Besciamella leggera

30 11 2006

Un classico della cucina francese, la besciamella fa la sua prima comparsa nel ricettario Le Cuisinier François di François Pierre de La Varenne, il cuoco di Luigi XIV. Il nome deriva da Louis de Béchameil, marchese di Nointel, a volte indicato come l’inventore della ricetta. In realtà la salsa potrebbe avere origini italiane… Ne sarebbe testimone il vasto impiego nella cucina tradizionale emiliana, e sembrerebbe essere l’evoluzione di una ricetta toscana, la salsa colla. Che sia stata esportata da Caterina de’ Medici?
Comunque, veniamo alla preparazione di una versione sicuramente meno pesante, ma altrettanto gustosa (e soprattutto più etica!).

Ingredienti (per 4):

farina semintegrale (tipo 2) 4 cucchiai
latte di soia 3 bicchieri
olio di girasole* 2 cucchiai
*biologico, spremuto a freddo
noce moscata 1 grattugiata abbondante
sale marino integrale 1 pizzico
dado vegetale granulare* 1 cucchiaino
*senza glutammato

Tempo di preparazione: 15′

Per prima cosa mettete la farina in un pentolino. Aggiungete un pizzico di sale marino, una grattugiata abbondante di noce moscata, e gli aromi o il dado tritato.Aggiungete ora il latte di soia, versandolo poco a poco e mescolando in modo tale da evitare la formazione di grumi.Mettete il pentolino sul gas, a fuoco basso, e mescolate senza mai fermarvi (dai, è solo per dieci minuti, non siate pigri!). Cercate di evitare la formazione di grumi.Quando inizia a bollire, aggiungete l’olio di girasole, togliete dal fuoco e mescolate per amalgamarlo bene.Usate a piacere per piatti da passare in forno (pasta o verdure… sabato scorso, ad esempio, l’ho usata per gratinare cavoli, zucca e cipolle).

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Crauti (Sauerkraut)

25 11 2006

I cibi fermentati sono caratteristici di molte cucine del mondo: in Giappone si fa fermentare la soia (il mitico e inquietante nattō), in Africa il miglio, e nell’Europa del Nord alcune verdure (barbabietole e cavoli, appunto). Ma anche il pane e il vino sono cibi fermentati, ottenuti trasformando il frumento e l’uva. La fermentazione è innanzi tutto un metodo per prolungare la conservabilità del cibo, ma è anche un’ottima maniera per mantenersi in buona salute: permette infatti la distruzione nel cibo di sostanze antinutritive come l’acido fitico, garantisce un aumento delle vitamine e degli enzimi, e un aumento della presenza di flora batterica, importante per l’equilibrio intestinale. Le verdure fermentate possono essere consumate (in piccole quantità) come antipasto o per accompagnare i cereali; l’importante è non cuocerle, in quanto si tratta di alimenti molto vitali. Le verdure fermentate possono essere acquistate in qualsiasi negozio di alimenti naturali, ma stavolta ho deciso di cimentarmi con una ricetta piuttosto semplice di tradizione tedesca.

Ingredienti

cavolo cappuccio 1
semi di coriandolo 1 cucchiaio
sale marino integrale

Tempo: 30′ + 4/5 giorni di fermentazione

Lavate, asciugate e tagliate il cavolo a strisce sottili. In un vaso o in un recipiente capiente disponete uno strato di cavolo, un po’ di sale, poi di nuovo uno strato di cavolo, un po’ di sale, e così via.
Coprite con un piatto e sovrapponete un peso per pressare bene il cavolo. Riponete in un luogo fresco (circa 10°) e possibilmente buio.
Il giorno dopo eliminate la schiuma che si sarà formata, aggiungete i semi di coriandolo e mischiate. Continuate a eliminare la schiuma ogni giorno fino a quando non se ne formerà più.
Riponete quindi i crauti in vasetti e conservateli in frigorifero.

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Minestrone

19 11 2006

Stanchi del solito minestrone surgelato? Infreddoliti dai primi rigori invernali? Bene, è ora di cimentarsi con la preparazione di uno dei piatti più caratteristici della cucina italiana, il minestrone.

Fermo restando che dosi e scelta degli ingredienti sono comunque a scelta libera, ecco quello che ho preparato ieri sera per cena, dopo un pomeriggio passato per librerie.

Ingredienti (per 6):

patate 2
cipolla 1
zucchina 1
carote 2
sedano 1 gambo
spinaci 3 manciate
rapa 1
zucca Hokkaido 1 pezzo
fagioli borlotti 100 g
ditalini di farro 200 g
olio extravergine d’oliva 1 cucchiaio a testa
sale marino integrale 1 cucchiaino

Tempo: 2h30′ + tempo di ammollo per i fagioli

Innanzi tutto mettete a bagno i fagioli borlotti in abbondante acqua la sera prima, o comunque per almeno otto ore.
Pelate le patate, sbucciate le cipolle, spazzolate carote, rape e zucca, e lavate accuratamente le altre verdure. Tagliatele poi tutte a cubetti e versatele in una pentola capiente insieme ai fagioli scolati. Aggiungete acqua a sufficienza e ponete sul fuoco. Fate bollire, abbassate la fiamma, e fate cuocere per due ore.
Dieci minuti prima di servire aggiungete un cucchiaino di sale marino integrale e la pasta.
Servire con del buon olio extravergine d’oliva.
Buon appetito!

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Roma vegan

12 11 2006

Visioni notturne…

Insegne feline

Breve resoconto del frenetico fine settimana romano… Dopo sei ore di Eurostar, arriviamo stremati a Roma verso le 12… Giornata splendida, ma gelida. Dopo essere stati fregati da un taxi abusivo, che per la modica cifra di 20 € ci conduce all’albergo (scopriamo poi in serata che il prezzo della corsa con un mezzo regolare ci sarebbe costato circa un terzo…), verso le 14 riusciamo a raggiungere Piazza di Spagna. Attirati dagli effluvi provenienti da via Margutta (okay, mi ero stampato l’elenco dei ristoranti vegetariani di Roma!), raggiungiamo il trendyssimo Margutta RistorArte, dove il sabato viene allestito un interessante Green Brunch. Alla (modica) cifra di 15 € avrete diritto a:

  • un tris a scelta dal ricco buffet (poco vegan, purtroppo…)

  • una zuppa (qui ho fatto il bis di nascosto!)

  • un bis di dolce

  • una macedonia

  • acqua

  • pane

  • un succo di frutta

  • un caffè americano

Dopo aver attentamente spulciato il buffet alla ricerca di piatti vegan nascosti tra migliaia di ricette formaggiose, essermi incazzato alla vista di una fantastica pasta con le melanzane che è comparsa quando ormai avevo riempito il mio piatto di tristi carote al vapore, aver mendicato a un cameriere la zuppa d’orzo che tardava ad arrivare dalle cucine, aver calpestato un bambino per fiondarmi sulla zuppa fumante appena arrivata ed essermi commosso di fronte all’unico dolce vegan disponibile (un ottimo strudel di mele!), sono comunque uscito piuttosto soddisfatto e corroborato… Voto: 9 all’ambiente, 8 al cibo, 4 alla scelta di piatti vegan, 7 al servizio.

Decisamente migliore la cena a casa di Stefano, un caro amico che fra poco non sarà più romano (per gioia sua), dato che si trasferirà a breve nelle brulle lande germaniche.
Ci vengono infatti offerti:

  • penne alla Norma vegan (e così mi sono ampiamente rifatto della pasta alle melanzane sfuggitami a pranzo!)

  • un fantastico hummus super-aglioso

  • zucchine, patate, peperoni e melanzane al forno

Voto: 10! Senz’ombra di dubbio!

Il giorno dopo ci rechiamo al nuovo Auditorium per il concerto (una sinfonia di Berlioz) per cui siamo venuti. Nonostante le scarse ore di sonno, riesco a tenere gli occhi aperti fino alla fine… Ma è ora di magnare, per fortuna!! Pranzo senza infamia e senza lode al ristorante dell’Auditorium, ed è purtroppo già ora di fare ritorno a Torino… Sette ore di Eurostar da suicidio, allietate però da un panino vegan decisamente non male dell’Autogrill (pane alle olive con all’interno le immancabili melanzane e una discreta crema di pomodori secchi).

Giudizio complessivo: anche se Roma la conosco abbastanza bene, ventiquattr’ore sono sempre poche per godersi questa splendida città!

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Zuppa di miso

12 11 2006

winter miso soup

La zuppa di miso (味噌汁 "misoshiru" in giapponese) è uno dei piatti-base della cucina del Sol Levante. Onnipresente a colazione, pranzo e cena, in qualsiasi situazione climatica (ricordo ancora la tazza bollente che mi veniva servita ogni sera nonostante l’insopportabile afa di Tokyo…) e in qualsiasi occasione, è però anche un ottimo modo per iniziare il pasto.

Zuppa di miso invernale

Rivisitazione più invernale, tre anni e qualche mese dopo (febbraio 2010!), le dosi sono per 4 persone.Da servire bollente come nella miglior tradizione nipponica.

alga wakame 8 cm
cipolla 1
carote 2 piccole
broccolo 1
miso d’orzo 1 cucchiaio abbondante
cipollotto porro 1

Innanzi tutto mettete a bagno in acqua calda l’alga wakame per 5 minuti.
Tagliate l’alga a strisce e sistematele con 5 tazze d’acqua in una pentola. Lasciate bollire per 4-5 minuti. Nel frattempo affettate la cipolla a mezzaluna e aggiungetela in pentola. Lasciate bollire per altri 4-5 minuti.
Tagliate finemente le carote (se si usano quelle bio basterà solo spazzolarle bene, altrimenti pelatele) e fatele bollire per altri 4-5 minuti.
Tagliate finemente anche le infiorescenze del broccolo e aggiungetele, cuocendo per altri 4-5 minuti. Prendete ora un po’ di brodo e scioglieteci dentro il miso, mescolando bene. Aggiungete infine il miso al brodo e fate sobbollire ancora per 2 minuti. Guarnite infine con il cipollotto porro tagliato fine.
E ora potete scottarvi per bene, dato che va servita bollente!

50 minuti
(riveduta e corretta il 27/02/2010)

Amarcord… Ovvero quanto ero scarso a far foto :-) (non che adesso vada molto meglio, eh!)

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