Vegan London

26 12 2006

Fra tutti i paesi europei, quello in cui, sia per ragioni storiche (la Vegetarian Society è nata proprio qui), etniche (la vasta comunità indiana) e salutistiche (la sigla BSE vi ricorda qualcosa?) il vegetarismo ha maggiormente attecchito, è il Regno Unito. Londra ne è naturalmente la degna rappresentante, ed è uno dei paradisi in terra per chi è vegetariano e vegan. Ovunque si vada è molto semplice riuscire a ottenere un piatto vegetariano, anzi, in quasi tutti i ristoranti, pub e fast food sono ben evidenziate le opzioni senza carne e pesce (un po’ meno comuni quelle senza latticini e uova). In ogni caso a Londra un palato vegan non patirà i morsi della fame, questo è sicuro.

La capitale inglese è, anche per questa ragione, una delle mie mete preferite: ed è per festeggiare la (seconda) laurea di LDM che ci siamo andati sfruttando il ponte dell’Immacolata.

Anche questa volta molte cose da fare e da (ri)vedere: per il mio sesto viaggio londinese e per il nono (!) di LDM, decidiamo di dedicarci a un paio di musei…
Sua Maestà il British Museum…

dove, tra i marmi del Partenone, la stele di Rosetta e le sezioni indiana, giapponese e medievale, scorrono velocemente tre ore; e il non notissimo (ma molto interessante) Imperial War Museum, dove, tra simulazioni di un rifugio antiaereo nella Londra colpita dalle bombe tedesche e una raggelante sezione dedicata all’Olocausto, ci ricongiungiamo con Federica, una nostra amica ormai stanziata nella capitale britannica.

Non riusciamo purtroppo a visitare la Cattedrale di St. Paul (chiusa di domenica, giorno in cui saremmo voluti andarci), così come facciamo tardi per salire sul Tower Bridge (anche se riusciamo finalmente ad attraversarlo).

Per quanto riguarda la parte culinaria, ammetto che stavolta è stata un po’ deludente. Niente Mildred’s, il miglior ristorante vegan della città, già provato a settembre dell’anno scorso, (sabato sera era pienissimo e domenica era chiuso), mentre finiamo, scortati dall’elenco del fido Happy Cow, in un ristorante veg indiano, Mantra, con una buona cucina (anche se con porzioni piccole) e un servizio attento. Ne usciamo purtroppo con gli abiti intrisi di un odore nauseabondo di spezie… Domenica sera, invece, alla vana ricerca di un ristorante veg aperto a Soho, decidiamo di provare un posto indicato dalla Lonely Planet, il Garlic and Shots: il locale non è consigliato ai vampiri, alla mia amica Romina e in generale a chi mal sopporta l’aglio, dato che TUTTO (birra inclusa!) prevede la presenza del simpatico bulbo. Riesco a rimediare un piatto vegan (una ricetta tex-mex da cui faccio escludere il formaggio, composta da riso saltato, nachos, fagioli e verdure), mentre LDM si delizia con la sua birra agliosa! Pazienza, sarà per la prossima volta…

Qualche dritta in più per vegani a Londra…

http://www.veganlondon.co.uk/

Inoltre, per pasti veloci, due catene di fast food con una buona scelta di cibo 100% vegetale (chiaramente indicato!):
Pret a manger (catena londinese di cibo bio, fresco e senza additivi e conservanti)
YO! Sushi (cibo giapponese con una buona scelta vegan)

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