Bulgur e quinoa

31 05 2007

Dopo le recenti ricette di Arame e Matteo, non potevo non proporre una ricettina velocissima e semplicissima per gustare in maniera molto naturale uno dei due “non-cereali” originari dell’America centrale, la quinoa. Come spiegato anche negli altri due blog, la quinoa non è un cereale, ma per consistenza e metodo di cottura si avvicina molto alle graminacee, in più è altamente proteica, adatta a chi fa sport di resistenza. Personalmente non la uso moltissimo, ma è un ingrediente sicuramente versatile e veloce da preparare. Qui è in abbinamento con il bulgur, di cui avevo già parlato in precedenza.Ingredienti per 4 persone

bulgur 100 g
quinoa* 100 g
shoyu 2 cucchiaini
*del commercio equo e solidale

Tempo di preparazione: 30′

Versate gli ingredienti in un pentolino con 300 ml d’acqua e portate a ebollizione.
Abbassate la fiamma e lasciate cuocere 20′ fino a completo assorbimento dell’acqua.
Lasciate infine riposare per 5′ prima di servire.

  • Share/Bookmark


Insalata di miglio e valerianella

29 05 2007

Una fresca insalata primaverile a base di una delle insalate tipiche di questa stagione, la valerianella (conosciuta anche come “dolcetta” e “soncino” - insomma, una vera trasformista!), con l’aggiunta di verdure al vapore e miglio.Ingredienti per 6

valerianella 300 g
carote 4
fagiolini 200 g
miglio 400 g
olive nere 8 cucchiai
olio extravergine d’oliva 6 cucchiai
tamari 3 cucchiai
sale marino integrale 1 pizzico

Tempo di preparazione: 45′ + raffreddamento

Lavare e spuntare fagiolini e carote. Tagliateli a pezzi e cuoceteli a vapore per 10′.
Tagliare le carote a bastoncino e cuocerle 10′ a vapore.
Lasciar raffreddare le verdure.
Sciacquate il miglio, e mettetelo a cuocere in pentola con 800 ml d’acqua e un pizzico di sale. Una volta cotto (ci vorranno circa 20′ perché assorba l’acqua), lasciarlo raffreddare.
Lavate e asciugate bene la valerianella, stendetela sul piatto di portata. Versateci sopra il miglio, gli ortaggi e le olive.
Condite con l’olio e il tamari.

  • Share/Bookmark


Crema di barbabietole

26 05 2007

Come tutti, anch’io ho dei cibi che proprio non mi vanno a genio, o meglio, uno: le barbabietole. Le ho sempre mangiate a sforzo, e non ho mai capito come a qualcuno potessero piacere! Di recente le sto (masochisticamente) riscoprendo… E così, spulciando un ricettario scritto da Progetto Vivere Vegan, ho deciso di mettermi alla prova con una crema che, dalla semplice lettura, mi pareva piuttosto disgustosa. E invece, sorpresa delle sorprese, le dolciastre rape rosse si sono magicamente tramutate in un delizioso antipasto colorato! Nonostante la quantità industriale che ne è uscita, in due giorni è stata fatta letteralmente fuori a casa mia ;-) Ingredienti: per 6-8

barbabietole (rape rosse) 800 g
acidulato di umeboshi 4 cucchiaini
olio extravergine d’oliva 6 cucchiai
timo secco 1 cucchiaino

Preparazione: 10′

In commercio si trovano già le barbabietole lessate (anzi è più semplice trovarle così che fresche!), altrimenti, partendo dal prodotto fresco, dovrete calcolare un po’ più di tempo per la cottura.
Tagliatele a pezzetti, mettetele nel frullatore con gli altri ingredienti e frullate fino a ottenere un composto morbido e omogeneo.
L’acidulato di umeboshi è un aceto che si ricava dall’omonima “prugna” giapponese (che in realtà è un’albicocca acerba), in vendita nei negozi di prodotti naturali e macrobiotici. È già dolcemente salato, quindi è ottimo su insalate e verdure lesse o al vapore.
Da servire con del buon pane, meglio se integrale e a lievitazione naturale!

  • Share/Bookmark


De vinibus

24 05 2007

Grazie a questo blog ho potuto conoscere molte persone interessanti, persone sicuramente non superficiali, e che sanno andare al di là di quella immagine da “Italietta” che ci viene propinata quotidianamente dai mass media. Una di queste è una giovane appassionata di vini, e viticoltrice lei stessa, che mi ha colpito per la passione con cui realizza i suoi vini. E, vi assicuro, che quello che fa, lo sa fare! Nel suo blog troverete un accenno a come sono riuscito ad assaggiare i suoi vini, frutto di tanto lavoro e dedizione.
Ma, oltre al boquet sprigionato dalle sue bottiglie, e alla leggerezza dei suoi vini, una cosa che mi ha particolarmente colpito è l’attenzione ai particolari, che appagano la vista, così come il gusto.


Davvero i miei complimenti a Val, nella speranza che possa crescere e farsi conoscere, senza perdere mai l’entusiasmo e la cura con cui realizza questi suoi piccoli capolavori.
(Quello nelle foto è il suo Soave Brut, uno spumante effervescente e leggero come uno champagne, che ha accompagnato perfettamente tutto un pranzo, dall’antipasto - una crema di tofu e olive - al dessert - il dolce di mele e arance di cui trovate la ricetta qui).

  • Share/Bookmark


Arachidi piccanti

22 05 2007

Sì, lo confesso, vado matto per le arachidi, e quando le compro (o quando le trovo in giro, ben evitando però quelle schifezze che mettono nei bar, tutte secche e piene di sale) riesco anche a trasformarmi nell’anello di congiunzione tra l’uomo e la scimmia ;-) Se, come me, non siete più paghi di gustarle al naturale, perché non provare a renderle belle piccantine per un aperitivo “infuocato”?

Arachidi piccanti

Ingredienti per 6

arachidi tostate 400 g
zucchero integrale (Mascobado)* 3 cucchiaini
sale marino integrale 1 cucchiaino
peperoncino in polvere 1/2 cucchiaino
chili in polvere* 1/2 cucchiaino
olio di girasole spremuto a freddo 1 cucchiaio
*del commercio equo e solidaleTempo di preparazione: 40′Innanzi tutto sgusciate le arachidi (e non mangiatevele nel mentre): da 400 g arachidi intere dovreste ricavare 250 g di arachidi “nude” ;-)
Riscaldate il forno a 180°.
Mescolate in una terrina le arachidi con tutti gli altri ingredienti. Sistemarle sulla teglia del forno precedentemente ricoperta di carta da forno e infornare. Rigirare dopo 5′ e lasciar dorare altri 5′. Ritiratele e mangiatele o calde o a temperatura ambiente.

  • Share/Bookmark


Cena vegan 2

20 05 2007

Resoconto di una nuova cena vegan… resoconto tardivo, in quanto, come capirete dai piatti, decisamente più “invernali”, la cena risale a due mesi fa, per esattezza al 17 marzo. Cambio di lavoro e impegni vari (non da ultimo l’imminente Vegfestival, a cui spero accorrerete numerosi) non mi hanno permesso di organizzarne altre. Spero di riuscirci presto, magari con un buffet di inizio estate!Immagini sparse della serata, con menù a base di pizzapiadine, spaghetti di riso giapponesi con tofu affumicato e verdure saltate, hummus di fagioli cannellini, broccoli con noci e pinoli, e una riuscita sperimentazione, una crema di broccoli e pomodori secchi, ideata da Romina (di cui posterò però la ricetta a settembre, quando sarà nuovamente tempo di questo verde ortaggio…), concludendo con un classico castagnaccio e una torta di cioccolato alle fave di cacao piuttosto lasciva ;-)


  • Share/Bookmark


Tempeh mediterraneo

17 05 2007

Dopo aver letto la bella ricetta di Arame, perché non cimentarsi in un altro piatto a base di tempeh, un derivato della soia, di origine indonesiana, piuttosto versatile e dal gusto abbastanza deciso? Deciso sì, tanto che la prima volta che l’ho mangiato non mi è piaciuto molto. Ma l’avevo anche cucinato male: una volta arricchito con erbe aromatiche o altri condimenti a piacere, permette di creare piatti ben caratterizzati e dal sapore decisamente stuzzicante.Ingredienti (per 4)

tempeh 300 g
cipolla 1
salsa di pomodoro 8 cucchiai
olio extravergine d’oliva 4 cucchiai
shoyu 2 cucchiai
acqua calda 2 cucchiai
dado granulare vegetale senza glutammato 1 cucchiaino
basilico una decina di foglie
peperoncino 1/2 cucchiaino
origano 1 cucchiaino
sale marino integrale 1 pizzicoTempo di preparazione: 30′

Tagliare il tempeh a fettine e la cipolla a rondelle. Farli dorare qualche minuto in padella con olio e shoyu. Aggiungere la salsa di pomodoro.
Sciogliere il dado granulare nell’acqua calda e aggiungerlo in padella. Unire basilico, peperoncino, origano e sale.
Far cuocere 20′.

Ottimo accompagnato da cereali integrali!

  • Share/Bookmark


Rotolando verso nord…

14 05 2007

Ultimamente sono un po’ latitante pur avendo un bel po’ di ricette da pubblicare. Il tempo è purtroppo davvero tiranno, e forse solo con una giornata di 48 riuscirei a fare tutto quello che vorrei fare ;-) In ogni caso due brevissime righe per ringraziare Vera, che dall’assolato Sud mi ha mandato un pacchettino con la pasta madre (come sapete la mia è deceduta per errore) e con quattro profumatissimi sacchetti di pisto, una miscela di spezie varie polverizzata che si usa di solito per alcuni dolci tipici napoletani.
La pasta madre, dopo un adeguato rinfresco, riposa ora in frigo (dove è raddoppiata nel giro di 12 ore), tra il latte di soia e l’olio di lino, mentre i sacchetti di pisto hanno donato un profumo persistente alla dispensa… Adesso dovrò pensare a qualche ricetta in cui poterlo utilizzare.
Che dire, grazie ancora Vera!

  • Share/Bookmark


Pizzapiadina

6 05 2007

Come vi dicevo, lo scorso dicembre ho provato la cucina di uno dei migliori ristoranti vegan della East Coast, il Candle Café di New York. Oltre ad aver pagato il conto (non salato) e la mancia (obbligatoria, ben più salata!) ho acquistato anche il ricettario del ristorante, con tutte le ricette dei piatti migliori proposti dal ristorante. Mi ha subito colpito una composizione un po’ fusion, a metà strada tra Napoli e Acapulco ;-) Si tratta della “pizzadillas”, un piatto a base di quesadillas ma veganizzato e “mediterraneizzato”. La mia versione dimentica invece gli influssi messicani, e integra il sapore della pizza marinara con la consistenza della piadina romagnola.Ingredienti (per 6):

Per la salsa marinara:
olio extravergine d’oliva 6 cucchiai
aglio 4 spicchi
cipolla 1
pomodori pelati 1 barattolo
basilico 10 foglie
origano secco 1 cucchiaino
rosmarino secco 2 cucchiaini
sale marino integrale 1 pizzico
pepe nero 1 macinata abbondante

Per le “pizzapiadine”:
aglio 2 spicchi
olio extravergine d’oliva 1 cucchiaio
piadine integrali di farro 6
mandorle spelate 50 g
lievito in scaglie 25 g
germe di grano 25 g
basilico 20 foglie
pomodori secchi 8
origano secco 1 cucchiaino
peperoncino in scaglie 1 cucchiaino
sale marino integrale

Tempo di preparazione 1h 15′

Preparate innanzi tutto la salsa alla marinara. Tagliate a fette sottili la cipolla e tritate gli spicchi d’aglio. Passateli in una padella con l’olio, fino a farli dorare. Aggiungete i pelati, il basilico, l’origano e il rosmarino, e cuocete a fuoco moderato per 20′, mescolando ogni tanto.
Togliete dal fuoco, aggiungete sale e pepe nero grattuggiato sul momento, girate.
Passate il composto al mixer per amalgamarlo bene. Vi verrà fuori un bel po’ di salsa, che di sicuro non utilizzerete tutta per il piatto… Conservatela per la pizza o per un piatto di pasta ;-)

Preparate ora il parmigiano vegan: passate nel frullatore le mandorle, il lievito e il germe di grano con un pizzico di sale. Raccogliete il composto ottenuto.
Spezzetate il basilico. Mettete i pomodori secchi in un bicchiere di acqua calda per 10′.
Mettete ora gli spicchi d’aglio in una padella con l’olio, cuocete a fuoco lento per almeno 10′. Lasciateli raffreddare e tagliateli a fettine sottili. Asciugate poi i pomodori secchi e tagliateli a fettine sottili.
Accendete il forno a 180°.
Prendete una piadina per volta e distribuite con un cucchiaio un po’ di salsa marinara. Distribuite poi sopra del parmigiano vegan, basilico, fettine di aglio arrostito e pomodori secchi. Terminate con del sale, origano e peperoncino. Ripetete l’operazione per ogni piadina.

Ripiegate ogni piadina in due e mettete su una teglia con della carta da forno. Passate nel forno caldo per 10′.
Servite subito!

La ricetta l’ho proposta a una cena con amici che hanno gradito molto! Nella scelta della piadina è bene controllare gli ingredienti: quelle in vendita nei supermercati normali sono preparate con lo strutto (così come prevede la ricetta originale, per disgrazia del maiale…). Al contrario, nei negozi d’alimentazione naturale, troverete dei sostituti decisamente migliori a base di olio extravergine d’oliva e farine integrali.

  • Share/Bookmark


Pane integrale

1 05 2007

Con la pasta madre è semplicissimo preparare del buon pane fatto in casa. La ricetta è quella base, che potrà essere arricchita con tutto quello che la fantasia può suggerire, realizzando dei pani sia dolci che salati.Ingredienti: per 1 kg di pane

farina integrale 1 kg
acqua 1 bicchiere
pasta madre
sale marino integrale
1 pizzico

Tempo di preparazione: 10′ + 1h di cottura + 36 h di riposo

Fate intiepidire l’acqua. Aggiungetela lentamente alla farina, unite poi il sale e la pasta madre. Lavorate il tutto fino a ottenere un impasto omogeneo.
Dategli una forma più o meno decente ;-) e lasciate riposare l’impasto per 12 ore in un luogo tiepido e privo di correnti d’aria. Meglio ancora se in un cesto di vimini coperto da un telo infarinato.
Prima di iniziare la cottura ricordatevi di prendere un pugno di pasta che costituirà l’impasto madre per la prossima panificazione. Riponetelo in un vasetto di vetro infarinato, chiuso, in frigorifero (NB. la pasta madre va riutilizzata entro 7 giorni).
Portate a ebollizione un po’ d’acqua e sistematela in una ciotola da forno. Mettetela in forno e accendete a 200°: si creerà così un ambiente umido favorevole per la cottura del pane.
Quando è caldo, inserite l’impasto e, dopo 30′, abbassate la temperatura a 180°: fate cuocere ancora 30′.
Estraete il pane e fatelo riposare 24h prima di consumarlo. Per conservarlo (dura una settimana circa), tenetelo in un sacchetto di carta o di tela fuori dal frigorifero.

  • Share/Bookmark





Bad Behavior has blocked 17410 access attempts in the last 7 days.

Chiudi
Invia e-mail