate quindi cuocere a fuoco basso per 10′, fino a quando i fiocchi si scioglieranno. E lasciate raffreddare almeno un pochino prima di consumarlo!

Ci risentiamo la prossima settimana!

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Latte di soia

12 06 2007


Manca ormai poco all’edizione 2007 del Vegfestival. E si vede anche dal fatto che ho davvero poco tempo per aggiornare il blog e per seguire quelli che mi piace leggere… Ma ancora un piccolo sforzo, e presto sarà tutto finito… per il meglio, spero!!Posto velocemente uno dei miei ultimi esperimenti di autoproduzione, il latte di soia, di cui sono un notevole consumatore (non manca mai dalla mia colazione mattutina!). Di per sé la realizzazione è semplicissima, il vero problema è lo smaltimento dell’okara, la frazione granulosa di soia che rimane alla fine del processo. Io l’ho utilizzata come ingrediente per delle polpettine speziate e per delle briochine di carruba, oppure, come ha fatto Vera, per delle polpette in salsa piccante. Altre idee potete trovarle sul bel blog di Wonderzdora.

Ingredienti per 1,5 litri di latte

soia gialla 500 g

Tempo di preparazione: 30′ + riposo (almeno 12 ore)
Stagionalità: tutto l’anno

Mettete in ammollo la soia la sera prima, o almeno 12 ore.
Scolatela e passatela al mixer. Ponetela poi in una pentola con circa 2 litri d’acqua. Accendete il fuoco e, una volta raggiunta l’ebollizione, cuocete per 20 minuti.
Filtrate infine il tutto, ottenendo così il latte e la famigerata okara!

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Tempura di carote

3 06 2007

Il tempura è il classico fritto giapponese. La parola deriva dal portoghese tempero, piatto entrato in Giappone nel Cinquecento, attraverso i primi contatti con i mercanti lusitani, e diffusosi in tutto l’arcipelago verso la metà del Settecento. È un fritto più croccante e leggero di quello a cui siamo abituati: a riprova di ciò, basta vedere con quali caratteri è scritto in giapponese, 天麩羅, letteralmente “seta di glutine celeste”!Questa che propongo è una versione abbastanza semplice e veloce per dare maggiore carattere ed esaltare delle semplici carote.

Ingredienti per 4 persone:

carote 8
farina integrale 200 g
acqua ghiacciata 200 ml
sale marino integrale 1 pizzico
olio extravergine d’oliva 500 ml

Tempo di preparazione: 30′
Stagionalità: tutto l’anno
Per la buona riuscita del piatto è molto importante disporre di acqua ghiacciata: aggiungete dei cubetti di ghiaccio all’acqua, oppure mettetela nel congelatore per 15′.
Lavate le carote, raschiatele (o pelatele se non sono bio), e tagliatele longitudinalmente a bastoncino.
Preparare una pastella mescolando acqua, farina e sale, e passateci le carote.
Mettete l’olio a scaldare in una padella di ferro o alluminio su fuoco medio-alto. Per assicurarsi che la temperatura sia adeguata, immergere una punta di pastella: l’olio dovrà sfrigolare e si formerà una pallina che verrà subito a galla. Immergete le carote poche alla volta (per non abbassare il calore dell’olio), e raccoglietele man mano su un piatto ricoperto di carta assorbente. Tamponate l’eccesso di olio e consumatele subito belle calde!

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